Una brutta storia di amicizie pericolose e speculazione edilizia tra massoneria e malaffare

Sull'onda del successo dell'insediamento turistico di Costa Smeralda, numerosi imprenditori d'assalto iniziano a concentrare le loro Speculazioni sulla Sardegna. Il metodo e molto semplice: si acquista a basso prezzo un terreno agricolo non edificabile, quindi si ottiene da amministrazioni comunali compiacenti la variazione del piano regolatore, e vi si realizzano complessi edilizi che si rivendono con utili spropositati. È il periodo della cementificazione selvaggia, che vede coinvolte non solo le coste a nord di Olbia ma anche tutta la costa sud di Pula e Domus de Maria. Gli insediamenti della Costa Verde e della Costa Paradiso saranno invece successivi.

Flavio Carboni e l'affare Costa delle Ginestre

Flavio Carboni, oggi definito faccendiere, e in quell'epoca un immobiliarista ricco di inventiva ma povero di capitali. Tra il 1972 e il 1973, egli acquista, per soli 150 milioni,45mila metri quadrati di terreni agricoli dalla famiglia di las Gawronski, giornalista che diventerà poi deputato europeo di Forza Italia. In quattro giorni il sindaco socialista di Olbia converte i terreni da agricoli a edificabili, con guadagni di miliardi per Carboni che vorrebbe realizzarvi il complesso residenziale Costa delle Ginestre.

Ma Carboni conduce una vita al di sopra delle sue possibilità, compra una barca di 22 metri, il Punto Rosso, poi un off-Shore, quindi in leasing un aereo. Deve quindi accantonare il progetto e finisce nelle mani di usurai Romani tramite i quali entrerà in contatto con la Banda della Magliana, che allora prendevano ordini da Pippo Calò, il cassiere romano di Cosa Nostra. Come vedremo, il progetto verrà ripreso quando Carboni, tramite Romano Cominciali, entrerà in contatto con Silvio Berlusconi.

Le prime esperienze lavorative di Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi era, allora, un imprenditore rampante. Dopo le prime saltuarie esperienze come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera insieme all'amico Fedele Confalonieri, e come venditore porta a porta di scope elettriche insieme all'amico Guido Possa, Silvio Berlusconi aveva iniziato l'attività di agente immobiliare e, nel 1961, fondato la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali, che aveva acquistato un terreno in via Alciati a Milano, per 190 milioni di lire, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini, titolare della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Silvio.

La Banca Rasini era una piccola bancamilanese, nata negli anni Cinquanta del Novecento. Il motivo principale della sua fama è che, tra i suoi clienti principali, si annoveravano i criminali Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano. La sua fama è legata alle dichiarazioni di Michele Sindona del 1984, quando alla richiesta: Quali sono le banche usate dalla mafia? Sindona rispose: In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza dei Mercanti. In effetti, le indagini dimostrarono ampiamente il ruolo svolto dalla Banca Rasini nel riciclaggio dei soldi della mafia, ed i contatti dell'istituto coi più alti vertici mafiosi.

Il centro residenziale di Brugherio

Nel 1963 Berlusconi fonda la Edilnord Sas di Silvio Berlusconi, in cui è socio accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest'azienda, Carlo Rezzonico fornisce capitali di ignota provenienza, attraverso una finanziaria svizzera, che pervengono alla Edilnord sempre attraverso la Banca Rasini. E nel 1964, l'azienda di Berlusconi inizia la costruzione di un centro residenziale a Brugherio da 4mila abitanti, che non si vende con facilità.

La realizzazione di Milano 2

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani, una cugina di Berlusconi, che acquista dal conte Bonzi, per oltre 3 miliardi lire, un area di 712mila metri quadrati a Segrate, alla periferia orientale di Milano. Il terreno, non edificabile e di scarsissimo valore commerciale, dato che vi passano le rotte degli aerei decollati dal vicino Aeroporto di Linate, viene succesivamente ampliato. Qui inizia nel 1970 la realizzazione del quartiere residenziale Milano 2, una di città satellite sul modello dei complessi residenziali olandesi. E l'anno successivo ottiene, dal compiacente comune di Segrate, una licenza edilizia che sana, con valore retroattivo, l'operazione edilizia illegale, a seguito della quale il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara ufficialmente residenziale il suolo. Nel 1973 Berlusconi riesce addirittura a far deviare le rotte degli aerei che disturbano il nuovo quartiere. La vicenda è stata ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un'intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti, e lo stesso Berlusconi, ricordando la sua frequentazione dei ministeri Romani di quegli anni, dichiarerà che offrire un mazzo di rose ad una segretaria gli aprì le porte di molti uffici di direttori generali.

Nel 2010, il dichiarante di mafia Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, in una deposizione rivela che Cosa Nostra avrebbe fatto un ingente investimento nella realizzazione del quartiere residenziale Milano 2.

Berlusconi e le tv private

Queste non sono che alcune delle tante operazioni borderline che caratterizzano, in quegli anni, le attività finanziarie di Silvio Berlusconi. Sappiamo che in seguito realizzerà, sempre illegalmente, la Prima rete nazionale di tv private, ottenendo anche in questo caso una legalizzazione retroattiva, con una apposita legge del socialista Bettino Craxi, condannato in seguito per corruzione, e morto latitante nel 2000 in Tunisia.

Berlusconi e l'acquisto con l'aiuto di Ceare Previti della villa casati a Arcore

Nel 1970 la diciannovenne Annamaria casati Stampa di Soncino, dopo l'omicidio-Suicidio del padre, il marchese Camillo, della matrigna e del suo amante, resta orfana ed unica erede dell'immenso patrimonio di famiglia. Custode e garante dei beni diventa l'avvocato Giorgio Bergamasco, cui si affianca un giovanissimo Cesare Previti, che conquista la fiducia della marchesina. La quale, appena maggiorenne, nel 1972 si sposa in segreto e lascia l'Italia, ed ai curatori Bergamasco e Previti dà l'incarico di gestire i beni e le tasse di successione. Nel 1972 Bergamasco viene nominato ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Andreotti, e Previti diventa il tutore unico della casati Stampa.

Nel 1973 Previti informa Annamaria che è stato trovato un compratore per la villa casati di Arcore, Un certo Berlusconi. L'offerta è di appena 500 milioni di lire in titoli azionari di società non quotate in borsa, pagamento dilazionato nel tempo, ma riguarda solo la casa nuda, la cappella e un pò di ghiaia intorno. Mentre il valore del solo immobile di 3500 metri quadrati è di oltre 1 miliardo e 700 milioni dell'epoca, come risulta dalle stesse stime legate all'eredità. Inoltre, all'interno della villa è conservata una importante pinacoteca di opere del quindicesimo e sedicesimo secolo, una biblioteca di oltre 3000 volumi antichi, ed annesso alla villa è un immenso parco con scuderie e piscine.

La vendita viene perfezionata solo nel 1980, ma Berlusconi, per quella cifra irrisoria, si è preso tutto, la villa, il parco, la pinacoteca, la biblioteca con opere di altissimo valore. E quando la cognata di Annamaria, la contessa Beatrice Rangoni Machiavelli, ne viene a conoscenza, sono trascorsi i dieci anni per la prescrizione degli eventuali reati, e non riesce, quindi, ad far rientrare Annamaria in possesso di nulla.

Parte dei terreni sui quali è sorta Milano 2 erano del conte Leonardo Bonzi, un'altra parte era dei casati. Racconta la contessa Beatrice che I terreni erano stati frazionati e affidati a tante srl ognuna intestata ad anziani ospiti dell'ospizio della Baggina, qualcuno anche con Alzheimer. In questo frattempo i terreni erano diventati da agricoli a edificabili. E Annamaria risultava essere una speculatrice palazzinara... Quando ce ne siamo accorti le srl sono state liquidate dalla sera alla mattina. E una piccola parte dei terreni, ancora senza atto di vendita, è stata liquidata a noi in tre giorni.

Marcello Dell'Utri ed il mafioso Vittorio Mangano assunto come fattore nella villa di Arcore

Nel 1974 Berlusconi si trasferisce con la famiglia a villa casati, affiancato dal boss mafioso Vittorio Mangano assunto in Sicilia da Marcello Dell'Utri come fattore, cioè come amministratore della casa e dei terreni. Cinque anni prima di trasferirsi a Milano ha subito tre arresti e vari procedimenti penali per truffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione. La locale stazione dei Carabinieri riceve un'informativa dai colleghi palermitani, che segnala Mangano quale persona con precedenti giudiziari, e Dell'Utri quale persona che ne è informata. Mangano lascerà Arcore soltanto un paio di anni più tardi, in seguito a due arresti e a un'inchiesta a suo carico per il tentativo di sequestro di un ospite della villa, amico di Berlusconi, il principe di santagata.

Il nome di Mangano viene citato per la prima volta da Paolo Borsellino nel 1992, due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio. Borsellino afferma che Mangano è uno di quei personaggi che costituivano Le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia. Nel 2000 Mangano viene condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale. Mangano, malato di tumore, muore pochi giorni dopo la sentenza, in casa, agli arresti domiciliari concessi per motivi di salute, lasciando il carcere, dove già da cinque anni stava scontando la pena a cui era stato precedentemente condannato per traffico di stupefacenti ed estorsione.

L'8 aprile 2008 Marcello Dell'Utri, in un intervista, ha definito Mangano un uomo che fu A suo modo un eroe perché, pur malato terminale di tumore, si rifiutò di inventare dichiarazioni contro Berlusconi o lo stesso Dell'Utri, nonostante i benefici che ciò avrebbe potuto portargli. Ed il giorno dopo lo stesso Berlusconi sostiene questa stessa tesi.

Licio Gelli e la loggia massonica segreta P2

Ricordiamo che Berlusconi risulta affiliato dal 1978, con la tessera numero 1816, alla Loggia massonica P2 di Licio Gelli, condannato con sentenza definitiva per procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato; calunnia nei confronti dei magistratimilanesi Colombo, Turone e Viola; calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna, vicenda per cui è stato condannato a 10 anni bancarotta fraudolenta per il crack del Banco Ambrosiano. Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, Licio Gelli è vissuto ad Arezzo, nella villa Wanda.

Berlusconi e l'acquisto della villa Belvedere dei Visconti di Modrone a Macherio

Nel 1989 Silvio Berlusconi acquista all'asta, per 6 miliardi complessivi, la villa Belvedere dei Visconti di Modrone, a Macherio. Una residenza in stile barocco, inclusi i 120mila metri quadrati di parco. E compra anche un altro appezzamento attiguo,286mila metri quadrati, ufficialmente per 575 milioni, versando però al proprietario altri 4.4 miliardi in nero. Senonche il venditore si mette in regola col condono fiscale, e così svela l'imbroglio, di qui le accuse di frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio delle due società berlusconiane coinvolte, le immobiliari Idra e Buonaparte, ed il rinvio a giudizio.

Berlusconi e la fondazione di Forza Italia

Berlusconi, fonderà in seguito, nel 1994, Forza Italia, poi confluito nel 2009 nel Popolo della Libertà, e sarà presidente del Consiglio dal 1994 al 1995, dal 2001 al 2006 e poi dal 2008 al 2011.

Gli affari immobiliari di Flavio Carboni con Comincioli e con Fiorenzo Ravello

Dopo queste divagazioni su Silvio Berlusconi, torniamo a Flavio Carboni. Per le operazioni immobiliari nella zona di Olbia e Porto Rotondo, Carboni chiede soldi in prestito agli Amici della malavita. Nella seconda metà degli anni Settanta, acquisterà varie società proprietarie di ampi terreni, che cederà in seguito a diversi gruppi imprenditoriali. Entrano in scena i siciliani, che si accordano con i costruttori mafiosi Luigi Faldetta e Gaspare Bellino, amico di Vittorio Mangano, l'ex fattore di Berlusconi nella villa di Arcore. Operano usando i soldi della banda della Magliana, di Pippo Calò e dell'ex capomafia di Caccamo Lorenzo Di Gesù.

Nel 1979 Carboni conosce Romano Comincioli, compagno di scuola e poi collaboratore di Silvio Berlusconi, in seguito senatore di Forza Italia. È stato accertato che cambiali, con girata di Comincioli, passeranno a uomini della banda della Magliana, per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Comincioli, ritenuto in questa ed altre operazioni un prestanome di Berlusconi, entra nella società di Carboni Costa delle Ginestre. Questo e solo il primo degli affari che i due faranno insieme.

In seguito Carboni acquista a Porto Rotondo, da Simplicio Dejana, all'ergastolo per omicidio, un terreno che però scopre essere già stato venduto da qualcuno, che al rogito si era sostituito a Dejana, al finanziere Fiorenzo Ravello, trasferitosi in Svizzera dove si fa chiamare Lay Florent Ravello. Carboni e Ravello, invece di affrontarsi in una controversia, raggiungono un accordo ed iniziano operazioni immobiliari congiunte. La più significativa e la costituzione, a Trieste che gode di una legislazione fiscale di favore, della società punta Volpe, alla quale intestano i terreni di Olbia e Porto Rotondo. Poi la svuotano scorporandone le attività in 11 altre società minori: diventano le cosiddette 12 sorelle. Ravello viene coinvolto nel 1977 nello scandalo Italcasse-Caltagirone, si deve liberare delle sue attività in Italia e le svende alla Generale Commerciale di Romano Comincioli per ritirarsi definitivamente in Svizzera.

tre delle 12 sorelle (Poderada con edificabilità per 23mila metri quadrati, Su Ratale con edificabilità per 99mila metri quadrati, Su Pinnone con edifici adibiti a uffici e sede del Consorzio di Porto Rotondo), transitando attraverso Comincioli, finiranno alla Fininvest di Berlusconi. Cominciali e Berlusconi entrano direttamente in altre due (Prato Verde con edificabilità per 58mila metri quadrati, ed Immobiliare); ed attraverso la fiduciaria Sofint, controllata da loro al 50% e per l'altro 50% da Carboni, in ulteriori due (Monte Majore e punta Lada, proprietaria del terreno dove Berlusconi avrebbe edificato in seguito la sua villa La Certosa). Nelle altre società entreranno interessi mafiosi e della mala vita romana. Successivamente, con l'entrata in scena della Compagnia Fiduciaria Nazionale, di proprietà della BNL, che era allora controllata da uomini della loggia massonica segreta P2, le società ed i terreni verranno portati in Fininvest, estromettendone Carboni.

Il progetto Olbia 2

Berlusconi era venuto a conoscenza da Comincioli delle relazioni che Carboni aveva con il comune di Olbia, con la DC e soprattutto con la massoneria. Quindi, nel marzo 1980, Berlusconi incontra direttamente Carboni, al Grand hotel di Roma, e i due decidono di realizzare in società, a Porto Rotondo, un progetto edilizio di tipo turistico che, mutuando il nome da Milano 2, battezzano Olbia 2. Si tratta di 2 milioni e mezzo di metri cubi di cemento,4000 villette,3000 posti barca, ed altro.

Flavio Carboni conosce Giuseppe Pisanu, Angelo Rojch ed Armando Corona

Nell'estate del 1980, Flavio Carboni ospita sulla sua barca Silvio Berlusconi e Giuseppe Pisanu, detto Beppe, allora deputato DC, oggi in Forza Italia, che sarà poi ministro degli Interni.

Carboni conosce anche Angelo Rojch, da quando era consigliere regionale DC, e gli aveva consigliato diversi investimenti, poi dimostratisi disastrosi. Rojch diventerà successivamente presidente della regione Sardegna dal 1982 al 1984, quindi deputato nella lista Segni. Verrà inquisito ma poi assolto dalle imputazioni di abuso, truffa e voto di scambio. Diviene poi presidente del movimento Cristiani Democratici Sardi, per aderire infine all'Udeur di Clemente Mastella.

Nel 1981 Carboni viene presentato, da Angelo Rojch, al massone Armando Corona, presidente della regione Sardegna dal 1981 al 1982, incarico che lascerà per diventare Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, la più potente organizzazione massonica. Dichiarerà Corona al magistrato: Conobbi il Carboni nel 1981 come un operatore locale, imprenditore che si occupava di costruzioni e insediamenti turistici. Il Carboni mi presentò Berlusconi, che aveva interessi con lui e che era orientato a investire in Sardegna. Nel colloquio avuto con loro, mi chiarirono che i loro progetti erano comuni e che, come soci, volevano costruire Olbia 2. Corona verrà condannato per aver ricevuto 500 milioni di tangenti da Carboni, che però in quel periodo era in serie difficoltà economiche. Alla commissione P2 Emilio Pellicani, collaboratore di Carboni, dichiarerà che Quel denaro proveniva dal gruppo Berlusconi. Il periodo in cui Corona inizia a prendere dei soldi da Carboni parte dal 1981, quando lui era ancora presidente della regione sarda. In quella occasione credo che lui abbia avuto da parte di Carboni dei finanziamenti provenienti dal gruppo Berlusconi per l'operazione Olbia 2. Lo so perché ci furono addebitati 500 milioni, che furono portati da Fedele Confalonieri, tutti in contanti, a Cagliari, mentre Carboni, Berlusconi e Corona erano a Cagliari.

L'intricata vicenda di Flavio Carboni e Roberto Calvi

Nell'estate del 1981 Carboni ospita nuovamente sulla sua barca Pisanu, questa volta insieme al banchiere Roberto Calvi, che grazie ad amicizie con membri della loggia P2, alla quale si e iscritto, ed a rapporti con esponenti della mafia, era diventato presidente del Banco Ambrosiano, una banca privata strettamente legata allo IOR, la banca del Vaticano. Calvi era già stato condannato in primo grado per il crack del Banco Ambrosiano ed era in libertà provvisoria. Successivamente Pisanu, portato da Carboni, incontra Calvi altre quattro volte.

L'8 giugno 1982, come sottosegretario al Tesoro, Giuseppe Pisanu risponde alla Camera, alle interrogazioni sul colossale buco dell'Ambrosiano rassicurando che la situazione e sotto controllo. La sera dopo, il 9 giugno, Pisanu e di nuovo a cena con Carboni. Il 10 giugno, su consiglio di Carboni, Calvi fugge dall'Italia per arrivare, dopo diverse tappe, a Londra, accompagnato da Silvano Vittor. La sua segretaria Graziella Corrocher si suicida. Il 17 giugno Calvi viene trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra. Appena nove giorni dopo, il governo dichiarerà insolvente l'Ambrosiano, mettendo sul lastrico migliaia di risparmiatori.

Le condanne di Flavio Carboni

Nel frattempo, Carboni affronta Diversi processi per truffa. Viene condannato nel 1998 a 8 anni e 6 mesi di reclusione per concorso nel fallimento del Banco Ambrosiano.

Sarà condannato a dieci anni, insieme a Ernesto Diotallevi, faccendiere legato alla banda della Magliana, per aver commissionato l'omicidio del vicepresidente dell'Ambrosiano Roberto Rosone, che aveva rifiutato di finanziare due suoi progetti. Rosone si salva fortunosamente, mentre l'esecutore materiale, Danilo Abbruciati, anche lui della banda della Magliana, viene ucciso da una guardia giurata. Carboni verrà poi assolto in appello per vizio di forma.

Nel 1997 Carboni, con l'esponente della mafia siciliana Pippo Calò, Ernesto Diotallevi e l'austriaca Manuela Kleinszig, allora compagna di Carboni, vengono imputati come mandanti dell'omicidio del banchiere Calvi. Il processo penale si conclude in secondo grado con un assoluzione per insufficienza di prove. Carboni ne ha, comunque, ricettato, dopo la morte, la borsa con i documenti in essa contenuti, per rivenderli a Monsignor Pavel Hnilica, alto prelato dello IOR. Per tale ricettazione verrà condannato in primo grado ma poi assolto in appello, mentre il religioso verrà assolto per aver agito in stato di necessità per proteggere il buon nome della chiesa cattolica e del Papa Giovanni Paolo II. Chissà cosa conteneva quella borsa...

Sempre vizi di forma lo salvano da un accusa di truffa ai danni del Banco di Napoli e se la caverà anche nella bancarotta fraudolenta riguardante una società immobiliare di Porto Rotondo.

L'8 luglio 2010, all'indomani della sua assoluzione per il delitto Calvi, viene indagato insieme ad alcuni personaggi di spicco della politica locale e nazionale, tra cui il Presidente della regione Sardegna Ugo cappellacci e il coordinatore del Popolo della Libertà Denis Verdini, nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti dell'energia eolica in Sardegna. Viene quindi arrestato con l'accusa di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete, per la quale è indagato con Denis Verdini, con l'ex assessore socialista al comune di Napoli Arcangelo Martino, ed il geometra ed ex giudice tributario Pasquale Lombardi.

Flavio Carboni è anche coinvolto nell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. L'ex compagna del boss della Magliana Enrico Pedis, detto Renatino, quello sepolto nella basilica romana di Sant'Apollinare, ha detto che a Carboni era intestata una Bmw, poi passata ad altri della banda capitolina, usata per trasportare l'adolescente sparita nel nulla.

Dal progetto Olbia 2 al progetto Costa Turchese

E per questa brutta storia, il progetto Olbia 2, una grande colata di cemento sulla costa, non ha mai visto la luce. Ma non e finita, dato che sul progetto tornerà nel 1985 Marina Berlusconi, la figlia di Silvio Berlusconi, che, dopo la sua entrata in politica, ne ha assunto la gestione degli affari.

Verrà ribattezzato Costa Turchese e prevedrà un insediamento a meno di 300 metri dalla costa, tra Capo Ceraso e la foce del fiume Padrongianus. Il progetto, finora bloccato dalle leggi di tutela paesistica, verrà ripreso dopo la vittoria del centro destra alle elezioni regionali del 2009.

villa la Certosa, la residenza estiva di Silvio Berlusconi in Sardegna

A punta Lada, sul lato orientale del promontorio su cui sorge l'abitato di Porto Rotondo, era presente una semplice casa colonica di proprietà di Flavio Carboni. Nel giro di interessi comuni tra Carboni e Silvio Berlusconi ai tempi del progetto Olbia 2, c'è stato un passaggio di mano ed il cascinale è divenuto di proprietà di Berlusconi che vi ha realizzato la splendida villa La Certosa.

Negli anni della sua seconda Presidenza del Consiglio, Berlusconi ha fatto effettuare a villa La Certosa numerosi lavori che sono da tempo oggetto di aspre critiche, soprattutto perché sarebbero state effettuate modifiche all'interno di un'area soggetta a protezione ambientale. Nel parco di sessanta ettari di prato a pascolo che circonda la villa, che tra l'altro è dotata anche di un bunker anti-nucleare, sono stati realizzati un teatro greco-Romano, un campo da calcio, la statua della donna-cavallo, l'angolo dei dolmen, la piscina con acqua di mare a forma di palma per la talassoterapia con intorno i cactus (piante inesistenti in Sardegna), finti nuraghi, un laghetto artificiale con isoletta. Ed inoltre la cosiddetta collina dei pensieri, una collina artificiale alta dieci metri realizzata con milioni di metri cubi di terra, che permette di godere dalla panchina posta sulla sommità lo straordinario panorama di punta Volpe. Nell'ultimo periodo della sua seconda Presidenza del Consiglio, è stato fotografato un cantiere, quasi sicuramente abusivo, per la realizzazione di un tunnel in riva al mare, una struttura di tubi Innocenti ripresa dai fotografi dalla distanza, che nasconde grandi benne, escavatori: una grotta naturale verrebbe allargata, rivestita, attrezzata, forse percorsa da un ascensore, per collegare le stanze della villa di Berlusconi a un attracco in mare.

Vani tentativi di verificare la congruità dei lavori con la legislazione vigente

Nel 2004, quando vengono pubblicate le foto dei lavori, delegazioni dei DS e delle associazioni ambientaliste tentano di avvicinarsi alla villa per verificare i lavori. Il primo tentativo viene bloccato dai carabinieri. Un secondo tentativo simbolico vede i gommoni caricare giornalisti e operatori. Anche questa volta il gommone viene bloccato dalla polizia: un vicecommissario dichiara che un'ordinanza della capitaneria vieta per ragioni di sicurezza a chiunque di avvicinarsi alla villa del presidente del consiglio. A nulla valgono le richieste del senatore Nieddu di raggiungere lo spazio demaniale, dato che la costa è di tutti. Motivi di sicurezza della residenza privata del premier, temporaneamente adibita a sede di incontri di stato, avrebbero giustificato un decreto del ministro Lunardi autorizzazione di questi lavori, la costruzione di un approdo sicuro nella cavità naturale riadattata a imbarchi e sbarchi nascosti alla vista di malintenzionati. Il decreto, secretato, chi l'ha visto giura che porta la data del 7 maggio, il giorno successivo alla pubblicazione delle foto del cantiere.

Nel settembre 2004 viene addirittura approvato un decreto, con il quale sulla zona viene posto il Segreto di Stato. Il decreto, il Segreto di Stato e la legittimità dei lavori vengono motivati da parte del Governo con il fatto che in tale villa è presente in alcuni giorni il Presidente del Consiglio e che i lavori erano necessari per permettere la sua incolumità, e perché la villa viene utilizzata anche per alcuni incontri con politici italiani ed esteri e per altri scopi istituzionali. Nonostante le proteste dell'opposizione, il decreto non arriva in Parlamento, dopo che il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (Copaco) si è diviso equamente tra favorevoli e contrari al dibattito in aula. Fino a questa volta il ricorso al Segreto di Stato era stato fatto solo in pochi casi veramente eccezionali ed importanti... In base a tale decreto, l'acceso alla villa viene impedito anche ai magistrati ai quali è stata inoltrata denuncia per lavori abusivi in un tratto di costa sottoposto a tutela ambientale. La Procura presenta allora sul caso un ricorso alla Corte Costituzionale.

Il 19 marzo 2005 un centinaio di attivisti del movimento indipendentista sardo nonviolento IRS, Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, entra pacificamente a villa La Certosa, la residenza protetta da segreto militare, per affermare la sovranità del popolo sardo su ogni angolo di Sardegna.

A pochi giorni dal 25 maggio 2005, giorno in cui la Consulta si deve esprimere sulla fondatezza del ricorso al segreto di Stato per impedire l'accesso ai magistrati nella sua residenza estiva, il premier, a sorpresa, decide di aprire le porte di villa La Certosa. La comunicazione è stata inviata da palazzo Chigi via fax al palazzo di giustizia di Tempio Pausania, alla Consulta e al ministero dell'Interno. Il procuratore capo della Repubblica di tempio, Valerio Cicalò, commenta affermando che la decisione di Berlusconi è stata presa solo per evitare il pronunciamento della Consulta.

Ma i lavori erano autorizzati?

Nel maggio 2006, a Niccolò Ghedini, senatore di Forza Italia e legale di Berlusconi, che assicurava che quanto realizzato era stato regolarmente autorizzato, ha replicato l'assessore regionale sardo dell'Urbanistica ed Enti locali, Gian Valerio Sanna, che ha confermato l'inesistenza di autorizzazioni ed ha dichiarato che Da parte della regione non c'è alcun atteggiamento preconcetto o attacco pretestuoso, ma un atto dovuto nel momento in cui si viene a conoscenza, anche attraverso notizie di stampa, di un episodio di questo tipo. Ma gli accertamenti sono ormai inutili, dato che c'è stata l'approvazione, nel novembre 2005, di una legge delega per il riordino della normativa ambientale, che prevede per le costruzioni edificate in zone protette un parziale condono e che ha riguardato anche le opere realizzate a villa La Certosa.

Nel 2010 il piano casa della regione Sardegna, approvato dalla giunta regionale Ugo cappellacci, del Popolo della Libertà, potrebbe permettere al presidente del Consiglio di realizzare nuovi bungalow abitabili nel complesso di villa La Certosa, la sua residenza estiva a Porto Rotondo.

Le numerose vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerose indagini e processi.

Sentenze di condanna definitiva:

Processo Mediaset: condanna definitiva per frode fiscale, falso in bilancio ed appropriazione indebita a 4 anni di reclusione. Nel 2013 la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari si è dichiarata favorevole alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore in base alla legge Severino che prevede l'incandidabilità per persone condannate a pene superiori a due anni. Sempre per effetto di tale legge, l'ex senatore risulta incandidabile fino al 2019.

Sentenze di non doversi procedere per prescrizione, per la quali la Corte di Cassazione ha ribadito che, riguardo ai casi di prescrizione dovuta alla concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo Riconoscimento di colpevolezza dell'imputato:

Lodo Mondadori: corruzione semplice. Ma una sentenza a carattere esecutivo del Tribunale di Milano del 2009, nella Causa civile promossa da Cir contro Fininvest, stabilisce che la Fininvest debba risarcire 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti per il danno causato dalla corruzione giudiziaria nella vicenda del lodo Mondadori.

All Iberian 1: finanziamento illecito ai partiti.

Consolidato Fininvest: falso in bilancio. La prescrizione è avvenuta anche grazie al decreto legislativo approvato nel 2002 dal governo presieduto dallo stesso Berlusconi che Depenalizza il falso in bilancio, trasformando il reato in semplici illecito sanabile con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato: dai 7 anni, aumentabili fino a 15, sono diventati 4.

Bilanci Fininvest 1988-1992: falso in bilancio e appropriazione indebita.

Processo Lentini: falso in bilancio.

Corruzione dell'avvocato David Mills: Presunta corruzione dell'avvocato David Mills per indurlo a compiere una falsa testimonianza nei processi All Iberian e Arces.

Unipol: rivelazione di segreto d'ufficio.

Sentenze di non doversi procedere per intervenuta amnistia:

Acquisto dei terreni di Macherio: falso in bilancio. In appello viene applicata l'amnistia in seguito al Condono fiscale varato dal governo Berlusconi nel 1992.

· Loggia massonica segreta P2: Berlusconi è accusato di falsa testimonianza sull'appartenenza alla appartenenza alla loggia massonica segreta Propaganda 2. Ma nel 1990 la Corte d'Appello, essendo stata varata dal governo Berlusconi un'Amnistia nei primi mesi di quello stesso anno, dichiara il reato contestato a Berlusconi commesso ed estinto a causa del suddetto provvedimento.

Sentenze di assoluzione perché dopo la penalizzazione del falso in biancio il fatto non costituisce più reato:

· All Iberian 2: falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito al decreto legislativo approvato nel 2002 che prevede la depenalizzazione del falso in bilancio.

· Processo SME (falso in bilancio): assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito al decreto legislativo approvato nel 2002 che prevede la depenalizzazione del falso in bilancio.

Sentenze di assoluzione perché il fatto non costituisce reato:

· Processo Ruby Uno (prostituzione minorile): assolto perché il fatto non costituisce reato, dato che non è stato accertato che Berlusconi avesse esercitato un atteggiamento intimidatorio nei confronti del responsabile della questura milanese affinché rilasciasse la minorenne marocchina, né che fosse a conoscenza dell'età della ragazza all'epoca dei rapporti sessuali.

Sentenze di assoluzione per insussistenza del fatto:

· Processo Ruby Due (concussione aggravata): assolto perché il fatto non sussiste.

· Processo SME (corruzione giudiziaria): assolto per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste.

· Tangenti alla Guardia di Finanza: assolto con formula dubitativa anche grazie alla falsa testimonianza dell'avvocato David Mills.

· Medusa Cinematografica: falso in bilancio, assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati.

· Acquisto dei terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio): nel 1999 viene confermata l'assoluzione per il reato di frode fiscale e per uno dei due falsi in bilancio; per l'altro viene concessa l'amnistia come conseguenza del condono fiscale del 1992

· Mediatrade: appropriazione indebita e frode fiscale, assolto per non aver commesso il fatto.

· Inchiesta Mediatrade di Roma: evasione fiscale e reati tributari. L'inchiesta di Roma è uno stralcio dell'inchiesta Mediatrade effettuata dai giudici milanesi.

Procedimenti archiviati:

· Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest: per aver indotto la RAI a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari per ammorbidire la concorrenza.

· Traffico di droga: nel 1983 i suoi telefoni vengono messi sotto controllo dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di stupefacenti

· Tangenti fiscali Pay-Tv: accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle Pay-Tv.

· Stragi del 1992-1993: concorso con Marcello Dell'Utri nell'organizzazione delle stragi del 1993 e del 1994.

· Concorso esterno in associazione mafiosa: imputato assieme a Marcello Dell'Utri per riciclaggio di denaro sporco.

· Caso Saccà: corruzione e istigazione alla corruzione.

· Voli di Stato: abuso nell'utilizzo dei voli di stato.

· Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo: in relazione alle dichiarazioni in merito alle relazioni tra le cosiddette cooperative rosse e camorra durante una intervista rilasciata nel 2006 ad una emittente nazionale

· Inchiesta di Trani: abuso d'ufficio per le pressioni esercitate sul Presidente dell'AGCOM.

· Laurea di Antonio Di Pietro: diffamazione aggravata nei confronti di Antonio Di Pietro, accusato di avere ottenuto la laurea grazie ai servizi segreti.

Procedimenti tuttora in corso:

· Corruzione del senatore De Gregorio: in primo grado condanna a 3 anni di reclusione per concorso in corruzione.

· Processo escort: induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (udienza preliminare).

· Inchiesta Ruby Ter: corruzione di testimoni del Processo Ruby (in fase preliminare).

· Finanziamento illecito ai partiti: finanziamenti illeciti erogati al Movimento Italiani nel Mondo (in fase istruttoria).

· Corruzione dei senatori Razzi e Scilipoti: corruzione dei due senatori dell'IdV per passare al PdL (in fase istruttoria).

Conclusioni

Vi abbiamo raccontato questa brutta storia di amicizie pericolose e speculazione edilizia, tra massoneria e malaffare, sulla quale torneremo ad aggiornarvi.