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La Gallura meridionale da Loiri fino a Padru con una deviazione a Berchiddeddu


immagineIn questa tappa del nostro viaggio proseguiremo la visita della Gallura interna meridionale. Usciti da Olbia prenderemo la SP24 verso Loiri Porto San Paolo per proseguire poi a Berchiddeddu e quindi a Padru.

 

Siti storici ed archeologici lungo la SP24 verso Loiri

Dal centro di Olbia, al termine del corso, prendiamo sulla sinistra la via Mameli che diventa poi via Roma. Lasciato sulla destra il cimitero proseguiamo in via Venafiorita che più avanti diventa la SP24 che porta a Loiri.

Dopo tre chilometri, passato il rio Oddone, un cartello segnala sulla destra una fattoria romana dell'età repubblicana, costruita intorno al 130-120 a.C. ed abbandonata intorno al 70-80 d.C. Al centro si trovano i resti della villa padronale, di quattro stanze, che si doveva sviluppare su due piani. Ad est dell'ingresso si trova un edificio adibito alla macinazione del grano e alla cottura del pane. Ad ovest sono presenti due cisterne, con un ampio vano probabilmente per la lavorazione di vino ed olio. Nella fattoria sono presenti altri ambienti, che vengono indicati come magazzini. Gli scavi hanno portato alla luce, tra l'altro, un grande blocco di granito sul quale è scolpito a rilievo il simbolo della dea punica Tanit, a testimoniare come in piena età romana la fattoria si trovasse ancora sotto la protezione di una divinità punica. Il reperto si trova nel Museo Archeologico di Sassari.

Tornati sulla SP24 per Loiri, poco più avanti, a 3,3 chilometri da Olbia in regione Casteddu, si trovano i resti del castello di Pedres o Castel Pedreso. Di questo castello si hanno notizie scritte tra il 1296 ed il 1388, e si ritiene sia stato edificato a difesa dell'entroterra da maestranze pisane quando a dominare nel Giudicato di Gallura era la famiglia Visconti. Un tempo era costituito da due piazzali cinti da mura e torri; purtroppo della costruzione rimangono soltanto parte della torre alta oltre 10 metri. Restaurato di recente, è stato reso possibile l'accesso attraverso dei gradini ricavati nelle rocce che portano fino in cima alla rocca di granito sulla quale sorge la torre. Da qui quale si domina tutta la costa a sud della città ed è possibile ammirare un panorama mozzafiato che spazia dal mare alla montagna.

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Proprio sotto il castello troviamo la ben conservata tomba dei giganti di Su monte 'e S'Ape, che con la sua lunghezza di oltre 28 metri è la più grande della Sardegna. È probabilmente da mettere in relazione con il nuraghe Casteddu, che si trova a circa 400 metri di distanza. All'ingresso della tomba, in corrispondenza del centro del cerchio di betili che delimitava l'esedra, era presente la stele, una grande lastra verticale con un portello, della quale in questa tomba però non resta traccia. Si ritiene che la struttura dell'esedra sia stata realizzata successivamente intorno ad una originaria tomba a galleria.

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Seguendo la SP24 arriviamo a Loiri Visualizza la mappa

LoiriInformazioni turistiche Per visitare Castel Pedreso abbiamo percorso la SP24. Proseguendo lungo questa strada, a 11 chilometri da Olbia raggiungiamo Loiri Porto San Paolo (nome in lingua Loèri, nome gallurese Lòiri Poltu Santu Paulu, metri 105, abitanti 2.273), un paese sviluppatosi intorno a un piccolo stazzo di pastori e divenuto comune autonomo dopo essersi staccato nel 1979 da Tempio Pausania. Conserva nel suo nome anche quello di Porto San Paolo, centro turistico sorto intorno a un villaggio di pescatori nel luogo dove secondo la leggenda sarebbe sbarcato San Paolo al rientro del suo viaggio di evangelizzazione in Spagna. Leggenda della quale abbiamo parlato quando abbiamo raccontato la storia del santuario di San Paolo a Monti. Visiteremo la parte turistica del comune, Porto San Paolo, nella prossima tappa, quando percorreremo la costa a sud di Olbia.

Berchiddeddu Visualizza la mappa

Informazioni turistiche A sei chilometri da Loiri troviamo Berchiddeddu, una piccola località inserita in un bel contesto ambientale, sede di diversi agriturismo. A nord si trovano terreni adibiti all'agricoltura e al pascolo, mentre a sud il territorio è piuttosto accidentato e ricoperto di macchia mediterranea. Berchiddeddu è una frazione di Olbia, dalla quale dista però nel tratto più vicino 15 chilometri, senza tuttavia continuità territoriale in quanto delimitato dai comuni di Alà dei sardi a sud-ovest, di Monti a ovest, di Loiri a nord e ad est, di Padru a sud.

Subito dopo le ultime case della frazione Trainu Moltu, una stradina in salita ci porta alla piccola chiesa di Santu Tummeu, ossia la chiesa di San Tommaso, circondata da olivastri e querce secolari. Sulla piazza antistante svetta un leccio secolare con il tronco di 3,5 metri di circonferenza. Era la parrocchiale di un borgo medioevale del quale restavano tracce ancora in epoca aragonese, edificata non distante da un castello giudicale che dominava dall'alto del monte il borgo sottostante. Ha la facciata con un architrave molto semplice ed una porta rettangolare. Sopra l'architrave è presente un rosone con motivi floreali stilizzati a formare una croce greca, detto rosone di Santa Caterina. L'interno ha tre navate separate, ed un un tetto a due spioventi sorretto da tronchi di ginepro. La chiesa era importante dato che godeva del diritto d'asilo, ossia dava immunità ai ricercati dalla giustizia che si fossero rifugiati dentro le sue mura; diritto di asilo che durò per tutto il medioevo ed ancora in epoca aragonese, fino al 1870.

Da Loiri raggiungiamo Padru Visualizza la mappa

PadruInformazioni turistiche Proseguendo sulla SP24 per 10 chilometri, arriviamo a Padru (nome gallurese Patru, metri 304, abitanti 2.121), grosso villaggio agropastorale posto al centro di una conca ricca di sorgenti e di vegetazione, prevalentemente macchia mediterranea. Da Padru la SP24 prosegue verso sud e dopo 18 chilometri si immette sulla SS389 proveniente da Monti per Alà dei sardi e Buddusò.

Nei dintorni di Padru troviamo il santuario di Sant'Antonio da Padova. Presso questa chiesa campestre, la seconda domenica di giugno si tiene la festa di Sant'Antonio, con la processione, la messa presso la chiesa campestre, e infine il pranzo a base di carne offerto a tutti i presenti.

Nella periferia del paese si trovano i resti dell'antica chiesa campestre di Santu Miali, chiesa di San Michele Arcangelo, che era stata l'antica parrocchiale. A causa del lento spostamento dell'abitato, oggi la chiesa è divenuta la cappella cimiteriale. L'edificio, ottocentesco, è un eccellente esempio di architettura rurale sarda, del tutto simile all'abitazione di un pastore o di un contadino. Sotto le fondamenta della chiesa, non distante dai resti di una tomba romana, si è trovata una tomba medioevale con all'interno un sarcofago in pietra ancora integro che conteneva le ossa di quello che, secondo la leggenda, dovrebbe essere proprio Santu Miali, che sarebbe stato sepolto nel luogo dove poi fu edificata la chiesa. Sulle ossa, che si ritengono di qualche importante personaggio medievale, sono tuttora in corso esami medico-scientifici per fornirne una esatta datazione ed ogni possibile informazione di tipo antropologico. Durante gli scavi per portare alla luce la necropoli, sotto l'altare della chiesetta è stato rinvenuto il tesoro di Santu Miali, un ingente tesoro costituito da ben 3.500 genovini d'argento. I genovini erano monete minute che vennero coniate dalla repubblica di Genova nel periodo tra il 1100 e il 1300. Si ritiene che questo tesoro sia stato depositato sotto l'altare verso il 1200, quando la costa orientale della Sardegna subiva gli attacchi dei pirati saraceni.

Presso i ruderi della chiesetta di San Michele Arcangelo, gli archeologi hanno portato alla luce quella che fu allora ritenuta una grande necropoli costituita da 20 dolmen. Sarebbe stata una scoperta molto importante, in quanto si sarebbe trattato dell'unica necropoli di dolmen mai rinvenuta in tutta la Sardegna. Successive ricerche, ed in particolare gli scavi archeologici iniziati nel settembre 2002, hanno però accertato che non si trattava di dolmen, ma di tombe tardo romane. Erano tombe messe in opera con il lato più lungo a vista, dette per questo tombe ad ortostati, e questa caratteristica insolita aveva determinato la loro interpretazione come dolmen. Si tratta di una tipologia di tombe romane assai rara e sono le uniche ritrovate sino ad ora in Sardegna. Sotto le fondamenta della chiesa è stata rinvenuta anche una tomba romana che si ritiene antecedente rispetto alla necropoli ad ortostati.

Non lontano dalla chiesetta di San Michele, presso i resti di una chiesetta Romanica dedicata a Santa Lucia, sono stati trovati i resti di una grande villa rustica del periodo tardo romano. Le indagini archeologiche condotte nell'area di Santu Miali non hanno finora riguardato questa villa romana.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio ci sposteremo sulla costa ed andremo a visitare le spiagge a sud di Olbia, iniziando da quelle della costa verso sud fino a Capo Ceraso, Porto Istana ed alla Costa Corallina, per scendere lungo la costiera di Loiri Porto San Paolo fino a Punta Molara.

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