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Entriamo nella Nurra con la visita di Porto Torres e delle sue spiagge


Il nostro itinerarioDa Castelsardo, il nostro viaggio ci porta a Porto Torres, che con Olbia rappresenta l'altro scalo marittimo del nord della Sardegna. Siamo entrati nella regione della Sardegna chiamata Nurra. Dopo la visita della città e delle sue spiagge, tra cui quella di Balai, in questa tappa del nostro viaggio andremo a scoprire i resti archeologici presenti in città e nei dintorni.

La regione della Nurra

La Nurra, l'antica Nure, è la regione della Sardegna posta all'estremità nord-occidentale dell'isola, che forma un quadrilatero compreso tra il Golfo dell'Asinara a nord-est ed il Mar di Sardegna ad ovest, delimitata dal rio Mannu a est e dai rilievi del Logudoro a sud-est. Interamente compresa nella provincia di Sassari, è una zona prevalentemente pianeggiante scarsamente popolata, il cui territorio conserva traccia degli insediamenti sparsi dei pastori e contadini, che abitavano in ricoveri di bestiame denominati «cuiles». I punti più alti sono il monte Forte di 464 metri e il monte Doglia di 437 metri. L'economia è basata sull'agricoltura, favorita da importanti opere di bonifica, la pastorizia, la pesca e lo sfruttamento minerario (piombo e zinco ad Argentiera; minerali di ferro a Canaglia), ed il turismo balneare. La regione è attraversata dalla strada Sassari-Alghero e dalla strada a scorrimento veloce SS131 di Carlo Felice, che permettono un accesso rapido a tutti i principali centri dal resto della Provincia di Sassari.

Porto Torres Visualizza la mappa

immaginePorto TorresInformazioni turistiche Da Castelsardo arriviamo a Porto Torres (nome sassarese Poltu Torra, metri 21, abitanti 21.601), il principale porto della Sardegna nord-occidentale, da molti preferito in agosto ad Olbia per il minor traffico che si incontra all'uscita dal porto. Anche alla ripartenza si raggiunge il porto in tempi accettabili, mentre per arrivare ad Olbia occorrono a volte molte ore. Porto Torres è anche il punto di arrivo - o di origine, dipende dai punti di vista - della SS131 di Carlo Felice, la principale via di comunicazione che percorre da nord a sud tutta l'isola.

Per quanto riguarda la sua storia, la città, che sorge su un promontorio calcareo al centro del Golfo dell'Asinara, fu scalo commerciale già in epoca Fenicio-punica. Durante il periodo romano, con il nome di Turris Libyssonis, dal 46 a.C. fu elevata al rango di colonia di cittadini Romani (da qui il nome della vicina regione, Romangia, da Romanìa, per l'elevato tasso di latinizzazione del territorio). Nel corso del tempo divenne uno dei più importanti scali marittimi dell'isola da dove venivano imbarcate le granaglie ed i prodotti agricoli che andavano ad alimentare il mercato dell'Urbe. Nel medioevo è stata capitale del Giudicato di Logudoro (dal sardo Locu de Torres) prima di Sassari, per poi decadere in concomitanza con lo sviluppo di quest'ultima. Nel novecento sono state potenziate le strutture portuali e l'industria pesante, anche a danno del territorio circostante.

Arrivando da Castelsardo, la strada ci porta direttamente davanti al porto turistico e commerciale. Il porto turistico dispone di approdi per 150 barche, realizzati all'interno di quello commerciale, ha un circolo nautico e tutti i servizi principali in banchina. Fino a qualche anno fa attraccavano qui anche tutti i traghetti provenienti dal continente. Il porto commerciale ha visto ridursi notevolmente la sua importanza, da quando i traghetti della Grimaldi prima, e successivamente anche i nuovi traghetti della Tirrenia, per le loro grandi dimensioni, hanno dovuto attraccare all'approdo industriale. Sono in corso lavori per collegare i due porti e creare un'unica struttura portuale che assolva a tutte le sue funzioni.

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Nella nostra visita della città partiamo quindi dal porto commerciale, all'uscita del quale possiamo ammirare la ben conservata torre aragonese. Proprio di fronte all'uscita del porto inizia il corso Vittorio Emanuele II, la principale strada commerciale e via di passeggio della città.

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Arrivati a Porto Torres, come ogni anno ci permettiamo una concessione alla golosità: proprio all'inizio del corso facciamo una fermata quasi obbligatoria alla pasticceria Acciaro per gustare paste, dolci e gelati. Sono anche riuscito ad entrare nei laboratori per assistere alla preparazione della crema bruciata, il suo dolce più conosciuto, di cui sono riuscito a documentare sia con foto che con un breve filmato i vari momenti della preparazione.

immagine immagine immagine immagine immagine immagine immagine Porto Torres - Pasticceria Acciaro: preparazione della crema bruciata immagine

immagineNel bar si incontrano varie personalità e personaggi, e tra loro Giancarlo Pinna, uno dei maggiori conoscitori della storia di Porto Torres dal tempo dei Giudicati fino ai fatti e misfatti odierni, che affascina con le sue storie e ci ha promesso che ci racconterà  il linguaggio simbolico di Sa Barritta, il copricapo cilindrico che per tradizione portano i sardi e che, a seconda del modo nel quale viene ripiegato, esprime le intenzioni e lo stato d'animo della persona che la indossa.

immagineAl termine del corso, arriviamo in piazza Marconi e svoltando a sinistra, alla sommità di un colle, ci troviamo di fronte alla bellissima basilica di San Gavino. La basilica di San Gavino a Porto Torres è il più grande e principale monumento Romanico della Sardegna. È stata realizzata in stile Romanico pisano arcaico intorno al 1060 da maestranze pisane chiamate da Comita, re giudice di Logudoro, su un sepolcreto pagano utilizzato anche dai cristiani. La sua insolita caratteristica è di essere priva della facciata, con due absidi contrapposte. Era una normale chiesa realizzata, secondo un'antica regola liturgica anteriore all'anno mille, con l'abside ad occidente e la facciata rivolta ad oriente, una regola che si ritrova in alcune fra le chiese Romaniche più antiche in Sardegna, opposta alla prassi liturgica corrente che vuole il sacerdote celebrare ad oriente. È stata successivamente ampliata nel XII secolo, eliminando la facciata e raddoppiando in lunghezza la chiesa, che è stata chiusa con l'abside orientale. Mancando la facciata, nella basilica si entra da un portale doppio gigliato in stile gotico catalano sulla fiancata meridionale, ed anche da due portali semplici, uno nello stesso stile e l'altro in stile Romanico, sul lato opposto. All'interno in corrispondenza dell'abside occidentale, quello che apparteneva alla prima chiesa, si trova l'altare. In corrispondenza di quello orientale è invece presente un il catafalco ligneo con le statue dei tre martiri ed una bella statua equestre seicentesca in legno di San Gavino. Nella cripta della basilica sono sono conservate, in sarcofaghi del III e IV secolo, le reliquie dei tre martiri San Gavino, Proto e Gianuario, fatti uccidere dall'imperatore Diocleziano. Sotto la chiesa, si trovano i resti di una antica chiesa preesistente. La basilica è circondato dalle casette del cosiddetto Atrio Comita.

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Andrea ParodiA Porto Torres mi torna il ricordo di Andrea Parodi, per molto tempo voce del gruppo musicale Tazenda e successivamente solista dotato di voce particolarissima e ricca di sfumature. Andrea Parodi nasce a Porto Torres il 18 luglio 1955 da padre savonese e madre sarda, e qui si diploma Capitano di Lungo Corso ed inizia la carriera di docente. Ma la sua passione è la musica. Inizia nel 1977 nel gruppo Sole Nero che poi diventa Coro degli Angeli. Nel 1988 costituisce, insieme a Gino Marielli e Gigi Camedda, il gruppo dei Tazenda. Il nome viene preso dal romanzo «Seconda Fondazione» di Isaac Asimov, nel quale gioca un ruolo fondamentale il pianeta Tazenda (derivato da Star's End). Con i Tazenda, Andrea inizia un lungo percorso caratterizzato dal costante riferimento alla musica tradizionale ed alla cultura isolana. Iniziano a portare la musica sarda fuori dall'isola. Nel 1990 vincono il premio Tenco con Carrasecare, su un bel testo di Piero Marras; nel 1991 partecipano al festival di Sanremo con la canzone Spunta la luna dal monte cantata in coppia con Pierangelo Bertoli, e nello stesso anno vincono anche il Cantagiro; nel 1992 partecipano di nuovo al festival di Sanremo con Pitzinnos in sa gherra e portano al Festivalbar Preghiera semplice. Nel 1997 Andrea lascia i Tazenda per iniziare una carriera da solista indirizzata alla riscoperta delle diverse musicalità mediterranee. Risultato di questa ricerca è l'album Abacada. Fortemente segnato dal cancro, la malattia che ne mina il fisico ma non la splendida voce, nel 2005 decide di tornare a collaborare con i vecchi amici Tazenda, ottenendo di nuovo un grande successo di pubblico. Si contano oltre 20.000 presenze al concerto di Porto Torres, più di 15.000 presenze a quello de La Maddalena. Le sue due ultime apparizioni pubbliche sono a Cagliari. Il 27 luglio 2006 partecipa a un concerto di Ligabue con una mirabile interpretazione di No potho reposare; il 22 settembre, all'Anfiteatro romano di Cagliari, tiene l'ultimo concerto che vede la riunione di tutti i principali compagni del suo lungo viaggio musicale. È il concerto di addio, nel quale duetta con Elena Ledda cantando Gracias a la vida, e chiude con un «Grazie a tutti quelli che hanno creduto in me, grazie alla vita per avermi fatto conoscere mia moglie» e con una rosa in mano intona per l'ultima volta i versi d'amore di Non potho reposare. Meno di un mese dopo Andrea Parodi muore, dopo due giorni di coma, a Cagliari il 17 ottobre.

A un artista che ho sempre molto apprezzato dedico questo ricordo, con la proposta di alcuni video dei Tazenda presenti su You Tube: festival di Sanremo con la canzone Spunta la luna dal monte cantata in coppia con Pierangelo Bertoli (1991); festival di Sanremo con Pitzinnos in sa gherra (1992); Festivalbar con Preghiera semplice (1992); video dei Tazenda con Carrasecare (1993). Proponiamo anche l'interpretazione del brano classico No potho reposare tratta, quando era ormai ormai minato dal male, dalla sua ultima apparizione al concerto del 22 settembre 2006 a Cagliari, all'Anfiteatro romano. Avevo già assistito a Tharros, tra le rovine romane che la sera vengono illuminate offrendo uno spettacolo suggestivo, a un affascinante concerto dei Tazenda, sotto il cielo stellato mentre dietro il palco al di là  della laguna brillavano le luci della città di Oristano. Allora non avevo ancora cominciato a documentare fotograficamente i miei viaggi in Sardegna. Ho successivamente cercato in diverse occasioni di reincontrare Andrea Parodi, ed al concerto del 28 luglio 2002, allo Stadio Mariotti di Alghero, ho seguito la presentazione in anteprima dell'album Abacada, una ricerca tra i suoni e le melodie della tradizione, le radici sarde e mediterranee intrecciate con quelle della grande Africa. Ciao Andrea: ... e non ci lasceremo mai in questo o all'altro mondo...

Copertina del disco 'Abacada' di Andrea Parodi Concerto di Andrea Parodi (28 luglio 2002) Concerto di Andrea Parodi (28 luglio 2002) Concerto di Andrea Parodi (28 luglio 2002) Andrea Parodi con i Tenores di Bitti (28 luglio 2002) Andrea Parodi con i Tenores di Bitti (28 luglio 2002)

Le spiagge di Porto Torres

Le spiagge di Porto Torres si trovano sul litorale orientale della città, mentre verso occidente c'è la zona industriale con il porto industriale dove attualmente attraccano i traghetti dal continente.

Visualizza la mappa Dal porto turistico, andando verso destra sul lungomare Cristoforo Colombo, prendiamo la strada litoranea per Platamona e qui troviamo le spiagge di Porto Torres. La prima spiaggia che incontriamo è la spiaggia di Scoglio Lungo, che troviamo proprio all'uscita del paese, sabbiosa e delimitata da una lunga e bassa scogliera. Subito dopo la bassa scogliera troviamo la spiaggia delle Acque Dolci, quasi interamente scogliosa e con piccoli tratti sabbiosi.

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Visualizza la mappa Proseguendo sulla via litoranea, poco dopo ci troviamo di fronte a un piccolo gioiello, la bellissima spiaggia di Balai, con la possibilità di scegliere tra sabbia e rocce da cui tuffarsi, dominata dal santuario di San Gavino a Mare detto anche la chiesetta di Balai. Da qui inizia una bella costiera verso Balai Lontano.

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La costa prosegue con cale e calette. Incontriamo la spiaggia di Scoglio Ricco, che troviamo invasa durante l'inverno dalle alghe, ma in Sardegna non sono le mucillagini dell'Adriatico, sono solitamente rami di Posidonia molto sensibile agli agenti inquinanti, presente solo dove il mare è assolutamente privo di inquinamento. Quasi un chilometro più avanti, sulla via litoranea, si incontra un'altra piccola chiesa chiamata chiesetta di Balai Lontano. Le due piccole chiese, Balai e Balai Lontano, secondo la tradizione sarebbero state edificate nel luogo dove sarebbero stati gettati a mare i corpi dei tre martiri - Gavino, Proto e Gianuario - ed in quello dove la corrente li avrebbe riportati a riva.

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Nei dintorni di Porto Torres

Informazioni turistiche Del comune di Porto Torres fa parte l'isola Asinara che visiteremo in una delle prossime tappe. Da Porto Torres parte la SS131 Carlo Felice, la strada a scorrimento veloce che conduce verso Sassari, per proseguire poi verso Macomer e Oristano fino a Cagliari, lungo la quale si trovano gli importanti siti archeologici che descriveremo nella prossima tappa.

Presa la vecchia SS131 di Carlo Felice, cinque chilometri dalla città, direzione Sassari, in località  Li Lioni, ci siamo fermati per un ottimo pasto al caratteristico ristorante Li Lioni gestito da Massimo Pintus con una grande attenzione alla riproposta di menu tipici della cucina tradizionale sarda.

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Ci siamo anche recati in cucina per assistere alla preparazione dei diversi piatti, dalla lavorazione dei culingiones, impasto di farina di semola sarda e acqua ripieno di patate formaggio e menta, alla cottura del porcetto. E nelle cantine dove Massimo effettua in proprio la stagionatura dei formaggi prodotti da pastori locali e da lui proposti alla clientela.

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La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio visiteremo i resti archeologici presenti nella città di Porto Torres e soprattutto il grande altare preistorico di monte d'Accoddi, l'unico ziggurath megalitico nel mondo, e la necropoli ipogeica di su Crucifissu Mannu.

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Alcune foto di questa pagina sono state fornite dall'amico Daniele Mannu.