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Sardegna Holiday

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A Morgongiori sul Monte Arci, poi ad Ales, Pau e Villa Verde

In questa tappa proseguiremo il nostro viaggio nela Marmilla con la visita del massiccio vulcanico del Monte Arci. Andremo a visitare Morgongiori, per recarci poi ad Ales, il paese che ha dato i natali ad Antonio Gramsci. Il nostro viaggio proseguirà con la visita dei piccoli borghi di Pau e di Valle Verde, da dove proseguiremo, nella prossima tappa, per tornare nel Campidano di Oristano.

La Regione storica della Marmilla

La MarmillaNella Sardegna centro meridionale, a cavallo del confine che separa la Provincia di Oristano da quella del Sud Sardegna, c'è una zona chiamata Marmilla, della quale qui visitiamo la parte settentrionale. I comuni che fanno parte della Marmilla settentrionale, in Provincia di Oristano, sono: Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baressa, Baradili, Curcuris, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Masullas, Mogorella, Mogoro, Morgongiori, Nureci, Pau, Pompu, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Siris, Usellus, Villa Sant'Antonio, Villa Verde. I comuni della Marmilla meridionale, in Provincia del Sud Sardegna, sono: Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Sardara, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villamar, Villanovaforru, Villanovafranca. Nella Marmilla meridionale spicca incontrastato il colle di Las Plassas, famoso per la sua forma mammellare, che a quanto pare avrebbe dato il nome al territorio circostante. Questo colle aveva in antichità al suo apice un capezzolo gigante attraverso il quale Madre Natura dava nutrimento a tutti i Sardi. Il paesaggio è prevalentemente collinare e comprende la Giara di Gesturi, la Giara di Siddi, la Giara di Serri, l'altopiano di Genoni ed il bacino del Rio Mannu d'Isili. Le attività principali della zona sono l'agricoltura ed il turismo.

Il massiccio vulcanico del Monte Arci

Il Monte Arci è un massiccio isolato che si erge nella piana di Uras, nella pianura del Campidano, tra diversi comuni che gravitano alla sue falde, e che sono Ales, Marrubiu, Masullas, Mogoro, Morgongiori, Palmas Arborea, Pau, Santa Giusta, Siris, Usellus, Villaurbana, Villa Verde. Si tratta del secondo complesso montano dell'Oristanese, che raggiunge un'altitudine massima è di 812 metri. Le sue vette sono tre torrioni basaltici di origine vulcanica: Sa Trebina Longa di 812 metri, Sa Trebina Lada di 703 metri, e Su Corongiu de Sizoa di 463 metri, che formano una specie di treppiede. L'ossatura del Monte Arci è di trachite, mentre il mantello è formato da colate di lava basaltica. È spoglio nell'altopiano che si trova alla sommità, ma è ricco di boschi di leccio e di macchia nei costoni occidentali e settentrionali.

L'ossidiana del Monte Arci lavorata nel NeoliticoIl Monte Arci è stato importantissimo nella storia mineraria della Sardegna preistorica, per i suoi ricchi giacimenti di ossidiana, che viene spesso definita l'oro nero della preistoria. Numerose sono le testimonianze connesse alle cave e ad antichissimi laboratori artigianali, nei quali il prezioso vetro vulcanico veniva lavorato per ricavarne punte di frecce, coltelli, asce, specchi ed altro. Le tracce più antiche risalgono almeno al 6000 avanti Cristo. L'ossidiana del Monte Arci è stata ritrovata in moltissimi siti in tutto il Mediterraneo, il che sta a testimoniare l'esportazione del materiale via mare, probabilmente dal vicino golfo di Oristano, dove recenti ricerche nella zona dello Stagno di Marceddì sembrano aver confermato l'esistenza di un porto preistorico.


Morgongiori

Da Siris ci rechiamo a Morgongiori che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Morgongiori Informazioni turistiche

Stemma del Comune di MorgongioriProseguiamo da Siris sulla SP51 verso nord, prendiamo a destra sulla SS442, ed in cinque chilometri e mezzo entriamo in Morgongiori. Sarebbe stato più comodo seguire un'altra strada: da Siris prendere verso ovest la SP82 che dopo un paio di chilometri si immette sulla SS442, che prendiamo sulla destra verso nord e dopo quattro chilometri ci porta a Morgongiori (nome in lingua sarda Margaxori, metri 351, abitanti 943), paese che sorge sul versante meridionale del Monte Arci.

Tra le aspre pareti rocciose che lo circondano, spicca la scultura naturale chiamata Testa del Guerriero. Del Comune di Morgongiori nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Morgongiori

I riti della Settimana Santa vedono nella rievocazione della deposizione dalla croce del Cristo, Su Scravamentu, che consiste in una rappresentazione scenica antichissima in cui vari personaggi in costume ripercorrono le vicende della passione del Cristo. La funzione ha inizio all'imbrunire e si conclude a tarda sera, con una processione ed una fiaccolata che si snoda per le vie del paese.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena

All'interno dell'abitato di Morgongiori si può visitare la piccola parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena. Edificata nel 1673, presenta una pianta a croce latina con volta a botte. Il 22 luglio si effettuano i festeggiamenti in onore della Santa patrona del paese, festeggiamenti nei quali, alle manifestazioni religiose, si accompagnano i balli ed i canti tradizionale l'esibizione di gruppi musicali.

Visita dei dintorni di Morgongiori

Nei dintorni di Morgongiori si trovano le cime del Monte Arci. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti delle Domus de Janas localita Rio Mortu.

Da Morgongiori sul Monte Arci

Da Morgongiori si possono raggiungere e cime più alte del Monte Arci, ossia la cima Sa Trebina Longa e la Sa Trebina Lada, seguendo una comoda strada che parte dal centro del paese e che porta direttamente alla sommità del massiccio, con un percorso di cinque chilometri e mezzo.

Le Domus de Janas località Rio Mortu

Il paese è letteralmente circondato da centinaia di Domus de Janas, e le Domus de Janas in località Rio Mortu ne sono un classico esempio, anche se il loro stato di conservazione è oggi sconosciuto.

 

 


Ales dove è nato Antonio Gramsci

Da Morgongiori ci rechiamo ad Ales dove è nato Antonio Gramsci, che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Ales Informazioni turistiche

Stemma del Comune di AlesProseguendo da Morgongiori lungo la SS442 verso nord est, dopo sette chilometri raggiungiamo Ales (nome in lingua sarda Abas, metri 194, abitanti 1.650), disposto quasi in pianura a oriente delle pendici del Monte Arci, da secoli considerato il capoluogo dell'Alta Marmilla, come dimostra l'antica presenza della diocesi vescovile, probabilmente la più piccola sede vescovile d'Italia. Il nome della cittadina deriva dal greco alex, ossia àleco, in italiano cicerchia, e sta quindi ad indicare un sito ricco di cicerchia.

Nel 1927 il Comune di Zeppara viene aggregato al Comune di Ales. Del Comune di Ales nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro dela cittadina.

La Cattedrale di San Pietro Apostolo

Al centro del paese possiamo visitare la Cattedrale di San Pietro Apostolo. Edificata verso il 1100, è stata poi ricostruita in stile barocco e ultimata nel 1686 su progetto dell'architetto genovese Domenico Spotorno, che già aveva collaborato ai lavori di conversione in stile barocco della Cattedrale di Cagliari, Chiesa che è servita come modello per la Cattedrale di Ales. La Chiesa ha una sola navata, con cappelle laterali. Significativa la Cappella del Carmine con le sue pregevoli decorazioni purtroppo in cattivo stato di conservazione. Nel Braccio sinistro del transetto, si trova l'imponente altare marmoreo intitolato alla Madonna del Carmine, con una pregevole pala di Pietro Angeletti, pittore del '700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell'Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo di Cagliari e nella parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. La facciata è delimitata da due campanili con cupolette.

Ad Ales è nato Antonio Gramsci

Sulla facciata di una casa, nella via principale del paese, una lapide ricorda che Ales è il paese natale di Antonio Gramsci. Nel 1976 dagli «Amici della Casa Gramsci» di Ghilarza è stato affidato a Giò Pomodoro l'incarico di studiare la possibilità di realizzare una struttura in suo ricordo ad Ales. Ne è nata una struttura inaugurata l'1 maggio 1977. Si tratta di un antimonumento non celebrativo, dove l'omaggio a Gramsci è un «nuovissimo e ardito tentativo plastico di far rivedere l'uomo, il popolo sardo, perché si trovi nel costruito spazio come collettività e come tale si riconosca».

Antonio GramsciAles ha dato i natali nel 1891 ad Antonio Gramsci. Nel 1894 la famiglia si trasferisce a Sorgono e viene mandato in un asilo di suore. A questo periodo, dopo una caduta, risale la malattia che gli lascerà una malformazione fisica: la schiena andrà lentamente incurvandosi e le cure mediche tenteranno invano di arrestare la sua deformazione. Dopo l'istruzione primaria a Ghilarza e il ginnasio a Santu Lussurgiu, frequenta il liceo a Cagliari. Trasferitosi a Torino, si iscrive alla facoltà di lettere. Nel capoluogo piemontese fortemente industrializzato e sindacalizzato avviene la maturazione del suo pensiero socialista, e qui inizia l'attività giornalistica con «Il Grido del Popolo» e «Avanti! ». Divenuto dirigente della sezione socialista della Città, dà vita con Angelo Tasca, Umberto Terracini e Palmiro Togliatti al settimanale «L'Ordine nuovo». Nel 1921 entra nel comitato centrale del Partito Comunista e nel 1922 viene inviato a Mosca all'esecutivo dell'Internazionale. Nel 1924, nel clima di violenze ed intimidazioni fasciste che raggiunge il culmine il 10 giugno con l'assassinio di Matteotti, Gramsci viene eletto alla Camera dei Deputati e diviene segretario generale del partito. Fa uscire a Milano il quotidiano «L'Unità». Sciolti i partiti di opposizione, nel novembre del 1926 Gramsci viene arrestato e condotto prima ad Ustica e poi nel carcere di San Vittore a Milano. Processato dal Tribunale speciale e condannato, nel 1928, a vent'anni, quattro mesi e cinque giorni di carcere, viene trasferito a Turi. Qui nel febbraio del 1929 inizia la stesura dei «Quaderni dal carcere», opera di grande impegno ideologico dedicata alla storia, filosofia, teoria politica, critica letteraria e cultura. Nel 1931 si ammala e ottiene una cella individuale. Aggravatosi, nel 1933 viene trasferito nell'infermeria del carcere di Civitavecchia e poi in una clinica di Formia. Sostenuto da un forte movimento, riesce ad ottenere la libertà vigilata, e nel 1937, ormai morente, riacquista la libertà. Si spegne il 27 aprile 1937 e viene sepolto a Roma nel Cimitero degli Inglesi. Carlo Rosselli, da Parigi in esilio, gli dedica l'intera prima pagina di «Giustizia e Libertà», affermando che la sua morte costituisce «il più grave delitto del fascismo» dopo l'assassinio di Matteotti. Scrive Gramsci: «Io sono stato abituato dalla vita isolata, che ho vissuto fino dalla fanciullezza, a nascondere i miei stati d'animo dietro una maschera di durezza o dietro un sorriso ironico. Ciò mi ha fatto male, per molto tempo: per molto tempo i miei rapporti con gli altri furono un qualcosa di enormemente complicato».

Visita dei dintorni di Ales

Nei dintorni di Ales si trovano le cime del Monte Arci. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Bruncu Perda Calloni, Padroriu, Pranu Espis; ed inoltre quelli dei Nuraghi complessi Gergui e Otzibi.

Da Ales sul Monte Arci

Lungo la strada che da Ales prosegue per Pau, una deviazione sulla sinistra, dopo le ultime case del paese, consente di effettuare una bella escursione, con il comodo accesso al Monte Arci.

 

 


Pau con il Museo dell'Ossidiana

Da Ales ci rechiamo a Pau che visitiamo con il suo centro dove si trova il Museo dell'Ossidiana ed i suoi dintorni.

Il paese Pau Informazioni turistiche

Stemma del Comune di PauUsciti da Ales sulla SS442, dopo meno di un chilometro svoltiamo a sinistra sulla SP48 che verso nord in tre chilometri ci porta a Pau (altezza metri 315, abitanti 360), piccolo Comune dell'Alta Marmilla, situato sul versante orientale del grande massiccio vulcanico del Monte Arci, e chiamato comunemente il paese dell'ossidiana. Il suo terreno è fertile e ricco di corsi d'acqua, dato che il paese è situato in un territorio caratterizzato da una morfologia dolce, bruscamente e scenograficamente interrotta da alte scarpate di origine vulcanica.

Il Comune di Pau nel 1927 viene aggregato al Comune di Ales, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato. Del Comune di Pau nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

In via San Giorgio vediamo la Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire. L'edificio risale al quattordicesimo secolo. La facciata si presenta con portaletto, quasi al centro ha un'apertura a semicerchio, mentre in alto si chiude con due spioventi dove si evidenzia un cornicione in pietra scolpito. Sulla sinistra un campanile a vela a due luci, mentre sulla destra c'è la casa canonica. Il piazzale è stato rimesso a nuovo con un interessante restauro.

Il Museo dell'Ossidiana

Di fronte alla Chiesa, a Pau è stato inaugurato il 6 marzo 2010 il Museo dell'Ossidiana. L'esposizione è stata organizzata dall'archeologo Carlo Lugliè, dell'Università di Cagliari, che ha diretto le più importanti campagne di scavi e ricerche nei giacimenti sul Monte Arci. L'ossidiana, una pasta vulcanica assai compatta di consistenza vetrosa detta anche vetro vulcanico, esercita un fascino che ha spinto artisti come Karmine Piras e i fratelli Atzori di Oristano a produrre opere originali, in particolare gioielli e sculture. Nel Museo è stata allestita una sezione archeologica, con l'esposizione dei reperti degli scavi avviati nel territorio di Pau, ed una sezione per la mostra permanente dei minerali.

Da Pau sul Monte Arci

Nei dintorni di Pau si trovano le cime del Monte Arci. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti del Nuraghe complesso di Punta Su Nuraxi.

Da Pau sul Monte Arci

Dal paese, seguendo le indicazioni, possiamo fare un'escursione sul Monte Arci e raggiungere rapidamente la zona di Sennisceddu, dove troviamo anche un Ristorante ed un campeggio. In questa zona si trovano vasti affioramenti di ossidiana, e in particolare la cosiddetta Scaba Crobina, un sentiero il cui fondo è formato quasi interamente da pezzi di ossidiana.

 

 


Villa Verde con il complesso nuragico di Su Bruncu 'e S'Omu

Da Pau ci rechiamo a Villa Verde che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il complesso nuragico di Su Bruncu 'e S'Omu.

Il paese Villa Verde Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Villa VerdeDa Pau la SP48 verso est in tre chilometri ci porta a Villa Verde (nome in lingua sarda Bànari, metri 204, abitanti 398), paese in passato chiamato Bannari, che ha ricevuto nel 1952 il suo attuale nome in onore della bellezza dei suoi boschi. Purtroppo una gran parte della vegetazione è andata distrutta dagli incendi nel 1983.

Dell'esistenza di Bannari abbiamo notizia fino dal 1341, perché nell'archivio vescovile è presente un documento nel quale si dice che viene eletto a reggere la parrocchia di «San Giorgio di Pau e di Santa Maria di Bànnari, il rettore Petrus Cadau», rettore che sarebbe il primo parroco storico di questa piccola entità parrocchiale.

Nel 1868 viene cambiata la denominazione dello storico Comune di Bannari che diventa Bannari di Usellus. Il Comune di Bannari di Usellus nel 1927 viene aggregato al Comune di Usellus, dal quale nel 1947 viene nuovamente separato. Del Comune di Bannari di Usellus nel 1954 viene cambiata la denominazione in Villa Verde. Del Comune di Villa Verde nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Madre dell'Ospitalità

Dopo un lungo periodo nel quale il piccolo paese è stato privo di parrocchiale, è stata edificata la nuova Chiesa parrocchiale di Santa Maria Madre dell'Ospitalità. È una Chiesa molto recente, è stata edificata infatti nel 1985.

Visita dei dintorni di Villa Verde

Nei dintorni di Villa Verde si trovano numerosi boschi, ed anche numerosi resti archeologici. Sono stati, infatti, portati alla luce i resti del Protonuraghe Corongiu Arrubiu; dei Nuraghi semplici Bruncu 'e S'Ena, Costeddaris, Is Cottillas, Mitza Margiani, Pirafetta, S'Isca; dei Nuraghi complessi su Bruncu 'e S'Omu, Giualli, Monte Ala, Sa Sedda 'e Arixi, San Mauro, Srinnigu, Su Nuraxi, Trutturis; ed anche quelli del Nuraghe Bruncu Is Puddas di tipologia indefinita.

Il bosco di lecci nell'area di Mitza Margiani

La bellezza dei boschi di Villa Verde trova la sua massima espressione nell'area di Mitza Margiani o Mraxiani, con un bosco di lecci ed una sorgente che alimenta anche l'acquedotto comunale. Al suo interno è conservata la zona archeologica di Su Bruncu 'e S'Omu.

Il complesso nuragico di Su Bruncu 'e S'Omu

Da Villa Verde prendiamo la strada per il bosco di Mitza Margiani e arriviamo alla sorgente, dove finisce la strada. Continuiamo a piedi, saliamo sulla collina ed arriviamo al complesso nuragico di Su Bruncu 'e S'Omu. Incontriamo prima il villaggio, del quale sono state scavate dodici capanne, quindi una gradinata in pietra che porta direttamente al Nuraghe complesso, in parte inaccessibile ed ostruito dai crolli. Scendendo verso il fondovalle raggiungiamo il Pozzo sacro.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, torniamo di nuovo nel Campidano di Oristano, del quale completiamo la visita. Vedremo i comuni di Uras, di San Nicolò d'Arcidano e di Terralba, con il villaggio di pescatori di Marceddì. Quindi ci recheremo a visitare Marrubiu, Arborea, poi a Santa Giusta, dove vedremo il suo grande stagno, ed infine a Palmas Arborea, da dove torneremo ad Oristano.


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