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Sardegna Holiday

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Da Milis a Bauladu, da Tramatza a San Vero Milis, da Riola Sardo a Baratili San Pietro ed a Zeddiani

In questa tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare Milis, Mauladu e Tramatza. Ci recheremo poi a San Vero Milis dove vedremo la lavorazione del giunco. Andremo quindi a visitare Riola Sardo, Baratili San Pietro dove vedremo la costruzione de Is Fassonis, ed infine ci recheremo a Zeddiani.

La Regione storica del Campidano di Oristano

Il Campidano di OristanoIl Campidano è la più vasta pianura della Sardegna, situata nella sua porzione sud occidentale. Dal punto di vista geologico si tratta di un Graben, una fossa tettonica determinata da un sistema di faglie distensive che hanno determinato lo sprofondamento di una parte di crosta terrestre. In seguito, la fossa è stata interessata da fenomeni di sedimentazione alluvionale che hanno portarono uno spessore di circa seicento metri di sedimenti continentali e deltizi. In particolare, il Campidano di Oristano è una Regione della Sardegna occidentale il cui territorio apparteneva anticamente al Giudicato d'Arborea. Si sviluppa interamente nella Provincia di Oristano, e comprende i comuni di Arborea, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Marrubiu, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Nicolò d'Arcidano, San Vero Milis, Santa Giusta, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simaxis, Solarussa, Terralba, Tramatza, Uras, Villaurbana, Zeddiani e Zerfaliu. È un territorio caratterizzato dalla presenza di zone umide di altissimo interesse naturalistico, con specie faunistiche rare.


Milis con la Chiesa romanica di San Paolo

Da Narbolia ci rechiamo a Milis che visitiamo con il suo centro nel quale si trovano la Chiesa romanica di San Paolo e l'importante palazzo Boyl, e con i suoi dintorni.

La cittadina Milis con la Chiesa di San Paolo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di MilisDa Narbolia prendiamo la SP14 che dopo sei chilometri ci porta a Milis (nome in lingua sarda Miris, metri 72, abitanti 1.666), Comune in Provincia di Oristano i cui abitanti sono detti milesi.

È un importante centro agricolo noto per la coltivazione degli agrumi, in particolare per gli aranceti. Le prime coltivazioni di agrumi nell'isola furono infatti quelli di Milis, ad opera dei monaci Camaldolesi. Il Comune di Milis nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Gruppi folk di Milis

Milis-Sfilata nel costume tradizionale di MilisA Milis è attiva l'Associazione Tradizioni Popolari Milis Pizzinnu, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località. A Milis si svolge il 20 gennaio la Festa di San Sebastiano; le celebrazioni della Settimana Santa prevedono che il Giovedì Santo tre persone in saio bianco, scalze e incappucciate portino in giro la croce con le scale, ed il pomeriggio si effettua la lavanda dei piedi il Venerdì Santo di prima mattina si porta in processione la statua di Maria detta S'inghiriedda, ed il pomeriggio avviene la discesa de Sa lattera, la cerimonia di Su scravamentu, e la notte la processione con la croce, le scale, Sa lattera con Gesù deposto e Maria; la domenica di Pasqua si effettua la cerimonia di s'incontru. In primavera si svolge la manifestazione Primavera in giardino, una fiera floreale con esposizione di fiori e piante, durante la quale si tengono inoltre convegni, filmati e mostre; la domenica successiva al 19 marzo che è la Festa di sSan Giuseppe si svolge la Sagra dei Ceci, antica Sagra con degustazione di ceci cotti con finocchietto selvatico; nel mese di novembre la Rassegna dei vini novelli, con manifestazioni gastronomiche, musicali e culturali.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina di Milis.

La Chiesa romanica di San Paolo

Milis-Chiesa di San PaoloAll'ingresso del paese troviamo la Chiesa romanica di San Paolo, e considerando che in passato il paese era di dimensioni minori, si è certi che fosse completamente al di fuori dall’abitato. La Chiesa di San Paolo si trova tra vasti aranceti impiantati dai Frati camaldolesi di Bonarcado, il che fa pensare che si debba a loro questa imponente costruzione. Edificata tra il 1140 ed il 1150 in stile romanico lombardo ad opera di maestranze già operanti a Santa Giusta, è stata poi completata in stile toscano agli inizi del 1200. La Chiesa ha una sola navata con pianta a croce latina. Nel pavimento si possono notare sedici lastre tombali rettangolari. La facciata è realizzata con pietra arenaria chiara e trachite scura, a righe alternate.

All'interno sono conservati tre importanti dipinti su tavola. Nella Crocifissione sono raffigurati Gesù, i due ladroni e la Maddalena piangente, sostenuta sulla sinistra da San Giovanni. Nel secondo dipinto sono rappresentati la Madonna col Bambino, il quale porta appeso al collo un ciondolo di corallo che veniva usato per scacciare le malattie. Infine nella predella sono rappresentati alcuni momenti della vita di San Paolo, racchiusi da cornici dorate, tipiche dei retabli gotici. I primi due dipinti sono attribuiti a un pittore catalano degli inizi del 1400, mentre la predella è stata aggiunta in seguito da un pittore locale. I tre quadri messi insieme costituivano un Retablo che si trovava dove oggi è l'altare. La statua di San Paolo sarebbe stata la protagonista di un miracolo, avvenuto in questa Chiesa nel 1675, quando, alla vigilia della Festa di San Paolo, il vescovo si accorse che la statua sudava sangue. I preti asciugarono la statua con dei copricalice, che sigillarono, e che vengono conservati nella parrocchiale di San Sebastiano.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

Al centro del paese, lungo la via principale, si trova la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano. La Chiesa è stata costruita in stile gotico-catalano nella zona sud del paese nel '500, ha un ampio ingresso e cappelle laterali con volta ad arco. Nella facciata è presente un rosone in trachite rossa.

Il palazzo Boyl

Importante a Milis è il palazzo Boyl, nel quale per quasi cinquant'anni abitò una delle famiglie più illustri della Sardegna, i Boyl, originari dell'Aragona ed arrivarti in Sardegna intorno al 1300, in periodo Giudicale. La famiglia si schierò a favore del re Giacomo II ed ebbe grande influenza nella guerra contro il Giudicato d Arborea. Si distinse Pietro Boyl, che per i suoi meriti ottenne la Baronia di Putifigari, il governo della Piazzaforte di Alghero, ed il titolo di «Cavallero Sin Par», cioè cavaliere senza pari.

Visita dei dintorni di Milis

Nei dintorni di Milis sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Campischeddu, Turriga; dei Protonuraghi Riu 'e sa Tanca, Tronza, Turriga; dei Nuraghi semplici Cuau, Cuccuru Canale, Pertiazzu, Su Livariu; dei Nuraghi complessi 'e Procus, Cobulas, Mura Cabonis; dei Nuraghi Murdegu, Piscu Piu, Sa Murta di tipologia indefinita.

 

 


Bauladu con il Nuraghe Crabia

Da Milisci rechiamo a Bauladu che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il Nuraghe Crabia.

Il paese Bauladu Informazioni turistiche

Bauladu-Stemma del comuneDa Milis, percorsi settecento metri sulla SP15, prendiamo a sinistra la SP9 che dopo 3,5 chilometri ci porta a Bauladu (nome in lingua sarda Baulau, metri 38, abitanti 693), piccolo centro della Provincia di Oristano ubicato ai piedi una collina vulcanica.

Il paese era, in periodo medioevale, ubicato nella curatoria del Campidano di Milis, e la sua economia è basata soprattutto su allevamento e agricoltura.

Il Comune di Bauladu nel 1928 viene aggregato al Comune di Milis, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Il Comune di Buladu nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Gruppi Folk di Bauladu

A Bauladu sono attivi l'Associazione Turistica Pro Loco di Bauladu, il Gruppo Folk Tradizioni Popolari di Bauladu e l'Associazione Balletto Folkloristico di Bauladu, che si esibiscono nelle Feste che si tengono nel Comune ed anche il altre località, e nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tradizionale di Bauladu.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese di Bauladu.

La Chiesa parrocchiale di San Gregorio

Nel centro storico merita una visita la Chiesa parrocchiale di San Gregorio. Edificata in stile romanico, risale al tredicesimo secolo, e presenta una bella facciata con pietre a vista. La Chiesa è stata poi ristrutturata nel corso del '700. Conserva all'interno, di una cappella, la scultura lignea della Madonna col Bambino, dorata e policroma, attribuita ad un intagliatore del 1600 appartenente alla scuola napoletana.

Bauladu-Chiesa parrocchiale di San Gregorio Bauladu-Chiesa parrocchiale di San Gregorio

Visita dei dintorni di Bauladu

Nei dintorni di Bauladu sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Senadrozzu, Zrighidanu, Zrighidanu II; del Protonuraghe Santa Vittoria; dei Nuraghi semplici Ainzu, Mura Cresia, San Lorenzo; dei Nuraghi complessi Attus, Martinzanu, Mura Crabas, Mura Figus, Mura Prochilis, Ois, Santa Barbara, Zinnuri; dei Nuraghi Crabia, Mascherza, Monti, Oliedu, Santu Martenas, Zeurras, Zrighidanu di tipologia indefinita.

La ex Stazione Ferroviaria di Bauladu e Milis

Bauladu-La ex Stazione Ferroviaria di Bauladu e MilisUsciamo verso est con la via Mannu, che fuori dall'abitato diventa la prosecuzione della SP9, e la seguiamo per circa due chilometri, fino a che alla sinistra della strada troviamo la ex Stazione Ferroviaria di Bauladu-Milis, una stazione posta sulla Dorsale Sarda, dopo la stazione di Solarussa e prima di quella di Paulilatino. Le origini dell'impianto si riconducono alla fase di costruzione della Dorsale Sarda nella seconda metà dell'Ottocento, a cura della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, che apre la stazione di Bauladu nel 1880, in contemporanea con l'inaugurazione del tronco tra Oristano e Giave. Nel 1920 la stazione passa alla gestione delle Ferrovie dello Stato, e si registra un primo cambio di denominazione, che prende il nome di stazione di Milis, di cui Bauladu era diventata frazione nel 1928, nome che viene mantenuto sino all'immediato dopoguerra, quando la stazione viene ribattezzata con la doppia denominazione di Bauladu Milis, conseguenza della ritrovata autonomia amministrativa di Bauladu dal 1946. Dal 2001 le competenze passano dalle Ferrovie dello Stato alla controllata RFI, nella prima metà degli anni duemila lo scalo viene disabilitato al servizio Viaggiatori, rimanendo attivo come semplice località di servizio.

Resti del Nuraghe Crabia di tipologia indefinita

Bauladu-Nuraghe CrabiaUsciamo da Bauladu sulla SS131 di Carlo Felice e procediamo per due chilometri fino a trovare una deviazione a sinistra che porta sulla vecchia SS131 di Carlo Felice. Proseguendo per meno di un chilometro, vediamo sulla sinistra su una collina boscosa il Nuraghe Crabia. Ci si può anche arrivare con la SP9, dopo aver superata la ex Stazione Ferroviaria, proseguendo per quasi trecento metri, e poi prendendo a sinistra la strada comunale che collega Bauladu con Novanzanus. Si tratta di un Nuraghe semplice, di tipo monotorre, che conserva due camere circolari sovrapposte ancora integre, con copertura a tholos. Sono presenti due scale, una a sinistra che porta al primo piano; l'altra, che corre in senso inverso, è nascosta in una nicchia e porta ad una nicchia al primo piano, per poi portare al terrazzo esterno.

 

 


Tramatza

Da Milis ci rechiamo a Tramatza che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Tramatza Informazioni turistiche

Stemma del Comune di TramatzaDa Milis la SP15 in cinque chilometri ci porta a Tramatza (altezza metri 22, abitanti 1.007), Comune ubicato nella fertile piana del Campidano. Il territorio è attraversato dal fiume Cispiri che ha avuto un ruolo importante nella storia e nell'economia del paese, in particolare per la produzione di canne, conosciute in tutta l'isola per la loro resistenza.

Il terreno, da cui affiorano formazioni basaltiche, testimonia l'antica attività vulcanica del vicino Montiferru. L'economia della popolazione è prevalentemente agropastorale.

Il Comune di Tramatza nel 1928 viene aggregato al Comune di Milis, dal quale nel 1950 viene nuovamente separato. Il Comune di Tramatza nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Tramatza

Il 14 gennaio viene acceso un grande falò in onore di Sant'Efisio, che richiama ogni anno gran parte della popolazione. Il 22 luglio si celebra la Festa di Santa Maria Maddalena, patrona del paese.

Visita del centro della cittadina

Effettuiamo ora la visita del centro di Tramatza.

La Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Maria Maddalena, Salvatore e Geminiano

Nel paese si trova la Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Maria Maddalena, Salvatore e Geminiano. Consacrata nel 1388, in sacrestia conserva un sarcofago dell'epoca giudicale caratterizzato da decorazioni a bassorilievo raffiguranti un putto alato, due angeli con le ali spiegate e degli scudi. La Chiesa è stata restaurata più volte nel tempo. Un tempo la Chiesa era circondata dal Cimitero, che ora è chiuso da un cancello che serviva per non farvi entrare gli animali.

La Chiesa San Giovanni

Nel punto più alto del paese troviamo la Chiesa San Giovanni. Tornata di recente al culto, la Chiesa si trova in prossimità del Cimitero ed è circondata da ulivi secolari.

Visita dei dintorni di Tramatza

Nei dintorni di Tramatza sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti di Bingia 'e Monti; dei Nuraghi semplici Bingia 'e Monti, Chiccu Eccis, Cuccuru Bingias, Pala S'Arrideli, Pallariu, Pranu Aidu, Scalaxeddu; del Nuraghe complesso sa Costa Manna; dei Nuraghi Aurras, Brunchiteddus, Cadrogu, Maniei, Mannu, Piccibi, Tramatza di tipologia indefinita.

 

 


San Vero Milis famoso per la lavorazione del giunco

Da Milis ci rechiamo a San Vero Milis famoso per la lavorazione del giunco che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova il Nuraghe S'Uraki dove sono stati rinvenuti numerosi reperti.

La cittadina San Vero Milis con la lavorazione del giunco Informazioni turistiche

Stemma del Comune di San Vero MilisDa Milis, percorsi settecento metri sulla SP15, prendiamo a sinistra la SP9 che dopo 4,5 chilometri ci porta a San Vero Milis (nome in lingua sarda Santu 'Eru, metri 10, abitanti 2.461), importante centro agricolo situato in un interessante ambiente naturalistico all'estremità nord-occidentale del Campidano di Oristano a ridosso della catena del Montiferru.

San Vero Milis è un importante centro agricolo e vinicolo, famoso per l'artigianato dei canestri in giunco. Il Comune di San Vero Milis nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

San Vero Milis è uno dei più importanti centri per la cestineria tradizionale

Il paese sorge in una zona ricca di stagni, che forniscono la materia prima per la cestineria tradizionale. Giunco, paglia di grano, pagliola, ed anche nelle strutture più rigide lentisco, mirto, salice, olivastro, corbezzolo, vengono intrecciati dalle artigiane del luogo, seguendo regole precise. La tecnica sarda a spirale prevede un ordito a forma di spirale appunto, sul quale viene avvolta la pagliola o la paglia di grano, che viene cucita punto dopo punto, utilizzando un ago di ferro. Nei cestini, che possono avere forme molto differenti, vengono realizzati disegni, intrecciando la pagliola colorata, di solito nei toni del rosso, del nero, del blu e del verde. Nella parte centrale del cesto, come decorazione, viene creata una rosa o una stella. Molto raffinati i cesti, nei quali una pezza circolare di broccato viene applicata sul fondo.

Maria Raimonda Pinna maestra nella lavorazione del giunco

Fra le depositarie di questa antica arte, a San Vero Milis vive la signora Maria Raimonda Pinna, che ci ospita nella sua casa laboratorio sita al civico numero 13 della via San Michele, dove realizza e vende cestini tradizionali.

A San Vero Milis vive la signora Maria Raimonda Pinna, una vera maestra nella lavorazione delle erbe palustri, che nella sua casa laboratorio produce manufatti in giunco, canna ed essenze della macchia mediterranea. E nella nostra visita alla sua casa laboratorio ci fa assistere a tutte le varie fasi della lavorazione del giunco. Realizza splendidi cesti artistici in bodiolo, giunco e canna. L'anima del cestino è di giunco mentre il corpo può essere fatto anch'esso con lo giunco o con un'erba chiamata S'Anedda o anche con lo stelo delle spighe di grano. Per le strutture più rigide dei cestini da lavoro l'intelaiatura è un intreccio di elastici virgulti di lentisco, di mirto, di salice, di olivastro, di lillastro o di corbezzolo.

San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: un giuncheto fotografato lungo una strada che costeggia lo Stagno di Cabras San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: una macro dell'infiorescenza del giunco San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: la prima fase della realizzazione di un canestro (in sardo canistedda), cioè la conta degli steli di giunco (in genere 24 o più a seconda delle dimensioni del canestro) San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: finita la lunghezza di uno degli steli, la signora Maria si appresta ad aggiungerne un altro che tiene in bocca San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: la signora Maria, tramite un grosso ago, avvolge l'anima in giunco della corbula con S'anedda o zinniga San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: la signora Maria, tramite un grosso ago, avvolge l'anima in giunco della corbula con S'anedda o zinniga San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco-Vari canestri, fuscelle, una bottiglia rivestita, una corbula, e sullo sfondo dei soli, oggetti ornamentali da appendere alle pareti assai richiesti dai turisti San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: le bottiglie ed il portasigarette San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: primo piano del portasigarette: si possono osservare una per una le cuciture e la finezza della lavorazione San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: primo piano del collo della bottiglia rivestita San Vero Milis-Lavorazione dei cestini di giunco: primo piano del leone e del motivo floreale, ricamati su una delle bottiglie rivestite dalla signora Peppina

Gruppi Folk di San Vero Milis

A San Vero Milis sono attivi l'Associazione Turistica Pro Loco di San Vero Milis e l'Associazione Culturale Tzinniga di San Vero Milis, che si esibiscono nelle Feste che si svolgono nel Comune ed anche in altre località, e nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tradizionale di San Vero Milis.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina di San Vero Milis.

La Chiesa parrocchiale di Santa Sofia

Al centro del paese troviamo la Chiesa parrocchiale di Santa Sofia, edificata nel '600 su una preesistente Chiesa romanica in stile gotico, rinascimentale e barocco fusi insieme, caso raro in Sardegna. La Chiesa è affiancata da un grande campanile. Da notare, nella facciata, i tre bei portali scolpiti con motivi floreali ed il rosone centrale.

Visita dei dintorni di San Vero Milis

Nei dintorni di San Vero Milis sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Abilis, Bidda Maiore, Costa Atzori, Lilloi, Melas, Priogu, S'Omu, S'Uraccheddu Biancu, Serra is Araus, Soddi, Zerrei; dei Nuraghi complessi 'e Mesu, Bidda Maiore II, Gutturu Diegu, S'Urachi, Sale Porcus, Sorighis, Spinarba, Su Conventu; dei Nuraghi Bidda Maiore III, de Is Benas, Pala Naxi, Pala Naxi II, Pauli Beccia, Pearba, S'Uracheddu Pranu, S'Urachi 'e Mesu, S'Urachi Sa Mandra, Sa Rocchitta, San Pietro, Santa Maria, Santa Vittoria, su Pedrosu di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe complesso S'Uraki

Usciamo da San Vero Milis sulla strada per Narbolia ed a circa un chilometro troviamo sulla sinistra il Nuraghe S'Uraki. È un grande Nuraghe complesso, uno dei più grandi in Sardegna, ancora oggi non interamente riportato alla luce, è impossibile quindi descriverne la planimetria completa. Recenti lavori di scavo hanno messo in luce parte della cinta muraria più esterna, che colpisce per l'estensione. Si possono infatti distinguere ben sette torri, tutte collegate fra loro da mura rettilinee che nei punti più alti hanno un'altezza residua di circa tre metri, ed è probabile che siano ancora interrate altre tre torri. Non è stato per il momento messo in luce l'ingresso che da queste mura conduceva quasi certamente all'interno di un cortile da cui si poteva accedere al mastio ed alle torri interne del Nuraghe. L'imponenza della cinta esterna pone senz'altro il Nuraghe Su Uraki tra i maggiori della Sardegna per estensione e complessità, se si pensa che il più grande per estensione, il Nuraghe Arrubiu di Orroli, ha la cinta muraria esterna con sette torri.

San Vero Milis-Nuraghe su Uraki: torciere Fenicio in bronzo in stile cipriotaIntorno al Nuraghe si trovano i resti del Villaggio nuragico. L'area è stata successivamente interessata dai Fenici come mostrano numerosi reperti tra i quali un torciere di bronzo databile al VII secolo avanti Cristo ed alcune tombe. Anche in età romana l'area fu frequentata e furono costruiti edifici al di sopra dei resti interrati del Nuraghe, una strada, che passava accanto all'antemurale e dei ponti.

 

 

 


Riola Sardo

Da San Vero Milis ci rechiamo a Riola Sardo che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Riola Sardo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Riola SardoDa San Vero Milis seguiamo per 4,5 chilometri la SP10, poi giriamo a sinistra sulla SP11 e dopo un chilometro e mezzo giriamo a sinistra sulla SS292 Nord Occidentale Sarda che dopo cinquecento metri ci porta a Riola Sardo (nome in lingua sarda Arriora, metri 9, abitanti 2.159), centro agricolo posto all'estremità nord-orientale del grande Stagno di Cabras.

Il paese è sorto in un'area bonificata nel periodo medioevale dai monaci Camaldolesi, il cui territorio è reso fertile dalle acque dello Stagno di Mare 'e Foghe, tributario dello Stagno di Cabras, che si sviluppa nella pianura a oriente dell'abitato e che vedremo nella prossima tappa del nostro viaggio, quando visiteremo lo Stagno di Cabras. Un tempo era importante la pesca nel vicino Stagno di Mare 'e Foghe, poi bonificato e trasformato attualmente in una sorta di ampio fiume dalle acque quasi immobili. Attualmente l'economia si basa sulla coltivazione di frumento, riso, vite con la produzione del vino vernaccia, ortaggi, frutta ed olive. Ci saremmo arrivati più comodamente dalla SS292 Nord Occidentale Sarda provenendo da Santa Caterina di Pittinuri, S'Archittu, la spiaggia di Is Arenas.

Nel 1933 dello storico Comune di Riola viene cambiata la denominazione in Riola Sardo. Il Comune di Riola Sardo nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina di Riola Sardo.

La Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo

Nel centro del paese possiamo visitare la Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, del sedicesimo secolo, edificata su un impianto romanico. Ha una bella facciata in arenaria ed un campanile in stile oristanese con cupola a cipolla. All'interno conserva un crocifisso del '500 e due pile per l'acquaSanta del '600.

La Casa Carta

Nel retro dell'edificio si incontra la Casa Carta, una delle più tipiche abitazioni dell'architettura civile oristanese. Si fa risalire al '700.

Visita dei dintorni di Riola Sardo

Nei dintorni di Riola Sardo sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Francisca Perra, Istani, Porcu Silva, Priogu, S'Imbucada; dei Nuraghi complessi Civas, Oru Simbula, S'Uracheddu Piudu; del Nuraghe Arcibiscu di tipologia indefinita.

 

 


Baratili San Pietro famoso per la costruzione de Is Fassonis

Da Riola Sardo ci rechiamo a Baratili San Pietro famoso per la costruzione de Is Fassonis che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Baratili San Pietro Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Baratili San PietroSeguendo la costa meridionale dello Stagno di Mare 'e Foghe, la SP12 da Riola Sardo ci porta a Baratili San Pietro (nome in lingua sarda Boatiri, metri 11, abitanti 1.290), Comune a circa 10 chilometri da Oristano. Il paese è particolarmente rinomato per la produzione del vino bianco da dessert, la vernaccia, che deriva il suo nome dal vitigno tipico che domina il paesaggio pianeggiante nel quale si trova.

Nel 1864 viene cambiata la storica denominazione del Comune di Baratili in quella di Baratili San Pietro. Il Comune di Baratili San Pietro nel 1928 viene aggregato al Comune di Riola Sardo, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Il Comune di Baratili San Pietro nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Baratili San Pietro

A Baratili San Pietro è attivo il Gruppo Folk Santu Pedru di Baratili San Pietro, che si esibisce nelle Feste che si svolgono nel Comune ed anche in altre località, e nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tradizionale di Baratili San Pietro. Ogni anno, nel periodo di agosto, a Baratili San Pietro si svolge la tipica Sagra, denominata Sagra della vernaccia.

Visita del centro della cittadina

Efettuiamo ora una visita del centro della cittadina di Baratili San Pietro.

La Chiesa parrocchiale intitolata a San Pietro Apostolo

Nel centro abitato si trova la Chiesa parrocchiale intitolata a San Pietro Apostolo. La Chiesa presenta una planimetria a croce latina. La facciata è affiancata da un campanile coperto da una cupola a cipolla.

La costruzione de Is Fassonis

A Baratili San Pietro vive Efisio Canu, che ancora oggi perpetua l'antica arte della costruzione de Is Fassonis, le tipiche barche dei pescatori dello Stagno di Cabras. Negli stagni spesso, il canneto, in caso di eccessiva salinità delle acque, lascia spazio al falasco, meglio noto col nome sardo di sessini o cruccuri. È proprio con lo stelo dell'infiorescenza di Su sessini che per tradizione si costruivano Is Fassonis, tre dei quali si possono vedere nell'abitazione di Efisio Canu. Due di questi sono destinati alle Università di Cagliari e Sassari, e uno alla Città di Lima, in Perù, promotrice della regata avvenuta nel luglio 2003 sul lago Titicaca tra Is Fassonis e le barche di totore, una pianta palustre peruviana. Nel giardino del signor Canu vediamo un'infiorescenza di totore importata in Sardegna ed in casa un modellino di barca della quale notiamo le forti analogie con Is Fassonis.

Baratili San Pietro-Costruzione de Is Fassonis: spesso negli stagni il canneto, in caso di eccessiva salinità delle acque, lascia spazio al Bolboschoenius maritimus, meglio noto col nome sardo di sessini o cruccuri, con il quale si costruiscono Is Fassonis Baratili San Pietro-Costruzione de Is Fassonis: l'infiorescenza di Su sessini o cruccuri, purtroppo ormai sfiorita (fioritura in marzo-aprile) Baratili San Pietro-Costruzione de Is Fassonis: con su sessini si costruiscono Is Fassonis, le tipiche barche dei pescatori dello Stagno di Cabras Baratili San Pietro-Costruzione de Is Fassonis: la prua di unu fassoni, si possono osservare molto bene le legature che uniscono i vari fasci di sessini Baratili San Pietro-Raccolta di trofei Baratili San Pietro: una barca di totore, pianta palustre peruviana, assai simile a Is Fassonis

L'azienda Silvio Carta operante nel campo dei liquori e dei distillati

Nella via Roma, che è il nome che assume all'interno dell'abitato la SP12, prima dell'uscita dal paese in direzione di Riola Sardo, si trova la sede e lo stabilimento originario della Silvio Carta.

Baratili San Pietro-Silvio CartaL'azienda Silvio Carta è una realtà produttiva della Sardegna che ha conquistato il favore del pubblico anche oltre i confini regionali, grazie ad un'ampia gamma di prodotti di eccellente livello qualitativo nel campo dei liquori e dei distillati. Dal 2011 l'azienda separa le proprie produzioni attraverso l'utilizzo di due sedi distinte, così, mentre lo stabilimento storico di Baratili San Pietro ritorna all'antica destinazione, cioè la produzione della Vernaccia, il nuovissimo stabilimento di Zeddiani concentra la produzione di liquori e distillati e inaugura la linea dedicata allo sviluppo del progetto destinato alla produzione di oli essenziali. Al successo dell’azienda, che abbina la costante ricerca di soluzioni innovative al rispetto scrupoloso della tradizione, contribuisce ancora ai nostri giorni il fondatore Silvio Carta, con la sua vastissima esperienza.

Visita dei dintorni di Baratili San Pietro

Nei dintorni di Baratili San Pietro sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe Saevoras di tipologia indefinita.

 

 


Zeddiani

Da Baratili San Pietro ci rechiamo a Zeddiani che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

A Zeddiani a casa di amici Informazioni turistiche

Stemma del Comune di ZeddianiProseguendo da Baratili San Pietro sulla SP12 dopo tre chilometri arriviamo a Zeddiani (nome in lingua sarda Tzeddiani, metri 9, abitanti 1.177), Comune in Provincia di Oristano, situato nel famoso triangolo di produzione della vernaccia.

L'economia basata prevalentemente sulla coltivazione del pomodoro da mensa e da industria, che vengono anche esportati, ed inoltre sulla produzione del riso.

Il Comune di Zeddiani nel 1928 viene aggregato al Comune di San Vero Milis, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Il Comune di Zeddiani nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Zeddiani

A Zeddiani è attiva l'Associazione Culturale Gruppo Folk Sa Crannazza di Zeddiani, che si esibisce nelle Feste che si svolgono nel Comune ed anche in altre località, e nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tradizionale di Zeddiani. Il calendario delle manifestazioni che si svolgono nel paese comprende, il 9 febbraio, la Festa di Sant'Apollonia, con una processione che si snoda per le strade e si conclude con la messa nella Chiesa parrocchiale.

Visita del centro della cittadina

Effettuiamo ora una visita del centro di Zeddiani.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Nel centro del paese si trova la Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, risalente al diciassettesimo secolo. Vi si trova un altare ligneo barocco, sul quale campeggia il simulacro della Madonna della Neve in legno policromato e dorato. Il 29 giugno presso questa Chiesa e nel centro dell'abitato si svolge la Festa di San Pietro Apostolo.

La Chiesa della Madonna delle Grazie

All'interno del paese si trova la Chiesa della Madonna delle Grazie, fondata nel tredicesimo secolo ma ricostruita nel '600. È una ricostruzione seicentesca di un'antica Chiesa romanica a navata unica. Interessante la facciata in conci d'arenaria con inserti di basalto.

Una visita a casa di amici

A Zeddiani andiamo a visitare una famiglia di amici che ci accoglie con una ottima cena sarda aprendo per noi una rara bottiglia di vernaccia secca di Nicolino Pinna che nel 1958 vantava già oltre venti anni di invecchiamento. In casa vediamo una stuoia realizzata con la vegetazione palustre, un prodotto purtroppo ormai scomparso per la morte di tutte le persone che sapevano confezionarla, perfettamente identica a quelle utilizzate dai popoli sud americani da millenni. La ricevettero in dono i genitori poco dopo la nascita del figlio Claudio che vi ha dormito tante volte e la custodisce gelosamente. In una delle prossime tappe Claudio ci accompagnerà in barca sull'isola di Mal di Ventre.

Zeddiani: la tavola imbandita per un tipico pasto sardo Zeddiani: una rara bottiglia di vernaccia secca di Nicolino Pinna che nel 1958 vantava già oltre venti anni di invecchiamento Zeddiani: una stuoia realizzata con la vegetazione palustre

Visita dei dintorni di Zeddiani

Nei dintorni di Zeddiani sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Goau, Santa Lucia, Urrai di tipologia indefinita.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita del Campidano di Oristano e ci avvicineremo a Oristano recandoci a visitare Nurachi e Cabras con il suo Stagno e con la preparazione della bottarga di muggine. Parleremo inoltre delle statue di Mont'e Prama in corso di restauro e delle tavolette rinvenute con la scrittura shardana.


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