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Visita del sito istituzionale del comune

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Bolotana con nei suoi dintorni l'ampio parco di Badde Salighes e la Chiesa di Santa Maria 'e Sauccu

In questa tappa del nostro viaggio, da Lei ci recheremo a Bolotana, che visiteremo con i suoi dintorni, tra i quali l'ampio parco di Badde Salighes e la Chiesa campestre di Santa Maria 'e Sauccu. Con la visita di Bolotana completiamo il nostro viaggio nella Regione storica del Marghine.

La Regione storica del Marghine

Il MarghineIl Marghine (pronuncia Màrghine) prende il nome dalla omonima catena montuosa, non molto estesa ed idealmente collegata alla vicina catena del Goceano, dalla quale nascono molti fiumi tra i quali il Tirso. Il Marghine è un grande altopiano formato da colate laviche post Mioceniche ad opera dei vulcani del Montiferru. I comuni del Marghine sono: Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia. Il Marghine presenta un paesaggio variegato, che conserva un patrimonio ambientale eccezionale. Nel Marghine e nella vicina Planargia vive, ad esempio, il grifone, in una delle ultime colonie presenti nel bacino del Mediterraneo. Una piccola parte settentrionale del Marghine si trova nella Provincia di Sassari, mentre la parte meridionale appartiene alla Provincia di Nuoro.

Visualizza la mappa In viaggio verso Bolotana

Da Lei torniamo sulla SS129 Orientale Sarda, che seguiamo per altri quasi quattro chilometri, fino ad arrivare alla deviazione a sinistra sulla SP17, che, dopo tre chilometri e mezzo, ci porta a Bolotana. Dal Municipio di Lei a quello di Bolotana abbiamo percorso 10 chilometri.

Potevamo arrivarci anche uscendo da Lei in direzione est lungo la via Roma e prendendo la via S'Iscaleddu, che esce dall'abitato in direzione est ed è una strada locale molto meno comoda, che seguiamo fino a che sbocca sulla SP17, che ci porta all'interno di Bolotana. In questo caso, dal Municipio di Lei a quello di Bolotana si percorrono solo 7 chilometri.

La frazione Su Bardosu

Arrivando a Bolotana da Lei verso est con la SS129 Orientale Sarda, allo svincolo per Bolotana, dove si prende verso nord la SP17, si trova la frazione Su Bardosu (altezza metri 256, distanza circa 4.2 chilometri, abitanti circa 18), una piccola frazione del Comune di Bolotana. Nel 2014 l’amministrazione comunale di Bolotana ha affidato all’Ente Foreste della Sardegna la ex caserma dei Carabinieri di Bardosu, con una concessione in comodato d’uso gratuito valida per cinque anni. Si è previsto un utilizzo del’edificio come postazione logistica nella campagna per la prevenzione e la lotta agli incendi estivi.

L'Area Artigianale di Bolotana

Dallo svincolo della SS129 Orientale Sarda prendiamo verso nord la SP17, alla destra della quale si sviluppa la grande Area Artigianale, nella quale hanno sede diverse attività di Bolotana.

La Stazione Ferroviaria di Bolotana

Bolotana-La Stazione Ferroviaria di BolotanaSeguiamo la SP17 per un chilometro e duecento metri, poi prendiamo a sinistra una deviazione che, in meno di cento metri, ci porta alla Stazione Ferroviaria di Bolotana, che si trova in aperta campagna. Nel 2012 l’area ferroviaria si presentava ancora chiusa e inaccessibile in quanto circondata da una rete di recinzione, essendo il servizio ferroviario sospeso per i lavori di ammodernamento di binari e traversine sulla linea. Il fabbricato Viaggiatori si presenta in buone condizioni ma con gli ingressi sbarrati. Nell’area est della stazione sul lato Nuoro, nella piazzetta munita di panchine metalliche, è situato il pozzo dell’acqua, utilizzata un tempo per il rifornimento delle vecchie locomotive a vapore. Sul tratto in uscita dalla stazione verso est, si trova il passaggio al livello a controllo della strada per l’abitato di Bolotana.

La frazione Ziu Zolo

Proseguendo per circa un chilometro verso nord con la SP17, arriviamo alla frazione Ziu Zolo (altezza metri 312, distanza circa 2.2 chilometri, abitanti circa 112), una frazione che, data la vicinanza con l'abitato, si può considerare un rione periferico del Comune di Bolotana.

Visita di Bolotana Informazioni turistiche

Bolotana-Veduta dell'abitatoBolotana-Stemma del comuneLa cittadina chiamata Bolotana (nome in lingua Bolòtane, metri 472, abitanti 3.329) è un centro agricolo e pastorale situato a mezza collina, nella parte centro-occidentale della Provincia di Nuoro, lungo la catena montuosa del Marghine. La linea ferroviaria che collega Macomer con Nuoro ha uno scalo sul posto, a un paio di chilometri a sud dell'abitato. Gli abitanti vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale, mentre il resto della popolazione si distribuisce tra gli aggregati urbani minori di Bardosu e Ziu Zolo, gli insediamenti residenziali di Badde Salighes e Santa Maria 'e Saccu, nonche in poche case sparse. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono i 1.200 metri di quota.

Origine del nome

Il nome è documentato nel 1342 nella forma Bolonthenis, e nel 1388 nella forma Golothana, e la sua origine è di probabile derivazione preromana. Fantasiose sono le interpretazioni di alcuni studiosi, secondo i quali la denominazione potrebbe derivare dai vocaboli Fenici Baal Tan, che indicano l'olmo di Baal; o dalla parola greca Bolotomos, ad indicare un luogo di zolle; o dal termine bolòtane, che starebbe ad indicare una località ricca di marrubium vulgare, il marrobio nero che viene usato per tingere in nero l'orbace.

La sua economia

L'economia di Bolotana è basata sulle tradizionali attività agricole e sull'industria. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, ulivi, agrumeti, viti e altri alberi da frutta, ed anche con l’allevamento di bovini, suini, ovini, equini e avicoli. L’industria è costituita da un discreto numero di aziende che operano nei comparti estrattivo, alimentare, tessile, della lavorazione del legno, editoriale, della fabbricazione di prodotti petroliferi, metallurgico, meccanico, dei mobili, edile e della produzione di energia elettrica. Tra le principali attività economiche del paese vi è quella della tessitura, che rende Bolotana uno dei maggiori centri di produzione di lavori in orbace e tappeti tipici sardi in lana colorata. Il terziario non assume dimensioni rilevanti, mentre l’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno. Sebbene non figuri tra le mete turistiche più ambite della zona, le particolarità naturalistiche del suo territorio, caratterizzato da ambienti di pianura, di collina e di montagna, attirano un discreto afflusso turistico.

Brevi cenni storici

Le origini del suo insediamento risalgono al periodo medievale, durante il quale è probabile che alcuni abitanti della vicina Ottana si spostino sul suo territorio, per porre fine alle discordie sorte tra le loro fazioni. Durante il periodo giudicale Bolotana fa parte del Giudicato di Arborea, ed ha un ruolo non certo marginale per la sua posizione al confine con quello di Torres, eternamente in lotta per la supremazia politica sulla Sardegna. Con molta probabilità il nucleo originario di Bolotana esisteva già da qualche secolo prima e, intorno al 1300, si sviluppa con notevole rapidità per l'apporto delle comunità di villaggi che gli gravitano intorno, che vengono abbandonati poiche diventati insicuri forse per la presenza di bande armate in seguito alla guerra di conquista della Sardegna da parte degli Aragonesi. In un documento storico relativo alla cerimonia della pace fra Eleonora d'Arborea e Alfonso d'Aragona, avvenuta nel 1388 ad Oristano, fra i rappresentanti dei villaggi appartenenti al giudicato, figurano anche quelli di Golothana.

Dopo la conquista della Sardegna da parte degli Aragonesi, Bolotana viene compresa nel marchesato del Marghine, ed entra a far parte degli Stati d'Oliva, dal nome della cittadina della Valencia da dove provenivano le illustri casate nobiliari, Centelles, Borja, Tellez-Giron, Conti d'Oliva appunto, le quali, succedendosi l'una all'altra, hanno posseduto questi feudi. In questo periodo la presenza di numerosi religiosi da nuovo impulso alla coltivazione dei cereali, dell'ulivo e della vite, nonche all'edificazione di molte Chiese, conventi, cappelle, oratori e scuole. Passata dal domino della Spagna a quello dell'Austria e successivamente nell'orbita dei Savoia, Bolotana vede consolidarsi la sua importanza ed egemonia nel Marghine e nelle zone limitrofe. Importante per lo sviluppo urbano del suo territorio è l’operato dell’ingegnere inglese Benjamin Piercy, costruttore, tra l’altro, delle ferrovie tra il nord e il sud dell’isola. Egli costruisce il nucleo di Badde Salighes e vi erige una villa padronale, tuttora visitabile.

Benjamin PiercyNel 1863 a Benjamin Piercy, che ha già realizzato la ferrovia del sud del Galles e la ferrovia delle Indie, viene affidato l'incarico di realizzare la rete ferroviaria della Sardegna; e nel 1880, dopo l'inaugurazione dei tratti Cagliari-Terranova e Chilivani-Porto Torres, viene incaricato anche della costruzione delle ferrovie secondarie, oggi chiamate complementari. Dopo l'approvazione, nel 1865, della legge sugli ademprivi, Piercy riceve come compenso per le sue attività vari terreni agricoli a Macomer e Bolotana, dove inizia la realizzazione di una delle più moderne aziende agricole e impianta un efficiente allevamento di bestiame, introducendo anche razze di cavalli e mucche sconosciute nell'isola. Egli si stabilisce in località Badde Salighes, dove costruisce la Villa Piercy. Accanto alla villa edifica un borgo di una quarantina di abitazioni, in grado di ospitare 97 coloni e 210 abitanti. Se vogliamo dire tutta la verità, Benjamin Piercy non è molto amato in Sardegna. Per la realizzazione di suoi progetti, sono stati distrutti i boschi di gran parte della Sardegna: molte delle traversine delle linee ferroviarie di tutta Europa sono state realizzate con il legno degli alberi Sardi. E così la Sardegna, che una volta era un immenso bosco come la Corsica, è ricoperta oggi solo da bassa macchia mediterranea.

Le vicende del Novecento portano al lento declino di Bolotana, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, per le cause legate all'emigrazione, alla crisi dell'agricoltura tradizionale, della pastorizia e in generale di un sistema economico che non è in grado di adeguarsi ai tempi. Del Comune di Bolotana nel 1927, dopo la creazione della Provincia di Nuoro, viene cambiata la Provincia, da quella di Sassari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Nuoro.

Principali Feste e Sagre che si svolgono a Bolotana

Bolotana-L'Associazione Culturale Folkloristica OrtachisA Bolotana sono attive, tra le altre, l'Associazione Culturale Folkloristica Ortachis, il gruppo dei Tenores Cuncordu Tittiriola De Bolotana, il Coro Polifonico Marghine, l'Associazione Coro Polifonico Sos Calarighes. Nelle loro esibizioni è possibile ammirare il bel costume tradizionale delle donne e degli uomini di Bolotana. Tra le Feste e Sagre che si svolgono a Bolotana si segnalano, a gennaio la Festa di Sant'Antonio Abate; la Festa patronale in onore di San Bachisio si svolge dall'8 al 10 maggio, e ad essa fa seguito l'11 maggio la Festa di Sant'Isidoro; il 15 agosto la Sagra della montagna.

Visualizza la mappa Visita del centro della cittadina

L'abitato, che non mostra segni di espansione edilizia, si sviluppa sulle pendici di un colle, in magnifica posizione panoramica. Arriviamo nella cittadina da sud con la SP17 che, all'interno dell'abitato, assume il nome di via Stazione.

Il Campo Sportivo comunale Palmerio Delitala di Bolotana

Dopo aver incontrato il cartello indicatore dell'abitato di Bolotana, percorsi poco meno di trecento metri verso nord sulla via Stazione, prendiamo a destra la via Manigos, la seguiamo per circa trecento metri, ed arriviamo al Campo Sportivo comunale Palmerio Delitala di Bolotana, che accoglie un Campo da Calcio, un Campo da Calcetto ed altre strutture. Ospita la Società sportiva Bolotanese, fondata nel 1963 da Palmerio Delitala e da un gruppo di giovani amanti del gioco del calcio, che, con la costruzione di un Campo Sportivo regolare nel 1965, inizia il suo iter nei campionati nazionali, che la vede arrivare alla partecipazione a due campionati di Promozione ed alla disputa della coppa Italia, per poi tornare al campionato di Prima categoria.

Il Cimitero di Bolotana

Bolotana-Cimitero di BolotanaProseguiamo verso nord lungo la via Stazione per circa quattrocento metri e prendiamo verso destra la via Sant'Isidoro, poi, dopo un'ottantina di metri, prendiamo a destra la via San Bachisio, che, in circa centoquaranta metri, ci porta all'ingresso del Cimitero di Bolotana. Il Cimitero si trova alla sinistra della strada, e nel 2011 è stato risistemato e messo a norma, oltre ad aver creato nella parte esterna percorsi e parcheggi che consentono l'accesso alla struttura anche ai disabili.

La Chiesa di San Bachisio

Bolotana-Chiesa di San BachisioProseguendo per circa centocinquanta metri, troviamo l'ingresso dell'area nella quale è situata la Chiesa romanica di San Bachisio, eretta nel tredicesimo secolo in stile romanico pisano, e completamente ricostruita nel 1597 da Miguel Puig, originario di Cagliari ma residente a Bolotana, con elementi di derivazione tardo gotica secondo l'impostazione portata nell'isola dai Gesuiti. Della struttura iniziale restano solo il portale laterale, ad arco decorato in stile trecentesco, ed alcune cappelle laterali. La Chiesa ha un'unica navata con copertura a botte a sesto acuto, e dieci cappelle. Una di queste, oggi utilizzata come uscita secondaria, contiene l'acquasantiera. All'interno, vi sono le statue di San Bachisio, in abiti militari ed in abiti femminili per ignominia, in ricordo di quando è stato oltraggiato da Antioco, prefetto della Siria.

San Bachisio è il patrono di Bolotana, e veniva un tempo festeggiato tra il 5 ed il 7 ottobre, per ricordarne la morte avvenuta il 6 ottobre; oggi, invece, la Festa di San Bachisio si svolge dall'8 al 10 maggio, per ricordare la consacrazione della Chiesa. Si tratta di una cerimonia religiosa, cui fanno seguito con canti e balli tradizionali, che proseguono l'11 maggio per i festeggiamenti in onore di Sant'Isidoro.

Chi è stato San Bachisio? Bachisio o Bacchisio è un nome presente solo in Sardegna, in particolare nel Nuorese e nel Sassarese, il cui culto riporta all'epoca bizantina da quando un'antichissima leggenda è stata tramandata oralmente da padre a figlio. San Bachisio è il patrono di Loceri che lo onora dal sedicesimo secolo, di Bolotana ed è festeggiato anche ad Onanì. Secondo la tradizione nasce in Siria verso il 265 ed è un ufficiale dell'esercito romano molto apprezzato da Valerio Massimiliano Augusto, con il quale Diocleziano ha condiviso il potere. Durante una spedizione militare, Bachisio ha a Milano una visione mistica, si fa quindi battezzare da Biagio, vescovo di Sebaste in Cappadocia. Recatosi in Siria, rifiuta di adeguarsi alla richiesta di Antioco, prefetto della Siria, di rinnegare il Dio cristiano. Viene quindi arrestato e martirizzato a Barbalisso, Città siriana sulle sponde di Eufrate, il 6 ottobre del 295. A Loceri, in contrasto con la data della morte, i festeggiamenti si svolgono il 10 e l'11 maggio, dato che San Bachisio è considerato il protettore della pioggia. Anche a Botolana, San Bachisio viene festeggiato dall'8 al 10 maggio per ricordare la consacrazione della Chiesa, con una cerimonia religiosa e con con canti e balli tradizionali, mentre gli antichi festeggiamenti avvenivano tra il 5 ed il 7 ottobre per ricordarne la morte il 6 ottobre.

Il Municipio di Bolotana

Tornati sulla via Stazione, che è il nome che assome all'interno dell'abitato la SP17, la riprendiamo verso nord e la seguiamo per circa quattrocento metri, ed arriviamo dove la SP17 svolta verso sinistra diventando via Badde Salighes. Proseguiamo, invece, dritti e la strada costeggia il muraglione di ingresso all'area sopraelevata dove si trova la Chiesa parrocchiale, che si trova sulla destra, mentre a sinistra è presente una vasta area di parcheggio. Percorsi circa centocinquanta metri, arriviamo in piazza del Popolo e troviamo, al civico numero 2, l'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Bolotana.

Bolotana-La strada verso il Municipio di Bolotana Bolotana-Municipio di Bolotana

La Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Bolotana-Dal Municipio verso la Chiesa parrocchialeArrivando in piazza del Popolo, dalla strada che ci ha portato al Municipio, prendiamo subito a destra una strada in salita che torna indietro e ci porta nella piazza Corte Bella, che si trova nell'area sopraelevata. Qui si trova la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che è la Chiesa parrocchiale di Bortigali. La Chiesa è stata riedificata nell'800 su una preesistente Chiesa seicentesca, della quale conserva il portale scolpito in trachite, e mostra elementi compositivi e ornamentali simili a quelli della Chiesa di San Bachisio. Molto probabilmente la Chiesa seicentesca si deve a Miguel Puig, originario di Cagliari ma residente a Bolotana, che aveva già edificato la Chiesa rurale di San Bachisio, ed è datata sull'epigrafe, oggi illeggibile, che era presente nel cartello sul timpano del portale di facciata, che recitava: «HIS MAR Custa faina est facta in su annu 1600 Bolotana». All'interno della parrocchiale si possono ammirare i quattro pannelli residui di un Retablo cinquecentesco.

Bolotana-Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo Bolotana-Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: facciata Bolotana-Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: il portale

Dalla piazza Corte Bella con il Monumento ai Caduti, al Museo Etnografico ed alla Chiesa sconsacrata di Santa Croce

nella piazza Corte Bella, di fronte alla fiancata sinistra della Chiesa parrocchiale, si trova il Monumento ai Caduti di Bolotana. Da qui prendiamo la via Alberto La Marmora, che costeggia l'abside posteriore della Chiesa per poi passare accanto alla sua fiancata destra, ad alla fine della strada troviamo sul suo lato destro il Museo Etnografico di Bolotana. Qui potevamo arrivare anche da sud, prendendo dalla via Stazione, alla destra, la via Buocammino.

Bolotana-In piazza Corte Bella si può vedere il Monumento ai Caduti Bolotana-Museo Etnografico di Bolotana

Subito accanto al Museo, si trovano i resti della Chiesa sconsacrata di Santa Croce, che era ancora aperta al culto nel 1908, ma oggi è ridotta alle funzioni di un semplice magazzino di sgombero. Originariamente doveva avere una sua dignità architettonica, e lo si può vedere dagli archi gotici che sopravvivono al suo interno, e dai due capitelli in parte mutilati, sui quali si trovano due rilievi, su uno dei quali si vedono due leoni, sull'altro un pavone e un leone affrontati, aventi fra loro, entro una cornice circolare, il monogramma IHS. Il pavone è stato il simbolo dell'immortalità perché gli antichi erano convinti della incorruttibilità delle sue carni, ed indica la funzione funeraria che la Chiesa ha avuto fino a tutto il diciannovesimo secolo, probabilmente per i confratelli e consorelle della Confraternita della Santa Croce, ma forse anche per altri, ed infatti, il 30 gennaio 1836, vi è stato sepolto il Diego Sulas, giustiziato per aver ucciso un militare in un conflitto a fuoco.

La Chiesa di San Basilio

Bolotana-Chiesa di San BasilioDalla via Stazione, centocinquanta metri prima dell'edificio che ospita il Municipio di Bortigali, si muove sulla sinistra la via Badde Salighes, che è la continuazione della SP17. Percorsi quattrocentocinquanta metri, dove a sinistra parte la via Lei, si trova la Chiesa di San Basilio, edificata nel Seicento, all'inizio dell'antico tracciato viario che collegava Bolotana con Lei. Per tradizione è considerata la più antica tra le Chiese urbane di Bolotana, e quindi la struttura gotico catalana che si è conservata fino alla metà del XX secolo non sarebbe quella originaria, ma una sua ricostruzione. Oggi della originaria Chiesa secentesca rimane il portale in trachite, ridipinto in rosso porpora. Sulla chiave di volta che corona la parte superiore dell'ingresso, entro uno scudo araldico, si legge il monogramma IHS, sormontato da una croce con i tre chiodi, e circondato da cinque piccole rosacee, evidente allusione simbolica alle cinque piaghe del Cristo.

La Chiesa di San Giovanni

Dalla piazza del Popolo, dove si trova il Municipio, prendiamo verso nord la via Umberto I, dopo poco più di duecento metri continuiamo sulla via Brigati Sassari, che, dopo quasi quattrocento metri, sbocca sulla via Cantareddu. La prendiamo verso destra, dopo cento metrila via Cantareddu sbocca sulla via Guglielmo Marconi, che prendiamo verso sinistra e che, in una cinquantina di metri, ci porta a costeggiare la Chiesa di San Giovanni, che si trova alla sinistra della strada. Ricostruita nel 1630 o nel 1636, è ad aula unica coperta da un tetto in legno a due spioventi coperti da tegole, presbiterio rialzato di un gradino, ed un minuscolo vano di Sagrestia al quale si accede attraverso due porte architravate ai lati dell'altare. Si tratta di una Chiesa con diritto di patronato da parte dei suoi costruttori e dei loro eredi, e, come tale, non era oggetto di visita da parte dei vescovi, ed è stata donata nel 1989 dalle famiglie Sulas-Filia e Tiana alla parrocchia.

Bolotana-Chiesa di San Giovanni Bolotana-Chiesa di San Giovanni: facciata Bolotana-Chiesa di San Giovanni: il portale

La Chiesa di San Francesco d'Assisi

Dalla Chiesa di San Giovanni, prendiamo verso est la via Angioy, la seguiamo per un centinaio di metri, poi prendiamo a sinistra una strada che, in una sessantina di metri, porta alla Chiesa di San Francesco, costruita, secondo dati di tradizione ma non documentali, tra il 1600 ed il 1609. La Chiesa era affiancata sulla sinistra da un ampio Convento dei Cappuccini, che è ora ridotto in condizioni di rudere, e che ha vissuto vicende affannose, per l'ostilità dimostrata dai bolotanesi nei confronti dei Frati che vi hanno officiato. Secondo la tradizione, per la costruzione della Chiesa e del Convento il nobile bolotanese Gavino Gayas avrebbe offerto in dono un suo podere, ed in ossequio alla volontà del padre, probabilmente scomparso nel frattempo, sua figlia Caterina, con l'autorizzazione del Vescovo, d'accordo con il Parroco e con la popolazione, avrebbe dato inizio ai lavori nel 1608.

Bolotana-Chiesa di San Francesco d'Assisi con sulla sinistra il Convento dei Cappuccini Bolotana-Chiesa di San Francesco d'Assisi

Visualizza la mappa Nei dintorni di Bolotana Informazioni turistiche

Nei dintorni di Bolotana si trova il parco di Badde Salighes, con all'interno la Villa Piercy, e, poco distante, il Santuario di Santa Maria 'e Sauccu. Sono stati, inoltre, portati alla luce i resti delle Tombe di giganti Mascarida, Santu Asili, Tittiriola, Tulio; dei Protonuraghi de Cannas, de Gazza, Figu, Perca 'e Pazza, Santa Caterina; dei Nuraghi semplici Abbazzu, Bantine Cruo, Bantine Cruo II, Curzu, Funtana Edra, Funtana Su Lidone, Funtanassida, Mannu, Muros Rujos, Nodu de Sales, Onighedda, Ortachis, Pabattolas, Prida I, Prida II, Prida III, Punta Estidu, S'Ena Ettrosa, Sa Coa Filigosa, Sos Compensos, Sos Compensos II, Sos Giuncos, Su Barattu, Tittirriola; del Nuraghe complesse Sfundadu; ed anche dei Nuraghi Funtana Ona, Monte Zenzeru, Mularza Noa, Prunizas Biancas, Sedda de Su Minadorzu, Serra Nuraghe, Sos Compensos III, Su Barattu II, Su Cantareddu, Su Chivarzu, tutti di tipologia indefinita.

Il Protonuraghe Figu

Usciamo da Bolotana verso sud sulla SP17, in direzione di Bardosu. Al Protonuraghe Figu arriviamo dalla stazione di Bolotana, che troviamo a circa tre chilometri dal paese, su una deviazione verso destra. Per raggiungerlo passiamo un piccolo cancello, che ci porta a un viottolo delimitato da muretti a secco. Dopo circa venti metri arriviamo al Protonuraghe, un tipico esempio di Nuraghe a corridoio di foma irregolare. Non si trova in buono stato di conservazione.

Il Protonuraghe de Gazza

Tornati indietro di circa un chilometro, subito dopo la deviazione sulla destra per la frazione Ziu Zolo, prendiamo la strada a sinistra in direzione di Lei, la seguiamo per quattrocentocinquanta metri, poi prendiamo a sinistra, dopo un chilometro e mezzo prendiamo a destra, proseguiamo per circa un chilometro e troviamo, alla destra della strada, il Protonuraghe de Gazza. Si tratta di un protoNoraghe di forma irregolare, con parte del corridoio ed un ingresso visibile, probabilmente vi era anche un ingresso sul lato opposto ma per causa delle macerie non era rilevabile. È situato a nord est dalla Necropoli di Su Furrighesu, che è in territorio di Lei, a circa ottocento metri di distanza da quest'ultima. Non si trova in buono stato di conservazione. A circa 800 metri a sud ovest rispetto al Protonuraghe de Gazza si trovano due grotticelle artificiali, distanti fra di loro pochi metri.

Resti del Nuraghe semplice Funtanasidda

Dal Municipio di Bortigali usciamo sulla SP17 in direzione nord e poi in direzione ovest, percorsi 12.3 chilometri un cancello in legno ci fa prendere una deviazione a destra che, dopo circa un chilometro, ci porta al Nuraghe Funtanasidda. Si trova situato a circa 970 metri di altezza, su uno spuntone roccioso vicino al Rio Chircos. È un Nuraghe monotorre, con la pianta leggermente ellittica. L'ingresso si trova a circa 1.8 metri di altezza, ed è sormontato da un architrave monolitico. Dall'ingresso, si entra in un corridoio nel quale, sulla sinistra, si trova il vano scala, di fronte al quale si trova una nicchia piena di materiali di crollo. Nella camera, non molto grande, è presente una profonda nicchia poligonale.

Nel Parco Pabude le cascate di Mularza Noa ed i resti della fortezza punica

Proseguiamo sulla SP17 per quattrocentocinquanta metri, troviamo sulla destra la strada di accesso al Parco Pabude con le sue aree attrezzate. Seguiamo la strada interna fino ad una deviazione sulla sinistra che ci porta alle cascate di Mularza Noa.

Bolotana-La strada di accesso al Parco Pabude Bolotana-La cascata di Mularza Noa

Ai margini dell'altopiano che domina la vallata del Rio Biralotta, nei pressi della cascata, si trova, la fortezza punica di Pabude, detta anche fortezza di Mularza Noa. Sorge in posizione dominante, ed era circondata da una massiccia cinta muraria poligonale, in parte inglobata nella roccia. È visibile ciò che resta delle mura a cremagliera, e sono visibili anche le porte a tenaglia, dette anche Porte Scee, come quelle di Troia. Al suo interno si individuano diversi ambienti ciechi, alcune torrette ed altri ambienti, utilizzati forse come alloggiamenti militari. Si trovano i resti dell'Acropoli, edificata sfruttando un preesistente edificio nuragico. Sul retro della muraglia si intravedono tracce di edifici. La fortezza viene datata metà del IV secolo avanti Cristo e si ritiene facesse parte del sistema difensivo cartaginese, realizzato per controllare l'accesso dai monti verso la valle del Tirso. Si ritiene fosse in comunicazione con altre tre fortezze realizzate dai Cartaginesi nella zona: la fortezza di San Simeone a Bonorva, quella di Palattu a Padria, e quella di Talasai a Sedilo.

Nel Parco Ortakis la cascata omonima, il Nuraghe semplice ed i due circoli megalitici

Bolotana-La cascata OrtakisDopo la deviazione per visitare il Parco Pabude, ritorniamo sulla SP17, che riprendiamo e seguiamo verso ovest per un chilometro e quattrocento metri. Qui, all'altezza del cartello indicatore del chilometro 42, arriviamo in località Ortakis, dove si trova il bosco omonimo. Preso l'ingresso sulla destra della strada Provinciale, da esso parte un sentiero che, procedendo verso destra, dopo settecento metri in mezzo al bosco, porta alle cascate di Mularza Noa, mentre, qualche centinaio di metri più a nord ruspetto ad esse, si trovano le sorgenti di Ortakis.

Nella zona di Ortakis, a poca distanza dall'ingresso, si trovano i ruderi del Nuraghe di Ortakis, edificato sopra un banco di roccia. È un Nuraghe monotorre, a pianta circolare, in gran parte franato. Dell'esterno rimangono visibili solo pochi filari di pietre appena sbozzate, di dimensioni medio piccole. L'ingresso manca dell'architrave. Dall'ingresso si intravede il corridoio che portava alla camera, entrambi ingombri di pietre del crollo. Collegati al Nuraghe, ci sono due circoli megalitici, posti a circa 1.000 metri di altezza, con una probabile funzione rituale. Il primo è formato da una doppia fila di pietre, infisse nel terreno, ma è attraversato da un muretto che ne compromette la bellezza. Il secondo è formato, invece, da una sola fila di pietre. Si ritiene risalgano alla Cultura di San Michele di Ozieri, che si è sviluppata secondo la cronologia calibrata tra il 4000 ed il 3200 avanti Cristo e secondo la datazione tradizionale tra il 3200 d il 2800 avanti Cristo.

Bolotana-Nuraghe Ortakis Bolotana-Uno dei circoli megalitici Ortakis

Il parco di Badde Salighes con la Villa Piercy

Proseguendo per settecento metri sulla SP17 verso ovest, a un bivio, seguendo le indicazioni, prendiamo sulla sinistra una stradina che scorre un poco più a sud della SP17, e che, in circa un chilometro e ottocento metri, ci porta alla frazione Badde Salighes (altezza metri 955, distanza circa 16.6 chilometri, una frazione del Comune di Bolotana.

Nella frazione si trova, alla destra della strada, l'ampio Parco Badde Salighes, un'oasi naturale che tutti invidiano alla Sardegna, realizzato a metà dell'800 da Benjamin Piercy. All'interno del parco si trova la Villa Piercy, un edificio a forma di Castello quadrilobato, con le volte affrescate ed arredato in stile coloniale. L'ampio giardino circostante la Villa Piercy è, ancor oggi, una raccolta di piante esotiche provenienti da tutto il mondo, nel quale la Comunità Montana sta realizzando il primo giardino botanico montano della Sardegna. Gran parte delle abitazioni del villaggio sono state vendute a privati, ma quello che resta, soprattutto le vecchie caserme, restaurate, diventano una struttura ricettiva che comprende un albergo con sala congressi.

Bolotana-Villa Piercy in corso di restauro (2007) Bolotana-parco di Badde Salighes Bolotana-parco di Badde Salighes Bolotana: una abitazione del villaggio venduta a privati Bolotana: la ristrutturazione delle vecchie caserme per realizzare strutture ricettive (2007)

La Chiesa campestre di Santa Maria 'e Sauccu

Sulla stradina che porta a Badde Salighes, un chilometro e ottocento metri più ad ovest, troviamo la deviazione verso sud, che, in un chilometro, ci fa raggiungere la frazione Santa Maria 'e Sauccu (altezza metri 845, distanza circa 19.9 chilometri, una frazione del Comune di Bolotana.

In questa frazione si trova il Santuario di Santa Maria 'e Sauccu, situato a 850 metri di altitudine nella montagna del Marghine, poco più a sud di Badde Salighes, su un pianoro che sovrasta il RioSauccu, alle spalle dell'altopiano di Campeda. Immerso nella campagna, sorge sul sito di un villaggio medioevale attestato nel 1346 come Villa de Sauca, e nel 1421 come Villa de Sahuch. È circondato da una cinquantina di muristenes, cioè i piccoli alloggi dove risiedono i novenanti ed i pellegrini durante il periodo delle celebrazioni religiose, alcuni dei quali simili come forma alle capanne dei villaggi preistorici.

Bolotana-Santuario di Santa Maria 'e Sauccu Bolotana: Santa Maria 'e Sauccu: facciata Bolotana: Santa Maria 'e Sauccu: muriestenes Bolotana: Santa Maria 'e Sauccu: muriestenes a forma di capanne preistoriche

Sebbene il Santuario si trovi in territorio di Bolotana, viene sentito come proprio anche dalla popolazione di Bortigali, paese che dista solo circa cinque chilometri dalla Chiesa, che il 7 settembre celebra la Festa di Santa Maria 'e Sauccu, una Festa campestre con le tradizionali processioni a piedi e a cavallo, e con le novene nei muristenes attorno al Santuario, che abbiamo raccontato quando abbiamo descritto il Comune di Bortigali.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, ci recheremo a visitare la parte del Nuorese che si sviluppa a nord est della Città, al confine con le Baronie, nella zona chiamata anche la Barbagia di Bitti, dove visiteremo Orune, Bitti, faremo una deviazione a Osidda, proseguiremo quindi per Onanì e Lula.


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