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Sardegna Holiday

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Da Ussana a Donorì, Dolianova, Serdiana e Soleminis

In questa tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare il territorio della Regione storica della Sardegna denominata Parteòlla. Inizieremo il nostro viaggio da Ussana, poi visiteremo Donorì e Serdiana. Visiteremo, quindi, Dolianova, dove vedremo la bella Cattedrale di San Pantaleo. Finiremo il nostro viaggio nella Regione storica del Parteòlla recandoci a visitare il centro agricolo di Soleminis.

La Regione storica del Parteòlla

Il ParteòllaA pochi chilometri da Cagliari si sviluppa il territorio del Parteòlla (nome in lingua sarda Partiolla) è una Regione confinante con il Campidano, il Sarrabus e il Gerrei. Il Parteòlla è interamente compreso nella Provincia del Sud Sardegna e comprende i comuni: Dolianova, Donori, Serdiana, Ussana. Il Comune di Soleminis si trova tra il Campidano di Cagliari e il Parteòlla, per cui può appartenere all'una o all'altra di queste regioni, e noi preferiamo attribuirlo alla prima. È un territorio caratterizzato dal una grande varietà del paesaggio, come racconta lo storico sardo Giovanni Fara, che lo descrive in parte montuoso, in parte pianeggiante e coltivato, irrigato da brevi corsi d'acqua. Nel Parteòlla sono praticate l'agricoltura e la pastorizia, e sono particolarmente diffuse le produzioni di olii, vini e formaggi.


Ussana con l'Azienda sperimentale San Michele

Da Monastir ci rechiamo ad Ussana che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con l'Azienda sperimentale San Michele.

La cittadina Ussana Informazioni turistiche

Stemma del Comune di UssanaUsciamo da Monastir, una delle località visitate nella precedente tappa, e passata la rotonda prendiamo la SS466 verso est, che ci fa entrare nella Regione storica del Parteòlla. Dopo quattro chilometri arriviamo a Ussana (altezza metri 97, abitanti 3.699), un centro ad economia prevalentemente agropastorale situato nel Parteòlla, a circa 24 chilometri da Cagliari. L'abitato sorge su un'ampia pianura contornata da alcune colline fra cui il Monte Zara e il monte Agutzu. La tipologia delle abitazioni è la casa campidanese, con Sa lolla, ossia il loggiato antistante il cortile interno, ancora costruite in ladiri, ossia mattoni crudi fango e paglia. Il Comune di Ussana fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, nata per promuovere il recupero delle tradizioni e del patrimonio edilizio, naturalistico, artistico e storico delle comunità.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano Martire

Nel centro del paese è possibile visitare la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano Martire. Sembra che sia stata edificata nel '600, quando si è sostituita come parrocchiale all'antica Chiesa di San Saturnino.

La Chiesa di San Saturnino

Alla periferia del paese troviamo la Chiesa di San Saturnino, costruita probabilmente dai monaci Benedettini Vittorini nel dodicesimo secolo in stile romanico. Era l'antica parrocchiale di Ussana. Ha pianta a due navate diseguali ed all'interno della Chiesa è presente un sarcofago romano della fine del III secolo, con l'immagine della proprietaria sorretta da putti alati. La Chiesa è stata costruita riutilizzando in parte i ruderi Romani trovati nella zona.

Visita dei dintorni di Ussana

Nei dintorni di Ussana non sono stati portati alla luce resti archeologici particolarmente significativi.

L'Azienda sperimentale San Michele

L'Azienda San Michele è una delle aziende agricole sperimentali dell'Agenzia della Regione Sardegna per la ricerca scientifica, la sperimentazione e l’innovazione tecnologica nei settori agricolo. Ubicata in un territorio ai limiti tra l'area comunale di Ussana e quella di Donori, l'Azienda si estende per circa 400 ettari, parte dei quali, circa 230, in pianura e in bassa collina, destinati a seminativo. La parte apicale della collina è naturalizzata con macchia mediterranea. L'attività di ricerca riguarda il grano duro e i cereali minori, oltre che lo studio delle colture foraggere e il miglioramento pascoli. Più recenti attività sperimentali interessano colza e sorgo per il possibile loro utilizzo a fini energetici.

 

 


Donorì con la Chiesa campestre di Sa Madonna de Sa Defenza

Da Ussana ci rechiamo a Donorì che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con la Chiesa campestre di Sa Madonna de Sa Defenza.

La cittadina Donorì Informazioni turistiche

Stemma del Comune di DonorìDa Ussana ci rechiamo a prendere la SP10 che si dirige verso nord est e, dopo sette chilometri e mezzo, arriviamo a Donorì (altezza metri 142, abitanti 2.117), paese che sorge nella Parteòlla in prossimità del monte Zurru. All'ingresso del paese è presente una pineta attrezzata di tavolini e panchine. La cittadina si trova in una zona collinosa, che è stata un tempo un'importante zona mineraria. È ricca di antichi vigneti dove vengono coltivate vitigni autoctoni come il Cannonau ed il Bovale sardo, ed è nota anche per la produzione casearia.

Il Comune di Donorì fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, che, attraverso le proprie attività, il sostegno alla ricerca scientifica ed alla sperimentazione, promuove il recupero delle tradizioni e del patrimonio edilizio, naturalistico, artistico e storico delle comunità.

Gruppi folk di Donorì

A Donorì è attivo il Gruppo Folk Parrochiale San Giorgio di Donorì, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio Vescovo

Nel centro del paese possiamo visitare la Chiesa parrocchiale di San Giorgio Vescovo, edificata nel '400 in stile gotico catalano. La Chiesa ha tre navate e le cappelle affrescate con particolari dipinti. A San Giorgio Vescovo viene dedicata l'omonima Festa, nella terza settimana di aprile.

Visita dei dintorni di Donorì

Nei dintorni di Donorì sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti Giuanni Porcu; del Protonuraghe Domu S'Orcu; dei Nuraghe complesso Montruxius; ed anche dei Nuraghi Nuragiassus e Perda Niedda, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di Sa Madonna de Sa Defenza

È da visitare anche la Chiesa campestre di Sa Madonna de Sa Defenza, costruita nel 1732. Secondo la leggenda essa sarebbe stata edificata da un bandito barbaricino. Il bandito, che si nascondeva nel monte Zurru e riuscì a scappare, costruì la Chiesa ai piedi del monte, dedicandola alla Madonna della Difesa. La Chiesetta è circondata da oliveti e da una campagna, che ne fa il luogo ideale per le cerimonie del matrimonio.

 

 


Serdiana nota per la sua produzione vinicola

Da Donorì ci rechiamo a Serdiana cittadina nota per la sua produzione vinicola.

La cittadina Serdiana Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SerdianaDa Donorì prendiamo la SS387 del Gerrei verso sud e, dopo otto chilometri e mezzo, raggiungiamo Serdiana (altezza metri 171, abitanti 2.289), borgo agricolo dedito da secoli all'agricoltura e circondato da campi coltivati a vigneti e uliveti. Serdiana è nota per la produzione vinicola e per le sue specialità enogastronomiche. Importanti sono le sue cantine Argiolas, famose in tutto il mondo per i loro vini. Il Comune di Serdiana fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, nata per promuovere il recupero delle tradizioni e del patrimonio edilizio, naturalistico, artistico e storico delle comunità.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore

Nel centro del paese, al civico numero 4 della via San Salvatore, possiamo visitare la Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, edificata nel quindicesimo secolo in stile gotico e modificata in seguito. Al suo interno si conserva un'acquasantiera del dodicesimo secolo e alcune parti di un Retablo del '400 raffigurante il giudizio universale.

Le Cantine Argiolas e Pala Vini a Serdiana

Al civico numero 7 della via Giuseppe Verdi, è presente una delle due famose cantine vinicole di Serdiana, la Cantina Pala Vini di Sardegna.

Tre Bicchieri del Gambero RossoSerdiana-Pala Vini di SardegnaL'azienda Pala Vini di Sardegna affonda le sue radici nella terra di Sardegna, dove, in queste solitudini e silenzi, Salvatore Pala nel 1950 iniziava la produzione di vini di qualità. Oggi Salvatore Pala è fonte di preziosi consigli, custode del patrimonio storico e della realtà aziendale evolutasi grazie alla dinamicità di Enrico e Mario che, con la loro guida dal 1995, hanno trasformato cantina e vigneti in una azienda moderna, punto di riferimento nel panorama vitivinicolo della Sardegna. Produce vini DOC di Sardegna (Stellato Vermentino di Sardegna, I Fiori Cannonau di Sardegna, I Fiori Vermentino di Sardegna, I Fiori Monica di Sardegna, I Fiori Nuragus di Sardegna) e vini IGT (S'Arai Isola dei Nuraghi, Entemari Isola dei Nuraghi, Essentija Isola dei Nuraghi, Chiaro di Stelle Isola dei Nuraghi, Silenzi Isola dei Nuraghi rosso, Silenzi Isola dei Nuraghi bianco, Silenzi Isola dei Nuraghi rosa). La Cantina Pala Vini di Sardegna ha ottenuto dalla Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso il riconoscimento Tre Bicchieri per il suo vino Vermentino di Sardegna Stellato 2016.

Le Cantine Argiolas e Pala Vini a Serdiana

Al civico numero 28 della via Roma, è presente un'altra delle due famose cantine vinicole di Serdiana, ossia le Cantine Argiolas.

immagineTre Bicchieri del Gambero RossoSerdiana-Cantine ArgiolasLa passione per il vino della famiglia Argiolas permea da sempre l'attività aziendale, a partire da Francesco, che l'ha creata all'inizio del secolo, fino ad Antonio, energico novantaseienne ancora in attività. La vera svolta risale al 1991, quando, affiancati dall'enologo Giacomo Tachis e dall'esperienza di tre generazioni, i fratelli Franco e Giuseppe hanno creato il marchio Argiolas ed esteso la distribuzione dei vini prodotti nei vari mercati nazionali ed esteri. Le Cantine Argiolas producono vini DOC di Sardegna (Cannonau Costera, Monica Perdera, Vermentino Costamolino) e vini DOC di Cagliari (Nuragus S'Elegas). Le Cantinae Argiolas hanno ottenuto dalla Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso il riconoscimento Tre Bicchieri per il loro vino Cannonau di Sardegna Senes Riserva 2013.

La Casa Cascassona nota anche come Castello Roberti

Nella parte nord orientale dell'abitato, tra la via Roberti e la via Sant'Antonio, è presente una delle più importanti strutture del paese, la Casa Carcassona. La sua origine risale al diciottesimo secolo, quando l'algherese Efisio Luigi Carcassona ebbe in feudo la villa di Serdiana e il titolo di Marchese di San Saverio. Sua figlia Giovanna sposò don Tomaso Nin, e la loro figlia Luisa si sposò con il Conte Edmondo Roberti di castelvero, nobile piemontese appassionato archeologo, per cui la Casa di Serdiana è nota anche come Castello Roberti. Un portale, sul quale è presente lo stemma di famiglia, da accesso ad un ampio cortile in fondo al quale si trova la costruzione, costituita da un corpo centrale a due piani e da due corpi laterali ad un piano, leggermente più bassi, affiancati da due torri merlate a pianta quadrata.

Visita dei dintorni di Serdiana

Nei dintorni di Serdiana sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Bruncu de Is Olias, Cuccuru S'Eremitanu, Is Paulis, Matzeddus, Monte Sa Frissa, Sa Turr'e Casu, Sibiola, Su Staini, tutti di tipologia indefinita.

Il Santuario di Santa Maria di Sibìola

Su una collina a circa tre chilometri dal paese troviamo il Santuario di Santa Maria di Sibìola, costruito dai monaci Benedettini Vittorini di Marsiglia all'inizio del 1100. È stata la parrocchiale dell'omonimo borgo ormai scomparso. Realizzata completamente in pietra arenaria, è una delle più belle Chiese in stile romanico pisano, ha pianta a due navate e la facciata abbellita da una serie di archetti a tutto sesto. Un particolare interessante è costituito dalla scala laterale esterna che porta sul tetto.

Il lago salato Su Staineddu

Nei dintorni di Serdiana è presente anche un lago salato noto con il nome Su Staineddu, ove dimorano diverse specie di uccelli. Si tratta di un importante ambiente naturale incontaminato.

 

 


Dolianova con la Cattedrale di San Pantaleo

Da Serdiana ci rechiamo a Dolianova che visitiamo con il suo centro dove si trova la Cattedrale di San Pantaleo ed i suoi dintorni.

La cittadina Dolianova con la Cattedrale di San Pantaleo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di DolianovaDistante solo due chilometri e mezzo ad est di Serdiana si trova la cittadina chiamata Dolianova (nome in lingua sarda Partiolla, metri 212, abitanti 7.994), che costituisce il più importante centro agropastorale posizionato sulle falde occidentali del massiccio del Sarrabus, che ha dato il nome alla Parteòlla. A Dolianova è importante la produzione vinicola. Del Comune di Sicci nel 1868 viene cambiata la denominazione in Sicci San Biagio. Successivamente il Comune di Sicci San Biagio insieme al Comune di San Pantaleo, vengono aggregati al nuovo Comune di Dolianova, che nasce ufficialmente il 25 giugno 1905, dall'unificazione degli antichi villaggi di Sicci San Biagio e San Pantaleo.

Gruppi folk di Dolianova

A Dolianova è attivo il Gruppo Folkloristico Città di Dolianova, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Cattedrale di San Pantaleo

Dolianova è stata sede diocesana e sede vescovile dal quattordicesimo secolo, ed è famosa per la presenza, in via Vescovado, della Cattedrale di San Pantaleo. Iniziata nel 1160 e terminata nel 1289, è una delle Chiese più singolari per architettura della Sardegna. Vi si alternano stili diversi, ben armonizzati fra loro: il romanico maturo si incontra con un gotico in fase iniziale. L'interno è a tre navate di cui quella centrale è formata da archi poggianti su sei colonne. Vicino all'abside c'è una fonte battesimale paleocristiana del V secolo, costituita da un unico blocco. Sulla facciata, sopra il portone centrale, l'architrave è costituito da un serpente attorcigliato, per ricordare un miracolo del Santo che resuscitò un bambino morso da un serpente.

Dolianova: la Cattedrale di San Pantaleo: facciata Dolianova: la Cattedrale di San Pantaleo-Veduta posteriore con l'ingresso laterale sul lato sinistro Dolianova: la Cattedrale di San Pantaleo: le tre navate interne con gli affreschi alle pareti Dolianova: la Cattedrale di San Pantaleo: dipinto del martirio di San Pantaleo Dolianova: la Cattedrale di San Pantaleo: l'episcopio in stile gotico affacciato sul cortile esterno

La seconda domenica dopo Pasqua vi si tiene la Sagra di San Pantaleo, che dura tre giorni, caratterizzata da manifestazioni folkloristiche e religiose.

La Chiesa di San Biagio

In corso Repubblica troviamo la Chiesa di San Biagio, edificata nel sedicesimo secolo in stile tardo gotico. La Chiesa faceva parte del villaggio di Sicci San Biagio, che apparteneva dal '300 agli Aragonesi.

Nei dintorni di Dolianova

Nei dintorni di Dolianova sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Su Tiriaxu, Terri; dei Nuraghi semplici Su 'Accu 'e Melis, Traviudus; dei Nuraghi complessi Sa Domu de S'Orcu, Sant'Uanni, Tanca Predi Fadda; ed anche del Nuraghe Giuanni Lussu di tipologia indefinita.

La Cantina Sociale di Dolianova

A sud ovest dell'abitato, in località Sant'Esu, al km 17.15 della SS387 del Gerrei, si trovano gli edifici che ospitano le Cantine Sociali di Dolianova.

immagineDolianova-Cantina Sociale di DolianovaNei dintorni del paese si trova la Cantina Sociale di Dolianova, nella quale si producono vini di ottima qualità. Le Cantine di Dolianova nascono nel 1949 nelle colline del Parteòlla, nel sud della Sardegna. È una terra che ha una lunghissima storia di vigne e vini, dove da sempre crescono alcuni fra i più preziosi vitigni dell'Isola. Oggi i vini delle Cantine di Dolianova sono prodotti con la stessa cura e lo stesso amore che hanno reso celebri i vini di questa terra, e spesso si fregiano dei riconoscimenti di DOC e IGT, che ne premiano la qualità ed il rispetto della tradizione. Le Cantine di Dolianova producono diversi vini DOC di Sardegna (Cannonau, Monica, Vermentino, Vermentino Cauli) e vini DOC di Cagliari (Nuragus).

La Argiolas Formaggi ossia la I.C.A. di Ennio Argiolas

A nord est dell'abitato, ai civici numeri 3 e 5 della SP14, si trovano gli edifici che ospitano la Argiolas Formaggi, nuova denominazione della I.C.A. di Ennio Argiolas.

Dolianova-Argiolas FormaggiNei dintorni del paese si trova la Argiolas Formaggi, che è la nuova denominazione della industria lattiero casearia I.C.A. di Ennio Argiolas. È oggi una industria casearia all'avanguardia nel settore della produzione di formaggi tipici sardi, che utilizza esclusivamente latte di pecora e capra locale. L'ampio stabilimento di Dolianova, che si sviluppa su una superficie produttiva di 10.000 mq, è capace di processare circa 20 milioni di litri di latte all'anno e produrre circa 4 milioni di kg di prodotto finito. Lo staff produttivo è composto di circa 40 dipendenti fissi e 15/20 stagionali. L'azienda dispone inoltre di un proprio centro di distribuzione a Monteveglio in Provincia di Bologna.

 

 


Soleminis

Da Serdiana ci rechiamo a Soleminis che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Soleminis Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SoleminisDa Serdiana seguiamo la SS387 del Gerrei verso sud per tre chilometri e mezzo, poi prendiamo a sinistra la SP13 verso est, e, dopo tre chilometri, raggiungiamo Soleminis (nome in lingua sarda Solèminis, metri 200, abitanti 1.550), un piccolo centro situato in una zona collinare ad est della piana campidanese. Si trova in una zona dedita alle attività agro-pastorali, tra le più fertili della Sardegna meridionale, le cui principali colture sono rappresentate dai vigneti, uliveti e cereali. Altre produzioni tipiche del paese sono il pane e il miele.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Giorgio

Di particolare interesse è, nella zona Sedd'e Cresia, la seicentesca Chiesa parrocchiale di San Giorgio realizzata su un precedente impianto medievale. La Chiesa conserva al suo interno testimonianze artistiche di grande pregio. Su una parete del presbiterio sono visibili due quadri, uno rappresentae la Trinità e la Sacra Famiglia realizzato a fine '500 e proveniente da bottega stampacina, l'altro rappresenta una redenzione attribuita al pittore cagliaritano Sebastiano Scaleta e risalente alla metà del '700. Importante anche la settecentesca statua di San Giacomo.

Visita dei dintorni di Soleminis

Nei dintorni di Soleminis non sono stati portati alla luce resti archeologici particolarmente significativi.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, inizieremo a visitare la Regione storica della Trexenta. Inizieremo con la visita di Pimentel, dove vedremo le Necropoli di Cororgiu e di S'Acqua Salida. Ci recheremo, poi, a Barrali ed a Senorbì, dove vedremo l'insediamento punico di Santu Teru e la Necropoli di Monte Luna. Visiteremo, quindi, Sant'Andrea Frius, e da qui ci recheremo a visitare San Basilio.

 

 

 


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