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Sardegna Holiday

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Da Bidonì a Sorradile, una deviazione a Nughedu Santa Vittoria, poi ad Ardauli e a Neoneli

In questa tappa del nostro viaggio, inizieremo la visita della Regione della Sardegna chiamata Barigadu. Visiteremo Bidonì e Sorradile con la Necropoli di Prunittu. Faremo poi una deviazione a Nughedu Santa Vittoria, per recarci infine ad Ardauli e a Neoneli, nota per i suoi Tenores. Visiteremo quindi i dintorni di Neoneli con la Oasi Faunistica di Assai.

La Regione storica del Barigadu

Il BarigaduSulla sponda meridionale del lago Omodeo, il più grande lago artificiale dell'Isola, si affaccia il territorio del Barigadu, uno dei distretti amministrativi dell'antico Giudicato d'Arborea. Il Barigadu è una Regione storica della Sardegna centrale che si sviluppa interamente nella Provincia di Oristano. I comuni che ne fanno parte sono Allai, Ardauli, Bidonì, Busachi, Fordongianus, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Sorradile, Ulà Tirso, Villanova Truschedu. Ne facevano parte anche i Comuni che oggi sono considerati appartenenti alla Regione storica del Guilcer. Grazie al clima soleggiato, ma non arido, vi si trovano molte foreste di sughero e di quercia e ovviamente macchia mediterranea, come anche alcune specie di animali rari, come cervi sardi, cinghiali, volpi, lepri sarde e molti tipi di uccelli tra i quali anche l'aquila. Il paesaggio è composto da una vasta distesa pianeggiante arricchita da una serie di colline.


Bidonì con i resti del Tempio romano dedicato a Giove

Da Tadasuni ci rechiamo a Bidonì che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trovano i resti del Tempio romano dedicato a Giove.

Il piccolo paese Bidonì Informazioni turistiche

Stemma del Comune di BidonìNell'ultima tappa, visitando il lago Omodeo ci eravamo fermati a Tadasuni. Da Tadasuni, prendendo la SP15 dopo sei chilometri entriamo in Bidonì (altezza metri 6, abitanti 159), piccolo centro agropastorale del Barigadu. Il nome deriva da due parole Fenicie: «beth» ossia abitato, e «onì» ossia fontana, indica quindi un paese ricco di acque. Anticamente si scriveva con l'y finale, poi con due ii finali, attualmente si scrive con l'ì finale accentata. Il Comune di Bidonì nel 1927 viene aggregato al Comune di Sorradile, dal quale nel 1960 viene nuovamente separato. Del Comune di Bidonì nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Visitimo ora il centro del paese di Bidonì.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

In centro si trovava l'antica Chiesa di San Giovanni Battista. Era stata edificata verso la metà del diciassettesimo secolo, in forme tardo gotico-aragonesi, in una posizione scenografica, accentuata da una grande scalinata. È stata poi demolita nel 1966, e nello stesso luogo nel 1970 è stata edificata la nuova Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, che non conserva però nulla del fascino della Chiesa antica.

La Chiesa di San Pietro <4p>Alla periferia del paese, all'interno del Cimitero, si trova la Chiesa di San Pietro. Edificata nel 1200 in stile romanico toscano, non ha subito nel tempo rimaneggiamenti. La più antica menzione documentaria sulla Chiesa risale agli inizi del dodicesimo secolo e si rintraccia nell'atto con cui il Giudice arborese Costantino I de Lacon: serra fondava il Monastero camaldolese di Santa Maria di Bonarcado, affidandogli tra le altre Chiese la «domo de San ctu Petru de Vidoni». All'interno della Chiesa viene conservata un'iscrizione funeraria del Nono secolo.

Visita dei dintorni di Bidonì

Nei dintorni di Bidonì sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Bentosu, Croccores, Perdu Mannu, Piscamu, S'Aspru. Vi si trovano, inoltre, la piccola Chiesa di Santa Maria di Ossolo ed i resti del tempio romano dedicato a Giove.

La piccola Chiesa di Santa Maria di Ossolo

Una strada che parte dal centro del paese ci porta alla piccola Chiesa di Santa Maria di Ossolo. Edificata in periodo medioevale, è stata poi ristrutturata e ampliata nel '600, quando sono stati aggiunti il porticato davanti alll'ingresso e quello al lato destro. La Chiesetta faceva parte di un antico Monastero benedettino, nel quale era presente un novenario per accogliere i pellegrini che vi si recavano per la celebrazione delle novene. Nella Chiesa si conserva un'importante epigrafe latina.

Il Tempio romano dedicato a Giove

Dal centro del paese prendiamo via Taloro, la percorriamo tutta sino ad uscire dal paese, continuiamo sulla strada per circa 350 metri, quindi troviamo sulla sinistra una strada bianca che porta sul colle di S'Onnarìu, a nord del centro abitato, non lontano dalla riva sinistra del fiume Tirso, dove si trovano le rovine del Tempio romano dedicato a Giove. Del tempio, che risale al 50 dopo Cristo, è presente e visibile solo un altare con un iscrizione "IOVIS", scoperta da Armando Saba qualche decina di anni fà. Nella zona è stata rinvenuta una statuina nera raffigurante il dio egizio Anubi.

 

 


Sorradile con nei dintorni la Necropoli di Prunittu

Da Bidonì ci rechiamo a Sorradile che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova la Necropoli di Prunittu.

Il paese Sorradile Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SorradileUscendo da Bidonì sulla SP15, dopo meno di un chilometro entriamo in Sorradile (altezza metri 337, abitanti 505), piccolo centro agropastorale nella media valle del Tirso.

Di notevole interesse è il borgo antico, con le case realizzate in trachite rossa. In prossimità dell'abitato si alternano mandorleti, oliveti, vigneti e boschi di querce secolari. Del Comune di Sorradile nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano, edificata tra il 1636 e il 1642, è un esempio di architettura popolare sarda, che mescola in se tutti gli stili architettonici che si sono succeduti nell'isola, dal bizantino al primo barocco. La facciata è di ispirazione rinascimentale barocca, con un grande portale sormontato da un semicerchio decorato. Sulla sinistra si trova il campanile a pianta quadrangolare con due campane.

Visita dei dintorni di Sorradile

Nei dintorni di Sorradile si trova la Necropoli di Prunittu, e sono stati portati alla luce i resti del Protonuraghe Marzeddu; dei Nuraghi semplici Cabu de Muru, Candala, Crabosu, Funtana 'e Mura, Iscova, Muros de Pedde, S'Ena, Urasala, Zuri; dei Nuraghi Bunnannaro, Crabosu, di Zavo, Predapinta, Sas Lozzas, Tolinu di tipologia indefinita.

Resti della Necropoli di Prunittu

Da Sorradile usciamo in direzione di Bidonì e svoltiamo verso la Chiesa di San Nicola. Dopo circa un chilometro, oltrepassato il bivio per la Chiesa di Santa Maria, procediamo ancora per duecento metri sino all'ingresso dell'area archeologica che comprende la Necropoli di Prunittu. Le sepolture sono scavate lungo i ripidi fianchi di un rilievo trachitico. Al momento sono state portate alla luce 15 Domus de Janas, situate ad una notevole altezza.

La sepoltura più interessante è la tomba X, denominata «Sa cresia», ossia la Chiesa, composta da un atrio con nelle pareti due nicchie quadrate, che porta a una vasta camera. Sulla parete di fondo si aprono due portelli con cornici scolpite, al di sopra di quello centrale si trova un falso architrave. I portelli portano ciascuno a sei celle comunicanti. Molte tombe presentano tracce di riutilizzi e rielaborazioni architettoniche successive, come alcune nicchie quadrangolari sulle pareti esterne delle tombe IV, IX e X, in prossimità degli ingressi. Nelle tombe undicesimo, quindicesimo, X e VIII le nicchie si aprono sulle pareti dell'anticella. Cavità emisferiche sono presenti sulle pareti interne delle tombe X e quindicesimo. Nella tomba VIII, in origine di otto celle, sono stati abbattuti tre ambienti. Questa Necropoli è attribuita alla Cultura di Ozieri che si è sviluppata tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo.

 

 


Nughedu Santa Vittoria con i resti della Necropoli Arzolas de Goi

Da Sorradile ci rechiamo a Nughedu Santa Vittoria che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trovano i resti della Necropoli Arzolas de Goi.

Una deviazione al paese Nughedu Santa Vittoria Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Nughedu Santa VittoriaDa Sorradile la SP15 ci porta in sette chilometri a Nughedu Santa Vittoria (nome in lingua sarda Nughedu, metri 496, abitanti 610). Si tratta di un paese chiamato antiche origini il cui nome «nughedu» deriva dal latino «nucetum», ossia noceto. Ha alle sue spalle il monte Santa Vittoria, da cui prende la seconda parte del nome, che lo distingue da Nughedu San Nicolò, che si trova in Provincia di Sassari. Il paese si affaccia quasi interamente sul lago Omodeo ed è abbarbicato in collina, in mezzo ad una fitta vegetazione di querce, rovere e macchia mediterranea.

Nel 1862 dello storico Comune di Nughedu viene cambiata la denominazione in Nughedu Santa Vittoria. Il Comune di Nughedu Santa Vittoria nel 1927 viene aggregato al Comune di Sorradile, dal quale nel 1947 viene nuovamente separato. Del Comune di Nughedu Santa Vittoria nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Apostolo

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Apostolo, del sedicesimo secolo, in stile gotico-aragonese, è stata fortemente rimaneggiata nel diciassettesimo secolo. Presenta una facciata merlata in trachite rosa, con al centro il portale rinascimentale, sotto un bel rosone scolpito. Di fronte alla Chiesa si trova la casa parrocchiale, anch'essa del '500, in stile aragonese, con un loggiato.

I resti della Necropoli Arzolas de Goi

Dalla parrocchiale proseguiamo lungo la via Regina Elena, dopo aver percorso circa cinquecento metri raggiungiamo il sito archeologico della Necropoli Arzolas de Goi, formato da diverse Domus de Janas di varia tipologia.

Visita dei dintorni di Nughedu Santa Vittoria

Nei dintorni di Santa Vittoria sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe Cuccuru su Monte di tipologia indefinita.

Il monte di Santa Vittoria con i ruderi della Chiesa campestre

Il monte di Santa Vittoria, che sovrasta il paese, presso il bosco d'Assai, ospita l'Oasi Faunistica di Santa Vittoria, dove sono presenti numerosi daini. Il bosco è caratterizzato dalla presenza di lecci e sughere secolari. Qui, dove in passato sorgeva un antico Monastero benedettino, restano ancora oggi i ruderi della Chiesa campestre dedicata a Santa Vittoria.

 

 


Ardauli

Da Sorradile ci rechiamo ad Ardauli che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Ardauli Informazioni turistiche

Stemma del Comune di ArdauliDa Sorradile prendiamo la SP85 che, dopo quattro chilometri, ci porta ad Ardauli (nome in lingua sarda Ardaule, metri 437, abitanti 1.170), piccolo centro ad economia agropastorale. Secondo una ipotesi il nome deriverebbe dalla parola «Ardia» che significa guardia, il paese infatti, per difendersi dalle incursioni dei Saraceni, creò una serie di punti di avvistamento, dai quali deriva il nome della cittadina. un'altra ipotesi è che il nome derivi da «arda» ossia altare, ed «uli» ossia toro, ad indicare l'altare del dio Toro.

Del Comune di Ardauli nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova nel cntro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Guardia

L'abitato e caratterizzato da un gran numero di antiche case in pietra a vista del centro storico, che circondano l'interessante parrocchiale di Santa Maria della Guardia, che assume anche il nome di Chiesa della Vergine del Buon Cammino. Edificata tra il 1630 e il 1690 in stile gotico con influssi rinascimentali, ha un interno gotico a navata unica. Realizzata in conci di trachite grigio-rosa, ha la facciata ornata da un grande rosone gotico e sculture che raffigurano animali e piante. La torre campanaria è settecentesca.

Visita dei dintorni di Ardauli

Nei dintorni di Ardauli sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Monte Irao; mentre il Nuraghe Bingiales, che un tempo vi era presente, è stato distrutto in passato.

 

 


Neoneli con il suo coro di canto a Tenore

Da Ardauli ci rechiamo a Neoneli paese noto per il suo coro di canto a Tenore che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Neoneli Informazioni turistiche

Stemma del Comune di NeoneliDa Ardauli prendiamo la SP30, che dopo sei chilometri ci porta a Neoneli (nome in lingua sarda Naunele, metri 554, abitanti 804), paese ad economia pastorale che sorge sui monti sulla riva sinistra del fiume Tirso, il cui nome indica il tempio del dio Sole. In periodo medioevale era sede della Curatoria del Barigadu 'e Susu.

Il centro storico e caratterizzato da un grandi case in pietra, alcune con decorazioni gotico-aragonesi del diciassettesimo secolo. A Neoneli saremmo arrivati più comodamente da Nughedu Santa Vittoria seguendo la SP15 per sette chilometri. Del Comune di Neoneli nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Il Carnevale di Neoneli con Sos Corriolos

Le maschere del Carnevale di Neoneli, riscoperte e rilanciate di recente grazie al ritrovamento di alcuni scritti del '700, sono chiamate Sos Corriolos. Queste maschere, sulle spalle indossano una pelle di riccio, e sulle schiena, al posto dei tradizionali campanacci, scuotono delle ossa di animale, a rappresentare il ciclo di morte e rinascita tipico di questi riti arcaici. Sul loro copricapo, generalmente di sughero, vengono applicate corna di daino o di cervo. Durante il rito le maschere seguono il suono di un corno, disponendosi in cerchio intorno a un fuoco.

I Tenores di Neoneli

Neoneli è oggi famoso per il coro polifonico tradizionale, coro di canto a Tenore.

I Tenores di NeoneliIl gruppo dei Tenores di Neoneli nasce nel 1976 per iniziativa di Tonino Cau, unico dei fondatori rimasti che ancora oggi guida il quartetto. Oltre al canto a tenore, il gruppo si spinge verso contaminazioni insospettabili che a qualche osservatore hanno fatto storcere il naso. È il caso, per esempio, dell'incontro con Elio delle Storie Tese, risalente all'estate 1992. Il gruppo progetta una prima canzone, «Amazzonia», da cantare assieme ad Elio, primo cantante non isolano che canta assai dignitosamente in sardo, che poi ha riscritto la sua geniale «Terra dei cachi» diventata la sarda «Sa terra 'e su entu», la terra del vento. In entrambe le canzoni il coro non esce dai suoi canoni tradizionali: canta a ballu torrau, gocios e ballu tundu.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro

In centro è possibile visitare la Chiesa parrocchiale di San Pietro. Edificata nel 1611, ha un dignitoso aspetto tardo-gotico, conferitogli dall'uso della pietra trachitica a vista. Custodisce all'interno un altare romanico, due belle statue di San Pietro e di Sant'Anna, e un coro ligneo del 1880. Su richiesta è possibile vedere un prezioso ostensorio del '400 in argento dorato.

Visita dei dintorni di Neoneli

Nei dintorni di Neoneli sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Monte Olisezzo e Nole.

L'Oasi Faunistica di Assai

Il territorio di Neoneli comprende l'Oasi Faunistica di Assai, caratterizzata da imponenti guglie di granito che sovrastano un uniforme mantello di lecci sempreverdi e macchia mediterranea. Il sottobosco è costituito prevalentemente da corbezzolo, cisto ed erica. Nell'Oasi sono presenti numerose specie animali alcune delle quali ormai rare come il daino e il cervo. Sono presenti inoltre il cinghiale, la volpe, la lepre o la martora, ed uccelli come il falco, l'aquila, il picchio e la pernice.

La roccia detta Sa Crabarissa

Fra Neoneli ed Austis si trova un monumento naturale diventato leggenda: la roccia detta Sa Crabarissa. Il nome starebbe ad indicare la donna di Cabras, il paese chiamato pescatori in Provincia di Oristano. La roccia sarebbe stata, un tempo, una donna di Cabras, tramutata in pietra per aver rifiutato ad un pastore un poco di cibo. Al pastore che le chiedeva cibo avrebbe risposto: «Per te ho solo pietre». E lui la avrebbe maledetta per la sua avarizia con le parole: «Ed io in pietra ti trasformerò». Una maledizione che la avrebbe trasformata nella pietra che oggi possiamo ammirare. La roccia verrà descritta nella pagina dove racconteremo Austis, nel Nuorese.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita della Regione della Sardegna chiamata Barigadu. Visiteremo Ulà Tirso e quindi Busachi. Ci recheremo poi a Fordongianus, dove vedremo i resti delle Terme romane e la Chiesa romanica di San Lussorio. Dopo una deviazione ad Allai andremo a Villanova Truschedu.


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