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Da Tortolì alla sua frazione marittima Arbatax famosa per le sue rocce rosse e con la sua costiera

In questa tappa del nostro viaggio, partendo da Tortolì, andremo a vistare la sua costiera. Visiteremo la sua frazione marittima Arbatax, famosa per le sue splendide rocce rosse, la costiera con le spiagge tra le quali il Lido di Orrì ed i suoi principali siti archeologici.

La Regione storica dell'Ogliastra

L'OgliastraL'Ogliastra è una Regione centrale della Sardegna orientale, sconosciuta al turismo di massa fino a pochi decenni fa, che affascina ancora oggi per la sua natura selvaggia e per le sue spiagge. I comuni che ne fanno parte appartengono tutti alla Provincia di Nuoro, e sono: Arzana, Barì Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai e Villagrande Strisaili. Le sue spiagge sono alternate a piccole cale dalle acque di cristallo, contornate da scogliere di granito che, nella parte alta della Regione, diventano di porfido rosso. Si tratta di una Regione dal paesaggio aspro e selvaggio, dove rilievi e tavolati si alternano a gole profonde.

Visualizza la mappa Da Tortolì alla sua frazione marittima Arbatax

Dal Municipio di Tortolì prendiamo verso est il corso Umberto I, che prosegue sulla via Monsignor Virgilio, ed esce dall'abitato come viale Arbatax, ed assume il nome di SS125dir portandoci verso il mare. La seguiamo per un chilometro e seicento metri, e vediamo sulla destra l'edificio che ospita la Casa Solidale nella quale si trova la Chiesa del Sacro Cuore in località Case Gescal.

La Chiesa del Sacro Cuore

Arbatax: l'edificio che ospita la Chiesa del Sacro CuoreLa Chiesa del Sacro Cuore si trova in località Case Gescal, ai confini del territorio di Arbatax all'ingresso dell'agglomerato storico di Tortolì, ed è stata ricavata da un ampio salone, ristrutturato nel 2004, dello storico complesso denominato Ex Stabilimento Tabacchi, e accoglie i fedeli di quel popoloso quartiere. Il complesso ospita la Casa Solidale, un'organizzazione senza fini di lucro che ha il compito di sostenere le prsone che si trovano in condizioni di difficoltà, con la fornitura gratuita di pasti caldi. Il servizio per la comunità si è reso possibile grazie al sostegno dall'Amministrazione Comunale, ed è svolto da volontari.

L'area del Consorzio Industriale di Tortolì ed Arbatax ossia del Consorzio di Boccasara

Arbatax: area del Consorzio Industriale di Tortolì ed ArbataxAlla sinistra del viale Arbatax si sviluppa l'area del Consorzio Industriale di Tortolì ed Arbatax, chiamata anche area del Consorzio Industriale Boccasara, che si sviluppa su una superficie di oltre un milione mezzo di metri quadrati. Le aziende presenti o in fase di insediamento nell'area sono complessivamente una quarantina, con oltre 600 addetti, cui si aggiungono centinaia di lavoratori stagionali. Il Consorzio si articola in cinque settori. Il primo settore è dedicato all'insediamento di imprese artigiane; il secondo della piccola industria e l'indotto della grande industria; il terzo della piccola e media industria; il quarto destinato alla piccola industria, all'artigianato e al terziario; il quinto comparto è destinato alla grande industria ed è quello situato nella zona della ex Cartiera di Arbatax.

Prendiamo la via Lungomare e visitiamo il Parco Comunale La Sughereta

Tortolì-Arbatax Su Logu de S'Iscultura: l'opera «Sinergie» dell'artista Pietro Coletta dal 1996 collocata nel piazzale antistante il Parco La SugheretaDopo un altro chilometro e seicento metri arriviamo a un bivio, dove prosegue verso destra il viale Europa, mentre prendiamo leggermente a sinistra la via Lungomare, che è la prosecuzione della SS125dir. Alla destra dell'incrocio si trova il Parco Comunale La Sughereta, nel piazzale antistante l'ingresso del quale si trova esposta dal 1996 l'opera «Sinergie», realizzata dall'artista Pietro Coletta in ferro, acciaio e granito, e progettata per inserirsi nello spazio circostante, tenuta sospesa da un cavo di ferro. Questa opera è stata realizzata nell'ambito dell'esposizione permanente d'arte denominata «Su Logu de S'Iscultura» che è stata descritta quando abbiamo illustrato il Museo di Tortolì.

Passato il cancello di ingresso, si entra nel Parco Comunale La Sughereta, un bellissimo parco cittadino costituito da alberi di sughero, realizzato in un reliquato della grande foresta di sughere e lecci che un tempo ricopriva interamente la piana di Tortolì.

Arbatax: Parco Comunale La Sughereta Arbatax: Parco Comunale La Sughereta Arbatax: Parco Comunale La Sughereta Arbatax: Parco Comunale La Sughereta

Sette ettari di parco sono stati recintati ed attrezzati dei necessari servizi e di percorsi vita e fitness. All'interno vi si trovano, tra l'altro, un punto di ristoro, un laghetto artificiale ed un anfiteatro in grado di ospitare manifestazioni.

L'area abbandonata della ex Cartiera di Arbatax

Arbatax: l'area abbandonata della ex Cartiera di ArbataxAlla sinistra della strada statale si trova l'ultimo comparto dell'area del Consorzio Industriale, nella quale sono ospitati i resti di quella che è stata la ex Cartiera di Arbatax. Si trattava della più grande fabbrica dell'Ogliastra, una delle principali e rinomate della Sardegna, addirittura la seconda del suo genere in Europa, che oggi è un enorme cimitero industriale, tra serbatoi e gru arrugginite, a due passi dal mare. Nata nel 1963 in una delle poche aree pianeggianti dell’Ogliastra, vicina al porto di Arbatax, la Cartiera apre i battenti e raccoglie immediati consensi, e, in poco meno di un decennio, arriva a coprire il sessanta per cento del consumo nazionale di carta da giornale e rotocalco. Nel 1973 viene acquisita dalla Fabocart del milanese Giovanni Fabbri, legato da stretti rapporti con Licio Gelli e Roberto Calvi, con l’obiettivo del monopolio delle materie prime per controllare l’intero mercato editoriale. Alla fine degli anni Settanta, lo scandalo della P2, è un autentico terremoto. Nel 1981 gli operai e i vertici sindacali iniziano l’autogestione, finché, dopo il 1989, si entra in un’inarrestabile spirale di crisi, che, uno dopo l’altro, hanno sancito il suo crack.

Proseguendo arriviamo all'interno della frazione Arbatax

Prendiamo leggermente a sinistra la via Lungomare, proseguiamo per un altro chilometro e trecento metri ed arriviamo a trovare, nel punto dove si vede partire sulla destra la via Porto Frailis, il cartello segnaletico che indica l'ingresso nella suggestiva frazione marina chiamata Arbatax, che costituisce il più importante porto ed il più noto centro turistico dell'Ogliastra. Dal Municipio di Tortolì al cartello segnaletico che indica l'ingresso nella frazione si sono percorsi 4.5 chilometri.

La frazione Arbatax che costituisce lo sbocco sul mare di Tortolì Informazioni turistiche

Arbatax: veduta dell'abitatoLa frazione marina Arbatax (altezza metri 10, distanza circa 4.13 chilometri, abitanti circa 2.272), antico centro di pescatori, è oggi un suggestivo borgo sorto attorno alla Torre di San Michele. Si trova sulle pendici nord occidentali di una penisola chiamata Capo Bellavista, situata al centro della costa orientale della Sardegna, a ridosso dello stagno di Tortolì. Si tratta di un promontorio ricco di macchia mediterranea, sulla cui sommità svetta l'omonimo faro, nei pressi del quale si trova una piazzola panoramica dalla quale di gode la vista del litorale di Arbatax, fino a capo Monte Santo e all'isolotto d'Ogliastra. Arbatax è anche meta di passaggio del Trenino Verde.

Origine del nome

Secondo una contestata teoria, il nome Arbatax sarebbe di derivazione araba, precisamente dalla parola arbaʿat ʿashara, che significa quattordici, e verrebbe solitamente inteso come la quattordicesima Torre difensiva costiera edificata in epoca spagnola partendo dal sud dell'Isola. Invece, secondo un'altra interpretazione, il nome Arbatax risulktarebbe dalla deformazione del nome della località Boccasara, che si trova subito a nord dell'abitato, dove si trovava l'approdo alla foce del Canale di Baccasara, che mette in collegamento lo Stagno di Tortolì con il mare. Nel Registro delle rendite pisane del 1316, il Salto di Baccasara, detto anche Su Sartu, viene denominato Batassar, da cui Albatassar e, quindi, Arbatax, con la x al posto delle ss. Nelle carte del Settecento e dell’Ottocento la Torre di Bellavista, situata sulla sommità del Capo Bellavista, veniva chiamata torre di Largavista o di Baccasara.

La sua economia

L'economia della frazione Arbatax si basa sulla pesca, dato che è presente una cooperativa di pescatori molto attiva anche grazie allo stagno; sull'industria, dato che negli anni Sessanta la località diviene un importante centro industriale con la costruzione della più grande cartiera sarda, e negli ultimi anni con la realizzazione un cantiere navale, di proprietà della Saipem, operante nel settore della costruzione di piattaforme petrolifere; e sul turismo, che conta nel periodo estivo migliaia di presenze. I pescherecci di Arbatax conferiscono prodotti di qualità quali aragoste, astici, gamberi, tonni, pesci spada, dentici, orate, spigole e molte altre specie presenti nel Mediterraneo. Un discorso a parte merita la produzione ittica dello stagno di Tortolì con le sue anguille, le orate ed i cefali in particolare che attivano la produzione di una vera rarità gastronomica, una eccellenza da gourmet universalmente riconosciuta per la sua qualità, visto l'habitat dove viene allevato il cefalo, ossia la bottarga di muggine di Tortolì.

Brevi cenni storici

Nell’Ogliastra il polo di attrazione marittima è sempre stato localizzato intorno al Capo Bellavista, ed il porto era utilizzato sia per il traffico con Cagliari, sia per scambi che saltavano l’intermediazione della capitale, magari, come per l’esportazione dei cereali, ricorrendo al contrabbando. Il porticciolo veniva usato anche per assecondare le esigenze del traffico di legname. Più di una volta i Carroz furono richiamati a non esportare da altri porti all’infuori di quello di Cagliari. Solo nel 1560 Filippo II di Spagna include il porto de Ullastre fra quelli autorizzati ad esportare il grano prodotto nella zona, ed il porto di Tortolì diviene uno dei più redditizi della Sardegna. Nel Settecento, però, i Savoia stabiliscono che ogni sorta di commercio di cereali si possa praticare attraverso i soli porti di Cagliari, Alghero, Porto Torres e Castelsardo, con esclusione assoluta degli scali baronali di Longosardo, Terranova, Posada, Tortolì. L'origine dell’attuale centro portuale costituisce un fatto recente che risale alla seconda metà dell’Ottocento. Un primo tentativo di realizzare una moderna opera portuale in Ogliastra, viene fatto unendo i due grandi scogli che costituiscono l’isola dell'Ogliastra per formare il porto, ma si tratta di un lavoro inutile. Nel 1851 il ministro Cavour incarica il tenente di vascello Augusto Bruno di studiare sul luogo il da farsi, ed egli, dopo aver riconosciuto che nella rada di Arbatax le imracazioni non potevano stare all’ancora sotto i venti di nord e nord est, e neppure potevano stare nella rada di San Gemiliano sotto i venti di sud est, conclude che sarebbe più sicuro realizzare il porto nello stagno. Parere che viene condiviso dal Consiglio comunale di Tortolì nel 1852. Successivamente, nel 1928 i Comuni di Tortoli, Girasole e Lotzorai vengono riuniti in unico Comune denominato Arbatax di Tortoli, e nel 1940 questo Comune viene autorizzato a modificare la propria denominazione in Tortolì. Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, il porto viene colpito da un bombardamento alleato. Ed infine, nel 1946, vengono ricostituiti i Comuni di Girasole e Lotzorai.

Feste e Sagre che si svolgono ad Arbatax

Tra le Feste e Sagre che si svolgono al Arbatax, vanno citati a metà maggio, la Festa di San Giorgio, che è la Festa patronale della frazione; a giugno, la manifestazione Arbatax Borgo Marinaro, organizzata per la prima edizione nel giugno 2015 dall’Associazione Stella del Mare con l’aiuto dell’Associazione Vele Corsare, che si è occupata dell'evento negli anni successivi, che porta in risalto legami ed origini ponzesi del borgo, in particolare con il connubio tra la cucina locale e quella dell'isola di Ponza; la prima domenica di luglio, si può assistere alla spettacolare Processione a mare, una Festa del paese dove i pescatori locali offrono un fritto di pesce a tutti gratuitamente; il terzo fine settimana di luglio, si celebra la Festa di Stella Maris; tra la fine luglio e l'inizio di agosto, nell'incantevole cornice della falesia di porfido rosso del borgo di Arbatax, viene organizzato il festival internazionale Rocce Rosse Blues; la terza domenica di agosto, la Festa di San Lussorio, nella sua Chiesa campestre; l'ultima domenica di agosto, o, se questa fosse la terza, la prima domenica di settembre, la Festa di San Gemiliano, nella sua Chiesa campestre; durante il mese di agosto, si svolge anche la rassegna cinematografica Cal'a Cinema; la seconda domenica di settembre, la Festa di San Salvatore, nella sua Chiesa campestre.

La rassegna cinematografica Cal'a Cinema

Arbatax: manifesto della rassegna cinematografica Cal'a CinemaLa rassegna cinematografica Cal'a Cinema, dal 2009 è un appuntamento fisso dell'estate Arbataxina. Il nome vuole essere un'esortazione a scendere al cinema, ma anche un riferimento alla cornice che ospita l'evento, la caletta Genovesi nel porto di Arbatax. La location non è solo suggestiva, ma anche simbolica. Infatti il denominatore comune dei film selezionati è il Mediterraneo, crocevia di culture e testimone di scambi fra i popoli. Proiettare cinema in un porto assume così un significato di incontro e di interazione. La rassegna è stata ideata e organizzata dall'associazione Musika Surda.

La costiera di Arbatax

Tre VeleNel 2017 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele al comprensorio dell'Ogliastra. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.

Visualizza la mappa Visita del centro di Arbatax con le sue spiagge

Arrivati da Tortolì ad Arbatax, imbocchiamo la via Lungomare, lo seguiamo per un chilometro e trecento metri e, subito prima della deviazione sulla destra nella via Porto Frailis, troviamo il cartello segnalegico che indica l'ingresso all'interno della frazione.

I ruderi della Chiesetta dedicata alla Nostra Signora d'Adamo

Arbatax: ruderi della piccola Chiesa di Nostra Signora d'AdamoDalla via Lungomare, passato il cartello segnaletico che indica l'ingresso all'interno della frazione, prendiamo a destra la via Porto Frailis e, dopo una cinquantina di metri, svoltiamo a destra nella via Napoli, una strada in salita che fiancheggia sulla destra la via Lungomare. Percorsa per centottanta metri, si vedono alla destra della strada i pochi resti della piccola Chiesa dedicata alla Nostra Signora d'Adamo, della quale resta oggi solo un rudere cadente, utilizzato negli anni passati come magazzino dell'ormai chiuso Albergo Rstorante Speranza. Si notano la fiancata, rinforzata da robusti contrafforti murari, e l'interessante tipica struttura del tetto in legno di ginepro con l'incanniciatura a vista. Di proprietà privata, la sua edificazione sembra risalga agli inizi dell'Ottocento, dovuta a nobili tortoliesi, pare i Cardia, ed un tempo questa era la Chiesa dei navigatori e dei lavoratori del porto. Comunque già negli ultimi decenni dell'Ottocento si era cessato di celebrare la Festa di questa Santa patrona. L'alluvione del 1940 aveva danneggiato fortemente questa piccola Chiesa, perciò si riChiesa che fosse costruita la nuova Chiesa di Stella Maris, sufficiente per esercitare le funzioni religiose per la popolazione della frazione.

La Torre di Arbatax detta anche Torre di San Michele

Arbatax: la Torre di San Michele prima del restauroArbatax: la Torre di San Michele dopo il restauroProseguendo per centocinquanta metri con la via Lungomare, si arriva a vedere, alla sinistra della strada, la Torre di Arbatax, detta anche Torre di San Michele, alla quale si deve probabilmente il nome Arbatax, che in arabo significa quattordici, inteso come la quattordicesima Torre difensiva costiera edificata in epoca spagnola partendo dal sud dell'Isola. Il nome le è stato dato nel periodo delle aggressioni dei pirati Saraceni. La torre si trova all'interno della borgata di Arbatax a quattro metri sul livello del mare, ed è stata edificata probabilmente nel 1572. Composta da graniti e profidi, presenta due piani, di cui il primo con volta a cupola ed il secondo con soffitto piano, entrambi con un pilastro centrale. I due piani comunicano per mezzo di una scala interna alla muratura, mentre il terrazzo è accessibile da una scala presente nella sala sottostante. un'altra scala, esterna, è stata aggiunta successivamente, per l'ingresso. Recentemente restaurata, la Torre era un tempo affacciata sulla costa, mentre ora si trova affacciata sul Porticciolo Turistico, che descriveremo più avanti. È oggi, in dotazione alla Guardia di Finanza, ed è destinata a diventare il Museo del Mare.

La Chiesa della Beata Vergine Stella Maris

Passata la Torre, proseguiamo e, dopo appena una ventina di metri, prendiamo a destra la via Tirreno, una strada in salita che fiancheggia sulla destra la via Lungomare. La seguiamo per centocinquanta metri, ed arriviamo a vedere alla destra la piazza Colombo, passata la quale si trova alla sinistra uno spiazzo, sul quale si affaccia la Chiesa dedicata alla Beata Vergine Stella Maris, situata nell'area demaniale portuale ed edificata nel 1966 dal Demanio, è la Chiesa dei pescatori ed è stata la vecchia Chiesa parrocchiale di Arbatax. L’edificio, preceduto da una breve scalinata, è caratterizzato da una semplice pianta rettangolare, nel presbiterio rivestito con pannelli di legno si trova l’altare, la cui mensola è sorretta da quattro robuste colonne di colore nero. Dietro l’altare sono visibili una bella immagine della Madonna e piccolo crocifisso. La facciata esterna con rifiniture in pietra, presenta un portone ligneo sormontato da un rosone circolare in vetro policromo. Sul semplice tetto a capanna è posta una croce gigliata. Sul lato destro, staccato dal corpo della Chiesa, si eleva l’alto campanile in pietra, che presenta a tre livelli differenti, una monofora, una bifora e una trifora e termina con una bella cupola cuspidata sormontata da una piccola croce.

Arbatax: Chiesa della Beata Vergine Stella Maris Arbatax: facciata della Chiesa della Beata Vergine Stella Maris

Arbatax: manifesto della Festa di Stella MarisQui, il terzo fine settimana di luglio, si svolge la Festa di Stella Maris, nata all'inizio della prima metà del secolo scorso per celebrare la Madonna Stella del Mare, Santa protettrice di Arbatax, che si articola in tre giornate, dal venerdì alla domenica. Nei giorni precedenti, la popolazione decora il paese con composizioni di teli e nastri che richiamano i colori della Madonna e del mare, ossia il bianco, l'azzurro ed il blu, e la via del Lungomare si riempie di bancarelle colorate che offrono una varietà di prodotti tipici sardi. Il comitato della Festa inoltre organizza spettacoli musicali durante le sagre delle cozze il venerdì, e del pesce fritto il sabato.

Arbatax: la Festa di Stella Maris Arbatax: la Festa di Stella Maris

La parte religiosa della Festa si svolge la domenica con una processione, nella quale il simulacro della Madonna parte dalla Chiesa e, passando per le vie del paesino, raggiunge le banchine del porto dove viene celebrata la messa. Alla sua conclusione, la statua viene sistemata su un peschereccio preparato per l'occasione, ed, al seguito del peschereccio, si raccolgono numerose imbarcazioni colme di fedeli che si avviano in processione per fare i tradizionali tre giri nel porto che si concludono con il lancio di una corona di fiori in ricordo delle vittime del mare. Tutti attendono a questo punto la conclusione in bellezza della Festa, che, oltre a coinvolgere i paesani, richiama migliaia di turisti e pellegrini. La festa si conclude con uno straordinario spettacolo pirotecnico.

La ex Stazione ferroviaria di Arbatax affacciata sulla Cala Genovesi

Dalla Torre, proseguiamo lungo la via Lungomare in direzione nord per quasi trecento metri, e vediamo, alla sinistra della strada, l'edificio che ospitava la ex Stazione ferroviaria di Arbatax. Arbatax: facciata della Stazione ferroviaria di ArbataxArbatax: retro della Stazione ferroviaria di Arbatax affacciata sulla Cala GenovesiPassato l'ingresso della stazione, la strada arriva alla rotonda di via Tirreno, dove possiamo compiere una completa svolta a sinistra dirigendoci verso sud lungo una strada che passa sul retro della stazione, costeggiando la piccola Cala Genovesi, che si trova sulla sinistra della via Lungomare poco prima di raggiungere l'ingresso del molo di levante, caletta che per molto tempo è stato fulcro dell'attività dei pescatori del borgo, e nella quale, durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. è avvenuto uno dei fatti più tragici della storia di Arbatax. La stazione viene realizzata dalla Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna prima della fine dell'Ottocento, in seguito all'ampliamento del porto di Arbatax ed al conseguente allontanamento delle banchine dalla originaria ottocentesca stazione, che ancora oggi viene utilizzata per il rimessaggio dei treni. Alla società costruttrice nel 1921 subentrano le Ferrovie Complementari della Sardegna, ed a queste nel 1989 le Ferrovie della Sardegna. Pesantemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, lo scalo viene poi ripristinato e continua la sua attività. Durante la gestione delle Ferrovie della Sardegna, l'impiego dello scalo viene molto ridotto, e, nel 1997, come l'intera linea per Mandas, viene chiusa al regolare esercizio venendo destinata all'impiego quasi esclusivamente nel periodo estivo come capolinea della linea del Trenino Verde che collega Mandas con Arbatax.

Il Porto Commerciale, il Porto Industriale ed il Porticciolo Turistico

Nella visita dell'abitato della frazione di Tortolì chiamata Arbatax, possiamo recarci a visitare il suo grande Porto, che costituisce il più importante scalo marittimo nella costa orientale della Sardegna. Per raggiungerlo, proseguiamo verso sud dopo la rotonda di via Tirreno passando sul retro dell'edificio che ospitava la ex Stazione Ferroviaria di Arbatax, e vediamo sulla destra della strada la struttura del Porto. Ma è più agevole arrivarci da sud, con una strada che è molto più comoda. Da dove avevamo preso dalla SS125dir la via Lungomare, la seguamo per appena un chilometro e prendiamo una deviazione sulla sinistra, che ci porta a costeggiare, la struttura del Porto. É questa la strada che si percorre, per imbarcarsi sui traghetti che partono dal Porto Commerciale, o per raggiungere le imbarcazioni ancorate nel Porticciolo Turistico.

Arbatax: un traghetto all'interno del Porto CommercialeArbatax: una piattaforma per ricerche petrolifere nel Porto IndustrialeIl grande Porto Commerciale viene utilizzato da vari vettori navali per l'attracco dei traghetti che collegano il centro della Sardegna con il continente. Lo scalo, che ha un fondale fangoso della profondità da quattro a nove metri, è in grado di ospitare imbarcazioni con un'immersione massima di quattro metri ed una lunghezza massima di cinquanta metri. Ospita fino a un massimo di 500 posti barca, dei quali 200 per il transito. Lo scalo è servito anche dalla compagnia Tirrenia, ed i due principali porti di partenza sono Civitavecchia e Genova. A sud ovest del Porto Commerciale, è presente il Porto Industriale, nel quale si trovano, tra l'altro, i Cantieri Navali Intermare Sarda, una società di fabbricazione del Gruppo Saipem orientata principalmente alla costruzione di strutture in acciaio per l'industria del gas e del petrolio. L'area portuale comprende anche dei pontili per le imbarcazioni da diporto e per i pescherecci.

Arbatax: il Porticciolo Turistico Arbatax: il Porticciolo Turistico

All'interno del grande Porto Commerciale, è stato realizzato il Porticciolo Turistico di Arbatax, che si posiziona al centro della costa orientale sarda a otto miglia da Capo Montesanto dove inizia il Golfo di Orosei, ed a ridosso dell'ansa del Capo Bellavista, all'interno del grande Porto di Arbatax. Il Porticciolo Turistico è in grado di accogliere circa ottanta barche della lunghezza massima di cinquanta metri. Sicuro ed accessibile con ogni tempo e con ogni profondità, nel Porticciolo Turistico sono disponibili in banchina tutti i servizi più importanti.

Le famose rocce rosse di Arbatax

Di fronte alla Stazione Ferriviaria, sulla destra della via Lungomare, si trova l'ampio piazzale Scogli Rossi, che dà sulla spiaggia, al di là del quale possiamo vedere le famose rocce rosse di Arbatax, come vengono chiamate le bellissime scogliere di porfido rosso che emergono direttamente dal mare. Questa scogliera di rocce rosse è una rarità in Sardegna, e la si può ammirare vicino al porto di Arbatax.

Arbatax: entrando sul piazzale si cominciano a vedere sulla sinistra le bellissime rocce rosse di Arbatax Arbatax: le bellissime rocce rosse affioranti dal mare Arbatax: le bellissime rocce rosse affioranti dal mare Arbatax: le bellissime rocce rosse affioranti dal mare Arbatax: la grande roccia rossa sulla spiaggia Arbatax: la grande roccia rossa sulla spiaggia Arbatax: la grande roccia rossa sulla spiaggia Arbatax: la grande roccia rossa sulla spiaggia Arbatax: la grande roccia rossa sulla spiaggia

Affioranti dall'acqua, in altezza arrivano ai quindici metri, e vengono utilizzate spesso come rampa di tuffi dai più spavaldi. Dall'alto delle bellissime rocce rosse abbiamo visto i ragazzi del posto tuffarsi in uno splendido mare di cristallo.

Arbatax: particolare della roccia rossa Arbatax: sulle rocce rosse di Arbatax Arbatax: sulle rocce rosse di Arbatax Arbatax: sulle rocce rosse di Arbatax Arbatax: prima del tuffo dalle rocce rosse di Arbatax Arbatax: tuffi dalle rocce rosse di Arbatax Arbatax: tuffi dalle rocce rosse di Arbatax

Nel piazzale delle rocce rosse viene organizzato il festival jazz Rocce Rosse Blues

Arbatax: manifesto del festival jazz Rocce Rosse BluesDal 1991, tra la fine luglio e l'inizio di agosto, nell'incantevole cornice della falesia di porfido rosso di Arbatax, viene organizzato il festival internazionale Rocce Rosse Blues, che rappresenta un appuntamento soprattutto con la musica rock, blues, jazz e la canzone d'autore. Alla musica italiana e ai suoi vari protagonisti è riservata un'ampia platea, ma è al blues e al jazz e ai i loro interpreti afroamericani che, per tradizione, è dedicato lo spazio più rilevante. Negli anni il Festival ha visto la partecipazione di nomi come B.B.King, uno dei padri del Rhythm and Blues, ed inoltre David Bowie, Lou Reed, Eric Clapton, James Brown, Goran Bregovic, Zucchero, Patty Pravo, Wilson Picket, Vasco Rossi, Zucchero, Pino Daniele, e molti altri. Del Festival si tiene da molti anni anche la winter edition, a metà dicembre, nei padiglioni della Fiera di Cagliari.

La Cala Moresca con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Dalla via Tirreno, che porta alla Chiesa dedicata alla Beata Vergine Stella Maris, arriviamo sulla destra in piazza Colombo, la seguiamo, poi svoltiamo a destra in via Napoli e, subito, a sinistra imbocchiamo la via Faro Bellavista. La percorriamo per centocinquanta metri, svoltiamo leggermente a sinistra in via Batteria, che, in un centinaio di metri, termina in uno slargo, chiamato a volte piazzale di Cala Moresca. Da qui parte un comodo sentiero in mezzo a rocce e alberi, dotato di una scalinata di cemento, percorribile a piedi anche dai bambini, che porta alla Cala Moresca, che deve il suo nome alle incursioni dei pirati saraceni, che nell’ottavo secolo mettono a ferro e fuoco la costa. Si tratta di una piccola e tranquilla caletta, composta da splendide rocce di porfido rosso, miscelate a quelle granitiche, fino a formare un insieme di colori omogenei. Si tratta di una insenatura molto tranquilla, che sorge nel lato sud del promontorio, sul quale, nel lato nord, si trovano le splendide rocce rosse.

Arbatax: la spiaggia di Cala MorescaAll'interno della cala è stata posata artificialmente sabbia raccolta da una spiaggia vicina, a costituire la spiaggia di Cala Moresca, in estate assai frequentata dai cittadini di Arbatax dato che si trova all'interno dell'abitato, ma molto meno dai turisti. La spiaggia presenta un fondale basso e limpido di sabbia ghiaiosa, scogli e rocce. Attorno una fitta vegetazione colora di verde mediterraneo la caletta. È molto amata da quanti praticano pesca subacquea e snorkeling, data la presenza nei fondali di stelle marine e pesci variopinti. Cala Moresca è poco esposta ai venti e il suo mare molto calmo, perfetta per intense giornate di relax.

A sud si trova il Capo Bellavista con il Faro posizionato sulla sua sommità

Da dove la abbiamo imboccata, proseguiamo lungo la via Faro Bellavista in una strada in salita con curve e tornanti, e dopo, quasi un chilometro e mezzo, termina in una zona soggetta a servitu militare, situata sulla sommità della collina del Capo Bellavista, dove si trovava un tempo la Torre di Bellavista, edificata in epoca spagnola, forse nel 1639, ma che oggi è stata distrutta.

Arbatax: il Faro di Capo BellavistaOggi sulla sommità della collina si trova il Faro di Capo Bellavista, che domina la frazione, ed anche più a sud la zona di Porto Frailis. È costituito da una torre di due piani a sezione quadrata cinta da una gabbia di Faraday, al cui interno si trova la vecchia lanterna di fabbricazione francese, ed è stato attivato nel 1866 dal Regio Ufficio del Genio Civile. Si tratta di uno tra i fari più importanti della Sardegna. In esso si trova il Teleposto Meteo di Capo Bellavista, entrato in funzione nel 1936 sotto gestione della Regia Marina, che si trova a 156 metri di altezza, ed oggi, con le sue rilevazioni, è punto di riferimento per il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare aderendo al sistema di osservazione globale del clima dell'Organizzazione Mondiale della Meteorologia.

Un interessante relitto romano databile al I secolo dopo Cristo riposa sui fondali del Capo Bellavista. Questo relitto è stato segnalato sino dal 1954, ed ha restituito lingotti di stagno, di ferro e di rame, per un totale complessivo di oltre 400 chili.

Dalla via Lungomare prendiamo la via Porto Frailis lungo la quale si trova l'Arbatasar Hotel

Dalla via Lungomare, il cartello segnalegico che indica l'ingresso all'interno della frazione, prendiamo a destra la via Porto Frailis che avevamo seguito per vedere i pochi resti della piccola Chiesa dedicata alla Nostra Signora d'Adamo. La via Porto Frailis si dirige verso sud, in direzione di Porto Frailise, e, percorsi appena centocinquanta metri, si vede alla sinistra della strada l'importante Hotel Arbatasar.

Suggerito dalla Guida MichelinIl nome dell'Arbatasar Hotel riporta direttamente alle origini arabe della località. L'Hotel è ospitato in una villa dai color caldi e sobri, con ampie aree, camere spaziose ed eleganti arredate con mobili di pregio, una piscina invitante incoriciata da palme. Nell'elegante e raffinata sala da pranzo, proposte di cucina internazionale e regionale. È possibile gustare piatti tipici della cucina Mediterranea, di mare e di terra, rivisitati dallo chef con l'attenta cura nella scelta delle materie prime, sempre fresche e di altissima qualità.

Ad Arbatax Porto Frailis si rtova la Chiesa parrocchiale di San Giorgio Vescovo

Procediamo in direzione sud lungo la via Porto Frailis, dopo quattrocento metri arriviamo a una rotonda, dove prendiamo la seconda uscita che è via dei Portoghesi, dopo trecento metri svoltiamo a destra in via Marsiglia, che prendiamo verso ovest, e, dopo centocinquanta metri, prendiamo a destra la via Sulki, che, in una sessantina di metri, ci porta alla nuova Chiesa dedicata a San Giorgio, vescovo di Suelli. Questa Chiesa, che è la nuova parrocchiale di Arbatax, è stata inaugurata nel 1997. Realizzata in uno stile con linee di gusto bizantino, ha un interno a tre navate, separate da dodici colonne di granito, abside semicircolare ed una cupola ottagonale. All'esterno, alla Chiesa sono affiancati due corpi laterali, che sporgono abbondantemente davanti alla facciata.

Arbatax: Chiesa parrocchiale di San Giorgio Arbatax: facciata della Chiesa parrocchiale di San Giorgio

Arbatax: manifesto della Festa di San GiorgioAd Arbatax a metà maggio si celebra la Festa di San Giorgio, che è la Festa patronale della frazione. I festeggiamenti hanno inizio il venerdì pomeriggio, con la processione, accompagnata dalle launeddas e dall’organetto, Arbatax: processione per la Festa di San Giorgiodalla Chiesa di San Giorgio fino alla Chiesetta del Sacro Cuore che si trova in località Case Gescal, ai confini del territorio di Arbatax all'ingresso dell'agglomerato storico di Tortolì, seguita dall'apertura degli stand gastronomici e musica. Il sabato sera una nuova processione, sempre accompagnata dalle launeddas e dall’organetto, con il simulacro del Santo fino alla Chiesa di Stella Maris ed al termine, nell’area adiacente il sagrato di San Giorgio, apertura degli stand gastronomici, e derata musicale. La domenica mattina, processione dalla Chiesa di Stella Maris fino a quella di San Giorgio, con la partecipazione di gruppi folk, tanti cavalieri e la banda musicale. Segue la messa accompagnata dal Coro di Arbatax, ed in serata musica ed altri spettacoli.

Prendiamo il viale Europa e raggiungiamo il Campo di Calcio San Gemiliano

Tortolì-Su Logu de S'Iscultura: l'opera «Scultura» di Mauro Staccioli dal 1995 ad Arbatax lungo il viale EuropaDa dove provenendo da Tortolì il viale Arbatax era arrivato al bivio, dove prosegue verso sinistra la via Lungomare, che è la prosecuzione della SS125dir, possiamo prendere leggermente a destra il viale Europa. Seguito per quattrocentocinquanta metri, arriviamo a un bivio, dove verso sinistra parte la via Ginevra, mentre verso destra prosegue il viale Europa. Al centro del bivio si trova un ampio spazio verde, all'interno del quale è esposta dal 1995 l'opera «Scultura» dell'artista Mauro Staccioli, realizzata nell'ambito dell'esposizione permanente d'arte denominata «Su Logu de S'Iscultura» che è stata descritta quando abbiamo illustrato il Museo di Tortolì.

Al bivio prendiamo verso destra la prosecuzione del corso Europa e, dopo una cinquantina di metri, imbocchiamo a destra la via Amburgo, la seguiamo fino a che questa strada, dopo quattrocentocinquanta metri, sbocca sulla via San Gemiliano. Presa la via San Gemiliano verso sinistra, dopo duecento metri vediamo, alla sinistra della strada, il Campo di Calcio San Gemiliano, chiamato anche Campo da Calcio Gemilianello, con fondo in terra battuta, che si trova in buone condizioni ed ospita anche le partite di Terza Categoria.

Arbatax: ingresso del Campo da Calcio Gemilianello Arbatax: Campo da Calcio Gemilianello

Nel 1968 ad Arbatax viene fondata la prima società calcistica denominata C.A.Arbatax, che disputa le partite casalinghe nel Campo della Cartiera, e la cui attività viene interrotta a fine anni ottanta. Nel 2000 viene costituita una nuova società calcistica denominata Federazione Calcio Arbatax, partecipante al campionato di calcio di Terza Categoria Ogliastra Girone G. La squadra si allena presso il Centro Sportivo di San Gemiliano dove disputa anche le gare ufficiali di campionato.

Proseguendo lungo il viale Europa raggiungiamo il Complesso Sportivo del Villaggio Cartiera

Tortolì-Su Logu de S'Iscultura: l'opera «Scultura» di Mauro Staccioli dal 1995 ad Arbatax lungo il viale EuropaRitorniamo sul viale Europa dal bivio dove era partita a sinistra la via Ginevra, lo seguiamo per altri duecentocinquanta metri ed arriviamo a una rotonda, al centro dell'incrocio dove arriva da sinistra la via Varsavia, e parte a destra la via Sidney. All'interno della rotonda è esposta dal 2003 l'opera «Scultura» dell'artista Igino Panzino, realizzata nell'ambito dell'esposizione permanente d'arte denominata «Su Logu de S'Iscultura» che è stata descritta quando abbiamo illustrato il Museo di Tortolì. Questa opera è considerata un menhir contemporaneo, che veglia sull'isola e sull'arte, e si crede garantisca vita feconda ed eterna rinascita a entrambe.

Alla rotonda, prendiamo verso destra la via Sidney, che si porta all'interno del Villaggio Cartiera. Seguita la via Sidney per meno di duecento metri, vediamo, alla destra della strada, l'ingresso del Complesso Sportivo del Villaggio Cartiera, situato all'interno del Villaggio che era stato edificato per ospitare gli operai che lavoravano nella Cartiera. All'interno del Complesso Sportivo, si trova un Campo da Calcio, che non si trova in buone condizione, ed è dotato di fondo in terra battuta. Accanto al Campo dal Calcio, sono presenti anche due Campi da Tennis, che si trovano in buone condizioni.

Arbatax: ingresso del Complesso Sportivo del Villaggio Cartiera Arbatax: Campo da Calcio del Complesso Sportivo del Villaggio Cartiera Arbatax: Campo da Tennis del Complesso Sportivo del Villaggio Cartiera

Il viale Europa ci porta nella Baia di Porto Frailis con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Tortolì-Su Logu de S'Iscultura: l'opera «Nagjima» dall'arabo «Stella» realizzata nel 2001 dall'artista Gianfranco Pardi che è ospitata nel piazzale che si affaccia sulla spiaggia di Porto FrailisRitorniamo sul viale Europa e lo seguiamo per altri cinquecentocinquanta metri, che termina nella località Porto Frailis, che si affaccia sulla Baia di Porto Frailis, alla quale si può arrivare anche proseguendo verso sud ovest da Cala Moresca, passato il promontorio di Capo Bellavista, ed ancora più a sud, passata la Punta Frailis. Ci si può arrivare anche dal centro di Arbatax, percorrendo tutta la via Porto Frailis, presa della via Lungomare, che in un chilometro e mezzo termina nella piazza Porto Frailis, che si trova affacciata sulla baia. Al termine del viale Europa, prima di raggiungere il mare, nel piazzale che si affaccia sulla spiaggia di Porto Frailis si vede alla destra della strada l'opera «Nagjima», dall'arabo «Stella», realizzata nel 2001 dall'artista Gianfranco Pardi, che è stata realizzata nell'ambito dell'esposizione permanente d'arte denominata «Su Logu de S'Iscultura» che è stata descritta quando abbiamo illustrato il Museo di Tortolì.

La Baia di Porto Frailis è una piccola insenatura sabbiosa che si apre nella costiera granitica, riparata dai venti e circondata da scogli piatti su entrambi i lati, che racchiude una piccola spiaggia a forma di ferro di cavallo, protetta da due colline ricche di vegetazione.

Arbatax: la spiaggia di Porto Frailis nella baia omonimaLa baia, riparata dai venti e circondata da scogli piatti su entrambi i lati, racchiude la piccola spiaggia di Porto Frailis, a forma di ferro di cavallo, protetta da due colline ricche di vegetazione. L'arenile, di medie dimensioni, è costituito da sabbia di grammatura media e di colore ecrù, fine, e si affaccia su un mare verde, poco profondo. Molto affollata in alta stagione, è adatta per chi ama gli sport aquatici come il windsurf e la canoa. Durante la mattina, è possibile anche usufruire dell'animazione dell'adiacente campaggio villaggio Telis e della ginnastica in acqua, proposta da istruttori della scuola di ballo di Tortolì.

Bandiera BluLa spiaggia di Porto Frailis è stata insignita anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

Sulla spiaggia di Porto Frailis si trova l'Hotel La Bitta con il Ristorante omonimo

Sulla spiaggia di Porto Frailis si trova l'Hotel La Bitta con il Ristorante omonimo.

Suggerito dalla Guida MichelinDirettamente sul mare si trova l'Hotel La Bitta, ospitato in una villa signorile con spaziose aree comuni, belle camere diverse negli arredi e nei tessuti, piscina, solarium ed un'oasi di relax appartata nel verde. Dal 1967, anno della sua fondazione, è una dimora elegante ed ospitale aperta al moderno Viaggiatore. Soggiornare in questo Hotel significa assecondare i ritmi lenti e rilassanti di una vacanza al mare, e ci si può far accogliere in camere curate in ogni dettaglio, in gran parte affacciate sul mare con balconi e terrazzi e godete di spazi intimi e riservati, arredati con sobria raffinatezza e decorati con preziose maioliche dipinte a mano.

Una cucina di qualitàPresso l'Hotel La Bitta si trova l'importante Ristorante La Bitta, un locale specializzato nella cucina di pesce e frutti di mare in un ambiente classico, che viene consigliato dalla Guida Michelin e che viene indicato con il Piatto Michelin per la sua cucina di qualità. Ristorante esemplare, con splendida vista sulla baia, coniuga squisitamente i sapori straordinari della cucina sarda con piatti creativi, che sono frutto di un'attenta scelta dei prodotti locali. Direttamente sul mare, nella veranda tutta chiusa da vetrate, è possibile gustare una ricca cucina di pesce, venata dalla fantasia dello chef.

Visualizza la mappa Spiagge e siti archeologici nei dintorni di Arbatax

Visitando il centro di Arbatax, abbiamo visto le spiagge che si trovano all'interno dell'abitato, ossia ad est la spiaggia di Cala Moresca ed a sud, passato il promontorio del Capo Bellavista e dirigendosi verso sud ovest, dopo la Punta Frailis la baia con la spiaggia di Porto Frailis. Proseguendo, incontriamo le molte baie e spiagge della costiera a sud di Tortolì, che si seguono l'un l'altra, fino ad arrivare ai limiti della spiaggia di Cea, in territorio di Barì Sardo.

Sul promontorio di San Gemiliano si trova la Torre di San Gemiliano

Arbatax: la Torre di San GemilianoLa Baia di Porto Frailis è chiusa a sud ovest dal promontorio di San Gemiliano, per arrivare al quale, da piazza Porto Frailis, si prende la via San Gemiliano. La strada sale leggermente e porta ai resti della seicentesca Torre di San Gemiliano. La Torre di San Gemiliano, dal nome originario di Taratasciàr che in arabo indica la tredicesima torre, si trova sull'omonimo promontorio, a 42 metri sul livello del mare, vicina alla Chiesetta campestre intitolata al medesimo Santo, ed è stata edificata in epoca spagnola, probabilmente nel 1639. Ha una forma molto slanciata, diametro alla base di circa sette metri e un'altezza di dodici metri. Costruita con rocce granitiche, ha una volta a cupola con un foro laterale per l'accesso al terrazzo.

La Chiesa campestre di San Gemiliano

Circa trecento metri prima di arrivare alla torre, si trova la Chiesa campestre di San Gemiliano, una delle Chiesette campestri in territorio di Tortolì. Dice un'antica leggenda che, dal cannone che si trovava un tempo nelle vicinanze della torre, sarebbero stati sparati tre colpi in tre diverse direzioni, ed in ognuno di questi punti sarebbe stata edificata una Chiesetta campestre. Sono la Chiesetta di San Gemiliano, che qui raccontiamo, e le Chiesette di San Lussorio e del Santissimo Salvatore, delle quali parleremo più avanti. Stando alla sua storia ed ai documenti ritrovati, questa Chiesa risalirebbe al 1500 circa, quando venne costruita per onorare il Santo Gemiliano da Cagliari, che secondo la tradizione, fa riferimento ad un Vescovo di Cagliari martirizzato al tempo di Nerone. La Chiesa si presenta a pianta rettangolare, tipica caratteristica delle Chiese campestri, e presenta la peculiarità di essere una delle poche Chiese campestri situate vicino al mare. La costruzione è avvenuta seguendo alcuni elementi classici e semplici, come la facciata sulla quale è presente la porta rettangolare centrale, un piccolo oculo sulla sua sommità ed un piccolo campanile a vela con una croce latina. Completamente ricostruita nel 1948 e rifinita in stile anni Cinquanta, ha la particolarità di essere una delle pochissime Chiese rurali situate in prossimità del mare.

Arbatax: la Chiesa campestre di San Gemiliano Arbatax: il simulacro di San Gemiliano

Ogni anno durante l'ultima domenica di agosto, o, se questa fosse la terza, la prima domenica di settembre, vengono celebrati i festeggiamenti religiosi in onore del Santo nella Sagra di San Gemiliano. Il venerdì precedente, nella piazza della parrocchiale, si svolge il rito de S'Imbidu, una sorta d'asta in cui il migliore offerente avrà diritto a guidare il carro a buoi con la statua del Santo. Si procede alla processione, con il simulacro portato dalla Chiesa di Sant'Andrea Apostolo di Tortolì sino alla piccola Chiesa di San Gemiliano, con processione in costume, cavalli, traccas ossia carri finemente addobbati e trainati da buoi, manifestazioni folcloristiche, vini.

La spiaggia di San Gemiliano Informazioni turistiche

La via San Gemiliano è circondata da villette e locali pubblici, e tutte le traverse della via San Gemiliano verso il mare, come la via Gabriele D'Annunzio, portano alla Marina di San Gemiliano, dove si trova l'insenatura di San Gemiliano, dalla quale parte una lunga distesa di sabbia non finissima di colore chiaro che si divide nella spiaggia di San Gemiliano, spiaggia di Basaùra e spiaggia di Sos Flores detta anche spiaggia dell’Aereoporto poiché di trova proprio a ridosso dello scalo di Tortolì ed Arbatax.

Arbatax: la spiaggia di San GemilianoLa spiaggia di San Gemiliano, detta anche spiaggia del Sarceno per la presenza dell'omonimo villaggio turistico, è costituita da un arenile composto da una bellissima distesa di sabbia a grani medi somiglianti a piccoli chicci di riso, dal colore che sfuma tra il giallo e il grigio pallido. Si affaccia in un mare cristallino dal colore tra il verde e l'azzurro, con un fondale basso e sabbioso. La spiaggia di San Gemiliano è mediamente affollata in alta stagione, frequentata soprattutto dai turisti che alloggiano all'Hotel Club Saraceno, che sorge proprio alle sue spalle. È la prima di una lunga striscia di sabbia, che assume diversi nomi, attraversando la spiaggia del Basaùra e la spiaggia di Sos Flores, ed arriva fino alla spiaggia de S'Orologiu ed al Lido di Orrì.

La spiaggia di Basaùra che prosegue nella spiaggia di Sos Flores Informazioni turistiche

La prosecuzione verso sud della spiaggia di San Gemilano, è la spiaggia di Basaùra. La spiaggia di Basaùra prosegue verso sud, e, in corrispondenza del campaggio Sos Flores, viene solitamente indicata con il nome di spiaggia di Sos Flores. Per raggiungerla, proseguiamo verso ovest con la via San Gemiliano e, percorsi settecentocinquanta metri dalla via Gabriele D'Annunzio, troviamo l'indicazione verso sinistra per Sos Flores. Prendiamo quasta strada che, in circa cinquecento metri, sbocca sulla via San Lussorio, la imbocchiamo verso sinistra e, in ottoento metri, arriviamo alla spiaggia.

Arbatax: la spiaggia di BasaùraLa spiaggia di Basaùra, non molto lunga ma molto ampia di larghezza, è la continuazione verso sud della spiaggia di San Gemiliano. È una spiaggia di sabbia non finissima, sempre di colore ecrù, e presenta un mare limpido e cristallino con fondali alti, che la sconsigliano ai più piccoli. É una spiaggia ben tenuta e molto ordinata. Il tratto finale della spiaggia di Basaùra prende il nome di spiaggia di Sos Flores, non molto lunga ma molto ampia di larghezza, sulla quale si riversano gli ospiti del vicino campaggio Sos Flores. Durante tutta l'estate è possibile noleggiare sdraio, lettini, pedalò, canoe, ed inoltre è a disposizione dei turisti il Baby Parking, un gruppo di animatori per i piccoli turisti. Verso il termine della spiaggia si trova il più frequentato locale all'aperto dell'Ogliastra, il Basaùra Beach Restaurant & Club, aperto 24 ore su 24, nel quale di sera viene proposta musica dal vivo.

La spiaggia si prolunga fino a dove sulla costa arrivano le piste dell'Aeroporto di Tortolì e Arbatax, vicino alla quale atterrano e decollano gli aerei del vicinissimo aeroporto, viene, per questo, anche indicata come spiaggia dell'Aeroporto poiché di trova proprio a ridosso dello scalo di Tortolì ed Arbatax.

La Chiesa campestre di San Lussorio

Da dove eravamo arrivati sulla via San Lussorio, invece di prendere verso sinistra in direzione della spiaggia, proseguiamo dritti in una stretta strada che, in circa duecento metri, ci porta alla Chiesa campestre di San Lussorio, antico martire sardo, che sorge a poca distanza dal mare, dove secondo la tradizione sorgeva l'antico abitato di Tortolì. La Chiesa attuale, per il gusto aragonese che lo impronta, risalirebbe alla metà del 1500, e viene aperta al culto solo in occasione della Festa. Si tratta di una Chiesa a pianta rettangolare, con il tetto in tegole sarde, su un incannicciato retto da travetti in legno di ginepro, posato su tre archi ribassati appoggiati su bassi pilastrini. La facciata cuspidata, secondo la spiovenza del tetto, presenta portale centrale e oculo, ed in alto un campaniletto a vela con unica luce munito di piccola campana. È presente una campana, appartenente alla vecchia Chiesa di San Sebastiano, in cui sono raffigurate le immagini del Santo, la Madonna col Bambino, del Crocefisso e di San Giorgio col drago. All'interno, il pavimento è in cotto, di recente fattura, anche l'altare in muratura è recente, ed un altro altare in marmo è rivolto verso i fedeli. In una piccola nicchia centrale è ospitata la statua di San Priamo. Si ha notizia di importanti restauri nel 1902. Non lontano dalla Chiesa sono state rinvenute tracce di un insediamento risalente all'Età Romana.

Arbatax: la Chiesa campestre di San Lussorio Arbatax: il simulacro di San Lussorio

La terza domenica di agosto, presso questa Chiesa, si svolge la Festa di San Lussorio. Il venerdì precedente, nella piazza della parrocchiale, si svolge il rito de S'Imbidu, una sorta d'asta in cui il migliore offerente avrà diritto a guidare il carro a buoi con la statua del Santo. Il sabato il carro, con il simulacro del Santo, viene portato in processione fino alla Chiesetta, dove si svolgono i riti religiosi ed i festeggiamenti. La domenica sera, poi, avviene il rientro in paese, con musica, balli ed esibizioni folcloristiche.

I resti dell'Aeroporto di Tortolì Arbatax

Arbatax: resti dell'Aeroporto di Tortolì ArbataxA sud della spiaggia di Basaùra si trova la pista dell'Aeroporto di Tortolì, e più a sud lo sbocco a mare del Rio Foddeddu. Da dove eravamo arrivati sulla via San Lussorio, invece di prendere verso sinistra in direzione della spiaggia, prendiamo verso destra. Dopo settecntocinquanta metri, prendiamo a sinistra la via dell'Aeroporto che, in meno di duecento metri, ci porta ai resti dell'Aeroporto di Tortolì Arbatax, un aeroporto prima industriale e poi turistico nato negli anni '60 come supporto alla Cartiera di Arbatax. Si trattava di un aeroporto con un forte sostegno popolare, idoneo al traffico di aerei da turismo e di piccoli jet, che è stato collegato in passato con voli charter ad alcune delle principali città europee, e che ha goduto di investimenti per il prolungamento della pista nel 2008, ma chiuso a tutti voli dall’autunno del 2011.

Lungo la strada per Orrì si trovano i resti della Necropoli e del Protonuraghe di Monte Terli

Dal centro di Tortolì, prendiamo verso sud via Garibaldi, e, dopo circa cinquecento metri, prendiamo a sinistra la Strada per Orrì, la percorriamo per poco meno di un chilometro e mezzo e, sulla sinistra, vediamo una piccola altura chiamata il Monte Terli, sul quale si trovano numerosi Menhir del Monte Terli. Sulla parete calcarea si vede la Necropoli del Monte Terli, costituita da numerose Domus de Janas, alcune monocellulari ed altre costituite da un numero vario di celle semicircolari, comunicanti per mezzo di sportelli quadrangolari, alcuni dei quali dotati di cornici. Nelle celle sono stati rinvenuti frammenti di ceramica e tre vasi interi, che attestano un suo utilizzo almeno dal Neolitico Recente all'Età del Bronzo. A differenza del resto della Sardegna, in cui le sepolture sono state scavate nel tufo, una roccia facilmente lavorabile grazie alla sua morbidezza, le Domus de Janas di Monte Terli sono scolpite nel duro granito, questo fa capire la complessità della lavorazione che sicuramente ha richiesto la conoscenza di tecniche specifiche, la capacità di costruire punteruoli resistenti ma anche una notevole forza lavoro da parte degli uomini. Si pensa che la società che ha costruito la necropoli di Monte Terli fosse ricca e molto organizzata per dedicare così tanto tempo per onorare il culto dei morti.

Arbatax: uno dei Menhir del monte Terli Arbatax: la Necropoli del monte Terli Arbatax: resti del Protonuraghe del monte Terli

Non lontano dalla Necropoli, a meno di cinquecento metri di distanza verso est, si trovano i resti del Protonuraghe del Monte Terli. Situato a 28 metri di altezza, si tratta di una struttura nuragica con architettura indefinita, ma probabilmente un Protonuraghe, del quale rimangono visibili solamente un corridoio e tre ambienti communicanti, in parte formati dalla roccia naturale.

La Chiesa campestre del Santissimo Salvatore

Percorsi altri duecento metri lungo la strada per Orrì, nei pressi della seconda Cabina elettrica dell'Enel troviamo una deviazione sulla destra, con le indicazioni che, in trecento metri, ci fanno raggiungere il parco archeologico di San Salvatore, ed, in altri seicento metri, la piccola Chiesa campestre del Santissimo Salvatore, che sorge isolata in località S'Ortali 'e Su Monti, ai piedi del monte Genna Graita. Si ritiene che la presenza in questo luogo di una Chiesa dedicata al Santissimo Salvatore possa risalire al periodo bizantino, in cui i cristiani, piuttosto che ai Santi, dedicavano gli edifici di culto al Salvatore al quale si erano convertiti. La vecchia costruzione, che aveva già subito dei rifacimenti, viene abbattuta sul finire del secolo scorso, e l'attuale costruzione, che viene innaugurata nel 1901 con una grande festa in corrispondenza della ricorrenza, ha mantenuto l'impronta tradizionale che richiama lo stile gotico aragonese. La Chiesa si presenta all'esterno tinteggiata di bianco, ha un tetto a capanna coperto di coppi ed un campaniletto a vela e delle campate munite di robusti contrafforti. Verso il lato est, ha un portico che in passato veniva utilizzato per le riunioni del comitato organizzatore o per proteggere i pellegrini ed i mercanti durante lo svolgimento della Festa. All'interno si presenta modesta nell'aspetto e nelle proporzioni, è costituita da una semplice navata, coperta con una struttura a due spioventi. L'antico solaio del tetto, sorretto da archi in muratura massiccia ed irregolare, presenta in vista una struttura in legno di ginepro a falde ed incannicciatura sulla quale poggia un letto di calce e successivamente le tegole laterizie.

Arbatax: Chiesa campestre del Santissimo Salvatore Arbatax: interno della Chiesa campestre del Santissimo Salvatore Arbatax: simulacro grande del Santissimo Salvatore Arbatax: simulacro piccolo del Santissimo Salvatore

Presso questa Chiesa, la seconda domenica di settembre si svolge la Festa del Santissimo Salvatore. Il venerdì precedente, nella piazza della parrocchiale, si svolge il rito de S'Imbidu, una sorta d'asta in cui il migliore offerente avrà diritto a guidare il carro a buoi con i simulacri piccolo e grande del Salvatore. Il sabato il carro, con i simulacri, viene portato in processione fino alla Chiesetta, dove si svolgono i riti religiosi ed i festeggiamenti. La domenica sera, poi, avviene il rientro in paese, con musica, balli ed esibizioni folcloristiche.

Il parco archeologico di S'Ortali 'e Su Monti

Da qui si imbocca la strada bianca sulla destra e, a circa cento metri, ancora sulla destra la Strada Consorziale Cortiaccas, lungo la quale, dopo duecento metri, si vede sulla destra l'ingresso del complesso archeologico, un'area di circa sette ettari, recintata da un muro in pietra, su cui si trovano i resti di Un nuraghe complesso, una Tomba di giganti, due Menhir, un villaggio di capanne circolari, una Domu de Janas, un muro rettilineo ed un secondo Nuraghe, del quale residuano solo alcuni filari di base.Il Nuraghe complesso è situato sulla destra della strada, mentre la Tomba di giganti e i Menhir si trovano a sinistra. Il sito è recintato, custodito, ed affidato in gestione ad una cooperativa culturale che offre servizi di visite guidate.

Arbatax: Nuraghe di S'Ortali 'e Su MontiIl Nuraghe di S'Ortali 'e Su Monti è un Nuraghe complesso trilobato, costruito in granito con qualche elemento in porfido rosso. Nella torre centrale è presente una camera con copertura a tholos, marginata da tre nicchie. Intorno alla torre centrale è presente un imponente antemurale, con tre torri. Durante gli ultimi scavi archeologi nel complesso nuragico sono state rinvenute diciannove asce di bronzo con i margini rialzati o con lama, che, al momento dello scavo, erano disposte ordinatamente a incastro alternato. Le asce rappresentano per tipologia e per forma uno strumento molto usato in Ogliastra nei rapporti di scambi commerciali tra le comunità che abitavano le zone costiere e quelle interne.

Arbatax: Nuraghe di S'Ortali 'e Su Monti Arbatax: interno del Nuraghe di S'Ortali 'e Su Monti Arbatax: asce di bronzo rinvenute nel Nuraghe di S'Ortali 'e Su Monti

Nei pressi del Nuraghe si trovano i resti di molte capanne del Villaggio nuragico che testimonia la vocazione agricola dell'insediamento. Vicino al Nuraghe si trova una Domu de Janas sicuramente parte di una vasta necropoli riferibili al Neolitico Recente, e vi si trovano anche i resti di un secondo Nuraghe o di un probabile circolo megalitico. Sulla sinistra della strada si trova la Tomba di giganti di S'Ortali 'e Su Monti, interamente realizzata in granito. L'esedra, abbastanza ben conservata, è formata da una stele centinata e lastre di pietra infisse nel terreno. La tomba ha una grande camera a corridoio. Davanti alla tomba, a una diecina di metri da essa, sono presenti due grandi Menhir in granito, che sembrano essere presenti a delimitare il viale che porta alla tomba. Vengono solitamente chiamati uno Menhir S'Ortali e l'altro Menhir su Monti.

Arbatax: Domu de Janas di S'Ortali 'e Su Monti Arbatax: Tomba di giganti di S'Ortali 'e Su Monti Arbatax: Menhir di S'Ortali 'e Su Monti

Più a sud rispetto alla Tomba di giganti, si trovano i resti del Nuraghe di S'Ortali 'e Su Monti II. Si tratta di un Nuraghe di una tipologia indefinita, di forma ellittica, costruito interamente in granito.

Il Lido di Orrì con le sue spiagge Informazioni turistiche

Tortolì-Su Logu de S'Iscultura: l'opera «Cella osservatorio di stella» del milanese Massimo Kaufmann dal 1998 collocata sulla spiaggia di OrrìDal centro di Tortolì, prendiamo verso sud via Garibaldi, e, dopo circa cinquecento metri, prendiamo a sinistra la Strada per Orrì, che diventerà la via Tirreno, e che ci porta, in circa tre chilometri e mezzo, al Lido di Orrì, nel quale si trovano la spiaggia di Orrì, e, un poco più a nord, la spiaggia de S’Orologiu, che sono separate da quella di Basaùra da una piccola scogliera, costituita da rocce dalle tonalità che vanno dal rosso al grigio, ed anche dalla foce del Rio Foddeddu del quale abbiamo già parlato. Quando la via Tirreno arriva alla spiaggia ed inizia a seguire verso sud la costa, subito, alla sinsitra della strada, sulla spiaggia, si può vedere l'opera «Cella osservatorio di stella» del milanese Massimo Kaufmann, dal 1998 collocata sulla spiaggia di Orrì, che è stata realizzata nell'ambito dell'esposizione permanente d'arte denominata «Su Logu de S'Iscultura» che è stata descritta quando abbiamo illustrato il Museo di Tortolì.

Arbatax Lido di Orrì: veduta delle due spiagge di S'Orologiu a nord e di Orrì a sudLe due spiagge del Lido di Orrì, ossia la prima spiaggia che è la spiaggia de S'Orologiu e la seconda spiaggia ossia la spiaggia di Orrì, che costituiscono il cuore della Marina di Tortolì, formano un unico arenile di grandi dimensioni, molto lungo e largo, che si sviluppa in una costa ricca di insenature e piccole spiaggette. L'arenile è costituito da finissima sabbia dorata chiara e fine, e si affaccia su un mare verde azzurro, con l'acqua molto bassa e fondale sabbioso. È famoso per i suoi splendidi scogli scuri arrotondati dal mare, ed ha alle spalle una bella pineta. È considerata una delle spiagge più belle e più pulite della costa, affacciata su un mare trasparente e cristallino. Affollata, ma non tanto, in alta stagione, nel suo tretto settentrionale si vedono atterrare e decollare gli aerei del vicinissimo aeroporto.

Arbatax Lido di Orrì: veduta della prima spiaggia che è la spiaggia de S'Orologiu Arbatax Lido di Orrì: veduta della spiaggia di Orrì verso nord Arbatax Lido di Orrì: veduta della spiaggia con gli scogli affioranti dal mare Arbatax Lido di Orrì: veduta della spiaggia verso nord Arbatax Lido di Orri: scogli arrotondati dal mare nella parte finale della spiaggia verso nord Arbatax Lido di Orrì: gli scogli affioranti dal mare Arbatax Lido di Orrì: veduta della spiaggia verso sud Arbatax Lido di Orrì: veduta della spiaggia verso sud

Bandiera BluLe spiagge del Lido di Orrì, prima e seconda spiaggia, sono state insignite anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

Sul retro del Lido si trova lo Stagno di Orrì

Arbatax: lo stagno di OrrìSul retro del Lido si trova lo Stagno di Orrì, che si sviluppa in un sistema stagnale legato all'emersione di una barra sabbiosa, e costituisce un piccolo bacino che tende a prosciugarsi durante il periodo estivo, caratterizzato da una vegetazione costituita soprattutto da vasti canneti e giuncheti. Si tratta di uno stagno molto piccolo, con una estensione massima di circa sette ettari, ma in media presenta una superficie di soli tre ettari. In questo stagno si raccolgono le acque di un piccolo bacino, che alimenta il Rio Fodeddu, un unico tratto fluviale temporaneo che presenta un apporto idrico annuo di poco superiore alla capacità stessa dello stagno. La presenza di terreni permeabili e debolmente inclinati, favorisce l'infiltrazione delle acque piovane, rendendo particolarmente bassi i deflussi verso il Rio Fodeddu, tanto che, solo in occasione di abbondanti piogge, lo stagno si apre una via di sbocco verso il mare attraverso la spiaggia di Orrì, ricevendo viceversa scarsi apporti di acque marine. Lo Stagno di Orrì costituisce un'area di sosta e nidificazione di avifauna acquatica di interesse comunitario di una certa importanza.

La spiaggia Muscoledda detta anche spiaggia di Foxi Lioni

Passate le spiagge del Lido di Orrì, proseguiamo lungo la strada che ci porta a fiancheggiare la spiaggetta dei Milanesi, e, un poco più avanti, percorso un chilometro e mezzo da dove avevamo visto l'opera «Cella osservatorio di stella», raggiungiamo la località Foxi Lioni (altezza metri 10, distanza circa 4.77 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), nella quale si trova la spiaggia di Foxi Lioni, detta anche spiaggia Musculedda, delimitata da lisce rocce granitiche.

Arbatax: la spiaggia di Foxi Lioni detta anche spiaggia MusculeddaLa spiaggia Musculedda, detta anche spiaggia di Foxi Lioni, è caratterizzata da un arenile di grandi dimensioni, costituito da sabbia candida e fine, nella spiaggia e nella Punta Musculedda, che costituisce il prolungamento del litorale di Orrì verso la zona meridionale della costa di Tortolì. L'arenile si affaccia su un mare verde azzurro, poco profondo, nel quale i colori delle acque sono sempre bellissimi. Affollata, ma non tanto, in alta stagione, è estremamante pulita.

Bandiera BluLa spiaggia di Foxi Lioni, detta anche spiaggia Muscoledda, è stata insignita anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

I resti del Nuraghe Turuddis

Dalla località Foxi Lioni, percorriamo ancora seicento metri verso sud lungo la strada costiera, e vediamo, alla destra della strada, partire due sterrate. Prendiamo quella che si dirige leggermente a sinistra, percorrimo due chilometri e duecento metri, poi svoltiamo a destra e prendiamo la strada che porta all'Agriturismo B&B Turudhis. Da questo si vede verso nord il Nuraghe Turuddis, un Nuraghe complesso trilobato costruito in granito a 59 metri di altezza. Il Nuraghe è caratterizzato da una torre centrale con la camera marginata da una nicchia, con bastioni che collegano tre torri laterali, ed all'interno un piccolo cortile.

Arbatax: Nuraghe Turuddis Arbatax: Nuraghe Turuddis

Intorno si trovano i resti di un probabile insediamento abitativo.

La spiaggia del Golfetto o di Cala Ginepro detta anche spiaggia di Muxi

La strada costiera, poi, sale per settecentocinquanta metri fino ad arrivare a vedere sulla sinistra una frdeccia con la scritta per il mare. Qui prendiamo la strada che ci porta alla bellissima spiaggia del Golfetto o di Cala Ginepro, chiamata anche spiaggia di Muxì.

Arbatax: la spiaggia di Muxì detta anche spiaggia del GolfettoLa spiaggia del Golfetto o di Cala Ginepro, detta anche spiaggia di Muxì, è caratterizzata da sabbia bianca finissima e morbida. Nella parte sud, è protetta da una piccola scogliera e si presenta con il mare cristallino dal fondale basso e sabbioso, con una policromia tra l'azzurro ed il verde e scarsa presenza di posidonie. La spiaggia è impreziosita dalla presenza di scogli piatti sia sull'arenile che nell'acqua, e dalla tipica macchia mediterranea che la circonda. Gli alberi formano una piccola pinetina nella quale è possibile trovare un po' di refrigerio e rilassarsi o semplicemente mangiare grazie alla presenza dei tavoli e dell'ombra. È, secondo noi, la spiaggia più bella a sud del Lido di Orrì, ed è particolarmente apprezzata dai turisti per la sabbia bianca finissima che sembra borotalco, e per l'acqua cristallina e bassissima.

Bandiera BluLa spiaggia di Muxì, detta anche spiaggia del Golfetto, è stata insignita anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

La spiaggia di Cea situata tra il territorio di Arbatax e quello di Barì Sardo

Lido di Cea: veduta panoramica del Lido di CeaProseguiamo verso sud lungo la strada costiera che, dopo poco più di un chilometro, sbocca su una traversale che è la via del Muflone. Questa strada, presa verso destra, porta in direzione della SS125 Orientale Sarda, mentre, presa verso sinistra, ci porta in direzione della costa. La prendiamo a sinistra e, percorsi quattrocentocinquanta metri, una deviazione su una strada bianca sulla sinistra ci porta alla parte spiaggia di Cea che si trova in territorio di Arbatax, spiaggia che prosegue verso sud ed entra in territorio di Barì Sardo, dove si trova l'insediamento turistico del Lido di Cea.

Lido di Cea: veduta panoramica della spiaggia di CeaLa bella spiaggia del Lido di Cea, detta anche spiaggia de Is Scoglius Arrubius, ossia degli scogli rossi, si trova nell'omonima insenatura, situata a cavallo tra il territorio di Barì Sardo e quello di Tortolì. L'arenile è bianchissimo e piuttosto esteso, costituito da una sabbia dorata chiara, fine, con ciottolini, ed affacciato su un mare verde azzurro, poco profondo. È una spiaggia affollata, ma non tanto, in alta stagione. Sul lato nord della spiaggia si vedono uscire dall'acqua i due grandi faraglioni rossi, isolati e circondati da acque di un bel colore azzurro intenso. Inizia qui, infatti, e si sviluppa verso nord il lungo tratto di costiera di porfido rosso, che trova nelle rocce rosse di Arbatax il suo punto di massima bellezza, ed infatti quasi una metà della spiaggia di Cea, e in particolare la zona con gli scogli rossi, si trova in territorio di Tortolì. La spiaggia di Cea è chiusa a sud da una lingua di scogli detta Punta Niedda, e proseguendo oltre la spiaggia arriviamo all'altopiano vulcanico di Teccu.

Lido di Cea: i custodi del parcheggio che ci fanno da guida alla spiaggia di Cea Lido di Cea: ci sono anche giovani sardi con gli occhi azzurri Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: la spiaggia di Cea Lido di Cea: il mare e i faraglioni rossi di Cea Lido di Cea: i faraglioni rossi di Cea Lido di Cea: gli scogli di Punta Niedda

Bandiera BluLa spiaggia di Cea, considerata appartenente al territorio di Tortolì, è stata insignita anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

A nord si trovano la spiaggia di Ponente e la spiaggia della Capannina Informazioni turistiche

Sul lato nord occidentale del Capo Bellavista, passata la Chiesetta di San Lussorio, troviamo il grande Stagno di Tortolì, la spiaggia di Ponente e la spiaggia della Capannina, che confina con le spiagge di Lotzorai che descriveremo in una prossima tappa. Raggiungiamo la spiaggia di Ponente e la spiaggia della Capannina dall'abitato di Tortolì, riprendendo il viale che porta ad Arbatax. Superato il secondo passaggio a livello svoltiamo a destra, in direzione del molo di ponente del porto di Arbatax, e proseguiamo fino alla pineta, che si sviluppa dietro la spiaggia.

Arbatax: la spiaggia di PonenteLa prima parte della spiaggia di Ponente è una spiaggia dalle dimensioni piuttosto contenute, che si sviluppa dalla banchina del molo di ponente del porto di Arbatax, fino allo sbocco del Canale Santa Maria, con il quale si getta nel mare il Canale di Boccasara, che mette in collegamento lo Stagno di Tortolì con il mare. È caratterizzata da sabbia bianca a grani medio fini, bagnata da un mare quasi cristallino con un fondale sabbioso e medio basso. Queste acque, come del resto in tutta la zona, si presentano policromatiche con sfumature d'azzurro e di verde. Non è mai estremamente frequentata, nemmeno in alta stagione.

Arbatax: la spiaggia della CapanninaLa parte settentrionale della spiaggia di Ponente viene chiamata spiaggia della Capannina, è lunghissima, e si sviluppa a nord del Canale Santa Maria fino a confinare con le spiagge di Lotzorai. È una spiaggia adatta alle famiglie, caratterizzata da un arenile con sabbia chiara, soffice e calda, a grani medio fini. Il bellissimo mare, dal fondale di media profondità, si presenta con acque trasparenti, quasi cristalline, dal colore tra il verde e l'azzurro, ed in lontananza è dominato dall'Isolotto d'Ogliastra. Alle sue spalle si sviluppa una lunga pineta, che separa la spiaggia dallo Stagno di Tortolì. Come servizi, in questa spiaggia è presente il Ristorante La Capannina, al quale la spiaggia deve il suo nome, ed alle spalle della spiaggia si trova anche un camping.

Bandiera BluLa spiaggia di Ponente e la spiaggia della Capannina si trovano a ridosso del molo, nell'area industriale di Arbatax, e sono per questo chiamate anche spiagge della Cartiera. Queste spiagge sono state insignite anche per il 2018 della Bandiera Blu della Federazione Europea dell'Ambiente, che celebra non solo le migliori spiagge del nostro paese, ma anche quelle con i maggiori servizi sul territorio. Obiettivo principale del programma Bandiera Blu è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

Lo Stagno di Tortolì con la sua Peschiera

Arbatax: lo Stagno di Tortolì visto dall'altoA nord della strada che collega Tortolì con Arbatax, prendendo la via Is Tanas che porta nella località Is Tanas (altezza metri 13, distanza circa 1.38 chilometri, abitanti circa 257), si raggiunge il grande Stagno di Tortolì, che ha una superficie di 220 ettari, è tra i più pescosì dell'isola, e viene attualmente utilizzato come Peschiera di Tortolì, perché comunica col mare con il Canale di Boccasara, che si trova sul retro delle spiagge, e sbocca in mare attraverso il Canale Santa Maria. Nei secoli scorsi lo stagno è stato causa di molti focolai di malaria, anche se ha costituito sempre un'importante risorsa per i pescatori locali, produttori della migliore bottarga della costa orientale dell'Isola.

Arbatax: la Peschiera di TortolìLo stagno, infatti, appartiene al Demanio della Regione Sardegna, che lo concede per lo sfruttamento professionale delle risorse ittiche, ed in esso viene esercitata l'attività di pesca a diverse specie tra cui mugilidi, orate, anguille, vongole e bocconi. Lo stagno è quindi una grande pescosa palude, che dà lavoro e da vivere ad almeno cinquanta famiglie della Cooperativa Pescatori di Tortolì, ed è ancora oggi molto importante per l'avifauna che vi si stanzia soprattutto d'inverno.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, partendo da Tortolì o da Arbatax, sua frazione marittima, proseguiremo verso nord per recarci a visitare il piccolo borgo di Girasole, che si affaccia sullo Stagno di Tortolì, chiuso tra il mare e la SS125 Orientale Sarda.


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