
| La costiera di Aglientu da Cala Piscina a Vignola, la costiera di Trinità d'Agultu con Costa Paradiso e Isola Rossa, Badesi
In questa tappa del nostro viaggio, partendo da Santa Teresa di Gallura scenderemo lungo la costa in direzione di Castelsardo per visitare la costiera di Aglientu con le spiagge di Cala Piscina, Vignola e Portobello di Gallura. Proseguiremo poi verso sud dove visiteremo la costiera di Trinità d'Agultu e Vignola per arrivare in Costa Paradiso e ad Isola Rossa. Ci recheremo poi a Badesi.
La costiera di Aglientu da Rena Majori a Monte Russu, da Vignola a Portobello di GalluraDa Santa Teresa prendiamo la SP90 verso Castelsardo. Dopo otto chilometri svoltiamo a destra a un bivio non segnalato, circa 200 metri prima della deviazione a sinistra per il villaggio turistico di Rena Majore. Dobbiamo percorrere 500 metri per raggiungere la spiaggia di Rena Majore, nei pressi della foce del rio Cantaru. È lunga un chilometro ed è composta da sabbia bianca e finissima, con la presenza di dune. È una delle spiagge meno conosciute e frequentate di questo tratto di costa. Proseguendo sul bagnasciuga e camminando verso destra arriviamo ad incontrare numerose persone dedite ad una presenza naturista. Quasi collegata alla spiaggia di Rena Majore, si trova invece a sinistra, verso sud, la meno conosciuta ma altrettanto bella spiaggia di Rena di Matteu.

La costa prosegue costellata di belle insenature e spiaggette. A 11 chilometri da Santa Teresa, circa sette chilometri dopo aver superato il campeggio Marina delle Rose, svoltiamo a destra in località Su Stazzareddu. Per 800 metri costeggiamo la pineta ed arriviamo al mare in un'ampia baia chiamata cala Piscina. Qui si sviluppa la spiaggia di cala Piscina, chiamata anche spiaggia di Su Stazzareddu, una lunga striscia di sabbia con l'acqua calma e poco profonda, ideale per famiglie con bambini. Da questa spiaggia, guardando verso sud, si vede il caratteristico promontorio rotondeggiante e tutta la costa di monte Russu. Scendendo verso sud da cala Piscina e percorrendo circa un chilometro di costa, è possibile raggiungere a piedi l'insenatura e la spiaggia di monte Russu che descriveremo più avanti.

Per raggiungere il promontorio di monte Russu, torniamo sulla SP90, percorriamo ancora un chilometro e svoltiamo a destra. Lasciata la macchina, percorriamo circa due chilometri a piedi attraversando la grande pineta di Chischinaggiu-Tavunatu. Da qui arriviamo alla spiaggia di monte Russu, detta anche spiaggia di Lu Littaroni, posizionata la centro di un'insenatura selvaggia, la cui parte più bella è quella che si trova proprio sotto il promontorio.

 A 19,2 chilometri da Santa Teresa troviamo un incrocio che a sinistra ci fa imboccare la SP5, che ci porta dopo circa 10 chilometri ad Aglientu (metri 420, abitanti 1.090), un piccolo borgo agricolo e pastorale, una volta chiamato San Francesco d'Aglientu.
Nei dintorni del paese sorge la bella chiesetta campestre di San Pancrazio, del ‘700, situata in una folta foresta, con un suggestivo portico laterale. Il 25 gennaio vi si svolge la festa di San Paolo di Lu Laldu, con i riti religiosi al termine dei quali viene offerto a tutti i partecipanti il piatto tipico della festa, «carr'e cogghju e fodda» (costate di maiale con cavoli), oltre ovviamente a vino e dolcetti tipici. È inoltre da ricordare, il cinque agosto, la festa del santo, con la sagra della salsiccia. All'incrocio che sulla sinistra porta a Aglientu, prendendo invece a destra arriviamo a Vignola, lo sbocco sul mare di Aglientu. Le indicazioni ci portano dopo 700 metri alla spiaggia di Vignola Mare, ben attrezzata. Sulla costa possiamo vedere la torre Vignola, costruita nel 1572 a guardia di un'antica tonnara. Ha la forma a tronco di cono, con diametro alla base di 12 metri, ed ha una camera interna suddivisa in tre ambienti, con volta a cupola sostenuta da un pilastro centrale.

Sulla spiaggia di Vignola, passata la torre, troviamo la chiesetta di San Silverio o Santu Silvaru, la cui storia parte dagli anni venti, quando il proprietario delle terre vicine alla spiaggia, Antonio Peru, costruì un piccolo stabile in muratura che servisse come riparo per i pescatori ponzesi che si recavano a pescare aragoste nel nord della Sardegna. L'edificio venne dedicato al culto del Santo patrono di Ponza, San Silverio, e divenne quindi una chiesa a tutti gli effetti, pur continuando a conservare la funzione di riparo nelle notti di pioggia. Passata la punta de li Francesi, una deviazione a destra verso Portobello di Gallura ci permette di raggiungere l'insediamento turistico omonimo. Senza entrare nel villaggio, che lasciamo sulla sinistra, scendiamo a un parcheggio da dove raggiungiamo la spiaggia di Portobello. È una spiaggia di sabbia, con numerose calette.

La costiera di Trinità d'Agultu con gli insediamenti di Costa Paradiso e Cala Rossa, poi a Isola RossaProseguendo verso sud, la SP90 ci porta nel comune di Trinità d'Agultu e Vignola. In questo tratto la costa prosegue con bei fiordi, ma è fortemente deturpata da una esagerata speculazione edilizia con un paesaggio caratterizzato da troppi agglomerati turistici, strade e superstrade. A 33,5 chilometri da Santa Teresa raggiungiamo il bivio che sulla sinistra porta in località Lu Colbu. Prendendo invece sulla destra andiamo in Costa Paradiso.
 Siamo in località Li Rosi Marini, denominazione che deriva dal nome gallurese dell'Armeria Pungens, una specie vegetale di forma rotondeggiante con bei fiori rosa che cresce rigogliosa in tutto il litorale, alta sino a 50 centimetri, con fusti che si presentano legnosi alla base, poi ramosi e ricoperti dai piccioli delle foglie disseccate. Svoltato a destra, proseguendo per circa cinque chilometri, raggiungiamo l'insediamento turistico di Costa Paradiso. Situata a 35 chilometri da Santa Teresa di Gallura e Castelsardo, la Costa Paradiso costituisce ancora oggi quasi un angolo di paradiso, con una estensione territoriale di circa 800 ettari con circa otto chilometri di coste caratterizzati dalle tipiche scogliere rosa modellate dal vento e trasformate in curiose sculture, con spiagge, cale e calette su uno splendido mare cristallino. All'interno un tipico ambiente di macchia mediterranea con intensi profumi di mirto, ginepro e corbezzolo. Qui il consorzio della Costa Paradiso ha realizzato un grande insediamento turistico, composto da circa 800 edifici. È un complesso di ville e villette indipendenti o plurifamiliari, con piscine e giardini. Accanto alle abitazioni private sono presenti appartamenti e residence, oltre a diverse strutture ricettive, ristoranti, discoteche e centri commerciali, un noto centro diving per gli appassionati degli sport subacquei ed un centro sportivo che consente la pratica di altri sport come tennis, volley, calcetto, tiro con l'arco, bocce. Avevo visto molti anni fa l'insediamento di Costa Paradiso ancora in costruzione, con i lavori interrotti per le proteste degli ambientalisti, e ne ero rimasto tanto sconcertato da ripromettermi di non tornarci mai più. Invece nel 2003 sono ripassato, ed ho visto cosa è stato realizzato... L'insediamento è stato realizzato proprio tra le splendide rocce rosa, a pochi metri dal mare o appena a ridosso, arrivando così a deturpare in modo ormai irrimediabile l'ambiente.

Dal centro dell'insediamento turistico, prendiamo il sentiero a sinistra e proseguiamo a piedi tra i bellissimi scogli rosa sino a raggiungere la bella spiaggia di Li Cossi. Si trova in una cala tra le più belle dell'isola, delimitata da pareti rocciose di granito rosa che cadono a picco racchiudendo l'ampio arenile di sabbia finissima e chiara, su un mare dallo splendido color smeraldo.

Proseguendo sulla SP90, quando arriviamo a 29,3 chilometri da Castelsardo giriamo a destra, continuiamo su una strada sterrata e dopo due chilometri troviamo una strada a destra che scende. Percorriamo un chilometro a piedi fino ad arrivare alla spiaggia di Tinnari, allo sbocco del riu Pirastu, con bei ciottoli di porfido. Oltre alla spiaggia, sono presenti diverse belle calette. Possiamo anche andare a visitare il punto panoramico sul monte Tinnari, una piccola collina alta solo 214 metri, dal quale è possibile apprezzare il bellissimo panorama di tutta la costiera.
 Ripresa la SP90 proseguiamo verso sud e, poco prima dell'incrocio con la SP74 che ci porterà a Trinità d'Agultu ed al borgo turistico di Isola Rossa, troviamo le indicazioni. Siamo in località Li Canneddi e troviamo il cartello che fa prendere sulla destra la strada bianca che porta al villaggio turistico di cala Rossa. Raggiungiamo una bella baia, un ampio anfiteatro naturale noto appunto come cala Rossa. Al centro della baia, si trova la spiaggia di cala Rossa, un bel arenile sabbioso circondato dagli scogli di granito porfirico di colore rossastro che caratterizzano questo tratto di costa. Un sentiero porta dalla spiaggia di cala Rossa fino a punta Li Canneddi, al di là della quale troviamo la spiaggia di La Marinedda, raggiungibile da qui a piedi in un quarto d'ora. Qui è stato realizzato il villaggio Calarossa, una struttura di tipo mediterraneo che si estende su un territorio di cento ettari lievemente degradante verso il mare. È costituita da oltre 300 appartamenti disposti in piccoli edifici collegati tra di loro da vialetti, piazzette e scalinate, oltre a un grande ristorante panoramico, bar, 3 piscine, 3 campi da tennis in erba sintetica, campo da calcetto e beach volley ed altre strutture. A 300/800 metri dagli appartamenti, si trovano calette di sabbia e rocce rosse, attrezzate e raggiungibili a piedi attraverso vialetti interni o con un servizio navetta. Un tempo questo era uno di quei pochi splendidi tratti di costa ancora deserti ormai del tutto spariti. Il villaggio è stato realizzato nella baia, proprio tra le splendide rocce rosse, a ridosso della costa, riuscendo a deturpare in modo ormai irrimediabile l'ambiente.
Più avanti, a 26,7 chilometri da Castelsardo, troviamo un incrocio che sulla sinistra ci fa prendere la SP74 verso Aggius e ci porta, dopo poco più di un chilometro, a Trinità d'Agultu e Vignola; mentre a destra porta all'insediamento turistico di Isola Rossa. Presa la strada per Isola Rossa, dopo circa 3,5 chilometri giriamo a destra e, percorsi 500 metri, arriviamo alla spiaggia de La Marinedda, chiusa ai lati da insenature e scogli dove è possibile trovare ancora tratti di costa deserti, purtroppo tra le molte costruzioni disordinate. In molte guide turistiche viene chiamata Sa Marinedda ma non è corretto dato che l'articolo Sa è tipico del logudorese mentre in Gallura si usa l'articolo La. La spiaggia de La Marinedda è chiusa verso nord dal promontorio di punta Li Canneddi.

Invece di girare a destra, proseguiamo sulla strada precedente per altri 800 metri ed arriviamo al borgo marinaro e turistico di Isola Rossa, un bel centro abitato con un porticciolo turistico e con la spiaggia Longa dell'Isola Rossa alla sinistra del paese, ben attrezzata su una costa costellata dalla macchia mediterranea e profumata di mirto. Di fronte si vede la piccola Isola Rossa, con le sue rocce di granito porfirico color rosa carico. La stessa roccia caratterizza tutta la costa intorno a questo bel centro turistico. Già in tempi passati la baia Trinità, dove sorge l'abitato di Isola Rossa, era un piccolo scalo per le imbarcazioni, come testimonia la bella torre aragonese dell'Isola Rossa, dall'alto della quale possiamo ammirare tutta la costa. A differenza degli insediamenti turistici di Cala Paradiso e di Calarossa, realizzati in tratti di costa che erano vergini, qui ci troviamo di fronte a un centro realizzato dove già esistevano abitazioni e quindi con assai minor impatto ambientale.

 All'incrocio con la SP74, prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Trinità d'Agultu. Il nome Trinità d'Agultu e Vignola non deve trarre in inganno perché, come abbiamo detto, la località turistica di Vignola troviamo nel comune di Aglientu. L'abitato di Trinità d'Agultu e Vignola (nome in lingua Trinidade, nome gallurese Trinitai e Vignola, metri 365, abitanti 2.044) si trova leggermente all'interno. Ad esso eravamo già arrivati nella tappa che ci aveva fatto visitare l'interno della Gallura partendo da Tempio Pausania.
Badesi e la sua costa Dall'insediamento turistico di Isola Rossa, proseguendo sulla SP90 verso sud, quando siamo a 21 chilometri e mezzo da Castelsardo arriviamo all'incrocio per Badesi. Sulla sinistra dopo circa un chilometro arriviamo al piccolo centro di Badesi (metri 102, abitanti 1.887), ad economia prevalentemente agricola fino a che non si è sviluppata la sua frazione marittima Badesi Mare dove il comparto turistico è di gran lunga il più importante.
A Badesi Mare, insediamento turistico che si sviluppa sulla costa a partire dalla località Li Junchi, arriviamo sempre dopo un chilometro dall'incrocio precedente, prendendo invece sulla destra verso il mare. Proprio davanti al centro dell'insediamento turistico c'è un ampio arenile di spiaggia bianca lungo ben otto chilometri, la spiaggia di Badesi Mare, con dune e ripiani profumati di ginepro e lentischio. L'arenile continua verso sud nella baia delle Mimose fino a diventare la spiaggia di Valledoria, alla foce del riu Coghinas i cui detriti hanno creato in questa zona la più lunga spiaggia della costa nord della Sardegna. La visiteremo in una delle prossime tappe del nostro viaggio.

La prossima tappa del nostro viaggio | Siamo ai limiti occidentali della Gallura, il prossimo insediamento turistico Valledoria è già in provincia di Sassari e la visiteremo in una prossima tappa, dove faremo anche una deviazione all'interno ci porterà a Santa Maria Coghinas ed alle terme di Casteldoria. |  |
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