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Risalendo il promontorio di Capo Caccia verso Porto Ferro e l'Argentiera
In questa tappa del nostro viaggio, visiteremo le coste della parte settentrionale del promontorio di Capo Caccia, quella più selvaggia. Dalla spiaggia del Porticciolo a Porto Ferro e, dopo aver visitato il Lago Baratz, fino a Porto Palmas e all'Argentiera.
Dal Porticciolo a Porto Ferro 
Da Capo Caccia torniamo indietro fino al bivio con verso destra l'indicazione di Sassari e svoltando in questa direzione prendiamo la SP55/bis. È la strada che porta verso Santa Maria la Palma.
Dopo 1,4 chilometri svoltiamo a sinistra all'indicazione per il Porticciolo, percorriamo 900 metri di strada asfaltata che porta al campeggio, e dopo 200 metri arriviamo alla spiaggia del Porticciolo, una lunga spiaggia di sabbia e ciottoli in una cala con bassa macchia mediterranea, con calette e rocce a picco sul mare.

Santa Maria la Palma è una frazione di Alghero ad economia prevalentemente agricola. È nota soprattutto per la sua Cantina Sociale che trae le sue origini nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, quando, in base a un provvedimento emanato a livello nazionale, si procedette all'esproprio di una vasta superficie di terra utilizzata esclusivamente per la pastorizia, dandola in concessione a braccianti agricoli. La Cantina è nata nel 1959 su iniziativa di cento viticoltori ed attualmente conta oltre quattrocento soci, che lavorano circa 50.000 quintali d'uva l'anno. Produce, tra gli altri vini, il Vermentino Aragosta, il Cannonau Le Bombarde, il Monica di Sardegna.

A Santa Maria la Palma saremmo potuti arrivare anche direttamente da Sassari percorrendo la SS291 che passa per la località Tottubella e ci porta in zona dopo aver percorso 31 chilometri.
Arrivando a Santa Maria la Palma con la SS291 provenendo da Sassari, poche decine di metri dopo l'incrocio con la SP42 che unisce Alghero a Porto Torres, troviamo il sito archeologico di Sant'Imbenia. Il sito è ubicato all'interno di una proprietà privata, per visitarlo bisogna prendere accordi con la Soprintendenza Archeologica di Sassari. Del complesso nuragico di Sant'Imbenia fa parte un nuraghe complesso, formato da un mastio centrale, due torri laterali ed un bastione che le circonda. Il nuraghe non è in buone condizioni e non è stato ancora oggetto di scavi approfonditi. E' presente, inoltre, un villaggio di capanne, solo parzialmente messo alla luce. Il villaggio fu abitato tra il XV e il V secolo a.C. circa. L'importanza del complesso risiede proprio a questo villaggio, dal quale sono state tratte importanti informazioni sui rapporti tra la popolazione preistorica locale e le popolazioni di provenienza orientale agli inizi dell'Età del Ferro. Sono forti le analogie tra questo villaggio e quelli di Genna Maria a Villanovaforru e di Soroeni a Lodine.
A Porto Ferro, così denominato per la grande distesa di terra rossiccia che lo caratterizza, arriviamo sempre dalla SP55/bis, quasi quattro chilometri più avanti, seguendo sulla sinistra l'apposita indicazione. Dopo due chilometri raggiungiamo la spiaggia di Porto Ferro. Quella di Porto Ferro è un'ampia baia all'interno della quale, tra alte scogliere, troviamo la spiaggia. A sua difesa sorgono a nord la torre Negra e vicino ad essa, verso la spiaggia, la torre Bianca, poi dopo un ampio litorale a sud la torre di Bantine 'e Sale. La spiaggia di Porto Ferro è una mezzaluna di sabbia fine rossiccia con molti scogli, circondata da dune e folta macchia mediterranea, dominata dalle tre seicentesche torri spagnole già citate. La posizione dell'arenile, ben ventilato dal maestrale, ne fanno uno dei paradisi preferiti dai surfisti. Sull'estrema destra della spiaggia, sotto le due torri, si ha qualche presenza naturista.

Nei dintorni di Porto Ferro sono state rinvenute statuine in marmo di divinità femminile del tipo a traforo, che si fanno risalire alla cultura di Abealzu-Filigosa. Hanno le braccia staccate dal busto e ricondotte alla vita, sono cruciformi e piatte, e presentano forti analogie con alcune statuine trovate nelle isole Cicladi in Grecia.
Il Lago Baratz 
Proseguendo lungo la SP55/bis, dopo altri due chilometri una indicazione sulla sinistra ci fa imboccare la strada per Palmadula. Dopo due chilometri svoltiamo ancora a sinistra e poco più avanti si comincia a vedere tra la folta vegetazione il bel lago Baratz. In Sardegna si trovano molti laghi, ma sono tutti artificiali, creati con dighe nell'invaso dei diversi fiumi. Il lago Baratz è invece l'unico vero lago naturale della Sardegna. Lo specchio d'acqua è situato in un ambiente molto bello, circondato da un bosco di pini e macchia mediterranea dove nidificano la folaga e il germano reale. La vegetazione tutta intorno è costituita soprattutto da lecci sparsi, macchia mediterranea e qualche palma nana; mentre sulle rive domina l'enula vischiosa accompagnata dal giunco e dalle tamerici.

Da Porto Palmas all'Argentiera 
Proseguiamo da Porto Ferro, in direzione Palmadula, per visitare la costa con le splendide calette e spiagge di Porto Palmas e dell'Argentiera.
Siamo arrivati a Palmadula, una frazione di Sassari di circa 650 abitanti situata nel cuore della Nurra, da cui il mare dista solamente tre km e presenta acque di colore cristallino, caratteristico delle più blasonate spiagge sarde.
Ci saremmo arrivati più comodamente prendendo la SP42 dalla periferia occidentale di Porto Torres, passata la zona industriale, che attraversando la località Campanedda porta verso sud a Fertilia e ad Alghero, e dopo 20 chilometri, svoltando a sinistra appena superata la cantoniera di Jonne Abbas, porta a Palmadula.
Prima del paese prendiamo sulla sinistra la SP8, superiamo Palmadula e dopo 2,5 chilometri, dopo una discesa con curve e tornanti, troviamo sulla destra le indicazioni per la spiaggia di Porto Palmas. A mezzaluna, lunga quasi 30 metri e larga altrettanto, è formata da ciottoli con sabbia, residuo delle lavorazioni minerarie.

Dopo la deviazione per Porto Palmas, proseguiamo lungo la SP8 per altri 2,7 chilometri, sempre tra curve e tornanti (sembra di non arrivare mai), e raggiungiamo il borgo dell'Argentiera. È un antico centro minerario sorto nell'800 per lo sfruttamento dei giacimenti di piombo e zinco, abbandonato poi nel 1962. Rappresenta un significativo esempio di archeologia industriale con molte strutture del nucleo principale, inserite in un paesaggio bellissimo, realizzate in legno, con tetti a capanna. Notevole la grande costruzione in muratura e legno della Laveria. Al termine della strada ci si apre davanti agli occhi una stupenda baia, al centro della quale è posizionata la spiaggia dell'Argentiera detta anche cala Frana, costituita a destra e sinistra da due spiagge formate da ciottoli e polvere residuo della lavorazione dei metalli, tra alte scogliere, e con tra le due spiagge la vecchia piscina.

La prossima tappa del nostro viaggio
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Nella prossima tappa del nostro viaggio, partendo da Alghero ci recheremo a Olmedo e da qui entreremo in Logudoro nella zona di Coros, dove visiteremo Uri, Ittiri e Usini, con le loro zone archeologiche. Per giungere a Uri passeremo accanto al lago artificiale del Cuga. |
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© Claudio de Tisi 2002-2009
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