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Sardegna Holiday

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Da Triei ad Urzulei con il suo Supramonte, ed a Talana per poi entrare in Barbagia

In questa tappa del nostro viaggio, l'ultima del nostro itinerario nella Provincia dell'Ogliastra, visiteremo l'altopiano del Golgo, ossia la parte alta del tavolato calcareo di Baunei, nel quale si trova la Voragine del Golgo, detta anche Su Sterru. Visiteremo, quindi, i comuni di Triei, Urzulei con il suo Supramonte, e poi Talana. Da qui proseguiremo, in seguito, con il nostro viaggio recandoci all'interno della Barbagia.

La Regione storica dell'Ogliastra

L'OgliastraL'Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Barì Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.


Triei con i siti archeologici nei dintorni

Da Baunei ci rechiamo a Triei che visitiamo con il suo centro ed i siti archeologici nei dintorni.

La cittadina Triei Informazioni turistiche

Stemma del Comune di TrieiTornati a Baunei, riprendiamo la SS125 Orientale Sarda che si porta all'interno e conduce dall'Ogliastra alla Barbagia, sul Supramonte di Baunei, fiancheggiando ad ovest l'altopiano di Golgo. A solo un chilometro da Baunei, una deviazione sulla sinistra sulla SP55 ci porta, dopo 3,5 chilometri, al borgo agricolo Triei (nome in lingua sarda Triè, metri 140, abitanti 1.171). Si racconta che il primo nucleo abitativo si trovasse in località Osono, da dove però, a causa forse di una pestilenza, gli abitanti si sarebbero trasferiti a valle. E, per farsi accettare dai pastori che vi abitavano, avrebbero portato con sè le pietre delle abitazioni di Osono, con le quali avrebbero costruirono il borgo oggi chiamato Triei. Una leggenda attribuisce l'abbandono del primo nucleo abitativo non alla pestilenza ma agli attacchi della terribile «Musca Maccedda» della quale abbiamo già parlato quando abbiamo descritto Collinas, nel Medio Campidano. Del Comune di Triei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano

In centro si trova la Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano, che risale almeno al '600, mentre il tabernacolo è stato costruito nel 1781. È una Chiesa con struttura a croce latina, sormontata da una cupola. Recentemente, alcuni lavori di recupero hanno portato al rinvenimento, sotto l'intonaco, di alcuni preziosi dipinti.

Visita dei dintorni di Triei Informazioni turistiche

Nei dintorni di Triei sono stati portati alla luce i resti della Tomba di giganti di Osono; del Nuraghe complesso Bau Nuraxi; ed anche dei Nuraghi Cugumacci, Figu, Fratta, Genna Olidone, Lastrafo, Nunucoli, Pizzu 'e Serra, Sa Molentina, Sa Paule, Silimba, tutti di tipologia indefinita.

Il complesso nuragico Bau Nuraxi

Proseguendo sulla SP55 per circa due chilometri dopo Triei, troviamo sulla sinistra la strada comunale per le sorgenti di Osono e Bau Nuraxi. La seguiamo per circa quattro chilometri, sino al termine del tratto asfaltato, e raggiungiamo, nella pianura sulla sponda destra del Rio Murta, il complesso nuragico Bau Nuraxi. È un Nuraghe complesso, realizzato con grossi massi di granito locale recuperati in gran parte lungo il corso del torrente. Risulta composto da un mastio centrale e quattro torri laterali, collegate tra loro da un bastione antemurale difensivo. Completamente ricoperto da una fitta vegetazione che impediva qualsiasi comprensione della sua planimetria originale, è stato oggetto a metàanni '90 di due campagne di restauro, che hanno portato alla luce una notevole quantità di materiali.

Nei dintorni del Nuraghe si vedono i resti di un Villaggio nuragico composto da decine di capanne a pianta circolare, alcune delle quali di notevoli dimensioni. Anche il villaggio si trova, però, in stato di completo abbandono e sommerso dalla vegetazione.

Resti della Tomba di giganti di Osono

A circa tre chilometri dal complesso nuragico Bau Nuraxi è stata rinvenuta la Tomba di giganti di Osono, chiamata dagli abitanti del luogo S'Iscusorgeddu. Costruita con blocchi di calcare bianco, era completamente ricoperta dalla macchia mediterranea, fino a quando, a metàanni '90, sono stati effettuati lavori di restauro che hanno messo in luce il complesso tombale. Per le sue caratteristiche è fra le più interessanti Tombe di giganti dell'Isola. È stata edificata su un terreno in leggero pendio trasversale, mentre in senso longitudinale il terreno è quasi a dorso d'asino. Quindi, per realizzare il piano orizzontale, è stato creato con pietre di granito, scisto e calcare bianco un imponente tumulo, che ne costituisce il basamento. L'esedra ha un diametro di ben diciannove metri, ed è formata da dodici pietre infisse verticalmente nel terreno. La tomba ed il tumulo hanno una lunghezza di più di ventidue metri. La camera funeraria è lunga dieci metri, larga settantacinque centimetri, con copertura a piattabanda. Nel corso del restauro è stato rinvenuto un piccolo pugnale di bronzo a base triangolare con tre fori passanti per il manico ed alcuni frammenti di tegami con decorazione a pettine. Intorno alla tomba sono presenti i resti di dieci ambienti, forse parti di un Santuario oppure abitazioni, utilizzati anche nel periodo romano ed in epoca medioevale. Di queste epoche sono stati rinvenuti vari resti scheletrici, oltre a numerose schegge di vetro e monete, di cui una appartenente all'Imperatore Severo Alessandro.

 

 


Urzulei ed il gioco della morra

Da Baunei ci rechiamo ad Urzulei che visitiamo con il suo centro, i dintorni dove si trova la Grotta Sa Domu 'e S'Orcu nella quale è stato rinvenuto il bronzetto denominato la Madre dell'Ucciso, e con il Supramonte di Urzule nel quale si trova la gola di Su Gorropu.

La cittadina Urzulei Informazioni turistiche

Stemma del Comune di UrzuleiTornati sulla SS125 Orientale Sarda, a venti chilometri da Baunei troviamo sulla sinistra la deviazione sulla SP37, che dopo 3,5 chilometri ci porta a Urzulei (nome in lingua sarda Orthullè, metri 511, abitanti 1.446), borgo pastorale alle pendici del monte Gruttas, alto più di 1.000 metri, con una forma appuntita e imponente. Il fascino di Urzulei è legato all'ambiente naturale nel quale è immerso. Frequentato dal periodo nuragico, nel V secolo Urzulei ha visto arrivare i primi evangelizzatori cristiani della Chiesa greco-bizantina, che ha diffuso la devozione dei Santi orientali. Del Comune di Urzulei nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Alcuni dei principali personaggi che sono nati a Urzulei

A urzulei nasce, nel dopoguerra, il bandito e sequestratore Adolfo Cavia.

A Urzulei, nel 1953, nasce Adolfo Cavia. Latitante dal 1985, nel 1987 sequestra Piera Demurtas Comida, segretaria comunale di Pattada, sequestro per il quale viene condannato. Adolfo verrà trovato morto nel 1999, sull'altare della Chiesetta campestre di San Basilio, fra Urzulei e Talana, sul versante sud orientale del Gennargentu. Il cadavere viene trovato dentro un sacco a pelo e dalla bocca gli esce un rivolo di sangue. Egli muore pochi giorni dopo un delitto che ha scosso tutta Orgosolo, l'uccisione del viceparroco don Graziano Muntoni, forse a lui attribuibile; ed egli verrà, perciò, significativamente depositato, in una sorta di rito riparatorio, in un luogo sacro. È ad oggi ancora ricercato Giovanni Praxiolu, a lungo considerato il luogotenente di Adolfo Cavia.

A Urzulei è molto diffuso il gioco della morra

Urzulei-gioco della morraA Urzulei è molto diffuso il gioco della morra. La morra è un gioco molto antico: in Egitto, nella tomba di un alto dignitario della Xquindicesimo dinastia, si vede il defunto che stende il Braccio con un numero, contrapposto ad un altro giocatore; ed in una pittura su un vaso greco sono rappresentati Elena e Paride, con le mani protese nell'atto del gioco della morra. Già in uso presso gli egiziani ed i Greci, i Romani lo chiamarono «micatio» (dal verbo «micare», che per esteso era «micare digites», ossia protendere le dita nel gioco). Cicerone scrive che «dignus est qui cum in tenebris mices», vale a dire che è persona degna quella con cui puoi giocare alla morra al buio. Spesso al gioco vengono affiancate scommesse, che lo hanno fatto definire un gioco d'azzardo. Per questo è stato proibito dal regime fascista e tale divieto non è mai stato abrogato, quindi c'è anche oggi il divieto di giocare alla morra nei locali pubblici. Oggi non si vedono più, ma ricordo che, quando ero giovane, in tutti i bar era esposto l'elenco dei giochi d'azzardo proibiti e la morra era scritto in caratteri cubitali. Comunque, la morra è rimasto un gioco molto popolare, ed in Sardegna è molto diffusa oltre che qui anche in tutta la Barbagia. Il gioco si svolge tra due giocatori, i quali tendono il braccio stendendo un numero di dita a scelta o mostrando il pugno, e contemporaneamente dichiarano un numero da due a 10, che viene indicato come la morra. Guadagna il punto chi ha dichiarato il numero corrispondente alla somma delle dita stese dai due giocatori, e se entrambi i giocatori indovinano la somma nessuno guadagna il punto. L'incontro si svolge su tre partite, secondo il criterio partita, rivincita e bella. Vince la partita chi per primo totalizza il numero dei punti in precedenza stabiliti, che sono 16 in partita e rivincita, 21 nella bella. Vince l'incontro chi si aggiudica due delle tre partite. Il gioco richiede una alta concentrazione, per cercare di prevedere quale punteggio sarà dato dalla somma delle due mani, quindi solo giocatori esperti riescono ad affrontare a un buon livello i tornei. Le gare di morra si svolgono in diversi paesi della Barbagia in occasione di Feste patronali e Feste campestri.

Nel 1998 si è svolto a Urzulei il 1° Campionato regionale de Sa Murra. Tale campionato, da allora, si svolge ogni anno in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giorgio patrono, ed è diventato un appuntamento immancabile per tutti i sardi che praticano questo sport. In concomitanza con l'edizione del 2001, si è costituita a Urzulei l'associazione Po su joco de Sa Murra, che sostiene e promuove la versione sarda del gioco della morra. L'Associazione ha fatto domanda al CONI per costituire un comitato, finalizzato alla valorizzazione di questo antico gioco.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, degli ultimi del '600 o dei primi del '700, sarebbe stata edificata a spese di un certo Giovanni Murgia, nativo di Urzulei, in espiazione di un delitto commesso. Il vecchio pulpito in legno, costruito nel 1840 da un artigiano di Dorgali, è stato demolito nel corso dei lavori di restauro nel 1958. Nel 1973, una ristrutturazione ha portato all'ampliamento di una campata in senso longitudinale, ed ha reso intercomunicanti le cappelle: la Chiesa risulta oggi a tre navate, anziche ad una come era in origine.

La Chiesa di San Giorgio Vescovo

La Chiesa di San Giorgio Vescovo, dei primi del '500, è la più antica in Sardegna, edificata in onore del patrono del paese, San Giorgio vescovo di Suelli. Si ritiene che sia sorta su una precedente Chiesa, dato che la devozione al Santo si è sviluppata subito dopo la sua morte, il 23 aprile del 1117, a seguito dei miracoli da lui operati. A San Giorgio vengono riservati grandi festeggiamenti nel mese di agosto.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova

La piccola Chiesa di Sant'Antonio da Padova conserva un quadro, di autore ignoto, di Sant'Antonio di Padova, del 1633; ed un quadro di Sant'Antonio Abate del 1919, dipinto su tela da un prigioniero austriaco, che si trovava nella parrocchiale di San Giovanni Battista prima del restauro del 1958.

Visita dei dintorni di Urzulei

Nei dintorni di Urzulei sono stati portati alla luce i resti delle Tombe dei giganti Campu 'e Sa Murta I, Campu 'e Sa Murta II, Ghenna 'e Seminadorgiu; ed anche dei Nuraghi Ostunu, e Sa Paule, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di San Basilio

Mannorry era uno dei villaggi medievali a pochi chilometri da Urzulei, e venne distrutto nel 1776 da una strage, che ne ha cancellato ogni traccia. Secondo la leggenda, la causa è stato il baciò dato da un giovane pretendente a una ragazza, che usciva accompagnata dalla madre e da altre donne, in un giorno di Festa, dalla Chiesa dell'Angelo, che sorgeva a monte dell'attuale strada Provinciale, e della quale rimangono solo tracce delle fondamenta. Qui gli abitanti di Urzulei costruirono, qualche anno dopo, la piccola Chiesa campestre di San Basilio, che ospita ogni anno, la terza domenica di giugno, la Festa di Nostra Signora del Rosario e di San Basilio.

La Grotta Sa Domu 'e S'Orcu con il bronzetto denominato la Madre dell'Ucciso

Urzulei-bronzetto denominato la Madre dell'UccisoCome si è detto, Urzulei è stato frequentato fino dal periodo nuragico. Nella grotta Sa Domu 'e S'Orcu, sul monte Gruttas che sovrasta il paese, sono stati ritrovati, intorno alla metà degli anni Venti, diversi bronzetti fra i quali il più significativo, raffigurante una madre col figlio in grembo, è stato denominato la Madre dell'Ucciso. Il figlio, seduto con le mani appoggiate sulle ginocchia ed i piedi sollevati, è vestito come gli adulti, con il pugnale e il berretto. Il bronzetto è stato interpretato come una pietà, ossia una madre che sostiene il figlio morto, oppure come la raffigurazione di due divinità, o ancora come rappresentazione di una madre che ringrazia la divinità perché il figlio ferito è tornato salvo dalla guerra. È attualmente conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

Un monumentale albero di tasso

In una zona pianeggiante a circa ottanta metri da Cuile Sedda ar Baccas, ai piedi un affioramento roccioso, si trova un monumentale albero di Tasso, ossia Taxus Bacata, alto dodici metri e di un'età stimata intorno ai cinquecento anni. Nel 2001 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato tale albero di rilevante interesse pubblico.

Il Supramonte di Urzulei

Il Supramonte di Urzulei costituisce, insieme ai Supramonti di Orgosolo, Oliena, Dorgali, Baunei, un vasto altopiano costituito in prevalenza da calcari e dolomie, che risalgono all'era Mesozoica. Il Supramonte di Urzulei non è meno suggestivo di quello di Baunei, che abbiamo appena passato, nè di quello di Dorgali che incontreremo un poco più avanti.

La gola di Su Gorropu

Qui si trova la gola di Su Gorropu, chiamata anche Su Gorropu o su Gorruppu, che, con la sua lunghezza di qualche chilometri ed una profondità che in alcuni punti arriva a 450 metri, è considerato il più profondo canyon d'Europa. Si tratta di una profonda spaccatura, scavata nel corso dei millenni dalle acque del Rio Flumineddu, proveniente dal lago Cedrino. È situata tra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei, ed infatti funge da confine fra i territori dei due comuni. Il suo fondo è ricoperto da grandi massi bianchi levigati. La si può raggiungere con un disagevole sentiero di trekking, dalla strada che porta ad Arbatax, ma per raggiungerla, solitamente, si parte da Dorgali. Usciti verso sud con la SS125 Orientale Sarda in direzione di Baunei, si prende, dopo circa un chilometro, la deviazione sulla destra verso la località Sant'Elene. Da qui si prosegue seguendo le indicazioni per il rifugio Su Gorropu, che si incontra in località S'Ortei. Si prosegue fino al parcheggio prima del ponte sul Riu Flumineddu, e passato il ponte si prende un sentiero, che poi diventa bellissimo, ma difficile dati i grandi massi, che certe volte si devono superare quasi in arrampicata. Il percorso a piedi, di oltre due ore, porta all'interno della gola, nel fondo della quale nei periodi forte piovosità si vede scorrere il Rio Flumineddu, con un andamento tortuoso, tra le alte pareti a strapiombo. Esistono cooperative che provvedono ad organizzare visite guidate, alle quali conviene rivolgersi.

Urzulei: gola di Su Gorropu Urzulei: guglie rocciose a Su Gorropu Urzulei-Escursione a Su Gorropu Urzulei-Escursione a Su Gorropu Urzulei-All'interno della gola di Su Gorropu

 

 


Talana e le peculiarità genetiche della sua popolazione

Da Urzulei ci rechiamo a Talana che visitiamo con il suo centro ed i dintorni che ci portano fino alle soglie della Barbagia.

La cittadina Talana Informazioni turistiche

Stemma del Comune di TalanaDa Urzulei facciamo una deviazione all'interno. Prendiamo la SP37 verso sud, che dopo circa 10 chilometri ci porta a Talana (altezza metri 682, abitanti 1.151), piccolo centro agropastorale ai margini orientali del massiccio del Gennargentu. A Talana possiamo arrivare anche da est, con la SP56, da Lotzorai che dista circa 21 chilometri, oppure da sud, da Villagrande Strisaili, con una strada locale di circa 16 chilometri. Del Comune di Talana nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro. Successivamente nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene cambiata la Provincia da quella di Nuoro a quella nuova dell'Ogliastra, ed in seguito, con la sua abolizione, nel 2016, ritorna ad appartenere alla Provincia di Nuoro.

Le caratteristiche e peculiarità genetiche della sua popolazione

A causa dell'Isolamento geografico e per i limitati scambi con il continente, in particolare a causa del basso tasso di immigrazione, la popolazione della Sardegna ha caratteristiche e peculiarità genetiche assolutamente uniche. Ciò ha determinato una cosiddetta «deriva genetica» che la differenzia da tutte le altre popolazioni europee. La posizione centrale nel Mediterraneo della Sardegna, ha consentito l'approdo sulle sue sponde, in epoca preistorica, di diverse popolazioni. La storia della Sardegna vede la sovrapposizione, ad una popolazione con tratti somatici di tipo negroide, di una diversa popolazione, con le caratteristiche tipiche delle popolazioni indo-europee o semitiche, come dimostrato dal ritrovamento dei due crani di inumati nella Grotta di Genna e Ludalbu, sull'altopiano del Golgo. Questi fatti giustificano le leggere differenze genetiche che si riscontrano in diverse zone dell'Isola, e l'Ogliastra è una delle aree più anticamente popolate e più isolate, dato che in essa le prime tracce umane risalgono a 14 mila anni fa. Nei paesi montani dell'Ogliastra si è registrato, per secoli, un tasso di matrimoni sono tra individui di uno stesso gruppo etnico anche del 90%, il che ha portato ad una eccezionale omogeneità genetica ed ambientale. Più in particolare, Talana è stata ritenuta un'area ideale per gli studi genetici dell'Istituto di Genetica Molecolare del CNR. Gli studi, condotti sulla popolazione di Talana, hanno portato a determinare che il 75% della popolazione attuale deriva da solo otto linee materne e otto linee paterne. Questa alta omogeneità, ha consentito di identificare le varianti genetiche che sono state introdotte in epoca antica e sono state successivamente trasmesse ai discendenti, fino ad essere presenti, oggi, in famiglie che non risultano apparentemente tra loro imparentate.

Visita del centro della cittadina

Vediamo ora che cosa si trova di importante nel centro della cittadina.

La Chiesa parrocchiale di Santa Marta

Nel paese si trova la Chiesa parrocchiale di Santa Marta. La Chiesa risale ai primi dell'800, quando ne è iniziata la costruzione che si è conclusa dopo oltre un secolo. Ha un'unica navata su cui si affacciano le cappelle. All'interno conserva diverse statue lignee, tra le quali una Santa Barbara del sedicesimo secolo, un San Michele con demonio ai piedi, Santa Marta nella veste originale ed un Sant'Efisio del diciottesimo secolo.

Visita dei dintorni di Talana Informazioni turistiche

Nei dintorni di Talana sono stati portati alla luce i resti delle Tombe dei giganti Bau 'e Tanca, e S'Urgu; del Nuraghe complesso Bau 'e Tanca; ed anche dei Nuraghi Carduduvu, Corongiu, Lorio, Nercone, Nercone II, Nuragheddu, Odrollai, Pretzos, Ruju, Sa Mola, Spidinie, Talle, Tortari, tutti di tipologia indefinita.

La Chiesa campestre di Sant'Efisio

Non lontano dal paese, si trova il piccolo parco di Sant'Efisio, con una sorgente naturale, carrubi ed olivastri secolari. All'interno del parco troviamo la piccola Chiesa campestre di Sant'Efisio, del diciassettesimo secolo. Una leggenda racconta che, dopo la scomparsa di un bambino, il Santo sarebbe apparso al padre disperato, che avrebbe promesso la costruzione del tempio in cambio del ritrovamento del figlio. Il miracolo sarebbe avvenuto ed ora, ogni anno, la prima domenica di maggio o se questa domenica è festiva la successiva, si tiene una grande Festa, che apre il ciclo delle Sagre campestri di tutta l'Ogliastra.

Da Urzulei verso la Barbagia

Ripresa la SS125 Orientale Sarda, saliamo fino al passo Genna Silana, a 1010 metri, dopo di che la strada inizia a scendere sempre attraverso un paesaggio suggestivo, ancora all'interno perché le coste con le belle cale che si alternano alle alte falesie sono raggiungibili solo via mare. La strada ci porta in Provincia di Nuoro, ed a quasi 50 chilometri da Baunei raggiungeremo Dorgali, il capoluogo turistico della Barbagia, che verrà descritto nella prossima tappa.

Da Urzulei verso la Barbagia-Verso il Supramonte di Urzulei Da Urzulei verso la Barbagia: la strada e il paesaggio suggestivo del Supramonte di Urzulei Da Urzulei verso la Barbagia: la strada e il paesaggio suggestivo da Urzulei verso Dorgali

 

 

La prossima tappa del nostro viaggio

Inizieremo ora la visita della Barbagia, la famosa terra dei barbari che tanto spaventava i Romani e che nel tempo nessuno dei tanti invasori della Sardegna è mai riuscito a conquistare. INella prossima tappa del nostro viaggio visiteremo la zona costiera della Barbagia partendo da Dorgali, considerato il capoluogo dell'artigianato e soprattutto del turismo estivo in Barbagia, grazie alle particolarità del suo ambiente naturale ed alla fama della sua frazione marina Cala Gonone, che visiteremo nella successiva tappa.


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