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Sardegna Holiday

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Da Serri con il Santuario federale di Santa Vittoria ad Escolca, Gergei, Isili, Nurallao e Nuragus

In questa tappa del nostro viaggio, inizieremo la vista della Regione storica del Sarcidano. Ci recheremo dapprima a Serri, dove vedremo il Santuario federale di Santa Vittoria. Andremo poi a visitare Escolca e Gergei. Proseguiremo il nostro viaggio recandoci ad Isili, dove andremo a vedere il Nuraghe Is Paras. Concluderemo il nostro viaggio recandoci a visitare i centri di Nurallao e Nuragus.

La Regione storica del Sarcidano

Il SarcidanoIl Sarcidano è una Regione della Sardegna che si estende tra il territorio del Campidano e quello della Barbagia. Si sviluppa tra la Provincia di oristano e la Provincia del Sud Sardegna. Elemento morfologico dominante è l'altopiano de Laconi, il più grande tavolato calcareo della Sardegna. Al suo interno si estendono i due laghi artificiali del Mulargia e del Flumendosa. In Provincia di Oristano ne fa parte il solo Comune di Laconi, mentre in Provincia del Sud Sardegna ne fanno parte Escolca, Genoni, Gergei, Isili, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Serri, Villanova Tulo. Vi è diffusa la quercia, ma non mancano anche foreste di castagno. Il territorio del Sarcidano è costellato di numerose testimonianze archeologiche, prevalentemente nuragiche.


Serri con il Santuario federale di Santa Vittoria

Da Mandas ci rechiamo a Serri che vistiamo con il suo centro e i dintorni dove si trova il Santuario federale di Santa Vittoria.

Ci rechiamo a visitare il paese Serri Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SerriDa Mandas la SS128 ci porta verso nord, in sei chilometri, a Serri (altezza metri 617, abitanti 761), un piccolo centro agricolo posizionato su una piccola collina in prossimità della Chiesa campestre di Santa Lucia, ai margini di un vasto altopiano spianato di origine vulcanica chiamato la giara di Serri. La tradizione riporta la sua origine alla fuga per una pestilenza degli abitanti della vicina città romana di Biora, le cui rovine sono ancora visibili nel fondo valle. Del Comune di Serri nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari. L'arrivo a Serri ci fa entrare nel Nuorese, dato che Serri apparteneva alla Provincia di Nuoro prima della riforma della Province del 2001.

Il paesaggio della Giara di Serri

Affascinante il paesaggio della Giara di Serri, anche se in estate la vegetazione è sempre completamente bruciata dal sole. Col termine Giare si indicano alcuni altopiani basaltici, formatisi nell'Oligocene in seguito a fenomeni vulcanici, caratterizzati da pareti molto scoscese, a scarpata, situati tra la Marmilla ed il Sarcidano. Esse sono tre in totale, quella di Gesturi, quella di Serri e quella di Siddi.

Serri-Veduta di un incendio Serri: la Giara di Serri Serri: la cittadina di Serri disposta sull'altopiano della Giara

La Giara di Serri, che raggiunge i 650 metri sul livello del mare, si estende su una superficie di quattro chilometri quadrati, ma è considerata di grande importanza dagli archeologi perché ospita il Santuario nuragico di Santa Vittoria

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Basilio Magno

In paese possiamo visitare la Chiesa parrocchiale di San Basilio Magno. Edificata nell'anno 1100 da monaci Bizantini, venne in seguito restaurata in stile aragonese. L'interno della Chiesa è caratterizzato dalla pianta a croce latina, a tre navate separate da archi. La facciata in pietra ha un grande rosone e sul lato destro è presente una massiccia torre campanaria in pietra.

Visita dei dintorni di Serri

Nei dintorni di Serri sono stati portati alla luce i resti del cosiddetto Santuario federale di Santa Vittoria; quelli del Protonuraghe Santa Vittoria; dei Nuraghi semplici Cuccuru Forru, Ruinas; dei Nuraghi complessi Ladumini, S'Uraxi, Santa Vittoria II, Trachedali.

La Chiesa campestre di Santa Vittoria vicino a Serri

Seguendo le indicazioni, dal centro del paese in quattro chilometri raggiungiamo la giara, dove è presente il sito archeologico di Santa Vittoria. Prende il nome dalla piccola Chiesa medioevale di Santa Vittoria, presente all'interno della zona archeologica e costruita sopra i resti di un Nuraghe a corridoio di tipo arcaico. Questo nome della cittadina, Santa Vittoria, si ritrova nella Chiesa diroccata di Santa Vittoria di Setzu, nel sito archeologico di Santa Vittoria di Esterzili, e si ritiene che forse identificasse cittadine sacre e fortificate poste su altopiani inaccessibili, ultimi rifugi dell'antica religione, luoghi poi strappati con la violenza dai Cristiani ai sardi e ribattezzati appunto con il nome di Santa Vittoria.

Serri: la Chiesetta di Santa Vittoria Serri: la Chiesetta di Santa Vittoria

Il Santuario federale di Santa Vittoria con il suo Pozzo sacro

Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: il recinto delle FesteIl volume «Il Santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri»Il sito archeologico di Santa Vittoria è composto da un grande Villaggio nuragico della fine del II millennio avanti Cristo che si estende su un'area di circa quattro ettari, posta su un'altura in posizione dominante e difesa da alti bastioni. È un grande villaggio con numerose abitazioni ed edifici di uso comune. Il nome di Santuario federale deriva dalla presenza, all'interno del villaggio, di un'ampia zona chiamata recinto delle Feste, formata da cinque grandi capanne. Tre sono circolari (il recinto dell'ascia bipenne, il recinto con sedile e la fonderia) e due sono quadrate (la casa del focolare e la cucina). È presente poi la Capanna delle riunioni con i sedili disposti in cerchio, del diametro di settantacinque metri, che ospitava un porticato interno ed era circondata da piccoli vani nei quali si ritiene venissero ospitati i partecipanti alle cerimonie sacre provenienti da zone anche molto lontane. Poco discosta è la cosiddetta casa del capo, la capanna più rifinita, forse sede del capotribù, con un ampio vestibolo quadrangolare. La zona sacra adiacente al recinto delle Feste ed alla Capanna delle riunioni comprende il Pozzo sacro, realizzato con pietre di basalto e calcaree, con la pianta a buco di serratura, con un diametro di due metri ed una profondità di tre metri.

Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: resti di capanne del Villaggio nuragico  Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: resti di capanne del Villaggio nuragico  Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: resti di capanne del Villaggio nuragico  Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: resti di capanne del Villaggio nuragico  Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: il recinto delle Feste Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: la Capanna delle riunioni Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: alloggi per i partecipanti alle riunioni Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: alloggi per i partecipanti alle riunioni Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: l'area sacra recintata che contiene il Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: il vestibolo del Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: scala di accesso al Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: scala di accesso al Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: il Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: la tholos del Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: interno del Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: il vestibolo del Pozzo sacro Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: trincee lungo le mura difensive Serri-Santuario federale di Santa Vittoria: la capanna del capo

Vicino al pozzo, si trova un tempio ipetrale, ossia privo di copertura, a pianta quadrangolare, contornato da tre capanne circolari. Un altro Nuraghe si trova a fianco del tempio. Nei dintorni dell'ingresso si trova un altro complesso formato principalmente da abitazioni, tra le quali la capanna più grande di tutto il sito, chiamata la Curia, con un diametro interno di undici metri ed i muri spessi circa due metri, dotata di sedili lungo il muro interno sopra i quali c'è una corona di pietre infisse orizzontalmente nel muro ad una altezza di circa due metri. Probabilmente era un edificio pubblico per le riunioni della comunità. All'interno si trova anche una vasca di calcare, con a fianco un Betilo conico, intorno al quale sono stati trovati resti di animali sacrificati, ed anche statuine rappresentanti gli stessi animali. Vicino alla Curia c'è il cosiddetto recinto di Giustizia dove si suppone si tenessero i giudizi degli dei. Si ritiene sia stato utilizzato fino al VII secolo avanti Cristo.

L’ultima fase di vita del Santuario sembra collocabile intorno al II secolo dopo Cristo, quando un violento incendio avrebbe posto la parola fine alla sua millenaria storia. Secondo Torquato Taramelli, che vi ha condotto le prime campagne di scavo, si sarebbe trattato di un celebre episodio ricordato dalle fonti antiche, avvenuto intorno al 177 avanti Cristo, quando i Romani avrebbero fatto strage di locali che erano soliti riunirsi per feste comunitarie della durata di parecchi giorni. In seguito i dominatori vi avrebbero lasciato un presidio militare, che si sarebbe mantenuto fino all’età bizantina, quando è sorta la Chiesa di Santa Vittoria, oggi visibile nella ricostruzione di epoca giudicale.

In alcuni Pozzi sacri, nei Solstizi o negli Equinozi si verifica il fenomeno della Luce dal foro apicale, per il quale il sole penetra nel pozzo dal foro presente alla sommità della tholos, e va a riflettersi in questo specialissimo specchio sacro. La teoria, inoltre, afferma che ogni diciotto anni e mezzo, nel momento della sua massima declinazione, sarebbe la luna a specchiarsi nell'acqua del pozzo, facendo filtrare la sua luce.

Alcuni studiosi ritengono che i Pozzi sacri siano, in generale, frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l'orientamento astronomico. Uno spettacolo luminoso di grande efficacia si verificherebbe il giorno del Solstizio d'estate. Si ritiene che in questo giorno la luce del sole sarebbe entrata dal foro presente alla sommità della tholos e, progressivamente, sarebbe scesa fino a raggiunge, al mezzogiorno esatto, il luogo dove si trovava il livello dell'acqua che era presente all'interno del pozzo.

I bronzetti di Serri, più recenti di quelli di Uta

All'interno del Santuario federale di Santa Vittoria sono stati rinvenuti numerosi bronzetti che sono conservati oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Sono bronzetti diversi da quelli rinvenuti a Uta, rappresentano guerrieri con abbigliamento ed acconciature evolute, i capelli non sono corti ma raccolti in lunghe trecce, l'elmo ha corna più lunghe, gli scudi sono più elaborati e non compaiono più alcune armi come il boomerang. Vengono, quindi, ritenuti più recenti, presumibilmente realizzati tra il decimo ed il settimo secolo avanti Cristo, ossia dopo l'emigrazione dei Shardana seguita alla grande catastrofe del 1200 avanti Cristo forse da parte dei Shardana rimasti sull'isola oppure, secondo un'ipotesi di Leonardo Melis, da quelli che vi tornarono e che i Greci chiamarono Fenici.

Serri-Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un bastone Serri-Bronzetti: un altro capotribù Serri-Bronzetti: personaggio seduto Serri-Bronzetti: animale con arco

 

 


Escolca con il Nuraghe Mogorus ancora da scavare

Da Serri ci rechiamo ad Escolca che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il Nuraghe Mogorus ancora da scavare.

Il paese Escolca Informazioni turistiche

Stemma del Comune di EscolcaDa Serri prendiamo verso sud la SP59, dopo un chilometro e mezzo a destra la SP9 che si dirige verso nord ovest e ci porta, in quattro chilometri e mezzo, a Escolca (nome in lingua sarda Scroca, metri 416, abitanti 705), piccolo e grazioso centro del Sarcidano. Escolca si estende in un'ampia vallata che, scendendo dolcemente dalla rocciosa giara di Serri, si ricongiunge alle terre della Trexenta e della Marmilla. Del Comune di Escolca nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La parrocchiale di Santa Cecilia

L'abitato è caratterizzato da strade in salita e discesa, intorno alla cinquecentesca parrocchiale di Santa Cecilia. Chiesa tardo gotica, custodisce all'interno una seicentesca statua lignea della Santa.

Visita dei dintorni di Escolca

Nei dintorni di Escolca sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Mogurus; del Nuraghe complesso Mannu; ed anche dei Nuraghi Pei Su Boi e Truncu Lillu, tutti di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe semplice Mogorus

Fra le testimonianze più antiche presenti sul territorio di Escolca, è da segnalare il Nuraghe Mogorus, che si trova ai limiti settentrionali della sua area comunale. Si tratta di un Nuraghe monotorre costruito in basalto, probabilmente con addizione di un cortile, ed intorno si conservano racce di un insediamento con antemurale. È un Nuraghe ancora del tutto da scavare, che probabilmente è conservato ancora integro.

 

 


Gergei

Da Escolca i rechiamo a Gergei che visitiamo cin il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Gergei Informazioni turistiche

Stemma del Comune di GergeiDa Escolca proseguiamo sulla SP9 verso ovest, e, dopo due chilometri, arriviamo a Gergei (nome in lingua sarda Grexei, metri 374, abitanti 1.471), piccolo centro agricolo e di allevamento, conosciuto come il paese dell'olio e della buona cucina. Dal punto di vista etimologico, il nome della cittadina sta ad indicare l'agricoltore, ossia il contadino. L'economia della cittadina si basa sull'agricoltura, con coltivazioni di carattere cerealicolo e soprattutto olivicolo, e sulla pastorizia. Del Comune di Gergei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successsivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Gruppi folk di Gergei

A Gergei è attiva l'Associazione Turistica Pro Loco di Gergei, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Vito

Nel centro del paese troviamo la Chiesa parrocchiale di San Vito, una delle più interessanti Chiese sarde. Edificata nel '500 in stile gotico catalano, presenta anche elementi rinascimentali e barocchi, frutto dei rifacimenti successivi. All'interno si trova una notevole quantità di opere d'arte, tra le quali sculture e opere pittoriche del '500.

Visita dei dintorni di Gergei

Nei dintorni di Gergei sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Cogotti, Martinedda, Mesoni Beranu, Mesoni Coa, Monte Cuccu, Preganti, Purruddu, Riu Coloru, Riu Elias, Saurras, Si, Su Iriu, Surdelli, Trazzali I; dei Nuraghi complessi Aureddus, Cecilia, Peddis, Ruineri, Santa Marta; ed anche dei Nuraghi Ardiddi, Casargius, Saccaioni, San Simone, Santu Perdu, Trazzali II, tutti di tipologia indefinita.

 

 


Isili con il Nuraghe Is Paras ed i Nuraghi della valle di Brabaciera

A metà strada tra Escolca e Gergei ci reciamo ad Isili che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trovano il Nuraghe Is Paras ed i Nuraghi della valle di Brabaciera che descriviamo con il loro significato astrologico.

La cittadina Isili Informazioni turistiche

Stemma del Comune di IsiliA metà strada tra Escolca e Gergei, prendiamo verso nord la SP9bis che ci porta, in sei chilometri, ad Isili (altezza metri 523, abitanti 3.112), un paese che rappresenta il nucleo amministrativo, economico e culturale del Sarcidano e della Barbagia di Seulo, centro di produzione dei caratteristici tappeti Sardi, degli arazzi, delle bisacce e della tipica lavorazione a «pibiones» di lana, lino e cotone. La lavorazione a pibiones è una tradizionale tecnica di tessitura a grani tipica della Sardegna. La parola pibiones in sardo indica gli acini d'uva, ed è il nome che viene dato ai piccoli anelli di filato che sporgono dalla superficie del tessuto formando un disegno. Ad Isili saremmo potuti arrivare più comodamente direttamente da Serri, prendendo la SS128 percorrendo otto chilometri su questa strada statale. Del Comune di Isili nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Gruppi folk di Isili

A Isili è attiva l'Associazione Turistica Pro Loco di Isili, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Saturnino

In paese possiamo visitare la Chiesa di San Saturnino, che è la parrocchiale di Isili. Edificata nel '300, è stata in seguito modificata in stile gotico-aragonese. Presenta nella facciata due campanili diseguali.

La Chiesa di San Giuseppe Calasanzio

In centro troviamo anche la Chiesa di San Giuseppe Calasanzio. Edificata all'inizio del '600 dai Padri Scolopi in uno stile popolaresco definito sardo rinascimentale. L'interno è a pianta centrale, sovrastato da una grande cupola decorata all'esterno con ceramica. Sulla facciata sono presenti due portici, ed ha un portale decorato con colonne tortili.

Il Museo per l'Arte del Rame e del Tessuto

Nelle botteghe di Isili sopravvive l'antica arte della lavorazione del rame, tanto che nell'ex Convento degli Scolopi è stato realizzato il Museo per l'Arte del Rame e del Tessuto, cha racconta due importanti tradizioni locali. L'Arte del Rame, non è presente da nessuna altra parte in Sardegna, e, per quanto se ne sa in quel momento, neanche nel resto d'Italia. Il Museo propone un viaggio che racconta come dalla scura bottega di un ramaio nascono oggetti luminosi e solari che per secoli hanno unito la funzione d'uso ad una forte valenza estetica. E dal misterioso mondo dei ramai e del loro gergo segreto si arriva a quello delle tessitric,i che, fondendo tradizione e modernità, hanno realizzato splendidi arazzi col sapiente intreccio di fili d'oro, d'argento e rame, rafia lino e spaghi, colorati a mano con erbe ed essenze antiche.

La Stazione Ferroviaria di Isili

All'interno dell'abitato, in corso Vittorio Emanuele, si trova la Stazione Ferroviaria di Isili, che è la stazione capolinea della ferrovia per Cagliari e della linea turistica per Sorgono, e che in passato era capolinea anche della dismessa ferrovia per Villacidro, che si diramava più a nord, nella stazione di Sarcidano. Il fabbricato Viaggiatori evidenzia uno stile architettonico ben diverso rispetto a quello tipico delle linee secondarie sarde realizzate alla fine del diciannovesimo secolo, che ci induce a ipotizzare un suo rimaneggiamento o la sua sostituzione rispetto all'originale, che era del 1888. La stazione è tuttora in funzione per il trasporto passeggeri lungo la tratta ferroviaria che collega Isili a Cagliari. Inoltre, nel periodo estivo, da essa ha inizio il percorso turistico del Trenino Verde che arriva fino al capolinea di Sorgono, il quale comprende il tratto fino alla Stazione di Sarcidano.

Visita dei dintorni di Isili

Nei dintorni di Isili sono stati portati alla luce numeosi resti archeologici, ossia quelli del Protonuraghe Sa Narba; dei Nuraghi semplici Balloiana, Baraci, Corte Ghiani, Corte Onnoitzu, Gruxedu, Mariangesa, Monti Curadori, Nuraxiscu, Pauli 'e Angioni, Piscorongiu, Sa Tanca 'e Sa Rutta, Sartaro, Sedda Sa Feurra, Trucciu, Zaccuria, Zaurrai, Ziu Taulas; dei Nuraghi complessi Angusa, Antini, Asusa, Atzinarra, Chistingionis, Crastu, Eroxi, Is Casteddus, Is Paras, Longu, Masoni 'e Proccus, Maunus, Minda Maiori, Molas, Pardussana, Perdosu, Pizzu Mannu, Pizzu Runcu, Prani Ollas, Ruina Franca, Sa Mandara, Sa Musera, Sant'Antoni, Su Pardosu; del Nuraghe Serra Monti Arcu di tipologia indefinita; mentre non resta più nulla dei Nuraghe Corti Giuanni 'Oi e Cracaxi che sono stati distrutti.

La Stazione Ferroviaria di Sarcidano

A nord dell'abitato si trova la Stazione Ferroviaria di Sarcidano, posizionata lungo la linea dell'ARST che collega Isili con Sorgono, tra la stazione capolinea di Isili e quella di Nuragus. La stazione si trova in aperta campagna, nei pressi dell'invaso di Is Barroccus, ed è tuttora operativa, attiva dal 1997 solo quale tappa lungo la linea turistica del Trenino Verde che, specie durante il periodo estivo, da Isili arriva a Sorgono. Da qui, a partire dal 1915 e fino al 1956, si staccava il binario delle Ferrovie Complementari Sarde per Villacidro e Villamar. Il fabbricato Viaggiatori è di I classe, sulle linee delle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna realizzate alla fine del diciannovesimo secolo, essendo stato edificato nel periodo in cui fu realizzata la tratta da Isili a Sorgono aperta al traffico nel 1889. Sul lato rivolto verso Isili era il tronchino di accesso alla piattaforma girevole, ancora presente in stazione sebbene disconnessa dal binario. Sul lato opposto in direzione di Sorgono è invece situata la Casa Cantoniera, nei cui pressi si dipartiva la diramazione per Nuragus.

Resti del Nuraghe Is Paras con il fenomeno della Luce dal foro apicale

Isili-Nuraghe Is Paras: planimetriaUscendo dal paese chiamato Isili verso Nurallao, si trova Nuraghe Is Paras, ossia il Nuraghe delle fate, situato alla periferia del paese nella valle di Brabaciera, e visibile dalla strada, molto bello e ben conservato, uno dei meglio conservati della Sardegna dopo i lavori di restauro ultimati nel 1998. Si tratta di un Nuraghe complesso di tipo trilobato, la cui principale caratteristica è quella di essere stato costruito con rocce calcaree bianche e qualche blocco di calcare bruno e di basalto nero. In esso, all'esterno della torre centrale, la cerchia muraria era difesa da tre torri, ed una scaletta dal piccolo cortile permetteva di raggiungere gli spalti. La sua realizzazione è avvenuta per fasi successive. In origine il Nuraghe era costituito dalla sola torre centrale realizzata utilizzando blocchi di calcare bianco locale, formata da due piani sovrapposti dei quali oggi si conserva solo quello inferiore. Entrati nella torre, un corridoio permette di accedere alla camera centrale, con la sua maestosa e bellissima camera a tholos alta ben dodici metri, la più alta e meglio conservata tra quelle di tutti i Nuraghi della Sardegna. Al centro della camera si apre un pozzo circolare profondo sei metri, con le pareti foderate da blocchi di pietra. A cinque metri di altezza, sulla parete destra, si trova la scala che portava al secondo piano. In una seconda fase è stata costruita, di fronte al mastio, una torre più piccola, con un piccolo cortile chiuso da mura rettilinee. In una terza fase sono state aggiunte le altre due torri, unite tra di loro e alle strutture più antiche da muri rettilinei. Intorno è stato realizzato un antemurale munito di altre torri.

Isili-Nuraghe Is Paras Isili-Nuraghe Is Paras: ingresso Isili-Nuraghe Is Paras: veduta dall'alto Isili-Nuraghe Is Paras: volta della camera a tholos Isili-Nuraghe Is Paras: volta della camera a tholos Isili-Nuraghe Is Paras: il pozzo

Intorno al Nuraghe si sviluppava un grande Villaggio nuragico di capanne circolari ancora da scavare, nel quale sono stati rinvenuti durante gli scavi numerosi oggetti o frammenti di utensili, alcuni risalenti all'undicesimo secolo a.C., mentre diversi altri ritrovamenti ne attestano l'utilizzo fino in epoca romana e altomedievale.

Il fenomeno della Luce dal foro apicale, così definito dal Gruppo Ricerche Sardegna, si verifica nei Nuraghi nei quali il sole, nel giorno del Solstizio d’estate, raggiunge una determinata altezza, un sottile raggio di luce penetra attraverso il foro ricavato dai costruttori all’apice della tholos del Nuraghe, attraversa tutta l’ampia volta e va ad illuminare la base della camera, oppure una nicchia presente nella camera stessa.

Isili-Nuraghe Is Paras: fenomeno della Luce dal foro apicale al Solstizio estivoAnche nel Nuraghe Is Paras di Isili si verifica il fenomeno della Luce dal foro apicale, e ciò avviene quando il sole, nel giorno del Solstizio d’estate, raggiunge una determinata altezza, ed un sottile raggio di luce penetra attraverso l'apertura posta alla sommità della bella cupola della torre centrale, formando sulla parete interna della camera una chiazza luminosa. Questa macchia luminosa, con il passare delle ore, si muove verso il basso, va ad illuminare la base della camera e tocca il pavimento a mezzogiorno, quando il sole culmina alla massima altezza dell'anno. Poi, con il passare delle ore, la macchia luminosa inizia a spostarsi verso l'alto fino a scomparire del tutto al tramonto.

I Nuraghi della valle di Brabaciera ed il loro significato astrologico

A est dell'abitato si sviluppa la valle di Brabaciera, nella quale si trovano 33 Nuraghi molto importanti nei recenti studi archeoastronomia. È stato, infatti, posto in evidenza come la dislocazione di questi Nuraghi rappresenti un sistema organizzato secondo principi geometrici ed astronomici, dove l'insieme dei 1056 allineamenti orientati che lo costituiscono risulta funzionale alla rilevazione di eventi astronomici relativi ai punti da cui sorgono e tramontano il sole e la luna ai Solstizi e lunistizi.

Isili-I quattro Nuraghi dai quali è possibile osservare levata e tramonto di sole e luna el Solstizio di estate ed al lunistizio minore settentrionaleIsili-sole che tramonta alle spalle del Nuraghe Is ParasDa un punto di vista archeoastronomico sono molto interessanti i Nuraghi Longu, Maurus e Nueddas, e ad Isili è consuetudine andare ad osservare levata e tramonto del sole e della luna in due particolari ricorrenze, ossia il Solstizio d'estate ed il lunistizio minore settentrionale, traguardando i due astri attraverso questi Nuraghi. Infatti al Solstizio d'estate, un osservatore posizionato sui resti del Nuraghe Nueddas può vedere il sole sorgere dietro il Nuraghe Longu e tramontare in corrispondenza del Nuraghe Is Paras. Ed al lunistizio minore settentrionale, un osservatore posizionato sul Nuraghe Maurus può vedere la luna sorgere dietro il Nuraghe Longu e tramontare in corrispondenza del Nuraghe is Paras. Lo spirito di osservazione dei costruttori dei Nuraghi, ha determinato la costruzione di questi quattro Nuraghi proprio per individuare il Solstizio d'estate ed il lunistizio minore settentrionale.

La pietra di Isili

In qualità di grandi appassionati di archeologia e ambiente, una coppia di signori, in una delle loro escursioni archeologiche nel territorio di Isili, si sono imbattuti in una pietra di basalto locale, che a prima vista non presentava alcuna particolarità, e che viene comunemente denominata la pietra di Isili. La pietra misura circa 55 centimetri di lunghezza, 42 di larghezza e circa 16 di altezza. Però la parte nascosta, ossia la faccia rivolta verso terra, era quasi piatta, quindi è stata rovesciata. La facciata nascosta ha mostrato tre cerchi concentrici, due vicini tra loro, il terzo più piccolo, poco distante. I tre cerchi concentrici sono composti da una piccola coppella centrale racchiusa da due cerchi distanti tra loro circa tre centimetri, una canaletta o bastoncello unisce e attraversa i cerchi, penetrando sino alla coppellina centrale. Il bastoncello che unisce e funge da vaso-comunicante continua il suo percorso formando una larga V, e interrompendosi in una parte della pietra chiaramente spezzata e quindi mancante. Sono decorazioni molto simili a quelle presenti su Sa Perda Pintà, rinvenuta e conservata a Mamoiada. Si tratta di un bassorilievo risalente presumibilmente al Neolitico Recente o Superiore, infatti altri bassorilievi che riportano sia spirali che cerchi concentrici si possono ammirare nelle Necropoli di Cultura Ozieri. Questa simbologia utilizzata nella pietra, secondo l'archeologa e linguista lituana di fama mondiale Marijia Gimbutas, rappresenterebbe una chiara metafora «degli occhi, che sono insieme fonte del liquido divino, acqua della vita e suo recipiente naturale quando cade», simboli utilizzati nel Neolitico per chiedere fertilità, abbondanza e protezione dalle potenti forze della natura. Un modo per comunicare con la Madre Terra, la loro massima divinità, per rappresentarla, ringraziarla, lodarla e omaggiarla.

 

 


urallao con la Tomba di giganti di Aiodda

Da Isili ci rechiamo a Nurallao che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova la Tomba di giganti di Aiodda.

La cittadina Nurallao Informazioni turistiche

Stemma del Comune di NurallaoDa Isili prendiamo verso nord la SS128 che, in nove chilometri, ci porta a Nurallao (nome in lingua sarda Nuradda, metri 390, abitanti 1.428), piccolo centro del Sarcidano ad economia basata principalmente sulla pastorizia, sull'agricoltura e sull'artigianato. Il nome della cittadina Nurallào deriva dal nome di diversi Nuraghi, come il Nuraddèi di Guasila, il Nuraddèo di Suni, il nuragaddu di Porto Torres. L'origine nuragica sia del nome della cittadina che del centro abitato viene, infatti, confermata dall'esistenza, nel suo territorio, di numerosi Nuraghi. Del Comune di Nurallao nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Gruppi folk di Nurallao

A Nurallao è attiva l'Associazione Culturale e Folk San Pietro di Nullalao, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Nella parte alta dell'abitato si trova la Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, patrono di Nurallao. È caratterizzata da un alto campanile tutto in pietra, con cella campanaria aggraziata da bifore.

La Casa Museo rurale di Zia Luigina

Sempre nella parte alta dell'abitato è possibile visitare la Casa Museo rurale di Zia Luigina. Conserva arredi Sardi, attrezzi della civiltà agropastorale e vestiario tradizionale ottocentesco.

Visita dei dintorni di Nurallao

Nei dintorni di Nurallao sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Aiodda e Su Taccu; del Protonuraghe Olia; dei Nuraghi semplici Crucuriga, Formiga, Is Cannonis, Nieddiu, Pardu, Pranu Fas, Tramalizzu; dei Nuraghi complessi Poiolu e Sa Cungiadura; ed anche dei Nuraghi Enna e Is Speluncas, di tipologia indefinita.

Resti della Tomba di giganti di Aiodda

Da Nurallao usciamo in direzione di Nuragus e svoltiamo subito a sinistra, nella prima sterrata, procediamo per quattrocento metri poi giriamo a sinistra. Dopo 1,2 chilometri giriamo a destra e risaliamo la collina per circa trecento metri. La Tomba di giganti di Aiodda si presenta con l'esedra semicircolare a lastroni in calcare e i resti di una larga stele spezzata alla base, con un portello d'ingresso rettangolare. La camera si trova su un piano infossato. All'interno sono stati rinvenuti gli scheletri di circa venti corpi, oltre a frammenti ceramici, spilloni metallici di rame o bronzo, ed altro.

 

 


Nuragus

Da Nurallao ci rechiamo a Nuragus che visitiamo con il suo centro ed i dintorni con i Nuraghi Santu Millanu e Valenza e con il Pozzo sacro di Coni nel quale è stata rinvenuta la statuetta nota come la Matriarca in preghiera.

Una deviazione alla cittadina Nuragus Informazioni turistiche

Stemma del Comune di NuragusDa Nurallao torniamo indietro verso sud sulla SS128 per un chilometro, svoltiamo a destra verso ovest sulla SS197 che dopo quattro chilometri ci porta a Nuragus (metri 359, abitanti 1.037), paese ubicato a nord della Giara di Gesturi. Il paese è stato costituito dai superstiti della città di Valentia, capoluogo dei Valentini, un'antica Piazzaforte durante l'epoca romana, importante punto di riferimento per il commercio tra Cagliari e Olbia, che sarebbe stata distrutta dai Vandali nell'VIII secolo. Il nome Nuragus. nell'ipotesi del Casalis, deriverebbe dalla molteplicità di Nuraghi esistenti nel territorio, trentotto in appena 1900 ettari. Del Comune di Nuragus nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Gruppi folk di Nuragus

A Nuragus è attivo il Gruppo Folkloristico Valenzas, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena

In centro si può visitare la Chiesa di Santa Maria Maddalena, che è la parrocchiale di Nuargus. Si tratta di una Chiesa del sedicesimo secolo che mostra, nel campanile, i caratteri architettonici tardo gotico aragonesi.

La ex Stazione Ferroviaria di Nuragus che oggi ospita la Biblioteca Comunale

nel centro dell'abitato di Nuragus si trova l'edificio che ospitava la Stazione Ferroviaria di Nuragus delle Ferrovie Complementari Sarde, sulla linea che collegava Isili con Villacidro, tra la stazione di Sarcidano e quella di Gesturi. Questa stazione costituiva l'ultima tappa del percorso ferroviario in territorio nuorese. Di essa rimane il fabbricato Viaggiatori, assieme al piccolo magazzino merci affiancato sul lato est della medesima. Entrambi i fabbricati si presentano in buone condizioni di conservazione. La stazione è stata chiusa nel 1956, ed oggi nei suoi locali è ospitata la Biblioteca Comunale di Nuragus.

Visita dei dintorni di Nuragus

Nei dintorni di Nuragus sono stati portati alla luce i resti del Pozzo sacro di Coni; quelli dei Nuraghi semplici Conca Tiddia, Montis, Pranu de Follas, San Giovanni, Sereigu, Tasonis, Truxiu, Turri, Ziu Truiscu; dei Nuraghi complessi Santu Milanu e Valenza; ed anche dei Nuraghi di Geroni, Matta, Valenza II, di tipologia indefinita.

Resti del Nuraghe complesso Santu Millanu

Il Nuraghe Santu Millanu è situato nella zona di Coni, in un'area ricca di emergenze archeologiche. Deve il suo nome alla Chiesetta che fino alla metà del diciannovesimo secolo era situata a pochi metri, intitolata appunto a Santu Millanu (San Gemiliano).

Resti del Nuraghe complesso Valenza

Il Nuraghe Valenza è uno dei pochi esempi di Nuraghe esalobato individuati. L'area è stata intensamente abitata dall'epoca nuragica a quella punica e romana, come i reperti archeologici abbondantissimi stanno a testimoniare.

Il Pozzo sacro di Coni nel quale è stata rinvenuta la statuetta nota come la Matriarca in preghiera

Di notevole importanza è il Pozzo sacro di Coni, posto nell'ideale triangolo formato dai Nuraghi Valenza e Santu Millanu. È un pozzo di piccole dimensioni, ma di fattura raffinata con i blocchi basaltici ben squadrati a formare la tholos ed i gradini. Al suo interno è stata ritrovata una statuetta bronzea di figura femminile nota come la Matriarca in preghiera.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, entreremo nella Regione del Sarcidano per visitare Genoni, l'unica cittadina passata nel 2016 dalla Provincia di Oristano a quella del sud Sardegna, che si sviluppa sulle falde settentrionali dell'altopiano della Giara, nella quale vivono indisturbati i cavallini selvatici e nel quale si effettua la loro marchiatura.


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