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Da Ulassai verso nord ad Osini e poi a Gairo, quindi deviando verso l'interno ad Ussassai

In questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita dellOgliastra interna meridionale. Da Jerzu saliremo verso nord, passando per Ulassai e recandoci poi ad Osini, da dove ancora più a nord ci recheremo a visitare Gairo. Poi da Osini Vecchio ci recheremo verso l'interno dove visiteremo il paese di Ussassai.

La Regione storica dell'Ogliastra

L'OgliastraL'Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Barì Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.


Ulassai con la cascata di Lecorci e la Grotta di Su Marmuri

Da Jerzu ci rechiamo a visitare Ulassai con nei dintorni la cascata di Lecorci e la Grotta di Su Marmuri.

La cittadina chiamata Ulassai Informazioni turistiche

Stemma del Comune di UlassaiDa Jerzu, invece di deviare verso Perdasdefogu, proseguiamo verso nord lungo la SP11, in direzione di Ulassai, attraversando un paesaggio bellissimo, tra gli imponenti tacchi dell'Ogliastra. A tre chilometri da Jerzu, la SP11 ci fa raggiungere Ulassai (nome in lingua sarda Ulàssai, metri 775, abitanti 1.635), centro agricolo di cui sono caratteristici i lavori artigianali su telaio. L'abitato sorge in una posizione unica, situato tra i tacchi Bruncu Matzeu e Bruncu Pranedda, che creano un affascinante paesaggio dolomitico. Gran parte dei tacchi è ricoperta da foreste di lecci ed essenze mediterranee, che ne aumentano la naturale bellezza, ed in vari punti affiorano sorgenti che, nei periodi maggior piovosità danno origine a cascate.

Ulassai-Veduta del paese con sullo sfondo i Tacchi dei Giganti Ulassai-Veduta del paesaggio verso est da Ulassai

Del Comune di Ulassai nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

Il palazzo Comunale

Significativo il palazzo Comunale, che si trova sopra la via principale, la cui edificazione risale al 1907. Si tratta di un palazzo di due piani, costruito in pietra calcarea locale in stile liberty.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Antioco Martire

La vecchia Chiesa parrocchiale era dell'inizio del '500, a tre navate con copertura a capriate in travi di ginepro, ed aveva la facciata principale rivolta a ovest. L'attuale Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antioco Martire risale agli anni 50, quando è stata demolita la vecchia. È di gusto romanico moderno, a una navata con volta a botte. Ha la facciata principale esposta ad est, che si articola intorno ad un ampio portale sormontato da un doppio arco sormontato da un rosone. Sulla sinistra si trova un campanile a base quadrata. Nella Chiesa sono custodite una statua della Madonna di Monserrato del Seicento di scuola spagnola, e una statua di Sant'Antioco che presenta la particolarità di avere intagliati solo mani, piedi e volto, mentre il resto della struttura è in tralicciò di legno.

La Chiesa di San Sebastiano

All'interno del centro abitato si trova anche la Chiesa di San Sebastiano, del 1776. Durante un restauro del 1908 sono stati ritrovati i resti di una Chiesa precedente dedicata a Santa Margherita di Cortona.

La piccola Cooperativa tessile artigiana Su Marmuri

All'interno dell'abitato, verso sud, in via Funtana Serì, si trova la sede della Su Marmuri, piccola Cooperativa tessile artigiana.

Ulassai-Piccola Cooperativa Su MarmuriLe donne della Cooperativa tessile Su Marmuri di Ulassai, da oltre trent'anni si dedicano con passione al proprio lavoro, riproponendo con maestria le antiche tecniche di lavorazione con il telaio a mano. I loro prodotti, tutti realizzati con fibre naturali, affiancano al repertorio decorativo tipico dell'artigianato della Sardegna, nuovi motivi sviluppati in collaborazione con artisti locali quali Maria Lai. La produzione comprende tende, tappeti, copriletti, cuscini, centrotavola, asciugamani, copri cassapanche, bomboniere. Gli elementi decorativi sono realizzati con la tecnica detta a pibiones, ossia acini d'uva, dal caratteristico effetto in rilievo.

I dintorni di Ulassai

Nei dintorni di Ulassai sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe complesso Cumida Gadoni; ed anche dei Nuraghi Cea Arcis, Crabas, de Seroni, Florentina, Forru, Laccheddu, Lesse, Nuragheddu, Nuragheddu II, Pauli, Perriattu, Pranu, d'Ulimu, Santa Maria, Sterzu, tutti di tipologia indefinita. Nei dintorni di Ulassai si trovano anche numerose bellezze naturali.

La cascata di Lecorci

A poche centinaia di metri dall'abitato, verso ovest, troviamo la cascata di Lecorci, attiva nei periodi piovosità, quando raggiunge un salto di quasi cento metri e può raggiungere una larghezza di oltre settanta metri.

La Grotta di Su Marmuri

Poco sopra la cascata, alla base dei tacchi, si apre la grotta di Su Marmuri, ossia del sussurro, una delle più grandi della Sardegna, lunga quasi un chilometro e con un'altezza che varia tra i trenta ed i cinquanta metri. La temperatura interna non si allontana quasi mai dai 10C. Colpiscono in questa Grotta la grandiosità dell'ingresso, le diverse varietà della roccia, l'emozionante susseguirsi di stalattiti e stalagmiti policrome, le ampie voragini ed i laghetti, le alte volte costellate di splendide concrezioni. Belle le ampie sale interne, tra le quali la Sala degli Organi e i cosiddetti Cactus, prodotti dalle concrezioni che formano eccezionali sculture naturali.

Ulassai: su Marmuri: l'ingresso della Grotta su Marmuri Ulassai: su Marmuri: stalagmiti nella Grotta su Marmuri Ulassai: su Marmuri: stalattiti nella Grotta su Marmuri Ulassai: su Marmuri: stalattiti nella Grotta su Marmuri Ulassai: su Marmuri: l'uscita dalla Grotta su Marmuri

La Chiesa campestre di Santa Barbara

A circa sette chilometri dal paese, a sud della Grotta di Su Marmuri, troviamo la zona di Santa Barbara, al centro della quale si erge la duecentesca Chiesetta romanica o Santuario di Santa Barbara. Di piccole dimensioni, a pianta longitudinale con tetto a capriate, è stata restaurata negli anni '50 su un impianto probabilmente del 1200. Al suo interno conserva una statua in legno del 1670 dedicata alla Santa, che tiene in mano il calice simbolo dei morenti.

 

 


Osini con i resti dell'abitato di Osini Vecchio e con i siti archeologici nei dintorni

Da Ulassai ci rechiamo a visitare Osini con i resti dell'antico abitato di Osini Vecchio e con i diversi siti naturalistici e resti archeologici presenti nei suoi dintorni.

Il paese chiamato Osini Informazioni turistiche

Osini-paese visto dal tacco di OsiniStemma del Comune di OsiniDa Ulassai, sempre seguendo la SP11, dopo appena un chilometro raggiungiamo il piccolo ma importante centro agricolo di Osini, nei dintorni del quale troviamo diversi Nuraghi ed il monumento naturale detto Scala di San Giorgio. Osini (altezza metri 645, abitanti 964) è un paese dell'Ogliastra situato in un interessante ambiente naturalistico, nato dopo il 1951 in seguito ad una terribile alluvione che distrusse il vecchio abitato. Il suo territorio è in prevalenza montagnoso, ed essendo quasi privo di importanti vie di comunicazione con il resto della Sardegna, è rimasto estremamente vergine, incontaminata da interventi esterni. Del Comune di Osini nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La ex stazione di Osini e Ulassai

Osini-La ex stazione di Osini e UlassaiA breve distanza a sud di Osini Vecchio era stata originariamente edificata la ex stazione di Osini e Ulassai, che è attualmente inglobata nell'abitato di Osini, in un'area compresa tra via della Libertà, sulla quale è posta la facciata, ed il parallelo viale San Giorgio. Si tratta della stazione intermedia della linea ferroviaria che collegava Gairo, che descriveremo più avanti, con Jerzu, che abbiamo già visitato. Il fabbricato Viaggiatori si presenta in ottimo stato di conservazione e mantiene l'aspetto originale, comprese le diciture sulla facciata ed ai lati, oltre alla decorazione sotto la canaletta di scolo del tetto, tipica delle stazioni realizzate dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna alla fine del diciannovesimo secolo.

La Chiesa parrocchiale di San Giuseppe

Osini-Chiesa parrocchiale dedicata a San GiuseppeNella piazza centrale del paese, di fronte al Municipio, si trova la Chiesa parrocchiale dedicata a San Giuseppe, edificata nel nuovo centro dopo l'alluvione del 1951, che ha subito nel tempo lavori di restauro che ne hanno modificato notevolmente la fisionomia. Il suo interno è abbastanza semplice, presenta una pianta con base longitudinale, con una navata centrale e una navatella laterale sulla destra. L'abside è arricchito da un bellissimo mosaico che rappresenta l'Ultima Cena. La facciata esterna di colore giallo, presenta nella parte inferiore un breve portico racchiuso da un cancello in ferro battuto e delimitato da tre arcate a tutto sesto, con la parte superiore abbellita da un grande mosaico raffigurante la Sacra Famiglia. Il prospetto si conclude con un timpano di forma triangolare con un piccolo oculo circolare, ed è sormontato da una semplice croce. Sul lato destro si eleva l'alto campanile a pianta quadrata. Nella Chiesa sono custoditi una bella croce d'argento e alcuni simulacri, tra i quali quelli di San Giorgio, di Santa Susanna, e una Madonna Assunta dormiente del diciannovesimo secolo.

I resti dell'abitato di Osini Vecchio

Nei dintorni di Osini si trovano i resti dell'abitato di Osini Vecchio.

L'abitato di Osini Vecchio

Osini Vecchio: una abitazione abbandonataPercorrendo sulla SP11 verso nord, circa cinquecento metri dopo l'uscita da Osini, incontriamo quanto resta dell'abitato di Osini Vecchio, che dista un chilometro e mezzo dal Municipio di Osini, e che è stato abbandonato dopo le grandi alluvioni del 1951 e 1953. Nell'affascinante borgo abbandonato, tutto è rimasto com'era un tempo. Si possono ancora vedere le strade, le tipiche case ogliastrine, spesso a un piano, chiuse da caratteristici portoni in legno. Molte hanno le finestre e le porte ancora intatte, colorate, com'era consuetudine in quel tempo, di calce azzurra o rossa. Purtroppo recentemente il paese ha subito molte razzie, tra cui il furto della campana dalla vecchia Chiesa parrocchiale.

La vecchia Chiesa parrocchiale di Santa Susanna

Osini-Osini Vecchio: la parrocchiale dedicata a Santa SusannaMolto bella la seicentesca vecchia Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Susanna che si trova all'interno dell'abitato, costruita nel diciassettesimo secolo in periodo spagnolo, distrutta dall'alluvione del 1951, ma poi ricostruita conservandone la fisionomia. L'interno, di pianta a croce latina, presenta una struttura a navata unica e cappelle del transetto con volta a botte. L'esterno della Chiesa è piuttosto semplice, ai lati della parte superiore sono posti due pilastrini ornamentali che racchiudono un elemento decorativo a doppia inflessione, con sotto una piccola nicchia, e sormontato da una croce in bronzo. Sopra il portone in legno è posizionato un rosone con una bianca cornice modanata. Sul lato destro è posizionato il tozzo campanile a una base quadrata, leggermente sproporzionato rispetto al corpo della Chiesa, con finestrelle ogivali e cupola cuspidata. Sul lato sinistro, adiacente alla Chiesa, si trova il Cimitero, ormai sconsacrato, circondato da alte mura in pietra calcarea.

La natura ed i diversi siti archeologici nei dintorni di Osini

Nei dintorni di Osini, oltre ad alcune località di grande bellezza ed anche diversi Nuraghi ed altri siti archeologici. Sono stati, infatti, portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Montumarci, Orruttu, Samuccu, Sangurtidorgia, Sanu, Urceni; del Nuraghe complesso Serbissi; ed anche dei Nuraghi Figumorus e Sa Serra de Is Perdas, tutti di tipologia indefinita.

La Scala di San Giorgio

Da Osini parte una stretta strada asfaltata, verso ovest, che permette di raggiungere e percorrere il fondo della Scala di San Giorgio, un imponente monumento naturale costituito da una gola molto angusta, lunga diversi chilometri, delimitata da alte muraglie di natura calcarea e dolomitica, che delimita a oriente il tavolato calcareo chiamato tacco di Osini. Le pareti della gola si alzano verticali per diverse decine di metri, ed è possibile salire fino sulla sommità di quelle rivolte verso oriente per ammirare il vasto panorama sulla valle del Rio Pardu. È un luogo di grande suggestione, caratterizzato da numerose diaciasi, nome con il quale si indicano profonde fratture delle masse rocciose, prodotte senza apprezzabile spostamento delle parti. La più conosciuta è la cosiddetta Sa Brecca 'e Usala, profonda quasi cento metri.

Osini: la Scala di San Giorgio vista dal tacco di Osini Osini-passo di San Giorgio Osini-passo di San Giorgio Osini: sa Brecca 'e Usala

Resti del Nuraghe complesso di Serbissi

Attraversata la Scala di San Giorgio, arriviamo a un bivio, dove svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per il Nuraghe di Serbissi. Al termine della strada asfaltata prendiamo una strada bianca sulla destra, e dopo tre chilometri arriviamo ai piedi dell'altura dove sorge il Nuraghe. Edificato a oltre 950 metri di altezza, in una posizione dominante dalla quale si poteva controllare tutta la zona, è senza dubbio il Nuraghe più bello del tacco di Osini. È un Nuraghe complesso, formato da un mastio centrale, ben conservato, con un diametro di circa 10 metri ed un'altezza residua di 6,3 metri, e tre torri laterali, fasciate da un poderoso bastione e collegate all'interno della struttura da uno stretto corridoio. La torre centrale ha due vani interni sovrapposti, la camera inferiore presenta la copertura a tholos ben conservata ed una nicchia nella parete sinistra, mentre la camera del piano superiore, raggiungibile con una scala a sinistra del corridoio d'ingresso, è quasi interamente crollata. Le torri laterali ed il bastione di protezione sono state quasi certamente realizzate in epoche successive. Attorno al Nuraghe si trovano i resti di un Villaggio nuragico, costituito da capanne circolari, alcune delle quali di ampie dimensioni.

Osini-Nuraghe di Sebissi-Veduta panoramica Osini-Nuraghe di Sebissi-Veduta del Nuraghe Osini: la Grotta di Sebissi: entrata della grotta

Lungo la strada che porta sulla cima della collina sulla quale sorge il Nuraghe, circa venti metri più a valle, troviamo gli ingressi della grotta di Sebissi, accessibile da due entrate distinte, una ad est e l'altra ad ovest. È quasi un tunnel naturale, che permette di attraversare la montagna sottostante il Nuraghe di Sebissi, e contiene due grandi sale circolari collegate da un corridoio. Pur non essendo grandissima, si ritiene che la Grotta fosse frequentata già in epoca prenuragica, e che sia stata utilizzata anche successivamente, forse come magazzino e come ambiente di conservazione delle derrate alimentari. Ed ancora pochi anni fa i pastori continuavano ad utilizzarla in questo modo. A valle è presente una Tomba di giganti, con una sorgente che costituiva presumibilmente una Fonte sacra. Nelle vicinanze della tomba, come all'interno della Grotta e nei pressi del Nuraghe, sono stati ritrovati vari frammenti ceramici.

Resti del Nuraghe semplice Orruttu

Oltre il passo di San Giorgio, ci si affaccia sull'altopiano denominato Taccu. A sinistra, si scende nella vallata di Truculu e, al centro della vallata, a circa quattro chilometri da Osini, troviamo il Nuraghe Orruttu. È un Nuraghe di tipo monotorre, con la camera interna con volta a tholos. Ha un diametro di 12 metri con un'altezza residua di 4,6 metri. È costruito con blocchi di calcare locale di grandi dimensioni, squadrati al fine di meglio sfruttare il terreno sottostante. Non era ben conservato: delle murature si conservavano solo per pochi filari, si intravedeva l'ingresso di forma trapezoidale architravato e l'interno era ingombro di crolli. Un recente restauro, ha però evidenziato, nella camera interna, la presenza di due nicchie e della scala.

Osini-Nuraghe Orruttu Osini-Nuraghe Orruttu: particolare dell'ingresso architravato

È attestata la sua frequentazione dal Bronzo Medio al Bronzo Recente, ed è stato ritrovato tra i blocchi della muratura un piccolo bracciale in bronzo a cerchio aperto, a sezione circolare. Nei pressi del Nuraghe si trovano i resti di una capanna circolare, con davanti all'ingresso un atrio a pianta rettangolare.

Resti del Nuraghe semplice Sanu

Verso la fine della vallata di Truculu, a circa sei chilometri da Osini, troviamo il Nuraghe Sanu. È di tipo monotorre, con una camera interna con volta a tholos. Ha un diametro di 12,5 metri, doveva essere molto alto ma oggi ha una altezza residua di sei metri mancando di tutta la parte superiore. Realizzato con blocchi di calcare locale molto ben squadrati, è discretamente conservato, ma ha l'ingresso ostruito dai crolli che ne ingombrano anche l'interno. Durante gli scavi sono stati ritrovati anelli di bronzo a cerchio aperto molto sottili, con le estremità appuntite.

Osini-Nuraghe Sanu Osini: le Tombe di giganti del Nuraghe Sanu: la tomba 1 meglio conservata

Nelle vicinanze del Nuraghe, si trovano due Tombe di giganti, di ognuna delle quali si conserva solo il filare inferiore di pietre, sia della camera funeraria che della facciata. Recenti scavi attestano la loro frequentazione dal periodo del Bronzo Medio fino al Bronzo Recente, con una successiva rifrequentazione anche in epoca successiva. La tomba 1 conserva, dell'esedra, cinque lastroni infissi nel terreno del lato destro, ed un solo lastrone molto grande di quello sinistro, che costituiva uno degli stipiti dell'ingresso. La camera funeraria è lunga quasi 10 metri e larga quasi un metro. Conserva solo parte del perimetro esterno ed è priva dei lastroni di copertura. La tomba due conserva, dell'esedra, quattro lastroni del lato destro e tre lastroni di quello sinistro. Il corpo della camera è appena ricostruibile dato che risulta quasi del tutto distrutto.

Resti del Nuraghe semplice di Urceni

Alla fine della vallata di Truculu, a circa 10 chilometri da Osini, ad una altezza di circa novecento metri, troviamo il Nuraghe semplice di Urceni. È stato edificato su uno sperone roccioso, a strapiombo proprio nel lato dell'ingresso, in una zona panoramica in mezzo a un bosco di lecci, da dove è possibile ammirare gran parte dell'altopiano del Taccu. La strada per arrivarci non è delle migliori, ma comunque vale la pena arrampicarsi a piedi sino alla fine della vallata. Il complesso nuragico di Urceni è formato da ben sette ambienti, tutti diversi tra loro. Si tratta di un Nuraghe e vari edifici circolari, protetti da un alto muro nel lato più esposto. Il Nuraghe è del tipo monotorre, ha un diametro di sei metri ed un'altezza residua di cinque metri, con una porta di ingresso molto imponente soprattutto se si considerano le piccole dimensioni del Nuraghe. La volta a tholos della camera è quasi del tutto crollata, mentre è ben conservata la scala, ricavata nello spessore murario, che portava al piano superiore. Fino a pochi anni fa, date le sue buone condizioni, veniva utilizzato come rifugio dai pastori. Dietro il Nuraghe si trovano diversi edifici circolari, alcuni ben conservati. L'intero complesso è protetto da alte mura, in buono stato di conservazione, con un ingresso a corridoio che permetteva di entrare nel villaggio fortificato. Nelle vicinanze del Nuraghe e del villaggio, sono stati ritrovati frammenti di tegami, ciotole e tazze in ceramica. Nella vallata sottostante, vi è una Fonte sacra con lo stesso nome del Nuraghe.

 

 


Gairo con i resti dell'abitato di Gairo Vecchio

Da Osini ci rechiamo a visitare Gairo nei cui dintorni si trovano i resti dell'abitato di Gairo Vecchio.

In viaggio verso Gairo Informazioni turistiche

Circa 3,5 chilometri dopo Osini Vecchio, la SP11 si immette sulla SS198 di Seui e Lanusei. Prendiamo a destra verso Gairo, che raggiungiamo dopo quasi cinque chilometri di curve e tornanti.

Un luogo inquetante, ossia il dirupo di Sa Babaieca

Da dove la SP11 si immette sulla SS198 di Seui e Lanusei, percorsi verso est circa ottocento metri, arriviamo al ponte sul Rio Pardu, dal quale parte un sentiero che finisce in un precipizio, al termine del quale si trova un luogo inquietante, ossia il dirupo di Sa Babaieca, dove babaieca sta per roccia a picco. Una leggenda racconta come, in tempi lontani, si consumasse il rito atroce del sacrificio dei vecchi, che venivano immolati alle divinità e fatti precipitare dall'alto di questo precipizio, ed ancora oggi a Gairo si usa la frase «Is Beccius a Sa babaieca», ossia i vecchi alla babaieca. Abbiamo letto, e riportiamo testualmente, un racconto: «Dicono che una volta un figlio portava suo padre sulle spalle dal paese verso questo monte. E salendo verso l'alto si è stancato e si è fermato e ha messo il Babbo a sedere su una pietra. E triste se l'è guardato. E il padre gli ha visto negli occhi che non aveva voglia il figlio di fare come avevano fatto con gli altri vecchi: li avevano buttati dal monte. E il Babbo allora ha detto al figlio: Anch'io, figlio mio, mi son fermato qui quando stavo portando mio Babbo...».

I resti dell'abitato di Gairo Vecchio

Lungo la strada che ci conduce a Gairo si trovano i resti dell'abitato di Gairo Vecchio.

L'abitato di Gairo Vecchio

Percorsi un chilometro e trecento metri verso est sulla SS198 di Seui e Lanusei, troviamo una deviazione sulle destra che ci porta la parcheggio, dal quale si raggiungono i resti del vecchio abitato di Gairo Vecchio, un paese fantasma con le case ormai diroccate, dopo che le grandi alluvioni del 1951 e 1953 hanno costretto la popolazione ad abbandonare l'abitato ed a trasferirsi a Gairo Sant'Elena, a Gairo Taccu Isaira chiamato anche Tacquisara, ed a Gairo Cardedu. I primi due formano l'attuale Comune di Gairo, il terzo è diventato Comune autonomo con il nome di Cardedu, posizionato in prossimità della costa, tanto che parte di quella che era la costiera di Gairo viene oggi chiamata costiera di Cardedu.

La Chiesa di Sant'Elena Imperatrice

A Gairo Vecchio si trova la vecchia Chiesa di Sant'Elena Imperatrice, che un tempo era ridotta a un rudere, ma che in seguito è stata ricostruita. Si ritiene che questa hiesa sia sia stata edificata dalle donne di Ulassai per scioglere un voto. L'ultima domenica di agosto, per la Festa di Sant'Elena, Gairo Vecchio si rianima, dopo i recenti interventi di rivalorizzazione, e per due giorni i visitatori possono visitare l'antico borgo, assistere alle manifestazioni religiose, folkloristiche e degustare i prodotti tipici durante la Sagra di Sa Coccoi.

Gairo-Gairo Vecchio: la Chiesa di Sant'Elena Gairo-Gairo Vecchio: la Chiesa di Sant'Elena

La cittadina chiamata Gairo

Gairo-Veduta del paeseGairo-Stemma del comunePercorsi ancora due chilometri e mezzo, arriviamo, infine, a Gairo (nome in lingua sarda Gàiru, metri 685, abitanti 1.716), un importante centro agricolo, con un'economia basata sulla pastorizia, ovini, caprini e suini, e sui cantieri di rimboschimento. Ma la sua importanza è dovuta, soprattutto, alla bellezza delle sue coste. Passato Gairo, la SS198 di Seui e Lanusei porterebbe fino a Lanusei, che visiteremo però in una prossima tappa arrivandoci dalla costiera di Barì Sardo. Gairo è anche meta di passaggio del Trenino Verde. Del Comune di Gairo nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Gruppi folk di Gairo

A Gairo è attiva l'Associazione Culturale Gruppo Folk Sant'Elena Imperatrice, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa di Sant'Elena Imperatrice o dello Spirito Santo

Nel centro del paese, al termine di un'ampia scalinata in granito, si trova la Chiesa di Sant'Elena Imperatrice, o dello Spirito Santo, che è la Chiesa parrocchiale di Gairo, ed ha lo stesso nome della Chiesa di Gairo Vecchio. La Chiesa presenta una pianta rettangolare, con una sola ampia navata, sulla quale si aprono due piccole navate laterali. Nella parte superiore dell'ampio presbiterio si trova un bel mosaico raffigurante la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli in preghiera. L'edificio, di fattura abbastanza moderna, presenta esternamente un'alta facciata quadrangolare con andamento ricurvo nella parte superiore, mentre nella parte inferiore il prospetto è alleggerito da un atrio, suddiviso in tre parti, a cui corrispondono altrettanti portoni d'ingresso. Nella parte centrale in mattoncini rossi, spicca un mosaico raffigurante il Battesimo di Gesù, e sul piatto terminale è posta una semplice croce. Sul lato destro della Chiesa, staccato dal corpo principale, si erge il campanile a canna quadrata di colore giallo, arricchito alla base da uno zoccolo in marmo. All'interno della Chiesa sono custoditi notevoli arredi sacri tra cui una pregevole croce gigliata di stile gotico, le belle statua di Sant'Elena, di San Giuseppe col Bambino, della Madonna di Buoncammino, del Cristo risorto. Degno di nota è anche il simulacro della Santissima Trinità, che raffigura il Padre, con barba e capelli bianchi, che regge sulle ginocchia Gesù Crocifisso, su cui svolazza una colomba simbolo dello Spirito Santo.

Gairo-Chiesa di Sant'Elena Imperatrice Gairo-Chiesa di Sant'Elena Imperatrice Gairo-Chiesa di Sant'Elena Imperatrice: interno

Visita dei dintorni di Gairo

Nei dintorni di Gairo sono stati portati alla luce i resti del Nuraghe semplice Perdu Isu; ed anche del Nuraghe Coccu, di tipologia indefinita.

La frazione Taquisara

Dal centro di Gairo, torniamo indietro con la SS198 di Seui e Lanusei, verso ovest, in direzione di Seui, e, dopo circa nove chilometri e mezzo, arriviamo alla frazione Taquisara, una delle frazioni di Gairo che prende il nome dalla grotta Taquisara che la sovrasta, e che è parzialmente visitabile grazie ad un percorso turistico guidato.

Nella frazione si trova la stazione di Gairo

Gairo-Taquisara: la stazione di GairoAll'interno della frazione Taquisara, lungo l'attuale via Ospitone, si trova la stazione di Gairo, capolinea della linea ferroviaria che collega Gairo con Jerzu, istituita nel 1893 dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, che ha operato fino al 1956 quando, malgrado le proteste della popolazione locale, viene disposta la cessazione dell'esercizio ferroviario, che viene rimpiazzato da corse sostitutive su autobus. I binari vengono rimossi, mentre il materiale rotabile prosegue il servizio sul collegamento tra Mandas e Arbatax. Della ferrovia soppressa rimangono solo le stazioni con i fabbricati annessi ed alcuni caselli sul percorso. Ma la stazione di Gairo è ancora in attività quale tappa del percorso turistico del Trenino Verde delle Ferrovie di Sardegna, lungo il percorso che collega Mandas con Arbatax. Il fabbricato Viaggiatori, in ottime condizioni, si presenta nella tipica forma architettonica della fine del diciannovesimo secolo delle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna. Presenta due piani, con cinque ingressi sul piazzale interno, ed è affiancato sul lato nord dal piccolo scalo merci e sul lato opposto dalle ritirate.

Nella frazione si trova anche la Chiesa di Nostra Signora degli Angeli

Gairo-Taquisara: la nuova Chiesa di Nostra Signora degli AngeliDi fronte alla Stazione Ferroviaria di Gairo si trova la Chiesa di Nostra Signora degli Angeli, che è la Chiesa parrocchiale della frazione. Nel 1923, quando è stata disposta la chiusura della rimessa per le locomotive, è stata trasformata parte in una Chiesetta e parte in scuola elementare per i figli dei ferrovieri. Fino al 1929, nella Chiesetta venivano celebrate delle messe saltuariamente da sacerdoti in transito, ma da quell'anno, a seguito della costruzione della frazione Gairo Littorio, denominata anche Gairo Scalo ed oggi Gairo Taquisara, la messa domenicale è stata officiata alternativamente dai parroci di Ussassai, Osini, Ulassai e Jerzu, trasportati dal carrello dei cantonieri. Per iniziativa dei ferrovieri, è stata donata alla Chiesetta una statua della Madonna degli Angeli, con il voto di festeggiarla nella prima domenica e successivi lunedì e martedì di agosto. Con la costruzione, nei primi anni '70, della nuova Chiesa più capiente, l'azienda ferroviaria ha inserito la precedente Chiesetta nel deposito degli autobus, e non ne ha consentito qualsiasi ripristino. Fortunatamente, il quadro realizzato dal Pittaluga della Madonna degli Angeli che sovrastava l'altare, donato dalle Ferrovie, è stato recuperato e collocato nella nuova Chiesa di Gairo Taquisara.

La Chiesa campestre di San Lussorio

Gairo-Chiesa campestre di San LussorioA qualche chilometro dall'abitato di Gairo, nella strada tra Gairo e Cardedu, si trova la Chiesa campestre di San Lussorio. Presso questa Chiesa campestre la terza domenica di agosto si celebra la Festa San Lussorio. Il simulacro del Santo viene accompagnato nella sua Chiesetta la sera prima dei festeggiamenti, da un corteo di macchine che parte in processione dalla Chiesa parrocchiale di Gairo, dove tornerà alla fine della Festa.

Oltre alla Festa di San Lussorio, la terza settimana di settembre gli abitanti di Gairo sono coinvolti nella Festa della Beata Vergine di Buon Cammino, presso l'omonimo Santuario che si trova vicino a Cardedu. Verrà descritta nella prossima pagina.

 

 


Ussassai

Da Osini ci rechiamo a visitare Ussassai che visitiamo con i suoi dintorni.

Il paese chiamato Ussassai Informazioni turistiche

Stemma del Comune di UssassaiDopo Osini Vecchio, quando la SP11 si immette sulla SS198 di Seui e Lanusei, invece che a destra verso Gairo prendiamo a sinistra, verso Serri. Dopo 16 chilometri raggiungiamo Ussassai (altezza metri 670, abitanti 782), il più piccolo borgo della Provincia di Tortolì e Lanusei, posto ai confini della Regione storica dell'Ogliastra con quella della Barbagia di Seulo. Il paese, con economia basata su agricoltura e pastorizia, è noto soprattutto per le sue mele dette a guancia rossa. Vicino a Ussassai, in località Niala, sotto il caratteristico profilo di Su Ponti 'e Irtzioni, si trova una meta di passaggio del Trenino Verde.

Ussassai-Veduta del paese Ussassai-Veduta del paese Ussassai-Veduta del paese dall'alto

Del Comune di Ussassai nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Visita del centro del paese

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro del paese.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Nel centro storico del paese si trova la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Il primo impianto della Chiesa risale al 1649 ed è opera del picaperder cagliaritano Jaime Angioni. La Chiesa è a una navata delimitata da due file di tre colonne quadrate. Nella Chiesa si trovano due statue, una di San Nicola di Bari risalente al diciassettesimo secolo e l'altra di San Lorenzo del sedicesimo secolo. Nella Chiesa è inoltre conservata un statuina d'anima purgante, su un piatto in legno policromo del 1625, in passato utilizzata per chiedere le offerte a Is Animas, ossia per celebrare messe in suffragio delle anime. Il 29 agosto, giorno della sua decollazione, vi si svolge la Festa di San Giovanni Battista.

Visita dei dintorni di Ussassai

Nei dintorni di Ussassai sono stati portati alla luce i resti dei Nuraghi semplici Erzioni, Is Coccoronis, Mela, S'Omu 'e S'Orku, Su Pissu 'e S'Abba, Su Pissu 'e S'Urrei, Taccu Adda, Taccu Adda II; ed anche dei Nuraghi Arcu Addai, Nurasolu, Su Casteddu, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di San Salvatore

Vicino al paese troviamo il Santuario di San Salvatore, edificato in stile romano bizantino nel dodicesimo secolo. Era la parrocchiale di un villaggio medievale abbandonato durante la dominazione spagnola. Intorno alla Chiesa si vedono ancora le cumbessias dove alloggiavano i pellegrini.

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Da Gairo esiste una strada interna che porta sulla SS125 Orientale Sarda in direzione di Cardedu. Noi non abbiamo seguito questa strada, ma siamo tornati indietro con la SP11 fino a Jerzu, e da qui abbiamo ripreso la SS125 Orientale Sarda in direzione nord. In pratica, come se avessimo evitato la deviazione all'interno verso Usini e Gairo, nella prossima tappa del nostro viaggio, da Tertenia, con la SS125 Orientale Sarda, ci recheremo alla cittadina chiamata Cardedu.

 

 


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