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Sardegna Holiday

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Da Uras a San Nicolò d'Arcidano ed a Terralba, da Marrubiu ad Arborea, poi a Santa Giusta ed a Palmas Arborea

In questa tappa del nostro viaggio, torniamo di nuovo nel Campidano di Oristano, del quale completiamo la visita. Vedremo i comuni di Uras, di San Nicolò d'Arcidano e di Terralba, con il villaggio di pescatori di Marceddì. Quindi ci recheremo a visitare Marrubiu, Arborea, poi a Santa Giusta, dove vedremo il suo grande stagno, ed infine a Palmas Arborea, da dove torneremo ad Oristano.

La Regione storica del Campidano di Oristano

Il Campidano di OristanoIl Campidano è la più vasta pianura della Sardegna, situata nella sua porzione sud occidentale. Dal punto di vista geologico si tratta di un Graben, una fossa tettonica determinata da un sistema di faglie distensive che hanno determinato lo sprofondamento di una parte di crosta terrestre. In seguito, la fossa è stata interessata da fenomeni di sedimentazione alluvionale che hanno portarono uno spessore di circa seicento metri di sedimenti continentali e deltizi. In particolare, il Campidano di Oristano è una Regione della Sardegna occidentale il cui territorio apparteneva anticamente al Giudicato d'Arborea. Si sviluppa interamente nella Provincia di Oristano, e comprende i comuni di Arborea, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Marrubiu, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Nicolò d'Arcidano, San Vero Milis, Santa Giusta, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simaxis, Solarussa, Terralba, Tramatza, Uras, Villaurbana, Zeddiani e Zerfaliu. È un territorio caratterizzato dalla presenza di zone umide di altissimo interesse naturalistico, con specie faunistiche rare.


Uras con nei dintorni il Nuraghe Sa Domu Beccia

Da Morgongiori ci rechiamo ad Uras che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il Nuraghe Sa Domu Beccia.

In viaggio verso la cittadina Uras Informazioni turistiche

Uras-Stemma del comuneDa Morgongiori, dove ci eravamo recati in una precedente tappa, prendiamo la SS442 verso sud ovest, e, in poco più di undici chilometri, arriviamo a Uras (altezza metri 23, abitanti 3.189), Comune situato nella pianura del Campidano di Oristano ai piedi del Monte Arci. Nel territorio sono presenti numerosi insediamenti nuragici, il più imponete dei quali è Sa Domu Beccia, un Nuraghe complesso circondato da un Villaggio nuragico. Del Comune di Uras nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Brevi cenni storici

Il paese viene storicamente ricordato per la battaglia fra i sardi e gli Aragonesi quando Leonardo Alagon, forte della discendenza dai Giudici d'Arborea, si mise alla testa di un esercito di Oristanesi, riaccendendo lo spirito nazionalista mai completamente sopito ed il sogno di un'isola sotto l'egida arborense. Lo scontro avvenne nel 1470 ad Uras e vide l'esercito di Alagon costretto a rifugiarsi a Cagliari.

Visita del centro della cittadina

Il centro storico di Uras è ricco di tipiche case campidanesi con la loro caratteristica architettura rurale. Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Stazione Ferroviaria di Uras e Mogoro

Uras-La Stazione Ferroviaria di Uras e MogoroEntrando in Uras con la SP47 da sud ovest, poco prima delle prime case dell'abitato troviamo alla sinistra della strada, al civico numero 106 di via Stazione FS, la Stazione Ferroviaria, che era intestata alla cittadina chiamata Uras e poi ha visto la sua denominazione estendersi anche a Mogoro, che dista una diecina di chilometri verso sud est. Si tratta di una stazione di categoria bronze posta sulla linea ferroviaria a scartamento ordinario denominata Dorsale Sarda, dopo la stazione di San Gavino Monreale e quella di Pabillonis nella quale ormai i treni non fermano più, e prima di quella di Marrubiu Terralba Arborea, nella tratta che da San Gavino Monreale procede su binario unico.

La Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena

La Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena ha la facciata che doveva imitare la Cattedrale di Cagliari. La sua costruzione è iniziata nel 1664 e terminata intorno al 1682. La facciata è stata poi modificata nel '700, quando è stato edificato il campanile a canna quadra. L'interno ha una volta a botte piuttosto alta. Importante il 22 luglio la Festa di Santa Maria Maddalena, quando il paese organizza diverse manifestazioni civili e religiose che durano alcuni giorni.

La Chiesa di Sant'Antonio da Padova

All'estremità occidentale del paese si trova la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, edificata intorno al quindicesimo secoloI. La facciata della Chiesa è sormontata da un campanile a vela con due arcate a sesto acuto. Fino al 1648 gli adulti  venivano seppelliti nel Cimitero adiacente alla Chiesa di Santa Maria Maddalena e i bambini in quello contiguo alla Chiesa di San Teodoro. Da quella data il Cimitero è stato trasferito presso la Chiesa di Sant'Antonio, e vi è rimasto fino al 1931. In questa Chiesa si svolge una delle Feste più sentite del paese.

Visita dei dintorni di Uras

Nei dintorni di Uras è presente una Chiesa campestre. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti della Tomba di giganti Sa Domu Beccia; del Nuraghe semplice San Giovanni; dei Nuraghi complessi Brentu Crobis, Maringianu, Sa Domu Beccia; dei Nuraghi Arbu, Arrubiu, Mannu, Mannu II, Mitza Manna, Serdis, Su Corraxu di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di San Salvatore

La Chiesa campestre di San Salvatore è situata nel luogo dove Leonardo Alagon riportò la vittoria contro gli Aragonesi del vicerè Carroz il 14 aprile 1470.

Resti del Nuraghe complesso Sa Domu Beccia

Uscendo da Uras in direzione sud, dopo il Cimitero, a circa ottocento metri dal paese sulla SS131 di Carlo Felice troviamo il Nuraghe Sa Domu Beccia. È un Nuraghe di tipo complesso, costruito con grossi massi scuri di origine vulcanica, con un mastio centrale ed almeno sette torri laterali, di alcune delle quali restano però pochissime tracce. Attorno al corpo centrale vi è una cinta muraria poligonale che collegava le torri laterali. Il mastio comunicava con le torri laterali per mezzo di un gallerie a corridoio. Purtroppo si trova in cattivo stato di conservazione e l'intero sito è completamente abbandonato. Purtroppo questo Nuraghe è stato distrutto negli anni 1822-25, durante la costruzione della SS131 di Carlo Felice. In un articolo comparso in un inserto illustrato della “Nuova Sardegna” del 1989, si afferma che «con i massi presi dal monumento di Uras furono realizzati oltre quindici chilometri di selciato della strada verso Oristano. Vana fu la protesta del conte Alberto della Marmora, che denunciò lo scempio, ed inutili furono poi le recriminazioni dell’archeologo canonico Giovanni Spano. Ormai il danno era irrimediabile e del complesso nuragico rimasero soltanto le tracce impressionanti e suggestive». A circa cento metri dal complesso nuragico si trovano i resti di due Tombe di giganti.

Tutto intorno al Nuraghe si estendeva un grande Villaggio nuragico comprendente ben 152 capanne circolari, alcune delle quali discretamente conservate. All'ingresso del villaggio sino a poco tempo fa si trovavano due Menhir, probabilmente dedicati alla dea madre. Si pensa che questo villaggio fosse un importante centro per la lavorazione dell'ossidiana di Monte Arci, come anche il villaggio di Puisteris, vicino a Mogoro. Gli scavi hanno portato alla luce importanti reperti, strumenti ed armi in ossidiana, numerosi coltellini e frecce, ed anche reperti ceramici della Cultura di Ozieri. Questo sito è stato abitato dal periodo della Cultura di Bonu Ighinu, nel Neolitico Medio, secondo la cronologia calibrata, tra il 4700 ed il 4200 avanti Cristo e secondo la datazione tradizionale tra il 4000 ed il 3400 avanti Cristo, ed è stato abbandonato in seguito all'invasione punica, intorno al 650 avanti Cristo.

 

 


San Nicolò d'Arcidano

Da Uras ci rechiamo a San Nicolò d'Arcidano che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

In viaggio verso la cittadina San Nicolò d'Arcidano Informazioni turistiche

Stemma del Comune di San Nicolò d'ArcidanoDa Uras, dove avevamo concluso la precedente tappa del nostro viaggio, la SP47 si dirige verso ovest, e, in sei chilometri e mezzo, ci porta a San Nicolò d'Arcidano (nome in lingua sarda Arcidanu, metri 13, abitanti 2.952), chiuso tra le catene del Monte Linas e del Monte Arci. È l'ultimo Comune a sud della Provincia di Oristano, al confine con la Provincia del Sud Sardegna. Nelle campagne non esistono fabbricati antichi. La sua vicinanza con il mare rende Arcidano un trafficatissimo punto di crocevia turistico.

Nel 1863 viene cambiata la storica denominazione del Comune di Arcidano che diventa San Nicolò d'Arcidano. Il Comune di San Nicolò d'Arcidano nel 1928 viene aggregato al Comune di Terralba, dal quale nel 1947 viene nuovamente separato. Del Comune di San Nicolò d'Arcidano nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Si tratta di una cittadina di recente costruzione, non ha strade strette e non ci sono edifici che possano essere datati prima dell'inizio dell'Ottocento. Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Nicolò Vescovo

Nel centro troviamo la Chiesa parrocchiale di San Nicolò Vescovo, costruita prima del 1763 sul punto più elevato dell'abitato, nel luogo nel quale sorgeva un tempo il Nuragh 'e Luxia. La Chiesa, a croce latina, ha una navata centrale su cui si aprono cappelle laterali. La facciata presenta linee in stile neoclassico, con la fronte a tempio greco data da alte colonne che sorreggono un timpano triangolare.

Visita dei dintorni di San Nicolò d'Arcidano

Nei dintorni di San Nicolò d'Arcidano non sono stati portati alla luce resti archeologici particolarmente significativi.

 

 


Terralba con il villaggio di pescatori di Marceddì

Da San Nicolò d'Arcidano ci rechiamo a Terralba che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il villaggio di pescatori di Marceddì.

In viaggio verso la cittadina Terralba Informazioni turistiche

Stemma del Comune di TerralbaDa San Nicolò d'Arcidano prendiamo la SS126 Sud Occidentale Sarda verso nord e, in quattro chilometri e mezzo, raggiungiamo Terralba (altezza metri 9, abitanti 10.541), che è un grosso centro industriale, della pesca, turistico balneare ed agricolo del basso Oristanese, situato a sud del golfo di Oristano. Terralba è famosa per i suoi vini, che venivano prodotti dalla Cantina Sociale di Terralba, una delle cantine sociali storiche della Sardegna, la terza più vecchia dell'Isola dopo quelle di Monserrato e di Quartu Sant'Elena, dal 1948, anno in cui il capitano Severino Lay la costituì con alcuni soci viticultori, fino alla sua chiusura nel 1995, e che oggi sono prodotti da altre cantine, soprattutto dalla Cantina del Bovale.

Un evento che ha cambiato drasticamente il paesaggio dell'intera piana di Terralba, e che ha dato una svolta definitiva alla vita dei suoi abitanti, è stata la grande bonifica, nata alla fine del diciannovesimo secolo. La bonifica si è articolata in due periodi, il primo tra il 1895 e il 1918, nel quale si è effettuata la progettazione dell'opera, mentre il secondo, tra il 1919 ed il 192, ha coiciso con la sua realizzazione ad opera della Società Bonifiche Sarde.

Del Comune di Terralba nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Importante a Terralba è la Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, edificata a partire dal 1820 sul sito di una più antica Chiesa romanica voluta dal Giudice Mariano I d'Arborea, che aveva orientamento pressoche analogo all'attuale, con abside semicircolare, e che era stata aperta al culto nel maggio del 1144. Nella Cattedrale sono custoditi capitelli provenienti da Neapolis e recuperati dalla demolizione dell'abside della precedente Cattedrale, un fonte battesimale ed un pulpito ligneo del diciassettesimo secolo e una preziosissima croce argentea spagnola.

Visita dei dintorni di Terralba

Nei dintorni di Terralba si trova la Cantina del Bovale. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Nuracciolu; e delle dieci tombe romane in località Pauli Putzu. Vi è stato realizzato anche l'importante villaggio di pescatori di Marceddì.

La Cantina del Bovale

Uscendo da Terralba verso nord con la S126 Sud Occidentale Sarda, prendiamo subito verso destra la SP61, la seguiamo per seicentocinquanta metri e prendiamo a destra la strada di Bonifica. Seguita per novecentocinquanta metri, arrivati in località S'Isca, vediamo alla sinistra della strada gli stabilimenti della Cantina del Bovale di Terralba.

Terralba-Vini della Cantina del BovaleTerralba-Cantina del BovaleLa Cantina del Bovale nasce, dopo circa dieci anni di esperimenti di vinificazione, a Terralba, paese ricco di storia, di cultura e di tradizioni vinicole, per conservare parte del patrimonio viticolo già esistente nel territorio, valorizzandone la produzione. La cantina coltiva e produce vini dal Bovale di Terralba, ma anche da altri importanti vitigni sardi quali il Cannonau, il Monica e il Vermentino. La lavorazione delle vigne avviene con l'obiettivo di ottenere una produzione per ceppo limitata a circa un chilo e duecento grammi. Le attenzioni continuano in vendemmia ed in seguito in vinificazione, dove, grazie alle moderne tecnologie, alle attenzioni e la sapienza dell'enologo, si ottengono dei vini pienamente rispettosi delle uve e del territorio da cui provengono.

Le tombe romane in località Pauli Putzu

Nel 1960, in frazione Pauli Putzu, sono state rinvenute casualmente dieci tombe di età romana, con corredi funerari di notevole importanza, che rispecchiavano le condizioni sociali ed economiche dei defunti ed avevano lo scopo di accompagnarli nel lungo viaggio verso l'oltretomba.

Il villaggio di pescatori di Marceddì Informazioni turistiche

Uscendo da Terralba verso il mare, seguendo le indicazioni, dopo 13 chilometri raggiungiamo il villaggio di pescatori di Marceddì, un villaggio assai piccolo ma molto suggestivo.

Ci si poteva arrivare anche da Arborea in 13 chilometri, prendendo la SP49, che esce dal paese con il nome di strada rettilineo sud, dopo un paio di chilometri, alla rptonda, prendiamo a dstra la strada 14 Ovest, al suo termina prendiamo a sinistra la strada Longitudinale 22 Ovest, a destra la strada 4 Ovest e proseguendo fino al termine, dove troviamo il borgo marinaro di Marceddì.

Marceddì: il villaggio di Marceddì Marceddì: il villaggio di Marceddì

La torre Vecchia di Marceddì

Prendendo a destra la strada 6 Ovest, prima della 4 Ovest, e seguendola fino alla fine, arriviamo a un promontorio un poco più a nord di Marceddì, sul quale si trova la torre Vecchia di Marceddì, situata a un metro sul mare, Edificata in epoca spagnola, probabilmente nel 1577, è realizzata in pietra lavica e tufi basaltici. Ha una volta a cupola, una cisterna ed una breve scala interna, che è accessibile dall'alto attraverso una nicchia. La torre ha subito varie trasformazioni, essendo stata utilizzata come fortino durante l'ultima guerra.

Lo Stagno laguna di Marceddì ed il più piccolo Stagno di San Giovanni

Dalla borgata marinara di Marceddi, attraversiamo su uno stretto ponte il grande Stagno laguna di Marceddì, che ha una sperficie di circa 800 ettari, uno dei più pescosìdell'isola. Lo Stagno è in comunicazione con il contiguo più piccolo Stagno di San Giovanni, che ha una superficie di circa 290 ettari. Si tratta di un sistema lagunare e stagnale situato in un vasto bacino che raccoglie le acque piovane, che confina ad ovest con la penisola di Capo Frasca, a sud con le propaggini meridionali del Monte Arcuentu, mentre nel settore nord- occidentale si estende la vasta area di bonifica di Arborea della quale parleremo più avanti.

Le aree stagnali e lagunari di Marceddì e di San Giovanni sono separate da un argine, mentre in corrispondenza delle foci dei corsi d'acqua è stata realizzato un piccolo bacino sfiorante. La laguna di Marceddì ha una ampia comunicazione con il mare e un regime di acqua salmastra che riceve direttamente dal mare. In essa esiste un serio problema d'inquinamento legato alla grande quantità di concimi, diserbanti e fitofarmaci che raggiungono le acque della laguna, mentre, nella fascia alluvionale del Rio Sitzerri, è presente un forte inquinamento da metalli pesanti e fanghi derivante dalle discariche dei residui di lavorazione della Miniera di Montevecchio. Lo Stagno di San Giovanni è alimentato dal Flumini Mannu e dal RioMogoro.

Marceddì: lo Stagno di Marceddì Marceddì: lo Stagno di Marceddì Marceddì: lo Stagno di Marceddì Marceddì: lo Stagno di Marceddì Marceddì: lo Stagno di Marceddì

Entrambe le zone sono inserite tra le Aree costiere di rilevante interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna, e nel Sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna.

 

 


Marrubiu

Da Terralbaci rechiamo a Marrubiu che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

In viaggio verso la cittadina Marrubiu Informazioni turistiche

Stemma del Comune di MarrubiuDa Terralba riprendiamo la SS126 Sud Occidentale Sarda sempre in direzione nord ed in circa quattro chilometri arriviamo a Marrubiu (nome in lingua sarda Marrùbiu, metri 7, abitanti 4.995), piccolo centro agricolo posizionato in una delle zone più fertili della Sardegna. È situato in una piana dominata dal Monte Arci, rilievo di origine vulcanica che ha fortemente caratterizzato questa Regione frequentata da millenni perché ricca di ossidiana, la nera e durissima roccia vetrosa molto ricercata in tutto il bacino del Mediterraneo. Marrubiu è famosa per i suoi vini, che venivano prodotti dalla Cantina di Marrubiu - Isola 4 Mori, costituita nel 1974 da alcuni viticoltori di Marrubiu, Uras, San Nicolò d'Arcidano e Terralba, certi della qualità dei loro vini, ma che, dopo alterne fortune, ha chiuso i battenti nel 2011.

Secondo documenti in lingua sarda spagnola risalenti al '600, pare che gli abitanti del vicino paesino di Surraduli, o Zurradili o Zuarbara, vi si rifugiarono per scampare alle incursioni dei pirati Saraceni. Anche Marrubiu è famosa per i suoi vini.

Il Comune di Marrubiu nel 1928 viene aggregato al Comune di Terralba, dal quale nel 1948 viene nuovamente separato. Del Comune di Marrubiu nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Gruppi folk di Marrubiu

A Marrubiu è attiva l'Associazione Folkloristica Santa Mariedda di Marrubiu, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Monserrato o delle Grazie

A Marrubiu si può visitare la Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Monserrato, o delle Grazie. Una pietra, nel lato sinistro della navata, reca la data dell'anno 1710, che può quindi essere ritenuto l'anno della sua costruzione. La facciata, contenuta tra i due robusti pilastri laterali in conci di tufo, si presenta divisa verticalmente in tre spazi, raccordati dallo spiovente del tetto a capanna.

La Stazione Ferroviaria di Marrubiu, Terralba e Arborea

Uras-La Stazione Ferroviaria di Marrubiu, Terralba e ArboreaLa SS126 Sud Occidentale Sarda provenendo da Terralba entra in Marrubiu da sud con il nome di via Napoli, dopo aver passato il Municipio, proseguendo si trova sulla sinistra la piazza Italia, dove al civico numero 6 si affaccia la Stazione Ferroviaria, una stazione di categoria silver posta sulla linea ferroviaria a scartamento ordinario denominata Dorsale Sarda, dopo la stazione di Uras Mogoro, e prima di quella chiusa al traffico passeggeri di Sant'Anna di Marrubiu, ed alla successiva stazione di Oristano. La sua storia ha inizio nella seconda metà del diciannovesimo secolo, quando la Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, incaricata di costruire e gestire le prime linee ferroviarie pubbliche della Sardegna, apre al traffico il tronco che collega San Gavino Monreale ad Oristano, della linea che da Cagliari sale verso nord. Originariamente la stazione è intestata alla cittadina chiamata Marrubiu, in seguito nel 1928 Marrubiu diviene frazione Terralba e il nome dello scalo muta in Terralba-Mussolinia, che era l'odierna Arborea. Nel dopoguerra Marrubiu riconquista l'autonomia amministrativa, e le Ferrovie dello Stato, subentrate alle Ferrovie Reali nel 1920, rinominano lo scalo in Terralba-Arborea, per poi arrivare alla denominazione attuale nel 1949.

Visita dei dintorni di Marrubiu

Nei dintorni di Marrubiu si trova la sua frazione Sant'Anna, ed anche una Chiesa campestre. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti del Nuraghe Spignau, un Nuraghe di tipologia indefinita.

La frazione Sant'Anna con la sua ex Stazione Ferroviaria

Percorsi meno di due chilometri lungo la SS126 Sud Occidentale Sarda, incrociamo la SS131 di Carlo Felice, che prendiamo verso sinistra, in direzione nord. Seguita per cinque chilometri e mezzo, troviamo sulla destra le indicazioni per la frazione Sant'Anna (altezza metri 20, distanza circa 10 chilometri, abitanti circa 240), un insediamento agricolo sorto su iniziativa dell'Ente per la Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento, a nord di Marrubiu, a ridosso delle due maggiori infrastrutture di trasporto stradale e ferroviario della Sardegna, rispettivamente la Strada Statale 131 di Carlo Felice e la linea ferrovia Dorsale Sarda, che da Cagliari si dirige a nord, fatto che ha portato alla decisione di dotare l'abitato in via di costruzione di una Stazione Ferroviaria.

Uras-Sant'Anna: la Stazione FerroviariaNella frazione si trova la ex Stazione Ferroviaria di Sant'Anna, una stazione posta sulla Dorsale Sarda, dopo la stazione di Marrubiu Terralba Arborea e prima di quella di Oristano, a servizio della borgata di Sant'Anna, nel Comune di Marrubiu. Realizzata dalle Ferrovie dello Stato, gestore sino al 2001 dello scalo, poi passato alla controllata RFI, la stazione viene inaugurata nel 1958. L'impianto, dotato di uno scalo merci, serve la frazione per decenni, sia per il traffico passeggeri che per l'inoltro dei prodotti agricoli coltivati localmente. Nel corso degli anni tuttavia l'impiego della ferrovia per il servizio merci va progressivamente calando, ed anche il traffico passeggeri si riduce, fatto che porta alla cessazione di tale servizio da parte di Trenitalia a partire dal 2008.

La Chiesa campestre di Santa Maria Zuarbara

Alle pendici del vicino Monte Arci sorge la piccola Chiesa campestre di Santa Maria Zuarbara, dove tuttora si celebra la Festa in onore della Santa, in occasione della quale il suo simulacro viene trasferito in processione dalla Chiesa di Marrubiu al Santuario campestre, su un carro trainato da buoi ornati con ghirlande di fiori.

 

 


Arborea edificata nel 1928 con il nome di Mussolinia di Sardegna

Da Marrubiu ci rechiamo ad Arborea edificata nel 1928 con il nome di Mussolinia di Sardegna, che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

In viaggio verso la cittadina Arborea Informazioni turistiche

Stemma del Comune d'ArboreaDa Marrubiu prendiamo la SP50 verso ovest, poi, a Tanca Marchese, deviamo a destra sulla SP49 o Strada Dodicesima est, che devia a destra sulla Strada Rettilinea sud e ci porta ad Arborea (altezza metri 7, abitanti 3.928). In tutto abbiamo percorso otto chilometri.

Le sue terre estremamente fertili producono ottimi frutti ed ortaggi, favoriti da un'agricoltura tecnicamente avanzata. Del Comune di Arborea nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Brevi cenni storici

Arborea è un tipico borgo edificato nel 1928 con il nome di Mussolinia di Sardegna, in una zona fino ad allora semideserta e malarica, poi bonificata, assegnandole nel 1930 dei territori che precedentemente appartenevano in parte al Comune di Oristano, ed in parte a quello di Terralba. Siamo nel comprensorio di bonifica del Campidano ed Arborea. Del Comune di Mussolinia di Sardegna nel 1944, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, viene cambiata la denominazione in Arborea.

La bonifica d'Arborea e Terralba è iniziata nel 1919 ed ha coinvolto un territorio di 18.000 ettari. È proseguita per molti anni con imponenti lavori di drenaggio, colmata, canalizzazione e sollevamento di acque. Quindi è avvenuta la trasformazione agraria e colonizzazione con la realizzazione di terreni agricoli poi assegnati a famiglie sarde, venete e romagnole. L'acqua di irrigazione proviene dalla diga di Santa Vittoria sul Tirso, presso Olliastra, con un canale lungo circa 60 chilometri.

La Città è un riuscito esempio di moderno insediamento agricolo in terreni di bonifica. Il nome è stato modificato nell'attuale nel 1944. È un nome che sta ad indicare l'acqua agreste, acqua salmastra, acqua di stagno, e ricorda l'antico Giudicato d'Arborea.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La piazza Santa Maria Ausiliatrice

Al centro della cittadina troviamo la Piazza Santa Maria Ausiliatrice, con palazzi in stile neogotico, tra la Chiesa parrocchiale del Cristo Redentore, realizzata in uno strano stile neogotico-Tirolese, ed il palazzo Municipale. Il vecchio nome di Mussolinia, abbondantemente utilizzato per promuovere i prodotti locali, porta ad Arborea vecchi nostalgici di tempi passati.

Arborea-Piazza Maria Ausiliatrice Arborea: la Chiesa parrocchiale del Cristo Redentore Arborea-palazzo Municipale Arborea-Ad Arborea, una volta chiamata Mussolinia, si conserva il ricordo del tempo passato per nostalgici di passaggio

Visita dei dintorni di Arborea

Nei dintorni di Arborea si trova lo Stagno di S'Ena Arrubia, e la costiera con la sua spiaggia. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti del Nuraghe Sassu, che è di una tipologia indefinita.

Lo Stagno di S'Ena Arrubia

Scendendo da Santa Giusta verso Arborea lungo la SP49, vediamo sulla destra le indicazioni per lo Stagno di S'Ena Arrubia. Questo Stagno è ciò che resta del grande complesso stagnale e lagunare di Sassu, un complesso salato che copriva una superficie di 3.270 ettari, tra Oristano e Terralba. Frazionatotra gli anni '20 e '30 del Novecento in più di duecento piccoli specchi d'acqua, è stato successivamente bonificato tra il 1934 e il 1937. Lo Stagno di Sassu era in gran parte alimentato dalle acque del Rio Mogoro che, per consentire la bonifica della piana di Terralba, venne deviato ed incanalato fino a sfociare nello Stagno di San Giovanni.

Lo Stagno odierno rappresenta la parte non bonificata, è piccolo, di circa 300 ettari, vicino alla costa, ed in esso si trova un'ampia concentrazione di varietà di uccelli palustri. Non possiede immissari naturali ma risulta alimentato dalle acque derivanti dalla bonifica della piana di Arborea, e l'alimentazione idrica avviene soprattutto attraverso un sistema di canali che realizzano il drenaggio della piana. La zona del litorale sabbioso che separa l'attuale area stagnale dal mare, caratterizzata da una esteso cordone di spiaggia ed una fascia di retrospiaggia, viene periodicamente aperta per consentire lo smaltimento ed il ricambio delle acque.

Vicino allo Stagno sono presenti moderne versioni di una capanne di falasco, meglio noto col nome sardo di sessini o cruccuri, simili alle capanne dei pescatori che abbiamo visto a San Giovanni di Sinis. Nello Stagno si effettua la pesca, sia con lavorieri che con bertovelli e reti da posta, e si catturano mugelli, anguille, apigole, granchi.

Arborea: lo Stagno e la pineta di S'Ena Arrubia da dove si passa dall'ambiente Stagno alla fascia di transizione, poi alle dune, e infine alla pineta Arborea-Veduta parziale del canale di sbocco a mare dello Stagno di S'Ena Arrubia con barche dei pescatori Arborea-Veduta parziale dei lavorieri della Peschiera di S'Ena Arrubiacon sullo sfondo la pineta d'Arborea Arborea-Capanne sullo Stagno di S'Ena Arrubia Arborea: una moderna versione di una capanna di cruccuri fotografata presso la Peschiera di S'Ena Arrubia

Di notevole interesse naturalistico, lo Stagno rappresenta un'oasi di protezione faunistica tutelate dalla Convenzione internazionale relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, più nota come Convenzione di Ramsar del 1977. L'area dello Stagno è stata dichiarata anche Riserva Naturale della Sardegna.

La spiaggia Marina di Arborea

A sud dello Stagno di S'Ena Arrubia, lungo la fascia costiera, si trova l'attrezzato Campeggio di S'Ene Arrubia, e, dopo di questi, si sviluppa la splendida pineta di Arborea, che si prolunga fino alla successiva laguna di Corru S'Ittiri, nella quale si trova l'Horse Country resort, che era una volta noto come Ala Birdi, un centro turistico molto noto soprattutto agli appassionati di ippica di Arborea.

Affacciata sul mare, si trova la spiaggia di Marina di Arborea, alla quale si può accedere dal Campeggio o dal centro turistico, o da una delle piccole strade che li costeggiano. Il lungo arenile è delimitato, infatti, verso nord, dallo Stagno S'Ena Arrubia, di interesse naturalistico per la grande concentrazione di uccelli palustri, e, nella zona centrale e meridionale, dalla vasta pineta di Arborea.

La spiaggia di Marina di Arborea è costituita da un arenile di grandi dimensioni, formato da una lunga distesa di sabbia bianca non candida, a grani medi, compatta e calda, con la presenza di piccole dune che lasciano spazio al verde della bellissima pineta di Arborea. L'arenile si affaccia su un mare di un colore azzurro cangiante, con un fondale profondo e medio-basso. Mai estremamente affollata, neanche in alta stagione, grazie alla vastità del suo arenile, in essa sono presenti diversi stabilimenti per il noleggio di ombrelloni, lettini ed altre attrezzature da spiaggia, numerosi punti ristoro e varie strutture alberghiere con servizi di vario genere presenti, direttamente sulla spiaggia o nelle immediate vicinanze.

La laguna di Corru S'Ittiri e lo stagno di Corru Mannu

Arborea: una famiglia di Fenicotteri nella laguna di Corru S'IttiriDal Municipio di Arborea, percorsi verso sud quasi due chilometri lungo la SP49, alla rotonda prendiamola prima uscita che ci porta sulla Strada 14 Ovest, la seguiamo per quattro chilometri, ed arrivimo alla laguna di Corru S'Ittiri, che è posta lungo il litorale a sud dello Stagno di S'Ena Arrubia, dal quale è separata dalla pineta di Arborea. Costituita da un sistema lagunare semiartificiale, con una vegetazione di acque salmastre, salate, si posiziona al confine con la vasta area bonificata di Arborea. Ha una forma allungata, e deve la sua origine alla presenza di una estesa fascia litorale che si è sviluppata parallelamente alla linea di costa, determinando così la formazione di una stretta insenatura. La laguna di Corru S'Ittiri non presenta immissari naturali, ma riceve le acque che provengono dalla bonifica della piana di Arborea, che ne delimita il perimetro verso terra. In realtà la laguna è semiartificiale, in quanto creata da uno sbarramento che unisce l'estremità della fascia litorale con la terra ferma, ma mostra buone possibilità di ricambio idrico con il mare, presentando due vie di comunicazioni dirette con esso.

Tra la laguna ed il mare, si trova la Peschiera di Corru S'Ittiri, nella quale è presente un impianto fisso di cattura, con una produzione data da pesce pregiato, come muggini, anguille, granchi, vongole veraci, arselle, triglie, sogliole ed altro.

La laguna di Corru S'Ittiri e lo stagno di Corru Mannu

Tra la laguna di Corru S'Ittiri ed il mare si trova lo stagno di Corru Mannu, la zona umida della Sardegna situata lungo la sua costa occidentale, già dagli anni Settanta inserito nella rete Natura 2000, un sistema di aree dedicate alla conservazione della biodiversità, caratterizzate dalla presenza di habitat e specie faunistiche e floristiche di elevato interesse. Di notevole interesse naturalistico, queste due lagune rappresentano oasi di protezione faunistica tutelate dalla Convenzione internazionale relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, più nota come Convenzione di Ramsar del 1977.

La Cooperativa Pescatori di Arborea e le Cozze Nieddittas

Arborea-Stabilimento della Cooperativa Pescatori di ArboreaNella parte settentrionale della stagno di Corru Mannu si trova la sede della Cooperativa Pescatori di Arborea, per raggiunge la quale, dal centro di Arborea, dalla SP49 prendiamo verso ovest la via Felice Porcella, dopo poco più di cinquecento metri la strada esce dall'abitato cone Strada 18 Ovest, dopo un chilometro ed ottocento metri, alla rotonda, proseguamoi dritti per rimanere su Strada 18 Ovest, la seguiamo fino quasi al mare e, dopo un chilometro e seicento metri, prendiamo l'ultima deviazione sulla sinistra che, dopo settecento metri, ci porta alla sede della Cooperativa, che si trova alla destra della strada.

Arborea-Cooperativa Pescatori di ArboreaLa Cooperativa Pescatori di Arborea, ossia CPA, nata nel 1967 dall'associazione di nove pescatori, da allora è cresciuta continuamente fino a diventare la più importante realtà sarda nella mitilicoltura e nella pesca, con circa 86 ettari di vivai a mare e con un impianto a terra che depura 750 quintali a ciclo, nel quali produce la Cozza Nieddittas. Ad ottobre 2013 la Cozza Nieddittas certificata, raccolta nel Golfo di Oristano, ha ottenuto la certificazione di prodotto per tutta la filiera. La CPA è la prima azienda italiana e l'unica realtà sarda del settore ad aver ottenuto questa certificazione per tutto il processo produttivo, dalla raccolta in mare alla consegna. E l'estate 2018 vede premiato l'impegno di Nieddittas a tutela dell'ambiente con un riconoscimento davvero importante, dato che è stata individuata dalla Fondazione Med Sea, una delle realtà più prestigiose a livello internazionale nella salvaguardia dell'ambiente, come modello di best practices ed esempio di gestione sostenibile per tutte le aree umide mediterranee.

Arborea-Cooperativa Pescatori di Arborea: le Cozze NieddittasLa CPA ha lanciato una campagna pubblicitaria nazionale per promuovere la Cozza Nieddittas, ed il successo del marchio oramai è a livello nazionale. Per tenergli testa bisogna aumentare la produzione, ma la location di Corru Mannu ormai sta stretta, dato che a Corru Mannu non c'è lo spazio necessario per aumentare la superficie destinata agli impianti di stabulazione, dove attualmente vengono trattate anche le cozze importate dalla Grecia. O meglio, lo spazio fisico ci sarebbe anche, ma Corru Mannu è una zona ad altissima tutela ambientale, oltre che Sito di interesse comunitario ed ottenere le autorizzazioni per ampliare gli attuali impianti sarebbe una missione impossibile. Per questo motivo la CPA ha pensato di spostare gli impianti di stabulazione a Santa Giusta.

La Cooperativa Assegnatari Associati Arborea

Da dove ci siamo arrivati con la SP49, prendiamo ora la terza uscita che ci porta sulla Strada 14 Est, la seguiamo per trecento metri, poi prendiamo a sinistra la via Genova che, in meno di duecento metri, ci porta all'ingresso degli edifici che ospitano la grande Cooperativa Assegnatari Associati Arborea, chiamata più semplicemente 3 A Latte Arborea.

Arborea-Cooperativa Assegnatari Associati ArboreaAd Arborea è ospitata la grande Cooperativa Assegnatari Associati Arborea, chiamata più semplicemente 3 A Latte Arborea. Si tratta della principale azienda sarda che si occupa della produzione e trasformazione di latte in prodotti lattiero caseari, e della loro commercializzazione. Tradizioni millenarie e tecniche innovative di coltura e allevamento, produttività e rispetto del lavoro delle persone, sostenibilità ambientale e alta qualità, sono le principali caratteristiche di una realtà produttiva unica, capace di offrire prodotti genuini che celebrano la terra da cui nascono portandola con eccellenza nel mondo, La Cooperativa fornisce prodotti Arborea, ossia latte e panna, yogurt e dessert, i freschi, i Formaggi e gli snack; prodotti Fattoria Girau, ossia latte, burro e yogurt, ricotte e spalmabili, formaggi di capra e formaggi di pecora; e prodotti Nisia, ossia crema viso idratante, crema viso nutriente, siero viso anti-età, crema mani nutriente e latte corpo idratante.

 

 


Santa Giusta con il suo stagno

Da Arborea ci rechiamo a Santa Giusta che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova lo Stagno di Santa Giusta.

In viaggio verso la cittadina Santa Giusta Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Santa GiustaDa Arborea proseguiamo verso nord in direzione di Oristano sulla SP49 che, dopo tredici chilometri, ci porta a Santa Giusta (nome in lingua sarda Santa Justa, metri 10, abitanti 4.416), paese anticamente denominato «Othoca» e situato al centro del Campidano di Oristano. L'abitato è costituito da un insieme di case rustiche variopinte ai due lati della statale e si trova a ridosso della zona industriale di Oristano, e si sviluppa in prossimità del limite nord orientale del vasto Stagno di Santa Giusta, ricco di anguille, le cui acque raggiungono il mare alla foce del fiume Tirso.

Il Comune di Santa Giusta nel 1927 viene aggregato al Comune di Oristano, dal quale nel 1947 viene nuovamente separato. Del Comune di Santa Giusta nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La bella Cattedrale di Santa Giusta

Santa Giusta: la Cattedrale di Santa GiustaSu un'elevazione alberata del terreno, in riva allo stagno, si leva la bella Cattedrale di Santa Giusta. Edificata in conci di arenaria tra il 1135 ed il 1145 per conto dei Giudici d'Arborea, fu sede della diocesi omonima soppressa nel 1503. L'impronta pisana si nota per le somiglianze col duomo di Pisa. Ha un interno a tre navate, quella centrale absidata, coperto da un tetto a capriate, ed è stata presa ad esempio per la costruzione di numerose altre Chiese in Sardegna. Nella decorazione si notano elementi arabeggianti. Il campanile è stato quasi interamente rifatto nel 1908. Sotto il presbiterio si trova una Cripta-Santuario dove si dice sia stata martirizzata la Santa, forse cittadina chiamata Tharros.

Visita dei dintorni di Santa Giusta

Nei dintorni di Santa Giusta si trova lo Stagno di Santa Giusta, e la costiera con il Porto industriale e con la sua spiaggia. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Nuraciana, Nuragheddu, Sant'Elia; e del Nuraghe complesso di Santa Giusta.

Lo Stagno di Santa Giusta

L'abitato di Santa Giusta sorge vicino al grande e pescoso Stagno di Santa Giusta, un lago costiero con una superficie di 690 ettari, con una forma arrotondata ed è poco profondo, in media dai 40 ai 120 centimetri,. L'origine dello Stagno di Santa Giusta deriva dallo sbarramento, ad opera di dune litoranee, di avvallamenti naturali presenti nella pianura costiera, depressioni che sono state inizialmente colmate dalle acque dei corsi d'acqua che confluivano nel Golfo, più in particolare dal fiume Tirso.

Santa Giusta-Veduta dello Stagno di Santa Giusta Santa Giusta-Veduta dello Stagno di Santa Giusta Santa Giusta-Veduta dello Stagno di Santa Giusta

Lo Stagno di Santa Giusta ha le acque dolci, è pescoso, ed ha una notevole avifauna. Gli afflussi di acque dolci provengono dal Rio Pauli Figu, dal Rio Pauli Majori e dal Rio Merd'e Cani, oltre alle acque di drenaggio di diversi canali di bonifica, ma i residui agricoli, urbani e industriali hanno notevolmente compromesso l'equilibrio dello stagno.

In origine, la comunicazione dello Stagno di Santa Giusta con il mare, si realizzava mediante la foce del Tirso, e successivamente, nella seconda meta degli anni '50 del Novecento, è scavato il canale di Pesaria, lungo circa tre chilometri, che permette la comunicazione diretta delle acque dello Stagno con quelle del golfo di Oristano. Una seconda bocca, costituita dal canale del Porto Industriale, è stata aperta durante i lavori per la costruzione del porto di Oristano, mettendo in comunicazione la zona occidentale del bacino, con lo stesso Porto Industriale. Nel complesso il grado di salinità non raggiunge mai valori elevati.

 Santa Giusta: una prateria di ranuncoli d'acqua Santa Giusta-canale di Pesaria che collega lo Stagno di Santa Giusta alla foce del fiume Tirso e al mare Santa Giusta-canale di Pesaria che collega lo Stagno di Santa Giusta alla foce del fiume Tirso e al mare Santa Giusta: un muraglione artificiale protegge dalla parte orientale lo sbocco a mare del canale di Pesaria Santa Giusta-canale del Porto Industriale di Oristano Santa Giusta-canale del Porto Industriale di Oristano

Ad esso sono collegati, mediante stretti canali, alcuni altri piccoli bacini, tra ci quali il Pauli Majori ed il Pauli Figu, situati sul suo lato orientale. In particolare, lo Stagno di Pauli Majori, che si trova in prossimità di Palmas Arborea, da dove può essere raggiunto a piedi, ha una superficie di 60 ettari, è alimentato da acque dolci e da acque salmastre che vengono dal vicino Stagno di Santa Giusta, ed è importante per i suoi canneti.

Il Porto industriale di Santa Giusta che costituisce il porto di Oristano

Dall'abitato di Santa Giusta prendiamo la SP49, che gira tutto intorno allo Stagno di Santa Giusta, e ci dirigiamo verso il mare, per arrivare al Porto industriale di Santa Giusta, il porto del consorzio industriale di Oristano, che si trova in località Cirras, nel territorio del Comune di Santa Giusta.

La spiaggia di Santa Giusta

Dal Porto Industriale, percorriamo verso sud la SP49, che fa il giro del porto, poi deviamo sul percorso in un tratto sterrato, non segnalato, in direzione ovest, che porta verso la costa, in un incrocio a sinistra, segnalato con un cartello indicante un chiosco bar, fino a raggiungere la spiaggia di Abba Rossa, conosciuta anche come spiaggia di Cirras. Il lungo arenile è delimitato a nord dal Porto Industriale, e a sud dallo Stagno S'Ena Arrubia, che abbiamo già visto quando abbiamo visitato la cittadina chiamata Arborea.

La spiaggia di Abba Rossa, conosciuta anche come spiaggia di Cirras, è caratterizzata da un arenile di grandi dimensioni, costituita da una lunga distesa di sabbia di colore bianco dorato a granelli medi, molto compatta e calda, che si affaccia su un mare molto trasparente, di colore tra il verde e l'azzurro, con un fondale basso e sabbioso. Mediamente frequentata in alta stagione, grazie alla vastità dell'arenile, in essa sono presenti diversi punti ristoro.

 

 


Palmas Arborea

Da Santa Giusta ci rechiamo a Palmas Arborea che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Una deviazione alla cittadina Palmas Arborea Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Palmas ArboreaDa Santa Giusta prendiamo verso est la SP53 che dopo quattro chilometri ci porta a Palmas Arborea (nome in lingua sarda Prammas, metri 4, abitanti 1.324), situato nel Campidano di Oristano, dominato a ovest dallo Stagno di Pauli Majori e a est dal massiccio del Monte Arci.

Il nome della cittadina del paese, secondo alcuni studi, avrebbe tratto origine dall'ampia presenza di palmeti in tutto il suo territorio. Il centro storico si caratterizza per abitazioni edificate con i mattoni di terra cruda.

Il nome originario del Comune era Palmas, del quale nel 1862 è stata cambiata la denominazione, parte in Palmas Arborea, e parte in Palmas Suergiu. Il Comune di Palmas Arborea nel 1927 viene aggregato al Comune di Oristano, dal quale nel 1957 viene nuovamente separato. Del Comune di Palmas Arborea nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Gruppi folk di Palmas Arborea

A Palmas Arborea è attivo il Gruppo Folk Santa Rosa, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La parrocchiale di Sant'Antioco Martire

Al centro del paese si trova la piccola parrocchiale di Sant'Antioco Martire, che viene festeggiato più volte durante l'anno, ad aprile, a luglio e a novembre, mese della morte del martire.

Visita dei dintorni di Palmas Arborea

Nei dintorni di Palmas Arborea sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Paiulu e Pranu Forru, che sono di tipologia indefinita.

Il ritorno ad Oristano

Dopo la deviazione a Palmas Arborea, torniamo a Santa Giusta. Qui prendiamo la SP53 che, in meno di quattro chilometri, ci fa rientrare ad Oristano.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Con questa tappa abbiamo concluso la visita della Provincia di Oristano. Dalla prossima tappa inizieremo a visitare la parte occidentale della Provincia del Sud Sardegna.


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