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Sardegna Holiday

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La strada della Malvasia da Montresta a Modolo, Magomadas, Tresnuraghes, Flussio, Tinnura, Sagama e Suni

In questa tappa del nostro viaggio, da Bosa ci recheremo a visitare Montresta. Tornati a Bosa, inizieremo la visita della zona di produzione della famosa Malvasia di Bosa recandoci a Modolo, Magomadas e Tresnuraghes con la sua costiera che comprende Porto Alabe, Flussio, Tinnura, Sagama e per finire ci recheremo a Suni.

La Regione storica della Planargia

La PlanargiaLa Planargia è una piccola Regione sulla costa occidentale della Sardegna. È un vasto e fertile altopiano vulcanico che si estende dal Marghine fino al mare, fra i territori di Villanova a nord ed il Montiferru a sud, attraversato dalla valle del fiume Temo. Il nome deriva dall'andamento pianeggiante della sua conformazione geografica. La Planargia si trova interamente in Provincia di Oristano ed i comuni che ne fanno parte sono Bosa, Flussio, Magomadas, Modolo, Montresta, Sagama, Suni, Tinnura e Tresnuraghes. Regione fortunata per la sua posizione geografica e per il clima mite tutto l'anno, la Planargia occupa un posto rilevante nella produzione vitivinicola della Sardegna, grazie soprattutto alla malvasia di Bosa. La Planargia si sviluppava interamente nella Provincia di Nuoro, ma, dopo la nascita della nuove Province, tutta la zona costiera è stata portata all'interno della Provincia di Oristano.


Montresta

Da Bosa arriviamo a Montresta che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Montresta Informazioni turistiche

Montresta-Stemma del comuneDa Alghero abbiamo raggiunto Bosa seguendo la costa. Avremmo potuto arrivarci passando all'interno, da Alghero sulla SS292 Nord Occidentale Sarda per 22 chilometri fino a Villanova Monteleone, poi girando a destra sulla SP12 per 16 chilometri, che entrando in Provincia di Oristano diventa la SP19 e dopo sette chilometri ci porta a Montresta, da cui Bosa dista 10 chilometri. Montresta (altezza metri 2, abitanti 7.969) è un Comune situato nei pressi del monte Navrino. Si caratterizza per la produzione dei cestini in giunco e asfodelo, lavorati a mano.

Nel 1927 il Comune di Montresta viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito da questa nella Provincia di Oristano.

Montresta-Veduta del paese Montresta-Veduta del paese

Visita del centro della cittadina

All'interno del paese si trovano diversi murales, che ornano le abitazioni che si trovano all'interno del centro storico della cittadina. Vediamo che cosa si trova di importante nel centro del paese.

Montresta: un murale sulle case del paese Montresta: un murale sulle case del paese Montresta: un murale sulle case del paese Montresta: un murale sulle case del paese

La Chiesa di San Cristoforo Martire

La Chiesa di San Cristoforo Martire è stata l'antica parrocchiale di Montresta, che da essa prese in origine il nome, Villa San Cristoforo. È una Chiesa rurale di piccole dimensioni, edificata nel 1606, che ha subito varie modifiche, come la costruzione di cappelle laterali che la rendono unica rispetto alle Chiese rurali dell'epoca.

La nuova Chiesa parrocchiale di San Cristoforo Martire

La nuova Chiesa parrocchiale di San Cristoforo Martire, che ha sostituito, è stata edificata nel diciottesimo secolo.

Montresta: la nuova parrocchiale  Montresta: la nuova parrocchiale

Visita dei dintorni di Montresta

Nei dintorni di Montresta sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Nuratolu I e Nuratolu II; dei Protonuraghi Bena Ghiu I, Bena Ghiu II, Nuratolu e Sa Rughe; dei Nuraghi Bena 'e Piras, Crabis e Torre di tipologia indefinita.

 

 


Modolo

Da Bosa arriviamo a Modolo che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il piccolo paese Modolo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di ModoloDa Montresta, la SP19 ci porta in dieci chilometri a Bosa, dove inizia la zona di produzione della rinomata Malvasia di Bosa. Da qui prendiamo la SP129bis verso Suni, che seguiamo per due chilometri e mezzo, poi giriamo a destra sulla SP35 che dopo tre chilometri ci porta a Modolo (nome in lingua sarda Mòdolo, metri 134, abitanti 185), uno dei comuni più piccoli per estensione geografica non solo della Sardegna ma di tutt'Italia.

L'economia si basa sull'agricoltura, soprattutto la viticoltura per le uve da Malvasia.

Nel 1927 il Comune di Modolo viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito da questa nella Provincia di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Andrea Apostolo

La Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Andrea Apostolo è stata edificata dai monaci Bizantini che nel VII secolo si erano stabiliti a Modolo e la avevano evangelizzata. Nel 1828 fu distrutta da un incendio e successivamente ristrutturata. All'interno si possono ammirare alcune statue lignee risalenti al diciassettesimo secolo.

Nei dintorni di Modolo

Nei dintorni di Modolo sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Albaganes e Monte Nieddu.

Le Chiese costruite dai due preti concorrenti

Si discute a lungo a Modolo dei due preti concorrenti, che hanno fatto edificare, nei dintorni del paese, due piccole Chiese, proprio una di fronte all'altra.

Modolo: le due Chiese Modolo: la prima Chiesa  Modolo: la seconda Chiesa

 

 


Magomadas con la sua frazione turistica di Santa Maria del Mare

Da Modolo arriviamo a Magomadas che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con la sua costiera nella quale si trova la sua frazione turistica di Santa Maria del Mare con la spiaggia di Santa Maria.

Il paese Magomadas Informazioni turistiche

Stemma del Comune di MagomadasDa Modolo proseguiamo per due chilometri sulla SP35 ed entriamo in Magomadas (nome in lingua sarda Magumadas, metri 263, abitanti 601). Si tratta di un pittoresco paesino con le vecchie case disposte su un poggio panoramico che domina il territorio circostante, dalla valle di Modolo fino al mare.

Nel 1927 il Comune di Magomadas viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito da questa nella Provincia di Oristano.

Gruppi folk di Magomadas

A Magomadas è attivo il Gruppo Tradizioni Popolario Sant'Elia, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro del paese

Visitiamo il centro di Magomadas.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista sorge nella parte più antica di Magomadas. È stata edificata nel tredicesimo secolo dalla popolazione fuggita dall'antico sito litorale da dove l'abitato sarebbe stato trasferito per problemi di carattere difensivo. A navata unica, con un pregevole arco in trachite rossa tra il presbiterio e la navata, opera nel 1631 dei maestri «piccapedreris» di Macomer. Il 24 giugno si volge la Festa di San Giovanni Battista.

Magomadas: la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista Magomadas: la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista Magomadas: la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: facciata Magomadas: la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: interno

La Chiesa di Santa Croce

Sempre nel centro dell'abitato, si può vedere la cinquecentesca Chiesa di Santa Croce, che custodisce un grande crocifisso ligneo di, databile all'inizio del '700.

Visita dei dintorni e della costiera di Magomadas

Nei dintorni di Magomadas sono stati portati alla luce i resti del Protonuraghe Sant'Arbara; dei Nuraghi semplici Andula, San Nicola e Sebes; del Nuraghe complesso Oladolzu; del Nuraghe Punta Lorio di tipologia indefinita.

La costiera di Magomadas

Vediamo che cosa si trova lungo la costiera di Magomadas.

La frazione turistica di Santa Maria del Mare

Magomadas: la Chiesa di Santa Maria del MareDa Magomadas, la SP83 ci porta alla sua frazione Santa Maria del Mare. È un centro turistico sviluppatosi intorno alla piccola Chiesa di Santa Maria del Mare, edificio cui una piccola cupola centrale da un aspetto quasi arabo. La stessa SP83 prosegue, facendoci attraversare il centro turistico di Porto Alabe in territorio di Tresnuraghes e che quindi descriveremo più avanti, prima di risalire a Tresnuraghes.

La spiaggia di Santa Maria

Un poco più a sud rispetto alla Chiesetta, si sviluppa sul litorale la spiaggia di Santa Maria, che si trova in località Noesala.

La spiaggia di Santa Maria è caratterizzata da un arenile di piccole dimensioni, formato da sabbia di colore ambrato, a grani grossi, affacciata su un mare trasparente, con il fondale basso a prevalenza roccioso, e con la presenza di scogli piatti nella battigia e sul fondale marino. Mediamente frequentata in alta stagione, non sono presenti servizi direttamente sulla spiaggia, me se ne trovano nel centnro abitato nelle immediate vicinanze. Alle spalle della spiaggia lo scenario è dominato dalla macchia mediterranea. Un poco più a nord della spiaggia l'arenile lascia spazio ad un'alta scogliera, mentre a sud la spiaggia arriva fino al territorio di Porto Alabe, dove prosegue con la spiaggia Albatros.

 

 


Tresnuraghes dove è nato Giovanni Pintori con la sua bella costiera

Da Magomadas ci rechiamo a Tresnuraghes dove è nato lo scultore Giovanni Pintori, che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con la sua costiera nella quale si trovano i suoi siti archeologici e le sue spiagge.

La cittadina Tresnuraghes Informazioni turistiche

Stemma del Comune di TresnuraghesUsciamo da Magomadas sulla SP35 che seguiamo per trecento metri, poi prendiamo la SS292 Nord Occidentale Sarda proveniente da Suni che quasi subito ci fa entrare a Tresnuraghes (altezza metri 257, abitanti 1.362). A parte Bosa è il più importante centro della Planargia, al confine con la Regione del Montiferru. Si può dire che appartiene a quest'ultima Regione per la struttura geomorfologica del territorio, mentre appartiene alla Planargia per le sue vicende storiche e culturali. Il Comune prende il caratteristico nome dall'antica presenza, nel centro abitato, di tre Nuraghi, di cui due ormai scomparsi, mentre del terzo restano a tutt'oggi poche tracce. Ha nei dintorni una bella costiera con ampie spiagge.

Nel 1927 il Comune di Tresnuraghes viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito da questa nella Provincia di Oristano.

A Tresnuraghes è nato Giovanni Pintori

A Tresnuraghes è nato nel 1912 lo scultore Giovanni Pintori.

Giovanni PintoriLo scultore Giovanni Pintori nasce nel 1912 a Tresnuraghes da genitori originari di Nuoro, dove la sua famiglia fa ritorno nel 1918. Nel 1930 una borsa di studio lo fa accedere, insieme a Salvatore Fancello di Dorgali, all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza. L'anno successivo stringe amicizia con Costantino Nivola, di Orani, che diventerà uno dei più grandi scultori del secolo, anch'egli arrivato con una borsa di studio. Conclusi gli studi, nel 1936 inizia a collaborare con l'Ufficio Tecnico Pubblicità della Olivetti di Ivrea, società dove già lavorava Nivola, e ne diventa il responsabile nel 1940. Produce materiale pubblicitario di ogni genere: manifesti, pagine pubblicitarie, insegne. Nel 1950 ottiene il primo di una lunga serie di riconoscimenti: la Palma d'Oro della Federazione Italiana Pubblicità. Dopo la morte di Adriano Olivetti nel 1960, continua a raccogliere prestigiosi riconoscimenti internazionali come il Typographic Excellence Award del Type Directors Club di New York. Nel 1967 lascia la Olivetti e lavora come libero professionista. Negli ultimi anni torna a dedicarsi solamente alla pittura. Muore a Milano nel 1999.

Visita del centro della cittadina

Vediamo che cosa si trova nel centroella cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

In paese possiamo visitare la ottocentesca Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, la cui facciata si presenta in stile neoclassico con una sua monumentalità sottolineata dall'uso della pietra a vista. All'interno, la Chiesa è a navata unica con volta a botte, con due cappelle per lato.

Tresnuraghes-Chiesa parrocchiale di San Giorgio Tresnuraghes-Chiesa parrocchiale di San Giorgio: interno

Visita dei dintorni e della costiera di Tresnuraghes Informazioni turistiche

Nei dintorni di Tresnuraghes sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Martine I, Martine II, Nani e Pischina 'e Ainos; dei Protonuraghi Benas e Tepporo; dei Nuraghi semplici Binzas d'Ulimu, Magomadas, Porcos, San Marco, Tirrula; dei Nuraghi complessi Martine, Nani; dei Nuraghi Figu, Iscala, Oddine, Pedra de Rio, Su Bastione, Tinnias di tipologia indefinita.

La costiera di Tresnuraghes

Vediamo ora che cosa si trova lungo la costiera di Tresnuraghes.

La frazione turistica di Porto Alabe

Come dicevamo, da Tresnuraghes la SP83 ci porta al piccolo centro abitato di Porto Alabe, un importante centro turistico sorto più a sud della Chiesetta di Santa Maria del Mare di Magomadas, della quale abbiamo già parlato.

Porto Alabe è la frazione marina di Tresnuraghes, davanti alla quale si estende una bella spiaggia, formata da vari arenili di sabbia grigia e dorata scura.

La Cala degli Albatros con la sua spiaggia

Da Tresnuraghes, giunti a Porto Alabe, giriamo a destra in corrispondenza della colonna dell'Enel e procediamo fino alla Cala degli Albatros, con la sua spiaggia di Cala degli Albatros.

La spiaggia di Cala degli Albatros è formata da un arenile costituito da una distesa di sabbia di colore ambrato scuro a grani medi, con la presenza, in alcuni punti, di scogli e massi, affacciato su un mare trasparente dalle sfumature tra il verde smeraldo e l'azzurro, con un bellissimo fondale sabbioso. Alle spalle della spiaggia, le abitazioni di Porto Alabe sono immerse nella macchia mediterranea. Mediamente frequentata in alta stagione, non sono presenti servizi direttamente sulla spiaggia, ma, nel centro abitato, è presente il bar, l'edicola, Ristorante e il market.

La spiaggia di Porto Alabe

Da Tresnuraghes, giunti a Porto Alabe, giriamo a sinistra e dall'abitato scendiamo con una gradinata fino al mare, alla spiaggia di Porto Alabe, che è quella posta più a sud rispetto alla spiaggia di Cala degli Albatros.

La spiaggia di Porto Alabe è costituita da un arenile di grandi dimensioni, una lunga distesa di sabbia di un colore tra il dorato e l'ambrato, compatta e a grani fini, che si affaccia su un mare trasparente di un colore cangiante tra il verde e l'azzurro, con un fondale basso e sabbioso. Alle spalle della spiaggia si snodano le abitazioni e la fitta macchia mediterranea, e la spiaggia è chiusa a sud da una scogliera. La spiaggia è mediamente affollata in alta stagione, e, nei pressi dellla spiaggia, sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari.

Tresnuraghes-La spiaggia di Porto Alabe Tresnuraghes-La spiaggia di Porto Alabe Tresnuraghes-Porto Alabe-Veduta della spiaggia

La Cala di Torre Columbargia con la spiaggia di Sa Marinedda

Dalla spiaggia di Porto Alabe si può iniziare una facile passeggiata verso sud, di una cinquantina di minuti lungo la costa solitaria, passando la piccola spiaggia di Sa Marinedda, fino alla Torre Columbargia, di età spagnola.

La spiaggia è anche raggiungibile dall'abitato di Tresnuraghes, invece di recarci a Porto Alabe, prendendo la via San Marco in direzione sud, e girando a destra in via Sant'Antonio, seguendo le indicazioni per Columbargia. Si percorrono circa tre chilometri, poi, subito dopo un piccolo ponte, si superano due incroci con la strada sterrata, e, dopo cinquecento metri, in prossimità di una piccola curva, ci si immette nello sterrato sulla destra della carreggiata, che conduce alla spiaggia.

La spiaggia di Sa Marinedda, che viene chiamata anche spiaggia della Cala di Torre Columbargia, si presenta come una mezzaluna sabbiosa, riparata alle due estremità da scogliere sormontate da macchia mediterranea. È caratterizzata da un arenile di medie dimensioni, composto di sabbia ambrata o dorata grigio chiara, molto compatta, con ciottoli, affacciata su un mare che si presenta di un bellissimo colore azzurro o verde cangiante, con un fondale di bassa profondità prevalentemente sabbioso. Mai affollata, neanche in alta stagione, per la difficoltà d'accesso, costituisce un angolo molto tranquillo e riparato. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

C'è anche una spiaggia con presenza naturista dopo la Grotta di Columbargia, verso le rocce.

La Torre di Columbargia o Pesquellas

La spiaggia prende il nome dalla Torre d'avvistamento spagnola, posta sul promontorio a sud della spiaggia di Porto Alabe, a 30 metri sul mare, raggiungibile con una camminata di oltre un'ora dalla spiaggia. La Torre di Columbargia, o Pesquellas, è la più antica delle tre torri spagnole presenti sulla costa di Tresnuraghes, ed era già esistente nel 1572, ed è rimasta in attività fino al 1842. Costituita da blocchi in basalto ed arenaria calcarea, ha una volta a fungo con pilastro centrale, una luce ricavata nello spessore del soffitto ed un caminetto cucinino. Nel 1729 era presidiata da un Alcaide, o responsabile della torre, con due soldati, che venivano pagati dagli abitanti dei villaggi della Planargia.

La Torre di Ischia Ruggia o Inscla Rubia

Lungo la costa verso sud, si trova un'altra Torre dell'epoca spagnola. La Torre di Ischia Ruggia, o Inscla Rubia, Si trova a cinque6 metri sul mare, ed è raggiungibile dalla Chiesa campestre di San Marco dalla quale dista più o meno due chilometri. È posta alla distanza di circa quattro chilometri a sud dalla Torre di Columbargia, e a circa due chilometri a nord dalla Torre di Foghe, realizzata in rocce basaltiche e dotata di volta a cupola, da l'impressione di non essere mai stata completata. Viene citata a partire dal 1580, ed è stata operativa fino al 1842. Anche in essa, nel 1729, vi erano di guardia un Alcaide con due soldati pagati dalla Planargia di Bosa.

Proseguendo da Porto Alabe verso Punta Foghe Informazioni turistiche

Usciamo dal paese in direzione sud sulla via San Marco, seguendo le indicazioni per il Santuario di San Marco.

La Chiesa Templare di Sant'Antonio da Padova

Percorsi appena cinquecento metri, svoltiamo a destra sulla strada comunale per Torre Foghe. Dopo circa duecentocinquanta metri raggiungiamo la Chiesa Templare di Sant'Antonio da Padova, di probabile origine bizantina dato che in precedenza era dedicata a Santa Maria di Costantinopoli. La pianta originaria doveva essere a croce greca, poi in una fase successiva è stata ampliata e allungata la navata centrale. È stata anche la sede di una precettoria Templare.

Il Dolmen di Su Jù Malmuràdu

Proseguendo in direzione del Santuario di San Marco, dopo circa un chilometro e duecento metri, in località Mara Pala, sulla destra della strada vediamo il Dolmen di Su Jù Malmuràdu, cioè del giogo pietrificato. Deve il suo nome a una leggenda locale. È un monumento funebre molto semplice, formato da due lastre di pietra infisse verticalmente nel terreno, al di sopra delle quali stava una terza lastra di copertura oggi scomparsa. Il monumento conserva un'altezza di circa due metri.

Resti del Nuraghe complesso Nani con il fenomeno della Luce dal foro apicale

Proseguendo ancora in direzione del Santuario di San Marco, dopo due chilometri e cento metri si arriva un incrocio con una strada bianca che, presa verso sinistra, in circa cinquecento metri porta di fronte al Nuraghe Nani, edificato alla destra del riu Mannu a 197 metri di altezza e documentato la prima volta da Torquato Taramelli nel 1929. Si tratta di un Nuraghe monotorre dalla circonferenza di trentotto metri, con l'ingresso a sud, sovrastato da architrave regolare con finestrino di scarico. Nell'andito, lungo quattro metri e largo poco più di uno, si trova a sinistra la scala che porta al piano superiose, del quale però non rimane nulla. La camera interna, del diametro di quattro metri, ha una volta a tholos ancora intatta, ed è arricchita da due nicchie equidistanti, strette e profonde. Il paramento esterno è realizzato con pietre basaltiche di medie dimensioni ben lavorate e disposte in file regolari, mentre le pareti della camera sono realizzate con blocchi sbozzati, uniti con scaglie e malta di fango, su venti filari. Il Nuraghe è circondato da una doppia muraglia concentrica dello spessore di tre metri, che termina sul lato ovest con una torretta più piccola, di sei metri di diametro. Nel pendio sotto il Nuraghe si trovano i resti d'una decina di capanne circolari e qualche tratto di muro rettilineo. Nel 2016, dopo aver ottenuto il via libera della Soprintendenza, è stato inaugurato il progetto di valorizzazione del Nuraghe Nani e dell'esteso villaggio di capanne che vi ruota attorno.

Tresnuraghes-Nuraghe Nani Tresnuraghes-villaggio alla base del Nuraghe Nani

Il fenomeno della Luce dal foro apicale, così definito dal Gruppo Ricerche Sardegna, si verifica nei Nuraghi nei quali il sole, nel giorno del Solstizio d'estate, raggiunge una determinata altezza, un sottile raggio di luce penetra attraverso il foro ricavato dai costruttori all'apice della tholos del Nuraghe, attraversa tutta l'ampia volta e va ad illuminare la base della camera, oppure una nicchia presente nella camera stessa.

Secondo gli studi condotti dal Gruppo Ricerche Sardegna e pubblicati nel volume «La luce del toro», nel Nuraghe Nani di Tresnuraghes, il giorno del Solstizio d'estate, si può osservare il suggestivo fenomeno del sole che, dal foro apicale della camera del Nuraghe, penetra correndo inclinato sulla parete della stanza circolare illuminandola con un fascio di luce. E, quando l'astro è allo zenit, il sole illumina il centro della stanza, nella quale un tempo poteva essere ospitata la sepoltura di una persona importante, forse un eroe nuragico. Si fa anche l'ipotesi che nella nicchia si posizionasse il sacerdote per essere investito dalla luce sacra.

Il Betilo e la Tomba di giganti di Pischina 'e Ainos

Proseguendo ancora un paio di chilometri, sulla destra della strada vediamo il Betilo di Pischina 'e Ainos, alto un metro e ottanta. Il monumento si distingue per l'accuratezza della lavorazione, che risalta soprattutto nella forma regolare del monumento. Una particolarità del monolite è la presenza di quattro fori disposti ortogonalmente, nella parte superiore del monumento.

La Tomba di giganti di Pischina 'e Ainos si trova un poco dietro, su un rialzo del terreno. Non si trova in buono stato di conservazione, ed è parzialmente sommersa dalla vegetazione. Tuttavia è possibile individuare l'esedra, della quale manca la stele, il filare inferiore delle pietre che costituivano la camera funeraria, e l'abside posteriore.

Il Santuario di San Marco

Proseguendo sulla stessa strada, a sette chilometri dal paese raggiungiamo il Santuario di San Marco. Costruito nel diciassettesimo secolo, è stato completamente ristrutturato negli anni '60. La Festa campestre di San Marco si svolge il 25 aprile e la 1 domenica di settembre e vede il pellegrinaggio di due giorni alla Chiesetta di San Marco con l'offerta a tutti di pane benedetto, carne e vino.

La spiaggia di Torre di Foghe

Superato il Santuario, proseguiamo verso il mare per raggiungere la Torre di Foghe, ossia Torre della Foce, così chiamata perché costruita alla foce del Rio Mannu.

Tresnuraghes-La costiera di Torre di Foghe Tresnuraghes-La costiera di Torre di Foghe

Scavata nella falesia di un altopiano basaltico formato da colate laviche provenienti dal complesso vulcanico del Monte Ferru, arriva a strapiombo sul mare, dove forma un'alta falesia rocciosa con piccole calette e isolotti vicini alla costa. Da qui la scogliera, alta e solitaria, continua verso sud fino alle coste di Capo Nieddu in territorio di Cuglieri.

Il mare di Punta Foghe non è soggetto a inquinamento o altre alterazioni, ed è, perciò, ricco di abbondante fauna ittica, costituisce quindi un luogo ideale per chi pratica la pesca subacquea.

Tresnuraghes-mare di Punta Foghe Tresnuraghes-mare di Punta Foghe

La Torre di Foghe o Fogodolla

Tresnuraghes-Torre di FogheLa Torre di Foghe, o Fogodolla, è situata sulla Punta Foghe, a 69 metri sul mare. Edificata in epoca spagnola, era già in funzione nel 1572, ed è stata successivamente restaurata nel 1604 e nel 1767. Realizzata con rocce basaltiche, ha una volta cupola, un caminetto cucinino ed una scala interna al muro, che consente l'accesso alla terrazza. Si eleva per circa nove metri su un'imponente falesia, a controllo della foce del Rio Mannu. Risulta che nel 1729 vi stazionavano due soldati, che dipendevano dall'Amministrazione reale di Sassari.

Le scoperte archeologiche di Torre di Foghe

Nei dintorni di Tresnuraghes sono stati rinvenuti i resti del villaggio prenuragico di Torre di Foghe, risalente alla Cultura di San Ciriaco, che si è sviluppata in Sardegna tra il 4200 ed il 4000 avanti Cristo e può essere vista come un momento di passaggio tra la Cultura di Bonu Ighinu e la successiva Cultura di Ozieri. La Cultura di San Ciriaco è caratterizzata da una produzione vascolare di ottima fattura.

 

 


Flussio famosa per l'artigianato dell'asfodelo

Da Tresnuraghes ci reachiamo a Flussio famosa per l'artigianato dell'asfodelo, che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Flussio con l'artigianato dell'asfodelo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di FlussioDa Tresnuraghes seguendo la SS292 Nord Occidentale Sarda si scenderebbe a Cuglieri, ma vi ci recheremo nella prossima tappa. Torniamo indietro, invece, sulla SS292 Nord Occidentale Sarda verso Suni, e dopo un paio di chilometri entriamo in Flussio (nome in lingua sarda Flùssio, metri 305, abitanti 504). Il paese è situato sul bordo dell'altopiano della Planargia che domina la ridente vallata di Modolo verso il mare occidentale della Sardegna.

Nel 1927 il Comune di Flussio viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Il Comune di Flussio nel 1928 viene aggregato al Comune di Suni, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito dalla Provincia di Nuoro in quella di Oristano.

L'artigianato locale dei cestini in asfodelo

Insieme a Tinnura, Flussio costituisce il punto di riferimento dell'artigianato dell'asfodelo, e la leggenda racconta che sarebbe stato San Bartolomeo ad insegnare ai Flussiesi l'arte dell'intreccio per la creazione di questi straordinari cestini. L'asfodelo cresce nei terreni incolti, meglio se paludosi, e viene raccolto tra marzo e fine maggio, lo stelo viene strappato dalla pianta e, reciso il fiore, lasciato essiccare per qualche giorno. Quando diventa bianco lo si immerge ancora per qualche ora nell'acqua di Su Laccu, una piccola vasca scavata nella pietra, e poi si divide in strati in diverse corrias dai colori chiaro e scuro, che vengono utilizzati poi per comporre, fra le tante, le figure tradizionali delle rose o del ballo sardo. Le foto che seguono raccontano la lavorazione dei cestini da parte di una donna del paese.

Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo Flussio: lavorazione dei cestini di asfodelo

A partire dal periodo primaverile si possono vedere, stesi ad essiccare al sole, lungo le strade del paese, i materiali che verranno utilizzati successivamente per produrre i cestini di asfodelo. Per acquistare i cestini di asfodelo, oggi ci si può recare al civico numero 27 della via Nuova, dove si possono acquistare i cestini di Alessandra Bennici.

Madre flussiese e padre di origine siciliana Alessandra Bennici ha aperto in paese la strada per un nuovo modo di intendere la lavorazione dell'asfodelo e l'elaborazione della tipica cestineria. Lavora nella sua casa alla periferia del paese, ed è la titolare dell'unica, almeno per il momento, ditta individuale iscritta all'albo degli artigiani nella lavorazione dei cestini in asfodelo.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro dell'abitato di Flussio.

La Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo

All'interno del paese si può visitare la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, risalente al dodicesimo secolo ma oggi inglobata in una struttura più moderna. Il 24 e il 25 agosto si celebra la Festa di San Bartolomeo e San Costantino, con una suggestiva processione e sfilata a cavallo.

La Chiesa di Santa Maria della Neve

Più interessante è la Chiesa di Santa Maria della Neve, dedicata alla Santa patrona della cittadina. La Chiesa nella sua forma originaria risale al quattordicesimo secolo, ma della configurazione originaria rimangono solo la facciata e la torre campanaria parzialmente restaurata. Il 5 agosto si tiene la Festa patronale di Santa Maria della Neve, con la caratteristica processione per le vie del paese cui seguono balli e canti tradizionali la sera.

La procedura di fallimento della Cantina Sociale della Planargia

Al civico numero 8 della via Nuova si trovano gli edifici che avevano ospitato la Cantina Sociale della Planargia, costituita nel 1964 da un gruppo di viticoltori che si era riunito nella Cooperativa Viticoltori della Planargia con l'obiettivo principale di valorizzare i prodotti vinicoli locali. Serietà, competenza, professionalità e genuinità dei prodotti ne avevano caratterizzato il lavoro, e la Malvasia di Bosa DOC è stato senz'altro il prodotto a qualità più alta. Oggi, dopo anni di difficoltà, la gestione della Cooperativa è stata affidata ad un curatore fallimentare.

Visita dei dintorni di Flussio

Nei dintorni di Flussio sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Giannas e Su Figante; dei Protonuraghi Caddaris, Carcheras e Murciu; del Nuraghe semplice Giannas; dei Nuraghi Sa Roda e San Bartolomeo di tipologia indefinita.

 

 


Tinnura con i suoi murales

Da Flussio ci rechiamo a Tinnura che visitiamo con il suo centro dove si trovano i suoi murales e con i suoi dintorni.

Il piccolo paese Tinnura con i suoi murales Informazioni turistiche

Stemma del Comune di TinnuraDa Flussio seguendo la via Nazionale raggiungiamo il confinante piccolo Comune di Tinnura (altezza metri 328, abitanti 271), situato sul limitare dell'altopiano basaltico della Planargia. L'attività tipica è rappresentata dalla lavorazione dei cestini di asfodelo, che l'ha reso rinomato insieme al vicino Flussio.

Nel 1927 il Comune di Tinnura viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Il Comune di Tinnura nel 1928 viene aggregato al Comune di Suni, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito dalla Provincia di Nuoro in quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Quello che colpisce di Tinnura è la grande varietà di colori presenti per le strade, dovuta ai pavimenti policromi in trachite rossa e in marmo bianco di Orosei, oltre al grigio dei basalti che lastricano le strade. Le abitazioni del paese sono tutte ricoperto di murales.

Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese Tinnura: un murale sulle case del paese

La Chiesa parrocchiale di Sant'Anna

La Chiesa parrocchiale di Sant'Anna risale al Seicento e la sua struttura è piuttosto semplice. Ha un campanile molto elegante con bande in mattoni rossi. Il 26 luglio si tiene la Festa di Sant'Anna, la Festa principale del paese che attira ogni anno molti visitatori, oltre ai festeggiamenti religiosi vengono organizzati anche canti e balli tradizionali.

Visita dei dintorni di Tinnura

Nei dintorni di Tinnura sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti Su Crastu Covaccadu; e del Nuraghe semplice Trobias.

 

 


Sagama con la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

Da Tinnura ci rechiamo a Sagama che visitiamo con il suo centro dove si trova la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e con i suoi dintorni.

Una deviazione al piccolo paese Sagama Informazioni turistiche

Sagama-Veduta del paeseStemma del Comune di SagamaDa Tinnura effettuiamo una deviazione. Prendiamo la SP34 che dopo due chilometri ci porta a Sagama (nome in lingua sarda Sàgama, metri 333, abitanti 214), un piccolo Comune che sorge su una collina calcarea al confine tra la Planargia e la zona vulcanica del Montiferru. Nei dintorni del paese sono presenti numerosi Nuraghi. Nel 1927 il Comune di Sagama viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Il Comune di Sagama nel 1928 viene aggregato al Comune di Suni, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito dalla Provincia di Nuoro in quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina di Sagama.

La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo è una delle più belle Chiese di tutta la Planargia, edificata nel 1606 da tre piccapedreris sassaresi, che si sono impegnati a costruirla secondo il modello della Chiesa di San Giacomo di Sassari. Ha una sola navata, con volta a botte. Custodisce la statua di San Michele, in legno, di preziosa fattura. La Chiesa conserva inoltre dipinti di scuola settecentesca, altari lignei, un pulpito del diciassettesimo secolo e vari arredi sacri. La facciata è impostata su tre ordini, scanditi da cornicioni. La affianca sul lato sinistro una tozza torre campanaria aggiunta in epoca successiva.

Sagama: la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo Sagama: la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo: facciata

La Chiesa della Nostra Signora del Carmelo e la Chiesa di Santa Croce

Sagama: la Chiesa di Nostra Signora del CarmeloIn centro troviamo anche la medioevale Chiesa della Nostra Signora del Carmelo. L'8 maggio vi si tiene la Festa dedicata alla Madonna del Carmelo con esibizioni di cantanti e ballerini folk.

Sempre in centro, è presente anche la Chiesa di Santa Croce. Il 17 gennaio presso questa Chiesa si tiene la Festa di Sant'Antonio Abate, detta di Sant'Antonio de Su Fogu, con l'accensione dell'imponente falò nel piazzale della Chiesa di Santa Croce.

Visita dei dintorni di Sagama

Nei dintorni di Sagama sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Su Crastu Covaccada e Triganino; dei Protonuraghi Funtanedda, Mulineddu e Pascialzos; dei Nuraghi semplici Mulineddu II, Muristene e Nuratolu.

 

 


Suni con il Nuraghe Nuraddeo e la Necropoli di Chirisconis

Da Tinnura ci rechiamo a Suni che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trovano il Nuraghe Nuraddeo e la Necropoli di Chirisconis.

La cittadina Suni Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SuniRientrati a Tinnura, riprendiamo la SS292 Nord Occidentale Sarda che dopo meno di un chilometro ci porta a Suni (nome in lingua sarda Sune, metri 340, abitanti 1.246), paese edificato sul caratteristico altopiano basaltico della Planargia. Il centro urbano si affaccia sulla splendida vallata di Modòlo, nota per la produzione del suo caratteristico vino, prodotto dal vitigno Malvasia.

Nel 1927 il Comune di Suni viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito da questa nella Provincia di Oristano.

Gruppi Folk di Suni

A Suni è attivo il Gruppo Folk Nostra Signora 'e Sunie di Suni, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro di Suni.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve

Nel centro del paese possiamo vedere la Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, costruita nel '300 in stile romanico-gotico, in seguito ampliata e trasformata tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo.

Il Museo Casa della Tecnologia Contadina

In via Regina Margherita al civico numero 9, possiamo visitare il Museo Casa della Tecnologia Contadina, intitolata al suo ultimo proprietario Tiu Virgiliu. Ubicata a poca distanza dalla Chiesa parrocchiale, rappresenta una testimonianza significativa della cultura contadina e artigiana del periodo compreso tra '800 e '900. La Casa Museo si articola in due piani e conserva oltre mille pezzi, tra oggetti e macchinari, legati alle attività artigianali proprie del mondo agropastorale, che hanno caratterizzato l'economia del paese fino ai primi anni cinquanta del Novecento.

Visita dei dintorni di Suni

Nei dintorni di Suni sono presenti alcuni importanti siti archeologici, dato che sono stati portati alla luce i resti dei Protonuraghi Cannedu, Fraigada, Lighedu, Sa Idda Bezza e Seneghe; dei Nuraghi semplici Ardeu, Assi, Chirisconis, Ferralzos, Fra Farinas, Gioizinu, Multa Ratta, Narbonittu, Nucarrale, S'Ena de Sos Ulimos, Sa Divisa, Sa Pedra Pinta, Sa Zarra, Salisarda, Su Natolu Biancu, Su Siddadu ed Uras; dei Nuraghi complessi Mannu, Nuraddeo, San Michele, Simammaro e Sirone; dei Nuraghi Cadone e Camminu di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe complesso Nuraddeo

Da Suni prendiamo la SS292 Nord Occidentale Sarda per Padria e dopo un chilometro troviamo sulla sinistra un cancello che introduce in un viottolo che porta all'area archeologica, distante circa duecento metri. Vediamo il Nuraghe Nuraddeo, un Nuraghe complesso formato da un mastio centrale e da tre torri laterali collegate da un bastione. Il mastio, alto in origine 22-24 metri del quale restano oggi soltanto circa 14 metri. La sua caratteristica è una particolare svasatura a forma conica che diventa verso l'alto cilindrica, e mostra ancora oggi la perizia dei suoi costruttori. L'interno, non più visitabile dopo essere stato soggetto a furti da parte di tombaroli, comprende due piani entrambi integri e ciascuno con copertura a tholos. Delle torri laterali resta ben poco. Nell'area circostante sono presenti anche i resti di un Villaggio nuragico.

Suni-Veduta del Nuraghe Nuraddeo Suni-Veduta del Nuraghe Nuraddeo

Resti della Necropoli di Chirisconis

Ripresa la strada per Padria e proseguendo ancora 1,7 chilometri, troviamo sulla destra la Necropoli di Chirisconis. La Necropoli è costituita da tredici Domus de Janas scavate nel duro basalto a dominare dall'alto la valle di Badde 'e Crabolu. Alcune Domus de Janas sono costituite da numerose celle cominicanti. La Necropoli risale al 3000 avanti Cristo circa, nel periodo del Neolitico Recente.

Suni: la Necropoli di Chirisconis-Veduta d'insieme della Necropoli Suni: la Necropoli di Chirisconis: una Domu de Janas Suni: la Necropoli di Chirisconis: ingresso di una Domu de Janas Suni: la Necropoli di Chirisconis: ingresso di una Domu de Janas Suni: la Necropoli di Chirisconis: interno di una Domu de Janas Suni: la Necropoli di Chirisconis: interno di una Domu de Janas

Il Protonuraghe Seneghe

Da Suni prendiamo la SS129bis per Bosa e dopo 250 metri svoltiamo a sinistra in una strada bianca. Dopo qualche centinaio di metri parcheggiamo l'auto e procediamo a piedi per circa cinquecento metri. Il Protonuraghe Seneghe è sulla destra, parzialmente nascosto da un boschetto di querce, comunque vicino alla strada. È un Protonuraghe del tipo a corridoio. Ha pianta ellittica, con un corridoio centrale che attraversa tutta la costruzione da un estremo all'altro, e due ingressi alle estremità. È molto ben conservato sia all'esterno che all'interno, dove è possibile attraversare tutto il corridoio.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare il Montiferru, da Sennariolo a Scano di Montiferru. Visiteremo Cuglieri con la sua costiera che comprende Santa Caterina di Pittinuri, S'Archittu e Torre del Pozzo. Proseguiremo da Santu Lussurgiu, con la località termale di San Leonardo de Siete Fuentes, a Bonarcado e Seneghe.


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