
| L'isola de La Maddalena, riconosciuta con tutto l'arcipelago dall'UNESCO come patrimonio dell'Umanità
In questa tappa del nostro viaggio ci imbarcheremo da Palau ed andremo a visitare l'arcipelago de La Maddalena, riconosciuto nel 1998 dall'UNESCO come primo Parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo. Partiremo dall'isola de La Maddalena, per visitare nella prossima tappa tutte le altre isole dell'arcipelago.
L'arcipelago de La MaddalenaL'arcipelago de La Maddalena è composto da 23 isole: le più grandi sono La Maddalena e Caprera. Le minori sono le isole Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Razzoli e Budelli. Le altre sono molto piccole o addirittura semplici scogli. Tranne La Maddalena e Caprera, le altre isole dell'arcipelago sono raggiungibili solo con imbarcazioni private e sono quasi del tutto disabitate. La storia dell'arcipelago de La Maddalena inizia da quando sono arrivati i primi abitanti. Sono, nel XII secolo, un gruppo di monaci Benedettini che si stabiliscono nell'isola di Santa Maria dove realizzano un convento nel quale vive oggi l'unico pastore dell'isola. Tra il ‘600 e il ‘700 vi arrivano sparuti gruppi di pastori e pescatori còrsi, e quindi mezzadri della famiglia Doria. Il primo centro abitato viene edificato tra cala Gavetta e cala chiesa. Nel 1767, per evitare rivendicazioni da parte dei Doria, i Savoia vi inviano una prima guarnigione militare e vi stabiliscono una base della marina sardo-piemontese. Nel 1793 le truppe franco-corse tentano la conquista della Sardegna attaccando Cagliari a sud e La Maddalena a nord, con al comando l'allora sconosciuto luogotenente colonnello Napoleone Bonaparte. Nel 1799 una flotta di 23 unità della marina di Napoleone salpa da Bonifacio, in Corsica, ed assalta La Maddalena. Nella prima giornata di assedio vengono sparate 5000 cannonate e 500 bombe di mortaio. Nella notte del 24 febbraio il nocchiere Domenico Millelire sbarca con un lancione, sei uomini e due cannoni nei pressi di Palau ed inizia a sparare sulla flotta francese ancorata in spazi ristretti e con scarse possibilità di manovra. La flotta si sposta, e Millelire sposta, con l'aiuto dei pastori, i cannoni continuando l'attacco, finché la flotta francese deve battere in ritirata. Si ricorda ancora oggi la sua vittoriosa resistenza alla flotta napoleonica. A La Maddalena trova asilo anche l'ammiraglio Nelson, che da qui coordina l'offensiva contro Napoleone. Solo nella prima metà dell'800 iniziano ad essere abitate le isole minori, e nel 1852, quando Santo Stefano è già sotto il controllo dei militari, Giuseppe Garibaldi acquista la parte settentrionale di Caprera dove stabilisce la sua residenza. Dopo la creazione del Regno d'Italia, la Marina Militare Italiana instaura nell'arcipelago il suo centro operativo, e da allora, intorno a cala Gavetta, vengono edificate le prime eleganti palazzine, l'Ammiragliato, le caserme che costituiscono il nucleo originario della città de La Maddalena. Nel 1996 l'arcipelago della Maddalena diviene il primo parco nazionale in Sardegna e viene incluso in numerose convenzioni internazionali, tra le quali il Santuario dei Cetacei ed il parco Geominerario sardo, che viene dichiarato nel 1998 dall'UNESCO il primo parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo. L'arcipelago è oggi un parco naturale, all'interno del quale sono previste diverse zone di tutela ambientale: la zona A, di riserva integrale, in cui non è consentita alcuna attività, nemmeno la semplice balneazione; la zona B, di riserva generale, nella quale è vietata la navigazione parallela alla costa, ma sono consentite la balneazione, la pesca con lenza da terra, il diving ossia l'attività esplorativa subacquea, nonché la navigazione e l'attracco sia pure solo in alcune zone specificatamente indicate dall'ente gestore; la zona C, di protezione parziale, nella quale sono consentite la pesca sportiva e professionale compatibili con le finalità dell'area, e sono consentite anche le attività nautiche sia pure con limiti e autorizzazioni previsti dall'ente gestore. Nella zona C sono comprese le aree più ampie del parco naturale. Insieme alla riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, il parco naturale de La Maddalena costituisce oggi un immenso parco marino Internazionale. L'isola de La Maddalena  L'isola de La Maddalena è la principale dell'arcipelago e ad essa appartiene l'unico centro abitato. Ha la forma di un triangolo isoscele ed è interamente granitica, il che ha consentito in passato una limitata coltivazione agricola soltanto in parte dell'area centro-meridionale. Nei 45 chilometri di coste, si trovano diverse insenature, cale e calette con piccole spiagge sabbiose immerse nella macchia mediterranea, delle quali alcune sono raggiungibili via terra, mentre altre solo via mare. Si raggiungono in un quarto d'ora di traghetto da Palau, con traghetti che partono ogni mezz'ora.
 La città La Maddalena (nome in lingua Sa Maddalena, nome gallurese A Madalena, metri 19, abitanti 11.653), sorta nel 1770 su un piccolo borgo di pescatori, è l'unica vera città di tutto l'arcipelago. Sbarcati dal traghetto, si notano subito le caratteristiche della architettura maddalenina, con i suoi larghi viali e i lunghi filari di palme, sui quali si affacciano graziose palazzine sette-ottocentesche. Le viuzze interne del centro storico ci ricordano quelle della riviera ligure.
 Arrivati al sbarco dei traghetti, dal lungomare si prende, svoltando sulla sinistra della stazione marittima, la lunga via Amendola e arriviamo al porto di cala Gavetta. È il porticciolo del centro urbano con pochi posti barca soprattutto in alta stagione, nel quale si vedono i panfili ormeggiati proprio accanto alle barche di pescatori. Cala Gavetta è anche la sede degli uffici che organizzano il giro delle isole. Nell'ansa destra della cala vediamo la colonna Garibaldi, eretta il quattro luglio 1907 a ricordo del primo centenario della nascita dell'eroe dei due mondi. 
Fiancheggia la cala via Oberdan, che dopo due traverse incrocia via XX Settembre, tra le strade più frequentate del centro storico. Presa sulla sinistra la via Ilva, arriviamo alla parrocchiale di Santa Maria Maddalena, edificata i stile barocco tra il '700 e l'800, dalla quale prendono il nome la città e l'isola. Proseguendo per via XX Settembre arriviamo in piazza Garibaldi, detta piazza Rossa per il colore della pavimentazione, sulla quale si affacciano lo storico Mercato Civico ed il palazzo del Comune, nel quale sono custodite una bomba napoleonica, la bandiera dell'eroico Domenico Millelire e molti ricordi di Giuseppe Garibaldi. Nel cimitero de La Maddalena riposa l'attore Gian Maria Volontè, morto nel 1994, che navigava solitario tra le isole e nel vento impetuoso dell'Arcipelago ed ha lasciato un documento olografo in cui esprimeva un desiderio: «Le ceneri del mio corpo al mare, tra Pecora e Caprera». Sulla pietra di granito è scritta una frase del poeta Paul Valery: «Le vent se léve, il faut tenter de vivre» ossia «Si alza il vento, bisogna tentare di vivere». Si effettua la visita dell'isola prendendo, all'uscita dal porto, a destra verso la piazza Comando, invece che a sinistra come abbiamo fatto per arrivare a cala Gavetta. Al centro della rotatoria di Piazza Comando, si trova il monumento ai Marinai Caduti, costituito da un'enorme ancora, e di fronte l'elegante palazzo dell'Ammiragliato. La strada all'inizio costeggia la cala chiesa, la cui imboccatura è quasi completamente ostruita dall'isola omonima, per portarsi poi all'interno lasciando sulla destra gli edifici dell'Arsenale Militare Marittimo, costruito nel 1895 per eseguire i lavori di mantenimento delle strutture militari che sorgevano in tutto l'Arcipelago dopo la creazione della Base Navale. Ospita, su un'area di 150 mila metri quadri a mare e 160 mila a terra, edifici per 30 mila metri quadri; sono hangar ormai deserti, banchine per oltre 1500 metri con fondali sino a 12 metri di pescaggio, scivoli d'alaggio e di varo. Insieme a 25 civili, dalla fine dell'800 vi vengono trasferiti circa 200 condannati ai lavori forzati, che alloggiano nelle caserme in una località che ancora viene chiamata popolarmente La Disciplina a ricordo della colonia penale e dove in seguito verrà eretta la caserma Faravelli. La costruzione inizia nel 1891 e l'Arsenale viene completato nel 1896. Nel 1910 l'Arsenale conta 117 impiegati civili ed i forzati vengono allontanati e sostituiti da operai civili. Agli inizi degli anni '70 impiega 680 unità, poi dopo il 1980, con la chiusura della Scuola Allievi Operai, il numero inizia a diminuire. Nel 1992 il governo definisce un nuovo modello di difesa, che prevede l'abbandono delle strutture non più necessarie, e non ritenendo più utile un deterrente nei confronti della Francia viene decisa la dismissione delle attività che vi venivano svolte. L'Arsenale è un complesso che fa parte integrante del centro storico della Maddalena. | Nel luglio 2008 sono iniziati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione in vista del vertice dei G8 che si sarebbe dovuto tenere dall'8 al 10 luglio 2009 a La Maddalena. Nell'ex Arsenale Militare Marittimo, con 16 milioni di euro, avrebbero dovuto essere realizzate la sala conferenze, cuore del summit, ed il media center, dove sarebbero stati ospitati gli oltre 3.000 giornalisti accreditati. Nell'area di cala Camiciotto avrebbero dovuto sorgere anche un hotel a 5 stelle ed un polo nautico. Previsti lavori anche nell'ex ospedale militare, nella caserma Faravelli e al porto. E avrebbero dovuto anche essere avviate le opere infrastrutturali, come l'allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia e la quattro corsie che avrebbe dovuto collegare Olbia a Sassari. I lavori, iniziati dalla giunta Soru, sono stati sospesi dopo lo spostamento voluto dal governo Berlusconi del vertice da La Maddalena a L'Aquila, con il beneplacito della giunta Cappellacci subentrata, dopo le elezioni del febbraio 2009, alla giunta Soru. Un'occasione perduta, per i rilancio dell'economia dell'isola che tanto ne avrebbe avuto bisogno! |
Seguiamo la strada panoramica di Spalmatore, lunga 20 chilometri, che permette di fare il giro dell'isola in senso antiorario, dalla quale è possibile vedere da lontano tutto l'arcipelago. La percorriamo lasciando sulla destra le indicazioni per il sobborgo di Moneta. In località Mongiardino, si trova il Museo Archeologico Navale Nino Lamboglia, realizzato nel 1958 per dare una degna vetrina ai reperti del relitto di una nave oneraria romana naufragata nei pressi della vicina isola di Spargi. Poco prima del Museo Navale, troviamo una piccola strada che conduce alla spiaggia Testa di Polpo (Capocchia du Purpu), dove giovanissimo Karim Aga Khan, il creatore della Costa Smeralda, si rifugiava quando voleva fuggire dalla già allora troppo chiassosa Porto Cervo. Dalla la strada panoramica di Spalmatore parte il ponte-diga panoramico che permette di raggiungere l'isola Caprera, e più avanti la deviazione per raggiungere l'isola Giardinelli. L'isola Giardinelli non è una vera isola, ma una penisola, collegata a La Maddalena da un breve istmo. Vi si trovano arbusti non più alti di un metro e rocce alte massimo dai sette agli otto metri.
Dopo la deviazione per Giardinelli, a quasi cinque chilometri dall'inizio della panoramica, raggiungiamo la cala dello Spalmatore. Tra le diverse cale, questa è la più bella dell'isola, ed infatti dà il suo nome alla strada panoramica, ed al centro della cala c'è la spiaggia di Spalmatore. 
Passata la cala dello Spalmatore, dopo un chilometro e mezzo arriviamo all'insenatura di Porto Lungo nel quale è stato realizzato l'insediamento turistico di Porto Massimo. La spiaggia infatti viene chiamata più spesso spiaggia di Porto Massimo piuttosto che spiaggia di Porto Lungo. Qui è presente un porto turistico privato che offre buoni approdi ed attrezzature moderne. Superata la piccola frazione di Porto Massimo, passiamo accanto all'insenatura di Marginetto con il suo porticciolo. Arriviamo, quindi, nei pressi del reperto bellico della Batteria Marginetto, poco distante dal tratto di costa detta Stagno Torto, dopo la quale incontriamo altre piccole baie e insenature. 
Da qui in poi inizia un lunghissimo litorale, e poco più avanti, prima di arrivare al villaggio turistico di Punta Cannone, a meno di due chilometri da Porto Massimo, arriviamo alla spiaggia dei Monti d'a Rena, ossia dei monti di sabbia. Come dice il nome, qui il granito è stato minutamente triturato dal violento vento di maestrale formando grandi depositi e dune sabbiose. 
Si raggiunge quindi Punta Cannone, verso l'estremo nord occidentale dell'isola, dove si trova il villaggio vacanze del Touring Club Italiano e la spiaggia Lo Strangolato. Proseguendo dritti si arriva in una strada cieca che porta alla spiaggia di Bassa Trinita, mentre, ripercorrendo la strada a ritroso e imboccando la prima via sulla destra, si sale sul cosiddetto Monte Millelire, sul quale sorge la chiesa della Trinita (senza la "a" accentata). La strada rientra verso l'interno e, proseguendo sempre in senso antiorario, arriviamo alla Punta dei Colmi, dove sorge il forte omonimo dal quale si ha una veduta panoramica che spazia dalle isole Spargi, Santa Maria, Budelli e Razzoli, alla Sardegna e alla Corsica. Nella scogliera prospiciente si apre cala d'Inferno. La strada prosegue in discesa e il primo svincolo sulla destra conduce a cala Francese, dove si trova una importante cava di granito detta cava Francese. Poco lontano, raggiungiamo l'insenatura di cala Nido d'Aquila, un tratto di costa caratterizzato da un'ampia distesa di candido granito levigato. Alle sue spalle si erge l'imponente forte denominato Opera Nido d'Aquila. A Punta Tegge, all'estremo sud-occidentale dell'isola, si erge il forte omonimo, e sotto di esso troviamo una spiaggia molto frequentata che costituisce uno dei ritrovi notturni extraurbani più frequentati dai giovani dell'isola. La strada rientra quindi in città.
La prossima tappa del nostro viaggio | Nella prossima tappa del nostro viaggio, visitata l'isola de La Maddalena, ci recheremo a visitare tutte le altre isole dell'arcipelago, riconosciuto nel 1998 dall'UNESCO come primo Parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo. |  |
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