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La Gallura interna da San Pantaleo fino ad Arzachena
Prima di proseguire verso la Costa Smeralda, effettueremo una deviazione nell'interno della Gallura. In questa tappa del nostro viaggio, usciremo da Olbia in direzione nord verso Palau per andare a visitare San Pantaleo, poi raggiungeremo Arzachena. Successivamente visiteremo i suoi siti archeologici, e quindi, passando per il Lago Liscia, arriveremo a Tempio Pausania, per proseguire verso la Piana dei Grandi Sassi o Valle della Luna.
San Pantaleo 
Usciamo da Olbia in direzione nord sulla SS125 verso Arzachena e Palau e dopo 7,2 chilometri svoltiamo a destra sulla SP73. Passati oltre la deviazione per Porto Rotondo arriviamo, prima di Portisco, al bivio per la SP94 della Costa Smeralda, ma proseguiamo invece a sinistra, sempre sulla SP73, andando in direzione di San Pantaleo, che raggiungiamo dopo 4,5 chilometri di una strada che, man mano che ci avviciniamo, diventa sempre più bella passando tra le alte rocce di granito tipiche della Gallura.

San Pantaleo è una pittoresca frazione di Olbia, interamente realizzata in puro stile gallurese nell'800 intorno a una chiesa campestre, divenuta parrocchia a partire dal 1895, e ad un piccolo stazzo sotto gli alti monti omonimi, culminanti nella Punta Mucrone, che si affacciano fino quasi sul paese. La chiesa era dedicata a San Pantaleo, il cui culto ha radici profonde in Sardegna, e che viene festeggiato ogni anno dal 27 al 30 luglio con spettacoli e danze tradizionali.

San Pantaleo rappresenta un piacevole luogo di villeggiatura per chi vuole evitare la confusione della costa. Ci possiamo muovere, infatti, da questa cittadina per visitare interno e coste della Gallura. Proprio ispirandosi allo stile gallurese che trova in San Pantaleo la sua più significativa espressione, è stata realizzata nella metà degli anni '60 l'architettura di Porto Cervo e più in generale delle diverse località della Costa Smeralda.

Visita di Arzachena 
  Superata San Pantaleo, seguiamo le indicazioni in direzione di Arzachena, e dopo 3,5 chilometri torniamo sulla SS125 proveniente da Olbia. Raggiungiamo quindi la città di Arzachena (nome in lingua Altzaghena, nome gallurese Alzachena, metri 83, abitanti 10.616), centro agricolo situato in una zona contornata da selvagge colline seghettate. Ha un territorio molto esteso che comprende tutta la costa da Olbia a Palau, con una fascia costiera di oltre 80 chilometri considerata fra le più belle del mondo, divenuta famosa per la magia dei luoghi e per i numerosi insediamenti turistici sviluppatisi a partire dagli anni '60, dei quali i più famosi sono quelli della Costa Smeralda. La regione è interessante anche per i numerosi resti preistorici.
La città inizia a svilupparsi nel '700 intorno alla piccola chiesa campestre di Santa Maria di Arzaghena, divenuta poi Santa Maria Maggiore, su iniziativa del governo Piemontese che la fonda allo scopo di ripopolare la Gallura e di ottenere l'assoggettamento della popolazione locale fino ad allora ostile nei confronti delle truppe occupanti. La città è abbastanza isolata, dato che dista dal capoluogo Tempio Pausania più di 40 chilometri ed anche Olbia, allora chiamata Pausania, e Palau sono difficilmente raggiungibili. Dopo la costruzione della nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve il villaggio si sviluppa rapidamente e nel 1920 il nome viene modificato da Arzaghena in Arzachena. La SS125 Olbia-Palau, costruita sei anni dopo, pone fine al suo isolamento, ma il vero sviluppo si ha solo dal 1962, quando un gruppo di imprenditori ed operatori turistici, sotto la guida dell'Aga Khan Karim, si riunisce nel Consorzio Costa Smeralda per sfruttare turisticamente le sue coste ancora incontaminate. Allora Arzachena aveva poco più di 4.000 abitanti ed oggi è diventata una città che ne conta più di 10.000.
Appena entrati in città, un poco in periferia verso est, incontriamo una grande e famosa roccia considerata quasi il simbolo della città, erosa a forma di fungo e detta appunto roccia del Fungo. Questo massiccio di granito per la sua insolita forma veniva chiamato dai Romani «Turubulus Maior» (fungo grande) ed è chiamato ancora oggi dalla popolazione locale monti Incappidatu (monte con il cappello). La scoperta, nei pressi della roccia, di reperti archeologici del periodo Neolitico porta a ritiene sia stato un ricovero per la popolazione in età prenuragica, che dall'alto del colle poteva dominare tutta la zona sottostante. Nei pressi della roccia sono stati individuati anche i resti di un villaggio nuragico.

Possiamo iniziare ora la visita del centro storico. Arzachena è un caratteristico centro gallurese interamente realizzato sul fianco di un colle. Il centro storico si sviluppa intorno alla piazza Risorgimento con la settecentesca parrocchiale di Santa Maria della Neve.
La parrocchiale di Santa Maria della Neve, del 1776, è caratterizzata da linee semplici e austere. Ha un portone centrale del 1902 su due ante in legno intarsiato. All'interno conserva due pregevoli acquasantiere in granito di Salvatore Scano detto Alaesu del 1885. Vi si possono ammirare un altare ligneo settecentesco con un bel crocifisso che veniva utilizzato il venerdì santo per la funzione scenica di «Su Scravamentu», ossia della deposizione dalla croce; ed una statua di Sant'Antonio da Padova regge in braccio un bambino. È di epoca successiva il caratteristico campanile realizzato con blocchi di granito, che domina dall'alto la piazza.

Su un colle a nord, nella parte alta del paese, domina l'abitato la chiesetta di Santa Lucia. Realizzata nel XVIII secolo presenta una struttura a tre navate, circondata da un bastione con davanti all'ingresso una piazzetta ed una suggestiva gradinata dalla quale è possibile ammirare tutto il paesaggio circostante.

Come in tutta la Gallura, anche qui viene coltivata principalmente uva di vitigno Vermentino. Vicino ad Arzachena, in località Capichera, si trova l'Azienda Vitivinicola Capichera, nata nei primi anni '20. L'attaccamento alla tradizione e l'amore per la terra si esprimono nell'etichetta dell'azienda, che rappresenta la vicina tomba dei giganti di Coddu Vecchiu, che visiteremo nella prossima tappa. La cantina produce vini DOCG di Gallura (Vermentino di Gallura Superiore Capichera, Vermentino Vendemmia Tardiva), nonchè alcuni Carignano (Assajè, Mantenghja) provenienti non solo dai vigneti tradizionali del Sulcis ma anche dai nuovi vigneti di Palau.
La prossima tappa del nostro viaggio
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Nella prossima tappa visiteremo i siti archeologici nel territorio di Arzachena, considerati tra i più importanti di tutta la Sardegna. |
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