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Sardegna Holiday

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Da Escalaplano a Goni e poi a Ballao, Armungia, Villasalto, San Nicolò Gerrei e Silius

In questa tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la Regione storica del Gerrei. Inizieremo con la visita ad Escalaplano, da dove proseguiremo visitando Goni, Ballao, ed Armungia, il paese natale di Emilio Lussu. Proseguiremo per Villasalto e San Nicolò Gerrei, che viene considerato il capoluogo della Regione. Dopo una deviazione a Silius riprenderemo il nostro viaggio, che ci porterà a rientrare a Cagliari.

Il Gerrei nella Regione storica del Sarrabus-Gerrei

Il Sarrabus-GerreiIl Sarrabus-Gerrei è la Regione storica della Sardegna sud orientale che anticamente, come territorio, apparteneva al Giudicato di Càlari, alle Curatorie di Sarrabus, Colostrai e Gerrei. Il Sarrabus-Gerrei viene distinto nei due territori del Gerrei all'interno, caratterizzato dalla pastorizia, e del Sarrabus, verso la costa e verso sud, agricolo e turistico. Il territorio del Gerrei si trova tra il Sarrabus a est, la Trexenta a ovest, il Campidano di Cagliari a sud, e l'Ogliastra a nord. I comuni che fanno parte del Gerrei sono Armungia, Ballao, Escalaplano, Goni, San Nicolò Gerrei, Silius, Villasalto. Questo territorio è un'area occupata da una serie di altopiani e profonde valli in cui cresce rigogliosa la macchia mediterranea, attraversata dal fiume Flumendosa. Sorgenti d'acqua irrorano le valli che sono ricoperte di macchia mediterranea ed hanno abbondanza di sugheri, lecci ed olivastri.


Escalaplano

Da Orroli ci rechiamo ad Escalaplano che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il poligono militare del Salto di Quirra.

La cittadina Escalaplano Informazioni turistiche

Da Orroli prendiamo verso sud est la SP10, e proseguiamo il nostro viaggio in un paesaggio molto bello, anche se in diversi punti devastato dai troppo frequenti incendi.

Il Gerrei-Paesaggio in viaggio verso Escalaplano Il Gerrei-Paesaggio in viaggio verso Escalaplano Il Gerrei-Paesaggio devastato dagli incendi Il Gerrei-Paesaggio devastato dagli incendi

In diciannove chilometri, la SP10 ci porta ad Escalaplano (nome in lingua sarda Scalepranu, metri 338, abitanti 2.487), importante centro ad economia pastorale passato di recente dalla Provincia di Nuoro alla Provincia del Sud Sardegna, il cui territorio si sviluppa tra le valli del Flumendosa e del Flumineddu. L'economia del paese è basata principalmente sull'agricoltura e sulla pastorizia.

Escalaplano-Ingresso del paese Escalaplano-«… voi che siete nati nelle Città illustri …»

Del Comune di Escalaplano nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro di nuovo in quella di Cagliari.

Gruppi folk di Escalaplano

A Escalaplano è attivo il Gruppo Folkloristico San Salvatore, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano

Nel centro del paese si trova la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano. Edificata tra il '500 e il '600 in stile rinascimentale, presenta gli interni con influssi aragonesi. La facciata è ornata da un grande rosone.

Visita dei dintorni di Escalaplano

Nei dintorni di Escalaplano sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Amuai, Fumia, Perducatta, San Giovanni; ed anche dei Nuraghi 'e Genna Piccinu, Perda Utzei, Pranu Ilixi, tutti di tipologia indefinita.

Il poligono militare del Salto di Quirra

Da Escalaplano parte la SP13 che, in 17 chilometri, porta a Perdasdefogu, in Ogliastra. Perdasdefogu è noto per il poligono militare del Salto di Quirra, che troviamo sulla SP13 provieniente da Escalaplano a soli quattro chilometri da questa cittadina, ed è presumibilmente all'origine di malformazioni dei neonati e di morti sospette. Di questo poligono militare parleremo quando descriveremo Perdasdefogu, in Ogliastra.

 

 


Goni con il parco archeologico di Pranu Mutteddu

Da Escalaplano ci rechiamo a Goni che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova il parco archeologico di Pranu Mutteddu con le sue numerose sepolture megalitiche del tipo a circolo ed i suoi circa sessanta Menhir.

Goni il più piccolo Comune della Provincia del Sud Sardegna Informazioni turistiche

Stemma del Comune di GoniUsciamo da Escalaplano verso sud e dopo meno di due chilometri ci immettiamo sulla SP13, che seguiamo verso sud est per cinque chilometri e mezzo, poi svoltiamo a destra sulla SP23 e, dopo nove chilometri in direzione ovest, entriamo a Goni (altezza metri 383, abitanti 555), piccolo e pittoresco borgo di pastori del Gerrei. È il più piccolo Comune della Provincia del Sud Sardegna. Si trova in un ambiente naturalistico ancora intatto, in una zona ricca di selvaggina che costituisce una buona base per le battute di caccia. Di particolare bellezza è la vallata dove scorre il Flumendosa, che separa il territorio comunale dai territori vicini. Il Comune di Goni nel 1928 viene aggregato al Comune di San Basilio, dal quale nel 1946 viene nuovamente separato.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo

In centro, in via Roma 20, si trova la Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo, assai recente. Il patrono del Comune è San Giacomo, che si festeggia l'ultima domenica luglio.

Visita dei dintorni di Goni

Nei dintorni di Goni sono stati portati alla luce i resti del parco archeologico di Pranu Mutteddu; dei Nuraghe semplice di Goni; ed anche del Nuraghl Stincoddi di tipologia indefinita.

Il parco archeologico di Pranu Mutteddu con numerose sepolture megalitiche e circa sessanta Menhir

Usciamo da Goni e, dopo due chilometri, prendiamo la SP23 per Silius, lungo la quale dopo meno di un chilometro troviamo il parco archeologico di Pranu Mutteddu. Il parco archeologico sorge su una vasta area, caratterizzata dalla presenza di numerose sepolture megalitiche del tipo a circolo e di circa sessanta Menhir, la maggior concentrazione di tutta la Sardegna. Le sepolture più caratteristiche sono del tipo a tumulo, in origine ricoperte da un tumulo di terra. Sono costruite con blocchi di pietra. Il muro perimetrale è a pianta circolare e spesso sono circondate da circoli più ampi. Le tombe sono formate da un atrio, un corridoio d'ingresso e una camera di forma quadrangolare. Ci sono però anche tombe del tipo Domus de Janas scavate nella roccia. La tomba più importante è la tomba II, che presenta elementi sia delle tombe a circoli che delle Domus de Janas. È realizzata con due enormi blocchi di pietra, scavati come le Domus de Janas, ai quali sono stati collegati altri blocchi più piccoli. La struttura è stata coperta da un tumulo di terra, circondata da cerchi di pietre, e davanti all'ingresso è stato posizionato un piccolo Menhir. Intorno è stato realizzato un ulteriore circolo, del diametro di circa 30-35 metri, con al centro un piccolo cerchio di pietre. A sud del grande cerchio c'è un rettangolo chiuso. La tomba IV viene chiamata la triade, perché davanti all'ingresso sono presenti tre Menhir. La tomba V, chiamata nuraxeddu, ha la camera di forma rettangolare costruita con blocchi di pietra squadrati di dimensioni medio-grandi. I 60 Menhir sono disposti in allineamenti, tra i quali il più importante è quello formato da venti Menhir; oppure a gruppi di tre, a coppie, o più raramente isolati. L'altezza di alcuni Menhir raggiunge a volte i due metri. Spesso si trovano davanti alle tombe. Le indagini archeologiche condotte negli anni '80 hanno portato a interpretare il sito come un'area sacra, ed hanno restituito numerosi reperti in gran parte riportabili alla Cultura di San Michele di Ozieri, che si è sviluppata secondo la cronologia calibrata tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo e secondo la datazione tradizionale tra il 3200 d il 2800 avanti Cristo.

Goni-Pranu Mutteddu: una vista del parco archeologico Pranu Mutteddu: l'allineamento di Menhir

 

 


Ballao con il Tempio a pozzo di Funtana Coberta

Da Goni ci rechiamo a Ballao che visitiamo con il suo centro nel quale si trova il Tempio a pozzo di Funtana Coberta ed i suoi dintorni.

Il paese Ballao Informazioni turistiche

Ballao-Stemma del comuneDa Goni torniamo indietro verso est sulla SP23 per nove chilometri, poi, dove questa incrocia la SP13, prendiamo a destra la SP22 che si dirige verso sud e che, in cinque chilometri, ci porta all'interno dell'abitato di Ballao (nome in lingua sarda Ballau, metri 98, abitanti 994), un significativo centro agricolo che aveva assunta un'rilevante importanza nell'epoca dell'occupazione romana, quando costituiva una postazione fortificata per la difesa dalle aggressioni degli abitanti del Gerrei, mai del tutto sottomessi. L'abitato di Ballao è situato ai limiti della Regione storica del Gerrei, accanto a un'ampia ansa del fiume Flumendosa.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena

Nel paese è possibile visitare, non lontano dal comune, la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, edificata in stile gotico aragonese. La cupola della parrocchiale è del sedicesimo secolo. Una campana è del 1581.

Visita dei dintorni di Ballao

Nei dintorni di Ballao sono stati portati alla luce i resti del Tempio a pozzo di Funtana Coberta; e dei Nuraghi Is Tancas, Siliqua, Su Nuraxi, Tradori, tutti di tipologia indefinita.

L'importante Tempio a pozzo di Funtana Coberta

Da Ballao prendiamo la strada per Escalaplano e, dopo 15 chilometri e mezzo, giriamo a sinistra seguendo l'indicazione per l'area archeologica di Funtana Coberta. L'area comprende un bellissimo Pozzo sacro, il Tempio a pozzo di Funtana Coberta, le cui strutture emergenti prendono la tipica forma di toppa di chiave, composta dall'atrio e dal pozzo, formato da una struttura esterna realizzata usando pietre di calcare compatto con uno spessore quasi costante, molto probabilmente ricavato dalla zona circostante. Ha la copertura a tholos, che si eleva sul livello del terreno per circa due metri, pianta circolare con due ante di lunghezza ineguale, che si prolungano formando un piccolo atrio con il pavimento lastricato, dove è tuttora visibile la pavimentazione originale. La scala che scende è composta da dodici gradini, che scende ben oltre l'attuale livello dell'acqua, coperta da solaio gradinato. Scendendo gli scalini si arriva alla cella ipogeica, alta oltre cinque metri e larga al fondo tre metri e mezzo. Sotto il piano della camera, nella pavimentazione di lastroni disposti a raggera, si apre la canna del pozzo scavato per circa cinque metri nella viva rocci, rivestita da trentaquattro filari di pietre, di un metro di larghezza che si riduce progressivamente. Nella cella semi interrata è presente la sorgente della fonte, ancora attiva ed abbondante, dalla quale deriva il nome dell'area archeologica di Funtana Coberta, ossia in lingua sarda del Pozzo Coperto. Le pareti della camera sono formati da blocchi di calcare compatto, di spessore quasi costante. All'altezza dell'architrave della porta d'ingresso, è presente un cerchio di pietre di spessore maggiore, quasi a significare un punto di particolare attenzione. Intorno al tempio si trovano i resti di locali in muratura, probabilmente funzionali ai riti che in esso si praticavano.

Ballao-Area archeologica di Funtana Coberta Ballao-Pozzo sacro di Funtana Coberta: ingresso Ballao-Pozzo sacro di Funtana Coberta: la tholos Ballao-Pozzo sacro di Funtana Coberta: la fonte ancora attiva Ballao-Area archeologica di Funtana Coberta: bronzetto nuragico rinventuro

Il Tempio a Pozzo sacro di Funtana Coberta è databile al dodicesimo secolo avanti Cristo ed è stato scavato nel 1918 da Antonio Taramelli, ma solo nel 1994 si è dato inizio a un programma di valorizzazione curato da Maria Rosaria Manunza, programma che prevedeva, tra l'altro, di effettuare studi più approfonditi sulla fontana e sull'area di pertinenza. Solo nel 2003 gli scavi hanno fatto rinvenire, sotto un primo strato dell'età romana repubblicana, elementi culturali che risultano nuragici, dato che sono stati rinvenuti vari frammenti di spade votive in bronzo e lingotti di oxhide. Oltre a tali reperti sono stati trovati frammenti di statuine votive, meglio noti come bronzetti nuragici, ossia una testa con elmo dotato di corna, l'orecchio di un animale, un piede con supporto. Tutt'intorno ancora oggi si prosegue con la campagna di scavo.

In alcuni Pozzi sacri, nei Solstizi o negli Equinozi si verifica il fenomeno della Luce dal foro apicale, per il quale il sole penetra nel pozzo dal foro presente alla sommità della tholos, e va a riflettersi in questo specialissimo specchio sacro. La teoria, inoltre, afferma che ogni diciotto anni e mezzo, nel momento della sua massima declinazione, sarebbe la luna a specchiarsi nell'acqua del pozzo, facendo filtrare la sua luce.

Ballao-Pozzo sacro di Funtana Coberta: il fenomeno del Solstizio d'estateAlcuni studiosi ritengono che i Pozzi sacri siano, in generale, frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l'orientamento astronomico. Uno spettacolo luminoso di grande efficacia si verifica il giorno del Solstizio d'estate, quando la luce del sole entra dal foro presente alla sommità della tholos e progressivamente scende fino a raggiunge, al mezzogiorno esatto, il livello dell'acqua presente all'interno del pozzo. Sarebbe stato, inoltre, accertato che l'apertura del pozzo permetterebbe il riflesso della luna alla sua massima declinazione, ogni diciotto anni e sei mesi, in occasione del lunistizio maggiore settentrionale, quando dal foro della tholos interrata penetrerebbe il suo raggio che, passando dal meridiano, si rifletterebbe sulla superficie del pozzo.

Il Tempio a pozzo di Funtana Coberta è diventato un caso internazionale

Il Pozzo sacro Funtana Coberta è diventato un caso internazionale dato che l'archeologa bulgara Dimitrina Džonova, nel 1983, ha rilevato sorprendenti analogie, in struttura e grandezza, con il tempio di Gǎrlo, borgo a trenta chilometri da Sofia, che sarebbe stato dedicato, secondo la studiosa bulgara, al dio sumero Enki, che, come Yahve, aveva considerato giusto creare il genere umano e, ancora, proteggerlo dal diluvio universale. Di questo tempio si parla in una intervista del professor Giovanni Ugas, archeologo dell'Università di Cagliari, che osserva come «la Mitova Zorova che ha studiato il pozzo di Giarlo si inserisce nella tradizione orientalista: secondo lei gli Shardana sarebbero arrivati in Sardegna dai Balcani, portando nell'isola i Templi a pozzo. In realtà si dovrebbe fare il discorso inverso perché in Bulgaria quello di Giarlo è l'unico Tempio a pozzo trovato, mentre in Sardegna i Templi a pozzo non sono un'eccezione ma un sistema e sono pienamente inseriti nel quadro della civiltà megalitica nuragica. C'è da dire che loro datano il tempio al XIV secolo ma io non sono assolutamente d'accordo con questa cronologia, non abbiamo materiale che ci conforti su questa cronologia alta, non abbiamo assolutamente elementi».

 

 


Armungia dove è nato Emilio Lussu

Da Ballao ci rechiamo ad Armungia dove è nato Emilio Lussu, che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Il paese Armungia Informazioni turistiche

Stemma del Comune di ArmungiaDa Ballao proseguiamo verso sud est lungo la SS387 del Gerrei e, dopo quattro chilometri, giriamo a destra sulla SP28 che, in cinque chilometri e mezzo, ci porta verso sud ovest ad Armungia (altezza metri 366, abitanti 598), centro che si estende nella parte nord orientale della Provincia del Sud Sardegna, a nord est dei monti Gerrei, sorge su un colle di 366 metri sul livello del mare, e le cui origini pare siano legate alla civiltà Fenicia. L'abitato di Armungia è circondato da fitti boschi e da una ricca vegetazione mediterranea, ed accoglie nel centro abitato un Nuraghe perfettamente conservato, il Nuraghe Armungia, che costituisce, assieme al Museo etnografico Sa Domu de Is Ainas, alla casa natale di Emilio Lussu ed alla Bottega del fabbro, il sistema museale del paese.

Ad Armungia è nato Emilio Lussu

Ad Armungia nel 1890 è nato Emilio Lussu,  scrittore, militare e politico italiano, fondatore del Partito Sardo d'Azione e del movimento Giustizia e Libertà, eletto più volte al Parlamento e due volte ministro.

Emilio LussuNel 1890 Armungia dà i natali a Emilio Lussu, che si laurea in giurisprudenza, ed, allo scoppio della grande guerra, si propone come interventista. È favorevole all'entrata in guerra contro l'Austria, con l'obiettivo di acquisire le terre irredente e di favorire la disgregazione dell'Impero, per raggiungere l'indipendenza delle nazioni non tedesche soggette al governo di Vienna. Partecipa alla grande guerra come capitano di fanteria nella Brigata Sassari. Rientrato in Sardegna nel 1919, partecipa nel '21 alla fondazione del Partito sardo d'Azione, che si propone a sinistra come fautore delle istanze delle classi proletarie, in un quadro di recupero della questione nazionale sarda. Eletto deputato nel '21 e nel '24, dopo il delitto Matteotti partecipa alla secessione aventiniana. Nel '26 è dichiarato decaduto dal mandato parlamentare e viene perseguitato dai fascisti. Quando ormai il fascismo sta imponendo la sua dittatura con lo scioglimento dei partiti e dei sindacati e l'abolizione della libertà di stampa, viene assalito nella sua casa di Cagliari da un gruppo di fascisti. Per difendersi spara un colpo di pistola contro uno squadrista e lo uccide. Arrestato, la magistratura cagliaritana, non ancora soggetta dal regime, lo assolve per legittima difesa. Viene però condannato in via amministrativa da una commissione fascista, in base alle leggi eccezionali volute da Mussolini, a cinque anni di deportazione a Lipari, dove incontra Carlo Rosselli e Fausto Nitti. I tre, con l'aiuto di Gioacchino Dolci e Paolo Fabbri, evadono in motoscafo nel luglio del '29 e raggiungono Parigi, dove da vita insieme ad altri antifascisti italiani, fra i quali Gaetano Salvemini e Carlo Rosselli, al movimento Giustizia e Libertà. Le vicende del decennio dal '19 al '29 sono riassunte nel libro autobiografico «Marcia su Roma e dintorni». Nel '36, a seguito dell'aggravarsi della malattia contratta in carcere, viene ricoverato in sanatorio in Svizzera, dove subisce un difficile intervento ai polmoni. Qui scrive la «Teoria della insurrezione», uno studio sulle caratteristiche della guerra partigiana, e, tra il '36 e il '37, scrive «Un anno sull'altopiano». Dopo l'assassinio di Carlo Rosselli nel '37, prende la guida del movimento, ed inizia il periodo della diplomazia clandestina, durante il quale tenta di proporre agli alleati un'azione per far crollare il regime fascista partendo dall'insurrezione della Sardegna. Murales a Orgosolo-Emilio Lussu: «Quanto avviene a Pratobello contro pastorizia et agricoltura est provocazione colonialista...»Rientra in Italia soltanto nel '43 ed aderisce al Partito d'Azione. Finita la guerra, entra a far parte nel '45 dal governo Parri e del successivo primo governo De Gasperi. Nel '46 viene eletto deputato all'Assemblea Costituente. Dopo lo scioglimento, nel '47, del Partito d'Azione entra nel Partito Socialista dove resta fino al '64, quando partecipa alla costituzione del Partito Socialista di Unità Proletaria. Muore a Roma nel 1975. Per conoscere l'opera di Emilio Lussu proponiamo i suoi volumi «Un anno sull'altopiano» e «Il cinghiale del Diavolo», l'unico testo della sua vasta attività pubblicistica al quale egli diede la definizione di racconto.

Il volume «Un anno sull'altopiano» di Emilio Lussu Il volume «Il cinghiale del Diavolo» di Emilio Lussu

Principali Feste e Sagre che si svolgono ad Armungia

Aritzo-Sfilata nel costumie tradizionale di ArmungiaAd Armungia è attiva l'Associazione Culturale Gruppo Folk Aremusa di Armungia, nelle cui esibizioni è possibile ammirare i costumi tradizionali del paese. Ad Armungia alla fine di maggio si svolge la Festa dell'Immacolata Concezione, che è la sua Festa patronale; alla fine della prima settimana di agosto si svolge la Sagra de su Pistoccu, durante la quale si può degustare il tipico e caratteristico pane di Armungia, dato che Su Pistoccu era un pane di uso giornaliero a lunga conservazione cotto due volte, che i pastori consumavano bagnandolo in acqua così da ammorbidirlo; Armungia si veste a Festa e alla fine della seconda settimana di settembre, quando è impegnata nella Festa in onore di San Sebastiano.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale dell'Immacolata

In centro si trova la Chiesa parrocchiale dell'Immacolata, secentesca. Custodisce al suo interno una campana del 1668, una pregevole fonte battesimale del 1706 e una collezione di argenti settecenteschi.

Il Museo Etnografico S'Omu de Is Ainas

Nel centro del paese possiamo visitare anche il Museo Etnografico S'Omu de Is Ainas, ossia la casa degli attrezzi. Nel Museo sono conservate le memorie della civiltà contadina.

All'interno dell'abitato si trova il Nuraghe semplice Armungia

Armungia ospita, all'interno del centro abitato, un Nuraghe perfettamente conservato. Il Nuraghe Armungia è situato di fianco al vecchio palazzo comunale. È un Nuraghe monotorre. Sulla parete sinistra della camera principale, a tre metri di altezza, si trova il vano scala, da dove parte la scalinata che porta al terrazzo. Data la notevole altezza da terra, probabilmente la scalinata si raggiungeva per mezzo di una scala di legno.

Visita dei dintorni di Armungia

Nei dintorni di Armungia sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Armungia e Scandariu; ed anche dei Nuraghi Cuil 'e Ois, Palas 'e Nuraxi, Perdu Schirru, Srebatzi, tutti di tipologia indefinita.

Il Santuario di Nostra Signora di Bonaria

Uscendo da Armungia, prima di imboccare la SP28 che si dirige verso Villasalto, si prende a sinistra la via Nostra Signora di Bonaria che, in trecento metri, ci porta sul colle omonimo, dove sorge su un basamento roccioso, a 468 metri di altezza, il Santuario di Nostra Signora di Bonaria. Le notizie storiche fanno risalire il suo impianto presumibilmente al 1893. Con un interno a navata unica, originariamente era dotata di campanile a vela. A seguito di alcuni interventi di ristrutturazione la Chiesa ha perso le sue caratteristiche tradizionali originarie.

Resti del Nuraghe semplice Scandariu

Prendendo la SP28 verso Villasalto, pochi chilometri dopo aver passato il Santuario della Madonna di Bonaria, sull'altopiano, a 518 metri di altezza, troviamo il Nuraghe Scandariu. È un grande Nuraghe monotorre, edificato in scisto, con un diametro interno di oltre dieci metri.

 

 


Villasalto

Da Armungia ci rechiamo a Villasalto che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

La cittadina Villasalto Informazioni turistiche

Stemma del Comune di VillasaltoDa Armungia proseguiamo sulla SP28 verso sud ovest per sette chilometri, e ci immettiamo sulla SP27 che, presa verso est, in quattro chilometri, ci porta a Villasalto (nome in lingua sarda Bidda Sartu, metri 502, abitanti 1.375), paese situato su un altopiano che collega il Gerrei con il Sarrabus, battuto dai venti, che si affaccia ad oriente sulla bellissima vallata del Flumendosa. Dalla cittadina si possono scorgere le vette del Gennargentu, da quella più vicina, vale a dire il monte Santa Vittoria di Esterzili, alla Punta La Marmora, fino alle cime dell'Ogliastra e fino al mare della costa orientale della Sardegna, che è raggiungibile in auto in pochi minuti.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

Il centro più antico di Villasalto si sviluppa attorno alla Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. Edificata nel '600 per sostituire la vecchia parrocchiale di Santa Barbara, è semplice nelle linee architettoniche e non presenta decorazioni o elementi elaborati. Sino alla seconda metà del secolo, il cortile attorno alla Chiesa, delimitato da un muro, veniva utilizzato come Cimitero di Villasalto.

La Chiesa di Santa Barbara

In paese si trova anche la Chiesa basilicale di Santa Barbara, di impianto romanico del dodicesimo secolo. È stata Chiesa parrocchiale fino al '600. La Chiesa è ricca di arredi sacri, e custodisce all'interno un importante Retablo raffigurante la Crocifissione del sedicesimo secolo, attribuito al pittore cagliaritano Antioco Mainas della scuola di Stampace.

Visita dei dintorni di Villasalto

Nei dintorni di Villasalto sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi Currulia, Pala Perdixi, Pranu Scandariu, Serra Madau, Serra Madau II, tutti di tipologia indefinita.

 

 


San Nicolò Gerrei con la foresta demaniale del Monte Genis

Da Armungia ci rechiamo a San Nicolò Gerrei che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trova la foresta demaniale del Monte Genis.

Il paese San Nicolò Gerrei Informazioni turistiche

Stemma del Comune di San Nicolò GerreiDa dove, provenendo da Armungia con la SP28, eravamo arrivati sulla la SP27, la prendiamo verso ovest e dopo sette chilometri arriviamo a San Nicolò Gerrei (nome in lingua sarda Pauli Gerrei, metri 365, abitanti 975), importante centro agricolo e pastorale considerato il capoluogo della Regione del Gerrei. che si stende a sud del Flumendosa, in un territorio montuoso ricco di altopiani. Si tratta di un caratteristico paese ad economia agropastorale, è stato anche un importante centro minerario. Nel 1863 viene cambiata la denominazione del Comune di Pauli Gerrei che diventa il Comune di San Nicolò Gerrei.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

Le due sculture dedicate a Salvatore Naitza nel centro dell'abitato

San Nicolò Gerrei ospita due bellissime sculture moderne dedicate allo storico dell'arte Salvatore Naitza, docente di Storia dell'Arte contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Cagliari, nato a San Nicolò Gerrei. Si può ammirare, in piazza Emilio Lussu, la scultura di Giovanni Campus, scultore nato a Olbia nel 1929, mentre un'opera di Pinuccio Sciola, lo scultore di San Sperate, si trova proprio in piazza Naitza.

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari

Il centro abitato di San Nicolò Gerrei sorge intorno alla Chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari. Sembra che la Chiesa sia stata costruita nel 1600, ed è dotata di due campanili.

Visita dei dintorni di San Nicolò Gerrei

Nei dintorni di San Nicolò Gerrei non sono stati portati alla luce resti archeologici particolamente significativi.

La foresta demaniale del Monte Genis

Da San Nicolò Gerrei prendiamo la SP14 per Dolianova, e dopo pochi chilometri troviamo una deviazione a sinistra. La strada, in parte asfaltata, in circa 10 chilometri ci porta al Monte Genis, un massiccio granitico alto 979 metri. La foresta demaniale del Monte Genis è formata da alberi diversi, come ontani, ginepri e carrubi, e sino a pochi decenni fa non erano rare l'erica, la ginestra, la felce, l'iris e la peonia. La fauna è rappresentata da martore, donnole, cervi e mufloni. Tra gli uccelli si trovano falchi, aquile reali, barbagi anni e upupe.

 

 


Silius con il Castello di Sassai

Da San Nicolò Gerrei ci rechiamo a Silius che visitiamo con il suo centro ed i dintorni dove si trova il Castello di Sassai.

Una deviazione alla cittadina Silius Informazioni turistiche

Stemma del Comune di SiliusDa San Nicolò Gerrei, la SP25 ci porta verso nord ovest in cinque chilometri a Silius (altezza metri 65, abitanti 1.398), Comune situato nella parte nord orientale della Provincia del Sud Sardegna, sui monti Gerrei, alle pendici del monte Ixi. L'abitato è raggiungibile tramite la SS387 del Gerrei, che scorre soltanto a sei chilometri di distanza. Il territorio nel quale sorge l'abitato è ancora oggi poco popolato, e presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono gli 830 metri di quota. Nella zona è presente una Miniera di fluorite e barite, una delle poche se non la sola miniera ancora in produzione della Regione sud orientale della Sardegna.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale dedicata alle Sante Felicita e Perpetua

Nel centro del paese, in via Parrocchia, si trova la Chiesa parrocchiale dedicata alle Sante Felicita e Perpetua, edificata verso il 1800. Presenta una facciata dal terminale a capanna. Il ligneo portale risulta circondato da una cornice in pietra, così come la sovrastante apertura finestrata. Sul fianco sinistro dell'edificio, si innalza il cupolato campanile a pianta quadrata. La struttura è spartita da modanate e aggettanti cornici marcapiano e alleggerita, in corrispondenza della cella campanaria, da monofore ad arco a tutto sesto. L'ampia aula interna risulta spartita in tre navate da archi a tutto sesto e caratterizzata da una copertura lignea.

Visita dei dintorni di Silius

Nei dintorni di Silius sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe Santu Damianu di tipologia indefinita.

Il Castello di Sassai

Dalla piazza del paese prendiamo a sinistra una nuova strada asfaltata, percorriamo circa quattro chilometri, e arriviamo ad uno spiazzo. Qui lasciamo l'auto e prendiamo un sentiero di trecento metri, attraverso il bosco di Padenti, sino ad arrivare sulla cima della collina al Castello di Sassai, detto anche Castello Orgugliosu. L'edificio fu costruito nel tredicesimo secolo dai Pisani. Espugnato verso il 1300 dai Giudici d'Arborea, passò poi sotto il dominio aragonese. Si possono vedere un torrione e i resti delle mura. Durante i recenti scavi, sono venuti alla luce una cisterna e un forno per il pane, ed ultimamente sono stati rinvenuti due ambienti sotterranei con il tetto a cupola e con anelli lungo il muro, forse utilizzati come prigioni.

Il rientro a Cagliari

Da Silius torniamo a San Nicolò Gerrei, da dove la SS387 del Gerrei ci porta, in sedici chilometri, a Sant'Andrea Frius. Da qui, dopo quindici chilometri, raggiungiamo Serdiana; dopo altri quattordici chilometri raggiungiamo Monserrato e dopo altri tredici chilometri rientriamo a Cagliari.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita del Campidano di Cagliari e ci recheremo a visitare Burcei con il suo centro ed i suoi dintorni dove vedremo la foresta demaniale del Rio Brabaisu.


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