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Da Senis a Nureci, nel Sarcidano Laconi, in Marmilla Assolo, Usellus, Albagiara, Gonnosnò, Sini, Baradili, Baressa

In questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita dell'Alta Marmilla recandoci a Senis ed a Nureci. Entreremo poi nella Regione del Sarcidano per visitare Laconi, una delle cittadine in Sardegna a cui il Touring Club Italiano ha assegnato la Bandiera Arancione ossia il marchio di qualità turistico ambientale, dove vedremo il Museo delle statue Dolmen. Ritorneremo poi in Marmilla, dove ci recheremo a visitare Assolo, Albagiara, Gonnosnò, Usellus, Sini, ed infine Baradili e Baressa.

La Regione storica della Marmilla

La MarmillaNella Sardegna centro meridionale, a cavallo del confine che separa la Provincia di Oristano da quella del Sud Sardegna, c'è una zona chiamata Marmilla, della quale qui visitiamo la parte settentrionale. I comuni che fanno parte della Marmilla settentrionale, in Provincia di Oristano, sono: Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baressa, Baradili, Curcuris, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Masullas, Mogorella, Mogoro, Morgongiori, Nureci, Pau, Pompu, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Siris, Usellus, Villa Sant'Antonio, Villa Verde. I comuni della Marmilla meridionale, in Provincia del Sud Sardegna, sono: Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Sardara, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villamar, Villanovaforru, Villanovafranca. Nella Marmilla meridionale spicca incontrastato il colle di Las Plassas, famoso per la sua forma mammellare, che a quanto pare avrebbe dato il nome al territorio circostante. Questo colle aveva in antichità al suo apice un capezzolo gigante attraverso il quale Madre Natura dava nutrimento a tutti i Sardi. Il paesaggio è prevalentemente collinare e comprende la Giara di Gesturi, la Giara di Siddi, la Giara di Serri, l'altopiano di Genoni ed il bacino del Rio Mannu d'Isili. Le attività principali della zona sono l'agricoltura ed il turismo.


Senis

Da Asuni ci rechiamo a Senis che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Senis Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SenisDa Samugheo, dove avevamo concluso l'ultima tappa, torniamo indietro sulla SP38, ripassiamo per Asuni e proseguiamo verso sud. Dopo circa 23 chilometri giriamo a sinistra, verso est, sulla SS442 che percorriamo per un paio di chilometri e ci porta a Senis (altezza metri 256, abitanti 591), piccolo paese dell'alta Marmilla. All'ingresso del paese si trovano, all'interno di una corte, i resti della Torre del Castello di Senis, edificato nel dodicesimo secolo, che rimane a testimonianza dell'antica Baronia di Senis. Del Comune di Senis nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

In posizione dominante rispetto al paese si trova la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Al suo interno è custodita l'antica base del fonte battesimale che adesso costituisce la base dell'altare maggiore e che riporta la data 1608. Altrettanto importante è l'acquasantiera, nella cui base è scolpito lo stemma dei Masones, duchi di Sottomajor.

Il Palazzo Baronale

Alla periferia dell'abitato si può vedere il Palazzo Baronale, probabilmente del tredicesimo secolo, che testimonia il ruolo centrale svolto dal paese. Si intravedono ancora gli elementi archittetonici originari, come la torre a pianta rettangolare alta una decina di metri.

Visita dei dintorni di Senis

Nei dintorni di Senis sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Maria Turri e Senis Mannu; ed inoltre quelli dei Nuraghi Amnirinzi, Bidda Perda, Casteddu, Monte Santa Vittoria, Sirigoni, Tanca Zeddau, Terra Arrubia, tutti di una tipologia indefinita.

 

 


Nureci

Da Senis ci rechiamo a Nureci che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Nureci Informazioni turistiche

Stemma del Comune di NureciUsciti da Senis, proseguiamo sulla SS442 che, dopo cinque chilometri, ci porta al paese Nureci (altezza metri 335, abitanti 403), alle pendici del monte Maiore che segna il limite sud-orientale della Provincia di Oristano. La posizione strategica, al confine settentrionale della Marmilla, rivela una possibile funzione di baluardo dalle invasioni dei barbaricini.

L'economia è basata prevalentemente sull'agricoltura, insieme all'allevamento di ovini. Nel paese è da segnalare la presenza di diverse strutture ricettive.

Il Comune di Nureci nel 1928 viene aggregato al Comune di Senis, dal quale nel 1950 viene nuovamente separato. Del Comune di Nureci nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

A Nureci la tradizione dell'accensione dei fuochi di San Sebastiano

Tra le tradizioni popolari più sentite a Nureci vi è, il 19 gennaio, l'accensione dei fuochi di San Sebastiano. Questa ricorrenza aveva sin dai tempi antichi una funzione propiziatoria per un'annata di raccolti abbondanti. Si tratta di un rito propiziatorio che da secoli si ripete nei paesi del Nuorese e dell'Oristanese, che a gennaio o febbraio si accendono in strade e piazze di decine di centri. Ne abbiamo già visto la descrizione quando abbiamo parlato di Monteleone Rocca Doria e di Sagama. Oggi le Feste sono soprattutto religiose, ma non hanno perso l'aspetto profano di quando l'uomo cercava di aggraziarsi la natura con cataste di legna accese per invocare la fertilità per il raccolto.

Nelle Province di Oristano e Nuoro permangono due tradizioni e due culture diverse attorno ai grandi falò. Nel Nuorese la prima uscita delle maschere tradizionali per Sant'Antoi de Su Fogu preannuncia l'atmosfera irriverente del Carnevale. Nell'Oristanese, soprattutto in Marmilla, i falò sono invece episodi legati alla devozione popolare, o alla promessa fatta al Santo, sia esso Antonio o Sebastiano, per una grazia ricevuta.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine Martire

Nel centro storico di Nureci si trova la Chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine Martire, edificata nel '600. All'interno, questa Chiesa custodisce un bel fonte battesimale risalente al 1603.

Visita dei dintorni di Nureci

Nei dintorni di Nureci si trova la Chiesa campestre della Madonna d'Itria. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Attori, Is Procilis, Iscala Gossu, Murtas, Pranu d'Ollastu, Serri Armas, Sinipei, Urielli; ed anche dei Nuraghi Megalitico, Pardu, Turri Piccinu di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre della Madonna d'Itria

Fuori dal centro abitato sorge la Chiesa campestre della Madonna d'Itria, che si trova dove un tempo sorgeva un paese ormai scomparso. La cgiesa è stata restaurata nel 1930. Presso la Chiesa il martedì dopo la domenica di Pentecoste si svolge la Festa religiosa omonima. Il lunedì la Madonna viene condotta in processione dalla parrocchiale al Santuario, accompagnata dai gruppi folkloristici. Il martedì si svolgono festeggiamenti religiosi e civili che si concludono quando il simulacro viene riaccompagnato in processione nella Chiesa parrocchiale di Nureci.

Ci rechiamo verso il Sarcidano

Da Nureci la SS442 ci porta verso est, nella Regione denominata Sarcidano, che si sviluppa tra la Provincia di Oristano e quella di Cagliari.

 

 


La Regione storica del Sarcidano

Il SarcidanoIl Sarcidano è una Regione della Sardegna che si estende tra il territorio del Campidano e quello della Barbagia. I comuni che ne fanno parte sono in Provincia di Oristano: Genoni e Laconi, che sono già stati descritti in una precedente tappa del nostro viaggio. Vedremo ora i comuni in Provincia di Cagliari: escolca, Gergei, Isili, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Serri, Villanova Tulo. Vi è diffusa la quercia, ma non mancano anche foreste di castagno. Elemento morfologico dominante è l'altopiano de Laconi, il più grande tavolato calcareo della Sardegna. Al suo interno si estendono i due laghi artificiali del Mulargia e del Flumendosa. Il territorio del Sarcidano è costellato di numerose testimonianze archeologiche, prevalentemente nuragiche.


Laconi con il parco Aymerich ed il Museo delle Statue Menhir

Da Nureci ci rechiamo nel Sarcidano per visitare Laconi dove è nato Sant'Ignazio, che visitiamo con il suo centro dove si trovano il parco Aymerich ed il Museo delle Statue Menhir ed i dintorni nei quali sino state rinvenute le numerose statue tra le quali anche quelle oggi ospitate nel Museo.

La cittadina Laconi Informazioni turistiche

Stemma del Comune de LaconiDa Nureci prendiamo la SS442 verso nord est e, dopo otto chilometri e mezzo, arriviamo a Laconi (nome in lingua sarda Làcuni, metri 550, abitanti 2.330), centro agricolo che sorge al centro della Sardegna. In paese possiamo visitare la casa dove nacque Sant'Ignazio, e il Museo vicino alla Chiesa dedicato al Santo. Laconi sorge su un costone dell'altopiano del Sarcidano, il suo vasto territorio è tra i più vari e ricchi dal punto di vista naturalistico e geologico della Sardegna. Nel territorio de Laconi sono presenti vaste zone di bosco e decine di sorgenti. Il Comune comprende tre frazioni: «Crastu», situata nella parte pianeggiante del territorio, «Santa Sofia» e «su Lau», che si trovano invece sull'altopiano del Sarcidano. Il paese si sviluppa attorno a un bellissimo parco al centro del quale sorge l'antico Castello dei marchesi de Laconi, antichi signori del paese.

Il riconoscimento della Bandiera Arancione

Bandiera ArancioneIl 22 luglio 2005 il paese chiamato Laconi viene insignito del rinomato riconoscimento della Bandiera Arancione, ossia il marchio di qualità turistico ambientale, da parte del Touring Club Italiano, per essersi distinti per un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità. Sono cinque le località eccellenti dell'entroterra coinvolte, ossia Aggius, Galtellì, Gavoi, Laconi e Sardara. Si trovano nella parte settentrionale e centrale della Sardegna, dal Sassarese e dall'Oristanese al Nuorese.

Brevi cenni storici

Del Comune di Laconi nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro, ma successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia di appartenenza in quella di Oristano.

Gruppi folk di Laconi

A Laconi sono attive l'Associazione Culturale Tradizioni Popolari Sant'Ignazio da Laconi e l'Associazione Gruppo Folk Franciscu Lai di Laconi, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio e Sant'Ignazio

La Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio e Sant'Ignazio è stata edificata nel '500 in stile gotico-aragonese. La facciata, ricostruita nel '700, è caratterizzata da un alto campanile con una cupola emisferica. La Festa di Sant'Ignazio da Laconi si celebra dal 1946, il 30 agosto, quando arrivano a Laconi oltre 70.000 persone. Inizia nelle prime ore del giorno con la questua fatta da un corteo di persone che ballando e cantando bussa a tutte le porte del paese per ricevere offerte di vino, pane, carne e dolci. Segue la processione con le reliquie del Santo, provenienti dalla Chiesa di Sant'Ignazio a Cagliari, precedute da cavalieri in costume, gruppi folcloristici e Confraternite di varie località dell'Isola. In serata si tiene la Merenda di Sant'Ignazio cui partecipano i devoti del Santo.

Sant'Ignazio da LaconiSant'Ignazio da Laconi, al secolo Vincenzo Peis, nasce il 17 dicembre 1701. Devotissimo e dedito alla penitenza fin da giovane, indossa il saio francescano. Dopo quindici anni, viene chiamato a Cagliari nel Convento del Buoncammino. Qui lavora nel lanificio e come questuante in Città, svolgendo per quasi quarant'anni il suo apostolato tra poveri e peccatori, aiutando e convertendo. Divenuto cieco due anni prima della morte, viene dispensato dalla questua, ma continua ad osservare la regola come i suoi confratelli. Muore a Cagliari l'11 maggio 1781. Le spoglie del Santo riposano nel Convento dei Frati Cappuccini in viale Fra Ignazio a Cagliari. È venerato come Santo, il più venerato in tutta la Sardegna, e viene ricordato l'11 maggio, giorno della sua morte. La Chiesa Cattolica lo ha reputato degno di tale titolo per aver svolto, per tutta la vita, un'opera umile e al tempo stesso dedita agli altri. Periodicamente l'urna con le spoglie del Santo viene portata in pellegrinaggio lungo tutta la Sardegna, evento che richiama sempre numerosissimi fedeli.

Il parco Aymerich con il suo Castello

All'ingresso del paese possiamo visitare il parco Aymerich, di proprietà dell'amministrazione regionale. Nell'area del parco troviamo cavità naturali, ruscelli, cascatelle, sorgenti e laghetti. Il bosco è formato principalmente da lecci, con una collezione di piante rare realizzata dal Marchese Ignazio Aymerich Ripoll nel 1830. Entrando nel parco, troviamo prima il palazzo in stile neoclassico costruito dai marchesi Aymerich nel 1846, su progetto dell'architetto Gaetano Cima.

Laconi-parco Aymerich Laconi-parco Aymerich Laconi-parco Aymerich Laconi-parco Aymerich Laconi-parco Aymerich

Poi, all'interno del parco, troviamo il Castello Aymerich, costruito nell'anno 1000, che conserva una torre in stile romanico edificata nel 1053, ampliato nel dodicesimo secolo, e ricostruito nel quindicesimo secolo in stile gotico-catalano. Vicino ai ruderi del Castello si trova un famoso Cedro del Libano che ha almeno cinque secoli di vita.

Laconi: l'ingresso del Castello Aymerich Laconi-Castello Aymerich Laconi-Castello Aymerich Laconi-Castello Aymerich Laconi-Castello Aymerich Laconi-Castello Aymerich: le prigioni

Il Museo delle Statue Menhir

Il volume «Il Museo delle Statue Menhir di Laconi»Nell'area di Perda Iddocca sono state ritrovate numerose statue Menhir, sia maschili che femminili, che sono ora conservate al Civico Museo de Laconi, meglio noto come Museo delle Statue Menhir. Il Museo è situato al piano inferiore del palazzo municipale e occupa sette sale. Le prime tre sale e le ultime tre sono dedicate ai Menhir e alla grande statuaria antropomorfa preistorica. I Menhir custoditi nel Museo de Laconi appartengono a diverse tipologie e possono essere distinti in tre tipo: Menhir protoantropomorfi a faccia ogivale ma privi di raffigurazioni, Menhir antropomorfi assessuati che presentano elementi caratteristici del viso quali naso e occhi, statue Menhir maschili e feminili, più ricche di dettagli e di simboli che consentono anche la distinzione tra i sessi. Nelle altre sale sono presenti reperti rinvenuti soprattutto nel Dolmen di Corte Noa.

Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir

Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir Laconi-Museo delle Statue Menhir: punte di freccia di ossidiana Laconi-Museo delle Statue Menhir: frammenti ceramici Laconi-Museo delle Statue Menhir: pisside della Cultura di Bonnanaro

Visita dei dintorni di Laconi

Nei dintorni de Laconi si trovano importanti resti archeologici, ossia Menhir, Dolmen e cromlech. Sono stati, tra l'altro, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Cannas, Orrubiu, Picciu, Pilicapu, Verra; del Nuraghe complesso Genna 'e Corte; ed inoltre dei Nuraghi Gurduxioni, Lisandru, Mamusi, Pala e Nuraxi, di tipologia indefinita.

I Menhir e il Dolmen di Corte Noa

Per raggiungere il sito, usciamo dal paese nella periferia settentrionale seguendo le indicazioni per l'agriturismo Genna e Corte. percorsi circa sette chilometri raggiungiamo il ponte sul Rio Bidissariu, lo superiamo e proseguiamo per 1,7 chilometri. Passato un cancello, percorriamo poche centinaia di metri, poi andiamo a sinistra e proseguiamo per altri cento metri, sino a che sono visibili verso sud est i Menhir di Corte Noa. Quelli ancora in piedi sono cinque, allineati in direzione nord: sud, mentre altri due sono rovesciati a terra. Sono di tipo proto-antropomorfo, precedente alla grande fase di realizzazione delle statue Menhir antropomorfe conservate nel Museo delle Statue Menhir de Laconi.

Per trovare il Dolmen di Corte Noa ci rechiamo sulla collinetta, duecento metri a nord est rispetto ai Menhir, ad una quota un poco più alta. È un Dolmen a galleria del tipo allee converte, oggi mancante della copertura, lungo circa nove metri, delimitato da lastre ortostatiche infisse nel terreno e disposte su due file parallele, alte circa un metro e mezzo. La testata è costituita da un grosso masso con la superficie interna liscia. La camera funeraria è divisa in due parti da un lastrone. In questa sepoltura sono stati trovati resti scheletrici e corredi funebri che comprendono, tra l'altro, materiale ceramico e pochi frammenti decorati della Cultura di Ozieri che si sviluppa tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo. Sono state rinvenute poi punte di freccia in ossidiana, elementi metallici quali anellini piatti ed a sezione tonda, spiraline in argento. Inoltre numerosi vasi a collo lungo, tripodi, olle, riferibili al periodo delle culture di Abealzu e Filigosa.

I Menhir di Perda Iddocca

I Menhir di Perda Iddocca si trovano a poco più di duecento metri a sud dell'allineamento di Corte Noa, oltre un muretto a secco. I Menhir ancora oggi sul posto sono solo tre, e sono tutti di tipo proto-antropomorfo. È in questa area che sono state trovate le numerose statue Menhir sia maschili che femminili che sono oggi conservate al Museo delle Statue Menhir de Laconi. Dispiace che siano state asportate dal luogo nel quale si trovavano, il che non permette di valutare, in base alla posizione, il significato delle diverse statue.

Il circolo o cromlech di Is Cirquittus

Da Laconi prendiamo la SS442 verso Nureci, dopo circa 6,5 chilometri svoltiamo a destra per Asuni. Circa un chilometro e mezzo prima di arrivare ad Asuni, duecento metri prima del Campo Sportivo, prendiamo una stradina sulla destra, poi un'altra stradina sempre sulla destra, che percorriamo per circa un chilometro, sino all'altura di Cuccuru Mandareddu.

Il circolo o cromlech di Is Cirquittus si trova sulla sinistra del viottolo, è di forma quasi circolare, del diametro di 20x30 metri, costituito da sette pietre. La pietra A è costituita da materiale quarzifero bianco ed ha un diametro 1,5 metri, le altre pietre di forma irregolare hanno dimensioni tra i 60 e 100 centimetri ed altezze tra 40 e 80 centimetri. La collocazione fa pensare all'esistenza di un complesso circolare o quasi circolare più complesso, costituito da pietre collocate a distanze regolari.

Dell'allineamento di Menhir di Is Cirquittus, che si trova invece sulla destra del viottolo, fa parte un monolite alto due metri in trachite bruna, con i lati rettilinei e paralleli ed un apice arrotondato. Un secondo Menhir di un'altezza residua di due metri è in trachite gialla e presenta la superficie frontale ricoperta da 135 coppelle.

Nell'area sono presenti anche resti di strutture funerarie, tra le quali una costruzione a pianta quadrangolare di 9x7,5 metri delimitata da ortostati, che aveva probabilmente una funzione sacra. Il complesso è databile tra la Cultura di Ozieri, tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo, e quelle di Abealzu e Filigosa, tra il 3000 ed il 2700 avanti Cristo.

Il sito è stato scoperto da Pino Calledda e Giovanni Murru dell'Università di Cagliari, che hanno effettuato la misurazione degli angoli relativi agli allineamenti astronomici. Hanno trovato due allineamenti importanti, corrispondenti alla linea che collega l'alba del Solstizio estivo con il tramonto del Solstizio invernale. Inoltre, ragionando sulle simmetrie del monumento, hanno suggerito la posizione di due monoliti mancanti che consentono di individuare i due allineamenti corrispondenti alla seconda linea: alba Solstizio invernale-Tramonto Solstizio estivo. È ragionevole ritenere che il sito di Is Cirquittus avesse una funzione calendariale.

Resti del Nuraghe complesso di Genna 'e Corte

Usciti da Laconi per l'Agriturismo Genna 'e Corte, dopo poco più di otto chilometri troviamo sulla sinistra la strada che porta all'Agriturismo. Qui prendiamo un sentiero in salita che porta al Nuraghe di Genna 'e Corte. È un Nuraghe complesso costituito da un mastio centrale e da cinque torri laterali unite da un bastione che delimita il cortile interno quasi completamente invaso dai crolli. Il mastio ha pianta circolare con un diametro esterno di 13 metri e si conserva per un'altezza residua di 12 metri. Delle cinque torri, si conservano quella esposta a est e parte di quella esposta a sud ovest. La torre ad est presenta al suo interno un vano circolare, dal quale parte un lungo corridoio a sezione ogivale che porta nel cortile. Il bastione che collegava le torri presenta un andamento rettilineo ed ha un'altezza residua massima di sette metri.

 

 


La Regione storica della Marmilla

La MarmillaNella Sardegna centro meridionale, a cavallo del confine che separa la Provincia di Oristano da quella del Sud Sardegna, c'è una zona chiamata Marmilla, della quale qui visitiamo la parte settentrionale. I comuni che fanno parte della Marmilla settentrionale, in Provincia di Oristano, sono: Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baressa, Baradili, Curcuris, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Masullas, Mogorella, Mogoro, Morgongiori, Nureci, Pau, Pompu, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Siris, Usellus, Villa Sant'Antonio, Villa Verde. I comuni della Marmilla meridionale, in Provincia del Sud Sardegna, sono: Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Sardara, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villamar, Villanovaforru, Villanovafranca. Nella Marmilla meridionale spicca incontrastato il colle di Las Plassas, famoso per la sua forma mammellare, che a quanto pare avrebbe dato il nome al territorio circostante. Questo colle aveva in antichità al suo apice un capezzolo gigante attraverso il quale Madre Natura dava nutrimento a tutti i Sardi. Il paesaggio è prevalentemente collinare e comprende la Giara di Gesturi, la Giara di Siddi, la Giara di Serri, l'altopiano di Genoni ed il bacino del Rio Mannu d'Isili. Le attività principali della zona sono l'agricoltura ed il turismo.


Assolo con l'area archeologica di Santa Lucia

Da Nureci ritorniamo in Marmilla e ci rechiamo ad Assolo che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova l'area archeologica di Santa Lucia.

Il paese Assolo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di AssoloDopo essere entrati nel Sarcidano per visitare Laconi, torniamo ora in Marmilla. Da Nureci prendiamo la SS442 verso sud ovest, e dopo cinque chilometri, dopo aver riattraversato Senis, arriviamo ad Assolo (nome in lingua sarda Assolu, metri 255, abitanti 491), piccolo paese situato ai piedi della Giara di Gesturi in una zona ricca di boschi di leccio. Nel centro storico si trovano le tipiche lolle, le case campidanesi a corte con maestosi portali, grandi cortili interni ed ampi loggiati.

Il Comune di Assolo nel 1928 viene aggregato al Comune di Senis, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Assolo nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Sebastiano Martire è stata edificata nel 1663, come riporta una lapide murata nella sacrestia. Al suo interno conserva un'acquasantiera e una fonte battesimale realizzata in marna calcarea provenienti dalla Chiesa di Santa Maria, ora distrutta. La fonte battesimale, opera di Antonio Seci, risale al 1589 ed ha la forma di un enorme calice di circa un metro d'altezza.

Visita dei dintorni di Assolo

Nei dintorni di Assolo si trova la piccola Chiesa campestre di Santa Lucia. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Anadi, Anadi II, Fruscu, Giuerri Mannu, Guduri, Monte Figu, Moro, Mummuzzola, Orasasa, Palanuedda, Planu Narbonis, Porcilis, Pranu Serra, Sa Cirra, San Pietro, Santa Lucia vicino all'omonima Chiesa campestre, Sassaioni; ed inoltre del Nuraghe complesso Giuerreddu.

La Chiesa campestre di Santa Lucia e l'area archeologica nei suoi dintorni

Prima di entrare a Senis provenendo da Assolo sulla SS442, svoltiamo a sinistra sulla SP38, dopo due chilometri troviamo il bivio per Villa Sant'Antonio e Asuni, Svoltiamo e vediamo sulla sinistra la piccola Chiesa campestre di Santa Lucia, costruita nel tredicesimo secolo con materiali probabilmente provenienti da un tempio romano ubicato nelle vicinanze. Presso la Chiesa, andata in rovina e ricostruita nel 1922, si conservano tracce evidenti della dominazione romana, con una lapide mortuaria inserita nei muri della Chiesa stessa.

L'area archeologica nei dintorni della Chiesa

Intorno alla Chiesa si trova l'area archeologica di Santa Lucia, dato che la Chiesa risulta costruita su un antico impianto termale, di cui ricalca in parte il perimetro. All'interno di essa, aderente alla parete di fondo, è una struttura absidata, identificabile come la vasca di un calidarium, ai lati della quale si aprono due ambienti rettangolari, dei quali uno costituisce la fondazione dell'attuale sacrestia. Due piccole esedre si aprono ai lati del prospetto esterno della Chiesa, che ne ricalca uno più antico dotato di tre accessi. L'indagine superficiale ha evidenziato, inoltre, nell'area circostante, un'estesa necropoli con tipologie sepolcrali originali e complesse, una frequentazione in epoca tardo romana ed alto medievale.

Resti del Nuraghe di Santa Lucia e quanto si trova nei suoi dintorni

Nelle vicinanze della Chiesa campestre è presente il Nuraghe di Santa Lucia, situato in campagna, vicino all'area archeologica comprendente la Chiesa campestre dedicata alla omonima Santa. Il Noraghe ha struttura monotorre di forma tronco conica. Attualmente è visibile il basamento costituito da quattro filari sovrapposti a secco, costituiti di grossi blocchi di pietra.

 

 


Usellus

Da Assolo ci rechiamo ad Usellus che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Usellus Informazioni turistiche

Stemma del Comune di UsellusDa Assolo proseguiamo sulla SS442 verso sud ovest e dopo sette chilometri troviamo sulla sinistra la deviazione sulla SP35 che, presa verso nord, in circa sei chilometri ci porta ad Usellus (nome in lingua sarda Useddus, metri 289, abitanti 943), piccolo paese situato tra la Giara di Gesturi e il Monte Arci. Il nome Usellus deriva dal latino Urbsellus, piccola città. Urbs era la Città per eccellenza, Roma, pertanto Urbsellus era la Piccola Roma della Sardegna. Il centro storico di Usellus è abbastanza ben conservato. Sono presenti numerose abitazioni tradizionali, disposte intorno ad un cortile centrale, con le caratteristiche lollas, ossia i porticati antistanti le stanze d'abitazione, aperte su cortili che si affacciano sulla strada con imponenti portali.

Nel 1927 il Comune di Escovedu e quello di Ollasta Usellus vengono aggregati al Comune di Usellus. Del Comune di Usellus nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo.

Nel centro storico si trova la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, edificata nel diciassettesimo secolo in marna giallastra e trachite. Al suo interno si trova un altare marmoreo di un certo pregio. L'originario campanile a vela è stato sostituito da un campanile a pianta quadra, con copertura a cuspide.

Visita dei dintorni di Usellus

Nei dintorni di Usellus si trovano due santuari e numerosi resti archeologici. Sono stati, infatti, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Nurafa, Pinna e Tara; dei Nuraghi complessi di Santa Lucia I e di Santa Lucia II; dei Nuraghi Aresti, Fenugu e Stampasia di tipologia indefinita.

La Cantina La Giara

Uscendo da Usellus verso sud sulla SP35 in direzione di Escovedu, percorso circa un chilometro dal Municipio di Usellus, si arriva al bivio per l'area artigianale, e qui, alla destra della strada provinciale, si trovano gli edifici che ospitano la Cantina La Giara.

Usellus-Cantina La GiaraLa Cantina La Giara di Usellus prende il nome dalla Giara, che è l'inconfondibile Altopiano basaltico della Sardegna centro meridionale, uno storico luogo nel quale scorrazzano liberi, da tempi antichissimi, i famosi e piccoli Cavallini della Giara, una specie protetta, unica e rara così come lo sono i vini di questa Cantina, simbolo di grande fierezza, fortemente voluti per identificarla e valorizzarla. La Cantina La Giara è una società cooperativa agricola che produce vini tipici, tra i quali il La Giara rosso ed il La Giara bianco.

La Chiesa campestre di Santa Lucia

Fuori dal paese, sulle pendici della collinetta di Santa Lucia, si trova la piccola Chiesa campestre di Santa Lucia. È un semplice edificio a navata unica, risalente ad epoca vandalica. La facciata è sormontata da un campanile a velaed ai lati dell'ingresso sono presenti due visi scolpiti nella pietra.

La Chiesa campestre di Santa Reparata ed i resti di un abitato romano

Sulle pendici della collinetta di Santa Reparata, troviamo la Chiesa campestre di Santa Reparata, esempio di architettura rustica sarda. All'interno conserva un antico fonte battesimale ad immersione, incassato nel pavimento. La Chiesa è circondata da un recinto con portici e presenta la facciata merlata sormontata da un campanile a vela. L'interno è a croce latina con cappelle laterali. Accanto alla Chiesa si conservano le cumbessias in cui i fedeli possono soggiornare durante la novena per la Festa della Santa.

La Chiesa si trova all'interno dell'area archeologica nella quale si trovano i resti di un abitato romano del I secolo avanti Cristo, ed è stata costruita sulle sue stesse rovine.

 

 


Albagiara con il Nuraghe di San Lussorio

Da Usellus ci rechiamo ad Albagiara che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova il Nuraghe di San Lussorio.

Il piccolo paese Albagiara Informazioni turistiche

Stemma del Comune di AlbagiaraDa Usellus riprendiamo la SP35 verso sud che, in meno di quattro chilometri, ci porta ad Albagiara (altezza metri 215, abitanti 289), piccolo paese dell'Alta Marmilla ai piedi della Giara di Gesturi. In passato era denominato Ollastra Usellus, e il Comune di Ollasta Usellus nel 1927 viene aggregato al Comune di Usellus. Poi nel 1959 il Comune di Ollasta viene separato dal Comune di Usellus. Gli abitanti scelgono nel 1964 il nome di Albagiara a ricordo del sorgere del sole sull'altopiano della Giara, e del Comune di Ollasta viene cambiata la denominazione in Albagiara. Del Comune di Albagiara nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

Vicino al Municipio si trova la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano, eretta fra il 1615 e il 1621 e divenuta parrocchia nel 1632. L'edificio ha conservato alcuni arredi pietra, fra i quali un'acquasantiera seicentesca con vasca di pietra sagomata e con la bella pila per l'acqua benedetta di arenaria modanata e scolpita a bassorilievi.

Visita dei dintorni di Albagiara

Nei dintorni di Albagiara sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Bingias e Lea; del Nuraghe complesso di San Lussorio; del Nuraghe Furisinu di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe di San Lussorio

Il Nuraghe di San Lussorio si trova in un avvallamento ai piedi della Giara di Gesturi. È un Nuraghe complesso, formato da un mastio centrale e da tre torri laterali, tutte costruite in basalto. Vicino al Nuraghe è presente una grande capanna e tutto intorno si trovano i resti, non ancora scavati, di un grande Villaggio nuragico.

 

 


Gonnosnò con il Tempio a pozzo e le tre Tombe di giganti di San Salvatore

Da Albagiara ci rechiamo a Gonnosnò che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con il Tempio a pozzo e le tre Tombe di giganti di San Salvatore.

Il paese Gonnosnò Informazioni turistiche

Stemma del Comune di GonnosnòSe, invece di recarci a Usellus, da Albagiara proseguiamo sulla SP35 verso sud, dopo quattro chilometri arriviamo a Gonnosnò (altezza metri 195, abitanti 900), centro agricolo ubicato ai piedi della Giara di Gesturi. Nel territorio sono presenti alcune testimonianze archeologiche risalenti al periodo nuragico. Del paese fa parte la frazione Figu, e Figu viene citata nei libri di storia della Sardegna, perché è stato il primo paese in cui, nel 1678, è stato fondato il Monte Granatico.

Nel 1928 il Comune di Figu e quello di Gonnosnò vengono aggregati al Comune di Baressa. Poi nel 1947 delle frazioni di Figu e di Gonnosnò viene modificata la denominazione, che da Baressa diventano Gonnosnò. Del Comune di Gonnosnò nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Elena

La Chiesa parrocchiale di Sant'Elena a Gonnosnò è molto antica. Il suo campanile risale al 1645 è uno dei più antichi della diocesi di Ales. L'ultimo restauro importante della Chiesa, campanile compreso, risale al 1872. La Chiesa, piccola e raccolta, ha un fonte battesimale di pietra, del diciassettesimo secolo, con la bussola di copertura in legno e lo sportello dipinto del diciottesimo secolo.

Visita dei dintorni di Gonnosnò

Nei dintorni di Gonnosnò, subito ad ovest dell'abitato, si trova la sua frazione Figu. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti del Tempio nuragico a pozzo di San Salvatore; delle Tombe di giganti di Is Lapideddas I, Is Lapideddas II, Is Lapideddas III, Is Lapideddas IV; dei Nuraghi semplici Emmauru, Su Nuraxi, Terr'e Monte, Tramatza; del Nuraghe Marafiu di tipologia indefinita.

La frazione Figu

Ci rechiamo a pochi chilometri dal paese, nella frazione Figu. La Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, a Figu, si trova sopra una collina. Risale al sedicesimo secolo ed ha la facciata a levante, dove ha una bifora con due campane.

Il Tempio nuragico a pozzo di San Salvatore o Figu

Uscendo da Figu, seguiamo le indicazioni per l'area archeologica, che si trova in località San Salvatore. Qui troviamo il Tempio nuragico a pozzo di San Salvatore, realizzato con blocchi di pietra in trachite appena sbozzati. La scalinata che conduce al pozzo è molto ampia, formata da dieci gradini che arrivano fino alla sorgente. La camera del pozzo è rotonda, alta più di quattro metri, ed ha la copertura a tholos ancora integra. La fonte è tutt'ora attiva, con una profondità della vena acquifera di due metri.

Le tre Tombe di giganti di Is Lapidaddas o San Salvatore

Per le Tombe di giganti, torniamo indietro sulla strada e prendiamo la prima deviazione a destra. Dopo poche centinaia di metri troviamo a sinistra le tre Tombe di giganti di Is Ladideddas ossia di San Salvatore, non ben conservate. Si può comunque osservare l'accuratezza con cui sono state edificate, con pietre rettangolari perfettamente squadrate. La tomba meglio conservata è dotata di una grande camera funeraria con pavimento lastricato. Restano pochi blocchi dell'esedra sulla destra e solo pochi filari delle pareti interne della camera. Nonostante siano peggio conservate, le altre due tombe sono simili, mostrando come facessero parte di un unico complesso funerario.

 

 


Sini

Da Gonnosnò ci rechiamo a Sini che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Sini Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SiniDa Gonnosnò prendiamo la SP35 verso sud est, dopo due chilometri alla rotonda prendiamo la seconda uscita e continuiamo sulla SP42, che in altri due chilometri ci porta a Sini (altezza metri 255, abitanti 614). Sini è un piccolo Comune della Marmilla situato ai piedi dell'altopiano della Giara di Gesturi. Le attività economiche del paese sono prevalentemente l'agricoltura, favorita dalla fertilità dei terreni, e l'allevamento. Il Comune di Sini nel 1928 viene aggregato al Comune di Baressa, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Sini nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Chiara

Nel paese sorgono due Chiese. Nel centro dell'abitato di Sini si trova la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Chiara d'Assisi, patrona del paese. La Festa di Santa Chiara d'Assisi si celebra per tre giorni che culminano il 13 agosto, e viene organizzata da un comitato spontaneo che si alterna ogni anno.

La Chiesa di San Giorgio Martire

L'antica piccola Chiesa di San Giorgio Martire, al quale gli abitanti del paese sono molto devoti, è posta su una collina a circa cento metri dall'abitato. L'edificio, che domina un meraviglioso panorama che abbraccia le alture del Trexenta, il Monte Arci e i monti dell'Arburese, sorge su un'area precristiana. Lo testimoniano i resti di un Nuraghe, attiguo alla Chiesa, posto a guardia di una delle tante vie di accesso all'altopiano della Giara. È incerto il periodo di costruzione, comunque si fa risalire al sedicesimo secolo dato che conserva una campana, fuori uso perché presenta una irrimediabile fenditura, degli inzi del sedicesimo secolo, ed una seconda è del diciottesimo secolo.

La Festa di San Giorgio si svolge dal 22 al 24 aprile, ma la preparazione alla Festa inizia il giorno di Pasquetta, quando il simulacro del Santo viene portato nella parrocchiale, per ritornare il 22 aprile nella sua Chiesetta. Il 25 aprile, giorno in cui il paese festeggia San Giorgio, vi si svolge la Sagra de Su Pani 'e Saba, una Festa dedicata al tipico dolce locale a base di mandorle, uvetta e sapa. La sapa si ricava dal mosto, messo in un pentolone a bollire a fuoco lento per 10 o 12 ore, togliendo ogni tanto la schiuma. Finita la cottura, lo si lascia tutta la notte a raffreddare, poi si versa la sapa nelle bottiglie che si tappano e si mettono in una fresca cantina. Pare che la ricetta originale del pane sapato sia un segreto che viene tramandato di generazione in generazione, un procedimento antico che necessita di ingredienti particolari e di un lungo periodo di lavorazione.

Visita dei dintorni di Sini

Nei dintorni di Sini sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Buccascala, Scala 'e Brebeis, Sedda, Siorus, Su Senzu; ed anche del Nuraghe complesso Perdosu.

 

 


Baradili

Da Sini ci rechiamo a Baradili che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il piccolo paese Baradili Informazioni turistiche

Stemma del Comune di BaradiliDa Sini prendiamo la strada comunale che collega Sini con Baressa, la quale, dopo tre chilometri, si immette sulla SP35 proveniente da Gonnosnò, che in un chilometro ci fa entrare a Baradili (nome in lingua sarda Boatiri, metri 165, abitanti 83 nel 2014), noto per essere il Comune più piccolo della Sardegna ed uno dei più piccoli d'Italia. Si trova nella zona della Marmilla alle falde della Giara ed assomiglia a un piccolo borgo medievale con numerosse antiche case stiriche.

Il Comune di Baradili nel 1927 viene aggregato al Comune di Baressa, dal quale nel 1958 viene nuovamente separato. Del Comune di Baradili nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Margherita

La Chiesa parrocchiale di Santa Margherita si affaccia alla piazza intitolata alla Santa. Non si conosce la data di edificazione della Chiesa, ma ne parla un documento del 19 febbraio 1617. In seguito ha subito numerosi restauri. All'interno non è rimasto più nulla dell'antica Chiesa, a parte gli archi delle cappelle e i bordi pietra lavorata i rilievo dell'ingresso della Sagrestia.

Visita dei dintorni di Baradili

Nei dintorni di Baradili sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Candeli.

 

 


Baressa

Da Baradili ci rechiamo a Baressa che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Baressa Informazioni turistiche

Stemma del Comune di BaressaDa Baradili prendiamo la strada comunale che collega Baradili con Baressa, la quale si immette su quella che collega Sini con Baressa, e, dopo circa quattro chilometri, arriviamo a Baressa (altezza metri 165, abitanti 860), piccolo centro della Marmilla per le cui strade si possono ammirare le caratteristiche case in roccia calcarea ricca di argilla, di un caratteristico colore giallo tenue.

Tra le coltivazioni praticate dai contadini di Baressa la più tipica è quella della mandorla, valorizzata attraverso la Sagra della Mandorla che si tiene ogni anno dopo la metà di agosto. Del Comune di Baressa nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio è stata edificata nel '600 su una Chiesa preesistente, sempre consacrata a San Giorgio. L'edificio è composto da una navata centrale con volta a botte, ed ha quattro cappelle laterali comunicanti tra loro, illuminate da piccole aperture ad arco acuto.

Visita dei dintorni di Baressa

Nei dintorni di Baressa sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Molas.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita della Marmilla, recandoci a visitare i piccoli centri di Curcuris, di Simala, di Gonnoscondina, e quindi a visitare Gonnostramatza. Da qui ci recheremo a Mogoro, famoso per i suoi vini. Continueremo recandoci a Masullas, faremo una deviazione fino al borgo di Pompu, per concludere il nostro viaggio con la visita al borgo di Siris.


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