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Da Solarussa a Siamaggiore, a Zerfaliu, Simaxis, Ollastra, Siamanna, Siapiccia e Villaurbana

In questa tappa del nostro viaggio, ritorneremo nel Campidano settentrionale, ossia nel Campidano di Oristano. Visiteremo Solarussa, da dove ci recheremo verso ovest a Siamaggiore e verso est a Zerfaliu. Andremo poi a Simaxis. Dopo una deviazione a Ollastra per vedere la diga di Santa Vittoria sul fiume Tirso, ci recheremo a Siamanna, a Siapiccia, ed infine a Villaurbana.

La Regione storica del Campidano di Oristano

Il Campidano di OristanoIl Campidano è la più vasta pianura della Sardegna, situata nella sua porzione sud occidentale. Dal punto di vista geologico si tratta di un Graben, una fossa tettonica determinata da un sistema di faglie distensive che hanno determinato lo sprofondamento di una parte di crosta terrestre. In seguito, la fossa è stata interessata da fenomeni di sedimentazione alluvionale che hanno portarono uno spessore di circa seicento metri di sedimenti continentali e deltizi. In particolare, il Campidano di Oristano è una Regione della Sardegna occidentale il cui territorio apparteneva anticamente al Giudicato d'Arborea. Si sviluppa interamente nella Provincia di Oristano, e comprende i comuni di Arborea, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Marrubiu, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Nicolò d'Arcidano, San Vero Milis, Santa Giusta, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simaxis, Solarussa, Terralba, Tramatza, Uras, Villaurbana, Zeddiani e Zerfaliu. È un territorio caratterizzato dalla presenza di zone umide di altissimo interesse naturalistico, con specie faunistiche rare.


Solarussa con la Chiesa campestre di San Gregorio

Da Oristano ci rechiamo a Solarussa che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con la Chiesa campestre di San Gregorio.

La cittadina Solarussa Informazioni turistiche

Solarussa-Stemma del comuneUsciamo da Oristano verso est sulla SP55, dopo circa tre chilometri prendiamo a sinistra la SS388 Strada Statale del Tirso e del Mandrolisai in direzione di Simaxis e Ollastra. La seguiamo per tre chilometri, poi svoltiamo a sinistra sulla SP15 che prendiamo verso nord e che in 3,5 chilometri ci porta a Solarussa (altezza metri 12, abitanti 2.528), centro agricolo situato nella valle del Tirso nel cuore del Campidano di Oristano. Il nome della cittadina starebbe ad indicare la colorazione rossa del terreno, ipotesi suffragata dall'esistenza nel territorio di una località dall'identico significato, ossia Terra Arrubia. Del Comune di Solarussa nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano. Il Comune di Solarussa fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, nata per promuovere il recupero delle tradizioni e del patrimonio edilizio, naturalistico, artistico e storico delle comunità.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo

Nel centro dell'abitato possiamo visitare la Chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo, del diciassettesimo secolo, progettata dall'architetto Cominotti, i lavori hanno inizio nel 1830 e finiscono nel 1835. All'interno vi sono tre navate, due laterali e una centrale. In quelle laterali sono presenti sette cappelle più quella situata nell'abside. Conserva all'interno due dipinti di Pietro Angeletti, pittore del '700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell'Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo e nella Chiesa di Sant'Eulalia a Cagliari, ed anche nella Cattedrale di Ales.

Solarussa-Chiesa parrocchiale di San Pietro Solarussa-Chiesa parrocchiale di San Pietro: interno

La Chiesa delle Anime

Solarussa-Chiesa delle AnimeAlla destra della facciata della Chiesa parrocchiale, si trova la Chiesa delle Anime, il cui nome si fa risalire al fatto che adiacente alle sue mura sono presenti i resti dell'antico Cimitero. Si pensa che prima venisse usata come camera mortuaria, poi col passare del tempo è stata modificata e utilizzata come Chiesa, quando il Cimitero è stato definitivamente trasferito fuori dal paese. Assieme alla Chiesa parrocchiale, alla piazza antistante e all'area cimiteriale forma un complesso religioso di un certo interesse per l'intero paese chiamato Solarussa.

La Chiesa delle Grazie ex parrocchiale di Solarussa

Solarussa-Chiesa delle GrazieNella parte occidentale dell'abitato si trova la Chiesa delle Grazie, ex Chiesa parrocchiale di Solarussa, che è la Chiesa più antica del paese, dato che il culto per la Vergine delle Grazie, antica patrona di Solarussa, è stato diffuso per ordine dell'imperatrice Irene Daucas, madre di Costantino VI. La Chiesa era molto importante, e, sino alla metà del Novecento, era considerato come un Santuario. Ogni anno nel periodo Mariano, si teneva un pellegrinaggio, al quale partecipavano molti devoti, ma l'affluenza diminuisce man mano che si afferma il culto della Vergine del Rimedio, nei pressi Oristano.

Visita dei dintorni di Solarussa

Nei dintorni di Solarussa si trovano la Chiesa campestre di San Gregorio e la Stazione Ferroviaria. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Protonuraghi Pidighi II ed Urasa; del Nuraghe semplice Pidighi III; dei Nuraghi complessi Benas, Mura 'e Sorighes, Muruaccas, Pidighi; e del Nuraghe Pidighi IV di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di San Gregorio

Presa la via Giacomo Matteotti che esce dall'abitato con il nome di SP9, verso est, in direzione di Zerfaliu, nella periferia est del paese si può visitare la piccola romanica Chiesa campestre di San Gregorio, costruita nel tredicesimo secolo in trachite ed appartenuta ai monaci Camaldolesi. Ha pianta a navata unica absidata. La facciata presenta un campanile a doppia vela. La Chiesa era circondata da una muraglia difensiva, come si trova spesso nelle Chiese fortificate di questo periodo. Il portale d'ingresso della muraglia è proprio davanti alla Chiesa.

Solarussa-Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa-Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa-Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa-Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa-Chiesa campestre di San Gregorio

La Stazione Ferroviaria di Solarussa

Solarussa-La Stazione Ferroviaria di SolarussaLungo la SP9 che ci ha prtati alla Chiesa campestre, poco prima di incontrare la linea ferroviaria, prendiamo verso destra la via Tramontana, che, in poco più di centocinquanta metri, ci porta alla Stazione Ferroviaria di Solarussa, che si trova alla destra della strada, dove sulla via Tramontana arriva dal centro del paese la via Enrico Berlinguer. Si tratta di una stazione di categoria bronze posta sulla linea ferroviaria a scartamento ordinario denominata Dorsale Sarda, dopo la stazione di Oristano e la ex stazione dismessa di Simaxis, e prima della ex stazione di Bauladu Milis e della stazione di Paulilatino. Lo scalo viene edificato nella periferia est del paese tra gli anni settanta e ottanta dell'Ottocento, nell'ambito dei lavori di costruzione della rete ferroviaria pubblica a scartamento ordinario della Sardegna, dalla Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, che lo inaugura nel 1880, nell'ambito dell'apertura del tronco ferroviario tra Oristano e Giave. In seguito, nel 1920, alle Ferrovie Reali subentrano le Ferrovie dello Stato, che, nel 2001, cedono la struttura alla società controllata RFI. La stazione è dotata di tre binari, di cui i primi due per il servizio Viaggiatori, mentre il terzo, si dirama dal secondo terminando tronco, nell'area occupata in passato dal vecchio scalo merci.

 

 


Siamaggiore

Da Solarussa ci rechiamo a Siamaggiore che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Siamaggiore Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SiamaggioreDa Solarussa prendiamo la SP9 verso ovest e, dopo tre chilometri e mezzo, arriviamo a Siamaggiore (nome in lingua sarda Siimajori, metri 8, abitanti 1.004), piccolo centro situato nell'area settentrionale del Campidano di Oristano caratterizzato da un territorio pianeggiante e altamente produttivo. Nel paese ogni anno il 18 febbraio si celebra la famosa Sagra del Carciofo, che richiama numerosi visitatori.

Il Comune di Siamaggiore nel 1927 viene aggregato al Comune di Solarussa, dal quale nel 1950 viene nuovamente separato. Del Comune di Siamaggiore nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Costantino Magno

Nel paese è di particolare rilievo la Chiesa parrocchiale di San Costantino Magno, discreto esempio di architettura tardo-barocca del '700. San Costantino è il patrono di Siamaggiore e si celebra il 23 aprile.

Siamaggiore: la Chiesa parrocchiale di San Costantino Magno Siamaggiore: la Chiesa parrocchiale di San Costantino Magno

Visita dei dintorni di Siamaggiore

Nei dintorni di Siamaggiore sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Cira e Pardu Nou che sono di tipologia indefinita.

 

 


Zerfaliu

Da Solarussa ci rechiamo a Zerfaliu che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Zerfaliu Informazioni turistiche

Stemma del Comune di ZerfaliuDa Siamaggiore torniamo verso est a Solarussa e prendiamo la prosecuzione della SP9, che prende il nome di SP55. Dopo tre chilometri raggiungiamo Zerfaliu (nome in lingua sarda Tzorfuliu, metri 15, abitanti 1.183), piccolo centro agricolo il cui territorio è attraversato dal fiume Tirso che lo rende particolarmente fertile.

A febbraio vi si celebra la Sagra degli Agrumi, che ogni anno riempie il paese chiamato migliaia di visitatori.

Il Comune di Zerfaliu nel 1927 viene aggregato al Comune di Solarussa, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Zerfaliu nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale della Santissima Trasfigurazione

In centro, a fianco un arco pisano a sesto acuto sormontato da un campanile a vela del undicesimo-dodicesimo secolo, risalente alla dominazione pisana, sorge la Chiesa parrocchiale della Santissima Trasfigurazione. La Chiesa è stata costruita tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo, durante la dominazione spagnola. All'unica navata originaria sono state aggiunte successivamente le quattro cappelle laterali e i due vani adiacenti al transetto, adibiti rispettivamente a ripostiglio e Sagrestia. Negli anni cinquanta il Comune la deciso la costruzione di un nuovo campanile in sostituzione dell'antico campanile pisano, definito «una costruzione antiestetica su pilastri di pietra, quasi una costruzione fatta per adattamento e necessità». Il nuovo campanile è inaugurato nel 1964, poi nel 1995 i cittadini di Zerfaliu sono stati chiamati ad un referendum per il suo abbattimento, che si è però concluso con esito negativo.

Zerfaliu: la Chiesa parrocchiale della Santissima Trasfigurazione Zerfaliu: la Chiesa parrocchiale della Santissima Trasfigurazione Zerfaliu: la Chiesa parrocchiale della Santissima Trasfigurazione

Visita dei dintorni di Zerfaliu

Nei dintorni di Zerfaliu sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti Serra Ebbruzzu; del Nuraghe semplice Iana; dei Nuraghi complessi Cagotti e de Mesu; e del Nuraghe Pischinalis di tipologia indefinita.

 

 


Simaxis

Da Solarussa ci rechiamo a Simaxis che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Simaxis Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SimaxisDa Zerfaliu rientriamo a Solarussa, e da qui ripercorriamo verso sud la SP15, per tre chilometri e mezzo, per reimmetterci sulla SS388 Strada Statale del Tirso e del Mandrolisai in direzione di Simaxis e Ollastra. Presa la SS388 verso est, dopo un chilometro e mezzoraggiungiamo Simaxis (altezza metri 17, abitanti 2.209), situato sulla riva sinistra del Rio Sant'Elena, in un territorio originariamente paludoso a causa dei ristagni d'acqua dovuti alle piene del fiume ma in seguito bonificato.

Al Comune appartiene anche la frazione San Vero Congius, che fino all'inizio del Novecento era un Comune autonomo, cancellato poi da un'alluvione e ricostruito in epoca fascista. Il Comune di San Vero Congius nel 1928 viene aggregato al Comune di Simaxis. Del Comune di Simaxis nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova nel centor della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Simmaco Papa

Simaxis-Chiesa parrocchiale di San Simmaco PapaAl centro del paese si trova la Chiesa parrocchiale di San Simmaco Papa, che, secondo la tradizione, sarebbe nato proprio a Simaxis. Consacrata nel 1833, come risulta dal libro della parrocchia, nel quale si dice che i popolani si riunirono per l'esercizio del culto nella Chiesa di San Simaco Papa patrono di Simaxis, è stata costruita nel luogo in cui sarebbe stata la casa paterna del Santo. Questa tradizione si fonda sull'assonanza del nome del Santo e di quello del paese. Si tratta di un edificio con una sola navata e con tre cappelle laterali per parte, realizzato in arenaria e mattoni rossi. La facciata fatta ad imitazione dello stile neoclassico si chiude con un timpano, con al centro un lunotto chiuso da una vetrata a spicchi colorati. All'interno conserva la statua lignea del Santo, di epoca sconosciuta.

Papa SimmacoNel periodo dell'occupazione Vandala due sardi diventano pontefici, Ilario dal 461 al 468 e Simmaco dal 498 al 514. L'unico documento storicamente attendibile che parli di San Simmaco, il «Liber Pontificalis», ci fa conoscere le date del pontificato, dal 498 al 514, ma non la sua origine. Comunque, in un'epistola, lo stesso Simmaco ribadisce la propria origine sarda, senza peraltro fornire indicazioni più precise. Simmaco è stato dunque, dopo Sant'Ilario, il secondo Papa sardo.

Visita dei dintorni di Simaxis

Nei dintorni di Simaxis si trova la sua ex Stazione Ferroviaria.

La ex Stazione Ferroviaria di Simaxis

Simaxis-La ex Stazione Ferroviaria di SimaxisLungo la SP15, subito prima dell'incrocio con la SS388, alla destra della strada si trova la ex Stazione Ferroviaria di Simaxis, una fermata ferroviaria in disuso, posta lungo la linea che da Cagliari procede verso nord con il nome di Dorsale Sarda, dopo la stazione di Oristano e prima di quella di Solarussa, a servizio del Comune di Simaxis,. La fermata nasce nella seconda metà dell'Ottocento, realizzata dalla Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, che la inaugura il nel 1880 insieme al tronco ferroviario tra le stazioni di Oristano e Giave, e che inizia la regolare attività dal giorno successivo. Nel 1920 alle Ferrovie Reali subentrano le Ferrovie dello Stato. La fermata continua ad essere utilizzata anche nei decenni successivi al secondo conflitto mondiale, sino alla fine degli anni settanta, quando vi cessa il servizio passeggeri, e l'edificio viene destinato ad uso abitativo.

 

 


Ollastra nei cui dintorni si trova la diga di Santa Vittoria

Da Simaxis ci rechiamo ad Ollastra che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova la diga di Santa Vittoria.

La cittadina Ollastra Informazioni turistiche

Stemma del Comune di OllastraDa Simaxis proseguendo sulla SS388 Strada Statale del Tirso e del Mandrolisai verso est, dopo due chilometri arriviamo a Ollastra (altezza metri 23, abitanti 1.280), piccolo centro agricolo al confine tra la pianura del Campidano di Oristano e la montagna che conduce verso la Sardegna interna, il cui territorio è attraversato dal fiume Tirso. Il nome della cittadina deriva da «ollastu», gli olivi selvatici di cui è coperto il territorio.

Il Comune era storicamente denominato Ollastra Simaxis, e nel 1928 viene aggregato al Comune di Simaxis, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Ollastra Simaxis nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano. Nel 1991 del Comune di Ollastra Simaxis viene cambiata la denominazione in Ollastra.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

Nel paese si può visitare la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano. Edificata nel diciassettesimo secolo, è a una navata con abside rettangolare e volta a crociera. All'interno è possibile ammirare un crocifisso ligneo, forse risalente alla costruzione della Chiesa. Il venti gennaio si svolge la Festa di San Sebastiano, durante la quale una moltitudine di persone si dedica a formare «su soziu», un grande falò davanti alla parrocchiale. Un carro trainato da buoi, con frasche simili alla coda di un pavone, sfila per le strade del paese fino alla Piazza, dove è acceso il fuoco. Il giorno seguente si svolgono le celebrazioni religiose, con la processione e la Messa.

Visita dei dintorni di Ollastra

Nei dintorni di Ollastra si trova la diga di Santa Vittoria sul Tirso. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Nuraghi Accas, Crabilis, de S'Orcu, Gravivisi, Murru Arra, Nuragongolo, Paiolu Mannu, Pintus, Santa Vittoria, Santu Pedru, Serra Laccus, Sinnadroxiu di tipologia indefinita.

La diga di Santa Vittoria

La diga di Santa Vittoria sul Tirso è stata realizzata al tempo della bonifica d'Arborea, nel 1924, e deviava le acque del Tirso, con un canale lungo circa 60 chilometri, per l'irrigazione della piana d'Arborea appena bonificata. Ollastra sorge sulla riva sinistra del Tirso, a sud est di Zerfaliu. I due centri avrebbero potuto essere collegati direttamente dalla strada che congiunge i due abitati alla diga di Santa Vittoria, ma il collaudo ha escluso la transitabilità della diga, che era stata inizialmente prevista.

 

 


Siamanna

Da Simaxis ci rechiamo a Siamanna che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Siamanna Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SiamannaTorniamo a Simaxis, da dove prendiamo la SP35 verso est che dopo sei chilometri ci porta a Siamanna (altezza metri 49, abitanti 881), attraversata dal fiume Mannu. Il paese è collocato alle pendici del monte Grighine, che si eleva, con la vetta Cuccuru Mannu non superiore ai settecento metri, solo di poco rispetto ai campi e pascoli, ma ha una sua individualità dovuta a rocce affioranti, a sorgenti, al panorama che si gode dalla cima. Più a nord, spettacolare e suggestivo, è il filone bianco e lucente di quarzo, che parte dalla base della montagna fin quasi a raggiungere la vetta, visibile nelle buone giornate da tutto il Campidano di Oristano.

Il Comune di Siamanna nel 1928 viene aggregato al Comune di Villaurbana, e nel 1947 viene modificata la denominazione da Villaurbana a Siamanna-Siapiccia. Successivamente il Comune di Siamanna nel 1974 viene separato dal Comune di Siamanna-Siapiccia, e nello stesso 1974 viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Lucia

In centro troviamo la Chiesa di Santa Lucia, che è la parrocchiale di Siamanna, con accanto alla Chiesa, una bella torre campanaria del diciottesimo secolo. I solenni festeggiamenti di Santa Lucia si tengono il 13 dicembre. La notte precedente si fa ardere il falò in onore della patrona. Santa Lucia viene festeggiata anche il 22 agosto, quando arrivano numerosi turisti ed emigrati. La mattina si celebra la messa ed il simulacro della Santa viene portato in processione per le vie del paese accompagnato da una sfilata di cavalli ornati a Festa. Il pomeriggio si svolge il palio di «su Pannu», un drappo di prezioso damasco che si andava a prendere ad Oristano fin dagli inizi del ventesimo secolo. Oggi il drappo di damasco è stato sostituito con premi in denaro, conservando però l'usanza dello stendardo da trasmettere, di anno in anno, al vincitore della gara.

Siamanna: la Chiesa parrocchiale di Santa Lucia Siamanna: la Chiesa parrocchiale di Santa Lucia

Visita dei dintorni di Siamanna

Nei dintorni di Siamanna sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Auredda, Canureu, Concu, Crogana, Currelli, Paba de Soli, Paiolu, Pitzu Cau, Quasigu, Terra Mraxini di tipologia indefinita.

 

 


Siapiccia con le numerose sorgenti di origine termale

Da Siamanna ci rechiamo a Siapiccia che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trovano numerose sorgenti di origine termale.

Una deviazione al paese Siapiccia Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SiapicciaDa Siamanna la via Gramsci ci porta in meno di un chilometro a Siapiccia (nome in lingua sarda Siipicia, metri 64, abitanti 383), piccolo centro agropastorale. Il nome Siapiccia dariva da «ia» (strada) «picia» (piccola), una strada secondaria, che veniva adoperata come collegamento tra Forum Traiani, ossia con Fordongianus, e la Colonia Julia, l'attuale Usellus. Il Comune di Siapiccia nel 1928 viene aggregato al Comune di Villaurbana, e nel 1947 viene modificata la denominazione da Villaurbana a Siamanna: siapiccia. Il Comune di Siapiccia nel 1974 viene separato dal Comune di Siamanna: siapiccia, e nello stesso 1974 viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ore che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale intitolata a San Nicola da Bari

Al centro del paese, nel punto più in alto, si trova la Chiesa parrocchiale intitolata a San Nicola da Bari, consacrata nel 1605. All'interno conserva un bell'altare in marmo raffigurante il Santo patrono.

Siapiccia: la Chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari Siapiccia-Due cittadini di Siapiccia che mi hanno dato le indicazioni

La Chiesa della Madonna del Rimedio

Non distante dalla parrocchiale si trova la Chiesa dedicata alla Madonna del Rimedio, una Chiesa molto piccola ma graziosa. L'8 settembre di ogni anno viene fatta la processione con la Madonna del Rimedio per vie del paese, donne e uomini in costume, cavalli e cavalieri accompagnano il simulacro della Santa. Finita la messa si svolge Sa Cursa De Tres Pandelas, un'Ardia a cavallo in onore della Santa. Di sera e durante le serate precedenti si svolgono i festeggiamenti civili.

Siapiccia-Santuario della Madonna del Rimedio Siapiccia-Santuario della Madonna del Rimedio Siapiccia-Santuario della Madonna del Rimedio

Visita dei dintorni di Siapiccia

Nei dintorni di Siapiccia si trovano numerose sorgenti termali. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Nuraghi Arigau, Bingiganna, d'Arriu, Don Pauli, Don Pauli II, Feureddu, Maiori, Nuraxeddu, Nuraxolu, Perda Mura, Piscau, Santu Perdu, Urrabi, tutti di una tipologia indefinita.

Le sorgenti termali di Siapiccia

Nel territorio del paese si trovano numerose sorgenti di origine termale, tra le quali Sa Mitza de S'Acqua Callenti, con l'acqua ad una temperatura costante di 27 C, e la fonte che si trova nella località denominata S'Arrogana per la sua acqua microbiologicamente pura.

 

 


Villaurbana

Da Siamanna ci rechiamo a Villaurbana che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Viallaurbana Informazioni turistiche

Stemma del Comune di VillaurbanaDa Siapiccia torniamo a Siamanna, da dove riprendiamo la SP35 verso sud est, e dopo quattro chilometri arriviamo a Villaurbana (nome in lingua sarda Biddaubrana, metri 84, abitanti 1.823), Comune che sorge nella valle tra il massiccio vulcanico del Monte Arci e il monte Grighine. Il nome del paese deriva da «Villa Urbis», cioè villa della Città.

Dal Comune di Villaurbana viene separato nel 1947 il Comune di Siamanna: siapiccia, che, nel 1974, viene aggregato in parte, al Comune di Siamanna ed il parte a quello di Siapiccia. Del Comune di Villaurbana nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Margherita

Una leggenda racconta che dei pastori di Usellus trovarono nei boschi la statua di Santa Margherita, e che in quello stesso punto venne costruita una Chiesa in suo onore nel VII o nell'VIII secolo. L'attuale Chiesa parrocchiale di Santa Margherita risale al 1712.

Villaurbana: la Chiesa parrocchiale di Santa Margherita Villaurbana: la Chiesa parrocchiale di Santa Margherita

Visita dei dintorni di Villaurbana

Nei dintorni di Villaurbana sono stati portati alla luce i resti di numerosi siti archeologici, ossia del Nuraghe complesso Baumendola; ed inoltre dei Nuraghi Bidella, Bincias Beccia, Caba Forru, Canale Scolu, Conca Spibida, Crabas, Craddaxius, Cuccuru Petrosu, Florissa, Florissa II, Melas, Minda Iara, Modo, Nuraxeddu, Nuraxeddu II, Nuraxeddu III, Pedizzi, Perdu Ennas, Pra Mesa, Pra Pinna, Pranixeddu, Pranu Torra, Prazza Prospora, Predi Proccu, Procilis, S'Acqua Bella, Sa Mitza, San Giovanni, San Martino, Sedda Scala, Solamardini, Su Cai, Tanusara, Turriu, Vittus, Vittus II, tutti di una tipologia indefinita.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, entreremo nella Regione della Marmilla ed andremo a visitare Mogorella, da dove faremo una deviazione a Ruinas. Ci recheremo poi a Villa Sant'Antonio, da dove proseguiremo per Asuni con il Castello della Medusa. Infine entreremo nel Mandrolisai ed andremo a Samugheo, famosa per il settore tessile e molto nota per il suo Carnevale.


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