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Visita della città di Sassari, capoluogo della Provincia, con le principali manifestazioni che vi si svolgono


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, da Porto Torres prenderemo la SS131 Carlo Felice che ci porterà a Sassari. La strada passa poi all'esterno della città e prosegue verso sud, passando per Macomer fino a Oristano, per scendere fino a Cagliari. Dopo aver illustrato i diversi personaggi politici nati a Sassari, visiteremo la città con il suo centro storico e le opere architettoniche che lo rendono unico.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Il Logudoro Turritano, ossia la regione del Sassarese

Il SassareseLl Logudoro era nel medioevo un giudicato che aveva come capoluogo prima Porto Torres e poi Sassari. Oggi possiamo dividere questa regione nel Logudoro Turritano, il cosiddetto Sassarese, a nord, Meilogu a ovest e Montacuto a est. In questa pagina inizieremo la visita del Sassarese, del quale abbiamo già visto in una precedente tappa Osilo. I comuni che ne fanno parte sono: Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Monteleone Rocca Doria, Muros, Osilo, Ossi, Ploaghe, Putifigari, Romana, Sassari, Tissi, Uri, Usini, Villanova Monteleone. Tutta l'area ha una forte impronta agro-pastorale, con splendidi panorami, dominati da rilievi d'origine vulcanica, ampi tratti pianeggianti, scarse foreste che interrompono le grandi distese di pascoli. L'antico popolamento della zona, territorio ideale per i popoli preistorici dal punto di vista ambientale, è testimoniato dai cospicui resti archeologici, cui si aggiungono alcuni notevoli monumenti medioevali.

Da Porto Torres a Sassari

Da Porto Torres per raggiungere Sassari si percorre la vecchia SS131 di Carlo Felice, ma si può anche uscire sulla nuova SS131 che si muove più ad ovest e passa accanto a Sassari per proseguire verso sud per arrivare a Oristano e Cagliari.

Passando Ottava e Li Punti sulla vecchia SS131 raggiungiamo Sassari Informazioni turistiche

Li Punti-I giganti di Mont 'e Prama esposti al centro di restauri di Li PuntiPercorrendo la vecchia SS131 Carlo Felice che proviene dal nord da Porto Torres, passiamo per Ottava ed arriviamo alla frazione Li Punti. Qui è presente il Centro di conservazione e restauro dei beni culturali, nel quale è in corso il restauro dei giganti di Monte Prama, mediante l'assemblaggio di circa 5172 frammenti, tra i quali 15 teste, e 17 busti. I giganti di Monte Prama sono stati trovati a Cabras nel 1974 e per decenni sono stati custoditi dalla soprintendenza in attesa del completamento del restauro. Dei giganti di Monte Prama parleremo a lungo nella tappa nella quale visiteremo Cabras. Partiti da Porto Torres, passate Ottava e Li Punti, dopo 19 chilometri raggiungiamo Sassari.

Un altro modo per raggiungere Sassari percorrendo la nuova SS131

Se da Porto Torres usciamo in via Ponte Romano ed alla rotonda prendiamo verso Stintino, più avanti troviamo l'imbocco della nuova SS131 verso Sassari, Oristano e Cagliari. A metà strada troviamo l'uscita per la frazione di Sassari chiamata La Crucca. Qui troviamo il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites, un parco basato principalmente sull'età romana in Sardegna. Ogni anno vi si tiene una rievocazione dell'antica Roma, dove si fanno vedere l'incontro fra la civiltà romana e quella di altri popoli che sono entrate in contatto con le legioni romane, principalmente i Sardi Pelliti. Il castrum romano è inserito in questo affascinante parco costruito appositamente per le rievocazioni storiche. Una struttura di circa 50x45 metri interamente in legno, doppi fossati, tre torri d'avistamento, palizzata perimetrale è la prima parte del sistema difensivo del forte. Al suo interno si possono visitare le macchine d'artiglieria, le baracche dei legionari con tanto di cucina e latrine, l'armeria, la baracca del comandante del reparto, l'officina del fabbro e un interessante baracca museo con all'interno diorami, immagini, e libri sull'esercito romano e l'antica Roma. Aperto da marzo ad ottobre si può visitare su prenotazione.

La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites La Crucca-Il parco di rievocazione storica Ad Signa Milites

Proseguendo da La Crucca arriviamo, dopo aver percorso 22 chilometri sulla strada a scorrimento veloce, all'esterno di Sassari, che raggiungiamo da una delle uscite della nuova SS131. Da Porto Torres abbiamo percorso 29 chilometri.

La città di Sassari Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SassariSassari (in lingua Tathari, in catalano Sàsser, metri 225, abitanti 120.874) è la seconda città della Sardegna come numero di abitanti e per importanza economica e culturale. La città sorge su un promontorio calcareo che digrada verso il mare ed è circondata da uliveti in parte oggi inglobati all'interno della cerchia cittadina. L'economia agricola di tutta la regione della Nurra, intorno a Sassari, è stata affiancata e parzialmente sostituita da diverse nuove attività del terziario.

La storia di Sassari inizia da quando la città nasce, dopo l'anno mille. Sassari si sviluppa fino a diventare la capitale del Giudicato di Torres quando gli abitanti della costa si portano all'interno per sfuggire alle incursioni dei pirati arabi. Occupata prima dai genovesi, passa poi sotto la dominazione dei Pisani che nel 1267 la invadono guidati dal conte Ugolino della Gherardesca, per poi cederla di nuovo ai Genovesi nel 1288. Nel 1294 si costituisce in libero comune. Nel 1325 inizia l'occupazione aragonese, caratterizzata da ribellioni, carestie, pestilenze, durante la quale subisce diversi attacchi pirateschi che la portano ad edificare le mura difensive delle quali si vedono ancora pochi resti. Passata a Mariano IV d'Arborea e quindi alla figlia, la famosa Eleonora, inizia a rifiorire dal 1420 tornando ad essere la principale città del nord della Sardegna. Caduto il Giudicato d'Arborea, ritorna sotto la corona catalana prima, spagnola poi. Nel 1527 viene devastata da Andrea Doria, per passare nel 1720 ai Savoia. Tra i periodo più tristi della sua storia, vanno ricordate le pestilenze del 1528, del 1580 e soprattutto quella del 1652, di cui resta come ricordo votivo la processione dei Candelieri. Il giudice Giovanni Maria Angioj tenta senza successo, nel 1795, di ridarle l'indipendenza, ma la reazione dei Savoia è durissima.

Sassari ha dato i natali ad Enrico Berlinguer ed anche a due presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Francesco Cossiga.

Enrico BerlinguerEnrico Berlinguer nasce a Sassari nel 1922 da una famiglia della piccola nobiltà rurale, che gli permette di crescere in un ambiente culturalmente evoluto. È cugino di Antonio Segni e di Francesco Cossiga. Anarchico, nel 1937 prende contatto con gli antifascisti Sardi nella prospettiva di una ribellione su base regionale contro il fascismo. Abbandonato l'anarchismo, nel 1943 si iscrive al Partito Comunista e partecipa alla resistenza tra le Brigate Garibaldi. Nel 1949 viene nominato segretario della Federazione Giovanile Comunista. Eletto deputato nel 1968, viene nominato vice-segretario nazionale e guida nel 1969 una delegazione alla conferenza dei partiti comunisti a Mosca, dove, in disaccordo con la linea sovietica, rifiuta di sottoscrivere la relazione finale. Segretario del PCI dal 1972, tenta di collaborare con la DC per realizzare riforme sociali ed economiche, convinto della necessità di un comunismo indipendente dall'URSS che verrà chiamato eurocomunismo. Nel 1973, al termine di una visita ufficiale a Sofia, la sua auto è investita da un camion militare e si salva miracolosamente, ma nel 1991 Emanuele Macaluso dichiarerà che il segretario del PCI sospettava che si fosse trattato di un falso incidente orchestrato dal KGB e dai servizi segreti bulgari per porre fine allo scomodo alleato. Dopo la convalescenza scrive per Rinascita tre famosi articoli intitolati: «Riflessioni sull'Italia», «Dopo i fatti del Cile» e «Dopo il golpe del Cile», nei quali individua nel compromesso storico una soluzione preventiva per le possibili soluzioni di stile sud-americano. È del 1976 la rottura con il PCUS: nel congresso a Mosca parla di un sistema pluralistico e descrive l'intenzione del PCI di costruire un socialismo «che riteniamo necessario e possibile solo in Italia». Nelle elezioni politiche del 1976 il PCI ottiene da solo il 34,4% alla Camera dei Deputati e il 33,8% al Senato, al punto che molti incominciano a pensare a un possibile sorpasso nei confronti della DC. Pochi mesi dopo si reca a Mosca e tiene un discorso che viene addirittura censurato dalla Pravda, nel quale espone di nuovo le teorie eurocomuniste. Nel 1978 moro parla di possibili convergenze parallele e Berlinguer viene ammesso, primo comunista italiano, alle riunioni dei segretari dei partiti della maggioranza come esterno interessato. Nel marzo si prepara il governo Andreotti, cui il PCI dovrebbe fornire l'appoggio esterno, ma il 16 marzo, giorno della presentazione del governo al parlamento, moro viene rapito dalle Brigate Rosse. Dopo il tragico epilogo della vicenda di moro, il PCI resta fuori della maggioranza e torna all'opposizione. Nel 1984, in vista delle elezioni, Berlinguer si reca il 7 giugno a Padova e nel corso del comizio, dopo aver pronunciato la frase: «Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per azienda», viene colpito da un ictus e muore. Milioni di persone partecipano al suo funerale che, in numero di partecipanti, è stato il più imponente in tutta la storia d'Italia, secondo solo a quello di Giovanni Paolo II. Berlinguer viene sepolto a Roma nel Cimitero di Prima Porta.

Antonio SegniAntonio Segni nasce a Sassari nel 1891. Laureato in giurisprudenza nel 1913, diviene docente universitario nel 1920 ed insegna in varie università tra cui quelle di Perugia e Sassari. Aderisce al Partito Popolare Italiano fin dalla sua fondazione ed è consigliere nazionale dal 1923 al 1924. Nel 1942 è tra i fondatori della Democrazia Cristiana e nel 1946 viene eletto deputato all'Assemblea Costituente. Politico di tendenze estremamente conservatrici, è Presidente del Consiglio dal 1955 al 1957 e dal 1959 al 1960. Viene eletto Presidente della Repubblica il 6 maggio 1962 con i voti decisivi del MSI e dei monarchici. I suoi due anni al Quirinale sono segnati da tensioni con il blocco formato da Ugo La Malfa, il PSI e quella parte della DC che spinge per riforme sociali e strutturali. Dopo la caduta del primo governo moro propone al presidente del consiglio uscente un governo di tecnici sostenuto dai militari. Il 7 agosto 1964 viene colpito da trombosi cerebrale, ma non si arriva alla dichiarazione di impedimento permanente che comporterebbe l'elezione di un nuovo Presidente. Dà comunque le dimissioni il 6 dicembre 1964. Divenuto senatore a vita come ex Presidente della Repubblica, muore a Roma l'1 dicembre 1972 a 81 anni. È stato comunque un personaggio molto discusso per aver imposto il governo Tambroni, appoggiato dalle forze dell'estrema destra ma costretto alle dimissioni dalle manifestazioni popolari dopo soli 4 mesi, e per aver agevolato il piano Solo del generale Giovanni De Lorenzo ed il tentativo di golpe di Edgardo Sogno.

Francesco CossigaFrancesco Cossiga nasce a Sassari nel 1928. Laureato in giurisprudenza, insegna diritto costituzionale all'Università di Sassari. Si iscrive alla Democrazia Cristiana nel 1945. Viene eletto deputato nel 1958, 1963, 1968, 1972, 1976 e 1979, e senatore nel 1983. Dopo diversi incarichi, viene nominato Ministro dell'Interno nel 1976 e nel 1978, ma rassegna le dimissioni dopo il delitto moro. Viene nominato Presidente del Consiglio dal 1979 al 1980. Il 24 giugno 1985 diviene l'ottavo Presidente della Repubblica. La sua presidenza può essere distinta in due fasi. Nei primi cinque anni di mandato è rigoroso nell'osservanza delle forme dettate dalla Costituzione, il classico presidente notaio. Poi la caduta del muro di Berlino segna l'inizio della seconda fase. Secondo Cossiga la fine della guerra fredda e della contrapposizione dei due blocchi determina un profondo mutamento del sistema politico italiano, ma i partiti politici e le stesse istituzioni rifiutano di riconoscerlo. Inizia quindi una fase di conflitto e polemica politica che gli vale l'appellativo di presidente picconatore. Divenuto senatore a vita come ex Presidente della Repubblica, muore a Roma il 17 agosto 2010 a 82 anni. È stato comunque un personaggio molto discusso per le forti responsabilità nella copertura di alcuni tra i maggiori scandali ed episodi oscuri della prima repubblica: l'affare De Lorenzo, il rapimento e l'omicidio moro, la strage di Ustica, la loggia segreta P2 di Licio Gelli, l'organizzazione segreta Gladio.

Visita della città

Appena entrati in città, in piazza Santa Maria visitiamo la chiesa di Santa Maria di Bethlem, del XIII secolo, caratterizzata da un primitivo impianto gotico italiano, modificata in stile gotico-aragonese nella seconda metà del XV secolo. Ha la facciata Romanica nella parte inferiore, con un bel rosone gotico nella parte superiore. Annesso alla chiesa è il convento dei Frati Minori Conventuali di Santa Maria di Bèthlem.

Sassari-La chiesa di Santa Maria di Bètlem Sassari-La chiesa di Santa Maria di Bètlem: portone di ingresso Sassari-La chiesa di Santa Maria di Bètlem: interno

Dalla chiesa di Santa Maria iniziamo la visita della città. Proseguendo per viale Coppino, arriviamo ai Giardini Pubblici, nei quali si trova il grande Padiglione dell'Artigianato.

Sul lato di corso Margherita di Savoia si incontra l'Emiciclo Garibaldi, dove sostano le corriere, e da qui via Brigata Sassari porta a piazza castello, che vedremo più avanti. Sempre dalla chiesa di Santa Maria prendendo invece corso Francesco Vico, arriviamo alla Stazione Ferroviaria.

Più avanti, in piazza Sant'Antonio appena all'esterno delle mura storiche della città proprio di fronte all'antica porta di Sant'Antonio demolita nel 1866, troviamo la chiesa di Sant'Antonio Abate, detta anche chiesa dei Servi di Maria, costruita nel '700 su una struttura pre esistente. Ha l'interno a una navata a croce latina. Presso questa chiesa ha sede l'Arciconfraternita dei Servi di Maria. Sulla piazza c'è anche una bella torre merlata, resto delle mura che circondavano la città, dotate di ben 36 torri e quattro porte, quasi completamente distrutte nell'800.

Sassari-La chiesa di Sant'Antonio Abate Sassari-Visita della città Torre merlata

Proseguendo per corso Trinità arriviamo in piazza Mercato, dove troviamo la chiesa della Santissima Trinità, del 1640, presso la quale ha sede l'Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone. Stavo fotografando la chiesa quando mi si è avvicinato un signore anziano che mi ha fatto notare i marciapiedi sconnessi sui quali le persone della sua età inciampano e cadono, chiedendomi di fotografare anche questi come simbolo di incuria e inciviltà.

Sassari-La chiesa della Santissima Trinità Sassari-La chiesa della Santissima Trinità: marciapiedi sconnessi

Sassari-Fontana del RoselloDalla chiesa una ripida scala settecentesca ci porta alla fontana del Rosello, realizzata da artisti Genovesi nel 1606, costituita da due parallelepipedi sovrastati da due archi incrociati sui quali si trova la statua di San Gavino a cavallo. Sui lati le 12 maschere leonine dalle quali sgorga l'acqua.

Molto caratteristico è il vecchio centro storico, nel quale troviamo tracce delle diverse dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli. Nei vicoli si affacciano antichi palazzi nobiliari e si aprono molte botteghe artigianali.

Preso corso Regina Margherita passiamo per il Palazzo dell'Università, costruito tra il 1611 ed il 1651 come Collegio di Studi di San Giuseppe o Studio Generale dei Gesuiti, la cui facciata e l'atrio sono stati restaurati nel 1927. L'Università di Sassari è stata la prima università della Sardegna.

Sassari-Palazzo dell'Università Sassari-Palazzo dell'Università

Raggiungiamo quindi il duomo, la Cattedrale di San Nicola da Bari, edificata nel XIII secolo ampliata in stile gotico catalano dal 1480, con la facciata barocca ed il campanile in stile romanico. Ha l'interno a una sola navata con cappelle laterali, altari lignei del '700 ed altari in marmo dell'800. Conserva un dipinto della Madonna con il Bambino, detto della Madonna del Bosco, di un anonimo artista sardo del '500. Appena passata la piazza Duomo troviamo la Casa Manca del XIX secolo con sulla facciata ben visibile lo stemma della casata.

Sassari-La Cattedrale di San Nicola da Bari: facciata Sassari-La Cattedrale di San Nicola da Bari: veduta laterale Sassari-La Cattedrale di San Nicola da Bari: il campanile Sassari-Visita della città: Casa Manca

 

Sassari-Palazzo DucalePassando dietro il duomo, arriviamo in piazza del comune dove troviamo il Palazzo Ducale, costruito per il Duca dell'Asinara nel XVIII secolo.

Percorrendo le vie e i vicoli del centro storico, in via Santa Caterina passiamo davanti alla chiesa di Santa Caterina, con una bella facciata in stile tardo rinascimentale, eretta dai Gesuiti nel 1580. La chiesa di Santa Caterina è stata la prima in Sardegna ad essere costruita secondo canoni liturgico-architettonici controriformisti, delineati dal Concilio di Trento.

Via Santa Caterina ci porta in corso Vittorio Emanuele II. Preso a sinistra il corso, troviamo sulla sinistra via San Carlo che ci porta in via delle Monache Cappuccine, dove troviamo la chiesa delle Monache Cappuccine con l'attiguo convento. Le clarisse Cappuccine, provenienti dal convento reale di Madrid, arrivarono a Sassari nel 1670. L'autorizzazione alla fondazione del monastero è giunta nel 1690. La chiesa, dedicata a Gesù, Giuseppe e Maria, venne consacrata nel 1692, e nel 1695, grazie al contributo del nobile sassarese Giovanni Tola, è stato costruito l'antiportico. La semplice facciata a capanna è ornata dallo stemma marmoreo del Tola. Nella chiesa ha sede la confraternita dei Santissimi Misteri.

Sassari-Corso Vittorio Emanuele IITornati in corso Vittorio Emanuele II, con i suoi numerosi negozi, lo percorriamo in senso opposto, verso sud est, ed incontriamo la chiesa di Sant'Andrea, iniziata nel 1648 e terminata nel XVIII secolo con il completamento della facciata, secondo i canoni dello stile rococo di importazione piemontese. Questa chiesa è la sede dell'arciconfraternita del Santissimo Sacramento.

Dal corso Vittorio Emanuele II, una breve deviazione sulla destra ci porta in piazza Azuni, dove è collocato il monumento al giurista Domenico Alberto Azuni. Il corso termina in piazza Castello, dove si affaccia il Palazzo del Distretto Militare.

Sassari-Piazza castello Sassari-Palazzo del Distretto Militare Sassari-Da Piazza castello veduta di Piazza d'Italia

Sassari-Panoramica di Piazza d'ItaliaDa piazza Castello ci affacciamo su piazza d'Italia, definita dai sassaresi il salotto cittadino, realizzata nel 1872 sulla superficie di ben un ettaro, intorno alla quale si è sviluppata la parte ottocentesca della città, con diversi palazzi in stile liberty. Qui si affacciano il Palazzo Giordano, in stile neogotico, ed il bellissimo Palazzo della Provincia, del 1880, in stile neoclassico.

Sassari-Palazzo della Provincia Sassari-Via Roma

Guardando il Palazzo della Provincia, sulla sinistra siamo arrivati da piazza castello e sulla destra inizia via Roma, considerata il salotto dei sassaresi. In via Roma si trova il Museo Archeologico ed Etnografico Giovanni Antonio Sanna, che descriveremo più avanti.

Subito all'esterno della città, verso sud-ovest in direzione della strada provinciale per Ittiri, in via delle Croci, troviamo la bella chiesa di San Pietro in Silki, del XII secolo modificata poi nelle sua strutture nel XVII secolo.

Sassari-La chiesa di San Pietro in Silki: veduta laterale Sassari-La chiesa di San Pietro in Silki: facciata

Sassari-Hotel Marini 2Nei nostri viaggi a Sassari abbiamo soggiornato in diversi alberghi ma ci è rimasto piacevolmente gradito il soggiorno all'Hotel Marini 2, situato non in centro ma nei pressi di piazza Antonio Segni, nella zona degli impianti sportivi, a pochi passi dal Palasport e dallo stadio di Calcio «Vanni sanna». Si trova in una posizione molto tranquilla e per questo offre una permanenza estremamenta confortevole.

Il Museo Archeologico ed Etnografico Giovanni Antonio Sanna

Il volume «Il Museo Archeologico ed Etnografico Giovanni Antonio Sanna di Sassari G.A.sanna»In via Roma troviamo il Museo Archeologico ed Etnografico Giovanni Antonio Sanna, la principale istituzione museale della Sardegna centro-settentrionale, per dimensioni e importanza scientifica delle sue raccolte. Comprende raccolte archeologiche, provenienti da donazioni ed acquisizioni attraverso ricerche e scavi condotti dalla locale Soprintendenza per i Beni Archeologici, e raccolte etnografiche. Nel Museo sono conservati reperti archeologici tra i quali quelli attribuiti alla cosiddetta cultura di Arzachena, nonché testimonianze storiche ed etnografiche dei diversi periodi della preistoria e della storia dell'isola.

Porto Torres-Altare di Monte d'Accoddi: ricostruzione del tempio rosso Porto Torres-Altare di Monte d'Accoddi: ricostruzione del secondo tempio Porto Torres-Altare di Monte d'Accoddi: ricostruzione del tempio abbandonato e ricoperto dalla vegetazione Mara-Bonu Ighinu: idoletti volumetrici appartenenti alla cultura di Bonu Ighinu Arzachena-Necropoli di La Macciunitta: strumento e collane in pietra Ozieri-Grotta di San Michele: vasi della cultura di Ozieri Vaso della cultura di Abealzu Vasi della cultura di Monte Claro Vaso della cultura di Monte Claro Statuetta della Dea Madre risalente alla cultura di Monte Claro Vasi della cultura del Vaso Campaniforme Vaso della cultura del Vaso Campaniforme Vasi della cultura di Bonnanaro Cultura di Bonnanaro: tracce di trapanazione cranica a scopo curativo Mara-Nuraghe Badde Rupida: navicella del Re Sole  Laerru-Monte Ultana: navicella con protome animale Tula-Navicella con protome a forma di testa di toro Ardara-Scala de Boes: navicella con protome taurina Località conosciuta-Bronzetto di orante con corna Località conosciuta-Bronzetto di orante con goliera Sorso-Serra Niedda: capo tribù munito di lancia con un ariete o muflone al guinzaglio e spada Illorai-Vitello in bronzo Orroli-Nuraghe Arrubiu: vaso in bronzo Porto Torres-Il Palazzo del Re Barbaro: fuso di osso Porto Torres-Il Palazzo del Re Barbaro: simbolo maschile in terracotta Porto Torres-Il Palazzo del Re Barbaro: busto in marmo Porto Torres-Il Palazzo del Re Barbaro: statua in marmo

Feste e sagre che si svolgono a Sassari

A Sassari sono importanti i riti della Settimana Santa, che sono organizzati e coordinati dall'Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone, dall'Arciconfraternita dei Servi di Maria, dall'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, e dalla confraternita dei Santissimi Misteri.

Si svolgono, inoltre, due manifestazioni civili di particolare importanza, ossia la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri.

I riti della Settimana Santa a Sassari

Ogni anno Sassari rinnova l'appuntamento con i riti della Settimana Santa. Le cerimonie iniziano la domenica delle Palme, con la rievocazione dell'entrata di Gesù a Gerusalemme e con la processione con i ramoscelli di ulivo e le palme in mano e la loro benedizione.

Il lunedì Santo viene letto durante la messa un brano del profeta Isaia che annuncia la scelta di colui che dovrà salvare l'umanità.

Il martedì Santo si svolge la processione dei Misteri, organizzata dalla confraternita omonima. Il rito risale al 1685 quando giunsero dalla Spagna le statue rappresentanti alcune fermate della via Crucis, a cui poi è stata aggiunta la Madonna Addolorata. Dopo la messa in onore dei defunti della confraternita dei Santissimi Misteri, celebrata nella chiesa delle Monache Cappuccine, da qui sono portati in processione accompagnati dai confratelli i simulacri dei Misteri: Gesù nell'orto degli ulivi; la cattura di Gesù; il Cristo flagellato sofferente e con le mani legate; l'Ecce Homo con la corona di spine, un bastone di canna come di scettro e un manto rosso; la Veronica; il baldacchino del Cristo in Croce; ed a chiudere l'Addolorata vestita a lutto e trafitta da sette pungali rappresentanti i Dolori. Oggi, tranne Gesù nell'orto degli ulivi e la Veronica, vengono portati in processione i simulacri originali. Il corteo si chiude nella chiesa della Santissima Trinità e durante il percorso si odono lo Stabat Mater e il Miserere.

Il mercoledì Santo si svolge la processione dell'Addolorata organizzata dalla confraternita del Santissimo Sacramento, che parte dalla chiesa di Sant'Andrea e durante la quale il simulacro della Madonna Addolorata e del Cristo in croce faranno sosta a San Giacomo e San Nicola.

Il giovedì Santo vengono benedetti gli oli e nella chiesa della Santissima Trinità, dopo la Messa in Coena Domini, si effettua la lavanda dei piedi ad alcuni confratelli.

Il venerdì Santo nella chiesa di Sant'Antonio Abate si svolge la Messa Fuggi Fuggi, dopo la quale prende il via la processione della Madonna Addolorata, a cura dell'arciconfraternita dei Servi di Maria, che sosta a San Giacomo e San Nicola. Il pomeriggio, curati dall'arciconfarternita di Santa Croce e del Gonfalone, nella chiesa della Santissima Trinità viene celebrato il rito de Su Scravamentu, ossia la deposizione del Cristo morto, dopo la quale parte la Via Crucis per le vie della città che tocca le chiese di piazza Duomo.

Il sabato Santo si svolge la benedizione dell'acqua, del fuoco e del cero e si aspetta la mezzanotte suggellata da un liberatorio Gloria in Excelsis Deo.

La domenica di Pasqua si celebra il rito de S'Incontru, l'incontro di Gesù con Maria. Dalla chiesa della Santissima Trinità parte la processione con Gesù risorto, a cura dell'arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone; mentre dalla chiesa di Sant'Antonio Abate prende il via la processione della Madonna condotta dall'arciconfraternita dei Servi di Maria. I due cortei si incontrano in piazza Mazzotti alla presenza di tutte le confraternite, cui segue la santa Messa.

La Cavalcata Sarda

Partendo da piazza Italia, la penultima domenica di maggio si svolge a Sassari la più grande festa della Sardegna a carattere non religioso. È la Cavalcata Sarda, nata come omaggio per la visita a Sassari del re d'Italia nel 1899 per l'inaugurazione in piazza Italia del monumento a Vittorio Emanuele.

È una manifestazione di grande richiamo turistico cui partecipano gruppi in costume, cavalieri e suonatori provenienti da tutta l'isola. La mattina è dedicata alla sfilata in costume, alla quale partecipano migliaia di figuranti, a piedi, a cavallo e su carri decorati con fiori. La sfilata è lunga due chilometri e percorre tutta la città, dalla periferia a piazza d'Italia.

Il pomeriggio si svolgono le acrobazie a cavallo. La sera, infine, in piazza d'Italia, i gruppi in costume che hanno sfilato la mattina ritornano e si esibiscono nei caratteristici balli tipici sulle note dei motivi folcloristici.

La discesa dei Candelieri

La Festa Manna, la festa grande, è la famosa processione conosciuta come Discesa dei Candelieri o Faradda de li Candaleri. Nata ai tempi della dominazione pisana, è diventata festa votiva alla fine della peste del 1652, quando le corporazioni delle arti e dei mestieri, chiamate con parola spagnola Gremi, si impegnarono ad offrire all'Assunta dei ceri che sarebbero stati portati in processione ogni anno il 14 agosto, da piazza Castello fino alla chiesa di Santa Maria di Bèthlem.

Le corporazioni delle arti e dei mestieri sono quelle dei piccapietre, viandanti, zappatori, falegnami, ortolani, calzolai, muratori, sarti e massai/agricoltori.

Nella processione i gremianti, con i loro costumi spagnoleschi, non portano veri ceri, ma nove grandi colonne in legno del peso di 200-300 chili, a forma di ceri, avvolti dai colori dei nastri di raso detti Li betti e decorati con l'immagine del patrono del Gremio o con gli strumenti del lavoro. Attraversano tra una grande ala di folla il centro della città, con una danza ritmata dal battere dei tamburi.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Sassari prendiamo verso ovest la SS291 della Nurra che, passato il nuraghe Bonassai, arriva a un bivio. Proseguendo dritti si andrebbe verso Santa Maria la Palma; dalla destra arriva la strada la SP42 da Porto Torres. La prenderemo sulla sinistra dove, sempre con il nome di SS291, ci porterà ad Alghero che sarà la meta della nostra prossima tappa.

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