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Visita del sito istituzionale del comune

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Arzachena visita della cittadina e degli importanti siti archeologici presenti nell'abitato e nelle zone circostanti

In questa tappa del nostro viaggio, usciremo da Olbia in direzione nord sulla SS125 Orientale Sarda verso Palau per raggiungere Arzachena, che visiteremo con gli importanti siti archeologici presenti nella cittadina e nei suoi dintorni. La sua zona costiera, quella che è chiamata la famosa Costa Smeralda, verrà descritta in una prossima tappa del nostro viaggio.

La Regione storica della Gallura

La Regione storica della GalluraLa Regione storica della Gallura (nome in gallurese Gaddùra, in lingua sarda Caddùra) occupa l'estremità nord orientale dell'Isola, delimitata a sud dal massiccio granitico del monte Limbara, a sud ovest dal corso inferiore del fiume Coghinas, a sud est dal Monte Nieddu nei comuni di San Teodoro e Budoni. È stata, nell'alto periodo medioevale, uno dei quattro Giudicali Sardi. Principale risorsa economica di questa Regione è il turismo, sviluppatosi a seguito della realizzazione del famoso insediamento turistico de!la Costa Smeralda, oltre all'industria del sughero e del granito, nelle quali ha raggiunto primati a livello internazionale. I comuni che ne fanno parte sono Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Olbia, Palau, Sant'Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu e Vignola, Viddalba. In Gallura si parla il Gallurese, che è di ceppo toscano ed ha forti analogie con il còrso, è infatti molto simile al dialetto parlato nel distrello di Sarlene nel sud della Corsica, ma conserva alcuni influssi derivanti dal logudorese, che era parlato nel territorio antecedentemente, durante il periodo giudicale.

Visualizza la mappa In viaggio verso Arzachena

Ritorniamo ad Olbia, da dove inizieremo il nostro viaggio nella parte settentrionale della Regione, recandoci a visitare la cittadina di Arzachena. Usciamo da Olbia verso ovest su via Barcellona, dopo circa tre chilometri svoltiamo a sinistra allo svincolo per Arzachena e Palau, che ci porta sulla tangenziale ovest, che seguiamo per circa cinque chilometri. Allo svincolo per Palau, prendiamo verso nord la SS125 Orientale Sarda, e, dopo circa 22 chilometri, raggiungiamo la cittadina di Arzachena. Dal centro di Olbia a quello di Arzachena percorriamo, lungo questa strada, 32 chilometri.

Si può, anche, dal Municipio di Olbia, seguire verso nord ovest la via Principe Umberto, e poi, dopo un paio di svincoli, immetterci sulla SS125 Orientale Sarda che ci porta verso Arzachena. Dal centro di Olbia a quello di Arzachena abbiamo percorso, lungo questa strada, 25.3 chilometri.

La cittadina di Arzachena Informazioni turistiche

Arzachena-Veduta dell'abitato dall'altoArzachena-Stemma del comuneLa cittadina di Arzachena (nome in lingua sarda Altzaghèna, nome gallurese Alzachena, metri 83, abitanti 13.317 all'1 gennaio 2011 comprese le frazioni), è un centro agricolo situato nella parte nord-orientale della Provincia di Sassari Pausania, che poggia su di un colle granitico, in una zona contornata da selvagge colline seghettate, divenuto, negli ultimi anni, un ilportante centro grazie alla sua recente trasformazione in una stazione turistica fra le più rinomate d’Italia. L’abitato, che è attraversato dalla SS125 Orientale Sarda e dalla SS427 della Gallura Centrale, si è fortemente sviluppato lungo la costa. Il territorio, classificato di collina, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, e la Regione è interessante anche per i numerosi resti preistorici. Arzachena è, dopo Olbia e Tempio Pausania, il centro più popoloso della Gallura, ed ha un territorio molto esteso, che comprende tutta la costa da Olbia a Palau, con una fascia costiera di oltre 88 chilometri considerata fra le più belle del mondo, divenuta famosa per la magia dei luoghi e per i numerosi insediamenti turistici sviluppatisi a partire dagli anni '60, dei quali i più famosi sono quelli della Costa Smeralda.

Origine del nome

Il nome della cittadina, di origine protosarda, non è di chiaro significato. Comunque, la sua denominazione è attestata fino dal 1421, nella forma Arsaghene, e la si trova nella Carta d'infeudazione concessa da Alfonso V di Spagna a Ramboldo de Corbaria.

La sua economia

Il settore primario è presente con coltivazioni varie e con l’allevamento, mentre l’industria è costituita da aziende che operano in svariati comparti che vanno dalla pesca all’alimentare, dal cantieristico alla gioielleria e oreficeria, dall’abbigliamento alla distribuzione di energia elettrica. L'economia, che era basata un tempo principalmente sull'agricoltura, è stata oggi quasi del tutto conconvertita al turismo, che rappresenta il settore trainante. Solo Arzachena può contare su una disponibilità ricettiva superiore ai 13.000 posti letto, di gran lunga superiore a qualsiasi altro Comune sardo. Il terziario rappresenta un altro settore molto sviluppato, legato anch'esso soprattutto al turismo. Porto Cervo, che rappresenta il cuore della Costa Smeralda, è dotata di centinaia di posti barca in uno dei più efficienti porti turistici del Mediterraneo, e di un cantiere navale dotato di attrezzature all'avanguardia; Baja Sardinia, con la maggior concentrazione di strutture ricettive della zona, è modernamente attrezzata al servizio degli appassionati di windsurf; Cannigione, con i suoi alberghi, residence, campeggi, da antico borgo di pescatori si è trasformata in località di villeggiatura moderna e funzionale. Altre attività produttive sono l'edilizia, l'estrazione del granito e la produzioni di prestigiosi vini bianchi tra i quali spicca il vermentino di Gallura.

Interessanti anche le sue peculiarità gastronomiche, come la zuppa cuata, li pulilgioni, li fiuritti, e li chiusoni, tutti sfiziosi primi piatti o come il pesce, il porcetto, l'agnello, i formaggi, le ricotte, i dolci a base di miele.

Brevi cenni storici

Abitata fino dall'età preistorica, mostra tracce della cosiddetta cultura di Ozieri. In epoca romana diviene un centro importante, in una zona nota col nome di Turibulum, per via della grande roccia a forma di fungo che sovrasta la cittadina, che consiste in due centri vicini, Turibulum maior e Turibulum minor. Mantiene grande importanza nel periodo giudicale, quando, nel corso dell’undicesimo secolo, fa parte del Giudicato di Gallura, al punto che, col nome di Arseguen, diviene il capoluogo della Curatoria di Unale, ma dopo la caduta del Giudicato di Gallura e l'occupazione aragonese. Verso la fine del 1200 diviene possedimento del Comune di Pisa; nel 1326 viene conquistata dagli Aragonesi. Con l'inizio della dominazione spagnola va lentamente spopolandosi, tanto che dal 1376, risulta abitata da soli pastori a causa della decimazione della popolazione avutasi in seguito a pestilenze, carestie e incursioni barbaresche, e, nella seconda metà del '500, la zona è praticamente disabitata. Il nuovo borgo si forma nel 1700, in periodo sabaudo, a partire dal 1716, per volontà di Carlo Emanuele III, intorno alla Chiesetta di Santa Maria di Arzaghena, una piccola Chiesa campestre fondata dal governo piemontese allo scopo di ripopolare la Gallura e di ottenere l'assoggettamento della popolazione locale, fino ad allora ostile nei confronti delle truppe occupanti. Così, tra il 1774 e 1776, la piccola Chiesa campestre è stata notevolmente ampliata ed ha cambiato il suo nome diventando Santa Maria Maggiore, e attorno ad essa il paese si è notevolmente sviluppato, tanto che nel 1909 contava già 853 abitanti. La cittadina risultava abbastanza isolata, dato che dista dal capoluogo Tempio Pausania più di 40 chilometri, ed anche Olbia, allora chiamata Pausania, e Palau erano difficilmente raggiungibili. Dopo la costruzione della nuova parrocchiale, il villaggio si è sviluppato rapidamente e nel '20 il nome è stato modificato da Arzaghena in Arzachena. In periodo repubblicano, il Comune di Arzachena nel 1920 viene staccato dal Comune di Tempio Pausania, e la SS125 Orientale Sarda che collega Olbia con Palau, costruita alcuni anni dopo, pone fine al suo isolamento, ma il vero sviluppo si ha solo dal '62, quando un gruppo di imprenditori ed operatori turistici, sotto la guida dell'Aga Khan Karim, si riunisce nel Consorzio Costa Smeralda per sfruttare turisticamente le sue coste ancora incontaminate. Il Comune di Arzachena nel 2001, con la riorganizzazione delle Province della Sardegna, viene trasferito dalla Provincia di Sassari nella nuova Provincia di Sassari Pausania.

Sagre e manifestazioni che si svolgono ad Arzachena

Aritzo-Sfilata di Gruppi Folk nei costumi tradizionali di ArzachenaAd Arzachena sono attivi, tra gli altri, il Gruppo Folk Città di Arzachena ed il Gruppo Folk Santa Maria di Santa Maria di Arzachena, i cui componenti si esibiscono nelle Feste e Sagre che si svolgono nel Comune ed anche in altre località. Tra le numerose Sagre e manifestazioni che si svolgono sul suo territorio, dal mese di aprile si organizzano le Feste di campagna dedicate ai Santi del luogo, tra le quali, a maggio, San Giovanni e San Michele; a ottobre San Francesco. La Festa della Patrona, la Madonna della Neve, si celebra la seconda domenica di settembre. Caratteristiche, infine, le manifestazioni del folclore locale dato che ad Arzachena, a metà luglio, si svolge il Festival Internazionale del Folklore, una vera e propria fiera dell'artigianato, della cultura e della gastronomia locale cui partecipano numerosi gruppi sardi, nazionali e internazionali, con degustazione di prodotti tipici e visite alle varie mostre etnografiche, alle Chiese campestri e ai diversi monumenti naturali come la roccia del Fungo e le diverse sepolture a tafone presenti nella zona.

Visualizza la mappa Visita del centro di Arzachena

Arzachena è un caratteristico centro gallurese interamente realizzato sul fianco di un colle granitico. Entriamo nella cittadina provenendo da Olbia con la SS125 Orientale Sarda, che all'interno del centro abitato assume il nome di viale Costa Smeralda.

Il Cimitero di Arzachena

Arzachena-Cimitero di ArzachenaPercorsi un chilometro e seicento metri dal cartello segnaletico indicatore dell'abitato di Arzachena, dalla SS125 che è diventata il viale Costa Smeralda, giriamo a sinistra nel viale Paolo Dettori, che è il nome che assume nella cittadina la SS427 che porta a Sant'Antonio di Gallura. Lo seguiamo per circa cinquecento metri, e troviamo sulla sinistra la via del Riposo, che, in una cinquantina di metri, ci fa arrivare davanti all'ingresso principale del Cimitero di Arzachena.

Gli impianti sportivi di Arzachena e lo stadio Biagio Pirina

Arzachena-Lo stadio Biagio PirinaProseguendo lungo viale Paolo Dettori che ci porta alla periferia sud occidentale del paese, dopo altri circa seicentocinquanta metri prendiamo verso destra la via Pasquale Demuro, la seguiamo per un centinaio di metri, poi troviamo una deviazione con un cancello sulla destra, e, in circa trecentocinquanta metri, passati sulla destra gli impianti sportivi di Arzachena, arriviamo allo stadio Biagio Pirina, che è il Campo Sportivo di Arzachena, in grado di ospitare 1200 spettatori. Il campo ospita la Polisportiva Arzachena, una società calcistica fondata nel 1964, che gioca in serie D, nel girone G. I suoi colori sociali sono il bianco e il verde, colore Comune tra le squadre della zona della Costa Smeralda.

La roccia del Fungo

Ritornati sul viale Costa Smeralda, subito prima di prendere a sinistra la via Paolo Dettori, prendiamo a destra la via Eleonora d'Arborea, la seguiamo per duecento metri, poi a sinistra in via Giuseppe Parini, un poco in periferia verso est della cittadina. Qui incontriamo, alla destra della strada, una grande e famosa roccia considerata quasi il simbolo della cittadina, erosa a forma di fungo e detta appunto roccia del Fungo. Questo massiccio di granito per la sua insolita forma veniva chiamato dai Romani Turubulus Maior, ossia fungo grande, ed è chiamato dalla popolazione locale monti Incappidatu, ossia monte con il cappello.

Arzachena-Monti Incappucciatu o roccia del fungo Arzachena-Monti Incappucciatu o roccia del fungo

La scoperta, nei pressi della roccia, di reperti del Neolitico porta a ritiene sia stato un ricovero per la popolazione, che dall'alto del colle poteva dominare tutta la zona sottostante. Nei pressi della roccia sono stati individuati anche i resti di un Villaggio nuragico.

Il centro storico di Arzachena con la piazza Risorgimento

Possiamo iniziare ora la visita del centro storico della cittadina, formato da caratteristiche case con le facciate in granito, alcune delle quali dipinte con colori dai toni pastello. Da via Parini, prendiamo, a sinistra, la via Alberto La Marmora, che, dopo duecentocinquanta metri, incrocia la via Ruzzittu, che è la continuazione verso nord del viale Costa Smeralda, e che prendiamo verso destra, ossia verso nord, e che ci porta in centocinquanta metri all'interno del centro storico in piazza Risorgimento.

Arzachena-Piazza Risorgimento Arzachena-Piazza Risorgimento

Il Municipio di Arzachena

Arzachena-Municipio di ArzachenaGli edifici del centro storico si affacciano sulle due vie principali dell'abitato, la via Ruzzittu ed il corso Giusepppe Garibaldi, che partono entrambe, la prima verso sud est e la seconda verso nord, dalla piazza principale, che si chiama piazza Risorgimento. Dalla Piazza, prendiamo verso sud ovest la via San Pietro, e, dopo una trentina di metri, troviamo verso sinistra la via Firenze. Qui, al civico numero 2, si trova il palazzo Municipale di Arzachena, che ospita la sede e gli uffici comunali.

La Chiesa di San Pietro

Arzachena-Chiesa di San PietroAll'altro lato della via San Pietro, sulla destra, a pochi metri di distanza dal palazzo Municipale, sorge la Chiesa intitolata a San Pietro, la ghjescia di Santu Petru di Baldulinu, che già nel '700 era una piccola Chiesa campestre. La Chiesa era così denominata, probabilmente, perché costruita nella tanca di Baldulinu, proprietario di tutta la zona. La Chiesa era ubicata in un vicolo adiacente alla facciata principale dell'attuale Municipio, e confinava con la casa parrocchiale, in seguito è stata ricostruita dopo essere stata abbattuta del 1934, ed è stata riaperta al culto nel 1999, dopo un completo restauro. Al suo interno conserva una statua policroma di San Pietro seduto in cattedra, del diciottesimo secolo. È stata recuperata anche la campana di San Pietro, che ogni sera suonava Lu Pulgatoriu, per ricordare alla popolazione che era arrivato il momento di fare ritorno alla propria abitazione.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore precedentemente intitolata a Santa Maria della Neve

Il centro storico si sviluppa intorno alla piazza Risorgimento, dove si trova la settecentesca Chiesa di Santa Maria Maggiore, precedentemente intitolata a Santa Maria della Neve, edificata, almeno nella sua struttura di base, nel 1716, che è stata la parrocchiale del paese. Trasformata nel 1776, come testimonia la data incisa nell'architrave del campanile, e ampliata nel 1864 per l'aumento demografico, come risulta dai registri parrocchiali. Di data incerta, ma posteriore, è il caratteristico campanile a canna quadrata realizzato con blocchi di granito, notevolmente alto per la dimensione della Chiesa, che domina dall'alto la Piazza. Alla Chiesa è stato aggiunto nel 1902 un portone centrale con due ante in legno intarsiato. Nel 1922 l'alto campanile è stato allargato per poter sistemare un grande orologio. Quindi solo nel 1922 la Chiesa ha raggiunto l'aspetto odierno, la cui architettura è quella classica delle Chiese urbane galluresi caratterizzata da linee semplici e austere.

Arzachena-La vecchia Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve Arzachena-caratteristico campanile di Santa Maria della Neve

La Chiesa conserva all'interno due pregevoli acquasantiere in granito, scolpite da Salvatore Scano, detto Alaesu, nel 1885, ed il fonte battesimale in marmo. Dietro all'altare ha un bel crocifisso, che veniva utilizzato, il venerdì Santo, per la funzione scenica Su Scravamentu, ossia della deposizione dalla croce, mentre sull'altare è presente una statua della Madonna della Neve, illuminata da due angeli in legno che reggono un candelabro ciascuno. Sul lato sinistro è collocata la statua di Sant'Antonio da Padova, alla quale sono legati due racconti popolari fioriti intorno al suo culto, nell'intento di spiegare perché Sant'Antonio regga in Braccio un bambino. Con la costruzione della nuova Chiesa di Santa Maria della Neve, questa Chiesa ha assunto il nome di tempio vecchio.

La nuova Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve

Arzachena-La nuova Chiesa parrocchiale di Santa Maria della NeveDa piazza Risorgimento, prendiamo verso nord il corso Giusepppe Garibaldi, dopo un centinaio di metri svoltiamo a sinistra in via Tenente Sanna, e, dopo una cinquantina di metri, troviamo alla destra della strada la piazza Pio dodicesimo. Qui si trova la nuova Chiesa dedicata anch'essa a Santa Maria della Neve, che è la Chiesa parrocchiale della cittadina, molto più recente, terminata nel 1993 e chiamata il tempio nuovo. Di dimensioni imponenti è realizzata in cemento armato, ha la facciata dipinta in giallo ocra e terminante con due cuspidi tra le quali è posta una croce in metallo, e nella parte inferiore parzialmente rivestita con blocchi di granito a vista.

Presso questa Chiesa, la seconda domenica di settembre si svolge la Festa di Nostra Signora della Neve, una importante celebrazione religiosa e civile, con processione e messa solenne, concerti e spettacoli folk, giochi in Piazza.

La Chiesa di Santa Lucia

Proseguendo longo corso Giuseppe Garibaldi fino al suo termine, arriviamo alla bese di un colle a nord, nella parte alta del paese, dal quale domina l'abitato la piccola Chiesa di Santa Lucia, del diciottesimo secolo, dedicata alla Santa protettrice della vista. La Chiesa è circondata da un bastione con davanti all'ingresso una piazzetta al centro della quale c'è una fontana e vari sedili in pietra che offrono la possibilità di godere del fresco estivo e del silenzio, e con una suggestiva gradinata che scende fino alla via Trieste, dalla quale è possibile ammirare tutto il paesaggio circostante. Presenta una struttura a tre navate con uno sviluppo di tipo basilicale, un tipo di architettura diffusa nelle Chiese rurali galluresi.

Arzachena-La Chiesetta di Santa Lucia Arzachena-La Chiesetta di Santa Lucia: facciata Arzachena-La Chiesetta di Santa Lucia: interno Arzachena-La scalinata davanti alla Chiesetta di Santa Lucia

La devozione a Santa Lucia si è radicata nel tempo, ed è molto sentita da tutti gli Arzachenesi, che rivolgono lo sguardo a quel colle per implorare la protezione della vista e la sua vigilanza costante sul paese.

Il Museo Etnografico e Mineralogico–Paleontologico

Arzachena-Museo Etnografico e Mineralogico PaleontologicoRitornati in corso Giuseppe Garibaldi, a metà strada tra la piazza Risorgimento e la Chiesa di Santa Lucia, prendiamo verso ovest la via dei Mille, che ci porta in via Mozart, dove, all'incrocio con via Gjaseppa di Scanu, è possibile visitare il Museo Etnografico e Mineralogico Paleontologico che comprende una vasta esposizione di minerali e fossili. È articolato in due sezioni: i fossili sono rappresentati dalle archeociatine alle trilobiti, sino ad elementi di flora e fauna più comuni mentre la sezione dei minerali comprende quindici campioni provenienti da varie parti del mondo e centodieci campioni sardi. Questo Museo è altamente rappresentativo della storia geologica e paleontologica della Sardegna.

La Stazione Ferroviaria di Arzachena

Arzachena-La Stazione Ferroviaria di ArzachenaPresa la via Gjaseppa di Scanu verso nord ovest, svoltiamo a destra in via Mascagni, che ci porta sulla SS125 Orientale Sarda che esce da Arzachena in direzione di Palau. Dopo circa un chilometro arriviamo in via Stazione Ferroviaria, ad di fuori dall'abitato, dove troviamo la Stazione Ferroviaria di Arzachena. Il fabbricato Viaggiatori, al momento chiuso ed inaccessibile ma ben conservato al pari degli altri edifici presenti in stazione, ha tre ingressi e tre finestre sulla facciata verso i binari. Sul tratto in uscita dalla stazione per Palau, è inoltre presente una casa cantoniera. Questa stazione attualmente costituisce una tappa del percorso del percorso del Trenino Verde nella tratta che da Calangianus porta a Sant'Antonio di Gallura, da qui, dopo le fermate di Oddastru e Caldosa, ad Arzachena, ed in seguito a Palau.

Visualizza la mappa I principali siti archeologici e santuari che si trovano nei dintorni di Arzachena Informazioni turistiche

Nei dintorni di Arzachena sono stati portati alla luce i resti della Necropoli di Li Muri; delle Tombe di giganti di Coddu Vecchju, Li Lolghi, Moru; del Protonuraghe Albucciu; dei Nuraghi semplici Demuro, Lu Naracacciu, Lu Nuracu, Monti Aguisi, Monti Canaglia, Nicola Carta, Tilzitta; dei Nuraghi complessi Cascioni, La Prisgiona, La Punta di La Ettica, Li Conchi; ed anche del Nuraghe Malchittu di tipologia indefinita. Vediamo ora che cosa si incontra nei dintorni di Arzachena, evitando però le frazioni lungo la costiera di Arzachena che verranno illustrate in una prossima tappa dove descriveremo la Costa Smeralda.

Gli importanti siti archeologici nei dintorni di Arzachena

Il volume Il Nuraghe Albucciu e i monumenti di ArzachenaArzachena era già nota prima dello sviluppo turistico delle sue coste, per la presenza nel suo territorio di significativi e ben conservati siti archeologici. Circa due chilometri prima di entrare nel centro abitato, provenendo da Olbia, si trova la località denominata Malchittu dove sono presenti il Nuraghe Albucciu con la Tomba di giganti Moru e il tempio di Malchittu. In località Li Muri si trovano la Tomba di giganti Li Lolghi e la importante Necropoli di Li Muri. In località Capichera si trova la Tomba di giganti di Coddu Vecchju e il Nuraghe La Prisgiona.

Uscendo da Arzachena verso nord, con una deviazione verso ovest arriviamo ai ruderi della Chiesa di Sant'Elena

Imbocchiamo dal centro di Arzachena la SS125 Orientale Sarda che si muove verso nord in direzione di Palau, percorsi tre chilometri e duecento metri, all'altezza del chilometro 345.7, in località Bilianu Saldu, prendiamo una deviazione a sinistra con un cartello che indica la rivendita di formaggio. Percorsi quasi cinquecento metri, attraversiamo la ferrovia e proseguiamo per un chilometro e mezzo, prendiamo a destra lo sterrato che seguiamo per centocinquanta metri, sino ad una diramazione, dove prendiamo a sinistra, procediamo per poco più di una chilomtero, poi arriviamo a una biforcazione dove prendiamo a sinistra. Dopo duecento metri, all'interno di un terreno chiuso da un cancello sulla destra, si trovano i ruderi della Chiesa di Sant'Elena, della quale si è conservata l'architrave della porta d'ingresso, con incisa la data A.D. 1631.

Proseguendo verso ovest arriviamo al Santuario di Santu Micali Sanna ossia di San Michele Arcangelo

Alla biforcazione, presa la strada a sinistra, proseguiamo per poco meno di un ulteriore chilometro ed arriviamo a una spiazzo di fronte al parco di San Michele Arcangelo, nel quale era presente un bosco centenario, purtroppo bruciato nell'incendio sprigionatosi nel 1989, che ha fatto ben tre vittime.

Arzachena-Chiesa campestre di Santu Micali SannaAll'interno del parco è presente il Santuario di San Michele Arcangelo, conosciuto anche come Chiesa di Santu Micali Sanna, che si trova in aperta campagna, circondato da una fitta vegetazione mediterranea. Il cognome attribuito al Santo è tipico di alcune Chiese campestri di Arzachena, e deriva dal fatto che il territorio nel quale è stata costruita la Chiesa apparteneva alla famiglia dalla quale la Chiesa prende il nome. Si può presumere che la prima Chiesa di San Michele fosse stata edificata con quella di Sant'Elena, alla metà del Seicento. L'edificio ha le pareti esterne intonacate e dipinte di bianco. Ha un campanile a vela, sul quale era posta una campana settecentesca, che è stata trafugata molto tempo fa e sostituita con una più recente. All'interno conserva conserva le statue di Santa Maria e San Francesco, e nel vecchio altare a muro, dove il prete celebrava la messa dando le spalle ai fedeli, è ubicata la nicchia con la statua che raffigura San Michele. Conserva anche uno stendardo che raffigura San Michele nell'intento di uccidere il drago, rappresentazione del male e del demonio. Una lastra di ardesia murata ricorda che la Chiesa fu costruito dalla nobile famiglia Valentino di Tempio nel 1650, e successivamente donata alla diocesi. Negli ultimi anni, con l'intervento della Sovrintendenza e le offerte dei fedeli, la Chiesa è stata restaurata. Presso questa Chiesetta sino a non molti anni fa si svolgevano tre Feste dedicate a San Michele Arcangelo, i Sanna Manni lo festeggiavano il 29 settembre, mentre li Sannita lo festeggiavano il 21 settembre e poi l'11 maggio. Alla vigilia della Festa i cavalieri scendevano alla Chiesa di Santa Maria per prelevare le bandiere e portarle alla Chiesa di San Michele. Dopo aver fatto tre giri intorno alla Chiesa, si cantavano i vespri. L'11 di maggio, dopo la celebrazione della Messa, veniva servito il pranzo su una lunga tovaglia distesa per terra. Al termine della Festa si riportavano le bandiere nella Chiesa parrocchiale.

Più a nord prima della frazione Cuncosu troviamo il Santuario di San Giuseppe e poi la frazione Braniatogghiu

Arzachena-Chiesa campestre di San GiuseppeRitornati sulla SS125 Orientale Sarda, procediamo verso nord in direzione della frazione Cuncosu (altitudine non disponibile, distanza 7 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), che raggiungeremmo dopo circa tre chilometri dalla deviazione che ci ha portato al Santuario di San Michele Arcangelo. Circa quattrocento metri prima di raggiungere questa località, sul ciglio sinistro della strada statale, si può vedere la Chiesa campestre di San Giuseppe, edificata nel luogo dove nel 1968 era stata costruita un cappella, che è stata successivamente ampliata nel 1990. Presso questa piccola Chiesa il 19 marzo, in occasione della sua ricorrenza, si celebra la Festa di San Giuseppe; ed il primo maggio si celebra la Festa della Madonna di Lourdes.

Subito prima della Chiesa di San Giuseppe, ad angolo con essa, si trova la strada che procede verso sinistra, ossia verso ovest, e che, dopo quattro chilotri e novecento metri, ci conduce alla frazione Braniatogghiu (altitudine non disponibile, distanza 11.6 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), una piccola frazione Arzachena molto distante dal centro abitato.

Lungo la strada che conduce a Bassacutena si trova l'importante Country Hotel Tenuta Pilastru

Ritornati indietro con la SS125 Orientale Sarda verso in centro di Arzachena, a 4.6 chilometri dal Santuario di San Giuseppe ed a circa un chilometro e duecento metri dal centro della citta, troviamo sulla destra la SP115, che imbocchiamo e seguiamo per quasi sei chilometri, fino a vedere, alla destra della strada, al chilometro 5.1, l'ingresso della Tenuta Pilastru.

Consigliato dalla Guida Michelin per il suo charmeAbbracciato dal verde e dalla tranquillità della campagna gallurese, un cascinale ottocentesco ristrutturato ed ampliato offre ai turisti 35 graziose camere in stile country. L'importante Country Hotel Tenuta Pilastru si trova all'interno di un Resort e si compone di un corpo centrale denominato Lu Pastrucciali con al suo interno la reception, la sala comune, il camino e alcune camere. Le altre camere sono riunite in piccole casette poste su un unico livello e distribuite sul terreno della Tenuta. Ora la Tenuta ospita anche un nuovissimo wellness center.

In località Candela si trova la Cappella dedicata a Nostra Signora di Lourdes

Ritornati indietro con la SS125 Orientale Sarda verso in centro di Arzachena, a 4.6 chilometri dal Santuario di San Giuseppe ed a circa un chilometro e duecento metri dal centro della citta, troviamo sulla destra la SP115, che imbocchiamo e seguiamo per duecentocinquanta metri, poi svoltiamo a sinistra ed imbocchiamo la circonvallazione di Arzachena.

Arzachena-La Cappella dedicata a Nostra Signora di LoudesPercorsi seicentocinquanta metri, incrociamo la via Goffredo Mameli, che prendiamo verso destra, ossia verso ovest, e che esce dall'abitato e ci porta in località Candela. Seguendo le indicazioni per l'agriturismo Candela, procediamo per circa un chilometro ed arriviamo a un bivio, dove prendiamo a destra, superiamo l'agriturismo Il Vecchio Ginepro, e, percorsi circa quattrocento metri, troviamo alla destra della strada la Cappella di Nostra Signora di Lourdes. Presso questa piccola Chiesa, il 25 aprile viene celebrata una messa per commemorare la Madonna di Lourdes.

Resti della Tomba di giganti Li Lolghi

Percorso poco più di un chilometro sulla circonvallazione verso sud, arriviamo a una grande rotonda. A questa rotonda arriva da sinistra, dal centro dell'abitato, il viale Paolo Dettori, ossia la SS427 verso Sant'Antonio di Gallura e Calangianus; dritta continua la circonvallazione di Arzachena; mentre verso destra parte la SP14 in direzione di Luogosanto. Presa questa strada Provinciale, percorriamo quasi quattro chilometri e mezzo, poi svoltiamo a destra in una strada bianca seguendo il cartello che indica la Necropoli di Li Muri. Circa un chilometro prima della Necropoli, prendiamo una stradina sulla destra e, dopo quattrocento metri, vediamo sulla sinistra la collinetta sulla quale si trova la Tomba di giganti. La sua grande stele è visibile da grande distanza. Ci si può arrivare anche imboccando da Arzachena la SP115 per Bassacutena e, percorsi quattro chilometri e mezzo, prendendo un bivio a sinistra che dopo circa due chilometri troviamo una deviazione sulla sinistra che ci porta alla tomba.

Arzachena-La Tomba di giganti Li LolghiArzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: veduta della tombaLa Tomba di giganti Li Lolghi o di Li Longhi, che domina tutto il paesaggio circostante, è la Tomba di giganti meglio conservata e, con la sua lunghezza di ventisette metri, la più grande di tutta l'isola. Realizzata interamente in granito, conserva l'esedra, che delimita lo spazio semicircolare dove si svolgevano i riti funebri, quasi completa. Era costituita da quindici lastroni infissi verticalmente, di altezza crescente dai lati verso il centro, di cui oggi ne restano sette da un lato e tre dall'altro. Al centro si trova la stele, alta tre metri e Settecento, e larga alla base due metri e mezzo, realizzata da due lastre di granito sovrapposte, con il profilo perimetrale decorato da una cornice in rilievo. Alla base della stele un piccolo portello introduce al grande corridoio sepolcrale absidato che, nella sua integrità originaria, doveva avere la forma di una chiglia di nave rovesciata. Il corridoio, che era coperto a piattabanda, è lungo nove metri e mezzo e largo circa un metro. La parete di fondo è suddivisa da un lastrone orizzontale in due piani, che vengono a costituire una sorta di edicola per la deposizione delle offerte. La tomba è stata realizzata in due fasi costruttive, ingloba infatti una Tomba a corridoio del tipo chiamato allèe couverte, che costituisce ora la parte finale della camera mortuaria, la quale è stata ottenuta collegando alla tomba la camera mortuaria, realizzata con lastre infisse nel terreno a coltello, ed aggiungendo l'esedra. Al suo interno sono stati rinvenuti numerosi reperti, ossia una cuspide di lancia, tazze e piccoli vasi inornati a peducci, riferibili alla Cultura di Bonnanaro, nel periodo del Bronzo Antico. Altri reperti, ossia le olle, le ciotole, i tegami ed i vasi con nervature triangolari verticali, nonche un pugnale con la lama bicostolata, rinvenuti durante gli scavi, sono riferibili all'Età del Bronzo Medio.

Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: la stele e le lastre che delimitano l'esedra Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: la stele e i lastroni visti Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: la stele Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: veduta interna dal portello alla base della stele Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: veduta dell'interno Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: veduta laterale Arzachena-La Tomba di giganti Li Lolghi: veduta posteriore

La Tomba di giganti di Li Lolghi o Li Longhi di Arzachena è orientata verso sud est, con un azimut di 112°, e non è stato ancora ipotizzato dove dovesse puntare il suo allineamento.

Resti della Necropoli di Li Muri

Per raggiungere la Necropoli di Li Muri, arrivati al bivio per la Tomba di giganti di Li Lolghi continuiamo per circa un chilometro, e troviamo sulla destra la Necropoli. Ci si può anche arrivare dal centro di Arzachena prendendo la SP115 per Bassacutena, e percorsi quattro chilometri e mezzo si prende un bivio a sinistra che ci porta, seguendo le indicazioni, dopo circa un chilometro arriviamo ai circoli funerari.

Arzachena-La Necropoli di Li MuriArzachena-La Necropoli di Li Muri: veduta della NecropoliLa Necropoli di Li Muri è stata scoperta nel 1939 ed è stata considerata per molto tempo l'unica testimonianza di quella che era stata chiamata cultura dei Circoli di Arzachena, e che oggi è invece riconducibile alla Cultura di San Ciriaco o alla prima fase della Cultura di Ozieri, come dimostrano altre Necropoli con forti analogie ritrovate in altre località della Sardegna. La Necropoli è realizzata su una serie di collinette ed è formata da cinque tombe, quattro delle quali del tipo a circolo con i perimetri di base tangenti l'uno all'altro, ed una del tipo a corridoio, ossia di quelle chiamate allèe couverte. Le tombe a circolo avevano al centro una cassetta di pietra di forma quadrangolare, realizzato con lastre di pietra infisse verticalmente nel terreno e coperte da un lastrone orizzontale di copertura, dei quali però nessuno è arrivata intatto fino a noi. La cassetta è circondata da diversi circoli concentrici di pietre, che costituiscono ciò che resta dell'originario tumulo che copriva la tomba e le dava la forma di una collinetta. Il diametro dei circoli va dagli otto metri e mezzo del più grande, ai cinque metri e trecento del più piccolo. Secondo Giovanni Lilliu, il defunto veniva collocato all'interno del circolo perché le sue membra fossero scarnificate dall'azione degli agenti atmosferici una volta scarnificate, le ossa del defunto vanivano deposte all'interno della cassetta collocata al centro del circolo. Accanto al cerchio di pietre più esterno, è posto, per ogni tomba, un Menhir in pietra infisso nel terreno, ritenuto la sede della divinità. Sono presenti anche due Menhir protoantropomorfi posizionati uno di fronte all'altro, uno dei quali femminile con tre concavità mammellari. In prossimità dei circoli e nello spazio compreso fra i loro punti di tangenza sono state trovate urne votive per le offerte ai defunti. Le tombe hanno restituito pochi resti di ossa, il che non consente di ricostruire il rituale funerario, anche se il rinvenimento di ciottoli con residui di ocra rossa ha fatto pensare a un colorante forse utilizzato sul corpo del defunto.

Arzachena-La Necropoli di Li Muri: circoli, Dolmen e Menhir in pietra Arzachena-La Necropoli di Li Muri: i circoli Arzachena-La Necropoli di Li Muri: i circoli Arzachena-La Necropoli di Li Muri: Dolmen Arzachena-La Necropoli di Li Muri: particolare di un Dolmen Arzachena-La Necropoli di Li Muri: Menhir e Dolmen

Arzachena-La Necropoli di La Macciunitta: strumento e collane in pietraLe ceramiche rinvenute sono inornate e poco significative, mentre sono notevoli una coppa in steatite verde con coppia di prese ad anello, pomi sferoidi, lame in selce, piccole accette ed elementi di collana. La forte somiglianza tra la coppa in steatite verde rinvenuta nella Necropoli e le produzioni ceramiche relative alla Cultura di San Ciriaco porta a ritenere la Necropoli appartenente a questa fase del Neolitico Recente che si è sviluppata tra il 4200 ed il 4000 avanti Cristo Si è per molto tempo ritenuto che la Necropoli di Li Muri fosse l'unica testimonianza di quella che era stata chiamata cultura dei Circoli di Arzachena. Ma in effetti. esempi simili esistono in altre località della stessa Gallura, come ad esempio la Necropoli di La Macciunitta, vicino ad Arzachena, dove sono state rinvenute belle collane in pietra, e quella di Li Casalini vicino a Luogosanto. Vengono oggi, invece, considerate riconducibile alla Cultura di San Ciriaco.

Lungo la strada verso Luogosanto troviamo il Santuario di Santu Lucca di l'Agliuledda ossia di San Luca

Dalla grande rotonda sulla SS427, presa verso destra la SP14, dopo poco meno di due chilometri, troviamo sulla sinistra la strada che porta in località Capichera e che è contraddistinta dalle segnalazioni turistiche per la Tomba di giganti Coddu Vecchju e per il Nuraghe La Prisciona, ubicati a breve distanza e che descriveremo più avanti.

Arzachena-Chiesa campestre di Santu Lucca di l'AgliuleddaSubito all'inizio della deviazione, dopo una cinquantina di metri, troviamo, sulla sinistra della strada, il Santuario di Santu Lucca di l'Agliuledda, detto anche Chiesa di San Luca. L'origine della Chiesa risale a quando, durante la costruzione della strada, venne costruita, a margine della strada, una edicola dedicata a San Luca, in seguito, in occasione dell'arrivo della statua del Santo, ci furono grandi festeggiamenti, ed in quella circostanza si decise l'erezione di una vera e propria Chiesa in un luogo più adatto. L'otto aprile del 1985 si ebbe la prima celebrazione, mentre la solenne benedizione fu impartita nel 1989. La struttura non ha il fascino delle antiche Chiesette galluresi, ma presenta due imponenti colonne naturali in granito, sulle quali poggia il loggiato esterno, aggiunto a protezione dell'ingresso frontale. Il massiccio portone è composto da sei riquadri intarsiati che raffigurano simbologie del culto cristiano. Il campanile è a vela, in conci di granito a vista, così come l'arco che separa la sala dal presbiterio, che è lievemente rialzato. Dietro l'altare, sulla parete di fondo, si trova una nicchia nella quale è inserita la statua di San Luca con il Vangelo in mano. La Festa di Santu Lucca di l'Agliuledda si celebra il lunedì dell'Angelo, con pranzo comunitario, ed il 18 ottobre, con una celebrazione liturgica.

Resti della Tomba di giganti di Coddu Vecchju

Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu VecchiuArzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: veduta della tombaProseguendo per circa trecento metri sulla deviazione verso la località Capichera, troviamo alla destra della strada le indicazioni che ci portano alla Tomba di giganti di Coddu Vecchju. La Tomba di giganti di Coddu Vecchju, realizzata in granito locale, ha una stele alta oltre quattro metri e larga quasi due metri, la più alta trovata in tutta la Sardegna, ed è sicuramente uno dei più importanti monumenti di questo tipo. La sua costruzione avviene in due fasi ed è il prodotto della ristrutturazione di una più antica Tomba a corridoio del tipo denominato Allee couverte. Dapprima è stata costruita la sepoltura a galleria, lunga dieci metri e mezzo e larga tra i tre metri e mezzo ed i quattro metri, che comprende un corridoio funerario rettangolare lungo nove metri e largo circa un metro, delimitato da blocchi granitici disposti in due filari sui quali poggiano delle grosse lastre. La copertura è realizzata con lastroni disposti a piattabanda, mentre il pavimento lastricato segue la naturale pendenza del terreno. L'esterno è costituito da filari di pietre di medie dimensioni. L'esedra semicircolare che trasforma la sepoltura in una Tomba di giganti risale a un periodo successivo. Alla prima sepoltura è stata aggiunta, attraverso un piccolo corridoio di raccordo costituito da due lastroni infissi a coltello, l'esedra delimitata da lastre di altezza digradante verso i lati, sorrette posteriormente da una struttura muraria che, collega l'emiciclo al corpo della tomba. Al centro dell'esedra si trova la stele centinata, costituita da due elementi sovrapposti: il riquadro inferiore e la lunetta superiore. Sono entrambi ornati da una cornice a rilievo piatto. Nella parte inferiore della stele si apre un piccolo portello con cornice a rincasso. Il monumento in origine era ricoperto da un tumulo costituito da pietre di medio-piccole dimensioni. I materiali rinvenuti all'interno della tomba, ossia tegami, ciotole carenate, vasi a collo rientrante, sono riferibili alla alla Cultura di Bonnanaro nell'Età del Bronzo Antico, ed altri reperti sono riconducibili al Bronzo Medio.

Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: la stele e le lastre che delimitano l'esedra Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: la stele Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: veduta interna dal portello alla base della stele Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: veduta laterale Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: veduta dal retro Arzachena-La Tomba di giganti di Coddu Vecchiu: veduta laterale

Alcuni studiosi ritengono che, oltre ai Nuraghi ed ai Pozzi sacri, anche le Tombe di giganti siano frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l'orientamento astronomico. La maggior parte delle Tombe di giganti hanno l'esedra orientata a sud est, cioè la direzione del sorgere del sole all'alba del Solstizio d'inverno. Ci sono, poi, tombe che guardano verso est, in relazione al sorgere del sole nel periodo degli Equinozi, e tre tombe sono orientate a sud verso la stella Aldebaran, della costellazione dei Toro.

La Tomba di giganti di Coddu Vecchju di Arzachena è orientata verso est, con un azimut di 95°, dove sorge il sole all'alba degli Equinozi. Gli appassionati delle culture megalitiche hanno scoperto da tempo la proprietà di questa struttura, che permette alla luce dell'alba, nel giorno degli Equinozi, di entrare perfettamente nel ristretto portello della stele d'ingresso, andando ad illuminare il corridoio tombale.

Resti del Nuraghe La Prisgiona

Arzachena-Nuraghe La PriscionaSempre in località Capichera, a circa seicento metri dalla tomba di Coddu Vecchju, si trova su un rilievo granitico, in posizione dominante, il Nuraghe La Prisgiona, un Nuraghe complesso costituito da una torre centrale del diametro di sei metri e mezzo, con un'altezza massima residua di circa quattro metri, e da tre torri laterali unite fra loro da un bastione, e fa parte di un complesso, che comprende anche un villaggio di capanne. La torre centrale è realizzata, alla base, con blocchi appena sbozzati disposti su filari irregolari, mentre la parte superiore è realizzata con conci lavorati e disposti su filari orizzontali. Al centro della torre c'è una porta di ingresso a sud che immette in un antro largo un metro e mezzo, strombato e con copertura a piattabanda, oggi ingombro di materiali di crollo. Sulla destra si trova una nicchia e sulla sinistra i resti della scala che portava al piano superiore. Dall'antro si entra nella camera del piano terra, con pianta circolare del diametro di tre metri e mezzo ed alta cinque metri e mezzo, le cui pareti sono realizzate con blocchi sbozzati, disposti in filari regolari. La camera presenta tre nicchie disposte a croce, delle quali la terza, nella parete di fondo della camera, è ostruita dai materiali di crollo. Il bastione è costituito da tre torri laterali con le relative mura di raccordo, che costituiscono un impianto triangolare con angoli arrotondati. La torre posteriore sembra presentare dei corridoi, al posto della normale camera interna. Il tutto è circondato da una seconda cinta muraria ad andamento curvilineo da est ad ovest, alta poco più di un metro, con altre torri di cui oggi restano poche tracce. La cinta muraria è realizzata con grossi blocchi poco lavorati e disposti su filari irregolari. Nella torre centrale è presente una grande torre circolare, del diametro esterno di cinque metri e mezzo, con copertura a tholos ed una scala che porta alla stanza superiore. Nello spazio compreso tra la cortina e il Nuraghe è presente anche un pozzo, del diametro di poco più di un metro e profondo sette metri, rivestito da lastre di granito rosso disposte in filari regolari.

Arzachena-Nuraghe La Prisciona: il villaggio di capanne circolariIntorno al Nuraghe La Prisciona, nell'area delimitata dalla seconda cinta muraria, si trovano i resti di un villaggio costituito da almeno una decina di capanne circolari, con il diametro esterno di sette metri ed interno di cinque metri, con un'altezza residua di poco più di un metro, con ingresso spesso fornito di una lastra di soglia e con il pavimento lastricato. Il Nuraghe La Prisciona è attualmente oggetto di campagne di scavo e restauro, non è quindi possibile recarsi a visitarlo.

In località Capichera troviamo l'Azienda Vitivinicola Capichera

Tornati sulla SS427 verso Sant'Antonio di Gallura e Calangianus, passiamo l'incrocio con la SP14 e proseguiamo verso sud per due chilometri e troviamo sulla sinistra le indicazioni per l'Azienda Vinicola Capichera, che raggiungiamo dopo settecentocinquanta metri, in località Spridda. Come in tutta la Gallura, anche qui viene coltivata principalmente l'uva del vitigno Vermentino, e, nello stazzo Capichera, oggi gestito da Giovannella e Alberto Ragnedda, è stata costituita nei primi anni '20 del Novecento l'Azienda Vinicola omonima.

Arzachena-I vini dell'azienda vitivinicola CapicheraAzienda Vitivinicola CapicheraVicino ad Arzachena, in località Capichera, si trova l'Azienda Vitivinicola Capichera, la cui storia ha inizio nei primi anni venti, quando il nonno degli attuali proprietari eredita uno stazzo di oltre 50 ettari là dove oggi si trova il Comune di Arzachena, all'estremo nord della Sardegna: area già famosa per essere particolarmente adatta alla viticoltura. L'azienda viene creata nei primi anni Venti del Novecento dai fratelli Fabrizio e Mario Ragnedda. L'attaccamento alla tradizione e l'amore per la terra si esprimono nell'etichetta, che rappresenta la vicina Tomba di giganti di Coddu Vecchju. La cantina produce vini DOCG di Gallura (Vermentino di Gallura Superiore Capichera, Vermentino Vendemmia Tardiva), nonche alcuni vini Carignano (Assajè, Mantenghja) provenienti non solo dai tradizionali vigneti del Sulcis ma anche dai nuovi vigneti in territorio di Palau.

La Chiesa campestre di San Tommaso Apostolo

Arzachena-Chiesa campestre di San Tommaso ApostoloPercorso ancora un chilometro e trecento metri verso sud lungo la SS427, all'altezza del chilometro 28.4, imbocchaimo la salita sulla sinistra con segnalazione di via Stazzo Lu Palazzu.

Percorriamo lo sterrato per seicento metri, svoltare al primo bivio sulla sinistra e procedere per ulteriori settecento metri, e troviamo, alla destra della strada, la Chiesa campestre di San Tommaso Apostolo. La prima domenica di giugno, presso questa Chiesa campestre si svolge la Festa di San Tommaso, con il pranzo comunitario che segue la celebrazione eucaristica.

In località La Piredda troviamo il Santuario di Santu Paulu Calta ossia di San Paolo Eremita

Percorsi ancora quattrocento metri sulla SS427, prendiamo una deviazione in una sterrata sulla sinistra, la seguiamo per circa centocinquanta metri, poi prendiamo a destra una strada bianca che, in un chilometro e seicento metri, ci porta, in località La Piredda, dove troviamo sulla destra, in mezzo ai boschi, il parco di San Paolo Eremita. Ci potevamo arrivare anche proseguendo sulla SP14 oltre la deviazione che ci ha portato al Santuario di San Luca, dopo circa un chilometro e seicento metri prendiamo una deviazione sulla sinistra che ci porta, dopo più di due chilometri, alla sinistra della strada al parco di San Paolo Eremita.

Arzachena-Santuario di Santu Paulu CaltaAll'interno del parco, sotto un leccio secolare, si trova il Santuario di Santu Paulu Calta, dedicato a San Paolo Eremita. La Chiesa sorge sul luogo ove una pia donna, durante la guerra per la conquista della Libia, vide per tre volte, in sogno, il Santo. Realizzata tra il 1909 ed il 1911, viene solennemente benedetta in occasione della prima Festa dedicata alla Madonna del Buon Cammino, il 2 maggio 1912. A pianta rettangolare, presenta un campanile a vela e diversi gradini sull'entrata principale. Ai lati ci sono sette finestre a forma di mezzaluna e uno stemma papale rosso inciso sul muro che ricorda la costruzione della casa parrocchiale nel 1930. All'interno conserva le statue di San Paolo e della Madonna del Buon Cammino. Sempre all'interno di questa Chiesa si trova, in una nicchia a sinistra, la statua di San Sebastiano, un soldato imperiale martirizzato a Roma sotto Diocleziano; ed in una nicchia a destra la statua di San Maurizio Martire, un guerriero che si rifiutò di eseguire la decimazione dei suoi soldati cristiani, ordinatagli da Massimiliano.

Intorno alla Chiesa ci sono tavoli e panche in granito, e i locali della cucina per la preparazione del cibo da consumare durante la Festa di Santu Paulu Calta, che si celebra l'ultima domenica di agosto, durante la quale viene offerto il tipico pranzo gallurese a base di minestra e carne lessata. Diverse sono le altre ricorrenze che vi vengono in essa celebrate, a partire dal primo maggio, quando si svolge la Festa della Madonna del Buon Cammino; seguono le celebrazioni della terza domenica dello stesso mese, in onore di tutti i Santi titolari, ovvero la Festa di San Paolo Eremita, della Vergine, di San Sebastiano e di San Maurizio; infine la Festa di San Maurizio Martire, patrono del 22 settembre, che viene ricordato una domenica della seconda quindicina del mese di settembre.

Uscendo da Arzachena verso sud est troviamo il Protonuraghe Albucciu con la Tomba di giganti Moru

Usciamo da Arzachena verso sud in direzione di Olbia con la SS125 Orientale Sarda, percorsi circa due chilometri e mezzo dal centro dell'abitato, all'altezza del chilometro 340.2, troviamo le indicazioni per raggiungere il Nuraghe Albucciu. L'area archeologica è segnalata da un cartello stradale sistemato nell'apposito parcheggio sul lato sinistro della strada, e per raggiungere il Nuraghe si deve raggiungere il lato opposto della strada, ossia il lato destro, attraversando a piedi il sottopassaggio.

Arzachena-Nuraghe Albucciu: veduta del Nuraghe appoggiato a una grande rocciaIl Nuraghe Albucciu non è un vero Nuraghe ma secondo i più uno pseudo Nuraghe a pianta rettangolare irregolare, di ventitre metri e mezzo per quindici metri e mezzo. La sua struttura è discretamente conservata, ed è di tipo misto, che associa elementi del Nuraghe a corridoio con quelli del Nuraghe a tholos. Il Nuraghe aveva un ampio terrazzo che poteva fungere da Torre di avvistamento, e si articola su due piani, dei quali residua solo quello inferiore. È realizzato con grossi blocchi di granito grezzo, a parte l'architrave che è più rifinito, e fa corpo unico con un grande massiccio granitico contro il quale è stato edificato. Conserva sul frontale, rivolto verso oriente per garantire l'illuminazione, otto mensoloni sporgenti dalla muratura, ma in origine dovevano essere più numerosi a sostegno di una balaustra lignea. Al centro del frontale si apre l'ingresso che è sopraelevato sul livello di campagna, architravato, con un finestrino di scarico che alleggerisce il peso della struttura in corrispondenza della porta. Dall'ingresso entriamo in un breve antro trapezoidale coperto da lastre a piattabanda disposte ad altezza crescente verso il fondo. Il sistema di chiusura è costituito da due piccole nicchie che alloggiavano il palo di blocco della porta in legno; questa veniva fermata al pavimento per mezzo di un incavo parallelo alla soglia. Un condotto, realizzato tra le lastre del soffitto e la muratura, consentiva il sollevamento della porta per mezzo di una corda. Sul fondo dell'antro si trovano un corridoio e gli ingressi di due vani. All'estremo di sinistra c'è il lungo corridoio cieco, angusto, lastricato e con copertura a piattabanda, che si sviluppa con andamento curvilineo, forse condizionato dalla parete rocciosa cui si addossa. Nella parete opposta all'entrata, sull'angolo sinistro, c'è una scala, con due rampe intervallate da un pianerottolo, che conduce al terrazzo: la prima rampa è coperta da lastroni con disposizione scalare ascendente, mentre la seconda era probabilmente a cielo aperto. Sulla destra c'è una camera ellittica e con copertura aggettante interrotta da un lastrone, con una piccola cella da cui parte un cunicolo che, se percorso a carponi, porta all'esterno nel lato nord del Nuraghe. Vi è anche una seconda camera più grande, nel lato sud, alla quale si accedeva con una scala a pioli calata dal terrazzo in un cortiletto attiguo, che rappresenta l'ambiente più ampio dell'intera costruzione, con un sedile lungo il muro costruito in funzione del focolare. Il vano, subcircolare con pareti impostate sull'affioramento roccioso ed aggettanti, presenta un piccolo ripostiglio, ed un'apertura architravata forse per l'illuminazione. Le pareti della camera dovevano in origine elevarsi sul livello del terrazzo, delimitando un vano suddiviso in due piani da un soppalco in legno, collegato da una scala in legno. Il terrazzo si estende su tutta la costruzione e presenta un'ampia fascia pavimentata da un acciottolato, sulla quale si aprono cinque vani ed al centro è presente un'area subcircolare delimitata da un filare di pietre dove si svolgevano le principali attività. Ad ovest del terrazzo si trova una torre, con la camera con due scale con andamento opposto: la prima che discende verso il centro della costruzione, la seconda ripida e ascendente verso un piccolo ambiente superiore parzialmente crollato. A nord del terrazzo un corpo rettangolare racchiude una cameretta ellittica, in origine coperta, il cui ingresso si apre su un ambiente circolare che comunica con il terrazzo.

Intorno al Nuraghe, si trovano i resti di un villaggio costituito da capanne circolari. All'interno sono stati rinvenuti numerosi reperti dell'Età del Bronzo Medio, tra i quali la statuetta di un orante, un vaso in bronzo che conteneva le ceneri del defunto, spade votive ed un pugnale, frammenti di lingotti ox-hide, che sono conservati al Museo Archeologico ed Etnografico Giovanni Antonio Sanna di Sassari. I materiali rinvenuti documentano il riutilizzo del Nuraghe nella tarda Età del Bronzo; poi abbandonato temporaneamente, è stato rioccupato nell'VIII-VII secolo avanti Cristo con una funzione sacra.

Arzachena-Nuraghe Albucciu: portone d'ingresso Arzachena-Nuraghe Albucciu: scala interna Arzachena-Nuraghe Albucciu: interno del Nuraghe Arzachena-Nuraghe Albucciu: capanna del villaggio Arzachena-Nuraghe Albucciu: capanna del villaggio Arzachena-Nuraghe Albucciu: grande Capanna delle riunioni Arzachena-Nuraghe Albucciu: il masso davanti al quale è stata costruita la Capanna delle riunioni

A una cinquantina di metri dal Nuraghe, alla sinistra della SS125 Orientale Sarda, poco dopo l'area archeologica segnalata dal cartello stradale sistemato nell'apposito parcheggio, si trovano anche i resti molto rovinati di una Tomba di giganti chiamata tomba Moru, della quale manca però la stele.

Il tempio di Malchittu

Entrati nell'area archeologica segnalata da un cartello stradale sistemato nell'apposito parcheggio sul lato sinistro della strada, si lascia l'auto e, di fronte al Nuraghe Albucciu, sopra lo stazzo Malchittu, seguendo le indicazioni troviamo un ripido colle. Si prosegue per circa un chilometro e mezzo su un sentiero in salita che aggira l'altura, sino a raggiungere la cima ove è situato il tempio.

Arzachena-Tempio di MalchittuIl tempio di Malchittu è un edificio sacro che si ritiene molto antico, che presenta una pianta pressoche rettangolare lunga quattordici metri e larga sei, interamente realizzato con blocchi di granito di medie e grandi dimensioni appena sbozzati. È un tempio a megaron, ossia rettangolare, del tipo detto in antis, nel quale le pareti della cella sporgono fino al pronao a formare una sorta di vestibolo. Nella parte anteriore due ali in pietra definiscono lo spazio sacro antistante, dove i pellegrini sostavano nell'attesa di entrare: il muro di sinistra ha andamento rettilineo mentre quello di destra risulta curvilineo, dovendosi adattare alla presenza di un affioramento roccioso. Il lato di fondo del vestibolo termina in alto con un frontone in buone condizioni, che non conserva però l'altezza originaria. Al centro del lato di fondo del vestibolo si apre la porta di ingresso della camera. Gli stipiti e l'architrave dell'ingresso, con sopra la porta un finestrino di scarico, sono realizzati con blocchi più grandi e ben lavorati. L'ingresso architravato introduce in un breve corridoio di ingresso, che presenta sulle due pareti una piccola nicchia rettangolare atta a contenere la trave per il bloccaggio della porta in legno. Sia l'atrio sia il corridoio d'ingresso hanno il pavimento lastricato. Il corridoio di ingresso porta alla camera interna, rettangolare, lunga otto metri e larga quattro, con due piccole nicchie lungo ciascuna delle pareti lunghe, e, al centro del lato destro, un basso ripiano interrotto da due gradini. La copertura della camera interna e dell'atrio doveva essere in origine a doppio spiovente, con una trave centrale che poggiava al centro dei due frontoni, e che sosteneva le travi trasversali. I sedili lungo il lato destro della camera erano riservati alle persone ammesse ai rituali, durante i quali ardeva un focolare circolare, delimitato da piccole lastre ben accostate e connesse con malta di fango, posto al centro dell'ambiente. La camera termina in un abside semicircolare, con un bancone che accoglieva probabilmente le offerte rituali. Vi sono stati trovati resti bruciati di sacrifici, tracce di un focolare e numerosi reperti ceramici.

Il tempio fa parte di un complesso che comprende anche una capanna di notevoli dimensioni, diverse sepolture a tafone, un Nuraghe, una muraglia difensiva di cui restano brevi tratti realizzati con grossi blocchi disposti su filari irregolari. I resti della capanna si trovano alla base del colle. Lungo i lati del rilievo si trovano sepolture a tafone, al momento ne sono state individuate sei, sono nascoste dalla fitta vegetazione. Il Nuraghe si trova quasi di fronte al tempietto, in pessimo stato di conservazione, quasi totalmente crollato, per cui risulta impossibile oggi definirne la tipologia.

Prendiamo la strada statale che da Arzachena porta ad Olbia e troviamo il mulino di San Giovanni

Arzachena-mulino di San GiovanniLungo la SS125 Orientale Sarda verso sud, che unisce Arzachena con Olbia, quasi quattro chilometri dal centro dell'abitato, all'altezza del chilometro 336.7, dove troviamo il vecchio ponte di San Giovanni posto lungo il corso del Rio San Giovanni, chiamato anche Rio Arzachena, troviamo sulla destra della strada il mulino di San Giovanni, ormai ormai non più attivo. In parte restaurato, è un mulino ad acqua dei primi del Novecento, tra i pochi rimasti integri in Sardegna.

Il mulino si trova nella frazione Mulino di Arzachena (altitudine non disponibile, distanza 7.5 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), un luogo ideale per che vuole fare una vacanza in Costa Smeralda senza alloggiare in località troppo costose.

Lungo la strada che porta in Costa Smeralda troviamo la Cantina Vigne Surrau

Percorsi altri circa cinquecento metri sulla SS125 Orientale Sarda, raggiungiamo una rotonda dove, prendendo a sinistra, ci immettiamo sulla SP59 che si dirige verso est. Percorsi appena cinquecento metri, alla destra della strada si trovano gli edifici che ospitano la Cantina Vigne Surrau.

Tre Bicchieri del Gambero RossoCantine Vigne SurrauNasce dall’entusiasmo di una famiglia la Cantina Vigne Surrau, un'impresa giovane figlia di un territorio dalla grande tradizione enologica, immersa nel mezzo del vigneto che fa da sfondo alla strada che da Arzachena conduce alla Costa Smeralda. La vocazione turistica del territorio si sposa oggi con l’antica vocazione di una terra che da sempre nutre la vite per generare un corposo vino. In questa terra nascono oggi grandi vini rossi e bianchi dalla coltivazione di vitigni autoctoni e internazionali di grande carattere, e la Cantina produce vini Vermentino, Cannonau, Carignano, Muristellu e Cabernet Sauvignon. La Cantina Vigne Surrau ha ottenuto dalla Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso il riconoscimento Tre Bicchieri per il suo vino Cannonau di Sardegna Sincaru Riserva 2014.

La frazione Monticanaglia

Dalla rotonda, presa la SP59 che si dirige verso est, in circa tre chilometri arriviamo a un bivio, dove, prendendo a destra, in un paio di chilometri, raggiungiamo la frazione Monticanaglia (altezza metri 50, distanza 9.7 chilometri, abitanti circa 47), una piccola frazione Arzachena.

La frazione Santa Teresina con la sua Chiesa ed il suo Cimitero

Arzachena-Santa Teresina: la Chiesa di Santa TeresinaDa Monticanaglia prendiamo la strada verso nord, che ci riporta in 2,2 chilometri sulla SP59, la seguiamo per trecento metri, poi svoltiamo a sinistra e, dopo duecento metri, arriviamo alla frazione Santa Teresina (altezza metri 73, distanza 10.6 chilometri, abitanti circa 126). Potevamo arrivarci dal bivio sulla SP59, dove avevamo preso a destra verso Monticanaglia, prendendo, invece, a sinistra, e raggiungendo la frazione in circa tre chilometri. Al centro dell'abitato, costituita da abitazioni disperse, si trova la Chiesa di Santa Teresina, una Chiesa molto moderna, e nella parte sud est del paese si trova il Cimitero di Santa Teresina.

Da Santa Teresina proseguiamo sulla SP59, la percorriamo per circa tre chilometri, poi svoltiamo a destra ed in cinquecento metri arriiviamo alla frazione Arzachena denominata Abbiadori, che è la prima località della Costa Smeralda, che descriveremo in una delle prossime tappe del nostro viaggio.

La Chiesa campestre di Santu Micali d'Alzachena ossia di San Michele Arcangelo

Dalla rotonda sulla SS125 Orientale Sarda, proseguendo per circa un chilometro e, subito prima di incontrare l'Ippodromo di San Pantaleo, troviamo sulla destra della strada il parco di Santu Micali o di San Michele, con all'interno la Chiesa campestre omonima.

Arzachena-Chiesa campestre di Santu Micali d'AlzachenaSecondo la tradizione la costruzione della Chiesa campestre di Santu Micali d'Alzachena, ossia di San Michele Arcangelo, risalirebbe alla fine del '700, quando i Saraceni inFestavano le coste con frequenti razzie nelle quali catturavano uomini, donne e bambini della zona di Monti di Mola, l'attuale Porto Cervo. Questi, durante la prigionia, avrebbero scoperto che i Saraceni veneravano anche San Michele, al quale avrebbero fatto un voto, ed in seguito, in segno di ringraziamento per la libertà riconquistata, avrebbero eretto la Chiesa, che si trova in territorio di Arzachena, anche se appartiene ecclesiasticamente alla parrocchia di San Pantaleo. L'edificio, ad una sola navata, ha il pavimento in cotto ed il soffitto costruito con travi di caStagno e ginepro, con interposti mattoni rossi. Nell'altare è collocata la statua di San Michele, e nella parete destra è sistemata un'altra statua del Santo che viene portata in processione durante le Feste. Nella Chiesa campestre si celebra l'8 maggio la Festa di San Michele Arcangelo. Vi si celebra inoltre, il 16 maggio, la Festa dedicata alla Vergine, organizzata esclusivamente da li femini, ed infine una terza Festa il 29 settembre.

Sull'altro lato della strada statale, a breve distanza dalla Chiesa, una stradicciola portava al vecchio Cimitero di San Michele, chiamato lu chiappittu, demolito nel 1958 per edificare un nuovo Cimitero.

La Chiesa campestre di Santu Ghjuanni d'Alzachena ossia di San Giovanni Evangelista

Dalla Chiesa campestre procediamo in direzione Olbia lungo la SS125 Orientale Sarda per poco più di quattro chilometri, e, all'altezza del chilometro 333, svoltiamo a destra in via Stazzi Spridda, proseguiamo per trecento metri. imbocchiamo la strada sulla destra, ossia verso nord, procedendo per ulteriori cinquecento metri, ed arriviamo al parco di San Giovanni, nel quale si trova la Chiesa omonima.

Arzachena-Chiesa campestre di Santu Ghjuanni d'AlzachenaLa Chiesa campestre di Santu Ghjuanni d'Alzachena, ossia di San Giovanni Evangelista, è situata sulla riva del Rio San Giovanni, sul suo lato sinistro. Secondo la tradizione, tre fratelli, durante una battuta di caccia, richiamati dall'abbaiare dei cani, avrebbero trovato una statua di marmo raffigurante il Santo all'interno di un calderone di olio bollente. Sempre secondo la tradizione, il villaggio di origine medievale era stato distrutto dalle incursioni dei Saraceni e la gente del posto aveva nascosto la statua del Santo in un tratto del fiume. Caricata la statua su un carro, dopo solo cinquecento metrii buoi non ne vollero più sapere di proseguire, e si decise quindi costruire lì la Chiesa, che sarebbe stata edificata intorno all'anno 1744. Si tratta di una Chiesa di modeste dimensioni, con una singolare volta in ginepro, che presenta una facciata in granito a vista con un piccolo campanile a vela. All'interno conserva la statua marmorea del Santo raffigurato all'interno del pentolone di olio bollente. Presso questa Chiesetta, il 6 maggio e il 3 settembre si svolge la Festa di San Giovanni Evangelista, un'importante celebrazione religiosa locale, al termine della quale viene offerto a più di mille persone il tipico pasto delle Feste galluresi: minestra in brodo, carne e ultimamente anche la pasta. Inoltre il 24 giugno ed il 29 settembre vi si svolge la Festa di San Giovanni Battista.

La zona del parco di San Giovanni è circondata da olivastri e querce, ed è caratterizzata dalla presenza del Cimitero di San Giovanni, un Cimitero che è ancora in uso.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita della Gallura interna recandoci da Arzachena, con la SS427, a visitare il borgo di Sant'Antonio di Gallura con i suoi dintorni.


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