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I nostri suggerimenti: | La costiera di Aglientu da Cala Piscina a Vignola, la costiera di Trinità d'Agultu e Vignola con Costa Paradiso e isola Rossa, ed infine Badesi e Viddalba
In questa tappa del nostro viaggio, partendo da Santa Teresa di Gallura scenderemo lungo la costa in direzione di Castelsardo per visitare la costiera di Aglientu con le spiagge di Cala Piscina, Vignola e Portobello di Gallura. Proseguiremo poi verso sud dove visiteremo la costiera di Trinità d'Agultu e Vignola per arrivare in Costa Paradiso e ad isola Rossa. Ci recheremo infine a Badesi ed a Viddalba.
Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina. La costiera di Aglientu da Rena Majori a Monte Russu Nel 2011 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele alla costiera di Aglientu.
Da Santa Teresa prendiamo la SP90 verso Castelsardo. Dopo otto chilometri svoltiamo a destra a un bivio non segnalato, circa 200 metri prima della deviazione a sinistra per il villaggio turistico di Rena Majore. Percorriamo 500 metri e raggiungiamo la spiaggia di Rena Majore, nei pressi della foce del Rio Cantaru. È lunga un chilometro ed è composta da sabbia bianca e finissima, con la presenza di dune. È una delle spiagge meno conosciute e frequentate di questo tratto di costa. Proseguendo sul bagnasciuga e camminando verso destra arriviamo ad incontrare numerose persone dedite ad una presenza naturista.
Quasi collegata alla spiaggia di Rena Majore, si trova a sinistra, verso sud, la meno conosciuta ma altrettanto bella spiaggia di Rena di Matteu. 
La costa prosegue costellata di belle insenature e spiaggette. A 11 chilometri da Santa Teresa, circa 7 chilometri dopo aver superato il campeggio Marina delle Rose, svoltiamo a destra in località Su Stazzareddu. Per 800 metri costeggiamo la pineta ed arriviamo al mare in un'ampia Baia chiamata Cala Piscina. Qui si sviluppa la spiaggia di Cala Piscina, detta anche di Su Stazzareddu, una lunga striscia di sabbia con l'acqua calma e poco profonda, ideale per famiglie con bambini.

Da questa spiaggia, guardando verso sud, si vede il caratteristico promontorio rotondeggiante e tutta la costa di Monte Russu. Scendendo verso sud da Cala Piscina e percorrendo circa un chilometro di costa, è possibile raggiungere a piedi la spiaggia di Monte Russu. Per raggiungere il promontorio di Monte Russu, torniamo sulla SP90, percorriamo ancora un chilometro e svoltiamo a destra in uno sterrato non segnalato e poco facilmente individuabile. L’ampia baia, che più a sud comprende le spiagge di Lu Littaroni e Naracu Nieddu, è chiusa più a nord dalla bella spiaggia di Monte Russu, chiamata anche La Piana, formata dal Riu Sperandeu e dominata dal Monte Russu. Il promontorio di Monte Russu con la sua spiaggia è incluso tra le Riserve Naturali dalla Legge Regionale 31/89 e riconosciuto come sito di Interesse Comunitario da parte del Ministero dell'Ambiente, e costituisce un piccolo angolo di paradiso, dove è possibile vedere numerose specie di uccelli che trovano riparo nel suo ambiente tranquillo. L'ampio arenile è circondato da ginepri e dune. Il fondale, costituito da finissima sabbia chiara, variegato e ricco di pesci, è molto apprezzato dagli amanti delle immersioni subacquee e questo tratto di mare è particolarmente adatto alla pratica del windsurf. L’accesso può essere anche a piedi proseguendo verso nord dalla spiaggia di Lu Littaroni.
Più a sud si trova la spiaggia di Lu Litarroni, alla quale si arriva dalla SP90, svoltando a sinistra, dopo il campeggio di Marina delle Rose, fino al parcheggio. Da qui si prosegue a piedi per circa due chilometri, attraverso una stradina in mezzo alla grande e bella pineta di Chischinaggiu-Tavunatu. L'arenile si presenta composto da un fondo di sabbia chiara finissima, dai riflessi dorati, alternata a tratti di sassolini. I servizi offerti sono caratterizzati da un ampio parcheggio, campeggio, bar e punti di ristoro. 
Confinante con questa, lungo un tratto di costa ininterrotto, si trova la spiaggia di Naracu Nieddu. Vi si arriva a piedi dalla spiaggia di Lu Littaroni proseguendo verso sud. Di grandi dimensioni, di bellezza eccezionale, è caratterizzata da una sabbia dorata e fine. Il mare è verde, poco profondo. Il fondale basso e digradante è particolarmente adatto alla balneazione e al gioco dei bambini. Aglientu  A 19 chilometri da Santa Teresa troviamo un incrocio che a sinistra ci fa imboccare la SP5, che ci porta dopo circa 10 chilometri ad Aglientu (metri 420, abitanti 1.090), un piccolo borgo agricolo e pastorale, una volta chiamato San Francesco d'Aglientu. Originariamente frazione di Tempio, Aglientu è divenuto comune indipendente nel 1959.
L'abitato nasce intorno alla chiesa parrocchiale di San Francesco, fatta edificare nel 1776 da Vittorio Amedeo III. I pastori dell'interno, che nei mesi invernali sono costretti a condurre le greggi nei pascoli prossimi al mare, per sfuggire ai disagi dell'annuale transumanza si iniziano ad insediare qui stabilmente. Qualche decennio più tardi vicino alla chiesa nascono le cucine, costruzioni in cui si svolgono le attività fieristiche parallelamente alle cerimonie religiose. Verso il 1850 si cominciano ad edificare vere abitazioni, che costituiscono il primo nucleo del centro urbano, che si sviluppa con strade diritte disposte in ordine geometrico intorno alla parrocchiale. Ad Aglientu si svolge in agosto, la Festa del Turista con la Sagra della Salsiccia e del Formaggio. Nei dintorni di AglientuPercorrendo la SP5 per Tempio, troviamo una deviazione aulla destra che, aprendo e richiudendo alcuni cancelli, ci porta a circa 5 chilomtri dal paese, in località Monti 'Agliu, alla bella chiesetta campestre di San Pancrazio, del '700, situata in una folta foresta, con un suggestivo portico laterale. La chiesa è interamente realizzata in granito, con un pavimento rosso pallido e le tegole in cotto sardo. Secondo una leggenda a costruire la chiesa sarebbero stati gli allevatori che, seguendo le indicazioni fornite da due giovani, Pancrazio e Paolo, avevano ritrovato gli armenti smarriti. Un'altra leggenda racconta che la chiesa sia il frutto della devozione di alcuni fuorilegge rifugiatisi tra i boschi vicini.Il 25 gennaio vi si svolge una sagra che, per il menu costituito da abbondanti cibi grassi, viene chiamata la festa di San Paolo di Lu Laldu, con i riti religiosi al termine dei quali viene offerto ai partecipanti il piatto tipico della festa, carr'e cogghju e fodda, ossia costate di maiale con cavoli, oltre ovviamente a vino e dolci tipici. Proseguendo sulla SP5, a 6 km dal paese troviamo la chiesetta campestre di San Biagio, edificata nel 1967 sul luogo dove sorgeva di una chiesa più antica. All'interno conserva una statua di San Biagio risalente al XV-XVI secolo, scolpita da artigiani Sardi in un unico blocco di pero. Il 2 febbraio vi si celebra la festa di San Biagio, con il pranzo comunitario. La costiera di Aglientu da Vignola a Portobello di Gallura All'incrocio che sulla sinistra porta a Aglientu, prendendo invece a destra arriviamo a Vignola, lo sbocco sul mare di Aglientu. Le indicazioni ci portano dopo 700 metri alla spiaggia di Vignola Mare, una spiaggia ben attrezzata e con tutti i servizi per i bagnanti.
Sulla costa possiamo vedere la torre Vignola, costruita nel 1572 a guardia di un'antica tonnara. Ha la forma a tronco di cono, con diametro alla base di 12 metri, ed ha una camera interna suddivisa in tre ambienti, con volta a cupola sostenuta da un pilastro centrale. 
Sulla spiaggia di Vignola, passata la torre, troviamo la chiesetta di Santu Silvaru o San Silverio, la cui storia parte dagli anni venti, quando il proprietario delle terre vicine alla spiaggia, Antonio Peru, costruì un piccolo stabile in muratura che servisse come riparo per i pescatori ponzesi che si recavano a pescare aragoste nel nord della Sardegna. L'edificio venne dedicato al culto del Santo patrono di Ponza, San Silverio, e divenne quindi una chiesa a tutti gli effetti, pur continuando a conservare la funzione di riparo nelle notti di pioggia. Passata la Punta de li Francesi, una deviazione a destra verso Portobello di Gallura ci permette di raggiungere l'insediamento turistico omonimo. Senza entrare nel villaggio, che lasciamo sulla sinistra, scendiamo a un parcheggio da dove raggiungiamo la spiaggia di Portobello. È una spiaggia di sabbia, con numerose calette.

Alla fine degli anni '30 risale la chiesa di San Silverio, edificata dai pescatori di Ponza nei pressi di Marina di Portobello, in una località prossima al mare. La costiera di Trinità d'Agultu e VignolaProseguendo verso sud, la SP90 ci porta nel comune di Trinità d'Agultu e Vignola. In questo tratto la costa prosegue con bei fiordi, ma è fortemente deturpata da una esagerata speculazione edilizia con un paesaggio caratterizzato da troppi agglomerati turistici, strade e superstrade. Nel 2011 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 4 Vele alla costiera di Trinità d'Agultu, nella quale le spiagge consigliate sono la spiaggia di Cala Li Cossi e quella delle Calette di Tinnari. Legambiente le considera erroneamente nel comune di Santa Teresa di Gallura invece che in quello di Trinità d'Agultu e Vignola.
A 33,5 chilometri da Santa Teresa raggiungiamo il bivio che sulla sinistra porta in località Lu Colbu. Prendendo invece sulla destra andiamo in Costa Paradiso.
Siamo in località Li Rosi Marini, denominazione che deriva dal nome gallurese dell'Armeria Pungens, una specie vegetale di forma rotondeggiante con bei fiori rosa che cresce rigogliosa in tutto il litorale, alta sino a 50 centimetri, con fusti che si presentano legnosi alla base, poi ramosi e ricoperti dai piccioli delle foglie disseccate. Svoltato a destra, proseguendo per circa cinque chilometri, raggiungiamo la Costa Paradiso. Situata a 35 chilometri da Santa Teresa di Gallura ed altrettanti da Castelsardo, costituisce ancora oggi quasi un angolo di paradiso, con una estensione territoriale di circa 800 ettari con circa otto chilometri di coste caratterizzati dalle tipiche scogliere rosa modellate dal vento e trasformate in curiose sculture, con spiagge, cale e calette su uno splendido mare cristallino. All'interno un tipico ambiente di macchia mediterranea con intensi profumi di mirto, ginepro e corbezzolo. Qui il consorzio della Costa Paradiso ha realizzato il grande insediamento turistico di Costa Paradiso, composto da circa 800 edifici. È un complesso di ville e villette indipendenti o plurifamiliari, con piscine e giardini. Accanto alle abitazioni private sono presenti appartamenti e residence, oltre a diverse strutture ricettive, ristoranti, discoteche e centri commerciali, un noto centro diving per gli appassionati degli sport subacquei ed un centro sportivo che consente la pratica di altri sport come tennis, volley, calcetto, tiro con l'arco, bocce. L'insediamento è stato realizzato proprio tra le splendide rocce rosa, a pochi metri dal mare o appena a ridosso, arrivando così a deturpare in modo ormai irrimediabile l'ambiente.

Avevo visto molti anni fa l'insediamento ancora in costruzione, con i lavori interrotti per le proteste degli ambientalisti, e ne ero rimasto tanto sconcertato da ripromettermi di non tornarci mai più. Invece nel 2003 sono ripassato, ed ho visto che cosa è stato costruito... |
Dal centro dell'insediamento turistico, prendiamo il sentiero a sinistra e proseguiamo a piedi tra i bellissimi scogli rosa sino a raggiungere la bella spiaggia di Li Cossi. Si trova in una Cala tra le più belle dell'isola, delimitata da pareti rocciose di granito rosa che cadono a picco racchiudendo l'ampio arenile di sabbia finissima e chiara, su un mare dallo splendido color smeraldo.

Proseguendo sulla SP90, quando arriviamo a 29,3 chilometri da Castelsardo giriamo a destra, continuiamo su una strada sterrata e dopo due chilometri troviamo una strada a destra che scende. Percorriamo un chilometro a piedi fino ad arrivare alla spiaggia di Tinnari, allo sbocco del Riu Pirastu, con bei ciottoli di porfido. Oltre alla spiaggia, sono presenti diverse belle calette. Possiamo anche andare a visitare il punto panoramico sul Monte Tinnari, una piccola collina alta solo 214 metri, dal quale è possibile apprezzare il bellissimo panorama di tutta la costiera.
Ripresa la SP90 proseguiamo verso sud e, poco prima dell'incrocio con la SP74 che ci porterà a Trinità d'Agultu ed a isola Rossa, troviamo il cartello che fa prendere sulla destra la strada bianca che porta al villaggio turistico di Calarossa. Qui è stato realizzata una struttura di tipo mediterraneo che si estende su un territorio di cento ettari lievemente degradante verso il mare. È costituita da oltre 300 appartamenti disposti in piccoli edifici collegati tra di loro da vialetti, piazzette e scalinate, oltre a un grande ristorante panoramico, bar, 3 piscine, 3 campi da tennis in erba sintetica, campo da calcetto e beach volley ed altre strutture. A 300/800 metri dagli appartamenti, si trovano calette di sabbia e rocce rosse, attrezzate e raggiungibili a piedi attraverso vialetti interni o con un servizio navetta. Un tempo questo era uno di quei pochi splendidi tratti di costa ancora deserti ormai del tutto spariti. Il villaggio si affaccia su una bella baia, un ampio anfiteatro naturale, al centro della quale si trova la spiaggia di Cala Rossa, un bel arenile sabbioso circondato dagli scogli di granito porfirico di colore rossastro che caratterizzano questo tratto di costa. Un sentiero porta dalla spiaggia fino a Punta Li Canneddi, al di là della quale troviamo la spiaggia di La Marinedda, raggiungibile da qui a piedi in un quarto d'ora.
Più avanti, a 26,7 chilometri da Castelsardo, troviamo un incrocio che sulla sinistra ci fa prendere la SP74 verso Aggius e ci porta, dopo poco più di un chilometro, a Trinità d'Agultu; mentre a destra, passata la frazione Paduledda, ci porta all'insediamento turistico di isola Rossa. Presa la strada per isola Rossa, dopo circa 3,5 chilometri giriamo a destra e, percorsi 500 metri, arriviamo alla spiaggia de La Marinedda, chiusa ai lati da insenature e scogli dove è possibile trovare ancora tratti di costa deserti, purtroppo tra le molte costruzioni disordinate. In molte guide turistiche viene chiamata Sa Marinedda ma non è corretto dato che l'articolo Sa è tipico del logudorese mentre in Gallura si usa l'articolo La.

Invece di girare a destra, proseguiamo sulla strada precedente per altri 800 metri ed arriviamo al borgo turistico di isola Rossa. All'ingresso dell'abitato, in un complesso polivalente di strutture di servizio, si trova la chiesa di San Lorenzo, costruita nel 1999, all'interno del quale è collocata una statua di San Lorenzo opera del ceramista sassarese Giuseppe Silecchia. isola Rossa è un bel centro abitato con il suo borgo marinaro e con un bel porticciolo turistico.
Alla sinistra del paese si trova la spiaggia Longa dell'isola Rossa, attrezzata, su una costa costellata dalla macchia mediterranea e profumata di mirto. Di fronte si vede la piccola Isola Rossa, con le sue rocce di granito porfirico color rosa carico. La stessa roccia caratterizza tutta la costa intorno a questo bel centro turistico. Già in tempi passati la Baia Trinità, dove sorge l'abitato di isola Rossa, era un piccolo scalo per le imbarcazioni, come testimonia la bella Torre Aragonese, dall'alto della quale possiamo ammirare tutta la costa. A differenza degli insediamenti turistici di Costa Paradiso e di Calarossa, realizzati in tratti di costa che erano vergini, qui ci troviamo di fronte a un centro realizzato dove già esistevano abitazioni e quindi con assai minor impatto ambientale. 
Trinità d'Agultu e Vignola  All'incrocio con la SP74, prendiamo a sinistra, seguendo le indicazioni per Trinità d'Agultu. Il nome Trinità d'Agultu e Vignola non deve trarre in inganno perché, come abbiamo detto, la località turistica di Vignola si trova invece nel comune di Aglientu. L'abitato di Trinità d'Agultu e Vignola (nome in lingua Trinidade, nome gallurese Trinitai e Vignola, metri 365, abitanti 2.044) si trova leggermente all'interno.
Il centro abitato si è formato attorno alla chiesa parrocchiale della Santissima Trinità, dove il 29 maggio si svolge la Festa della Santissima Trinità. Edificato nei primi del '700 da uno dei qcontrabbandieri che trafficavano con la vicina Corsica, dalla quale è stata importata la statua della Trinità conservata nella parrocchiale. Nato come borgo di pescatori, è stato inizialmente popolato da famiglie provenienti dai vicini centri della Gallura interna come Tempio e Aggius, nonché dai pastori degli stazzi vicinii, e negli ultimi decenni ha avuto un notevole sviluppo turistico. Oltre la metà del territorio comunale è stato classificato sito di interesse comunitario dall'Unione Europea. Nei dintorni di Trinità d'AgultuDa Paduledda, che avevamo già attraversato per arrivare a isola Rossa, prendendo la strada per La Scalitta e seguendo le indicazioni segnaletiche che portano al ristorante Lu Naragu, si raggiunge il nuraghe Bastianazzu detto anche nuraghe Paduledda, che sorge in prossimità del mare lungo la costa ad ovest di isola Rossa. Data la sua posizione su una collina, si può pensare a una struttura di avvistamento collegato con altri nuraghi della zona, ma la tipologia della costruzione lo fa ritenere qualcosa di più complesso. Non è ben conservato. La costruzione è realizzata con grossi massi appena sbozzati del tipico granito della zona, disposti in maniera irregolare, ed ha la pianta approssimativamente ellittica con un unico ingresso con architrave situato a mezzogiorno. Dall'atrio d'ingressosi accede al salone principale che, a causa dei crolli ha perso la cupola a tholos. Lateralmente sono presenti delle cellette, delle quali non si riesce a capire la struttura e l'ampiezza, in quanto pieni di materiale di crollo. Nei dintorni del paese, in località Li Colti, si trova la chiesetta campestre o santuario di Sant'Antonio da Padova, al quale si arriva da una deviazione sulla SP74 per Aggius, a circa due chilometri dal paese. La festa di Sant'Antonio si tiene presso questa chiesa il 13 giugno. Dalla strada di Li Còlti, superata la frazione di Nigolaéddhu, anziché prendere la strada per la chiesa di San'Antonio si continua in direzione dello stazzo di Tarrapadéddha, dove si prende una breve stradina in salita al termine della quale.si trova la chiesa di Santu Migali o San Michele Arcangelo. La storia della chiesa ci porta a quando un fuorilegge della famiglia Suelzu ha trafugato una statua di San Michele da una chiesa campestre vicino a Viddalba, ed ha costruito per il simulacro una chiesetta, per sfruttare il diritto d'asilo nei luoghi sacri e quindi di potercisi rifugiare se inseguito dalla giustizia sabauda. La festa di San Michele si svolge l'8 di maggio. Badesi  Dall'insediamento turistico di isola Rossa, proseguendo sulla SP90 verso sud, quando siamo a 21 chilometri e mezzo da Castelsardo arriviamo all'incrocio per Badesi. Sulla sinistra dopo circa un chilometro arriviamo al piccolo centro di Badesi (metri 102, abitanti 1.887), ad economia prevalentemente agricola fino a che non si è sviluppata la sua frazione marittima Badesi Mare dove il comparto turistico è di gran lunga il più importante.
Il centro abitato è relativamente recente, e nel centro del paese si trova la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, che risale ai primi del '900, è infatti uno degli edifìci più antichi del paese. I primi di giugno si svolge la Festa patronale del Sacro Cuore. Nel mese di maggio si svolge a Badesi il trofeo di surf casting per eccellenza, il Memorial Magrini, un appuntamento obbligatorio per tutti i migliori appassionati di pesca sportiva che con la loro presenza arricchiscono questa competizione rendendola simile a un campionato del mondo. È Indubbiamente la gara a premi più bella ed impegnativa del panorama internazionale.. A Badesi a febbraio si svolgono le festività del Carnevale. Ma più importante è il Carnevale estivo , con balli in maschera, carri allegorici e sfilate, che si tiene ogni anno la notte del 13 agosto. L'8 agosto si tiene la Sagra Gastronomica, con degustazione di piatti tipici galluresi. È un appuntamento che attrae ogni anno un numero sempre maggiore di turisti.. La costiera di Badesi  La costa di Badesi è stata dichiarata sito di interesse comunitario per la ricchezza della flora e le peculiarità della fauna. A Badesi Mare, insediamento turistico che si sviluppa sulla costa a partire dalla Località Li Junchi, arriviamo sempre dopo un chilometro dall'incrocio precedente, prendendo invece sulla destra verso il mare. Proprio davanti al centro dell'insediamento turistico c'è un ampio arenile di spiaggia bianca lungo ben 8 chilometri, la spiaggia di Badesi Mare, con dune e ripiani profumati di ginepro e lentischio. 
L'arenile continua verso sud nella Baia delle Mimose fino a diventare la spiaggia di Valledoria, alla foce del Riu Coghinas i cui detriti hanno creato in questa zona la più lunga spiaggia della costa nord della Sardegna. La visiteremo in una delle prossime tappe del nostro viaggio. Viddalba  Da Badesi prendiamo verso sud la SP74 che in otto chilometri ci porta a Viddalba (nome gallurese Viddaecchja, metri 30, abitanti 1.723), prima frazione di Aggius, che ha poi raggiunto l'autonomia amministrativa nel 1975. Il paese si trova adagiato sulla riva destra del fiume Coghinas, palestra ideale per canoisti che lo possono discendere da Casteldoria fino alla foce. Le sue frazioni di Giogazzu, L'Avru, Tungoni e Giungoni sono state teatro delle scorribande di Bastiano Tansu, detto Il Muto di Gallura, leggendaria figura della seconda metà dell'Ottocento di cui abbiamo parlato quando abbiamo descritto Aggius.
In centro si trova la chiesa parrocchiale intitolata alla Santissima Vergine di Pompei, assai recente, edificata nel 1945. Da visitare in via Giovanni Maria Angioy il civico Museo Archeologico, che raccoglie le testimonianze archeologiche del territorio di Viddalba. Al periodo preistorico risalgono strumenti in pietra e contenitori in terracotta e dell'età del Bronzo reperti provenienti dall'area archeologica di San Leonardo. La sezione Romana è rappresentata da reperti di epoca repubblicana ed alcune stele figurate. L'età medievale è rappresentata da reperti rinvenuti nella chiesa di San Giovanni. A Viddalba a febbraio si svolgono le festività del Carnevale con balli in maschera, carri allegorici e sfilate. Nei dintorni di ViddalbaIn uno spiazzo alla periferia del paese si trovano, ridotti poco più che un rudere, i resti della chiesa di San Giovanni Battista, eretta nell'XI secolo in conci di arenaria in stile romanico da maestranze toscane operanti nella zona. È stata edificata con pianta Basilicale suddivisa in tre navate da due serie di cinque colonne, ma allo stato attuale non vi è più traccia delle colonne per cui risulta mononavata. La chiesa è caratterizzata da un abside semicircolare. Sul lato settentrionale, alla base dello stipite di destra del portale, si può leggere l'iscrizione che tramanda il nome dell'architetto che la ha edificata. Presso la chiesa il 24 giugno, per commemorarne la nascita, si svolge la festa di San Giovanni, con la Santa Messa ed una processione serale all'interno del paese, con la statua e le bandiere del santo, a cui segue la sera una cena a base di zuppa gallurese, carne bollita e dolci, accompagnata da musica sarda e musica leggera. La festa viene ripetuta il 29 agosto per commemorarne il martirio, quando alla Santa Messa pomeridiana segue la sagra della salsiccia arrosto e delle frittelle. Nelle vicinanze della chiesa, sulla piccola altura chiamata Monte San Giovanni, si sta preparando l'istituzione di un Parco Naturalistico Archeologico. Nel luogo si trovano 2 domus de janas, una delle quali semidistrutta da una cava di pietra, l'altra integra e ancora visitabile. Lì accanto sono visibili i resti di un insediamento romano protetto da strutture murarie. A breve distanza dal Cimitero, in località San Leonardo si trovano i resti del villaggio preistorico di San Leonardo, composto da 8 capanne. Nello stesso luogo, è stata realizzata prima una necropoli Punica, e successivamente, dalla fine del III secolo a.C. al IV secolo d.C., una vasta necropoli Romana. Nelle vicinanze del villaggio preistorico, circondata da grandi olivastri centenari, sorge la chiesa medioevale di San Leonardo, a semplice pianta rettangolare, che davanti alla facciata ha un ampio portico. La chiesa è stata rimaneggiata nel tempo, ed ha subito negli scorsi decenni un restauro che ne ha fortemente alterato l'aspetto. La leggenda intorno alla statua del Santo vuole che il suo simulacro non possa essere trasportato fuori dalla chiesa, pena acquazzoni, a memoria dell'antico voto fatto dal paese al Santo per sconfiggere la siccità. In questa chiesa si svolge la penultima domenica di maggio una delle feste più sentite a Viddalba, la festa di San Leonardo, che viene aperta in mattinata dalla celebrazione della Santa Messa, seguita da un pranzo a base di zuppa gallurese. La festa è organizzata da due comitati ognuno con un proprio stendardo, che viene addobbato per l'occasione e portato in giro nel pomeriggio del sabato e della domenica per le strade del paese, compiendo, come da tradizione, tre giri augurali intorno al centro. Da Viddalba la SP146 prosegue verso Bortigiadas e Tempio Pausania. Dopo un chilometro prendiamo una strada bianca a sinistra che porta a un boschetto di macchia mediterranea, poco dopo troviamo le sponde del fiume Coghinas e la piccola spiaggia fluviale di Li Caldani, circondata da una fitta vegetazione di eucalipti, pini, olivastri e macchia mediterranea, con anche la presenza di palme nane. La prossima tappa del nostro viaggio | Siamo ai limiti occidentali della Gallura, il prossimo insediamento turistico Valledoria è già in Provincia di Sassari e la visiteremo in una prossima tappa. |  |
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