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| Le altre isole dell'arcipelago de La Maddalena
In questa tappa del nostro viaggio, visitata l'isola de La Maddalena, ci recheremo a visitare tutte le altre isole dell'arcipelago, riconosciuto nel 1998 dall'UNESCO come primo Parco Geominerario Storico e Ambientale del mondo. Vedremo Caprera, l'isola di Santo Stefano e Spargi. Ci recheremo poi a Budelli, Razzoli e Santa Maria. Vedremo infine le altre isole dell'arcipelago.
Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina. Le altre isole dell'arcipelago de La Maddalena L'arcipelago de La Maddalena è composto da 23 isole: le più grandi sono La Maddalena e Caprera. Le minori sono le isole Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Razzoli e Budelli. Le altre sono molto piccole o addirittura semplici scogli. Tranne La Maddalena e Caprera, le altre isole dell'arcipelago sono raggiungibili solo con imbarcazioni private e sono quasi del tutto disabitate.
Nel 2009 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 vele alla costa di La Maddalena, nella quale le spiagge consigliate sono quelle dell'arcipelago de La Maddalena. Sono consigliate particolarmente le spiagge dell'isola di Caprera, dell'isola di Spargi, dell'isola di Budelli e dell'isola Santa Maria. L'isola Caprera con il Compendio Garibaldino  Un ponte diga panoramico detto Passo della Moneta collega l'isola Caprera a La Maddalena. È la seconda isola per grandezza, ma la prima per bellezza delle sue coste e delle sue spiagge e per la flora, le pinete, i boschi di lecci, ginepreti, la folta macchia mediterranea ed il profumo del mirto, lentischio e corbezzolo. Inferiore come superficie a La Maddalena, Caprera ha però uno sviluppo costiero superiore dovuto alle diverse insenature, cale e calette con piccole spiagge sabbiose immerse nella macchia mediterranea che sono presenti lungo le sue coste, soprattutto quella settentrionale e quella orientale con le loro scogliere granitiche pressoché inaccessibili. 
Lungo la costa occidentale, da nord verso sud, si trovano la Cala di Punta Crucitta, all'estremo nord dell'isola, quindi la Cala di Punta Galera, Cala Napoletana e Cala Caprarese. La parte più a nord si chiama Cala Serena, mentre il piccolo arenile a sud è la più nota Cala Garibaldi, usata come attracco privato dal famoso Generale, nella quale è situato il villaggio del Club Mediterranèe. Prendendo un sentiero sulla destra, da percorrere a piedi in circa 20 minuti, arriviamo alla Spiaggia di Cala Serena, dove c'è uno spazio di rocce e spiaggette con presenza naturista. Di fronte alla Cala Garibaldi si vedono i piccoli isolotti degli Italiani. Scendendo lungo la costa si incontrano la punta e la Cala Scaviccio, chiusa a sud dalla Puntarella, dove arriva il ponte diga panoramico che la collega con La Maddalena. Quasi immediatamente dopo l'arrivo sull'isola, la strada ci porta sulla sinistra al cosiddetto Compendio Garibaldino, la storica tenuta in cui Giuseppe Garibaldi trascorse i suoi ultimi anni di vita, con la bianca casa divenuta un museo e gli alberi da lui piantati, divenuti con il tempo la bella pineta di Caprera. Proseguendo in senso antiorario lungo la costa occidentale, dopo il Compendio Garibaldino, si passa a lato del golfo di Stagnali con il piccolo borgo di Stagnali. Nei pressi del molo troviamo una bellissima Italia in miniatura dei primi del 900. Un tempo l'impianto era utilizzato come caserma, attualmente in questi edifici sorgono il Museo Mineralogico ed il Centro Ricerca Delfini, oltre ai progetti già avviati per la realizzazione di un museo del Mare ed un museo delle Telecomunicazioni.
La strada alle spalle del borgo costeggia l'insenatura di Porto Palma fino ad arrivare nei pressi del Monte Fico. Nel lato est di Porto Palma si trova un'accogliente Spiaggia. La strada finisce al Centro Velico Caprera, della Lega Navale Italiana, la prestigiosa scuola di vela conosciuta ormai in tutto il mondo. È la più grande scuola di mare e di vela del Mediterraneo, istituito nel 1967 con basi a Caprera ed a Lerici in Liguria. Il Centro Velico è una scuola dove si impara ad affrontare la vita in mare in modo semplice e diretto; la vita al Centro è, infatti, organizzata come la vita a bordo.
 Proseguendo sulla sterrata, dopo Porto Palma raggiungiamo, a circa tre chilometri da Stagnali, un esile istmo che tiene unita Caprera alla cosiddetta isola Rossa, che si protende verso sud fino alla Punta Rossa che rappresenta l'estrema Punta meridionale di Caprera, costituita da scisti e che ne costituisce quindi la parte più antica. Sul lato orientale dell'isola Rossa troviamo la Spiaggia del Relitto, con una sabbia candida, famosa per il relitto di una nave carboniera che vi fu fatta arenare a seguito di un incendio a bordo. Da visitare anche le fortificazioni di Punta Rossa. Circa 500 metri ad ovest di Punta Rossa troviamo l'isola del Porco, granitica, e 200 metri ad est di essa l'isola della Pecora, costituita da scisti. Della stessa roccia è formata tutta l'Isola Rossa. Risalendo verso nord, la costa orientale rientra quasi subito nella splendida Cala Portese. Dopo una breve discesa la strada passa per uno stretto istmo, la Spiaggia sulla sinistra è la Spiaggia di Cala Portese mentre la piccola striscia di sabbia sulla destra viene chiamata la Spiaggia Due Mari, entrambe di sabbia candidissima. Nei pressi del Poggio Rasu, possiamo prendere il sentiero che porta fino alla stretta e acuta Cala Brigantina.
Da qui la costa prosegue quasi dritta fino al promontorio di Punta Coticcio, al centro della costa orientale. A circa 1,5 miglia a largo della Punta sorgono gli isolotti dei Monaci, chiamati anche gli Sperduti di Caprera, fatti di schisti, aridi, bassi e quasi privi di vegetazione. Poco prima della batteria di Becco di Vela, s'incontra sulla destra un sentiero segnalato ma difficile da trovare, che conduce dopo un'ora di cammino all'incantevole Cala Coticcio, chiamata anche Cala Tahiti, caratterizzata da una insolita forma a doppio seno, più facilmente raggiungibile via mare. La strada finisce nei pressi della Batteria Candeo e nella costa antistante sorge la banchina militare omonima.
Sulla costa settentrionale l'accesso alle varie cale è possibile quasi esclusivamente via mare. Alcuni sentieri difficoltosi partono dalla fortezza di Arbuticci, situata sulla strada interna tra la batteria Candeo e la casa di Garibaldi. L'isola Santo Stefano  L'isola Santo Stefano, la quarta per dimensioni dell'arcipelago, si trova sul tragitto tra Palau e La Maddalena, ed ha la forma di un triangolo di granito. È ben individuabile grazie alla presenza della piccola colonna dedicata alle Corazzate Roma, Da Noli e Vivaldi, affondate nelle acque dello stretto durante il secondo conflitto mondiale. Vi arriviamo via mare da La Maddalena nel porto di Villamarina (o Vela Marina), sulla costa meridionale. Nei pressi del porto sorge la vecchia Cava di Villamarina, residuo dell'attività estrattiva del granito, al cui interno troviamo quello che è diventato quasi il simbolo dell'isola: una statua incompleta di Costanzo Ciano commissionata dal Duce. Da vedere anche il forte San Giorgio dal quale Napoleone diresse i bombardamenti contro La Maddalena durante l'attacco francese del 1793. Sulla costa occidentale, che dà verso La Maddalena, al centro di una bella Cala sabbiosa, sulla Spiaggia del Pesce troviamo l'unico insediamento turistico, con il villaggio Valtour. A pochi metri dalla costa occidentale in direzione sud, quasi a proteggere la cala, si trova l'isolotto Roma detto anche isolotto della Paura. 
L'isola Santo Stefano è stata parzialmente occupata fino dal 1972 dalla base militare americana dismessa nel gennaio 2008; fino a quella data, dunque, era quasi totalmente inaccessibile. Era nata nel 1972, in piena guerra fredda, in base a un accordo segreto siglato dall'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti. In base a quell'accordo gli Stati Uniti creano una base d'appoggio, che diventa la base dei sommergibili a propulsione nucleare Hunter Killer, della classe Los Angeles, che portano i micidiali missili Slcm Tomahawk armati con testate atomiche. Nel 1986 si sviluppa una polemica furiosa, dato che il trattato del 1972 non era stato ratificato dal Parlamento, come invece impone la Costituzione. Ma il ministro della Difesa Giovanni Spadolini sostiene la scelta di Andreotti, arrivando a negare l'evidenza. L'allora ministro della Protezione civile, Zamberletti, impotente davanti all'eventualità che un incidente possa provocare un inquinamento radioattivo nell'arcipelago della Maddalena, dichiara che il piano di emergenza esiste, ma non ne posso parlare perché è coperto dal segreto militare. Per rispondere all'allarme creato dalla nascita di alcuni bambini affetti da cranioschisi, si decide di istituire un sistema di monitoraggio ambientale allo scopo di segnalare eventuali anomalie nel livello di radioattività nel mare dell'arcipelago. La competenza di questo controllo viene affidata alla Provincia di Sassari, che però deve arrendersi quando gli americani non permettono di attivare la centralina posizionata proprio vicino alla nave-officina alla quale si appoggiano i sommergibili atomici. Dopo le ripetute richieste del Governatore della regione Sardegna Renato Soru, nel novembre 2005 Antonio Martino, allora ministro della Difesa del governo Berluscuni, dà l'annuncio che i sommergibili americani saranno trasferiti fuori dal territorio della base. |
Dismessa la base militare, il futuro dell'isola prevede quindi un prossimo rilancio delle attività turistiche, così come è già avvenuto per le altre isole dell'arcipelago. L'isola Spargi  L'isola Spargi, la terza per dimensioni dell'arcipelago, interamente granitica con solo qualche filone di porfido, ha forma quasi circolare ed è la più frequentata turisticamente dato che e sulle sue coste frastagliate si trovano diverse cale con belle spiagge. Sull'isola sono presenti anche alcune abitazioni. Vi arriviamo via mare da La Maddalena sbarcando sulla costa meridionale al vecchio molo militare di Cala Corsara, recentemente ristrutturato. Già allo sbarco possiamo visitare la Spiaggia di Spargi, molto bella, con un piccolo complesso di dune sul lato orientale dell'arenile. All'estremo ovest di questa Spiaggia si erge la roccia granitica denominata Testa della Strega, per la sua forma che le dà il profilo di una fattucchiera. Nel masso di granito al centro della Spiaggia è presente un grande tafone, ossia un incavo nella roccia, in grado di accogliere molte persone, nel quale sono state rinvenute alcune delle più antiche testimonianze della presenza dell'uomo nell'arcipelago: frammenti di ceramica, utensili di selce ed ossidiana che vengono datati tra 8000 e 5000 anni fa. Di fronte alla Spiaggia di Cala Corsara è stato rinvenuto il relitto di una nave oneraria romana i cui reperti sono esposti nel Museo Archeologico Navale Nino Lamboglia di La Maddalena. Sempre sulla costa meridionale, più ad ovest, c'è anche la Spiaggia di Cala d'Alga, molto bella. Al centro della costa orientale si trova la bella Cala Canniccio, chiamata anche Cala Ferrigno, con un vecchio molo ed i resti di imponenti insediamenti militari. Proseguendo lungo la costa, sul lato settentrionale dell'isola troviamo Cala Grano e Cala Pietranera. Lungo la costa settentrionale sono presenti numerose fortificazioni, erette a picco sul mare, mimetizzate tra i massi di granito e la folta macchia mediterranea. A est le Batterie Petragliacciu e verso ovest, nei pressi di Punta Zanotto, le Batterie Zanotto. Scendendo da nord lungo la costa occidentale, si incontra punta Croce d'Asino, di fronte alla quale, a nord-ovest dell'isola Spargi ed a circa 800 metri di distanza, si trova la piccola isola Spargiotto, di particolare pregio ambientale dato che vi nidificano specie rare di uccelli marini, tra gli altri il cormorano dal ciuffo, il gabbiano corso, l'uccello delle tempeste. Vicinissimo a Spargiotto c'è l'isolotto Spargiottello, poco più di uno scoglio. Nell'agosto 2009 i bagnanti che si rilassavano sulla Spiaggia di Cala Corsara, sono stati testimoni di un fatto inaudito. Da un grosso yatch con bandiera delle Isole Cayman, dall'esotico nome di Maraya, sono infatti approdate una dozzina di persone per le quali alcuni camerieri hanno disposto un vero e proprio banchetto, in Spiaggia. E le bodyguard al seguito della ricca comitiva hanno invitato i bagnanti a sgomberare la Spiaggia, così da lasciar pasteggiare i commensali in tutta tranquillità. La rabbia ed indignazione dei turisti non ha impedito ai passeggeri dello yatch di consumare il loro pranzo e risalire a bordo, prima dell'arrivo delle guardie. |
L'isola Budelli famosa per la sua Spiaggia rosa  A nord di Spargi, alla distanza circa 1,6 miglia, c'è l'isola Budelli, interamente granitica ed assolutamente disabitata. L'isola Budelli è famosa in tutto il mondo per la sua Spiaggia Rosa, in località Cala di Roto, sulla costa sud-orientale. Il suo nome deriva dal colore della sabbia, ricca di gusci sminuzzati di piccoli animali marini, in particolare la Miniacina Miniacela dal caratteristico colore rosa. La Spiaggia Rosa di Budelli è stata immortalata in una lunghissima sequenza del film del 1964 «Deserto Rosso» di Michelangelo Antonioni, con Monica Vitti, Richard Harris, Xenia Valderi, Rita Renoir. |
La Spiaggia rosa di Budelli è oggi completamente tutelata, non è più consentito ai traghetti portare a visitarla da quando l'asportazione di manciate di sabbia da parte dei turisti la ha fatta quasi completamente sparire. Dal 1999 è addirittura vietato l'avvicinamento anche a piedi. Ai sensi dell'Ordinanza Presidenziale n. 2 del 05/08/2008, sono vietati il transito, l'ancoraggio e la sosta di qualsiasi unità navale; è vietata la pesca professionale, sportiva e l'attività di immersione subacquea; è vietata la balneazione nel settore compreso tra la la linea dell'arenile e le boe sferiche di delimitazione; è vietato il calpestio dell'arenile; è consentito il transito, esclusivamente con rotte il più possibile parallele alla costa e a velocità non superiore ai 3 nodi, di imbarcazioni e natanti da diporto, nonché delle unità da traffico autorizzate, esclusivamente al di fuori delle boe sferiche di delimitazione e nel rispetto delle disposizioni delle competenti autorità. Ed è assolutamente vietato il prelievo o l'asportazione, anche parziale, e il danneggiamento delle formazioni litologiche e minerali, nonché la raccolta di fossili, concrezioni, minerali, ivi inclusa la sabbia. Sulla costa meridionale si trovano anche Cala Cisterone e Cala Piatto. Un sentiero collega la Spiaggia Rosa con la Spiaggia del Cavaliere, sulla costa settentrionale. Su questa si apre, più ad est, la profonda Cala di Trana. Si chiama Alberto Dubini ed è un sessantenne imprenditore tessile milanese, l'emulo di James Bond che nell'agosto 2009, memore dell'impresa dell'agente 007 il quale, in una delle sue avventure più famose, sbarcò a Cala di Volpe con una jeep anfibia, ha ripetuto tale impresa sulla vietatissima isola di Budelli, con la sua jeep anfibia, ricevendo in cambio una denuncia alla magistratura da parte di Giuseppe Bonanno, presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago della Maddalena. L'ente parco, nel suo comunicato, ha dichiariato che «le notizie relative all'accesso di tale mezzo alla Spiaggia Rosa dell'isola di Budelli sono assolutamente prive di fondamento; il mezzo si è infatti Spiaggiato esclusivamente presso la Spiaggia del Cavalieri della stessa isola, il fatto è ugualmente grave.» Sull'isola e sulla Spiaggia rosa, simbolo del Parco Nazionale dell'Arcipelago de La Maddalena, infatti, vige infatti un vincolo di tutela integrale. |
A nord di Budelli troviamo l'isola Razzoli, e poco più ad est rispetto a questa l'isola Santa Maria. Il fondale tra Budelli e le altre due isole è così basso che, se il mare scendesse anche solo di un metro, le tre isole verrebbero a saldarsi formando un'unica entità territoriale. Nella laguna di mare smeraldino racchiusa tra le tre isole, chiamata Porto Madonna e probabilmente il luogo più suggestivo del parco de La Maddalena, sono state riservate ampie zone per gli amanti del snorkeling e del seawatching. L'isola Razzoli  A nord di Budelli, a circa 500 metri di distanza, troviamo l'isola Razzòli, la più selvaggia tra le isole minori, con alte scogliere granitiche rosee sovrastate dalla macchia mediterranea. Il solo attracco possibile è sul lato sud-occidentale, nella profonda Cala Lunga, dove si sviluppa la Spiaggia di Cala Lunga, l'unico arenile dato che sull'isola non sono presenti altre belle spiagge. Cala Lunga si spinge in mare con la punta omonima, prolungata da scogli chiamati gli isolotti di Cala Lunga. Risalendo la costa verso nord, dopo Cala Lunga, incontriamo la Cala dei Morti e poi la Calaccia. All'estremo nord dell'isola, Cala del Rosario e Cala dell'Acqua. Scendendo lungo la costa orientale troviamo la Cala dell'Orto, Cala Prima, Cala Seconda, Cala della Noce, Cala Cappello. Arriviamo quindi al Passo degli Asinelli, il braccio di mare che la separa dall'isola Santa Maria, per poi raggiungere l'Ultima cala e Cala Bove Marino. Proseguendo possiamo ammirare diverse belle scogliere sotto il faro di Razzòli, edificato a dominare il mare delle Bocche di Bonifacio tra la Sardegna e la Corsica. L'isola Santa Maria  L'isola Santa Maria si trova a nord-est di Budelli. Non è granitica ma composta principalmente da scisti, quindi molto più antica. Di conseguenza il paesaggio è meno aspro e l'isola è la più verdeggiante di tutto l'arcipelago. È separata dall'isola Razzoli solo da un braccio di mare largo meno di 100 metri e profondo circa un metro, detto Passo degli Asinelli, attraverso il quale i pastori conducevano gli armenti durante l'inverno. Sull'isola sono presenti alcune abitazioni costruite prima del divieto di edificabilità, ed è presente anche un antico piccolo convento dove nel medioevo ripararono alcuni frati benedettini, in fuga da Bonifacio, che furono i primi coloni dell'arcipelago. Viene attualmente utilizzato come dimora dalla famiglia sanna, l'unica famiglia che vive sull'isola, ancora esercita la pastorizia ed utilizza come un tempo il Passo degli Asinelli. Lungo la costa occidentale di Santa Maria si incontrano la Cala Muro e la Cala Drappo. Raggiungiamo quindi il Passo degli Asinelli, e a sud di questo la Cala Aiacciolu e la Cala Giorgio Marino. Al centro della costa meridionale si affaccia la bella Cala di Santa Maria, in cui troviamo l'arenile più bello ma anche più frequentato, la Spiaggia di Santa Maria. Presso la Cala Santa Maria, in un piccolo stagno perenne di acqua salmastra detto Padule, sostano spesso numerose specie di uccelli palustri in migrazione. Risalendo la costa orientale si incontrano Cala Macchione de Bovi e Cala del Tufo. Arriviamo quindi a punta Filetto, con il faro di punta Filetto, che si erge tra belle scogliere proprio di fronte al faro di Corcelli. Passata la Cala Colombaro, arriviamo all'estrema punta settentrionale, separata da uno strettissimo canale detto il Passo dello Strangolato dall'isola La Presa, che ne costituisce quasi un'appendice settentrionale. Le altre isole dell'arcipelagoL'isola La Presa presenta a est la Cala La Presa e ad ovest la Cala Ghiarinaio. Più ad ovest de La Presa, a poca distanza, troviamo il piccolo isolotto Capicciolu. A est dell'isola Santa Maria troviamo altre piccole isole: l'isola Corcelli con il faro di Corcelli, edificato su uno scoglio presso l'isola omonima. Sopra questa l'isolotto Barrettinelli di Fuori, ad est di Corcelli l'isola Piana, a sud di Corcelli l'isola Barrettini e sotto questa gli isolotti Barrettinelli. Una splendida vista di queste isolette si ha dal faro di punta Filetto sull'isola Santa Maria. La prossima tappa del nostro viaggio | Conclusa la visita dell'arcipelago de La Maddalena, nella prossima tappa del nostro viaggio riprenderemo il viaggio lungo la costa da Palau verso Santa Teresa di Gallura. |  |
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© Claudio de Tisi 2002-2010 Alcune foto in questa pagina sono state fornite dagli amici Alberto Gini, Sergio Nicolella e Giovanni Zoffoli
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