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Sardegna Holiday

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Da Pimentel a Barrali, Senorbì, Sant'Andrea Frius e San Basilio

In questa tappa del nostro viaggio, inizieremo a visitare la Regione storica della Trexenta. Inizieremo con la visita di Pimentel, dove vedremo le Necropoli di Cororgiu e di S'Acqua Salida. Ci recheremo, poi, a Barrali ed a Senorbì, dove vedremo l'insediamento punico di Santu Teru e la Necropoli di Monte Luna. Visiteremo, quindi, Sant'Andrea Frius, e da qui ci recheremo a visitare San Basilio.

La Regione storica della Trexenta

La TrexentaLa Trexenta è una Regione storica della Sardegna situata nella parte settentrionale della Provincia del Sud Sardegna. La Regione della Trexenta si trova interamente nella Provincia del Sud Sardegna ed i comuni che ne fanno parte sono Barrali, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel, Sant'Andrea Frius, San Basilio, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli. Il territorio è prevalentemente collinare nella parte orientale e più pianeggiante verso ovest. La zona della Trexenta è un susseguirsi di rigogliose campagne, dove i frutteti si alternano a vigne, oliveti e coltivazioni di cereali. Le sue condizioni climatiche, favorite anche dall'abbondanza d'acqua, determinano una rinomata produzione di vino, olio e grano.


Pimentel con le sue Necropoli preistoriche

Da Samatzai ci rechiamo a Pimentel che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trovano le sue Necropoli preistoriche.

La cittadina Pimentel Informazioni turistiche

Stemma del Comune di PimentelDa Samatzai, dove avevamo concluso una delle precedenti tappe del nostro viaggio prima della deviazione per visitare il Parteòlla, la SP5, che è la prosecuzione della SP33, si dirige verso nord est nella Regione storica della Trexenta, e ci porta in tre chilometri a Pimentel (nome in lingua sarda Pramentelu, metri 154, abitanti 1.239), una cittadina chiamata origine medievale situata su un fondovalle percorso dal Rio Funtana Brebeis, un affluente del Rio Mannu. Si tratta di un piccolo centro agricolo, ed ha una economia basata, appunto, prevalentemente sull'agricoltura. Il Comune di Pimentel nel 1928 viene aggregato al Comune di Samatzai, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale della Madonna del Carmine

Nel centro del paese, di notevole interesse è la Chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine, edificata nel 1703, come risulta da una lapide. Oggetto di particolare devozione è la statua della Madonna del Carmine contenuta all'interno della Chiesa.

Visita dei dintorni di Pimentel

Nei dintorni di Piemntel sono stati portati alla luce i resti delle due importanti Necropoli preistoriche di Corongiu e di S'Acqua Salida; dei Nuraghi San Filippu e Santu Perdu, di tipologia indefinita; mentre non resta più nulla del Nuraghe Su Talloraxiu, che è stato completamente distrutto.

Resti della Necropoli di Corongiu

Usciamo da Pimentel sulla SP34 verso Guasila, dopo ottocento metri giriamo a sinistra in una strada sterrata, che in trecento metri ci porta alla Necropoli di Corongiu. La Necropoli è costituita da numerose Domus de Janas scavate nella pietra calcarea. Tra queste c'è una tomba a pozzo verticale, con la anticella e la cella, nella quale sono presenti decorazioni a rilievo sopra l'ingresso ed ai suoi lati. Del graffito fa parte un elemento verticale dal quale partono, lateralmente, delle spirali. Si ipotizza possa rappresentare la Dea degli Occhi, una variante della Dea Madre neolitica che proteggeva i defunti. La Necropoli di Corongiu risale al Neolitico Finale, ai tempi della Cultura di San Michele di Ozieri, che si sviluppa secondo la cronologia calibrata tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo e secondo la datazione tradizionale tra il 3200 d il 2800 avanti Cristo.

Resti della Necropoli di S'Acqua Salida

Usciamo da Pimentel sulla SP34 verso Guasila, dopo circa due chilometri svoltiamo a sinistra su una strada sterrata che in 350 metri ci porta alla Necropoli di S'Acqua Salida, o Pranu Efis, situata nei pressi di una cava di sabbia. Continuando a piedi per 150 metri arriviamo al gruppo di tombe più importanti, quelle con scolpiti i bassorilievi. La Necropoli di S'Acqua Salida è costituita da otto tombe, davanti o sopra le quali ci sono resti di focolari rituali e coppelle. Gli ipogei si presentano fondamentalmente in due tipi fondamentali. Quelle più antiche sono a proiezione verticale, con pozzetto d'accesso, anticella e cella. Quelle più recenti sono a proiezione longitudinale, in un caso caratterizzato da un lungo corridoio d'accesso. Alcune tombe sono caratterizzate da colonne, pilastri, vasche, nicchie, coppelle, e tracce di pittura. In una tomba, nella parete di una cella interna, è scolpito e dipinto il simbolo della divinità maschile, il toro: sono presenti due protomi taurine a T racchiuse in un rettangolo e dipinte in ocra di colore rosso bruno, colore del sangue e della vita, simbolo di rigenerazione. Altre due tombe hanno rilievi interni a imitazione dei tetti delle capanne di abitazione. Un'altra tomba è fornita di un lungo corridoio, e il riquadro dell'ingresso dell'anticella è dipinto in ocra rossa. Anche la Necropoli di S'Acqua Salida risale al Neolitico Finale, ai tempi della Cultura di San Michele di Ozieri, che si sviluppa secondo la cronologia calibrata tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo e secondo la datazione tradizionale tra il 3200 d il 2800 avanti Cristo.

 

 


Barrali

Da Pimentel ci rechiamo a Barrali che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Barrali Informazioni turistiche

Stemma del Comune di BarraliDa Pimentel proseguiamo sulla SP5 verso nord est per un paio di chilometri, poi svoltiamo a sinistra sulla SS128 che seguiamo per tre chilometri, quindi deviamo a destra sulla SP11 che in un chilometro e mezzo ci porta a Barrali (altezza metri 140, abitanti 1.068), cittadina situata in una zona collinosa ai cui piedi scorre il Rio Mannu, alle pendici del monte Uda. Il Comune di Barrali appartiene alla Regione storica della Trexenta, e si trova ai suoi limiti, infatti è posizionata in un'area che è a cavallo tra la Trexenta, il Campidano di Cagliari ed il Gerrei.

Gruppi folk di Barrali

A Barrali è attivo il Gruppo Folk Santa Lucia di Barrali, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Lucia

Di notevole interesse, all'interno del paese, è la Chiesa parrocchiale di Santa Lucia. A lei è dedicata una Festa la prima domenica di luglio, che viene chiamata Santa Luxia Manna per distinguerla dall'altra, meno importante, ossia la Festa chiamata Santa Luxiedda, che cade il 13 dicembre. La domenica della Festa, prima della Messa, si svolge la processione che accompagna il simulacro della Santa, trasportato dai fedeli a mano su un cocchio, per le vie del paese.

Visita dei dintorni di Barrali

Nei dintorni di Barrali non sono stati portati alla luce resti archeologici particolarmente significativi.

 

 


Senorbì con la Necropoli di Monte Luna e l'insediamento punico di Santu Teru

Da Barrali ci rechiamo a Senorbì dove è nato lo scultore Giuseppe Antonio Lonis, che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con la Necropoli di Monte Luna e l'insediamento punico di Santu Teru ed il Villaggio nuragico dove è stato rinvenuto il famoso bronzetto di guerriero del miles cornutus.

La cittadina Senorbì Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SenorbìDa Barrali torniamo con la SP11 in un chilometro e mezzo sulla SS128 e proseguiamo verso nord est per cinque chilometri, arrivando a Senorbì (altezza metri 199, abitanti 4.410), il principale centro della Trexenta, situato in una zona storicamente tanto ricca da essere denominata dai Romani «il granaio di Roma» per la sua importante produzione di frumento. Senorbì è stato un centro importante in epoca punica e romana, notevoli i resti rinvenuti nella Necropoli di Monte Luna, ed ebbe molta importanza anche in periodo medievale quando fu capitale della Regione della Trexenta. Oggi è notevole per la sua economia la produzione agricola, in particolare quella vinicola. Nel 1927 anche quelli che erano stati gli storici piccoli comuni di Arixi e di Sisini vengono aggregati al più grande Comune di Senorbì, del quale diventano frazioni.

A Senorbì è nato lo scultore Giuseppe Antonio Lonis

Scultura di Giuseppe Antonio LonisA Senorbì, nasce nel 1720, lo scultore Giuseppe Antonio Lonis. Di famiglia umile, fino da giovane manifesta predisposizione presso la bottega dello zio Salvatore, scultore del legno. Tra il 1735 e il 1740 viene mandato a Napoli, alla scuola dei grandi intagliatori, dove soggiorna per dieci anni. Tornato in Sardegna apre bottega a Cagliari, nel quartiere di Stampace, dove lavora i restanti 55 anni della vita trasmettendo le sue conoscenze a numerosi apprendisti, fino alla morte nel 1805. Famoso per le bizzarrie del carattere, si dedica soprattutto alla realizzazione di statue in legno policromo a soggetto religioso. Il suo stile evolve dal barocco napoletano, attraverso il realismo, fino al neoclassicismo. Tra le sue opere più suggestive sono conservate a Cagliari: San Saturnino, Sant'Anna, Sant'Andrea e San Sebastiano, nella Cattedrale; Sant'Efisio nella Chiesa omonima; Santo Stefano nella Chiesa del Carmine; San Raffaele e Tobiolo, e la Madonna del Carmine, nel Convento del Carmine; San Raffaele, il Crocifisso e l'Angelo, nella Chiesa di San Mauro; la Madonna del Rimedio nella Chiesa di San Lucifero; Cristo alla Colonna, Cristo Crocifisso, Hecce Homo nella Chiesa di San Michele; Cristo che cade dalla croce e Cristo crocifisso, nella Chiesa ed Oratorio del Santo Cristo. Inoltre: San Pietro Pascasio nella parrocchiale di Quartucciu; Santa Barbara ed il Cristo Crocifisso nella parrocchiale di Senorbì.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Barbara

Al centro del paese troviamo la Chiesa parrocchiale di Santa Barbara. Edificata nel '500 è stata modificata nel '700 con l'aggiunta di quattro cupole. Il campanile ha la pianta quadrata ed è decorato da archetti e mascheroni zoomorfi. All'interno della Chiesa si conservano sculture lignee di Giuseppe Antonio Lonis.

Il Civico Museo Archeologico Sa Domu Nosta

Numerosi reperti archeologici sono custoditi nel Civico Museo Archeologico Sa Domu Nosta. La costituzione del Museo risale ai primi anni '80 e fu sostenuta Antonio Maria Costa, direttore degli scavi di Monte Luna, l'importante Necropoli punico-romana scoperta a pochi chilometri dall'attuale centro abitato.

La Cantina della Trexenta

Nell'abitato, al civico numero 40 del viale Piemonte, si trovano gli edifici che ospitano la Cantina della Trexenta.

Vini della Cantina della TrexentaCantina della TrexentaLa Cantina della Trexenta è una cooperativa sorta nell'anno 1956 per iniziativa di 23 viticoltori provenienti da diversi comuni situati all'interno del comprensorio della Trexenta, una zona di dodici colline dove la coltura della vite ha origini antichissime. Produceva in prevalenza Monica e Nuragus, poi sono sorti vigneti di Vermentino e di Cannonau e più recentemente di Chardonnay, Montepulciano e Carignano. Oggi le coltivazioni si estendono su una superficie di circa 350 ettari di vigneto, gestite con una professionalità consolidata tramandata da generazioni. La Cantina produce vini DOC di Sardegna (Cannonau, Cannonau Venere, Monica, Moscato Spumante, Vermentino Tanca Sa Contissa, Vermentino Venere) e vini DOC di Cagliari (Malvasia, Moscato Simieri, Nuragus).

Visita dei dintorni di Senorbì

Vediamo che cosa si trova nei dintorni di Senorbì.

La Chiesetta romanica di Santa Mariedda

Nelle campagne del paese troviamo la piccola Chiesa romanica di Santa Mariedda, o Santa Maria di Segolaj. Edificata nel dodicesimo secolo, presenta una semplice facciata sormontata da un grande campanile a vela.

L'insediamento punico di Santu Teru

Dal paese prendiamo una strada di penetrazione agraria che porta a Sant'Andrea Frius e la seguiamo per due chilometri, fino a trovare l'insediamento punico di Santu Teru. Realizzato nel V secolo, si è sviluppato divenendo un fiorente centro di raccolta delle ricche risorse agricole della Trexenta, ed è stato abbandonato nel III secolo avanti Cristo È presente una Acropoli, che era circondata da una cortina muraria difensiva a pianta pressoche trapezoidale. All'esterno sono presenti abitazioni, accanto alle quali erano presenti attività di fonderia, come lascia supporre il ritrovamento di scorie metalliche.

Senorbì: Santu Teru: bronzetto del Miles CornutusIn questo insediamento punico, che era stato frequentato anche nel periodo del Bronzo, sono stati trovati i resti del Villaggio nuragico di Santu Teru, all'interno deel quale è stato rinvenuto, nel 1841, un famoso bronzetto di guerriero, chiamato il bronzetto del miles cornutus, ossia del soldato con le corna, che è attualmente conservato nel Museo Nazionale Archeologico di Cagliari. L'insediamento preistorico di Santu Teru non è stato, però, ancora interessato da scavi sistematici.

Resti della Necropoli di Monte Luna

Distante alcune decine di metri dall'Acropoli di Santu Teru, separata da una piccola valle, troviamo la monumentale Necropoli di Monte Luna, della quale sono state scavate ben 120 tombe. La maggior parte delle tombe è della tipologia più antica, a pozzo, con camera ipogeica aperta su un lato breve, che poteva contenere uno o due defunti. Le camere sepolcrali che si aprono ai lati del pozzo hanno pianta rettangolare o trapezoidale, sono spesso munite di banchette sui lati, hanno soffitto a botte o a spioventi. All'interno di una delle camere è presente una vaschetta votiva circolare. In alcuni ipogei si conservano tracce di decorazioni eseguite con ocra rossa, raffiguranti festoni, bande, motivi geometrici e lineari. Queste tombe sono attribuite al V e al IV sec. avanti Cristo. Nei secoli successivi sono state realizzate tombe a cella ipogeica e tombe a fossa terragna, queste ultime costituite da una semplice trincea aperta nel terreno. Di particolare interesse è la sepoltura dei bambini, dentro anfore sepolte in posizione non profonda, e le fosse contenenti vasi con i resti di incinerazione, ricoperte da un tumulo tronco piramidale. Nel III sec. avanti Cristo Si verifica un aumento delle cremazioni, legato più che ad una motivazione religiosa, alla situazione economica. I corredi funerari sono costituiti da anfore e brocche, vasetti a beccucciò, coppe, piatti da pesce, unguentari, lucerne, bruciaprofumi. Inoltre gioielli in oro e argento, collane, bracciali, anelli, diademi, orecchini. Di particolare pregio è il gioiello recuperato in una tomba principesca, composto da una spessa maglia in oro chiusa da due cilindri e con al centro un pendente a forma di ghirlanda. I corredi funerari della Necropoli sono oggi conservati ed esposti nel Museo Archeologico «Sa Domu Nosta».

 

 


Sant'Andrea Frius

Da Senorbì ci rechiamo a Sant'Andrea Frius che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Sant'Andrea Frius Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Sant'Andrea FriusDa Senorbì prendiamo verso sud est la SS547 di Guasila che, dopo nove chilometri, ci porta a Sant'Andrea Frius (nome in lingua sarda Santu Andria Frius, metri 300, abitanti 1.927). Si tratta di un centro agricolo, che è posizionato in un territorio situato fra la Trexenta ed il Gerrei, con andamento irregolare e aspro, fatto di colline e piccole pianure, bagnato dal Rio Coxinas e dal Cirras, affluenti del Rio Mannu. È facilmente raggiungibile tramite la SS547 di Guasila e la SS387 del Gerrei, che ne attraversano il territorio.

Brevi cenni storici

Il suo territorio stato molto importante nel periodo delle occupazioni punica e romana, per poi venire ridimensionato in epoca successiva. Nel 1119 Sant'Andrea Frius viene donata dal Giudice Mariano Torchitorio II al figlio Costantino Salusio III. Dopo la caduta del giudicato passa sotto il dominio dei Pisani, quindi agli Aragonesi. Intorno al '600 viene abbandonato fino ai primi del '700, quando alcune famiglie vi si reinsediano.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Andrea Apostolo

Nel centro del paese è presente la Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Andrea Apostolo. Inaugurata nel 1958, presenta una struttura moderna e sul frontale ha un mosaico raffigurante il Santo patrono mentre pesca. L'interno e a navata unica.

La Chiesa della Madonna di Bonaria

Alla periferia del paese, ai bordi della strada per Coxinas, su un piccolo colle è presente la Chiesa dedicata alla Madonna di Bonaria, ristrutturata da alcuni anni.

Visita dei dintorni di Sant'Andrea Frius

Nei dintorni di Sant'Andrea Frius sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe Mannu di tipologia indefinita.

 

 


San Basilio

Da Senorbì ci rechiamo a San Basilio che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina San Basilio Informazioni turistiche

Stemma del Comune di San BasilioTornati a Senorbì, prendiamo verso est la SP23, la tortuosa strada che da Senorbì conduce a Goni. Dopo sette chilometri arriviamo a San Basilio (nome in lingua sarda Santu 'Asili, metri 420, abitanti 1.449), situato alle pendici della collina Pitz 'e Pranu, che costituisce un punto di passaggio tra la pianeggiante Trexenta e le alture del Gerrei. La leggenda vuole che il nome al paese sia stato dato dai monaci greco bizantini seguaci di San Basilio Magno, vescovo di Antiochia, i quali vi costruirono un sontuoso Monastero.

Visita del centro della cittadina

Vediamo che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Nel centro del del paese troviamo la Chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo, costruita tra il 1593 e il 1723. La Chiesa ha una pianta a croce romana e la facciata non è più quella originaria.

La Chiesa di San Basilio

Importante anche la piccola Chiesa di San Basilio, del dodicesimo secolo, circondata in passato, da un sontuoso Monastero. Si trova nel centro del paese. È recentemente iniziato il suo restauro. Alla fine del mese di giugno vi si tiene la Festa di San Basilio, con un calendario ricco di manifestazioni religiose e civili. Si tratta di una delle Sagre più suggestive della zona, che richiama numerosi fedeli provenienti oltre che dalla Trexenta anche dal Gerrei e dal Campidano.

San BasilioSan Basilio, figlio di un ricco retore e avvocato, nasce a Cesarea, di Cappadocia, nel 329 in una famiglia cristiana, e suo nonno muore martire nella persecuzione di Diocleziano. Sua nonna Macrina, la madre Emmelia, i fratelli Gregorio vescovo di Nissa, e Pietro vescovo di Sebaste, e la sorella primogenita, Macrina, sono pure venerati dalla Chiesa cattolica come Santi. Basilio studia la Teologia con numerosi studiosi del suo tempo, e per questo Viaggia moltissimo, facendo visita a molti anacoreti dell'Egitto, della Siria, della Palestina e della Mesopotamia per comprendere meglio il loro stile di vita. Discepolo di Gregorio Taumaturgo del Ponto, diviene molto amico di Gregorio Nazianzeno, venerato come Santo e commemorato nello stesso giorno, il 2 gennaio. Porta anche i titoli di Confessore e Dottore della Chiesa. Muore nella sua città natale l'1 gennaio del 378. San Basilio è il primo Santo che dedica una preghiera agli animali, composta nel 370, nella quale si evidenziano tutte le tematiche relative ai diritti degli animali. Il maggior contributo San Basilio lo ha dato con due sue opere, ossia con «La Grande Regola» e «La Piccola Regola», due trattati per l'orientamento della vita dei Monaci, che ancora oggi ispira la vita dei Monaci Basiliani. È, inoltre, autore di molte opere di carattere dogmatico, ascetico, discorsi ed omelie, scrive un trattato per i giovani sull'uso e il comportamento da tenersi nello studio dei classici pagani, e moltissime lettere sui più svariati argomenti.

I resti del Convento greco bizantino e quelli delle Terme romane

Nel centro del paese, sotto la Chiesa dedicata a San Basilio, si trovano i resti del Convento greco bizantino, sotto il quale si trova una parte degli antichi edifici termali Romani. Le Terme romane furono trovate per caso circa dodici anni fa, quando si effettuarono i primi scavi. Furono individuate grandi strutture murarie, le condotte per l'acqua, e alcune piccole camere. Queste Terme furono utilizzate dai monaci Bizantini come basi per edificare il Convento del nono secolo dopo Cristo del quale si scorgono i ruderi tutto intorno e vicino alla Chiesetta di San Basilio.

Visita dei dintorni di San Basilio

Nei dintorni di San Basilio sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Perdu Molas.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo e concluderemo la visita della Regione storica della Trexenta, recandoci a Ortacesus, da dove proseguiremo per Guasila, dove vedremo la parrocchiale della Vergine Assunta. Ci recheremo, quindi, a Guamaggiore, a Selegas ed a Suelli, con la Cattedrale di San Pietro. Dopo una deviazione a Siurgus Donigala, ci recheremo a Gesico, ed infine a Mandas.


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