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Da Esterzili a Sadali, a Seui ed a Seulo

In questa tappa del nostro viaggio, entreremo nella Regione storica della Barbagia di Seulo, nella quale ci recheremo a visitare Esterzili, poi verso nord a Sadali, da qui a nord est a Seui ed a nord ovest a Seulo che dà il nome alla Barbagia omonima.

La Regione storica della Barbagia di Seulo

La Barbagia di Seulo

La Barbagia di Seulo (nome in lingua sarda Barbàgia 'e Seùlu), chiamata anche Barbagia Inferiore, è una Regione storica della Sardegna centrale. In periodo giudicale il suo territorio apparteneva al Giudicato di Cagliari, per passare, dopo la sua estinzione, al Giudicato di Arborea. La Regione si va a sviluppare interamente nella parte settentrionale della Provincia del Sud Sardegna, e ad essa appartengono i comuni di Esterzili, Sadali, Seui e Seulo. Conosciuta fin dai tempi antichi per l'asprezza dei suoi territori e l'abbondanza delle sue acque, è una delle zone della Sardegna la cui economia è quasi esclusivamente basata sulla pastorizia.


Esterzili con il Tempio a megaron Domu de Orgia

Da Villanova Tulo ci rechiamo ad Esterzili che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova il Tempio a megaron Domu de Orgia.

Il paese Esterzili Informazioni turistiche

Usciamo da Villanova Tulo verso sud sulla SP53 e, dopo tre chilometri di curve, prendiamo a sinistra, verso nord est, la SS198 di Seui e Lanusei, la strada statale che ci porta all'interno della Barbagia di Seulo.

La Barbagia di Seulo La Barbagia di Seulo La Barbagia di Seulo La Barbagia di Seulo

Stemma del Comune di EsterziliSeguiamo la SS198 di Seui e Lanusei e, dopo tredici chilometri, prendiamo a destra la SP53, che si dirige verso sud, e che in sette chilometri ci porta a Esterzili (nome in lingua sarda Stretzili, metri 731, abitanti 867), piccolo centro situato sul monte Santa Vittoria, in posizione particolarmente affascinante. Del Comune di Esterzili nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Gruppi folk di Esterzili

Ad Esterzili è attivo il Gruppo Folk Sant'Antoni e Su Fogu, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

Il centro storico conserva intatto il fascino delle antiche abitazioni della Sardegna ed è reso caratteristico dalla presenza di numerosi murales.

In centro si trova la Chiesa parrocchiale intitolata a San Michele Arcangelo, edificata nel quindicesimo secolo sotto la dominazione spagnola. Edificata in stile gotico aragonese, ha pianta longitudinale con una navata centrale e due laterali. La facciata presenta una merlatura sul prospetto ed un rosone sopra l'ingresso ogivale. Ha un campanile a vela.

Visita dei dintorni di Esterzili

Nei dintorni di Esterzili sono stati portati alla luce i resti del Villaggio nuragico del monte Santa Vittoria; del Tempio a megaron Domu de Orgia; dei Nuraghi semplici Bruncu Tisieri, Corti Eccia, Cuccuru Is Abis, Monte Nuxi, Soperi; ed anche dei Nuraghi complessi Furca Eccia e San Sebastiano.

Il Villaggio nuragico del monte Santa Vittoria

Oltrepassiamo l'abitato di Esterzili e proseguiamo per circa un chilometro, quindi svoltiamo a sinistra in una strada che sale sul monte Santa Vittoria, alto 1212 metri, con sulla sommità una vasta pineta. Arrivati alla cima del monte troviamo sulla destra il Villaggio nuragico del monte Santa Vittoria. Questo nome della cittadina, Santa Vittoria, si ritrova anche nel sito archeologico di Santa Vittoria di Serri, nella Chiesa diroccata di Santa Vittoria di Setzu, e si ritiene che forse identificasse cittadine sacre e fortificate poste su altopiani inaccessibili, ultimi rifugi dell'antica religione, luoghi poi strappati con la violenza dai cristiani ai sardi e ribattezzati appunto con il nome di Santa Vittoria.

Il Tempio a megaron Domu de Orgia

Continuando sulla strada principale per altri due chilometri, troviamo sulla sinistra della strada il Tempio a megaron Domu de Orgia, chiamato anche Domu 'e Urxia. È il più grande tempio a megaron conosciuto, databile seconda metà del secondo millennio avanti Cristo. Ha pianta rettangolare di circa dieci per venti metri, ed i muri conservano un'altezza di circa due metri. L'ingresso è dotato di un vestibolo ad ante, con un bancone: sedile lungo i muri, utilizzato dai fedeli per deporre i loro oggetti votivi. All'interno, il tempio è costituito da due locali, una cella maggiore con panche lungo le pareti, dalla quale si accede, attraverso una porta situata sul fondo, a una cella minore, anch'essa dotata di panche lungo le pareti. Il tempio è racchiuso in un recinto ellittico di cinquanta per ventotto metri, con uno spessore murario di un metro e mezzo, ridotto però oggi a un solo filare di pietre.

 

 


Sadali con le grotte Is Janas

Da Esterzili ci rechiamo a Sadali che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trovano le grotte Is Janas.

La cittadina Sadali Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SadaliDa Esterzili torniamo indietro con la SP53 verso nord per sette chilometri, poi prendiamo a destra la SS198 di Seui e Lanusei che si dirige verso nord, e che, in altri cinque chilometri, ci porta a Sadali (nome in lingua sarda Sàdali, metri 705, abitanti 1.055), paese noto per il suo centro storico ricco di verde e costruito attorno a numerose sorgenti d'acqua. Il vecchio abitato è disposto sul versante di una valle, alla sommità della quale è stato edificato il paese nuovo. Sadali è anche meta di passaggio del Trenino Verde. Del Comune di Sadali nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Valentino Martire

In fondo alla valle si trova la Chiesa parrocchiale di San Valentino Martire. Edificata in periodo tardo bizantino, è stata ricostruita nel '300 e ristrutturata, nella facciata, nel sedicesimo secolo con l'aggiunta di un rosone e del bel portale.

La cascata di San Valentino

Nei pressi della Chiesa scorre la cascata di San Valentino, con un salto di sette metri, che azionava un mulino ad acqua costruito a fine 1600 da don Salvatore Locci, tutto in legno tranne delle parti dei congegni soggetti a notevoli sforzi che erano in metallo. Sadali viene anche chiamato il paese nell'acqua, perché è l'unico centro abitato in Europa con una cascata all'interno del centro cittadino.

Visita dei dintorni di Sadali

Nei dintorni di Sadali sono stati portati alla luce i resti del Protonuraghe Sarbassei; del Nuraghe complesso Istria; ed anche dei Nuraghi Accodulazzu, Casteddos de Seddori, Nurassolu, Sorroli, Taccu Piccinnu, tutti di tipologia indefinita.

Le grotte Is Janas

All'interno del bosco di lecci chiamato foresta di Addòli, lungo la SP8 che porta da Sadali a Seulo, possiamo visitare le grotte Is Janas, lunghe trecento metri e ricche di concrezioni, di stalattiti e di stalagmiti e di una interessante fauna cavernicola. Secondo la leggenda la Grotta era la dimora di tre Janas, mezze fate e mezze streghe, che amavano la buona cucina, rispettate e temute dagli abitanti della zona. Un giorno decisero di fare molte frittelle e, friggendo e mangiando, non si resero conto che il tempo passava e che era giunto il periodo della quaresima. Un frate, che da Sadali andava a predicare a Seulo, fu attratto dal profumo delle frittelle e raggiunse la grotta. Adirato perché non rispettavano il digiuno quaresimale le rimproverò, ma le Janas, anziche pentirsi per il loro operato, lo aggredirono e lo impiccarono. Ma la giustizia divina le punì, furono infatti pietrificate unitamente ai loro utensili ed al cadavere del povero religioso, che pende ancora dal soffitto come una grossa stalattite...

La cascata Su Stampu 'e Su Turrunu

Dalle grotte di Is Janas possiamo scendere, con un sentiero attrezzato, alla cascata Su Stampu 'e Su Turrunu, sul Riu su Longufresu, che segna anche il confine comunale tra il territorio di Sadali, quello di Seulo a nord, e quello di Seui ad est. Possiamo vedere il particolare fenomeno carsico, un singolare inghiottitoio risorgente che riceve le acque del Riu 'e Spinedda. Il ruscello scompare in una cavità nel terreno, per ricomparire dopo due salti successivi, decine di metri più in basso, in una cavità a forma di grotta, con una bella cascata che forma un laghetto. La cavità risulta composta da due ambienti sovrapposti ed è percorribile con scale. Il tutto costituisce un affascinante monumento naturale.

 

 


Seui che è il principale centro della Barbagia di Seulo

Da Sadali ci rechiamo a Seui, il principale centro della Barbagia di Seulo, che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trovano la foresta demaniale di Montarbu ed i suoi numerosi siti archeologici.

La cittadina Seui Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SeuiDa Sadali, proseguendo verso nord est sulla SS198 di Seui e Lanusei, dopo circa dieci chilometri arriviamo alla cittadina chiamata Seui (altezza metri 820, abitanti 1.586). Si tratta del più importante centro della Barbagia di Seulo, una volta ad economia mineraria ed ora agropastorale. Seui è anche meta di passaggio del Trenino Verde. Del Comune di Seui nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena

Nel centro di Seui troviamo la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, del 1774. Ha pianta a tre navate, la facciata decorata da un rosone ed un campanile a canna quadrata. All'interno si trova un fonte battesimale del 1644.

La palazzina Liberty di Raimondo Loy

Nel centro di Seui si può seguire il Percorso Museale Monumentale Sehuiense. La sede principale dei musei si trova in una palazzina Liberty dei primi del Novecento, costruita dall'allora medico condotto Raimondo Loy, che si posiziona al civico numero 241 della via Roma, e prima di ospitare il Museo è stata sede della Società Mineraria Monteponi e poi, dagli anni trenta, del Comune.

La Casa Farci

A poca distanza dalla Palazzina Liberty si trova la Casa Farci, casa natale dello scrittore e uomo politico Filiberto Farci, cofondatore del Partito sardo d'Azione e amico di Emilio Lussu, dove tra l'altro restano i suoi libri e la corrispondenza con Grazia Deledda, Sebastiano Satta e Antioco Casula detto Montanaru.

Il palazzo civico S'Omu Comunali che ospita la Galleria Civica

Un significativo luogo di cultura è rappresentato dalla Galleria Civica, ospitata in via San Giovanni nel palazzo civico S'Omu Comunali, risalente agli ultimi anni dell'800, che fra i numerosi oggetti artistici esposti conserva pregevoli quadri del '600 di scuola caravaggesca.

Il Carcere Baronale Spagnolo

In via Sassari si trova il restaurato Carcere Baronale Spagnolo, sorto sull'adattamento di una casa di civile abitazione, che si presenta con una struttura a pianta quadrata disposta su due livelli. Entrato in funzione nel 1647 è rimasto in uso fino al 1975, e può essere considerato l'emblema dell'amministrazione di giustizia nella Barbagia di Seulo negli ultimi 300 anni.

Visita dei dintorni di Seui

Nei dintorni di Seui sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti Analu; dei Nuraghi semplici Cercessa e Pauli; dei Nuraghi complessi Analu ed Ardasai; ed anche dei Nuraghi Fondu Corongiu, S'Enna S'Omini, S'Ollastu Entosu, Salei, tutti di tipologia indefinita.

La foresta demaniale di Montarbu

Arrivando da Ussassai, a nove chilometri dalla partenza e circa sette chilometri prima di arrivare a Seui, alla Cantoniera Arcuerì, a circa 1100 metri di altezza, seguendo il cartello deviamo a destra, sulla stretta strada consortile che porta alla stazione di Villagrande Strisaili. Deviamo ancora a destra al bivio per Montarbu, e raggiungiamo la caserma forestale Mario Falchi. Ci troviamo all'interno della foresta demaniale di Montarbu o Mont'Arbu, che si estende per quasi 2800 ettari, prevalentemente nel territorio di Seui ed in piccola parte in quello di Ussassai, gestita dal Corpo Forestale dello Stato. All'interno della foresta è presente anche un recinto per il ripopolamento dei daini e mufloni, ed è presente anche un interessante percorso didattico tra le specie vegetali presenti.

Resti del Nuraghe complesso Ardasai

Proseguendo oltre, a 12 chilometri dalla Cantoniera Arcuerì, arriviamo ai resti dell'imponente Nuraghe Ardasai, detto anche Nuraghe di Montarbu, che vediamo sulla sommità di uno sperone roccioso sulla sinistra. È un Nuraghe complesso, in gran parte crollato, con un mastio centrale circondato da una muraglia sulla quale sono addossate diverse torri secondarie. La torre centrale conteneva sale sovrapposte su più piani, delle quali ora resta solo la sala inferiore e la scala che conduceva a quelle superiori. Tutta la struttura, in cattivo stato di conservazione, è sottoposta ad un parziale restauro durante le campagne di scavo tese a portarne alla luce la struttura originaria. Sotto il Nuraghe si trovano i resti del Villaggio nuragico, con le capanne a pianta circolare o ovoidale realizzate addossate alle rocce. Nel Villaggio nuragico si trovava anche una Fonte sacra.

L'imponente monumento naturale chiamato Sa Perda 'e Liana

Seui-Perda 'e Liana, un monumento naturale di rara imponenza e fascinoProseguendo lungo la stessa stradina, arriviamo più avanti all'altopiano di monte Tonneri, che raggiungiamo da qui ma si trova in territorio di Gairo. Dall'altopiano possiamo ammirare Sa Perda 'e Liana, un monumento naturale di rara imponenza e fascino, tra i più caratteristici della Sardegna, protetto dalla Regione come monumento naturale. Si tratta di un torrione, che svetta a un'altezza di 1293 metri sul livello del mare, posto in un'area di confine tra la Barbagia di Seulo e l'Ogliastra. Su un basamento, costituito da scisti risalenti al paleozoico, si appoggia la base tronco-conica che è costituita da una formazione conglomeratico-arenacea, mentre la sommità è un maestoso torrione cilindrico calcareo-dolomitico, le cui pareti, quasi verticali, sono suddivise in regolari blocchi prismatici da nette linee di frattura verticali. Costituisce il tacco per antonomasia, è una delle più conosciute, tra quelle formazioni rocciose testimonianze della lenta erosione dell'antica copertura calcarea e del suo substrato. Ed è un punto di riferimento visibile a grande distanza, quasi fosse un vero e proprio faro per tutto il Gennargentu. Si ritiene che il nome Perda 'e Liana derivi da Perda Iliana, ossia Rupe degli Iliensi, dato che qui si trovava il centro del grande spazio occupato dalla più numerosa tra le tribù nuragiche. Vittorio Angius, frate scolopio, giornalista e uomo politico cagliaritano, nel suo famoso «Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. Il re di Sardegna», scrive testualmente: «Vuolsi per antica tradizione che sotto questa rupe i popoli Iliesi, celebri nella storia romana per la eterna guerra sostenuta contro i dominatori dell'Isola, Cartaginesi e romani, e per la mantenuta libertà, tenessero quivi le loro assemblee su le cose comuni. Questi Iliesi furono discendenza dè pelasghi d'Ilio, che dopo la rovina di Troja, posero in Sardegna le loro sedi...».

 

 


Seulo che ha dato il suo nome alla sua Barbagia

Da Sadali ci rechiamo a Seulo che ha dato il suo nome a questa Barbagia, che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Seulo Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SeuloDa Sadali percorriamo un chilometro e mezzo verso nord est sulla SS198 di Seui e Lanusei, e prendiamo a sinistra la SP8 che si dirige verso nord e poi a nord ovest, ed in tredici chilometri ci fa arrivare a Seulo (nome in lingua sarda Seulu, metri 799, abitanti 1.026), centro ad economia selvo pastorale che dà il nome alla Barbagia omonima. Il suo territorio si presenta ricco di grotte ricche di stalattiti e stalagmiti, e nel territorio abbondano sorgenti ricche di acqua. Seulo è anche meta di passaggio del Trenino Verde. Del Comune di Seulo nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro nuovamente a quella di Cagliari.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale della Vergine Immacolata

In paese troviamo la Chiesa parrocchiale della Vergine Immacolata. È stata edificata in stile gotico aragonese nel '500, ma pare sia stata costruita ampliando una Chiesa più antica. Il campanile è stato aggiunto attorno al 1826, quando è stata rivista tutta la struttura, allungando la Chiesa e aggiungendo la cupola ed il presbiterio.

Visita dei dintorni di Seulo

Nei dintorni di Seulo sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Taccu 'e Ticci I e Taccu 'e Ticci II; dei Nuraghi semplici Nuraxeddu e Pauli; e del Nuraghe complesso Taccu 'e Ticcu.

La Chiesa campestre di San Cosimo

Nei pressi del paese possiamo vedere la piccola Chiesa campestre di San Cosimo, dedicata ai Santi Cosma e Damiano, costruita nel '600. Ha la facciata quadrata, nella quale spiccano un rosone gotico ed un bel portale con arco a sesto acuto. L'ultimo fine settimana di settembre si celebra la Festa dei Santi Cosma e Damiano, che dura tre giorni. Oltre ai riti religiosi si svolgono canti e balli in costume, e vengono offerti dolci e vino. Le statue dei due Santi esistono da circa 600 anni.

La Chiesa campestre di Santa Barbara

Sempre fuori dall'abitato, si può visitare anche la piccola Chiesa campestre di Santa Barbara, dedicata a Santa Barbara e San Giovanni, costruita agli inizi del Novecento in località Genna 'e Sa Luna, a circa due chilometri dal paese. La facciata esterna, abbellita da una cornice in pietra, ospita il portone in legno con finto architrave in pietra sormontato da un rosone circolare. La Festa di Santa Barbara e San Giovanni si svolge l'ultima domenica di giugno. Le celebrazioni cominciano il pomeriggio della vigilia quando i Santi, in processione, vengono portati a spalla dal paese fino alla Chiesetta, seguiti con grande solennità da tutta la popolazione.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, riprenderemo la visita della Regione storica del Sarcidano, dove ci recheremo a visitare Nurri, grosso borgo agricolo e pastorale situato nelle colline del Sarcidano.


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