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Muravera e la sua costiera dove si trova la Costa Rei, poi San Vito, Villaputzu, fino a raggiungere il Salto di Quirra

In questa tappa del nostro viaggio, concluderemo la visita della Regione storica del Sarrabus. Inizieramo con la visita di Muravera e della sua costiera, che comprende l'importante insediamento turistico della Costa Rei. Passato Capo Ferrato e lo Stagno Colostrai, ci recheremo quindi a visitare San Vito e Villaputzu, fino ad entare nella Regione storica della Quirra ed a raggiungere il Salto di Quirra.

Il Sarrabus nella Regione storica del Sarrabus-Gerrei

Il Sarrabus-GerreiIl Sarrabus-Gerrei è la Regione storica della Sardegna sud orientale che anticamente, come territorio, apparteneva al Giudicato di Càlari, alle Curatorie di Sarrabus, Colostrai e Gerrei. Il Sarrabus-Gerrei viene distinto nei due territori del Gerrei all'interno, caratterizzato dalla pastorizia, e del Sarrabus, verso la costa e verso sud, agricolo e turistico. Il territorio del Sarrabus confina a nord con il Salto di Quirra e il massiccio del Cardiga, a ovest con il Gerrei, a est con il mar Tirreno a sud con il massiccio di Sette Fratelli, il monte Arbu, il monte Minniminni e Capo Carbonara. I Comuni del territorio del Sarrabus sono Castiadas, Muravera, San Vito, Villaputzu e Villasimius. Burcei si trova ai confini del Campidano di Cagliari con il Sarrabus, per cui da alcuni viene indicato come appartenente a questa seconda Regione ma noi preferiamo attribuirlo alla prima. Il territorio è occupato da punte come il massiccio dei Sette Fratelli, dalle quali si arriva rapidamente, attraverso valli boschive, a quote al livello del mare o con scarpate scoscese o con spiagge, stagni, piccole pianure alluvionali nelle quali si incontrano anche numerosi stagni di varia grandezza tra i quali il più importante è quello di Colostrai.


Muravera con le spiagge della Costa Rei

Da Castiadas ci rechiamo a Muravera che visitiamo con il suo centro ed i dintorni nei quali si trovano i suoi siti archeologici e la famosa Costa Rei con le sue spiagge.

Lungo la strada da Castiadas verso Muravera

Dal centro di Castiadas, prendiamo la SP20 e la seguiamo verso nord est.

Da Castiadas la SP20 ci porta alla frazione Tuerra

Usciti da Castiadas sulla SP20, la seguiamo e, dopo aver percorso circa 13 chilometri, arriviamo a raggiungere la frazione Muravera denominata Tuerra.

La frazione Tuerra Informazioni turistiche

La frazione Tuerra (altezza metri 15, distanza circa 14,8 chilometri verso sud ovest) è costituita da due borgate. La prima si chiama Tuerra I e la si raggiunge percorsi sulla SP20 a dodici chilometri e mezzo da Castiadas, deviando a destra lungo la via dell'Erica. La seconda si chiama Tuerra II e ci si arriva dopo altri settecento metri sulla SP20, deviando a destra lungo la via undicesimo Settembre 2001.

Da Tuerra verso Muravera

Proseguendo dalla frazione Tuerra sulla SP20, arriviamo a Muravera in 14,3 chilometri. Dal centro di Castiadas al Municipio di Muravera abbiamo percorso 28,8 chilometri.

Da Castiadas direttamente a Muravera con la SS125 Orientale Sarda

Da Castiadas avemmo potuto prendere la via Centro verso sud est, che ci avrebbe portato sulla nuova SS125 Orientale Sarda, che, seguita verso nord est, ci avrebbe portato a Muravera in 26,9 chilometri.

La cittadina Muravera Informazioni turistiche

Muravera-Stemma del comuneDa Castiadas, presa la SS125 Orientale Sarda verso nord, dopo ventisei chilometri raggiungiamo Muravera (nome in lingua sarda Murera, metri 11, abitanti 4.674), il principale centro del Serrabus. È un grosso centro di villeggiatura circondato da agrumeti, nella zona di bonifica del fiume Flumendosa, il secondo fiume dell'Isola dopo il Tirso, assai povero d'acque ma ricco di canneti e di oleandri, soprattutto nella zona delle lagune verso la foce. Grazie alla presenza del fiume Flumendosa, è uno dei più rilevanti centri agricoli dell'Isola. Anche Muravera, come molte altre cittadine della Sardegna, da qualche anno comincia ad essere tappezzata di murales.

Muravera-Murales lungo le strade di Muravera Muravera-Murales lungo le strade di Muravera Muravera-Murales lungo le strade di Muravera Muravera-Murales lungo le strade di Muravera

Gruppi folk di Muravera

A Muravera è attiva l'Associazione Gruppo Folk Muraverese, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari

In piazza Chiesa, nel centro storico del paese, si trova la Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, edificata in stile gotico catalano nel quindicesimo e sedicesimo secolo. Al suo interno presenta una navata unica su cui si aprono le cappelle laterali, con il presbiterio avente forma quadrata. Le cappelle che si aprono sulla navata, due a destra e quattro a sinistra rispetto al portale d’ingresso, sorte nel secolo successivo, sono dedicate alla Vergine del Rosario, al Santissimo Crocifisso, a San Giovanni Battista e a Santa Lucia. La sua struttura è stata interessata da due importanti interventi di restauro, uno risalente alla fine del XVIII secolo, esattamente nel 1796, dal quale probabilmente deriva la conformazione attuale, il secondo, più recente, risale al 1993. La Chiesa attualmente propone ancora uno schema di derivazione catalano aragonese, la facciata mostra un prospetto a capanna, senza nessun ornamento, sovrasta il portale d’ingresso una finestra rettangolare dalla forma semplice e lineare. Sulla destra si erge la robusta torre campanaria del diciassettesimo secolo. La sua architettura a canna quadrata è di stile tardo gotico, suddivisa in tre ordini in cui, nel secondo, si aprono le finestre dove sono alloggiate le campane, mentre la parte terminale è ornata con dei merli.

La Chiesa di Santa Lucia

Nel centro storico di Muravera si trova la Chiesa di Santa Lucia, edificata nel sedicesimo secolo, che faceva parte in passato dell’antico villaggio di Petrera. Internamente è caratterizzata da una pianta rettangolare suddivisa in tre navate. La larga e bassa facciata bianca presenta un modesto portone in legno. Al centro del tetto a doppio spiovente è posto un piccolo campanile a vela ad una sola luce, con croce alla sommità e dotato di una campana in bronzo. Nelle pareti laterali si aprono due piccole finestre rettangolari.

La costiera di Muravera

Visitiamo ora la costiera di Muravera con le sue belle spiagge.

Tre VeleNel 2017 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele al comprensorio della costa sud orientale dell'Isola con la costiera di Muravera. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.

Nella Costa Rei Informazioni turistiche

Per recarci a visitare la costiera di Arzachena, riprendiamo il viaggio con la SP18 lungo la costa, lasciando il territorio di castiadas ed entrando in quello di Muravera. La SP18 ora corre all'interno, per una decina di chilometri, per poi ritornare in vista del mare all'altezza del villaggio situato in località Sant'Elmo. Qui prendiamo una deviazione sulla destra, che ci fa imboccare la strada panoramica della Costa Rei.

La frazione Monte Nai

Muravera: la lunga spiaggia della Costa ReiVerso nord, sotto il monte Nai, un colle di 238 metri di altezza, si trova la frazione Monte Nai (altezza metri 4, distanza circa 29,3 chilometri verso sud, abitanti circa 141), nella quale si troa l'ampio insediamento turistico della Costa Rei, che si sviluppa da qui fino a capo Ferrato. È lungo questo tratto di costa che si è sviluppato un vasto ed abbastanza disordinato insediamento, che comunque, grazie ai numerosi locali presenti, è diventato uno dei principali luoghi di villeggiatura, non solo per i numerosi turisti ma anche per i giovani Sardi. È formato da un gran numero di ville e villaggi, che non hanno tuttavia alterato eccessivamente lo splendido paesaggio. Nel tratto di strada che attraversa l'insediamento turistico, lasciando il tracciato principale, ossia la via Ichnusa, non è difficile individuare le varie deviazioni che conducono ad altrettanti parcheggi, posti a poca distanza, circa tre metri, dal lungo arenile. I parcheggi non sono molto ampi, e sono del tutto insufficienti nei periodi maggior affollamento.

La lunga spiaggia della Costa Rei

La spiaggia della Costa Rei è costituita da un arenile lungo oltre otto chilometri, che comprende la spiaggia di Marina Rei, e le successive spiaggia di Piscina Rei e spiaggia di Tziu Franciscu.

La spiaggia di Marina Rei

Il primo tratto dell'arenile, che confina a sud con la spiaggia delle Ginestre o spiaggia dello scoglio di Peppino, in territorio i Castiadas, ed a nord con la spiaggia di Piscina Rei, prende il nome di spiaggia di Marina Rei.

La spiaggia di Marina Rei è costituita da sabbia bianca o dorata fine, posta su un mare limpidissimo, verde e poco profondo. La spiaggia si caratterizza per la sua lunghezza, e per gli scogli poco distanti dalla riva, che in alcuni punti permettono di ammirare tutto il litorale. Molto affollata in alta stagione, soprattutto presso i posteggi e gli accessi, ed assai pulita, in essa sono presenti svariati servizi, tra cui alberghi, bar, ristoranti, negozi, noleggio ombrelloni, canoe e pattini.

Muravera: la spiaggia di Costa Rei Muravera: la spiaggia di Costa Rei Muravera: la spiaggia di Costa Rei Muravera: la spiaggia di Costa Rei Muravera-mare di Costa Rei Muravera-mare di Costa Rei Muravera-mare di Costa Rei

All'inizio della spiaggia della Costa Rei, a sud, adiacente alla spiaggia si trova il Campeggio di Capo Ferrato, dietro al quale si possono vedere i resti del Nuraghe Pranu di monte Nai, che si posiziona al confine fra i territori comunali di Castiada e di Muravera.

Dietro la spiaggia di Marina Rei si trova il Ristorante L'Escargot

Lungo la via Marco Polo, che costeggia la spiaggia di Marina Rei, si trova il Ristorante L'Escargot.

Una cucina di qualitàLungo la via Marco Polo che costeggia la spiaggia di Marina Rei, al civico numero 4, si trova l'importante Ristorante Escargot, un locale specializzato in cucina creativa in un ambiente in stile mediterraneo, che viene consigliato dalla Guida Michelin e che viene indicato con il Piatto Michelin per la sua cucina di qualità. Affacciato su una delle spiagge più belle dell'isola, il Ristorante si propone con una cucina creativa in cui si citano le migliori materie prime sarde come il pesce, il pecorino naturalmente, le paste tipiche, il bue rosso. La carta dei vini non è amplissima, ma è personale, concedendo la possibilità di assaggiare la quasi totalità di vini anche al bicchiere.

La spiaggia di Piscina Rei

Il settore centro settentrionale della spiaggia della Costa Rei, passato lo Stagno di Piscina Rei, prende il nome di spiaggia di Piscina Rei. Davanti a questo insediamento si estende il candido arenile.

La spiaggia di Piscina Rei è costituita da un arenile di sabbia bianca e dorata molto chiara e fine, che si affaccia su un mare verde azzurro, poco profondo. A differenza dalla spiaggia della Costa Rei, la spiaggia di Piscina Rei non è mai affollata, neanche in alta stagione, salvo che presso i posteggi ed i punti di accesso. Sono presenti alberghi, ristoranti, negozi, bar e servizi vari.

Muravera: la spiaggia di Piscina Rei Muravera: lo Stagno di Piscina Rei

Lo Stagno di Piscina Rei

Presso la spiaggia si trova il Campeggio Le Dune, di Piscina Rei. L'arenile è, inoltre, caratterizzata dalla presenza del retrostante Stagno di Piscina Rei, che è separato dal mare da una fascia dunosa, è frequentato dai fenicotteri fino a giugno, ed è sede di numerose specie di altri uccelli lacustri. Dopo lo stagno, nei pressi della grande duna vicino alla macchia mediterranea, c'è una zona con qualche presenza naturista.

La spiaggia di Tziu Franciscu Informazioni turistiche

L'ultimo tratto, il più settentrionale, della spiaggia della Costa Rei, prende il nome di spiaggia Ziu Franziscu, ed è accessibile con un breve tratto di sterrato non segnalato, ma individuabile perché ombreggiato da un filare di alti eucalipti.

La spiaggia di Tziu Franciscu è costituita da un arenile di sabbia bianca e dorata molto chiara e fine, che si affaccia su un mare verde azzurro, poco profondo. Non è mai affollata, neanche in alta stagione, salvo che presso i posteggi ed i punti di accesso.

Dietro la spiaggia si trova il Campeggio e village Tiliguerta, che era chiamato un tempo Campeggio di Porto Pirastu, con bar, ristoranti, negozi, beauty, trekking e diving.

Archeologia nei dintorni di Muravera

Nei dintorni di Muravera, soprattutto nella Costa Rei e più propriamente nel territorio che viene indicato come Piscina Rei, sono stati portati alla luce importanti complessi archeologici. Si tratta dei resti dei complessi megalitici di Piscina Rei e di Cuili Piras; delle Tombe di giganti Mitza Sa Granaccia I, Mitza Sa Granaccia II, Mont'Arbu, Monte Su Zippiri, S'Acqua Seccis; dei Nuraghi semplici Arrubiu, Baracca Su Entu, Bruncu Brailloi, Cann'e Frau, Garrabosu, Mitza Sa Granaccia, Monte Arrubiu, Monte Nai, Monte Ontroxiu, Monte Su Crobu, Monti Ferru, Mortus, Nicola Podda, Perdiaxiu, Pispisa, S'Ortu, Sa Iba de Ziu Franziscu, Sa Ridroxi, Scalas, Su Sciusciu; dei Nuraghi complessi Acqua Seccis, Don Giovanni, Figu Niedda, Mannu, Murtas, Piscareddu, Portu Pirastu, Tersilia; ed anche dei Nuraghi Baccu di Monte Nai, Bruncu Su Predi, Bruncu Tittionaxiu, Corritta, Costa Sa Perdera, Cuili Senni, Giordi, Mannu II, Marongiu, Monte Nai II, Monte Su Zippiri, Mumosa, Orcu, Ponzianu, Puncilioni, Riu Molas, Sa Spadula, Santa Matta, Su Braccu, Su Cunventu, Su Nuraxi, tutti di tipologia indefinita; dove si trova adesso la Chiesa di Santa Lucia sono state trovate tracce del Nuraghe Su Nuraxi Santa Lucia che è stato però completamente distrutto.

Il complesso megalitico di Piscina Rei

Muravera-complesso megalitico di Piscina ReiPrima di tornare sulla SP18, a duecento metri dal litorale, possiamo andare a visitare il complesso megalitico di Piscina Rei. Per arrivarsi, dal villaggio turistico di Costa Rei prendiamo la via Ichnusa sino al centro commerciale, poco dopo svoltiamo a destra in una strada bianca seguendo le indicazioni per il Campeggio di Piscina Rei. Arrivati in prossimità del campeggio, il complesso megalitico si trova sulla sinistra, al di là di un canale prosciugato. Il complesso megalitico, completamente recintato, è formato da un allineamento di 22 Menhir di granito risalenti al 5000 avanti Cristo. Sono disposti in aggregati, di cui cinque sono ancora nella posizione originale, mentre gli altri sono stati rimessi in posizione eretta durante i lavori del cantiere archeologico. Purtroppo i Menhir non sono tutti visibili a causa della vegetazione. La particolarità di questo sito archeologico è la presenza di un blocco di granito, probabilmente utilizzato con funzioni di area sacrificale, data la presenza di una cavità idonea alla raccolta di liquidi. I Menhir sono disposti secondo le diverse posizioni astrali, e da ciò si ritiene probabile che potessero essere utilizzati come un calendario astronomico di pietra.

Il complesso megalitico di Cuili Piras

Muravera-complesso megalitico di Cuili PirasNella zona sono presenti anche altri complessi megalitici, tra i quali il complesso megalitico di Cuili Piras, che si trova molto più a nord ed all'interno, in località Cuili Piras, vicino alla strada Provinciale che conduce alla zona turistica di monte Nai, all'interno della proprietà del signor De Murtas. Il sito però non è facilmente raggiungibili poiche mancano le indicazioni. Il complesso megalitico si trova in buone condizioni ed è composto da 53 Menhir formati da lastre di granito, disposti in aggregati di tre o quattro o cinque elementi, è costituito da tre gruppi distinti. Il primo gruppo è costituito da 29 Menhir, i più bassi di tutto il complesso. I Menhir si trovano nella posizione ortostatica originale, e si sviluppano in posizione centrale. Il secondo gruppo è formato da 22 Menhir, disposti in linea retta, che si trova più a nord rispetto al primo. Alcuni dei Menhir, in seguito ai lavori del cantiere archeologico, sono stati rimessi nella loro posizione eretta originale. Il terzo gruppo è composto da solo tre Menhir isolati, che si trovano poco distanti dal primo gruppo ed a sud del secondo gruppo di Menhir. I Menhir, posti tra loro in correlazione, forniscono degli allineamenti e delle distanze angolari rispetto al nord astronomico, tali da rendere utilizzabile il complesso come una bussola goniometrica, certo rudimentale, ma di grande efficacia. All'epoca era l'unica soluzione tecnica con cui si potesse determinare, mettendo in correlazione le posizioni originate dal sorgere del sole e della luna, con gli allineamenti originati dai Menhir, l'inizio dei cicli stagionali e soprattutto per le eclissi solari e lunari. Utilizzati come calendario astronomico di pietra, estremamente preciso, ed anche per altri scopi religiosi, il complesso megalitico, per la particolare posizione e per la distanza con la quale sono collocati i Menhir, presenta una similitudine con il famoso complesso megalitico di Stonehenge.

Proseguendo lungo la costa del promontorio di Capo Ferrato

Ripresa la SP18 e superato il Campeggio e village Tiliguerta, che era chiamato un tempo Campeggio di Porto Pirastu, e la pizzeria Capo Ferrato, arriviamo a uno sterrato, da dove si può raggiungere il promontorio di Porto Pirastu, che costituisce il confine settentrionale della Costa Rei, un promontorio caratterizzato dalle molte piccole insenature.

La frazione Capo Ferrato

Sul promontorio si trova la frazione Capo Ferrato (altezza metri 8, distanza circa 30 chilometri verso sud est, abitanti circa 21), l'ultimo borgo di Muravera situato sul promontorio.

Sulla costa meridionale del promontorio di Capo Ferrato si trova la spiaggia di Capo Ferrato

Superato il piccolo borgo di Capo Ferrato, prendiamo sulla destra una strada sterrata, accessibile attraverso una sbarra colorata, che ci fa raggiungere la spiaggia di Capo Ferrato.

La spiaggia di Capo Ferrato, si trova subito più a nord rispetto alle spiagge della Costa Rei, ed, in particolare, confina con la spiaggia di Tziu Franciscu. Il suo arenile è caratterizzato dalla presenza di sabbia bianco dorata finissima, e si specchia in un bellissimo mare dai colori tra il verde smeraldo e il turchese, dal fondale sabbioso poco profondo. La spiaggia è delimitata a nord da una scogliera, che termina con rocce levigate sino in mare, mentre, alle sue spalle, almeno parzialmente, si trova un muro roccioso sovrastato da macchia mediterranea, che la protegge. Scarsamente frequentata anche nei mesi estivi, non sono presenti servizi in questa spiaggia.

Sul promontorio che chiude a nord la spiaggia, si trova il Nuraghe di Porto Pirastu. Le acque di fronte alla spiaggia, oltre che da una bellissima flora e fauna, sono arricchite dalla presenza di numerosi relitti, che si possono far risalire alle due guerre mondiali.

L'insenatura di Porto Pirastu con la sua spiaggia

La spiaggia di Porto Pirastu si raggiunge seguendo le indicazioni. Superato il piccolo borgo di Capo Ferrato e passata la deviazione per la spiaggia di Capo Ferrato, arriviamo a un bivio, nel quale la strada principale prosegue a sinistra, andando verso nord. Prendiamo, invece, la stradicciola sulla destra, che seghue la costa, e, in prossimità di una curva, incrociamo una strada sterrata che conduce alla spiaggia. Vi e un altro accesso, sempre su di una strada sterrata, che si incontra subito dopo.

Passato il promonotrio che chiude a nord la spiaggia di Capo Ferrato, in una piccola baia, nel tratto a sud del promontorio di Capo Ferrato, si trova e la piccola spiaggia di Porto Pirastu. Costituita da un arenile composto da sabbia finissima e di un colore bianco avorio, si affaccia su un mare dai bellissimi colori tra il verde smeraldo e il turchese, con un fondale basso e con la presenza di scogli, che rendono il paesaggio suggestivo. La spiaggia, riparata alle spalle dalla macchia mediterranea, e dalla scogliera che la delimita anche alle sue due estremità, è ben protetta dai venti. Scarsamente frequentata anche nei mesi estivi, non sono presenti servizi in questa spiaggia.

La spiaggia di Perda S'Acchilloni

Seguiamo le indicazioni per la spiaggia di Porto Pirastu, e passiamo dal secondo accesso. Procediamo lungo la strada sterrata, sempre dritti, sino a trovare un altro incrocio, nel quale prendiamo a destra, ed arriviamo ai parcheggi a ridosso della spiaggia di Perda S'Acchilloni.

La spiaggia di Perda S'Acchilloni ha una forma ad arco, circondata dalla natura incontaminata e da basse scogliere, che terminano in mare. È costituita da un arenile, formato da sabbia mista a ciottoli, che si affaccia su un mare tra il verde e l'azzurro con un fondale misto, sabbioso e ciottoloso, di bassa profondità. Scarsamente frequentata anche nei mesi estivi e ben riparata dal vento, non sono presenti servizi in questa spiaggia.

Alle spalle della spiaggia, oltre il parcheggio, si sviluppa la bella pineta di Capo Ferrato, che offre un sicuro riparo dal sole e dal caldo.

Nel lato settentrionale del promontorio di Capo Ferrato si trova la Cala Sa Figu con la sua spiaggia

Muravera-Capo FerratoProseguendo oltre la spiaggia di Perda S'Acchilloni, la strada sterrata arriva a un bivio, dove, prendendo a destra, arriviamo all'estremo del promontorio di Capo Ferrato, sul quale si trova il faro di Capo Ferrato. Prendendo, invece, a sinistra, passata la deviazione verso Capo Ferrato, la strada bianca ci porta sul lato settentrionale del promontorio, alla Cala Sa Figu. Dalla strada è visibile l'insenatura, dotata di piccolo parcheggio, nella quale si trova la spiaggia di Cala Sa Figu, che si raggiunge a piedi. L'insenatura è caratterizzata da numerose scogliere, e delimitata dal promontorio di Capo Ferrato, sul quale si trova l'omonimo faro, in un'area di fitta vegetazione che giunge fino all'arenile.

La struttura della spiaggia di Cala Sa Figu è costituita da diverse piccole calette, una a ridosso dell'altra, che garantiscono anche la privacy dei bagnanti, e favoriscono l'accesso di quanti amano spostarsi con imbarcazioni da diporto. La spiaggia ha un fondo di sabbia bianca finissima, soffice al tatto, e si affaccia su un mare cristallino di un bellissimo azzurro, caratterizzato da un fondale basso e sabbioso, che rende sicuro il gioco dei bambini. Per la sua posizione, risulta battuta dai venti, che la rendono una meta ideale per i surfisti, ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea. Scarsamente frequentata anche nei mesi estivi, non sono presenti servizi in questa spiaggia.

La Cala de S'Illixi con la sua spiaggia

Passata la deviazione verso Cala Sa Figu, la strada bianca ci porta sul lato nord del promontorio di Capo Ferrato. Dopo un lungo tratto di curve e tornanti che sembra non finire mai, arriviamo a una breve deviazione sulla destra, che ci porta alla Cala de S'Illixi, nella quale si trova la spiaggia di Cala de S'Illixi, dal nome della località.

La spiaggia di Cala de S'Illixi e formata da alcune piccole insenature, separate tra loro da alcune rocce che proseguono in acqua. L'arenile è costituito da sabbia di colore bianco, finissima e morbida, affacciato su un mare, caratterizzato da bellissimi colori tendenti all'azzurro chiaro e al turchese, dal fondale basso e sabbioso. La spiaggia, segnata al centro da un curioso scoglio, è caratterizzata dalla presenza di piccoli rilievi ricoperti di macchia mediterranea, mentre sulla sinistra termina in una grande scogliera nella quale si trovano spettacolari anfratti, nei quali il mare assume dei colori spettacolari grazie al fondale roccioso. La spiaggia, riparata dal vento e mai eccessivamente affollata, è, però, meta di surfisti, in quanto più al largo è possibile sfruttare il vento che soffia nella zona. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La piccola Cala Feraxi

Da Cala de S'Illixi, una stradina verso nord ovest ci riporta sulla strada principale, che avevamo lasciato dopo il borgo di Capo Ferrato, a un bivio, nel quale questa strada è proseguita verso nord con un lungo tratto di curve e tornanti che sembra non finire mai. Ora lasciamo la strada sterrata costiera e ci immettiamo di nuovo su questa strada principale. Subito più avanti, giriamo a destra alla prima occasione, in direzione della piccola Cala Feraxi, una piccola cala, posta tra la lunga spiaggia di Feraxi e Cala de S'Illixi.

Nella piccola Cala Feraxi, si trova la spiaggia di Cala Feraxi, formata da sabbia bianco dorata, fine e morbida, che si affaccia su un mare dal fondale basso e sabbioso, che assume diverse colorazioni tra il verde e il turchese. La spiaggia è letteralmente circondata dalla scogliera, sulla quale si sviluppa rigogliosa e incontaminata la macchia mediterranea, dai colori e profumi straordinari. Si tratta di un piccolo angolo di paradiso, scarsamente frequentato, e nel quale non sono presenti servizi.

Proseguendo lungo la costa a nord di Muravera

Dopo la deviazione lungo la costa del promontorio di Capo Ferrato, riprendiamo la strada interna, che collega il borgo di Capo Ferrato con lo Stagno di Feraxi.

La Torre di Capo Ferrato

Per raggiungere la Torre di Capo Ferrato, nota anche come Torre del Monte Ferru, occorre procedere lungo questa strada interna, alla cui sinistra si trova il Monte Ferru, che raggiunge un'altezza massima di trecento metri, sulla cui sommità si trova la torre, che dista circa due chilometri in linea d'aria dalla costa. Lungo la strada, occorre lasciare l'auto alle falde del monte, e camminare in salita per circa un'ora e mezza in modo non particolarmente agevole, percorrendo intricati sentieri nascosti fra la fitta vegetazione. La torre, edificata in periodo spagnolo, probabilmente nel 1639, è costituita da pietre in granito ed è coperta da una volta a cupola, e contiene una cisterna, ricavata sotto la pavimentazione.

La spiaggia di Feraxi

Ritornati sulla strada principale, arriviamo a una breve deviazione sulla destra che ci porta alla spiaggia Feraxi, una tra le più belle spiagge dell'Isola, rimasta intatta anche per le difficoltà che si incontrano a raggiungerla. Questa è solo la prima deviazione, dato che poi, presa la strada costiera, se ne trovano molte altre, che portano tutte alla lunga spiaggia. È senz'altro, comunque, più comodo arrivarci da nord.

La spiaggia di Feraxi è una lunga spiaggia, di circa due chilometri e mezzo, delimitata a sud da una piccola scogliera che la separa da Cala Feraxi, mentre a nord termina sul molo della peschiera, che domina il paesaggio restrostante la spiaggia, oltre le alte dune di sabbia ricoperte dalla fitta vegetazione. Il litorale è caratterizzato da sabbia bianca avorio, finissima e morbida al tatto, e si affaccia su un mare cristallino dai colori tenui, che variano tra il verde smeraldo e l'azzurro, con un fondale basso e sabbioso. La spiaggia di Feraxi, seppure piuttosto riparata dal vento, più al largo e spesso battuta dal vento, diventando meta degli amanti di kyte e wind surf. Sulla spiaggia è presente un punto ristoro, con la possibilità di noleggiare ombrelloni, lettini e pedalò. La spiaggia è immersa in una natura interessante, caratterizzata dai vasti stagni, subito a nord ed alle spalle dell'arenile.

Muravera-Verso la spiaggia Feraxi Muravera: la spiaggia Feraxi Muravera: la spiaggia Feraxi Muravera: la spiaggia Feraxi

Grazie alla sua conformazione, e una spiaggia molto tranquilla e scarsamente frequentata, ed è stata meta, in passato, degli amanti del naturismo. Attualmente si sta rivalutando la possibilità di riservare un piccolo lembo di spiaggia ai nudisti.

Lo Stagno laguna di Feraxi

Dietro la spiaggia di Feraxi, si trova, infatti, il grande Stagno laguna di Feraxi, uno dei più suggestivi ambienti palustri della Sardegna, ricco dii numerosi uccelli palustri. Il bacino di Feraxi è alimentato dal Rio Picocca, che scorre subito a nord, e, per effetto dell'apertura della bocca a mare, può essere attualmente considerato una laguna, le cui acque mostrano un grado di salinità variabile in funzione degli apporti degli immissari fluviali e marini, si tratta, comunque, di una salinità relativamente elevata. Le acque dello Stagno di Feraxi si possono definire oligotrofiche, cioè assai povere di componenti nutrizionali, dato che sono praticamente inesistenti gli apporti di inquinanti di origine agricola o zootecnica. Il paesaggio vegetale è caratterizzato da un'associazione di piante che crescono in acque e suoli salmastri, con un profondo legame di interdipendenza, costituendo una formazione vegetale con precisi caratteri insediativi ed evolutivi. Lo Stagno laguna di Feraxi costituisce anche un'area per la sosta e per la riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario. All'estremo nord dello stagno, molto pescoso, si trova la Peschiera di Feraxi, la cui foce a mare è protetta da un molo. La Peschiera si estende su un'area di 70 ettari, ed in essa vengono allevate diverse specie di pesci, e la pesca è praticata sia con impianti fissi, che con reti da posta, bertovelli e tremagli, per la cattura di pesce pregiato e di muggini.

L'area umida costituita dalla foce del Rio Picocca

Proseguendo, la strada ci porta a costeggiare lo Stagno Feraxi. Più avanti, arriviamo all'area umida costituita dalla foce del Rio Picocca. L'attuale configurazione morfologica del territorio, comprendente gli stagni di Feraxi e dei Colostrai, oltre che della fove del Rio Picocca, è il risultato anche dell'azione dell'uomo, che ha modificato sostanzialmente la circolazione idrica di superfe, oltre che i flussi idrici da e verso il mare. Il Rio Picocca, ed il suo principale affluente, il Rio Corr'e Pruna, sono stati, infatti, deviati, verso la fine degli anni '40 del Novecento, per consentire la bonifica dell'area di Corr'e Pruna, determinando così la sommersione della depressione di retrospiaggia di Colostrai. Ed in seguito, visto il forte apporto di detriti dei due corsi d'acqua, che ostruiva il flusso idrico da e verso il mare, si è resa necessaria, la costruzione di opere in scogliera, che hanno reso permanenti le bocche a mare dei due stagni. Particolare importanza riveste, infine, il sistema di canali attivi e inattivi, che costituiscono la bassa piana alluvionale del Rio Picocca. Anche quest'area umida costituita dalla foce del Rio Picocca rappresenta un'area per la sosta e per la riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario.

Lo Stagno laguna dei Colostrai

Più avanti, passata la foce del Rio Picocca, in località Colostrai, troviamo il grande Stagno laguna dei Colostrai, con una superficie di 270 ettari, che, collegato con il più meridionale Stagno di Feraxi, offre un ulteriore e notevole motivo di visita, per l'avifauna palustre che lo frequenta. Qui abbiamo visto, sia pure da lontano, anche numerosissimi fenicotteri rosa che vi hanno trovato un ambiente ideale per la loro sopravvivenza. Alimentato anch'esso dal Rio Picocca, che scorre subito a sud, anche il bacino dei Colostrai, per effetto dell'apertura della bocca a mare, può essere attualmente considerato una laguna, le cui acque mostrano un grado di salinità variabile in funzione degli apporti degli immissari fluviali e marini. Le acque dello Stagno dei Colostrai si possono definire mesotrofiche, sia per quanto riguarda il livello di nutrienti e clorofilla, sia per il contenuto di biomassa algale. Lo Stagno laguna dei Colostrai, costituisce anche un'area per la sosta e per la riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario, ed è stato dichiarato Riserva Naturale della Sardegna. Anche questo stagno, molto pescoso, si affaccia sul mare con la Peschiera di Colostrai, la cui foce a mare è protetta da un molo, dove vengono allevate diverse specie di pesci, e la pesca è praticata sia con impianti fissi, che con reti da posta, bertovelli e tremagli, per la cattura di pesce pregiato e di muggini.

La spiaggia di Colostrai e Cristolaxeddu Informazioni turistiche

Più avanti troviamo le indicazioni che ci portano verso il mare, il primo incrocio a destra conduce ai parcheggi della spiaggia di Colostrai, mentre, se si procede dritti, dopo circa settecento metri arriviamo all'incrocio che indica la spiaggia di Cristolaxeddu.

La spiaggia di Colostrai e la spiaggia Cristolaxedu sono costituite da un arenile di grandi dimensioni, lungo circa due chilometri. Pur formando un unico arenile, la parte nord della spiaggia e quella chiamata Cristolaxeddu, mentre la parte sud e quella di Colostrai. L'arenile è costituito da sabbia bianchissima molto fine e morbida, ed affacciato su uno spettacolare mare dal colore tendente al turchese e all'azzurro con un fondale basso e sabbioso. Non è mai affollata, neanche in alta stagione, salvo che presso i posteggi ed i punti di accesso. Sono presentipresenti vari punti di ristoro, possibilità di affittare ombrelloni, sdrai, lettini e pedalò, e, nelle vicinanze, sono presenti anche alberghi, camping, ristoranti e bar. A nord la spiaggia confina con un promontorio ricoperto da fitta vegetazione, qualche casa e dominato dalla torre Salinas, mentre a sud termina con il Braccio della Peschiera di Colostrai. La spiaggia è immersa in una natura interessante, caratterizzata dai vasti stagni, subito a sud ed alle spalle dell'arenile, ed alle spalle della spiaggia si trova il villaggio turistico, oltre ad una rigogliosa vegetazione.

Da Colostrai, la strada si immette sulla SS125 Orientale Sarda, proveniente da Cagliari e diretta verso Muravera, subito dopo San Priamo.

Lo Stagno delle Saline

Seguiamo la SS125 Orientale Sarda verso nord, ed usciamo alla deviazione per San Priamo, dove prendiamo verso nord est. Lungo la strada, sulla destra, appare lo Stagno delle Saline, dell'ampiezza di circa 110 ettari, nel quale si trovano numerose specie di uccelli, che comprendono i fenicotteri rosa, le garzette, gli aironi bianchi e cinerini, i cormorani, i polli sultani, i falchi di palude, ed i cavalieri d'Italia.

torre Salinas con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Lo Stagno delle Saline è dominato da un fabbricato di colore rosso, lo passiamo e svoltiamo sul tratto asfaltato, che ci porta a raggiungere la spiaggia di Torre delle Saline o spiaggia di torre Salinas, lasciandosi sulla destra, ossia verso sud, il bivio per la contigua spiaggia di Colostrai.

Da qui si accede alla spiaggia di Torre delle Saline, o di torre Salinas, che prende il nome dalla salina naturale, ed a sua protezione svetta la torre recentemente ristrutturata. L'arenile è costituito da sabbia grigia scura e fine, e si affaccia su un mare verde e profondo. La spiaggia è poco affollata, anche in alta stagione, salvo che presso il posteggio.

La Torre delle Saline

La Torre delle Saline, chiamata anche torre Salinas, domina la spiaggia di torre Salinas, a metri 48 di altezza, e da questa si raggiunge con una camminata di circa 15 minuti. Si ritiene sia stata edificata probabilmente intorno al 1720, ha però una struttura quadrata, unica tra tutte le torri costiere della Sardegna, che potrebbe far risalire la sua prima costruzione al periodo medievale. Realizzata in pietrame granitico, con un solaio in travi di ginepro, la torre è stata recentemente ristrutturata.

La spiaggia di Capo Picci, nota anche come spiaggia di Sa Quazzighedda

Dal centro del paese chiamato Muravera, prendiamo, verso sud est, la via Roma, che ci porta fuori dal paese. Appena usciti dal paese, troviamo un incrocio ben segnalato indicante la Chiesa di San Giovanni e la spiaggia di San Giovanni. Seguiamo l'indicazione, e svoltiamo, poco dopo, a destra, nella piccola stradina costeggiata da eucalipti. Proseguiamo dritti, finche la strada diventa sterrata, manteniamo la sinistra, sino a trovare l'incrocio che conduce alla spiaggia.

La spiaggia di Capo Picci, conosciuta anche con il nome di spiaggia di Sa Quazzighedda, è una porzione di spiaggia situata tra la spiaggia di torre Salinas e la spiaggia di San Giovanni di Muravera. Caratterizzata da un largo arenile con sabbia bianco ambra, si affaccia su un mare dal fondale sabbioso e basso, dai colori tipici per il mare del Sarrabus, ovvero tra il verde e l'azzurro. date le difficoltà di accesso, non e molto frequentata, nemmeno in alta stagione. Nelle immediate vicinanze, sono presenti punti ristoro, bar, ristoranti e pizzerie.

Alle spalle della spiaggia, oltre le piccole dune, scorre il piccolo rigagnolo che porta alla Peschiera di San Giovanni.

La spiaggia di San Giovanni di Muravera, con la spiaggia di Corr'e Bois

Dal centro del paese chiamato Muravera, prendiamo, verso sud est, la via Roma, che è il nome che assume all'interno dell'abitato la SS125 Orientale Sarda e che ci porta fuori dal paese. Appena usciti dal paese, percorsi circa tre chilometri, troviamo un incrocio ben segnalato, chiamato bivio di San Giovanni, indicante sulla sinistra la Chiesa di San Giovanni e la spiaggia di San Giovanni. Seguiamo l'indicazione, e procediamo sempre dritti sulla Strada Vicinale che porta dalla località San Giovanni alla Peschiera, seguendo il naturale percorso della strada, sino ad arrivarem superato il ponte sul Flumini Becciu, all'area di sosta.

La spiaggia di San Giovanni di Muravera, di grandi dimensioni, è caratterizzata da un litorale costituito da sabbia grigia chiara e fine, che si affaccia su un mare verde e profondo. La spiaggia, ornata di grandi palme che rendono il paesaggio pseudo californiano, data l'ampiezza del litorale, è poco affollata, anche in alta stagione, salvo che presso i posteggi ed i punti di accesso. La spiaggia di San Giovanni è una delle spiagge più frequentate di questo tratto di costa, dai praticanti di sport acquatici. Alle spalle della spiaggia di sabbia si trovano grandi eucaliptus. Sulla spiaggia c'è un Ristorante ed un punto servizi, e, nelle vicinanze, sono presenti bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari.

La spiaggia di San Giovanni e chiusa, a nord, dalla Peschiera di San Giovanni, nella quale vengono allevati e pescati muggini e anguille tra le più pregiate della Sardegna, ma anche cozze e vongole.

La Chiesa di San Giovanni

Prima della peschiera, leggermente all'interno, si trova la Chiesa di San Giovanni, situata a circa quattro chilometri da Muravera. Per raggiungerla, superato il bivio di San Giovanni che conduce all'omonima marina, percorsi circa 120 metri, occorre girare a sinistra e percorrere la Strada Vicinale, dopo circa quattrocento metri si scorge immersa nel verde la Chiesetta campestre.

La Torre dei Dieci Cavalli

La Torre dei Dieci Cavalli, chiamata dagli Spagnoli Torre de la Puerta o Torre della Porta, si trova in località San Giovanni, a quota 13 metri, ed è segnalata poco prima di arrivare alla spiaggia. Per raggiungerla, superato il bivio di San Giovanni che conduce all'omonima marina, percorsi circa 120 metri, occorre girare a destra e percorrere la Strada Vicinale, dopo circa quattrocento metri si scorge la struttura della torre. Edificata in epoca spagnola, probabilmente nel 1720, ha una volta a cupola, ed è stata ristrutturata e si trova in ottime condizioni. Il suo nome di Torre dei Dieci Cavalli deriva dal fatto che era costantemente presidiata da dieci guardie a cavallo, sempre pronte ad avvisare le popolazioni limitrofe dell'arrivo dei pirati Saraceni, armati di fucili da posta e dotati di uno spingardo sistemato a circa dieci metri dal suolo. È chiamata anche Torre della Porta perché ha una caratteristica che la rende unica, dato che il corpo cilindrico è stato eretto su un basamento, voltato con archi, e provvisto di una porta attraverso la quale passava la Strada reale e si accedeva a Muravera.

La spiaggia di Corr'e Bois

Non ci sono accessi diretti a questa spiaggia. Per raggiungerla, arrivando da Cagliari con la SS125 Orientale Sarda, prendiamo l'uscita per Muravera, e procediamo in direzione di Villaputzu. Poco prima del ponte sul Flumendosa, sulla destra si trova una stradina sterrata, che percorriamo per circa cinque chilometri, arrivando all'area di sosta in prossimità della spiaggia di Corr'e Bois.

La spiaggia di spiaggia di Corr'e Bois è la prosecuzione verso nord della spiaggia di San Giovanni di Muravera, ed inizia appena passata la Peschiera di San Giovanni, e poi prosegue, in territorio di Villaputzu, con la spiaggia di Foxi de Sa Carina, che descriveremo più avanti. É anch'essa è caratterizzata da sabbia grigia chiara e fine, che si affaccia su un mare verde e profondo. La spiaggia, data l'ampiezza del litorale, è poco affollata, anche in alta stagione. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

 

 


San Vito

Da Muravera si rechiamo a San Vito che visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni.

Una deviazione alla cittadina San Vito Informazioni turistiche

San Vito-Stemma del comuneUsciti da Muravera, riprendiamo la SS125 Orientale Sarda verso sud. Dopo due chilometri svoltiamo a sinistra sulla SS387 del Gerrei, che verso nord ovest, in tre chilometri e mezzo, ci porta a San Vito (nome in lingua sarda Santu 'Idu, metri 13, abitanti 3.941), borgo agricolo e pastorale nella bassa valle del fiume Flumendosa. È grazioso ed in bella posizione, anche se distante sette chilometri dal mare, situato in una piana ai piedi della Serra Matta de Abramu. Il suo territorio è occupato dal monte del Sarrabus e dal monte dei Sette Fratelli, che caratterizzano il paesaggio. La fertilità del terreno ha favorito un'intensa coltivazione di agrumi, e la vicinanza con la costa ha incentivato fortemente il turismo.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Vito

Nel centro del paese troviamo la Chiesa parrocchiale di San Vito. Edificata nel 1761, ha una facciata con due torri diseguali. Il campanile è stato costruito insieme alla Chiesa, mentre la torre con l'orologio è stata costruita nel 1840.

La Chiesa di San Lussorio

Nella parte alta del paese troviamo la Chiesa medievale di San Lussorio. Presenta una semplice facciata, sormontata da un campanile a vela con doppia campana. È stata ristrutturata recentemente.

San Vito: la Chiesa di San Lussorio: facciata San Vito: la Chiesa di San Lussorio: particolare del campanile San Vito: la Chiesa di San Lussorio-Veduta laterale

Visita dei dintorni di San Vito

Nei dintorni di San Vito sono stati portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Bruncu Perdalba, Sa Spadula, Sant'Aleni; del Protonuraghe Cuile Vargiolu; dei Nuraghi semplici Antoni Usai, Peppi Floris, Sa Figu; dei Nuraghi complessi Basoru, Miura; ed anche dei Nuraghi Accu 'e Nius, Arcu S'Arena, Arcu S'Istoris, Arcu Tamasu, Arridelaxiu, Cannevrau, Cardaxiu, Cerbinu, Comideddu, Cuili Ledda, Cungiau Casula, de Muru, Forada Procaxius, Fottiano, Giogadroxiu, Miali Pili, Monte Arbu, Monte Idda, Monte Narbeddu, Nuraxeddu, Orridroxiu, Orridroxiu II, Perdu Lodde, Pibilia, Piraemei, Pirastu, Piricoccu, Pranu Is Abis, Priamo Orru, S'Achiloni, Sa Pala, San Priamo, San Priamo II, Sant'Aleni, Santoru, Scrocca, Serra de S'Arrizzoni, Serra Is Abis, Spucciu, Su Linnamini, Su Presoni, Su Pressiu, Su Tasuru, Su Tasuru II, Su Tronu, Tasuru III, tutti di tipologia indefinita.

La frazione San Priamo Informazioni turistiche

Nella frazione San Priamo, sulla strada proveniente da Muravera, troviamo la piccola Chiesa di San Priamo Martire, che sorge in una località dove durante il Medio Evo sorgeva un grosso borgo. La Chiesa è costituita da una parte che risale quasi sicuramente all'undicesimo secolo. Durante la dominazione spagnola tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo ha subito una ristrutturazione ed è stata aggiunta una seconda parte. Nella parte più antica è presente una cavità da cui sgorga una sorgente che la leggenda definisce miracolosa. Si trattava forse di un tempio Neolitico dedicato al culto delle acque, frequentato in modo continuativo fin dalla preistoria, come testimonia la presenza di un Nuraghe nelle vicinanze.

Resti del Nuraghe complesso Basoru

Al chilometro 59,9 della SS125 Orientale Sarda vediamo il Nuraghe Basoru, situato in posizione perfetta per il controllo della pianura e dell'unico passaggio dal Sarrabus al Campidano. È un Nuraghe di tipo complesso in quanto consiste di una torre centrale e dei bastioni addossati con tre torri aggiunte. Inclusa nella struttura dei bastioni due celle e un cortile. La camera centrale della torre ha un volto a falsa cupola, tholos, ed è alta sette metri, svettata in punta, ma doveva misurare ben nove metri di altezza in origine. La torre all'esterno è alta sette metri e mezzo dal piano dei bastioni. Costruito in porfido, si trova però in pessimo stato di conservazione.

 

 


Villaputzu nel cui territorio si trova la frazione Quirra

Da Muravera ci rechiamo a Villaputzu che visitiamo con il suo centro ed i dintorni compresa la sua frazione Quirra con i suoi siti archeologici e le sue spiagge.

La cittadina Villaputzu Informazioni turistiche

Villaputzu-Stemma del comuneDa Muravera prendiamo la SS125 Orientale Sarda verso nord, la seguiamo per due chilometri e mezzo, ed entriamo in Villaputzu (nome in lingua sarda Bidda Putzu, metri 8, abitanti 5.004), importante centro agricolo situato in un tratto pianeggiante, creato da depositi alluvionali della foce del Flumendosa, a ridosso delle colline del Sarrabus. La tradizione dice che Villaputzu si trovava nella località che oggi è chiamata Santa Maria con la sua Chiesetta, ma, a seguito delle incursioni arabe, il paese è stato spostato più all'interno, nella posizione attuale, ed è stata costruita una nuova Chiesa che, essendo più piccola di quella antica, è stata chiamata Santa Mariedda.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria

Al centro del paese troviamo la Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria, edificata nel '600. Conserva un ricco arredo in marmi intarsiati in stile rococò e belle sculture lignee.

La Chiesa di Santa Brigida

Sempre in centro, poco distante dalla parrocchiale, troviamo la Chiesa di Santa Brigida. Edificata nel '500 la Chiesa presenta ancora intatti gli interni in stile gotico-aragonese, mentre l'esterno ha subito parecchi cambiamenti.

Archeologia nei dintorni di Villaputzu

Nei dintorni di Villaputzu sono stati portati alla luce i resti della Necropoli S'Oru; del Pozzo sacro Is Pirois; dei Protonuraghi Baccu Biancu, Cuileddu, Cuili Agus, Cuili Gureu, Curreli, Marcialis, Perda Su Crobu, Perdas Squaddus, Santa Maria Su Claru; dei Nuraghi semplici Casa de Muru, Costa Funtanas, Crobecadas, Monte del Castello di Quirra, Perda su Luaxiu, San Lorenzo, Serbiola; dei Nuraghi complessi Guardia Manna, Monte Arrubiu, Monte del Castello di Quirra II, Sa Pudda; ed anche dei Nuraghi Bracconi, Bruncu Perda Bianca, Crabili Su Campu, Cresia, Mannu, Molas, Moros, Murvia, Nurresu, Perdu Seguru, Simoneddu, Su Franzesu, Uluedu, tutti di tipologia indefinita. Diversi di questi resti archeologici si trovano nella frazione Quirra, ed i principali di essi verranno descritti più avanti quando si illustrerà quello che si trova in questa frazione.

Sulla costa di Villaputzu

Usciti da Villaputzu sulla SS125 Orientale Sarda, dopo circa due chilometri, proseguendo verso nord arriviamo alla frazione Santa Maria, mentre, svoltando a destra sulla SP99, in quattro chilometri, arriveremo sulla costa a Porto Corallo.

Tre VeleNel 2017 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele al comprensorio della costa sud orientale dell'Isola con la costiera di Villaputzu. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.

La frazione Santa Maria Informazioni turistiche

Percorrendo la Ss125, passata la deviazione verso destra sulla SP99, proseguiamo e troviamo alla sinistra della strada la frazione Santa Maria (altezza metri 35, distanza circa 2,7 chilometri, abitanti circa 635), nella quale si trovava la piccola Chiesa rurale di Santa Maria, ancora utilizzata nei primi decenni del '600.

Lo Stagno di Sa Praia

Dirigendosi verso Porto Corallo, la strada lascia sulla sinistra lo Stagno di Sa Praia, un ampio specchio d'acqua della superficie di 407 ettari, di grande interesse naturalistico e ambientale. La laguna, situata a breve distanza dalla foce del Flumendosa e dal porticciolo di Porto Corallo, è immersa in una rigogliosa vegetazione, ed è popolata da una ricca avifauna, con specie come le folaghe, i germani reali e gli aironi cenerini. Lo Stagno deve la sua origine alle modificazioni dell'alveo del Flumendosa, ed infatti la sua nascita è da mettere in relazione con l'antica foce del Flumendosa, che si trovava in prossimità di Porto Corallo. Lo Stagno viene oggi alimentato dal Rio Gironi, ed è totalmente isolato dal mare. L'area umida costituita dallo Stagno di Sa Praia è ricca di vegetazione palustre, in espansione lungo il tratto finale del fiume, è frequentato da una discreta avifauna ed è un'importante area per la sosta e per la riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario. Per quanto riguarda la pesca in quest'area umida, lo Stagno di Sa Praia non ha un utilizzo produttivo, anche se le sue acque ospitano muggini e anguille.

I resti del Castello di Gibas

Poco più avani, sempre sulla sinistra della strada, si trovano pochi resti del Castello di Gibas, in realtà una piccola fortezza edificato nel corso del '500 dagli Spagnoli, insieme alla Torre di Porto Corallo, con funzioni di avvistamento e controllo dalle incursioni dei pirati Saraceni. Si trova su un alto colle, visibile percorrendo la strada che conduce a Porto Corallo. Attualmente della fortezza si conservano solamente pochi ruderi.

La frazione Porto Corallo con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Proseguendo lungo la strada, arriviamo alla frazione Porto Corallo (altezza metri 9, distanza circa 6,4 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), che è chiamata anche Marina di Villaputzu. Qui è presente un porticcolo in grado di ospitare 400 imbarcazioni delle dimensioni massime di 30 metri, nel quale sono al momento disponibili i principali servizi. Subito a sud del Porticciolo Turistico, percorso un breve tratto sterrato, si accede al grande arenile della spiaggia di Porto Corallo.

La spiaggia di Porto Corallo è costituita da un lungo arenile costituito da sabbia grigia, fine, con ciottolini, che si affaccia su un mare verde, profondo. Intorno alla spiaggia, mai affollata, neanche in alta stagione, salvo che presso i posteggi ed i punti di accessio, si trovano bar, ristoranti, negozi e servizi vari. L'arenile, di grandi dimensioni, viene interrotto solo dalla foce del Flumendosa e da numerose insenature tra scogli, dove, un tempo, si potevano trovare frammenti di corallo.

La Torre di Porto Corallo

Nelle vicinanze del porticciolo della località turistica di Porto Corallo, a 16 metri sul mare, proprio sulla collina che chiude a sud il porto, dal quale partiva il materiale argentifero di monte Narba, sorge la Torre di Porto Corallo, o Torre di Puerto Coral, come la chiamavano gli Spagnoli. Costruita probabilmente nel 1639, oggi, ristrutturata e intonacata, è resa accessibile dal comune, ed offre al visitatore un panorama indimenticabile di tutta la costa. Ha 14 metri d'altezza e oltre 30 di circonferenza, una volta a cupola ed una cisterna. Si dispone su due piani, ed una scala esterna di recente costruzione, permette l'accesso al primo piano e questo comunica con il successivo, grazie ad una scala interna alla muratura. Il secondo piano, che in origine era il terrazzo, è spartito in due ambienti. La torre permetteva di controllare il delta del Flumendosa e il porto commerciale, che veniva utilizzato per il traffico dei minerali provenienti dalle miniere all'interno e del corallo riccamente presente nella zona.

La frazione Porto Tramatzu con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Arrivati a Porto Corallo, invece di fermarci a visitare il suo grande arenile, proseguiamo oltre, verso nord, fino ad incontrare, a breve distanza, la frazione Porto Tramatzu (altezza metri 19, distanza circa 7,9 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti). Qui si trova la spiaggia di Porto Tramatzu, dalla quale si vede il Residence Porto Corallo.

Prima di arrivare al residence, si incontra la spiaggia di Porto Tramatzu. Si tratta di un arenile di medie dimensioni, costituito da sabbia bianco grigia scura e fine, affacciato su un mare verde, poco profondo. Intorno alla spiaggia, affollata in alta stagione, sono presenti bar, ristoranti, negozi e servizi vari.

La Torre Motta e la Torre di Monte Rosso

A nord della spiaggia di Porto Tramatzu, passato il residence Porto Corallo, si trova la vasta area di rimboschimento di Porto Tramatzu, ai cui limiti orientali, in vista del litorale, sulla sommità del monte Rosso, a Punta Pranedda a 132 metri di altezza, si trova la Torre Motta, chiamata anche Torre del Monte Rosso, che è raggiungibile in parte in auto ed in parte a piedi. Edificata in epoca spagnola, probabilmente nel 1578, a 132 metri sul livello del mare, che domina un vasto tratto di costa. La torre ha una volta a cupola ed è composta da graniti e scisti. Il punto strategico sul quale sorge, permette la comunicazione visiva con la Torre di Porto Corallo, che abbiamo appena descritta, e con la Torre di San Lorenzo, che descriveremo più avanti.

L'area umida costituita dalla foce del Flumendosa

Dal grande arenile di Porto Corallo, proseguendo a piedi verso sud, si raggiunge la foce del fiume Flumendosa, ridotto però a poco più di un rigagnolo a causa della forte siccità, e, soprattutto, dell'eccessivo prelievo di acqua per le necessità potabili del sud della Sardegna. L'intera zona umida ha subito, nel corso degli ultimi anni, notevoli riduzioni di superficie a causa delle importanti opere di ingegneria idraulica, che hanno interrotto il normale flusso del Flumendosa verso il mare, e costretto il tratto finale del fiume in alveo canalizzato. Prima della costruzione di questi sbarramenti, la portata massima aveva raggiunto, nel 1940, ben 5.500 metri cubi al secondo, contro l'attuale media di meno di 25 metri cubi al secondo. Ed in particolare, l'area compresa tra l'attuale foce del Flumendosa e, verso sud, la Torre delle Saline o torre Salinas, in territorio di Muravera, presenta un ben conservato sistema di canali che corrispondono ad antichi tracciati fluviali. Anche l'area umida costituita dalla foce del Flumendosa è caratterizzata da una fitta vegetazione riparia, in espansione lungo il tratto finale del fiume, ed è un'importante area per la sosta e per la riproduzione di avifauna acquatica di interesse comunitario. Per quanto riguarda la pesca in quest'area umida, nella foce del Flumendosa si effettua soprattutto la pesca vagantiva, con tremagli e bertovelli, per la cattura prevalentemente di mugginii.

La spiaggia della foce del Flumendosa

La parte settentrionale della costa di Villaputzu, condivisa con il Comune di Muravera, comprende anche la splendida spiaggia della foce del Flumendosa.

Proseguiamo a piedi verso sud fino alla foce dell'importante fiume, dove ha inizio la spiaggia della foce del Flumendosa, che prosegue verso sud, dove prende il nome di spiaggia di Foxi de Sa Carina, e si porta fino in territorio di Muravera, alla spiaggia di San Giovanni. È un'ampia distesa di sabbia grigia, finissima, che degrada dolcemente in un mare verde, profondo, limpido e trasparente. La spiaggia, difficile da raggiungere, non è mai affollata, neanche in alta stagione.

Entriamo nella Regione denominata Quirra

La QuirraNel centro orientale della Sardegna si trova la Regione denominata Quirra, che si trova a cavallo tra la Provincia dell'Ogliastra e la Provincia del Sud Sardegna. La Regione deriva da quando, nel 1327, Don Alfonso d'Aragona ha creato la contea di Quirra che diventerà in seguito marchesato. La contea, che è legata alle sorti delle famiglie Carroz e Centelles, comprendeva i seguenti feudi: encontrada de Sarrubus, Baronia de San Miguel, Baronia de Monreal, Encontrada de Marmila e Judicate de Ollastre. Quest'ultimo comprendeva il Castello di Lotzorai e i villaggi di Arbatax, Arzana, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Tertenia, Tortolì ed Ulassai. Oggi limitiamo la Regione alla sola frazione Quirra del Comune di Villaputzu, mentre i singoli comuni che facevano parte della contea e del marchesato appartengono alla Regione dell'Ogliastra.

Da Villaputzu alla frazione Quirra con la Chiesa di San Nicola Informazioni turistiche

Partendo da Villaputzu, prendiamo la SS125 Orientale Sarda verso nord, ossia in direzione di Tertenia. A circa 15 chilometri da Villaputzu, usciamo dalla strada statale e prendiamo la quasi parallela verso nord, che ci porta, dopo circa seicento metri, alla Chiesa di San Nicola di Quirra.

La Chiesa romanica di San Nicola di Quirra

Villaputzu: la Chiesa di San Nicola di QuirraA una quindicina di chilometri dal borgo di Villaputzu, in pianura, troviamo la Chiesa di San Nicola di Quirra. Edificata a cavallo tra il dodicesimo ed il tredicesimo secolo in stile romanico, rappresenta l'unico esempio in Sardegna di costruzione con paramento in mattoni cotti. La Chiesa ha una pianta a navata unica, la facciata con un ampio campanile a vela, e i lati ornati da archetti a tutto sesto. La Chiesa di San Nicola di Quirra faceva parte di un villaggio ora scomparso.

Arriviamo al borgo di Quirra

A circa 15 chilometri da Villaputzu, usciti dalla statale, prendiamo, verso est, la strada che, superata la Cantoniera Santa Barbara, ci porta dopo poco più di due chilometri al minuscolo e caratteristico villaggio agricolo di Quirra.

I resti del Castello di Quirra

Dal borgo di Quirra, seguendo le indicazioni, possiamo dirigerci verso nord e raggiungere i resti del Castello di Quirra, edificato dai Giudici di Cagliari nel tredicesimo secolo a difesa dei confini del Giudicato di Càlari da quello di Gallura. Del Castello restano tre muraglioni a picco sul precipizio.

Dalla frazione Quirra alla spiaggia di Torre Murtas

Villaputzu: un asinello sardo sulla strada verso la spiaggia di MurtasDalla frazione Quirra, imbocchiamo il bivio non segnalato in direzione nord est, dirigendosi verso la costa, dove la frazione Quirra si affaccia sul mare nella Cala di Murtas. Nel percorrere questa strada, se si è in estate conviene ignorare i diversi cartelli militari di divieto, che non hanno valore dato che le esercitazioni si svolgono dall'autunno alla primavera, ma poi i cartelli stessi non vengono rimossi. Sul retro della spiaggia si trova, infatti, l'area militare di Salto di Quirra, che, come suggerisce il nome, è la discesa a mare dagli altopiani di Perdasdefogu, ed è anche una linea di volo in avvicinamento allo Scoglio di Quirra, per esercitazioni di bombardamento. Superato un caratteristico ponte di legno, continuiamo verso la spiaggia di Murtas. Qui, dopo un breve tratto, prendiamo a destra una sterrata, che ci porta al posteggio detto centro spiaggia. In alternativa, possiamo continuare verso nord fino a raggiungere il settore settentrionale della spiaggia.

Nella Cala di Murtas si trova la grande spiaggia di Murtas, lunga quasi sei chilometri, che si sviluppa dal Capo di San Lorenzo fino alla Torre di Murtas. Viene, solitamente, distinta in spiaggia nord di Quirra, spiaggia de S'Acqua Durci, e spiaggia sud di Quirra. Si tratta di uno splendido arenile di sabbia chiara, bianco grigia, fine e in parte grossolana, con ciottolini bianca che li rendono simili al riso, in un tratto di costa ancora dominato dal tipico paesaggio aspro e selvaggio, odoroso di macchia e colorato del rosa del granito. L'arenile si affaccia su un mare verde azzurro, profondo. La spiaggia è quasi deserta anche in alta stagione, ed è estremamente pulita. Al centro dell'arenile si immette nel mare il Flumini Durci, ed, un poco più a sud, il Flumini Pisale. Per i vincoli militari, è vietato l'accesso al settore meridionale della spiaggia, e ad una parte del vicino Capo San Lorenzo.

Villaputzu-mare di Murtas Villaputzu-mare di Murtas Villaputzu-mare di Murtas

Sott'acqua, a pochi metri di profondità, i resti del naufragio di un veliero del '700 possono essere osservati anche con l'uso della sola maschera sub.

I diversi stagni retrodunali nella zona dal Capo di San Lorenzo fino alla Torre di Murtas

Gli stagni retrodunali nella zona del litorale compreso dal Capo di San Lorenzo fino alla Torre di Murtas, costituiscono un sistema determinato dallo svilupparsi dei corsi d'acqua nella depressione del retrospiaggia. La genesi di queste zone umide è legata alla presenza di due importanti corsi d'acqua, ed alla loro difficoltà ad aprirsi uno sbocco nel mare lungo il cordone di spiaggia durante i periodi magra.

Nel complesso la zona stagnale può essere distinta in tre settori principali. Il settore nord, retrostante la spiaggia nord di Quirra, che è caratterizzato dagli stagni di Murtas, intorno ai quali si trovano i rilievi granitici di Sa Iba Manna e di Sa Perda de Su Crobu.

Il settore centrale, retrostante la spiaggia de S'Acqua Durci, che è caratterizzato dalla vasta piana alluvionale e dal sistema di canali di magra della foce del Flumini Durci, che rappresenta il tratto finale del Rio di Quirra, è caratterizzato da un bacino idrografico di circa 310 chilometri quadrati, e da origine all'area stagnale prossima alla sua foce. Il fiume sbocca al centro dell'arenile.

Il settore meridionale, retrostante la spiaggia sud di Quirra, che è costituito dal sistema stagnale di retrodunale determinato dalla foce del Flumini Pisale, un fiume più modesto che è caratterizzato da un bacino idrografico di meno di 28 chilometri quadrati, ed origina la vasta area paludosa che comprende lo Stagno di Pisale, chiamato anche Stagno di Baccarinu, e soprattutto il più ampio Stagno di Pardu Mareus, che confina a nord con il Poligono Militare di Capo San Lorenzo.

Nel suo complesso, la zona stagnale è costituita da una zona umida caratterizzata da elevata naturalità e scarsa interferenza umana, e presenta i caratteri propri di un ambiente litorale in condizioni di buona stabilità. L'area ricade in un territorio soggetto a servitù militare, è rimasta quindi estremamente naturale, e comprende fitti canneti lungo le anse terminali dei corsi d'acqua, oltre a tamericeti a ridosso del sistema dunare. Questi stagni retrodunali costituiscono una zona umida importante anche per la sua ricchezza di avifauna, di grande interesse naturalistico, e con un ricco patrimonio di biodiversità, e sono un'importante area di sosta e nidificazione di avifauna acquatica di interesse comunitario, che è stata dichiarata Riserva Naturale della Sardegna. La pesca nei diversi bacini stagnali viene effettuata sia mediante impianti fissi, che tramite tremagli, bertovelli e nasse, e vengono catturati in prevalenza mugelli, spigole e soprattutto anguille.

Il Poligono Militare di Capo San Lorenzo

La spiaggia è chiusa a sud dal promontorio boscoso di Capo di San Lorenzo. Alla base del promontorio, si trova l'inaccessibile base militare. Questa è rappresentata dal Poligono Militare di Capo di San Lorenzo, un distaccamento del Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze del Salto di Quirra, che si trova in territorio di Perdasdefogu, ma che si sviluppa anche in territorio di Villaputzu.

La Torre di San Lorenzo

All'interno del poligono militare di Capo di San Lorenzo, a 185 metri sul mare, si trova la Torre di San Lorenzo, ed occorre una apposita autorizzazione per raggiungerla. Lasciata l'auto si cammina a piedi per circa venti minuti. Edificata in epoca spagnola, probabilmente nel 1639, di forma cilindrica, ha una struttura composta da graniti e scisti, e presenta una volta a cupola. Per la sua posizione altamente strategica e la possibilità di individuare il nemico da grande distanza, era considerata il cardine del sistema difensivo del Sarrabus.

La Torre di Murtas

Sul promontorio chiamato monte Arrubiu di 64 metri, che chiude a nord la spiaggia, nei pressi degli stagni di Murtas, si trova la Torre di Murtas, raggiungibile in auto, dalla quale si apre una vista a dir poco emozionante sull'arenile e su tutta la solitaria costa. La torre costituisce una fortificazione edificata probabilmente nel 1798, durante il Regno di Sardegna. La sua struttura, realizzata in rocce di granito, ha una volta a cupola ed architravi in ginepro. Una scala interna allo spessore murario, comunica con il terrazzo. Si presenta in buono stato perché è stata ristrutturata da poco.

L'isolotto di Quirra

Villaputzu: l'isolotto di QuirraNel mare, di fronte alla spiaggia, si può ammirare l'isolotto di Quirra, un affioramento di granito, che si trova a circa due chilometri dalla riva. Si tratta di un punto di immersione interessante, sia per gli esperti che per i principianti, grazie alla varietà dei fondali tra sabbia, roccia e distese di posidonia. È significativa la presenza, nelle sue acque, di grandi quantità di reperti balistici, dovute alle esercitazioni militari che si tengono in questo tratto di litorale, nonostante la sua straordinaria importanza naturalistica.

Principali siti archeologici nei dintorni della frazione Quirra

Come già scritto, nella frazione Quirra si trovano importanti siti archeologici.

Resti della Necropoli S'Oru

Nella frazione Quirra troviamo i cartelli indicatori per il Castello di Quirra e per le Domus de Janas della Necropoli S'Oru. Svoltiamo, come indicato dai cartelli, sulla strada militare asfaltata. Dopo 3,5 chilometri, passato il bivio per il Castello che si trova sulla sinistra, giriamo a destra e continuiamo sino a raggiungere un altro cartello che indica le Domus de Janas. Hanno una struttura bicellulare, e sono interamente scavate nella roccia granitica. I portelli d'ingresso sono ben lavorati e rifiniti con lo scalpello. La Necropoli è attribuibile alla Cultura di San Michele di Ozieri.

Villaputzu: la tomba ipogeica S'Oru Villaputzu: la tomba ipogeica S'Oru

Il Pozzo sacro Is Pirois

Proseguendo sulla SS125 Orientale Sarda in direzione Tertenia, superato il Rio San Giorgio al chilometro 88,4 troviamo un cartello che indica il Pozzo sacro Is Pirois. Prendiamo una strada sterrata sulla destra, dopo 750 metri troviamo un altro cartello, continuiamo per altri trecento metri e raggiungiamo il pozzo. L'atrio è delimitato da due muri formati da blocchi di granito non squadrati, disposti secondo filari irregolari, i quali si allargano, costituendo una struttura a pianta trapezoidale. Dall'ingresso trapezoidale architravato, si accede a una ripida e stretta scaletta di otto gradini, attraverso la quale si scende nella camera del pozzo, chiusa sulla sommità da una bella pseudocupola. La scalinata conduce direttamente all'imboccatura della fonte, che è ancora attiva. In certi periodi dell'anno è possibile discendere solo pochi gradini della corta scala, perché il livello dell'acqua è molto alto. Questo Pozzo sacro presenta all'esterno un Nuraghe monotorre, edificato con il centro della torre sull'asse della pseudocupola che chiude la camera del pozzo.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Con questa tappa abbiamo concluso la visita della Provincia del Sud Sardegna. Nella prossima tappa del nostro viaggio, inizieremo la visita della Provincia Nuoro.


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