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Sardegna Holiday

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A visitare Jerzu e da qui verso sud fino a raggiungere Perdasdefogu

In questa tappa del nostro viaggio, inizieremo a visitare l'Ogliastra interna meridionale. Da Tertenia proseguiremo sulla SS125 Orientale Sarda verso Cardedu, a 10 chilometri da Tertenia una deviazione a sinistra ci farà imboccare la SP11 che porta a Jerzu, la Città del vino. Da Jerzu, poi, scenderemo verso sud, fino a raggiungere la cittadina chiamata Perdasdefogu, che si trova ai confini con la Provincia del Sud Sardegna.

La Regione storica dell'Ogliastra

L'OgliastraL'Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Barì Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.


Jerzu che viene considerata la Città del vino

In Ogliatra ci rechiamo a visitare Jerzu, che viene considerata la Città del vino, e la visitiamo con il suo centro ed i suoi dintorni con i più significativi siti archeologici in essi presenti.

In viaggio verso Jerzu Informazioni turistiche

Da Tertenia, èroseguendo lungo la SS125 Orientale Sarda verso nord in direzione di Cardedu, a dieci chilometri da Tertenia, al valico Genna 'e Cresia, ossia la porta della Chiesa, prendiamo una deviazione a sinistra ed imbocchaimo la SP11. Si tratta di una strada in salita, in un paesaggio quasi di montagna, con vedute panoramiche sulle valli sottostanti, che porta a Jerzu attraverso un paesaggio bellissimo, tra gli imponenti tacchi dell'Ogliastra.

La ex Stazione Ferroviaria di Jerzu

La ex Stazione Ferroviaria di Jerzu, che era la stazione terminale della linea ferroviaria che collegava Gairo con Jerzu, era posta a una distanza di 2,8 chilometri a nord ovest dell'abitato. Essa è ancora esistente e comprende il fabbricato Viaggiatori assieme alle ritirate e ad altri fabbricati annessi, di cui quelli edificati sull'asse estremo della ferrovia erano molto probabilmente adibiti a rimessa ed officina del materiale rotabile. La ferrovia arrivava in stazione dopo aver attraversato la Strada Provinciale 11 che collega Ulassai a Jerzu, e nel tratto dove era posto il passaggio a livello, vi è ora l'ingresso al Museo Stazione dell'Arte, dedicato dal Comune di Ulassai all'artista Maria Lai.

Perdasdefogu-La ex Stazione Ferroviaria di Jerzu Perdasdefogu-Museo Stazione dell'Arte

La cittadina chiamata Jerzu

Jerzu-Dalla trasmissione Rai2 «Sereno Variabile»Stemma del Comune di JerzuLa SP11 ci porta, dopo sette chilometri, a Jerzu (nome in lingua sarda Iersu, metri 427, abitanti 3.391), antico borgo agricolo situato sul fianco del monte Tisiddu. È quasi un balcone naturale, tra la montagna e il mare, caratterizzato dalle strade ripide che ne determinano un'insolita urbanistica, contornato dagli imponenti tacchi calcarei di Porcu 'e Ludu. Jerzu è conosciuta come la Città del vino, famosa in tutta la Regione e nel continente per la qualità del suo vino Cannonau. Del Comune di Jerzu nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Gruppi folk di Jerzu

A Jerzu è attivo il Gruppo Folk Jaras Khersos, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Erasmo Vescovo e Martire

Nel paese si trova la Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Erasmo Vescovo e Martire. L'antica Chiesa edificata nei primi decenni del '600 è stata demolita nei primi anni cinquanta, quando è stata edificata la Chiesa attuale.

La Chiesa di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano è situata nella parte alta del paese, nel rione Cuccurèddu. Probabilmente è stata la parrocchiale fino a quando è stata edificata la Chiesa di Sant'Erasmo. Intorno alla Chiesa si trovava un Cimitero, e la sua piazza era centro di aggregazione sociale politica e religiosa, da dove partivano le processioni. Nel 1958 è stata demolita per far luogo alla nuova Chiesa di San Sebastiano, che presenta un'unica navata.

La Cooperativa Vitivinicola di Jerzu Antichi Poderi

Cooperativa Vitivinicola di JerzuJerzu-I vini della cantina Jerzu Antichi PoderiLa Cooperativa Vitivinicola di Jerzu, chiamata anche Jerzu Antichi Poderi, fondata nel 1950 per interessamento del medico condotto di quei tempi, Josto Miglior, personaggio divenuto poi una leggenda in Sardegna, con l'aiuto di altri illustri personaggi, sorge all'ingresso del centro abitato e conserva le antiche e genuine tradizioni vitivinicole della zona. Lo scopo dei viticultori locali che la hanno costituita è stato quello di razionalizzare la produzione del vino e di fare del vino Cannonau un fattore di sviluppo. La Cantina produce, in vigneti che si sviluppano dal mare fino a settecento metri di altezza, diversi vini DOC di Sardegna (Cannonau, Cannonau Riserva, Cannonau Rosato, Vermentino). Il cannonau della Cantina Jerzu Antichi Poderi è quello più diffuso a livello nazionale ed internazionale.

Visita dei dintorni di Jerzu

Nei dintorni di Jerzu sono stati portati alla luce i resti del Protonuraghe Orta Sa Mola; del Nuraghe complesso Marcusu; ed anche dei Nuraghi Asinalis, Barsu, Bonu, Cuxinadorgiu, di Scuriu, Gessitu, Is Paganus, Piremau, S'Omu S'Orcu, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di Sant'Antonio

Usciamo da Jerzu e proseguiamo sulla SP11, troviamo, dopo un paio di chilometri, la deviazione a sinistra sulla SP13, che ci porterà verso sud ovest in circa venticinque chilometri a Perdasdefogu. Seguita la SP13 per due chilometri e duecento metri, si trova l'indicazione che ci fa prendere sulla sinistra la strada che, in circa cinquecento metri, ci porta alla Chiesa campestre di Sant'Antonio. È situata alla sinistra della strada, in una conca circondata da picchi dolomitici, tra cui spicca quello del Monte Corongiu. La Chiesa, edificata nella prima metà del diciottesimo secolo, ha subito diversi interventi di modifica. Si presenta con un'unica navata cui si accede attraverso una loggia. Questa è chiusa da un portone in ferro collocato dopo un furto sacrilego avvenuto nel 1960. Intorno alla Chiesa ci sono «is posadas», gli spazi recintati con muretti a secco dove in occasione della Festa soggiornano le famiglie. La Festa di Sant'Antonio si svolge nella domenica successiva al 13 giugno, ed è la Festa più sentita dagli Jerzesi molti dei quali si trasferiscono per tre giorni nella Chiesa campestre. Il Santo viene accompagnato a piedi in processione dalla Chiesa di San Sebastiano a Cuccureddu il venerdì sera precedente, e riaccompagnato in paese la domenica sera. Ai riti religiosi si accompagnano festeggiamenti civili, a base di carne arrosto e vino cannonau, balli, giochi, spettacoli musicali.

Resti del Nuraghe di Gedili con la sua Stanza del Sole

Jerzu-Nuraghe di GediliPoco più avanti, sul Pizzo di Gedili, alto 910 metri, raggiungibile ad ovest della SP13, si trova il Nuraghe di Gedili. Si parcheggia lungo la prima strada sterrata sulla destra, subito dopo il rettilineo della Chiesa di Sant'Antonio, presso l'ex ovile dei Busalla, e si prosegue a piedi per un breve tratto di strada pulita prima di addentrarsi della macchia. Dopo quindici o venti minuti di salita in direzione nord est, ci si trova dinanzi ai resti di un Nuraghe bilobato abbastanza ben conservato, costituito da un più antico, imponente, Betilo-Torre con l'ogiva all'interno, chiamato torre A, ed una successiva torre secondaria, chiamata torre B. Intorno al Nuraghe, si trovano i resti del Villaggio nuragico di Gedili.

Descrizione del volume La Luce del ToroAnalogo al fenomeno della Luce del Toro è quello che si verifica nella Stanza del Sole, così definita da Tonino Mura, che si trova in una tipologia di torri secondarie di Nuraghi complessi, caratterizzate dal fatto di essere provviste di finestrelle disposte a raggiera intorno alla camera, in un numero che non supera generalmente le dieci raramente dodici aperture, per la maggiore realizzate ad una certa quota dal piano di calpestio, delle quali alcune orientate dove sorge il sole nel Solstizio d'inverno, ed è prodotto dall'allineamento del sole con il finestrino, che genera, all'interno, un fascio luminoso che percorre la sala, ed arriva al massimo quando si realizza l'impatto della luce sulla parete, o dentro una nicchia posizionata di fronte, dove viene realizzata visivamente una forma di testa taurina nitida ed inconfutabile, oppure, in altri casi, una fisionomia soltanto stilizzata.

Jerzu-Orientamento delle cinque fessure del Nuraghe di GediliIl giovane oristanese Tonino Mura, che ha scoperto con Leonardo Melis una Stanza del Sole nel Nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu, in seguito ha visitato e studiato diversi altri Nuraghi, scoprendo analogie con quello di Santa Barbara, e ritiene di avere individuato in molti di essi una Stanza del Sole, anche nel Nuraghe Gedili di Jerzu. La raffigurazione in pianta della torre secondaria del Nuraghe di Gedili mostra che in essa, in basso, appena al di sopra del piano di calpestio, si trovano cinque finestrelle disposte a raggiera, che convergono in unico punto di stazione. Diversi sono i significati attribuiti a queste finestrelle, Jerzu-sole all'alba del Solstizio d'inverno nel Nuraghe di Gedilie tra essi riportiamo quelli proposti dal Gruppo Ricerche Sardegna che afferma che oggi abbiamo in tasca dati scientifici, ossia rilevazioni empiriche ed oggettive non soggette a contestazioni, sulle torri nuragiche. Il Gruppo ha studiato in maniera approfondita la torre secondaria B del Nuraghe di Gedili, nella quale hanno appurato che le finestre presenti mostrano allineamenti con eventi solari, ossia in direzione dell'alba e del tramonto del Solstizio d'inverno, e verso il tramonto degli Equinozi; e mostrano, inoltre, allineamenti stellari, con il tramonto della stella di Arturo e con il tramonto apparente della Croce del sud. Va notata la mancanza di una finestra allineata in direzione del Solstizio d'estate, che è sostituita dalla finestra che punta sulla stella di Arturo, la quale, comunque, ha come tramonto il 21 giugno, cioè la stessa data dell'evento solare del Solstizio d'estate.

Il Monte Corongiu con la sua Necropoli punica

Lungo la SP13 che conduce a Perdasdefogu, poco più avanti vediamo sulla destra il magnifico torrione di Monte Corongiu, il più significativo tra i tacchi dell'Ogliastra. Il tacco di Corongiu si eleva sulla campagna circostante raggiungendo, a Punta Corongiu, i 1009 metri. Sulle pendici del tacco, troviamo il sito archeologico più interessante della zona, la Necropoli punica del Monte Corongiu, composta da diverse tombe presso le quali si trovano i resti di una capanna dello stesso periodo. Nel territorio e nel tacco del Monte Corongiu, si trovano anche circa trenta Nuraghi, e, tutta la zona, è particolarmente ricca di testimonianze archeologiche, come i Villaggi preistorici di Pissu 'e Monti, di Gessidu e quello di Gedili già citato, ma anche Nuraghi che si trovano a Pelau, avamposto del paese che guarda al mare. Particolarmente conosciuto è il Nuraghe di Pira 'e Mau, nel quale nel 1883 un contadino trovò sei spade votive di bronzo, una delle quali è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

 

 


Perdasdefogu nei cui dintorni si trova il poligono militare di Salto di Quirra

In Ogliatra ci rechiamo a visitare Perdasdefogu che visitiamo con il suo centro ed i dintorni, con i siti naturalistici ed archeologici che vi si trovano, e con il poligono militare di Salto di Quirra Parliamo anche della nascita di bambini malformati e le morti sospette intorno al Salto di Quirra.

In viaggio verso Perdasdefogu

Usciamo da Jerzu e proseguiamo sulla SP11, troviamo, dopo un paio di chilometri, la deviazione a sinistra sulla SP13, che ci porterà verso sud ovest, in circa venticinque chilometri, all'interno del centro agropastorale Perdasdefogu.

La cittadina chiamata Perdasdefogu Informazioni turistiche

Stemma del Comune di PerdasdefoguIl centro agropastorale Perdasdefogu (nome in lingua sarda Foghesu, metri 599, abitanti 2.365) è posto nella valle del Riu Flumineddu, su un altopiano arroventato dal sole. Secondo alcuni il nome potrebbe indicare le pietre infuocate, ossia le rocce arroventate dal sole. Altri ritengono invece che le pietre del fuoco sarebbero il litantrace e l'antracite, di cui esistono giacimenti nella zona mineraria e carbonifera. Oppure che il nome derivi dalla presenza di pietre di silice, con le quali l'uomo primitivo accendeva il fuoco. Perdasdefogu è nota per la longevità dei suoi abitanti. Il terzo World Guinnes Record è giunto il pomeriggio del 10 ottobre 2014 con un pony express, e da Londra ha certificato che i nove fratelli Melis di Perdasdefogu, figli di Francesco del 1880, e di Eleonora Mameli del 1889, sono il nucleo vitale della famiglia più longeva del mondo. Complessivamente sommano 837 anni e 6 giorni, verificati al 20 giugno di quell'anno dai cacciatori di record del Regno Unito.

Brevi cenni storici

Del Comune di Perdasdefogu nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Gruppi folk di Perdasdefogu

A Perdasdefogu è attiva l'Associazione Turistica Proloco di Perdasdefogu, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Pietro

Nel centro del paese troviamo la Chiesa parrocchiale di San Pietro, iniziata alla fine del Novecento ed ultimata negli anni '50. Ha un impianto a croce latina, a navata unica, ed una facciata assai simile a quella della parrocchiale di Barì Sardo. Sulla sinistra della facciata si erge il campanile a base rettangolare.

La Chiesa di San Sebastiano

Nella parte alta del paese troviamo la Chiesa di San Sebastiano, una Chiesa preromanica edificata tra l'anno 850 ed il 1000. Era inizialmente a due navate, alle quali nel '600 ne è stata aggiunta una terza. L'intonaco interno ricopre preziosi affreschi, come la croce greco-bizantina e il monogramma di Costantino.

L'isolamento di Perdasdefogu lo rende ideale per l'osservatorio astronomico

Perdasdefogu: l'osservatorio astronomicoL'assenza di abitazioni nei dintorni hanno reso Perdasdefogu la posizione ideale per l'osservatorio astronomico, che anni è presente su una collina subito fuori dall'abitato. La cittadina chiamata Perdasdefogu è, infatti, situata in una posizione assolutamente isolata e per questo ha sempre vissuto di un'economia autosufficiente, con scarsi contatti con gli altri paesi dell'Isola. Infatti, da qualsiasi località si cerchi di raggiungerlo, sia da nord, da Jerzu come stiamo facendo noi, che dalla più comoda strada che la collega, a ovest, con Escalaplano, la strada è costituita da un lungo percorso nel quale non si incontra un'abitazione o qualsiasi altro segno della presenza umana. Solo le tracce dei troppo numerosi incendi che distruggono in estate la vegetazione di tanta parte della Sardegna.

Perdasdefogu-Paesaggio devastato dagli incendi Perdasdefogu-Paesaggio devastato dagli incendi

Il suo isolamento ha fatto della cittadina Perdasdefogu l'unico grande centro agricolo e soprattutto pastorale di tutta la zona.

Visita dei dintorni di Perdasdefogu

Nei dintorni di Perdasdefogu sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe complesso Mont'e S'Orku Tueri; ed anche dei Nuraghi Arras, Cea Usasta, Perduxeddu, Prediargiu, San Pietro, Truncone, Trutturis, tutti di tipologia indefinita.

Il Parco Naturale di Bruncu Santoru

Uscendo lungo la via Regina Elena dall'abitato verso nord ovest, percorsi circa due chilometri e mezzo arriviamo nei dintorni del paese, dove possiamo visitare il Parco Naturale di Bruncu Santoru, nel quale sono stati recentemente reintrodotti dodici cervi sardi ed il muflone, animali che appartenevano in passato alla fauna autoctona ma erano ormai quasi scomparsi. Adiacente ad esso verrà realizzato un futuro parco geominerario, dato che nel suo territorio esiste un giacimento di antracite, sfruttato dagli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, fino agli anni immediatamente successivi, con tre miniere, quella di Frumini, su Spingardu e su Ludu Orrubiu.

Resti del Nuraghe complesso Mont'e S'Orcu Tueri

Usciamo da Perdasdefogu in direzione sud ovest con la SP13 verso Escalaplano, percorsi due chilometri e mezzo dal centro del paese una strada sterrata sulla destra porta verso il Monte S'Orcu Tueri. Qui si trova un sito archeologico all'interno del quale si trova il Nuraghe Mont'e S'Orcu Tueri, situato ad un'altitudine di 526 metri. Si tratta di un Nuraghe complesso costruito in blocchi di pietra calcare, che consisteva di tre torri orientate da nord a sud, delle quali la torre nord posizionata a nord è la più antica.

Il rinvenimenti di scheletri del periodo preistorico nella grotta Tueri

Al'interno di questo sito archeologico si trova la grotta Tueri, una grotta funeraria su cui gli archeologi sono intervenuti nel maggio 2014 dopo una segnalazione per un problema di manomissione del sito, dato che negli ultimi mesi la grotta era stata oggetto di scavi con pale e piccozze da parte dei comuni tombaroli alla ricerca di tesori da vendere al mercato clandestino. Nella stessa grotta negli anni '60 del Novecento erano stati rinvenuti i resti di quaranta scheletri che poi gli esami di laboratorio hanno datato: si trattava infatti di resti di scheletri di epoca preistorica. Nel corso della nuova esplorazione della grotta, gli archeologi hanno rinvenuto i resti di decine di scheletri, ed anche stavolta i resti umani ritrovati saranno sottoposti alla prova del carbonio 14 e datati con precisione.

Il poligono militare di Salto di Quirra

Il poligono militare del Salto di QuirraStemma del poligono militare del Salto di QuirraDa Perdasdefogu, verso sud, si sviluppano i paesaggi solitari e selvaggi del Salto di Quirra. Perdasdefogu è noto per il Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze del Salto di Quirra, che troviamo sulla strada verso Escalaplano, soli quattro chilometri prima di raggiungere questa cittadina. Il poligono è composto da personale proveniente per il 50% dall'Aeronautica Militare, il 35% dall'Esercito Italiano e il 15% dalla Marina Militare, e provvede, oltre che alla sperimentazione di missili e razzi, all'addestramento del personale delle tre Forze Armate, ed alle esigenze di molti Enti Scientifici nazionali e stranieri.

La nascita di bambini malformati e le morti sospette intorno al Salto di Quirra

Tutta la zona intorno al poligono militare interforze di Salto di Quirra, è purtroppo nota per la frequente nascita di bambini malformati a Escalaplano, e per le molte morti sospette a Perdasdefogu. Sono state numerose le segnalazioni riguardo alla nascita di bestiame deforme nei pascoli attorno alla zona militare e al numero crescente di morti sospette per leucemie e linfomi di Hodgkin, malattia anche nota come sindrome del Golfo, riscontrato sia fra i militari operativi nella base, sia fra i pastori che usufruivano dei pascoli adiacenti. Le Asl di Cagliari e Lanusei hanno rivelato che il 65% degli allevatori di Quirra era ammalato di leucemia e si riscontravano numerose malformazioni. Nel poligono risulta che vengano sperimentate armi della Nato, per alcuni anni anche armi all'uranio impoverito, che, secondo documenti raccolti da un'inchiesta di Rai News, erano in possesso dell'Italia già dal 1985. Ciò sarebbe, secondo gli abitanti di Escalaplano, la principale causa del numero spropositato di nascite di bambini malformati. Nel 1988, ben il 20% dei bambini nati a Escalaplano presentava malformazioni di vario tipo. Il piccolo Polifemo, un agnello malformato nato vicino al Poligono militareSono frequenti casi di ermafroditismo, nascita di bimbi senza apparato digerente, privi di cervello, senza dita degli arti o con altre anomalie congenite. Oltre alle malformazioni dei bambini di Escalaplano, sono almeno sei le morti sospette per linfomi e tumori tra i militari impiegati nel poligono di Perdasdefogu. estremamente significativa è la storia del piccolo Polifemo, l'agnello nato nel dicembre 2011 in un ovile vicino al poligono, con un occhio solo al centro della fronte, con il cervello esposto e con orecchie molto più lunghe del normale. L'agnello è stato tenuto in vita per quattro giorni da un gruppo di veterinari sardi per cercare di ottenere il massimo dalle analisi effettuate sul sangue, ma poi, purtroppo i medici non hanno potuto far nient'altro che assistere alla sua morte.

Il ministero della difesa ha, però, escluso che nel poligono venissero impiegate armi all'uranio impoverito, ma nulla è stato in grado di dire di preciso su ciò che avveniva negli anni passati, dato che è costretto ad ammettere che non esistono più documenti ufficiali sulle attività svolte nel poligono prima del 1992. I vertici militari dell'area e le autorità locali hanno, inoltre, falsificato le perizie, e sostenuto che quei morti di cancro o quei nati con deformazioni fisiche erano il frutto di rapporti tra consanguinei...

La riesumazione dei resti dei pastori morti in modo sospetto e le indagini conseguenti

Comunque, a gennaio 2011, Domenico Fiordalisi, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei, ha aperto un fascicolo a carico dei vertici dell'Aeronautica militare per l'inquinamento del poligono interforze di Salto di Quirra, ed ha ottenuto la riesumazione dei resti di diversi pastori che portavano le loro greggi nei dintorni del poligono, e le cui morti sono apparse come sospette. La svolta delle indagini si è avuta nel settembre 2011, quando sono stati esaminati i corpi di 167 vittime considerate morti sospette: pastori, soldati, cercatori di funghi ed asparagi che si recavano abitualmente nell'area adiacente al poligono. All'interno delle ossa di un centinaio di essi è stato trovato del torio 232, materiale ancora più radioattivo dell'uranio impoverito di cui si sospettava inizialmente. Ma, oltre al torio, è stato rinvenuto anche del cerio, un elemento artificiale che viene utilizzato nella fabbricazione artificiale del torio, che, in quanto elemento artificiale, non ci si aspettava di trovare nelle salme degli allevatori. D'altronde nella zona, in cui pascolavano oltre 15mila fra pecore e mucche, erano stati sparati 1.200 missili Milan e altre migliaia di bombe fra il 1998 ed il 2010. Molte di esse contenenti appunto il torio. L'indagine ha anche fatto emergere l'esistenza di una enorme discarica di sostanze tossiche e svariati residuati bellici provenienti dagli arsenali dell'Italia intera, e probabilmente anche dall'estero, visto che il poligono è utilizzato come centro di addestramento anche da molti eserciti stranieri.

Nel marzo 2012 sono stati emessi venti avvisi di chiusura delle indagini, notificati ad altrettanti indagati eccellenti. Risultano indagati per omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri, ben sei generali, comandanti del distaccamento di Capo San Lorenzo; insieme al responsabile del servizio di prevenzione e protezione del poligono dal 2000 fino al 2008. Tre componenti della apposita commissione istituita dal ministero della Difesa, sono accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri. Inoltre, quattro docenti universitari e tecnici dell'Istituto di Scienze Ambientali di Siena, oltre a due chimici dell'SGS, già indagati per falso ideologico, lo sono adesso anche per ostacolo aggravato alla difesa di un disastro. Ad essi si attribuisce anche di aver contribuito «a esporre alla radioattività militari, civili e pastori, nonche i numerosi animali da allevamento, con l'artificio di presentare come indagine tossicologica l'indagine geochimica effettuata, senza denunciare il grave pericolo delle anomale concentrazioni di torio riscontrate nelle aree che sono considerate ad alta intensità militare». Un medico del lavoro e docente universitarioviene accusato, insieme al sindaco di Perdasdefogu Walter Mura, tra le altre cose, anche di favoreggiamento aggravato. Novità sono emerge anche riguardo alle analisi, fatte sulle emissioni elettromagnetiche delle postazioni radar del poligono, per le quali i test fatti nel prcedente mese di giugno, non avevano trovato nulla di anomalo, ma la Procura ha scoperto che qualche addetto alle postazioni aveva abbassato la potenza dei radar prima del test, che è risultato, dunque, assolutamente falsato. I primi tre generali, sono accusati anche di aver «ostacolato l'opera di difesa in caso di disastro e omesso di riferire alle Aziende sanitarie di Lanusei e di Cagliari, e ai sindaci di Escalaplano e di Villaputzu e alle altre autorità competenti, che da molti anni avvenivano, con modalità illecite, brillamenti nel poligono in una zona che per le particolari caratteristiche orografiche poteva corrompere, adulterare o addirittura avvelenare le due sorgenti di acqua di Escalaplano e della frazione Quirra».

A fine 2013 è iniziato, quindi, il processo, ma, per capire se il processo si celebrerà o meno bisognerà attendere il 4 giugno 2014, dato che solo allora il perito presenterà i risultati delle indagini sull'inquinamento causato dalle esercitazioni militari, e, due settimane più tardi, il 18 giugno, è prevista la prima discussione sulla perizia.

Il salvataggio del poligono dalla chiusura

Così, sull'onda delle proteste e delle indagini, nel maggio 2012 una commissione d'inchiesta del Senato ha approvato la relazione redatta dal democratico Gian Piero Scanu sulla riconversione di Perdasdefogu e del Salto di Quirra in polo di ricerca, assieme alla chiusura dei poligoni di Capo Teulada e Capo Frasca. All'indomani della storica decisione, lo scenario dovrebbe prevedere un'accelerazione nelle bonifiche di quella parte della Sardegna inquinata dalle attività militari del Salto di Quirra. La relazione Scanu chiede, in particolare, di «procedere al definitivo divieto di tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all'ambiente; di avviare, senza alcun ulteriore indugio, l'opera di bonifica radicale, coerentemente con le indicazioni sulla criticità della condizione ambientale, delle zone emerse dai progetti di caratterizzazione condotti e dall'indagine della Procura della Repubblica di Lanusei di concludere in tempi brevi l'indagine epidemiologica ad hoc e al tempo stesso intraprendere le iniziative necessarie per il conseguimento della certificazione ISO 14001 del poligono».

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita dell'Ogliastra interna meridionale. Da Jerzu saliremo verso nord, passando per Ulassai e recandoci poi ad Osini, da dove ancora più a nord ci recheremo a visitare Gairo. Poi da Osini Vecchio ci recheremo verso l'interno dove visiteremo il paese di Ussassai.


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