bandieratitolo

 

pulsante_1 pulsante_2 pulsante_3 pulsante_4 pulsante_5 pulsante_6 pulsante_7

GalluraSassareseOristaneseMedio CampidanoSulcisCagliaritanoOgliastraNuoreseSardegnaStoriaSardegna Holiday

Provincie


 

Costeggiando il golfo di Arzachena da Baja Sardinia a Palau


Il nostro itinerarioDalla Costa Smeralda, in questa tappa del nostro viaggio andremo a visitare Baja Sardinia, quindi fiancheggeremo tutto il golfo di Arzachena con i suoi fiordi ed arriveremo a Palau, da dove proseguiremo con una visita all'arcipelago de La Maddalena.

Poltu Quatu Visualizza la mappa

immagineInformazioni turistiche Usciti dalla Costa Smeralda e proseguendo verso Baja Sardinia, passata la deviazione per Pitrizza arriviamo alla insenatura di Poltu Quatu (porto nascosto). Era un fiordo molto bello e sconosciuto, cui oggi è difficile accedere perché interamente occupato da grandi complessi turistici che ne hanno modificato in modo ormai irrimediabile l'aspetto. Nel fiordo naturale, ben protetto dai venti, è stato recentemente realizzato il porto, molto frequentato in alta stagione, conta 500 posti barca con i servizi in banchina. A Poltu Quatu, ci possiamo recare ad assistere a spettacoli vari, sono famose le serate allo Smailàs di Umberto Smaila, ma il risultato è che ci troviamo come se si fosse a Milano, non è più Sardegna.

Baja Sardinia  Visualizza la mappa

Informazioni turistiche Superato Poltu Quatu troviamo un bivio che a destra ci porta a Baja Sardinia, grande insediamento turistico in un'ampia baia di spiaggia rosata. Nella piazzetta troviamo il noto cocktail bar Barracuda. A Baja Sardinia sono anche presenti diversi locali alla moda, quali il Mamma Orsa, il Ritual, il Blues Cafè in località Baja Ruja. Proprio di fronte al paese si sviluppa la bella distesa sabbiosa di cala Battistone nota anche con il nome di spiaggia di Baja Sardinia.

immagine immagine immagine immagine immagine

Costeggiamo il golfo di Arzachena Visualizza la mappa

Al bivio verso Baja Sardinia prendiamo a sinistra la SP59 ed iniziamo a costeggiare il golfo di Arzachena, una stretta e lunga valle sommersa gallurese (ria) come il golfo di Olbia e quello di Cugnana. Si tratta di un vero fiordo, con coste molto belle.

Visualizza la mappa Scendendo verso sud, una deviazione sulla destra porta a cala Bitta. Si tratta di un'insenatura naturale, riparata dall'isolotto dei Mucchi Bianchi e dalla Punta di li Cossi, con le strutture turistiche affacciate direttamente sulla spiaggia. All'interno dell'insenatura si trova il molo in muratura del porticciolo turistico, di recente costruzione, con circa 200 posti barca ma senza pompa carburante, un pò esposto ai venti di maestrale e di tramontana.

Risaliamo la costa occidentale del golfo di Arzachena.

Percorsi circa sei chilometri sulla SP59, raggiungiamo il fondo del Golfo di Arzachena, qui deviamo a destra sulla SP166 che costeggia la parte finale del golfo. Poi, dopo due chilometri, prendiamo di nuovo a destra la SP13, percorrendo la quale iniziamo a risalire la costa occidentale del golfo di Arzachena che ci porterà fino a Palau.

Visualizza la mappa Informazioni turistiche Dopo due chilometri sulla SP13 raggiungiamo Cannigione. In origine era solo un borgo di pescatori, poi lo sviluppo della vicina Costa Smeralda lo ha trasformato in una località turistica, soprattutto per chi si voglia dirigere all'arcipelago de La Maddalena. Situato verso la chiusura del profondo golfo di Arzachena, il porto è costituito da una banchina in muratura e diverse banchine mobili. È un ottimo riparo per oltre 500 imbarcazioni, e con i pontili privati delle sue frazioni nell'alta stagione è in grado quasi di raddoppiare i posti barca. All'uscita di Cannigione in direzione Palau, ci troviamo immediatamente sulla spiaggia di Cannigione, di sabbia bianca finissima. Il lungomare di Cannigione costeggia diverse piccole baie che uniscono la spiaggia di Cannigione a quella di Laconia.

Visualizza la mappa Informazioni turistiche Proseguendo sulla SP13, poco fuori Cannigione troviamo le indicazioni per la sua frazione Laconia. La spiaggia è anch'essa di sabbia bianca, dominata da una pineta attrezzata di panche e da un prato sul quale si affacciano numerose ville.

Visualizza la mappa Informazioni turistiche Subito dopo Laconia una deviazione sulla destra per molo di Laconia ci porta, dopo 250 metri e un tratto a piedi, alla spiaggia dell'Isuledda di Cannigione, una lingua di sabbia a forma di mezzaluna che un piccolo promontorio sul mare separa da un'altra spiaggetta, con calette rocciose e macchia mediterranea. Seguendo la litoranea SP13 verso Palau,500 metri più avanti arriviamo in località Tanca Manna, dove possiamo lasciare la macchina e raggiungere dopo 250 metri a piedi le spiagge di Tanca Manna, una lunghissima striscia di sabbia con diverse calette rocciose tutta circondata da macchia mediterranea.

Entriamo nel comune di Palau

Riprendiamo la litoranea SP13 che lascia il comune di Arzachena ed entra in quello di Palau.

Passata Tanca Manna, poco più avanti inizia un litorale di oltre tre chilometri di spiaggia incorniciata dalla macchia mediterranea ed interrotta a tratti da piccoli scogli che delimitano cale e calette. La prima parte del litorale prende il nome di spiaggia di Mennena. Proseguiamo per altri 700 metri, qui lasciamo l'auto e raggiungiamo dopo 100 metri a piedi la spiaggia di Barca Bruciata (Balca Brusciata) che costituisce la parte centrale del litorale, anch'essa circondata da macchia mediterranea e con nei paraggi alcune piccole cale rocciose. L'ultimo tratto del litorale, prosecuzione della spiaggia precedente o raggiungibile anch'essa dalla strada dopo aver lasciato l'auto e percorso un breve tratto di sentiero a piedi, si chiama spiaggia de L'Ulticeddu o delle Piscine per la limpidezza e trasparenza dell'acqua riparata dagli scogli.

Informazioni turistiche Arrivati a quattro chilometri da Palau, troviamo sulla destra la deviazione per il golfo delle Saline con la spiaggia di Punta Saline, litorale sabbioso dietro al quale si sviluppa la macchia mediterranea. Vicino alla spiaggia si trova un campeggio.

Informazioni turistiche Circa 200 metri più avanti, ci immettiamo sulla SP123 vero destra. Dopo 100 metri svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per l'hotel capo d'Orso e dopo altri 650 metri arriviamo alla spiaggia di cala Capra, un litorale sabbioso con calette rocciose tra salici ed un bosco di eucalipti su una piccola penisola sovrastata dalla roccia dell'Orso.

Visualizza la mappa Informazioni turistiche Da qui una stradicciola porta fino a capo d'Orso, dove possiamo ammirare la Roccia dell'Orso, una roccia granitica alta 122 metri scolpita dagli agenti atmosferici che le danno la forma di la forma di un grosso orso accovacciato sulle zampe posteriori. La roccia era nota sin dall'antichità, quando essendo visibile da grandi distanze veniva utilizzata come punto di riferimento dai navigatori, come ricorda il geografo e astronomo alessandrino Tolomeo nel II secolo d.C. C'è anche chi sostiene che Omero abbia voluto ambientare in questo tratto di costa l'episodio dell'approdo di Ulisse nella terra dei Lestrigoni. Per la sua bellezza, è oggi il monumento naturale più visitato della Sardegna, dall'alto del quale si ha una splendida veduta della cittadina di Palau e di tutta la sua costa.

immagine immagine immagine

Palau Visualizza la mappa

immagineInformazioni turistiche Tornando indietro sulla SP123 in direzione ovest, raggiungiamo Palau. La cittadina di Palau (nome gallurese Lu Palau, metri 5, abitanti 3.438) è nata nell'800 come stazione ferroviaria della ferrovia a scartamento ridotto Sassari-Tempio-Palau per l'imbarco dei traghetti verso La Maddalena. Da vedere la via Nazionale che porta al Porticciolo Turistico ed il panorama verso la Maddalena dal colle di Baragge alle spalle dell'abitato. Il porto, esposto a grecale, è in grado di ospitare 300 imbarcazioni ed ha tutti i servizi in banchina. È anche il punto di attracco per chi visita La Maddalena, raggiungibile in circa un quarto d'ora di traghetto, e per un giro turistico di tutte le isole dell'arcipelago.

 immagine immagine

A est del centro di Palau, a 600 metri di distanza, troviamo la località Punta Nera dove è presente il camping baia Saraceno, nel quale è presente una zona della spiaggia naturista. Il campeggio non è specificamente riservato ai nudisti ma ha una zona della spiaggia (il camping si affaccia sul mare) riservata ai naturisti.

Descriveremo le spiagge a ovest di Palau tra due tappe quando, dopo una deviazione per visitare l'arcipelago de La Maddalena, riprenderemo il viaggio lungo la costiera che collega Palau a Santa Teresa di Gallura.

Archeologia nei dintorni di Palau

Per raggiungere la tomba dei giganti di Sajacciu, da Palau prendiamo la SP123 che porta sulla SS125 verso Olbia. Dopo poco meno di due chilometri prendiamo sulla destra la SS133 verso Santa Teresa di Gallura. A pochi chilometri dall'uscita del paese, in corrispondenza del ristorante Vecchia Gallura, svoltiamo a sinistra in una stradina asfaltata. Al primo bivio svoltiamo sulla destra seguendo le indicazioni per chiesa campestre di San Giorgio. Passata la chiesetta e superata una curva a destra, dopo pochi metri, in prossimità di una curva a sinistra, troviamo sulla destra un muretto a secco con una scaletta di legno che porta alla tomba. La tomba dei giganti Sajacciu è una delle più grandi della Sardegna, purtroppo mal conservata e in gran parte ricoperta dalla vegetazione. Possiamo vedere quasi esclusivamente i resti di una grande esedra con, adagiato sul terreno davanti ad essi, un grosso blocco trapezoidale in pietra decorato nella parte superiore con un fregio dentellato. Nulla rimane della camera funeraria che è stata completamente distrutta in età bizantina per costruirvi sopra una piccola chiesa della quale rimangono pochi resti. Sul lato destro dell'esedra, in prossimità della tomba dei giganti, si trovano i resti di una ampia capanna circolare.

Per raggiungere la tomba dei giganti Li Mizzani, da Palau seguiamo la stessa strada percorsa per la tomba di Sajacciu, solo che, al primo bivio della stradina asfaltata presa dopo il ristorante Vecchia Gallura, invece che a destra svoltiamo sulla sinistra. La strada discende, attraversa una valle, risaliti nel versante opposto dopo circa 4,5 chilometri raggiungiamo uno spiazzo con le indicazioni sulla destra. La tomba dei giganti Li Mizzani non è molto grande. Ha una esedra realizzata a filari, con al centro la stele monolitica centinata alta solo 2,8 metri e larga 1,5 metri, con il portello smussato verso l'interno e non verso l'esterno come accade nelle altre tombe, il che fa pensare che la stele sia stata innalzata al rovescio. La camera funeraria è lunga poco più di sette metri, realizzata a filari con una copertura a lastroni. Rimangono pochi dei filari che costituivano le pareti della camera funeraria, ed anche dei lastroni superiori ne rimangono oggi solo sette, perché la tomba è stata completamente depredata e parzialmente distrutta nei primi del '900 dai cercatori di tesori. Ha reso famosa questa tomba il suo magnetismo naturale, rilevato casualmente una diecina d'anni fa dal rabdomante Mauro Aresu, di Palau. Distesosi per riposarsi su una pietra della tomba, egli constatò la scomparsa dei dolori reumatici che lo affliggevano. Aresu ripeté i suoi esperimenti anche nelle aree archeologiche situate nei dintorni di Arzachena, in particolare nelle aree delle tombe dei giganti di Li Longhi e di Coddu Vecchiu, dove rilevò fenomeni analoghi. Anche in queste località, sia pure in forma minore, erano presenti forze in grado di lenire i dolori legati al sistema osseo e nervoso. Per il suo lavoro di cercatore d'acqua, Aresu utilizzava un ramoscello biforcuto, e constatò che in questi siti archeologici il ramoscello si agitava fortemente, sebbene nel sottosuolo non fossero presenti falde freatiche. Quindi Aresu avanzò l'ipotesi, esposta in due libri, che le forze presenti in questi siti, da lui indicate come linee magnetiche, fossero simili a quelle attivate dalla presenza dell'acqua: con la differenza che a quelle magnetiche sarebbe associato anche un potere terapeutico. Ciò spiegherebbe anche la sacralità associata a tali località e la loro scelta per la realizzazione delle tombe dei giganti. Dal momento della scoperta di Aresu, i turisti estivi si recano alla tomba di giganti di Li Mizzani in un flusso quasi continuo.

La prossima tappa del nostro viaggio

pagina precedente

Nelle prossime due tappe del nostro viaggio ci imbarcheremo da Palau ed andremo a visitare l'arcipelago de La Maddalena, riconosciuto nel 1998 dall'UNESCO come primo Parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo.

pagina successiva

 

Visione ottimale 1024x768. Tutte le foto e riprese sono state effettuate da privati a scopo amatoriale per uso personale e per motivi di studio, senza fini di lucro. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell'autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale pubblicato in assenza di apposita autorizzazione. Non siamo autorizzati a consentire la riproduzione delle foto e riprese di terzi, dei libri ed altro materiale pubblicato.

Valid HTML 4.01 Transitional


                          © Claudio de Tisi 2002-2009

Alcune foto in questa pagina sono state fornite dagli amici Alberto Gini e Sergio Nicolella