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Sardegna Holiday

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Da Ortacesus a Guasila, Guamaggiore, Selegas, Suelli, Siurgus Donigala, Gesico e Mandas

In questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo e concluderemo la visita della Regione storica della Trexenta, recandoci a Ortacesus, da dove proseguiremo per Guasila, dove vedremo la parrocchiale della Vergine Assunta. Ci recheremo, quindi, a Guamaggiore, a Selegas ed a Suelli, con la Cattedrale di San Pietro. Dopo una deviazione a Siurgus Donigala, ci recheremo a Gesico, ed infine a Mandas.

La Regione storica della Trexenta

La TrexentaLa Trexenta è una Regione storica della Sardegna situata nella parte settentrionale della Provincia del Sud Sardegna. La Regione della Trexenta si trova interamente nella Provincia del Sud Sardegna ed i comuni che ne fanno parte sono Barrali, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel, Sant'Andrea Frius, San Basilio, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli. Il territorio è prevalentemente collinare nella parte orientale e più pianeggiante verso ovest. La zona della Trexenta è un susseguirsi di rigogliose campagne, dove i frutteti si alternano a vigne, oliveti e coltivazioni di cereali. Le sue condizioni climatiche, favorite anche dall'abbondanza d'acqua, determinano una rinomata produzione di vino, olio e grano.


Ortacesus paese noto per la Festa del grano

Da Senorbì ci rechiamo a visitare Ortacesus paese noto per la Festa del grano che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Ortacesus Informazioni turistiche

Stemma del Comune di OrtacesusTornati nuovamente a Senorbì, prendiamo verso ovest la SS547 di Guasila e, dopo quattro chilometri e mezzo, arriviamo a Ortacesus (altezza metri 162, abitanti 1.001), paese sfiorato da tre torrenti artificiali, in particolare dal Rio Arai e situato su un bassopiano a nord del Flumini Mannu, nella parte centrale della Trexenta. Il Comune di Ortacesus nel 1928 viene aggregato al Comune di Selegas, dal quale nel 1948 viene nuovamente separato. Durante l'estate, la cittadina ospita la Festa del grano, che promuove e valorizza le antiche tradizioni legate alla mietitura ed al raccolto.

Gruppi folk di Ortacesus

A Ortacesus è attiva l'Associazione Tradizioni Popolari Ortacesus, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

Il Ristorante Da Severino Il Vecchio

Entrando nell'abitato provenendo da Senorbì, alla destra della via John Fitzgerald Kennedy, che è il nome che assume all'interno dell'abitato la SS547 di Guasila, si incontra il Ristorante Da Severino Il Vecchio, che offre anche la proposta di 20 camere per l'alloggio.

Una cucina di qualitàAll'interno dell'abitato di Ortacesus, al civico numero 1 della via John Fitzgerald Kennedy, si trova l'importante Ristorante Da Severino Il Vecchio, un locale specializzato nella cucina di pesce e frutti di mare in un ambiente semplice, che viene consigliato dalla Guida Michelin e che viene indicato con il Piatto Michelin per la sua cucina di qualità. un'intera famiglia ruota intorno al successo di questo Ristorante situato all'ingresso del paese provenendo da Senorbì. Propone diversi piatti di carne, ma la sua brillante nomea è stata costruita intorno al pesce. Avvolte dalla medesima atmosfera familiare, sono anche le semplici camere proposte per l'alloggio.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro

Al centro dell'abitato troviamo la Chiesa parrocchiale di San Pietro, molto suggestiva. È stata edificata tra la fine del '500 e la prima metà del '600 in stile gotico catalano. Presenta un'unica navata centrale, suddivisa da cinque archi che sorreggono la copertura in legno.

Il Museo del Grano

Presso la casa padronale dei primi del Novecento appartenuta ad Adolfo Serra è stato allestito, nel 1988, il Museo del Grano. L'edificio, a due piani, è dotato di un cortile centrale, con pozzo ed annessi rustici tra cui la originaria «lolla de Is bois», la mangiatoia dei buoi. Nella parte esterna della casa è stato ricostruito il loggiato riproponendo quella che era una caratteristica delle vecchie case campidanesi. Il Museo documenta gli aspetti tradizionali della coltivazione, lavorazione e consumo del grano.

Visita dei dintorni di Ortacesus

Nei dintorni di Ortacesus sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe complesso Sioccu.

 

 


Guasila con la parrocchiale della Beata Vergine Assunta

Da Ortacesus ci rechiamo a Guasila che visitiamo con il suo centro dove si trova la Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta e con i suoi dintorni.

La cittadina Guasila Informazioni turistiche

Stemma del Comune di GuasilaProseguendo da Ortacesus sulla SS547 di Guasila, dopo altri quattro chilometri e mezzo raggiungiamo Guasila (altezza metri 211, abitanti 2.983), paese situato nella parte occidentale della Trexenta e costeggiato dal fiume Riu Arai. L'abitato è attraversato dalla SS547 di Guasila. L'economia del paese è prevalentemente agropastorale, favorita dalla fertilità del terreno della Trexenta, antica Regione cerealicola della Sardegna, dove Guasila è ancora oggi una piccola capitale del grano duro sardo.

Gruppi folk di Guasila

A Guasila sono attive l'Associazione Turistica Pro Loco di Guasila e l'Associazione Folclorica Cculturale Su Zinnibiri San Pietro, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta

Guasila-Chiesa parrocchiale della Beata Vergine AssuntaIn centro troviamo l'imponente Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, costruita tra il 1842 e il 1852 in stile palladiano su progetto di Gaetano Cima. È uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica in Sardegna. Il corpo centrale è costituito da una grande rotonda sovrastata da una cupola, sulla cui sommità c'è una lanterna che rende la Chiesa molto luminosa. È nota per la Festa dell'Assunta, che si tiene il giorno prima di ferragosto, con la caccia alla giovenca, alla quale partecipano gli scapoli del paese, che debbono catturare una giovenca liberata nelle campagne del paese la notte prima. Segue un'importante manifestazione equestre, il palio di Santa Maria.

Visita dei dintorni di Guasila

Nei dintorni di Guasila sono stati portati alla luce i resti del Protonuraghe Is Paulis; dei Nuraghi semplici Bruncu Brunicas, Carrogas, Dei, Pau; e del Nuraghe complesso Sa Cotti de Su Corr'e Campu.

Il Santuario della Madonna d'Itria

Nelle campagne vicino al paese troviamo il Santuario della Madonna d'Itria, edificato nel Duecento in stile romanico, e successivamente modificato nel tempo. Nella parte alta della facciata è presente ciò che resta della costruzione originaria, una fila di archetti a tutto sesto, ed il tipico campanile a vela.

 

 


Guamaggiore

Da Guasila ci rechiamo a Guamaggiore che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Guamaggiore Informazioni turistiche

Stemma del Comune di GuamaggioreDa Guasila prendiamo verso est la SP37 che dopo tre chilometri ci porta a Guamaggiore (nome in lingua sarda Guamajori, metri 199, abitanti 1.077), paese che sorge in un conca naturale ai piedi della brulla collina di Cabiddiu, nel fondo del bacino della Trexenta, in luogo pantanoso e non ventilato. Il territorio è prevalentemente collinare, con colline che non superano i cinquecento metri. La denominazione del paese è molto antica e probabilmente trae origine dalla locuzione latina Goy Major. Il Comune di Guamaggiore nel 1928 viene aggregato al Comune di Selegas, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato.

Gruppi folk di Guamaggiore

A Guamaggiore è attiva l'Associazione Gruppo Folk Efisio Vincenzo Melis, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

Dopo l'ultima pestilenza in Sardegna, a metà del 1600, i pochi superstiti, riconoscenti verso il martire San Sebastiano che avevano invocato nel corso della pestilenza, hanno edificato in suo onore nel 1648, come risulta da una lapide, la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano, intorno alla quale è sorto il paese.

La Chiesa o Oratorio del Santo Rosario

In centro si trova anche la Chiesa o Oratorio del Santo Rosario.

Visita dei dintorni di Guamaggiore

Nei dintorni di Guamaggiore sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Accas, Barru, Bruncu Atza Casu, Bruncu Ungrera, Carraxiu, Maringianu, Mindas, Sa Tanca Spadas, tutti di tipologia indefinita.

 

 


Selegas con i resti del Villaggio nuragico di Turriga

Da Guamaggiore ci rechiamo a Selegas che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove sono stati trovati i resti del Villaggio nuragico di Turriga al cui interno è stata rinvenuta la celebre statuina di divinità femminile in marmo.

La cittadina Selegas Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SelegasProseguendo da Guamaggiore sulla SP37, dopo due chilometri e mezzo arriviamo a Selegas (nome in lingua sarda Sèlegas, metri 234, abitanti 1.541), situata alle falde del monte Nuritzi, a metà strada fra Guamaggiore e Suelli. Selegas fece parte, sino al 1503, della diocesi di Dolia, le cui origini risalgono all'anno 1000. Da un documento inedito risalente al 1777, conservato nell'Archivio Arcivescovile di Cagliari, risulta che nella villa di Selegas vi erano tre Chiese, una delle quali fondata ed eretta dagli eredi Marroccu, verosimilmente nel 1700. Nel 1868 al Comune di Selegas viene aggregato lo storico Comune di Seuni.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Anna

Si racconta che ad una donna, che si era recata in campagna a fare legna sia apparsa una signora, la quale le raccomandò di sollecitare il parroco locale affinche si erigesse una Chiesa in Regione «Pranu su Prunu Sceddaxiu» in onore della Santa. Venne quindi edificata la Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Anna. Edificata in stile tardo-gotico, ha pianta a forma rettangolare. All'interno vi sono otto cappelle: quattro da una parte e quattro dall'altra. Il campanile è dotato di quattro campane; la più antica, risalente al 1608, porta incisa la scritta «Seligas».

La Chiesa di Sant'Elia

Delle altre due Chiese di Selegas, una era dedicata a San Pietro e l'altra è la Chiesa rurale della Vergine d'Itria. Sui resti della Chiesa di San Pietro, venne riedificata nel 1810 l'attuale Chiesa dedicata a Sant'Elia.

Visita dei dintorni di Selegas

Nei dintorni di Selegas sono stati portati alla luce i resti dl Villaggio nuragico di Turriga; quelli del Nuraghe semplice Trazzu; ed anche dei Nuraghi Mulloni Mannu e Nuritzi di tipologia indefinita.

Il Villaggio nuragico di Turriga

Senorbì-Turriga: statua della dea MadreNei dintorni di Selegas, in località Turriga, che un tempo si riteneva fosse localizzata nel territorio di Senorbì, ci sono i resti del Villaggio nuragico di Turriga, realizzato nel periodo della Cultura di Ozieri, tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo, e riutilizzato poi in epoca successiva. Al suo interno è stata ritrovata, nel 1935, dentro un cerchio di pietre, la celebre statuina di divinità femminile in marmo alta 42 centimetri, di schema geometrico cruciforme, intitolata alla Dea Madre, che è possibile ammirare al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Abbiamo circa una trentina di esemplari di questo tipo, ma questa di Senorbì è la maggiore per dimensioni e la più curata nell'esecuzione dei particolari.

Nella stessa area sono impiantati vigneti della Cantina Argiolas, di Serdiana, che offre al modico prezzo medio di 50 euro, l'omonimo vino, il Turriga, famoso i tutto il mondo.

 

 


Suelli con la Cattedrale di San Pietro ed il Nuraghe Piscu

Da Selegas ci rechiamo a Suelli che visitiamo con il suo centro dove si trova la Cattedrale di San Pietro ed i dintorni con il Nuraghe Piscu.

La cittadina Suelli Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SuelliDa Selegas proseguiamo ancora sulla SP37 che, dopo due chilometri e mezzo, ci porta a Suelli (nome in lingua sarda Sueddi, metri 254, abitanti 1.169), il cui territorio si sviluppa ai piedi un gruppo collinare, circondato dalle alture di Seuni, Sisini e San Basilio. L'economia si basa soprattutto su attività di tipo agropastorale. A Suelli saremmo potuti arrivare direttamente da Senorbì, seguendo la SS128 verso nord per tre chilometri. Il Comune di Suelli nel 1927 viene aggregato al Comune di Senorbì, dal quale nel 1947 viene nuovamente separato.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Cattedrale dedicata a San Pietro

In paese è possibile visitare la Cattedrale dedicata a San Pietro, costruita nel 1270 in stile romanico pisano con un'unica navata, e rifatta dagli Aragonesi che aprirono degli archi per aggiungere le capelle laterali. gli Aragonesi aggiunsero anche una torre campanaria quadrangolare, con cornice merlata alla sommità, modificata nel 1637 con l'aggiunta della parte terminale per collocare una grande campana. È rimasta sede vescovile sino al 1418. All'interno è possibile ammirare l'importante Retablo di San Pietro, eseguito nella bottega cagliaritana dei Cavaro, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel sedicesimo secolo.

Il piccolo Santuario di San Giorgio

Suelli-Santuario di San GiorgioA fianco della Cattedrale c'è il Santuario di San Giorgio, una piccola Chiesa che si dice costruita sul luogo di sepoltura del Santo. È stata edificata tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo, con pianta a croce greca, con volta a botte che si dice costruita sul luogo di sepoltura del Santo. La facciata esterna del santuario è completamente liscia, di colore giallo tenue, con una cornice, in alto, orizzontale. Qui pare regnare la semplicità, infatti, anche il portone è di semplice fattura, contornato solamente da una cornice di colore bianco. All’interno del santuario sono custoditi pregevoli arredi sacri, come un elegante altare in legno policromo, un’acquasantiera in pietra scolpita, una splendida statua di San Giorgio e un dipinto raffigurante episodi della sua vita.

La Chiesa del Carmine

Nella piazza davanti alla Cattedrale troviamo la Chiesa del Carmine. Edificata in stile romanico, ha una facciata semplice, quadrangolare, e presenta un portale ad arco acuto con decorazioni. L'edificio si presenta caratterizzato da una unica navata con copertura lignea, ripartita in tre campate da archi ogivali in pietra ben squadrata, poggianti su paraste con imposte aggettante in pietra modanate che reggono la travatura lignea. La navata, a pianta rettangolare, evidenzia sul lato destro, un vano aggiunto che funge da sacrestia, mentre sul lato sinitro un portale situato tra due contrafforti permette l'accesso al giardino. La Chiesa è sormontata da un campanile a vela a doppia campana.

La settecentesca Saca Ruda

Nel centro storico possiamo vedere la settecentesca casa Ruda, esempio di abitazione nobile campidanese, trasformata in Casa-Museo, che conserva mobili ed oggetti della vita contadina.

Visita dei dintorni di Suelli

Nei dintorni di Suelli sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe complesso Piscu; ed anche dei Nuraghi Bia, Planu Senis, Planu Su Teulargiu, Ruina Coa, Saccaionis, Simieri, tutti di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe Piscu

Da Suelli prendiamo la SS128 verso Senorbì e, dopo cinquecento metri, sulla destra della strada, vediamo il Nuraghe Piscu. Si tratta di un Nuraghe complesso, costituito da un mastio di forma troncoconica e quattro torri costruite in tempi successivi, due delle quali sono addossate l'una all'altra, unite da un bastione con un camminamento. All'interno c'è un piccolo cortile che consente l'accesso a tre delle quattro torri. In un vano all'interno delle mura è presente un pozzo. La torre principale misura cinque metri di diametro ed è costruita con grandi massi regolari. Intorno al Nuraghe si trovano i resti di un Villaggio nuragico con capanne di pietra circolari e rettangolari.

 

 


Siurgus Donigala nei cui dintorni si trova il lago di Mulargia

Da Suelli ci rechiamo a Siurgus Donigala che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova il lago di Mulargia.

Una deviazione alla cittadina Siurgus Donigala Informazioni turistiche

Stemma del Comune di Siurgus DonigalaDa Suelli prendiamo la SP29 che verso nord est, in nove chilometri, ci porta a Siurgus Donigala (nome in lingua sarda Sriugus Donigalla, metri 452, abitanti 2.191), paese posto al confine tra la Provincia del Sud Sardegna e quella di Nuoro, a ridosso del lago di Mulargia. Il territorio prevalentemente montuoso è caratterizzato da fitta vegetazione mediterranea: lentischi, corbezzoli, roverelle, lecceti e quercie da sughero. L'economia si basa soprattutto sulla produzione di uva, cereali e sughero. Il paese era un tempo diviso in due centri distinti, e ha quindi due Chiese parrocchiali. Nel 1862 viene cambiata la denominazione dello storico Comune di Donigala, che viene separato nel Comune di Donigala Fenughedu ed in quello di Donigala Siurgus. Il Comune di Donigala Fenughedu nel 1927 viene aggregato al Comune di Oristano. Nello stesso anno 1927 il Comune di Donigala Siurgus viene inserito nel nuovo Comune di Siurgus Donigala, al quale viene aggregato anche quello che era lo storico Comune di Siurgus.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale è dedicata a San Teodoro

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Teodoro si trova nel centro dell'abitato. La tradizione popolare racconta che nel territorio ci fosse un insediamento di monaci, ai quali si deve il culto del Santo. La Chiesa è stata edificata tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo in stile gotico-catalano su un preesistente edificio bizantino. Ha una singola navata, con volta a sesto acuto e archi trasversali che danno accesso a sei cappelle laterali, tre per parte. La facciata dell'edificio è caratterizzata da un coronamento merlato, con un rosone centrale ed il portale incorniciato, ed un grande campanile. Nel Sagrato è presente un monolite intarsiato risalente al periodo bizantino.

La seconda Chiesa parrocchiale di Santa Maria

La seconda Chiesa parrocchiale di Santa Maria è stata edificata intorno al 1550 probabilmente su un preesistente edificio paleocristiano o bizantino, con le due cappelle laterali in stile gotico-aragonese. L'interno è a navata unica, con cappelle e volta a crociera, ed è decorata con numerosi pregevoli affreschi. La facciata, merlata, è dotata di un grosso campanile di poco successivo all'edificio principale. È dotata di un muraglione difensivo contro gli attacchi banditeschi. L'8 settembre vi si tiene la festività di Santa Maria, conosciuta per la processione con i ceri secolari, che richiama un gran numero di fedeli provenienti in pellegrinaggio soprattutto da Nurri e Dolianova.

Visita dei dintorni di Siurgus Donigala

Nei dintorni di Siurgus Donigala sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Corte Carroccia, Ega, Erri, Monte Fruccas, Planu Furonis, Planu Lazanau, Tanca Manno, tutti di tipologia indefinita.

Il lago di Mulargia

Non lontano da Siurgus Donigala possiamo andare a visitare il lago di Mulargia, che ricade nei territori dei comuni di Orroli, Goni, Nurri e Siurgus Donigala. È un lago artificiale creato tra il 1951 e il 1958 a seguito della costruzione di una diga posta lungo il corso del rio Mulargia, e si trova a 258 metri sul livello del mare, in un ambiente naturale incontaminato.

 

 


Gesico una delle dodici Città delle lumache italiane

Da Suelli ci rechiamo a Gesico considerata una delle dodici Città delle lumache italiane che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Gesico Informazioni turistiche

Stemma del Comune di GesicoTornati a Suelli, prendiamo verso nord la SS128 che seguiamo per quattro chilometri, poi giriamo a sinistra sulla SP30 che, dopo altri quattro chilometri, ci porta a Gesico (nome in lingua sarda Gèsigu, metri 300, abitanti 978), centro ad economia prevalentemente agropastorale situato alle pendici del monte San Mauro. Di grande interesse le sue Chiese ed i santuari che gli hanno meritato il nome di paese delle sette Chiese. L'abitato è attraversato dalla SS547 di Gesico. Il territorio comunale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, dato che in esso si raggiungono i 360 metri di quota.

Gruppi folk di Gesico

A Gesico è attivo il gruppo folk Oratorio Don Giuseppe Atzori, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

La Sagra della lumaca

La terza domenica di ottobre, in concomitanza con la Festa di Sant'Amatore, al centro del paese si svolge la Sagra della Lumaca. Quest'ultima è nata nel 1993 ed è la prima iniziativa del genere in Sardegna. Non a caso, Gesico è stata ammessa nel prestigioso club delle dodici città delle lumache italiane.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Giusta

In centro troviamo la Chiesa parrocchiale di Santa Giusta. Edificata probabilmente nel tredicesimo secolo in stile romanico gotico-pisano, è stata rimaneggiata nella metà del sedicesimo secolo in stile gotico-aragonese. All'interno, la Chiesa contiene altari barocchi in marmo policromo, ed un raro crocifisso ligneo del sedicesimo secolo che rappresenta la statua del Cristo Nero. La facciata, merlata, è dotata di un alto campanile a base quadrata. A metà maggio si celebra la Festa di Santa Giusta, la patrona del paese, che è subentrata a quella precedente che era Santa Maria d'Itria. Il paese festeggia questa ricorrenza come la più importante dell'anno sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista civile.

La Chiesa di Santa Maria d'Itria

Sempre nel paese possiamo vedere la Chiesa di Santa Maria d'Itria. Edificata nel tredicesimo secolo in stile romanico pisano ed in seguito rimaneggiata. Ha pianta a navata unica, absidata. Sui muri laterali esterni e nell'abside si possono vedere gli archetti pensili e tipiche decorazioni Romaniche. In origine aveva un campanile a vela con una campana di bronzo, che è stata successivamente collocata nella parrocchiale.

Visita dei dintorni di Gesico

Nei dintorni di Gesico sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Bruncu Planu Mesa, Pettiou, Ruina Perdosa; dei Nuraghi complessi Nuratzolu, Su Covunu; ed anche dei Nuraghi Battudisi, Berritta Furiada, Columbus, Cumbide Pinna, Muttas Nieddas, Posada, Ruina Sa Prunas, S'Arriu Sullinu, San Sebastiano, Sitzidirri, Su Linu, Suergiu, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa di Sant'Amatore

Nella campagna nei dintorni del paese si trova la Chiesa di Sant'Amatore, edificata nel dodicesimo secolo in stile romanico. L'interno è a navata unica, delimitata da pilastri che sorreggono gli archi. Ospita un sarcofago marmoreo di età romana ed una teca in argento contenente le reliquie del Santo. La facciata presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze ed un campanile a vela. La terza domenica di ottobre presso questa Chiesa si celebra la Festa di Sant'Amatore, che prevede i riti e le celebrazioni in onore del Santo vescovo martirizzato a Gesico agli inizi del sesto secolo.

 

 


Mandas con i suoi siti archeologici

Da Gesico ci rechiamo a Mandas che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trovano i suoi numerosi siti archeologici.

La cittadina Mandas Informazioni turistiche

Stemma del Comune di MandasDa Gesico torniamo indietro con la SP30 a destra verso est, dopo altri quattro chilometri riprendiamo la SS128 verso nord, e, dopo altri otto chilometri, arriviamo a Mandas (altezza metri 457, abitanti 2.477), importante centro agropastorale capolinea della prima e più bella tratta del Trenino Verde, che collega appunto Mandras con Arbatax attraversando alcuni dei più bei paesaggi interni dell'Isola. Ci troviamo al confine tra la Trexenta ed il Sarcidano che si trova nella Provincia di Nuoro. Mandas è anche uno dei principali centri del passaggio del Trenino Verde.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo

Nella periferia sud occidentale del paese possiamo visitare la Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo. Edificata nel sedicesimo secolo dagli Spagnoli in stile gotico catalano, è circondata da un muraglione difensivo. Ha la pianta rettangolare con cappelle laterali e il tetto retto da travi di ginepro. L'altare e la fonte battesimale, in marmo policromo, sono del 1760.

Visita dei dintorni di Mandas

Nei dintorni di Mandas sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti Ruina Ilixi; dei Nuraghi semplici Mitza 'e Foddi I, Ruina Ilixi; del Nuraghe complesso Murtas; ed anche dei Nuraghi Baccuedu, Bidinessi, Cuccuru Murvonis, Cuccuru Perdixi, Don Efisi I, Don Efisi II, Funtana Zorcu, Ladiri, Mitza 'e Foddi II, Natzargius, Pardu, Ruina Fielli I, Ruina Fielli II, Santa Barbara, Siliqua I, Siliqua II, Simoni, Su Angiu, Suxiu, Zidoni, tutti di tipologia indefinita.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, inizieremo la vista della Regione storica del Sarcidano. Ci recheremo dapprima a Serri, dove vedremo il Santuario federale di Santa Vittoria. Andremo poi a visitare Escolca e Gergei. Proseguiremo il nostro viaggio recandoci ad Isili, dove andremo a vedere il Nuraghe Is Paras. Concluderemo il nostro viaggio recandoci a visitare i centri di Nurallao e Nuragus.


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