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La Costa Verde con la costiera di Arbus, da Pistis a Torre dei Corsari, da Funtanazza a Piscinas, a Bau ed a Scivu

In questa tappa del nostro viaggio, visiteremo le località costiere della Provincia del Sud Sardegna. Il nostro viaggio si svolgerà tra Capo Frasca e Capo Pecora, comprendendo anche tutta la cosiddetta Costa Verde, che si sviluppa con la costiera di Pistis, di Torre dei Corsari, di Porto Palma e di Marina di Arbus, per arrivare fino alle dune di Piscinas ed alle isolate spiagge di Bau e Scivu.

Nel Monreale o Campidano di Sanluri

Il MonrealeIl Monreale, detto anche Campidano di Sanluri, è una Regione della Sardegna sud occidentale. Anticamente il territorio del Monreale apparteneva al Giudicato d'Arborea di cui occupava la parte meridionale della Curatoria di Bonorzuli. I comuni che ne fanno parte sono Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, Samassi, San Gavino Monreale, Sanluri, Serramanna, Serrenti, Vallermosa, Villacidro. I comuni di Serramanna e Serrenti sono ai confini tra il Monreale ed il Campidano di Cagliari, per cui possono essere conderati anche appartenenti a quest'ultimo. Il territorio del Monreale è prevalentemente pianeggiante, con diverse aree collinari. Nel territorio del Monreale esistono testimonianze prenuragiche, nuragiche, Fenicio puniche e romane. Il territorio rientra totalmente nella Provincia del Sud Sardegna.

Il Poligono Militare di Capo Frasca con le sue spiagge

Il Golfo di Oristano è delimitato a nord dal Capo San Marco, nella penisola del Sinis, e a sud dal Capo Frasca, dove si trova l'omonima stazione meteorologica ed il Poligono Militare, che si trova già in territorio di Arbus. Il Poligono Militare di Capo Frasca, o Capo della Frasca, è un poligono di tiro, situato sulla costa occidentale dell'Isola, che occupa una superficie a terra di quattrodici chilometri quadrati, e viene utilizzato dalle aeronautiche e dalle marine italiane, tedesche, e della Nato, per esercitazioni di tiro a fuoco aria terra e mare terra. Vi sono situati impianti radar, un eliporto e diverse basi di sussistenza. La base militare impegna un'area di sicurezza a mare, interdetta alla navigazione, con il divieto di esercitare la pesca e la presenza di ordigni inesplosi in mare e in terra.

Capo Frasca: residui delle esercitazioni militariIl 4 settembre 2014 un incendio provocato da un'esercitazione di Tornado tedeschi, aveva distrutto 30 ettari di macchia a Capo Frasca. Negli ultimi 15 anni, dal 2000 al 2014, nei poligoni militari della Sardegna ci sono stati 22 incendi, per una superficie totale di 722 ettari, tutti fra il 1° giugno e il 30 settembre e con una media di 48 ettari circa distrutti ogni anno. E, dopo una grande manifestazione alla quale hanno partecipato oltre cinquemila persone arrivate da tutta la Sardegna, il 16 settembre la giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru ha deciso di imporre alle Forze Armate di sospendere le attività terrestri e aeree nel periodo ad alto rischio di incendio boschivo, e Chiesto loro di predisporre un proprio piano di prevenzione e pronto intervento, dotandosi di mezzi e personale adeguati, per la prima volta estendendo il proprio piano antincendi ai poligoni militari di Perdasdefogu, Capo Frasca e Capo Teulada. Il corpo forestale è stato incaricato di presidiare le aree intorno alle zone militari.

La spiaggia di Punta Frasca

La spiaggia Punta Frasca si trova nel versante orientale del promontorio basaltico di Capo Frasca, che chiude a sud il Golfo di Oristano, all'interno del Poligono Militare di Capo Frasca. È raggiungibile solo via mare, dato che l'accesso da terra è vietato, e quello dal mare consentito solo a luglio e ad agosto. Occorre possedere una propria imbarcazione o, in alternativa, raggiungere il porticciolo dei pescatori di Marceddì ed utilizzare uno dei barconi da trasPorto Turistico.

La spiaggia Punta Frasca è una spiaggia di piccole dimensioni, caratterizzata da un arenile costituita da sabbia bianco dorata, fine e morbida al tatto, sul quale sono presenti piccoli cespugli che danno alla spiaggia un aspetto selvaggio. Si affaccia su un mare trasparente di un bellissimo colore azzurro cangiante, con un fondale sabbioso di media profondita. Quasi deserta anche in alta stagione per le notevoli difficoltà d'accesso, sull'arenile si trova un impressionante numero di residui delle esercitazioni militari. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La spiaggia di Cala Brigantino chiamata anche spiaggia Sa Niedda

La spiaggia di Cala Brigantino, chiamata anche spiaggia Sa Niedda, si trova nel versante occidentale del promontorio basaltico di Capo Frasca, che chiude a sud il Golfo di Oristano, all'interno del Poligono Militare di Capo Frasca. È anch'essa raggiungibile solo via mare, dato che l'accesso da terra è vietato, e quello dal mare consentito solo a luglio e ad agosto. Occorre possedere una propria imbarcazione, ma l'escursione, riservata ai diportisti esperti, è da compiersi solo con condizioni meteomarine ottimali. In alternativa, si può raggiungere il porticciolo dei pescatori di Marceddì ed utilizzare uno dei barconi da trasPorto Turistico.

La spiaggia di Cala Brigantino, chiamata anche spiaggia Sa Niedda, e piuttosto lunga e si presenta con un arenile di medie dimensioni, costituita da sabbia dorata chiara, fine e morbida al tatto, che ricopre parzialmente gruppi di scogli di colore scuro, da cui il nome Sa Niedda o Sa Pedra Niedda, ossia le Pietre Nere. L'arenile si affaccia in un mare trasparente di colore verde, dal fondale sabbioso e non basso. Quasi deserta anche in alta stagione per le notevoli difficoltà d'accesso e per la presenza di un gran numero di zanzare, non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La Torre di Capo Frasca o torre Nuova

Sulla costa orientale di Capo Frasca, a venti metri di altezza sul mare, si trova la Torre di Capo Frasca, che nelle carte topografiche è segnalata con il nome di torre Nuova. Molto difficile visitarla perché situata all'interno dell'area militare, è realizzata con lave e tufi basaltici. La struttura si presenta in condizioni scadenti, infatti la volta a cupola, che si trovava all'interno, è crollata. Restano cinque grandi archi in mattoni, che si ritiene dovessero sorreggere la copertura del terrazzo, anch'essa crollata.

In Costa Verde da Capo Frasca a Porto Palmas passando per Pistis e Torre dei Corsari

Procedendo verso sud da Oristano, passato lo Stagno di Marceddi, ci immettiamo verso destra sulla SP66, che ha poi preso il nome di SP65 e che chiameremo d'ora in avanti con questo nome, che ci porta al villaggio agricolo di Sant'Antonio di Santadi, una frazione Arbus da cui dista ben 37 chilometri, da non confondere con il Comune di Santadi, che si trova invece nel Sulcis. Da Sant'Antonio di Santadi, proseguiremo verso sud fiancheggiando la costa, e passiamo per Pistis, Torre dei Corsari e Porto Palma, fino alla colonia marina di Funtanazza.

Quattro VeleNel 2017 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 4 Vele al comprensorio della Costa Sud Ovest e delle Isole Sulcitane. I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.

La piccola Cala chiamata Porto Terrexi

Dal centro del piccolo borgo di Sant'Antionio di Santadi, seguendo le indicazioni prendiamo a destra verso il marein direzione di Pistis. Prima di giungere in prossimità della costa, svoltiamo a destra, e seguiamo la stradina di campagna, sino alla piccola Cala di Porto Terrexi, che gli esperti di trekking possono raggiunge a piedi.

Nella zona nord del territorio costiero di Arbus, il mare lambisce una bassa scogliera, tra la quale troviamo una piccola Cala chiamata Porto Terrexi. Il suo arenile è caratterizzata da un fondo di ciottoli levigati di modeste dimensioni, tra i quali si trovano rocce e scogli, che si affaccia su un mare di un colore verde cangiante a seconda dell'altezza del sole, con un fondale roccioso, e di media profondità. Alle spalle della spiaggia, si alzano colline tondeggianti ricoperte di un manto di macchia mediterranea. Non sono presenti servizi in questa cala, che non e altamente frequentata. A sud di Porto Terrexi, si trova la grande scogliera degli Scogli Neri, che si prolunga fino quasi a Punta de S'Achivoni, dopo la quale si apre l'ampia insenatura di Pistis.

L'agglomerato turistico di Pistis Informazioni turistiche

Da Sant'Antionio di Santadi, seguendo le indicazioni prendiamo a destra verso il mare, percorriamo tre chilometri di cui l'ultimo tratto di strada bianca, ed arriviamo all'agglomerato turistico di Pistis, affacciato sulla costa, decisamente realizzato in modo confuso e non bello. Il paese si trova all'interno di un'ampia baia, chiusa a nord dalla Punta de S'Achivoni ed a sud dal promontorio di Flumentorgiu, sul quale sorge la torre che descriveremo più avanti. L'agglomerato turistico si affaccia sul mare in un tratto di litorale, caratterizzato soprattutto dalla presenza di rocce e scogliere, con alcune piccole belle calette.

Pistis: la Baia di Pistis Pistis: la spiaggia di Pistis Pistis: scogli sulla spiaggia di Pistis Pistis: scogli sulla spiaggia di Pistis Pistis: scogli ai lati della spiaggia di Pistis

Prendendo a sud dall'abitato di Pistis, possiamo raggiungere a piedi l'estremo settentrionale dell'ampia spiaggia di Pistis, che si sviluppa alla sinistra dell'abitato, e che descriveremo più avanti.

Prendiamo la strada costiera della Costa Verde

Pistis: lungo la strada costiera della Costa VerdeDa Pistis riprendiamo la SP65, o SP66, proveniente da Sant'Antonio di Santadi, che percorre verso sud tutta la costa, e viene chiamata anche strada costiera della Costa Verde. È una strada molto bella che ci porta nelle diverse località turistiche di quella che, a metà degli anni '60, era stata denominata Costa Verde, in auspicio di uno sfruttamento turistico che prevedeva la cementificazione della costa e che non si è mai realizzato, sia per i ricorsi e le proteste delle associazioni ambientaliste, che per la difficoltà a raggiungere queste coste, molto lontane dalla SS126 Sud Occidentale Sarda Sud Occidentale Sarda, in una zona della Sardegna distante dai principali porti ed aeroporti dell'Isola.

L'ampia spiaggia di Pistis con le sue dune

Procediamo in direzione sud, verso Torre dei Corsari, e, più o meno a metà percorso, troviamo una strada bianca sulla destra, senza indicazioni, che dopo due chilometri e mezzo ci porta alla spiaggia di Pistis, che prosegue a sud con la spiaggia chiamata le Sabbie d'Oro, che si sviluppa a nord dell'insediamento turistico di Torre dei Corsari. Le due spiagge costituiscono un arenile della lunghezza di oltre due chilometri. Alle spalle della spiaggia di Pistis e della spiaggia chiamata le Sabbie d'Oro, si sviluppa un bellissimo sistema di dune, dove il colore dorato chiaro della sabbia contrasta con il verde della macchia mediterranea delle colline circostanti. Sono le le famose dune di Pistis, il cui nome originale sarebbe dune di Is Arenas 'e S'Acqua 'e S'Ollastu, ossia le dune della sabbia alla sorgente dell'olivastro. Le alte dune dorate, che donano alla spiaggia sottostante un aspetto selvaggio e desertico, sono dovute all'azione del maestrale, che ha fatto si che una grande quantità di sabbia sia stata spinta verso l'entroterra. Dall'alto delle dune, è possibile ammirare una incantevole ed incontaminata vista di tutta la costa.

Pistis: le dune di Pistis Pistis: le dune di Pistis Pistis: le dune di Pistis

Pistis: la spiaggia di PistisLa spiaggia di Pistis e caratterizzata da un arenile di grandi dimensioni, costituito da una grande distesa dorata, con sabbia chiarissima, non finissima, compatta e abbondante, affacciato su un mare trasparente, caratterizzato da una colorazione verde smeraldo, e da un fondale sabbioso, con la presenza di qualche scoglio, soprattutto in corrispondenza con la scogliera a nord, dove si trova un'alta scogliera di basalto. Il vento che soffia abbondante nella zona, attrae numerosi amanti del windsurf. La spiaggia è abbastanza frequentata in alta stagione, ma grazie alle sue dimensioni non risulta mai troppo affollata. Sono presenti diversi punti ristoro sulla spiaggia, e vi è la possibilità di noleggiare attrezzature da spiaggia come ombrelloni, lettini, e canoe, pattini, pedalò. Comunque, presso le dune, alcuni grandi complessi turistici, peraltro non belli, rendono non sempre facile l'accesso.

Una bella visita alla casa del Poeta

Sulla costa tra il golfo di Pistis e Torre dei Corsari, facendosi accompagnare da qualche persona del posto, è possibile visitare la casa del Poeta, da raggiungere a piedi, fra le dune dell'entroterra. È una abitazione, una sorta di capanna, realizzata all'interno di un ginepro secolare, che domina dall'alto un paesaggio spettacolare, fatto di dune di sabbia e mare cristallino. I grossi e lunghi rami compongono naturalmente alcuni piccoli ambienti, che il Poeta ha rivestito con fiori secchi ed erbe aromatiche il cui profumo ancora oggi ti avvolge appena entri. L'enorme ginepro è stato peranni la casa di Efisio, di Guspini, che ad un certo punto della vita decise di allontanarsi da tutti e vivere solo, in piena libertà, per poter meditare e soprattutto scrivere poesie. Scrive Michele Scioscia: «La fortuna di conoscere tutto ciò ci è arrivata da mio figlio Davide che, nel fare volontariato nella casa di riposo per anziani di Guspini, aveva conosciuto personalmente il Poeta e gli aveva promesso di fargli rivedere la sua casa nell'albero. Purtroppo il Poeta ci ha lasciati a luglio del 2004, senza riuscire a vedere per l'ultima volta il suo albero, che dopo una lunga ricerca eravamo riusciti a trovare e fotografare. A tutti noi è rimasto il ricordo e l'impegno di tornare a cercare, tra Guspini e Arbus, qualcuno che possa ancora parlarne, forse che ne conservi qualche poesia, per riportarlo alla memoria di chi lo ha conosciuto, ed anche per farlo conoscere a chi nulla ha mai sentito di un personaggio tanto affascinante».

La casa del poeta: su un ginepro secolare è edificata la casa del poeta La casa del poeta-Veduta panoramica da una finestra della casa del poeta La casa del poeta: Michele ritratto affacciato a un balcone della casa del poeta La casa del poeta: Michele con la moglie Marzia nella casa del poeta

La spiaggia chiamata le Sabbie d'Oro

Tornati indietro dalla deviazione verso le dune, riprendiamo la SP65. A sei chilometri da Sant'Antonio di Santadi svoltiamo a destra seguendo le indicazioni e, dopo un chilometro e mezzo, raggiungiamo l'insediamento turistico di Torre dei Corsari, ed, a nord del complesso turistico, troviamo una stupenda spiaggia chiamata le Sabbie d'Oro, che è la porsecuzione verso sud della spiaggia di Pistis.

La spiaggia delle Sabbie d'Oro e caratterizzata da un arenile di grandi dimensioni, costituito da una grande distesa dorata, con sabbia chiarissima, non finissima, compatta e abbondante, affacciato su un mare trasparente, sempre in movimento, e quasi mai calmo dai bellissimi colori e dalle bellissime onde basse e lunghe. Il mare è caratterizzato da una colorazione tra l'azzurro cangiante e il verde, e da un fondale relativamente basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio, soprattuttonei pressi della scogliera a sud, dove si trova un'alta scogliera di basalto. Il vento che soffia abbondante nella zona, attrae numerosi amanti del windsurf. La spiaggia è abbastanza frequentata in alta stagione, ma grazie alle sue dimensioni non risulta mai troppo affollata. Sono presenti vari punti ristoro, possibilità di affittare ombrelloni, lettini ed altre attrezzature da spiaggia.

Torre dei Corsari: la spiaggia di Torre dei Corsari Torre dei Corsari: la spiaggia e la Baia di Torre dei Corsari

Alle spalle dell'arenile proseguono le alte dune di Pistis, ossia le dune sabbiose che qui sono quasi prive di vegetazione, e costituiscono un paesaggio desertico senza eguali, reso unico dalla sabbia finissima, e dalla poca vegetazione che ricopre le dune, che risulta ancora più simile ai deserti africani, rispetto alle dune di Piscinas, che incontreremo più avanti nel nostro viaggio.

L'insediamento turistico di Torre dei Corsari con la Chiesa di Stella Maris Informazioni turistiche

Arbus-Torre dei Corsari: l'insediamento turistico di Torre dei CorsariA sei chilometri da Sant'Antonio di Santadi svoltiamo a destra seguendo le indicazioni e, dopo un chilometro e mezzo, raggiungiamo l'insediamento turistico di Torre dei Corsari, che si sviluppa su un crinale del Monte Linas, e costituisce uno splendido paesino su un mare stupendo, che offre la possibilità di frequentare sia le scogliere che l'immensa spiaggia adiacente, solcata da dune tra le più alte d'Europa. La località di Torre dei Corsari è separata dalla spiaggia delle Sabbie d'Oro da una piccola scogliera, caratterizzata da falesie a picco sul mare, con piccole calette sabbiose, dal colore dorato scuroi. La scogliera e ricoperta da macchia mediterranea, ed e bellissimo ammirare, da lì sopra, oltre che il mare, anche le altre spiagge della zona. Non sono presenti servizi su questa scogliera, ma in pochi minuti è possibile raggiungere l'insediamento turistico, con tutti i servizi annessi.

Arbus-Torre dei Corsari: la Chiesa dedicata alla Madonna di Stella MarisSi tratta, finalmente, di un complesso di abitazioni più ordinato e piacevole di quelli che avevamo incontrato precedentemente, composto da diversa attività commerciali fra le quali panetteria, bar, negozi di generi alimentari e frutta e verdura, pizzeria, pescheria, parruccheria, artigianato, farmacia, ed ospita, inoltre, l'ufficio di Polizia Urbana, la caserma dei Carabinieri. All'interno dell'insediamento turistico si trova la piazza Stella Maris, che prende il suo nome dalla Chiesa dedicata alla Madonna di Stella Maris, che è stata realizzata quale opera di urbanizzazione secondaria, richiesta dal Comune di Arbus, secondo gli accordi stipulati nella convenzione del piano di lottizzazione che ha portato all'edificazione del complesso turistico.

La Torre di Flumentorgiu o Torre dei Corsari

Torre dei Corsari: la Torre di Flumentorgiu nella Baia di Torre dei CorsariL'insediamento turistico prende il nome dalla Torre di Flumentorgiu, nota anche come Torre dei Corsari, che si trova sul lato del promontorio verso nord, a 61 metri sul mare. La torre, realizzata in periodo spagnolo, nel 1577 o per altri nel 1591, con il compito di avvistamento e di difesa della costa contro le incursioni barbaresche, domina la grande spiaggia. Realizzata con pietrame di lave e tufi basaltici, ha una volta a cupola, con un foro centrale per l'areazione e l'illuminazione, ed è dotata di scala interna allo spessore del muro, che comunica con il terrazzo. Nella sala, dotata di un un caminetto e cucinino, si notano gli elementi in legno che sostenevano il soppalco. Dalla torre, completamente intonacata, si gode di un panorama straordinario.

La spiaggetta di Portu Is Cannisonis a Torre dei Corsari

Appena arrivati a Torre dei Corsari, giriamo subito a sinistra, poi alla seconda strada nuovamente a sinistra, e procediamo dritti sino alla spiaggetta di Portu Is Cannisonis.

La spiaggetta di Portu Is Cannisonis è caratterizzata da un arenile dalle dimensioni molto ridotte, con un fondo di sabbia di colore dorato scuro e ghiaietta, e con la presenza di ciottoli levigati. Sulla spiaggia sono presenti rocce e scogli, che affiorano dalla sabbia e dal mare, e la spiaggia si affaccia su un mare di un colore tra il verde e l'azzurro, di media profondità, e dal fondale prevalentemente roccioso. Scarsamente frequentata nei mesi estivi, viene utilizzata soprattutto come scivolo per mettere in mare le piccole imbarcazioni. Non sono presenti servizi su questa spiaggia, ma a pochi minuti, si può usufruire di tutti i servizi presenti nel centro abitato.

L'insediamento turistico di Porto Palma con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Superato, sulla Provinciale, il bivio per Torre dei Corsari, proseguiamo sulla SP65 e, circa un chilometro più avanti, una deviazione sulla destra ci fa raggiungere il villaggio turistico e di pescatori di Porto Palma, realizzato presso l'omonima tonnara ormai in disuso.Porto Palma è stato edificato in una buona posizione, in una bella insenatura, al centro della quale troviamo la spiaggia di Porto Palma, conosciuta anche come Flumentorgiu. Alle spalle della spiaggia, si troa un gruppo di case, che erano le dimore dei pescatori, i quali traevano il proprio sostentamento da queste acque e dalla lavorazione dei tonni. Oggi gran parte di esse sono state ristrutturate e destinate ad un uso turistico.

La spiaggia di Porto Palma, conosciuta anche come Flumentorgiu, è costituita da un arenile di grandi dimensioni, costituito da sabbia fine di colore grigio chiaro e dorato scuro, con la presenza di piccolo conchigliame e di piccoli ciottoli levigati, e con la presenza di scogli e rocce in alcuni punti dell'arenile. Si affaccia su un mare dai colori tra l'azzurro ed il verde, con un fondale sabbioso e basso. Sull'arenile sbocca un piccolo porto Canale, che veniva utilizzato dai pescatori locali. La spiaggia, relativamente affollata in alta stagione, è piuttosto tranquilla e silenziosa. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Porto Palmas: la spiaggia di Porto Palmas Porto Palmas: la spiaggia di Porto Palmas

La spiaggia della Caletta di Sa Murta

Passata la deviazione per Porto Palma, la SP65 compie una grande curva, dopo la quale, sulla destra, troviamo una strada sterrata, che ci conduce, dopo un lungo percorso tutto curve, alla Caletta di Sa Murta, con la sua spiaggia. Lungo tutta la strada, attraversiamo un paesaggio molto suggestivo, dominato dalla boscaglia che ricopre tutte le colline per distese interminabili.

La spiaggia di Sa Murta si trova in una caletta di piccole dimensioni, protetta alle due estremità dalla scogliera sulla quale si sviluppa un'abbondante macchia mediterranea. La spiaggia è caratterizzata da un arenile costituito da un fondo di sabbia dorata, a grani medio fini, piuttosto morbida al tatto, con alcuni ciottoli piccolissimi presenti anche sulla battigia, e sull'arenile sono presenti scogli e rocce. Si affaccia su un mare stupendo, di un colore tra l'azzurro cangiante ed il verde smeraldo, poco profondo e con un fondale sabbioso e ciottoloso. La spiaggia è difficilmente raggiungibile, ed è quindi scarsamente frequentata, ed in essa non sono presenti servizi.

Proseguiamo la visita della Costa Verde da Funtanazza fino a Portu Maga

Proseguiamo lungo la costiera di Arbus, da Funtanazza a Marina di Arbus, con la spiaggia di Gutturu 'e Flumini, quindi da Portu Maga fino alle famose dune di Piscinas.

La spiaggia della Cala di porto di Tremolia

La SP65 prosegue all'interno e, a circa sette chilometri da Porto Palma, troviamo una strada sterrata sulla destra. La prendiamo e proseguiamo dritti sino al terzo incrocio, dopo un paio di chilometri, dove deviamo sulla sinistra, e seguiamo la strada che ci porta fino alla Cala di porto di Tremolia, con la sua spiaggia, che si trova un poco più a nord della spiaggia di Funtanazza, alla quale arriveremo un poco più avanti.

La spiaggia di porto di Tremolia è costituita a un arenile costituito da una distesa di rocce e ciottoli levigati, di colore grigio, che sì affaccia su uno splendido maredai colori tra il verde smeraldo e l'azzurro cangiante, con un fondale roccioso, con scogli piatti che affiorano dall'acqua, poco profondo. La spiaggia è scarsamente frequentata, date le notevoli difficoltà di accesso, e non sono presenti servizi su di essa.

Funtanazza con la Colonia Marina di Montevecchio e con la sua spiaggia

Funtanazza: la Baia di FuntanazzaProseguendo sulla SP65, circa due chilometri più avanti della deviazione per la spiaggia di porto di Tremolia, troviamo un bivio. La SP65 prosegue sulla sinistra, mentre noi imbocchiamo, sulla destra, la strada che ci porta, dopo circa un chilometro e mezzo, a Funtanazza, un delizioso luogo di mare situato in una suggestiva ed incantevole baia riparata dal vento, Funtanazza: resti della colonia marina di Funtanazzacircondata da una bella pineta. Qui troviamo quello che resta della Colonia Marina di Montevecchio, nata, nel 1956, come colonia estiva casa al mare Francesco Sartori, costruita dalla società mineraria di Montevecchio per ospitare i figli dei minatori. La miniera si trova all'interno, lontana dalla costa, dalla quale dista circa 15 chilometri. Il complesso, in totale abbandonoanni ma di cui si progetta la ristrutturazione, è immerso nella macchia mediterranea, e si trova in una stupenda e fitta pineta di circa otto ettari. Posteggiamo nei Piazzali un tempo pertinenti alla struttura, di fronte ai resti della Colonia Marina di Montevecchio, e di fronte al parcheggio si sviluppa la spiaggia di Funtanazza. Dalla spiaggia, vediamo a sinistra una grande scogliera vulcanica e a destra rocce di basalto, con piccole grotte ed anfratti, ricoperte di macchia mediterranea.

Funtanazza: la spiaggia di FuntanazzaLa spiaggia di Funtanazza, di medie dimensioni, è costituita da un arenile composto da sabbia dorata scura ricca di ferro, finissima e calda, affacciata su un mare raramente quieto, dai colori tra il verde e l'azzurro cangianti, profondo con un fondo sabbioso e con la presentza di rocce. La spiaggia è di grandi dimensioni, pertanto non risulta mai estremamente affollata, neppure in alta stagione. Su questa spiaggia non sono presenti servizi.

L'insediamento turistico di Marina di Arbus con la spiaggia di Gutturu 'e Flumini Informazioni turistiche

Marina di Arbus: distesa di margherite lungo la strada che porta a Marina di ArbusDa Funtanazza ritorniamo sulla strada Provinciale SP65, ossia sulla SP66, che seguiamo ancora per seicento metri. Troviamo, quindi, una deviazione sulla destra, che ci fa imboccare la SP4.21, nota come la strada panoramica della Costa Verde, una strada che segue tutta la costa occidentale verso sud.

Marina di Arbus: l'insediamento turistico di Marina di ArbusDopo poco più di tre chilometri, raggiungiamo il primo insediamento turistico di questo tratto di costa, che è quello di Marina di Arbus. Si tratta di un bel complesso di abitazioni estive, nato come luogo di villeggiatura per gli abitanti della cittadina chiamata Arbus, che sorge, però, molto più all'interno, a circa 25 chilometri di distanza, e che visiteremo nella prossima tappa del nostro viaggio. Di fronte all'abitato si trova la spiaggia di Gutturu 'e Flumini, nota anche come spiaggia di Marina di Arbus, che raggiungiamo scendendo una scaletta. Dalla spiaggia si può ammirare, sulla destra, la grande scogliera calcarea detta Calata Bianca.

La spiaggia di Gutturu 'e Flumini, conosciuta anche come spiaggia di Marina di Arbus, è costituita da un arenile abbastanza lungo ma di ridotte dimensioni, ed e interrotto da una piccola scogliera. È costituito da sabbia a grani medi, molto compatta di colore dorato, in alcuni tratti molto scura, ricca di ferro, con la presenza di piccoli ciottoli levigati, un poco di conchigliame, e scogli affioranti dal terreno, e si affaccia su un mare trasparentissimo di un colore tra il verde e l'azzurro, con un fondale misto tra sabbioso e roccioso, con scogli che emergono dall'acqua. Mediamente frequentata nei mesi estivi, vi è presente un chiosco bar sulla strada, e nelle vicinanze una pizzeria, b&b e residence.

Marina di Arbus: la spiaggia di Gutturu 'e Flumini Marina di Arbus: la scogliera di Calata Bianca a Gutturu 'e Flumini

La Caletta di Campu 'e Sali con la sua spiaggia

Dal centro dell'abitato di Marina di Arbus, proseguiamo con la SP4.21 per circa cinquecento metri, e troviamo una deviazione sulla destra che ci porta alla Caletta di Campu 'e Sali con la sua spiaggia, che si trova poco a sud rispetto al termine della spiaggia di Gutturu 'e Flumini.

La piccola ma caratteristica spiaggia di Campu 'e Sali e formata da un arenile costituito da sabbia dorata scura, fine e morbida al tatto, con la presenza di qualche ciottolo levigato e di resti di conchigliame, che si affaccia su un mare di colore tra il verde e l'azzurro, con un fondale profondo misto sabbioso e roccioso. Poco frequentata nei mesi estivi, non sono presenti servizi su questa spiaggia. Nei dintorni, però, sono disponibili bar, Ristorante, negozio e qualche servizio.

L'insediamento turistico di Portu Maga con la sua spiaggia Informazioni turistiche

Proseguiamo ancora verso sud, lungo la SP4.21, ossia la strada panoramica della Costa Verde, che si snoda tra una bellissima costa, con selvagge scogliere e piccole calette e spiaggette seminascoste, ed una zona retrodunale anch'essa di gran bellezza.

Costa Verde: scogliere lungo la costa Costa Verde: spiaggette lungo la costa Costa Verde: spiaggette lungo la costa Costa Verde: attraversamento capre

Portu Maga: la spiaggia di Portu MagaProcedendo per poco più di tre chilometri sulla SP4.21, arriviamo all'area di sosta dell'insediamento di Portu Maga. Si tratta di un insediamento turistico sorto durante gli anni '90 del Novecento come villaggio di vacanze, che sorge sulle pendici delle colline che si affacciano sul mare. Di fronte alle poche abitazioni che compongono l'isediamento, e, soprattutto, di fronte al grande residence Rotonda Club Green Coast, che si trova subito alla sinistra della strada Provinciale, alla destra di quest'ultima, si sviluppa la lunga distesa della spiaggia di Portu Maga. Il residence Rotonda Club Green Coast e situato alle sue spalle, e nei dintorni sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e qualche servizio.

Portu Maga: l'insediamento turistico di Portu MagaLa spiaggia di Portu Maga, di grandi dimensioni, è costituita d un arenile formato da sabbia dorata scura, molto fine e compatta, affacciata su un mare di un colore che va dall'azzurro cangiante al verde, ed ha un fondale basso e sabbioso, che a tratti diventa roccioso. Nonostante sia uno dei pochi tratti di costa urbanizzato, conserva ancora tutti i pregi di un paradiso naturale, con un mare ricco di pesci, mollusci e flora marina. Mediamente frequentata anche in alta stagione, è presente un punto ristoro ed un Ristorante sulla spiaggia. Il residence Rotonda Club Green Coast e situato alle sue spalle, e nei dintorni sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e qualche servizio.

La spiaggia di S'Acquedda

A sud della spiaggia di Portu Maga, dalla quale è separata dalla Punta S'Acquedda, di trova un'insenatura all'interno della quale si trova la spiaggia di S'Acquedda, raggiungibile da una traversa sulla destra della SP4.21, poco più avanti dell'abitato di Portu Maga.

La spiaggia di S'Acquedda e formata da un arenile costituito da una bellissima distesa di sabbia chiara, color miele o ambrato chiaro, molto fine, con la presenza di piccoli scogli non levigati, che si affaccia su un mare con un colore verde e azzurro cangiante, e con un fondale sabbioso e mediamente basso. La spiaggia si trova in un'insenatura, ed è riparata, alle spalle, da una scogliera dello stesso colore della spiaggia, sovrastata dalla macchia mediterranea. Mediamente frequentata in alta stagione, non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Usciamo dalla Costa Verde e visitiamo Piscinas, Bau e Scivu

La SP4.21 prosegue ancora lungo la costa, con selvagge scogliere e piccole calette e spiaggette seminascoste, ed una zona retrodunale anch'essa di gran bellezza.

Costa Verde: spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde: spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde: spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde: spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde: spiagge lungo la costa

Più avanti la strada diventa bianca, non molto bella, con un fondo assai sconnesso, e, prima di riprendere la strada asfaltata, si devono anche superare due guadi. Alla distanza di quasi sette chilometri da Portu Maga, poco dopo essere usciti dalla Costa Verde, ci immettiamo sulla strada sterrata che collega la Miniera di Ingortosu con la spiaggia di Piscinas, famosa per le sua splendide dune. La prendiamo e la seguiamo per quasi due chilometri verso destra, e raggiungiamo il parcheggio della spiaggia, distante poche centinaia di metri dal mare.

Noi ci siamo arrivati seguendo la costa, ma il modo più semplice di raggiungere la spiaggia di Piscinas è proprio questa strada sterrata, proveniente da Ingurtosu, che dopo poco più di otto chilometri ci porta al parcheggio della spiaggia.

Le spettacolari altissime dune di Piscinas di Ingortosu con la loro spiaggia Informazioni turistiche

Piscinas: panoramica delle dune di PiscinasPrendiamo, comunque, sulla destra la strada sterrata, e dopo settecento metri iniziamo a costeggiare un vero e proprio deserto costituito da altissime dune. Si tratta di un meraviglioso angolo di natura, rimasta ancora assolutamente intatta, dove la forza del vento di maestrale ha spinto verso l'entroterra la sabbia del litorale, formando un vasto sistema di dune, alcune completamenti dorate, mentre altre sono ricoperte di macchia mediterranea e piccoli arbusti come ginepri e lentischi. Le uniche piante di maggiori dimensioni che si adattano a vivere sulle dune sono antichi olivastri ed i ginepri secolari. Le dune, incontaminate e poco frequentate dall'uomo, ospitano anche diverse specie di animali selvatici, tra cui esemplari del cervo sardo, che spesso si spingono fino sulla spiaggia.

Piscinas: le dune di Piscinas Piscinas: le dune di Piscinas Piscinas: le dune di Piscinas Piscinas: le dune di Piscinas Piscinas: le dune di Piscinas

Le dune di Piscinas sono le più famose di tutta l'isola e le più alte dune naturali di tutta Europa, alte fino ad una sessantina di metri. La sabbia gialla e finissima, i rilievi disegnati dal vento, una flora contorta e sinuosa, testimoniano l'esistenza di un affascinante deserto in miniatura, vasto circa tre chilometri quadrati, unico in tutta l'Europa. Al termine della strada, a quasi due chilometri da dove ci eravano immessi dalla strada panoramica della Costa Verde alla strada sterrata proveniente da Ingurtosu, raggiungiamo la spiaggia di Piscinas, un litorale lungo quasi sette chilometri, che, data la sua ampiezza, in certi tratti risulta poco frequentato anche in agosto.

La splendida spiaggia di Piscinas si sviluppa in un ambito naturale di eccezionale importanza, con un aspetto solitario e selvaggio. Si tratta di un arenile di grandi dimensioni, lungo quasi sette chilometri, costituito da sabbia dorata chiara, fine e calda, che si affaccia su un mare di colore azzurro cangiante, cristallino e lucente, con un fondale sabbioso, e di media profondità. Sulla spiaggia sono presenti i resti di un puntile, che veniva utilizzato per il carico dei materiali della miniera. La spiaggia è piuttosto affollata, in alta stagione, ma solo presso il parcheggio alla fine della strada, per il resto risulta quasi deserta grazie ai grandi spazi a disposizione. Sono presenti punti ristoro sulla spiaggia e c'è la ossibilità di noleggiare attrezzature come lettini, sdrai, canoe e pedalò. La spiaggia rappresenta un patrimonio unico per la Sardegna, assolutamente da vedere e preservare. Ci siamo arrivati in un giorno di tempesta, con il mare impetuoso su un paesaggio reso ancora più affascinante dalle nuvole scure nel cielo.

Piscinas: le dune di Piscinas Piscinas: mare agitato a Piscinas Piscinas: mare agitato a Piscinas Piscinas: mare agitato a Piscinas

Qui, nel mese di giugno, vengono a deporre le loro uova le tartarughe marine. Una nuotata al largo, già a duecento metri dalla riva, permette di osservare un paesaggio marino inusuale e di grande suggestione, nel quale si possono notare anche tracce del relitto di una nave inglese risalente al diciottesimo secolo, che, carica di piombo e armata di un cannone, riposa tra la sabbia da centinaia di anni. Sulla spiaggia, nei pressi dell'area di sosta, attrezzata anche per i camper, si trova solo il prestigioso Hotel Le Dune, che è stato realizzato all'interno di un basso edificio industriale ben restaurato, salvaguardandone tutte le strutture. L'edificio costituiva il vecchio deposito minerario e la stazione di arrivo del trenino che trasportava il minerale, ed infatti, sullo sfondo della bellissima spiaggia di Piscinas, compaiono i vagoni minerari utilizzati un tempo per il trasporto del materiale minerario.

Il villaggio minerario di Ingurtosu con la direzione delle Miniera di Naracauli e di Gennamari Informazioni turistiche

Ripercorrendo all'indietro la strada sterrata che ci ha portato a Piscinas, proseguiamo verso l'interno in direzione di Ingurtosu, che raggiungiamo dopo poco più di otto chilometri, da dove scenderemo, poi, verso Capo Pecora. L'area di Ingurtosu, in territorio di Arbus, rappresentava, con quella di Montevecchio, situata nei territori comunali di Guspini e di Arbus, e con quella di Monteponi, vicino a Iglesias, una delle tre principali zone minerarie dell'Isola. Operativa fino al 1964, impegnava oltre un migliaio di operai.

Percorsi poco più di cinque chilometri, passiamo accanto ai resti della Miniera di Naracauli, nelle vicinanze troviamo quelli della Laveria Brassey, della Laveria Pireddu ed il villaggio che ospitava gli operai della miniera.

Dopo meno di altri tre chilometri, raggiungiamo, quindi, il grande villaggio minerario di Ingurtosu, che costituiva il centro direzionale della Miniera di Naracauli e della vicina Miniera di Gennamari, ed ospitava i dirigenti ed il personale amministrativo. Nel villaggio è degno di attenzione il palazzo neoclassico della direzione, detto anche il Castello, realizzato verso il 1870, quando la proprietà della miniera era francese, da maestranze tedesche sull'esempio di un analogo edificio esistente in Germania. Nel villaggio era presente anche un Ospedale per i dipendenti del complesso minerario e, su una collinetta, la Chiesetta di Santa Barbara. Abbandonato quando sono state chiuse le miniere e ridotto a pochi resti diroccati, è ora in corso di recupero per una rivalutazione turistica come esempio di archeologia industriale, ed è in corso di valorizzazione a cura del parco Geominerario della Sardegna. Il 18 maggio 2001, l'intera area, insieme all'entroterra del Monte Arcuentu, è stata dichiarata parco Naturale. Per il villaggio passa la SP66, che, verso nord, prosegue all'interno passando accanto ai resti della Laveria Casargia e della Laveria La Marmora, per portare dopo 10 chilometri alla Miniera di Montevecchio, che descriveremo nella prossima tappa.

La spiaggia Narucci in territorio di Bau

Da Ingurtosu torniamo indietro per poco meno di tre chilometri, in direzione della Miniera di Naracauli. Da qui prendiamo, verso sud, una deviazione verso la Colonia Penale all'aperto di Is Arenas di Arbus. Seguendo le indicazioni, dopo quattro chilometri e mezzo di curve e tornanti, raggiungiamo la frazione Bau del Comune di Arbus, da dove cominciamo a vedere all'orizzonte la costa. Da Bau, prendiamo a destra e seguiamo le indicazioni, che ci fanno dirigere verso la costa. Dopo circa tre chilometri, troviamo l'indicazione per Scivu. Proseguiamo, invece, sulla destra, verso il mare, e la strada ci porta in un territorio isolato, sale, poi inizia la discesa con veduta su tutta la costa, e ci porta, dopo molti chilometri, tutti curve e tornanti, alle spalle del litorale. Qui si trova la spiaggia Narucci di Bau, alla quale si scende con un breve ripido sentiero. A nord e a sud di questo punto di arrivo, si sviluppano immense e splendide spiagge, interrotte da piccoli gruppi di scogli.

La spiaggia Narucci, nota anche come spiaggia di Bau, si presenta in un ambiente naturale di notevole importanza, con un aspetto solitario e selvaggio, sia a nord che a sud del punto di arrivo. È costituita da un arenile di grandi dimensioni, formato da sabbia dorata chiara, abbastanza grossa, affacciato su un mare verde, profondo. Nella spiaggia sono presenti piccole cale, separate da grandi scogli di arenaria e di basalto, ed è chiusa da alte dune di sabbia, coperte a tratti da arbusti di macchia mediterranea. La spiaggia è solitaria e scarsamente frequentata anche in alta stagione, grazie alle notevoli difficoltà di accesso ed alle sue grandi dimensioni.

Le recinzioni, sul lato destro della spiaggia, la separano dalla Colonia Penale all'aperto di Is Arenas di Arbus, che si chiama in questo modo dato che non si tratta di un carcere, ma di una colonia nella quale vengono mandati dei detenuti che stanno per terminare la pena. Istituita nel 1961, consta di un'azienda agricola con fini rieducativi e di reinserimento lavorativo dei detenuti. La Colonia Penale occupa una porzione importante di costa, incuneata tra la spiaggia di Piscinas e la spiaggia Narucci, che viene chiamata spiaggia della Colonia Penale di Is Arenas di Arbus. La strada di accesso a questo tratto di costa è, oggi, chiusa da un cancello, sia per chi proviene da Piscinas, che per chi viene dalla spiaggia Narucci. Comunque, seguendo a piedi il litorale verso nord, dalla spiaggia Narucci si può andare, con una passeggiata di un paio d'ore, attraversando il litorale della spiaggia della Colonia Penale, fino alla spiaggia di Piscinas. Mentre, verso sud, in un'oretta, si può arrivare alla spiaggia di Scivu.

La spiaggia di Scivu Informazioni turistiche

Dirigendoci da Bau verso la spiaggia Narucci, troviamo dopo circa tre chilometri l'indicazione per Scivu. La seguiamo, e, dopo meno di cinquecento metri, quando troviamo le indicazioni per un agriturismo ed un bed and breakfast, svoltiamo a destra, e ci rechiamo verso la costa, anche in questo caso il viaggio non è semplice. Dopo molti chilometri di curve e tornanti arriviamo al parcheggio alle spalle del litorale, a qualche centinaio di metri dal parcheggio, troviamo la spiaggia di Scivu. Prima di raggiungere il litorale, una deviazione sulla sinistra porta nell'immediato entroterra, dove è possibile vedere un bel medau, tipica fattoria ovile di pastori caprai, situato scenograficamente sotto il Colle della Vedetta, a sua volta dominato dalla imponente Punta Mummullonis.

La spiaggia di Scivu, con le sue dune, è una lingua di sabbia dorata circondata da alte rocce di arenaria, dalle quali la macchia mediterranea si spinge fino al mare con scogli e rocce un pò dappertutto. Immersa in una natura di eccezionale importanza, con aspetto solitario e selvaggio, è costituita da un arenile di grandi dimensioni, costituito da sabbia finissima e soffice, di un colore dorato che riflette i raggi del sole, ed affacciato su un mare cristallino con colori che variano dall'azzurro intenso al verde smeraldo, e con un fondale sabbioso e basso. La spiaggia è solitaria e scarsamente frequentata anche in alta stagione, grazie alle notevoli difficoltà di accesso ed alle sue grandi dimensioni. Sono, comunque, presenti vari punti di ristoro, con la possibilità di noleggiare attrezzature da spiaggia quali ombrelloni, sdrai, lettini, pedalò e canoe.

Scivu-Verso la spiaggia di Scivu Scivu: accesso alla spiaggia di Scivu Scivu: la spiaggia di Scivu Scivu: la spiaggia di Scivu Scivu: sulla spiaggia di Scivu Scivu: la spiaggia e rocce a Scivu

La spiaggia di Scivu è l'unica della Sardegna a poter vantare una piccola cascata, alta poco meno di una decina di metri e quasi perenne, a pochi metri dall'arenile, che si prosciuga solo in piena estate. L'ultimo tratto di arenile, verso sud, separato dal resto della spiaggia da una piccola scogliera, costituisce la splendida spiaggia di S'Acquadroxiu, chiamata anche spiaggia di Pischeredda. Dalla spiaggia di Scivu si può raggiungere, seguendo a piedi il litorale verso nord, in un'ora di cammino, la spiaggia Narucci, che abbiamo descritto precedentemente, dalla quale è separata da una piccola e particolare scogliera modellata dal vento.

La difesa di questo tratto di costa dalla speculazione edilizia

Le spiagge di questo tratto di costa sono uniche. Si raggiungono con un lungo viaggio lungo una strada stretta, tutta curve e tornanti, salite e discese, e dopo il lungo viaggio, quando si arriva sulla costa, ci si sente sbalzati in un paesaggio incontaminato, al di fuori dal tempo, insieme ai pochi altri turisti che hanno avuto il coraggio e la costanza di affrontare questo lungo viaggio. È questo il loro fascino, speriamo che venga conservato intatto, nonostante i molti tentativi di deturpare uno degli ultimi angoli di paradiso. Il pericolo della cementificazione della costa rimane sempre in agguato. Attenta, invece, alla difesa delle produzioni locali ed alla salvaguardia delle tradizioni è una parte della nuova imprenditoria sarda, rappresentata tra gli altri da Renato Soru cui si deve la creazione di Tiscali, il grande provider Internet. È del 29 settembre 2003 l'annuncio dell'acquisto da parte di Soru della costa di Funatanazza e Scivu, un'area classificata come sito d'importanza comunitaria sulla base della Direttiva Habitat (43/92) della CEE, per difenderla da un progetto di sfruttamento turistico che ne avrebbe distrutto le peculiarità paesaggistiche. Una iniziativa, la sua, approvata dal WWF che la ha definita coraggiosa e di esempio per le amministrazioni pubbliche deputate alla conservazione e alla gestione delle risorse naturali dell'Isola.

Proseguiamo il nostro viaggio verso Capo Pecora

La costa prosegue verso Capo Pecora, il promontorio che chiude a sud la costiera di Arbus, dove si trovano le ultime spiagge di questa costiera, raggiungibili via mare, o attraverso un lungo viaggio che ci porta dal Medio Campidano nella Provincia di Carbinia Iglesias.

Tornati a Bau, prendiamo a sinistra, e raggiungiamo, dopo quattro chilometri e mezzo, la Miniera di Gennamari, di cui abbiamo già parlato. Questo giacimento venne scoperto già in età romana, ma, dopo un lungo periodo di oblio, è stato riscoperto da un fabbro di Arbus nel 1829. Proseguendo per un altro chilometro e mezzo, la strada si va a immettere sulla statale SS126 Sud Occidentale Sarda, che proviene da Arbus, e la seguiamo verso destra, in direzione di Fluminimaggiore. Dopo poco più di sei chilometri e mezzo, deviamo sulla destra in direzione del mare, che raggiungiamo dopo sette chilometri all'altezza di Portixeddu, che si trova in Provincia del Sud Sardegna Iglesiente, e che descriveremo, quindi, in una prossima pagina. Da Portixeddu, possiamo, però, raggiungere le ultime spiagge appartenenti al territorio di Arbus, che si trovano sulla costiera di Capo Pecora, il promontorio che raggiungiamo dopo circa quattro chilometri.

La piccola Cala di Guardia de Is Turcus

Arrivati alla spiaggia di Portisceddu, proseguendo sulla strada Provinciale, dopo circa tre chilometri, alla fine di una curva, si trova una stradina sterrata, sulla sinistra, che conduce alla piccola Cala di Guardia de Is Turcus, una piccola insenatura a carattere roccioso, chiusa da una piccola scogliera alle spalle, sulla quale si sviluppa abbontante la macchia mediterranea, e che, proseguendo, porta alla scogliera ed al promontorio di Punta Guardia de Is Turcus. All'interno della piccola insenatura si trova la spiaggia di Guardia de Is Turcus.

Nell'insenatura della Cala di Guardia de Is Turcus, si trova la spiaggia di Guardia de Is Turcus, con un litorale formato principalmente da ciottoli levigati di colore grigio, che si affaccia su un mare che si presenta come una bellissima distesa lucente, di un colore tra il verde smeraldo e l'azzurro intenso. Ha un fondale roccioso, con ciottoli levigati nella parte iniziale. La spiaggia e scarsamente frequentata anche in alta stagione, e su essa non sono presenti servizi.

La spiaggia di Masoni Brandi

Proseguendo sulla strada Provinciale, poco più di cento metri più avanti della deviazione per la piccola Cala di Guardia de Is Turcus, si trova un'altra stradina sterrata, sulla sinistra, che conduce alla spiaggia di Masoni Brandi.

La spiaggia di Masoni Brandi è costituita da un arenile abbastanza lungo, formato principalmente da ciottoli levigati grigiastri, con la presenza di sabbia a grani molto grossi, affacciato su un bellissimo mare trasparente, di un colore verde smeraldo, caratterizzato da un fondale ciottoloso e basso. Sono presenti scogli, affioranti dal mare, che rendono il paesaggio ancora più suggestivo, e si possano ammirare arbusti ed alberi a ridosso dell'arenile, circondato dalla macchia mediterranea. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La spiaggia di Corrulongu

Occorre, quindi, procedere sempre dritti sino alla fine della strada Provinciale, che termina dopo circa 750 metri. Qui, alla sinistra della strada, si trovano le stradine sterrate che portano alla spiaggia di Corrulongu, l'ultima posta nel versante sud di Capo Pecora.

La spiaggia di Corrulongu è costituita da un arenile lungo poco meno di cinquecento metri, costituito da un fondo ciottoloso di colore grigio, interrotto qua e là, da rocce e sabbia di colore ambrato e a grani grossolani, che si affaccia su un mare di un colore verde cangiante, e con il fondale roccioso e basso. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Sull'estremità occidentale della spiaggia, tra le rocce, e facile riconoscere la sagoma della testa di una pecora, che come e noto, da il nome alla località di Capo Pecora, che in lingua sarda viene indicata con il nome di Corru Longu.

Proseguendo raggiungiamo il promontorio di Capo Pecora

La località di Capo Pecora e situata nella costa occidentale della Sardegna, e coincide con l'estremo sud della costiera di Arbus. Al termine della strada Provinciale che abbiamo percorso finora, partono viottoli che conducono fino all'estremità del promontorio, che prende il nome dalla sagoma della testa di una pecora, che si trova proprio sul promontoio.

Il promontorio di Capo Pecora visto da sudÈ caratterizzato da una bassa scogliera ondulata di colore chiaro, alternata da calette formate principalmente da ciottoli levigati di colore grigio chiaro, che arrivano sino all'acqua. Sono presenti anche piccole porzioni sabbiose, con sabbia ambrata a grani grossi. Il mare cristallino presenta trasparenze e colori entusiasmanti, e si può ammirare il mare di un colore verde smeraldo e azzurro cangianti, con un bellissimo fondale roccioso. Non e presente alcun servizio in queste località.

L'insenatura di Portu Tramatzu chiamata anche Baia delle Uova con la spiaggia di Su Tramatzu

Arrivati alla spiaggia di Portisceddu, proseguiamo sino alla fine della strada Provinciale, e da lì ci dirigiamo verso destra, ossia a nord, per circa ottocento metri. Qui troviamo, alla sinistra, l'insenatura di Portu Tramatzu, chiamata anche Baia delle Uova, una bella baia rocciosa posizionata sul versante settentrionale del promontorio di Capo Pecora, delimitata agli estremi da una scogliera a picco sul mare sormontata dalla macchia mediterranea, all'interno della quale si trova la spiaggia di su Tramatzu.

Nell'insenatura di Portu Tramatzu, chiamata anche Baia delle Uova, si trova la spiaggia di su Tramatzu, con un arenile caratterizzato da ciottoli levigati di medie dimensioni, di colore grigio, somiglianti a delle uova, affacciato su un mare di un colore tra il verde e l'azzurro, con un fondale ciottoloso, nel quale sono presenti scogli, sia in mare che sulla spiaggia. Scarsamente frequentata, anche nei mesi estivi, è una spiaggia molto quiete e tranquilla, nella quale non sono presenti servizi.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, per visitare del principali località dell'interno del Monreale, chiamato anche Campidano di Sanluri, da Terralba prendiamo in direzione sud. Dopo una deviazione che ci porta a visitare Pabillonis, ci rechiamo verso Guspini e ad Arbus. Da Guspini proseguiamo per Gonnosfanadiga e Villacidro, dove vediamo le splendide cascate, e ci rechiamo infine a San Gavino Monreale.


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