
Vota il nostro sito: 
I nostri suggerimenti: 
| La costa a sud di Olbia e la costiera di Porto San Paolo con le isole Tavolara e Molara
In questa tappa del nostro viaggio ci sposteremo sulla costa ed andremo a visitare le spiagge a sud di Olbia. Inizieremo da quelle della costa verso sud, fino a raggiungere Capo Ceraso, Porto Istana ed alla Costa Corallina. Scenderemo poi lungo la costiera di Loiri Porto San Paolo fino a Punta Molara. Vedremo anche le isole Tavolara e Molara.
Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina. Le spiagge lungo la costa a sud di Olbia  Ci rechiamo a visitare le spiagge a sud di Olbia uscendo dalla città lungo la SS125 Orientale Sarda e dirigendoci verso sud in direzione di Siniscola. La strada supera il Rio Padrogianu e attraversa un vasto complesso di stagni di grande interesse naturalistico. 
Arrivati a 5,5 chilometri da Olbia, svoltiamo a sinistra e prendiamo la strada che ci porta verso il mare. Dopo un chilometro e mezzo attraversiamo il complesso turistico del Lido del Sole. Percorso meno di un chilometro di strada bianca, sempre tra gli stagni, raggiungiamo la Spiaggia del Lido del Sole. Si tratta di un arenile forse non bellissimo, utilizzato anche come punto di rimessaggio dei gommoni e delle piccole imbarcazioni degli olbiesi data la sua vicinanza alla città.

Ritornati sulla Orientale Sarda, a 6,5 chilometri da Olbia svoltiamo a sinistra e, dopo 1,2 chilometri, arriviamo alla Spiaggia delle Vecchie Saline, una delle più frequentate dagli olbiesi sin dagli anni cinquanta. La raggiungiamo oltrepassando a piedi un ponticello, che ci permette di camminare sopra gli stagni e le ampie saline che circondano la lunga Spiaggia sabbiosa. 
Nel tratto di costa tra la foce del fiume Padrongianus e Capo Ceraso, uno dei tratti più belli della costa orientale della Sardegna, era in progetto la realizzazione di un grosso insediamento turistico battezzato Costa Turchese, che prevedeva una grande colata di cemento sulla costa, 525.000 metri cubi di cemento su 450 ettari, 385 ville, due alberghi da 400 posti letto, 995 appartamenti in residence, 120 in multiproprietà, 30 negozi, un centro commerciale, un campo da golf e 400 posti barca. Il tutto a meno di 300 metri dalla costa. Era prevista anche la realizzazione di un canale navigabile largo 3 metri e profondo 4 metri per collegare il mare con un porticciolo da realizzare all'interno con il taglio in due della Spiaggia, su una zona umida oggi tutelata che sarebbe stata destinata quindi a scomparire con tutto il suo ricco patrimonio di biodiversità, producendo inoltre un grave danno alle rotte della fauna avicola che oggi vi sosta nel corso delle sue migrazioni. Il progetto era stato portato dall'amministrazione comunale di Olbia all'approvazione del Consiglio, e contro di esso si stava mobilitando chi era sensibile alla tutela dei valori ambientali perché non prevalessero gli interessi specifici di imprenditori privi di scrupoli e di amministratori locali compiacenti. L'approvazione definitiva della legge salva coste con il Piano Paesaggistico Regionale, il cinque settembre 2006, ha poi bloccato il progetto dell'insediamento turistico di Costa Turchese. Speriamo che con il cambiamento del governo regionale non ci siano futuri ripensamenti. |
Il promontorio di Capo Ceraso  Nel 2009 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 vele alla costa di Olbia, nella quale le spiagge maggiormente consigliate sono quelle di punta Capo Ceraso. Proseguendo verso sud sempre sulla SS125 arriviamo al promontorio granitico di Capo Ceraso. Da qui iniziamo a visitare le spiagge della sua costiera settentrionale.
A 9,2 chilometri da Olbia giriamo a sinistra, al bivio per Porto Istana. Dopo 500 metri prendiamo a sinistra verso Punta Ceraso, dopo un chilometro nuovamente a sinistra e dopo meno di 500 metri arriviamo alla Spiaggia di Marina Maria, con una sabbia a grana media nella quale si trovano molti piccoli gusci di conchiglie, anch'essa circondata da stagni e ampie saline. 
Dopo aver preso a sinistra verso Punta Ceraso, percorriamo la strada per 2,2 chilometri, qui svoltiamo a sinistra seguendo la freccia per Li Cuncheddi e prendiamo la strada che porta all'albergo omonimo. Superato l'albergo dopo 800 metri arriviamo alla Spiaggia di Li Cuncheddi, sabbiosa e con calette rocciose, circondata da macchia mediterranea.

Per arrivare a Capo Ceraso, invece di prendere la strada che porta all'albergo Li Cuncheddi dobbiamo proseguire dritti. Già lungo la strada si vedono le cale e spiaggette di Capo Ceraso. Poi al termine della strada lasciamo la macchina in uno spiazzo e da qui piedi dopo 250 metri raggiungiamo la punta di Capo Ceraso.

Per visitare la costa meridionale del promontorio di Capo Ceraso dobbiamo ritornare alla svolta a 9,2 chilometri da Olbia per Porto Istana. Qui invece di girare dopo 500 metri per Punta Ceraso proseguiamo dritti. Dopo 2,3 chilometri arriviamo alla Spiaggia di Porto Istana, una Spiaggia sabbiosa tra la macchia mediterranea ben attrezzata e molto frequentata perché collegata a Olbia con un ben organizzato servizio di pullman.

Tornati sulla SS125, a 11,3 chilometri da Olbia una deviazione ci porta verso la Costa Corallina, così detta per il colore rosso delle sue rocce e della sua sabbia. La strada ci offre una bella vista dell'insenatura di Porto Istana, mentre sullo sfondo cominciamo a intravedere l'alto massiccio calcareo dell'isola Tavolara che descriveremo meglio più avanti. La deviazione per la Costa Corallina prosegue lungo il mare e dopo 800 metri ci porta alla Spiaggia della Costa Corallina, sabbiosa e immersa tra la macchia mediterranea.

Il grande massiccio calcareo dell'isola Tavolara   Guardando verso il mare, sullo sfondo si staglia l'alto massiccio dell'isola Tavolara, che possiamo raggiungere con barconi partendo dalla Spiaggia di Porto San Paolo che descriveremo più avanti. È una vera montagna calcarea, diversa quindi dalla vicina isola Molara che è invece granitica. Spunta dal mare con i suoi 560 metri di altezza, larga un chilometro e lunga quattro chilometri, con alte rocce che cadono a picco nel mare ed un arco naturale chiamato Arco di Ulisse. La parte orientale è soggetta a servitù militare e non è quindi visitabile, mentre è facilmente accessibile la costa occidentale, dove si stende la striscia di terra portata dalle correnti e detta Spalmatore di Terra, nella quale è presente anche il porticciolo.
Ogni anno, a luglio, l'isola ospita l'ormai celebre Festival del cinema italiano denominato «Una Notte in Italia», un festival piccolo, con un budget ristretto, non competitivo. Come scrive il sito dedicato al festival, ci sono almeno due buone ragioni per amare la rassegna che si svolge a Tavolara. Prima di tutto è naturale e non edulcorata: difficile scordare la luna che splende sopra ogni ritorno in barca nella notte fonda, con il cinema ancora nel cuore e lo schermo che diventa piccolo nel buio. E poi per la bellezza un pò selvaggia, Tavolara consente - e ha consentito - al cinema italiano di incontrarsi davvero, senza formalità e discorsi, chiacchierando di progetti che sarebbero nati da lì a poco. Sognando insieme. |
Sull'isola Tavolara troviamo il ristorante da Tonino, gestito da Tonino Bertoleoni, che si considera con il nome di Carlo II l'ultimo erede del regno di Tavolara. Nel 1807, provenendo da Genova su una piccola nave da diporto, un certo Giuseppe Bertoleoni, dopo aver lasciato parte del nucleo familiare nelle isole di Santa Maria e Soffi nell'arcipelago de La Maddalena, approda sull'isola di Tavolara, dove costruisce un'abitazione con il forno per il pane e recinge con pietre un tratto di terra per l'orto. Vi stabilisce la propria dimora, autoproclamandosi re di Tavolara. Nel 1815 a Tavolara approda, in una notte di tempesta, Gioacchino Murat. Nel 1839 Carlo Alberto, in visita ad Olbia, si reca per una battuta di caccia a Tavolara, e si racconta che Paolo Bertoleoni, figlio di Giuseppe, chiedesse all'ospite appena sbarcato chi fosse. E che, alla sua risposta di essere il Re di Sardegna, gli si sarebbe presentato a sua volta dicendogli: «E io sono il Re di Tavolara». Carlo Alberto soggiorna per tre giorni e tre notti, in casa Bertoleoni. Alla sua partenza, ricevuto per ricordo come trofeo la testa di una capra dell'isola con i denti del colore dell'oro, Carlo Alberto saluta Paolo Bertoleoni tranquillizzandolo sul suo diritto a restare sull'isola con le parole: «Tu non dovrai più preoccuparti. Nomino te, Paolo Bertoleoni, re dell'isola. I tuoi figli saranno principi e le tue figlie le signore del mare». A seguito di questa amichevole «incoronazione», Paolo Bertoleoni fa dipingere uno stemma regale sulla facciata della propria casa e fa costruire un piccolo cimitero con corone incise sulle lapidi. Si racconta anche di una pergamena inviata dalla Prefettura di Sassari a conferma di questa nomina, che però è andata perduta. Quando Paolo porta su Tavolara un'altra famiglia che ha su un'altra isola, il governo Italiano tenta di processarlo per bigamia ma non vi riesce per via del titolo nobiliare. L'annessione di questo Regno a quello d'Italia non è stata mai ufficializzata, anche se solo il Regno Unito ne riconobbe la sovranità, quando nel 1900 la regina Vittoria inviò a Tavolara il bastimento «Vulcan» della Royal Navy per documentare la storia del nuovo regno, tanto che ancora oggi nel museo di Buckingham Palace, nella collezione di ritratti delle famiglie reali di tutto il mondo, è conservata la foto della famiglia reale di Tavolara e sotto la foto vi è la dicitura: «La famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il più piccolo regno del mondo».
Tutta la storia di questo regno è strettamente legata a quella delle famose capre dai denti d'oro di Tavolara. In uno studio del '500 si accenna alla presenza sull'isola di capre selvatiche dalle lunghe corna, delle quali però non rimangono esemplari. Oggi a Tavolara vivono capre di tre diversi gruppi. Sembra certo che Giuseppe Bertoleoni vi abbia portato una capra di piccola taglia proveniente dalla Corsica, con mantello camosciato a pelo corto, con corna corte o addirittura prive di corna. Intorno al 1870 vengono portate sull'isola, probabilmente dal Monte Alà, capre di taglia più grande, con mantello bianco a pelo lungo, con corna più lunghe. E tra il 1870 ed il 1920 vi vengono introdotte capre e becchi di tipo maltese. Le 350-400 capre che oggi vivono a Tavolara discendono da quelle abbandonate a metà anni sesSanta dagli abitanti dell'isola quando, a seguito della costruzione della base militare, si trasferirono sulla terraferma. I Bertoleoni in primavera lasciavano le capre allo stato brado; poteva quindi capitare che qualche capra si allontanasse dal gruppo e si reinselvatichisse, così come era probabile l'accoppiamento di capre domestiche con quelle reinselvatichite. E quindi in autunno, al rientro delle capre dalla montagna, era possibile trovare nel branco alcuni capi sconosciuti, probabilmente selvatici o incroci tra selvatici e domestici. Sembra che gli animali estranei fossero caratterizzati dagli occhi gialli e mostrassero, a differenza di quelli domestici, una patina dorata che ricopriva la dentatura, o una colorazione dorata dello smalto. Su questa particolarità sono state avanzate diverse ipotesi: più che una caratteristica genetica, sembra più probabile ciò sia dovuto all'alimentazione con un qualche vegetale endemico dell'isola, ma la risposta richiederebbe rilievi diretti ed analisi finora mai compiuti. L'isola Molara  Un poco più a sud dell'isola Tavolara, possiamo ammirare l'isola Molara, un grande scoglio di natura granitica dalla forma rotondeggiante, con una abbondante bassa vegetazione. La quota massima si raggiunge a Punta la Guardia, 155 metri sul mare. Sulla costa dell'isola numerose calette con spiagge, alcune sabbiose e altre con piccoli ciottoli. L'isola è popolata da castagni, lecci, cisti, lentischi giganti, olivastri, ginepri e da graniti tafonati. Sull'isola si trovano anche i resti di una antica comunità medievale scomparsa attorno al XVI secolo, oltre ai resti di una torre del periodo giudicale, ed ai ruderi della piccola Chiesa romanica di San Ponziano, raggiungibile con un sentiero da Cala di Chiesa o da Cala Spagnola, gli arenili dell'isola.
Accanto a Molara si trova Molarotto, un'isoletta rocciosa con una superficie di poche decine di metri quadri, dove è presente una lucertola del colore della roccia unica al mondo, la «Lacerta Tiliguerta Ranzii». La costiera di Loiri Porto San Paolo  A sud della Costa Corallina si sviluppa la costiera di Loiri-Porto San Paolo. Loiri è un paese sviluppatosi intorno a un piccolo stazzo di pastori e divenuto comune dopo essersi staccato da Tempio Pausania. Conserva nel nome anche quello di Porto San Paolo, centro turistico sorto intorno a un villaggio di pescatori nel luogo dove secondo la leggenda sarebbe sbarcato San Paolo al rientro di un suo viaggio di evangelizzazione in Spagna. Leggenda della quale abbiamo parlato quando abbiamo raccontato la storia del Santuario di San Paolo a Monti. Le prime case di Porto San Paolo, frazione turistica di Loiri, si trovano sulla SS125 a 14,2 chilometri da Olbia. Presa la deviazione sulla sinistra verso il mare, dopo 400 metri arriviamo alla parte del paese sviluppatasi sulla costa, che si affaccia sulla Spiaggia di Porto San Paolo.

Tornati sulla SS125, 500 metri più avanti troviamo, nei pressi di un complesso turistico, la deviazione per la Costa Dorata. Percorsi 700 metri arriviamo al parcheggio, dal quale dopo 200 metri raggiungiamo la Spiaggia di Costa Dorata, caratterizzata da diverse insenature tra le rocce e spiaggette. Di fronte sporge del mare quello che resta di un barcone affondato. Alla Spiaggia di Costa Dorata arriviamo anche da un secondo ingresso più avanti sulla statale.

Sempre dalla SS125, poco più avanti troviamo la prima indicazione per Porto Taverna e percorsi 800 metri arriviamo al parcheggio della Spiaggia di Porto Taverna, una lunga striscia di sabbia tra gli stagni e il mare, ben attrezzata. Sulla collina a ridosso di Porto Taverna, in località Lu Nibareddu, si trovano significative strutture turistiche.

A sud di Porto Taverna si sviluppa il promontorio di Capo di Coda cavallo, che appartiene al territorio di San Teodoro e che visiteremo nella prossima tappa del nostro viaggio. La prossima tappa del nostro viaggio | Nella prossima tappa del nostro viaggio proseguiamo lungo la costa da Capo di Coda Cavallo verso sud per andare a visitare le spiagge di San Teodoro e Budoni, che appartenevano storicamente alla Provincia di Nuoro, ma sono state successivamente inserite nella Provincia di Gallura, rappresentando con i loro insediamenti turistici una logica prosecuzione delle località descritte in questa tappa. |  |
Tutte le foto e riprese sono state effettuate da privati a scopo amatoriale per uso personale e per motivi di studio, senza fini di lucro. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell'autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale pubblicato in assenza di apposita autorizzazione. Non è consentita la riproduzione delle foto e riprese di terzi, dei libri e di altro materiale. |

© Claudio de Tisi 2002-2010 Alcune foto di questa pagina sono state fornite dagli amici Claudio Baldissin e Sergio Nicolella.
|