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Ci rechiamo nel Goceano dove vistiamo Bultei con la sua foresta demaniale, Benetutti e Nule, quindi andiamo ad Anela


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, partendo da Nughedu San Nicolò, ci recheremo nella regione del Goceano per visitare Bultei con la sua foresta demaniale. Da qui raggiungeremo Benetutti e Nule dove è stato ritrovato il più strano e misterioso bronzetto conosciuto, che rappresenta un mostro antropomorfo, metà toro e metà uomo, quasi un centauro in versione preistorica. Tornati a Bultei, proseguiremo sulla SS128bis che ci porterà a raggiungere Anela.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

La regione del Goceano

Il GoceanoIl Goceano è la regione della Sardegna centro-settentrionale che comprende il tratto del bacino superiore del fiume Tirso, di fronte al quale si affaccia la catena montuosa che porta il nome della regione stessa, comprendente i rilievi montuosi del Monte Rasu, che con i 1258 metri di Sa Punta Manna rappresenta la vetta più alta del Goceano, e Punta Masiennera, di 1157 metri, nel Demanio Forestale di Anela. Il Goceano si sviluppa interamente in Provincia di Sassari. I comuni che ne fanno parte sono: Anela, Benetutti, Bono, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai e Nule. L'economia è basata su cerealicoltura, pastorizia e sfruttamento forestale.

Bultei Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di BulteiDa Nughedu di San Nicolò proseguiamo sulla SP36 e dopo 23 chilometri raggiungiamo Bultei (in lingua Burtei, metri 509, abitanti 1.227), antico centro agropastorale con la caratteristica posizione delle case che si arrampicano sui fianchi di un'angusta valle. Il nome indica la concia delle pelli ed il suo avvenire è legato allo sviluppo degli stabilimenti termali e allo sviluppo delle risorse della montagna. Bultei conserva le antiche usanze, i costumi e le tradizioni. Ci si arriva anche con la SS128/bis proveniente da Pattada.

Nel rione di Orriata si trova la chiesa parrocchiale di Santa Margherita, dedicata alla patrona di Bultei. Una pietra ci ricorda, nella sua iscrizione, il 1595 come l'anno di edificazione della vecchia chiesa parrocchiale.

Nello stesso quartiere si trova anche la chiesetta dedicata a San Sebastiano.

La navicella di Bultei rinvenuta in località Is Argiolas

Bultei-La famosa navicella con protome cervina rinvenuta in località Is ArgiolasSono numerosi i siti archeologici situati nel territorio di Bultei. A Bultei, in località Is Argiolas, è stata rinvenuta una navicella bronzea con protome di cervo e uccelli e cani sul parapetto e sulle colonnine, conservata oggi nel Museo Nazionale Archeologico di Cagliari. Significativa la presenza dei cani, segno che persino gli autori della navicella forse già li conoscevano. Nell'Iglesiente, vicino a Ploaghe e in poche altre zone, vivono oggi gli ultimi esemplari di levrieri sardi, una specie con antichissime origini ed oggi a rischio di estinzione.

I dintorni di Bultei con la sua foresta demaniale, le terme ed i resti archeologici

Nei dintorni del paese è presente la foresta demaniale di Bultei, che rappresenta una delle poche foreste sopravvissute nell'isola. All'interno della foresta si trova la caserma forestale del Monte Paidorzu, alto 1002 metri. In un ambiente singolare per vastità e bellezza, è possibile un'agevole escursione, data la presenza di comode strade e sentieri che portano a vedere molte specie di piante: leccio, roverella, sughera, il tasso, l'agrifoglio. Notevole anche la fauna: il cinghiale, la martora, la volpe, la donnola, i colombacci, le pernici, i merli, gheppi, poiane e sparvieri. Immersa nella foresta si trova la chiesetta della Madonna di Fatima.

Bultei-La Foresta Demaniale Bultei-La Foresta Demaniale Bultei-La Foresta Demaniale Bultei-La Foresta Demaniale Bultei-La Foresta Demaniale Bultei-La Foresta Demaniale con la chiesetta della Madonna di Fatima

Seguendo la SS128/bis proveniente da Pattada, raggiungiamo il bivio per Bultei che si supera e dopo circa due chilometri vediamo sulla sinistra della strada il nuraghe Nurchidda. È un nuraghe complesso, di cui però rimane in buone condizioni solo la torre centrale con la camera che ha ancora la copertura a tholos. L'interno della struttura è inaccessibile perché l'ingresso è ostruito dai crolli.

Proseguendo per circa sei chilometri arriviamo ad un secondo bivio per Bultei, giriamo a destra, si va avanti ancora un paio di chilometri e sulla sinistra troviamo le terme di San Saturnino. Nell'area delle terme, all'interno dello stabilimento termale Angioi, si trovano i resti delle antiche terme romane di Aquae Lesitanae, costituiti da un calidarium, vasca per acqua calda, e da alcune iscrizioni. La chiesa di San Saturnino si trova a circa sette chilometri da Bultei nelle vicinanze delle terme romane di Aquae Lesitanae. Edificata nell'XI secolo dai Pisani, nel 1164 divenne proprietà dei monaci Camaldolesi. La costruzione è realizzata interamente in trachite rossa, ha una sola navata, con abside a semicerchio e copertura in legno. Caratteristico è il campanile a vela situato sul lato posteriore della chiesa, al di sopra dell'abside.

Da Bultei usciamo sulla SP86 verso Benetutti e troviamo sulla destra della strada le Terme Aurora, che troviamo a circa otto chilometri dal paese. Poco più avanti troviamo la domu de janas de Su Anzu 'e Sos Beccos, che raggiungiamo passando per la campagna, ma è molto difficile da individuare e da raggiungere. Ha un portello di forma esagonale dal quale si accede all'antecella, che presenta il soffitto scolpito a doppio spiovente a rappresentare il tetto delle case, dalla quale si accede a cinque celle. Dalle Terme Aurora, percorso poco più di un chilometro si parcheggia l'auto e entriamo in un pascolo sulla sinistra. Dopo qualche centinaio di metri, sopra una collinetta alta 280 metri, troviamo il nuraghe di Luzzanas. È un protonuraghe del tipo a corridoio ancora in buone condizioni. Visto in pianta ha una forma ovale, mentre all'interno è attraversato da un corridoio rettilineo con copertura a piattabanda. Il nuraghe è circondato da un grosso muraglione al cui interno ci sono le tracce di un villaggio preistorico. Le domus de janas di Luzzanas si trovano vicino al fiume, e vi si può entrare solo dall'alto, da un ingresso a pozzo. Dopo essere discesi, ci troviamo in un vano dove sono presenti due portelli, che conducono a due tombe, una delle quali è formata da un'anticella più tre cellette di cui solo due sono accessibili.

Continuando ancora sulla SP86, dopo poco svoltiamo a destra su una strada sterrata verso la località Puddighinu. Dopo aver attraversato il Rio Minore e il Rio Mannu, troviamo i nuraghi Puddighinu Basso e Puddighinu Alto, difficili da raggiungere. Il nuraghe Puddighinu Basso è monotorre, circondato da una muraglia. Il nuraghe di Puddighinu Alto, invece, è di tipo complesso, con un cortile interno e torri laterali collegate da corridoi.

Dalle Terme Aurora, percorsi poco più di due chilometri, si scorge sulla destra il nuraghe Carvoneddu. È un nuraghe monotorre, con camera con volta a tholos e con un enorme architrave monolitico sull'ingresso.

Benetutti Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di BenetuttiDa Bultei prendiamo la SS128/bis verso est, la seguiamo per sette chilometri, poi giriamo a destra sulla SP7 che dopo 4,5 chilometri ci porta a Benetutti (metri 406, abitanti 2.200), alle pendici dell'altopiano del Goceano, con un territorio che degrada fino all'alta valle del fiume Tirso. Benetutti è conosciuto anche per le sue sorgenti termali che si trovano sparse qua e là per il suo territorio. Esistono tre stabilimenti privati e diverse sorgenti spontanee in cui è possibile fare liberamente il bagno.

In centro troviamo la chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Elena Imperatrice, edificata nel 1618 su una precedente struttura del 1400. Del 1670 è il campanile la cui cupola raggiunge i 25 metri di altezza. All'interno si conservano in buono stato quattro quadri attribuiti al Maestro di Ozieri. Le tele, conosciute come il retablo di Sant'Elena, rappresentano la crocifissione, il ritrovamento della vera croce, la prova della vera croce e Sant'Elena.

Resti archeologici nei dintorni di Benetutti

Nei pressi del Cimitero di Benetutti, in località Maone, a sud del paese, troviamo il dolmen di Monte Maone, che versa purtroppo in condizioni di grave degrado anche a causa delle frequenti incursioni di visitatori clandestini. È difficile da visitare perché situato in un terreno privato. È un esempio di ibrido tra due diversi sistemi di sepoltura, quello ipogeico e quello megalitico, è infatti costituito da una grotta scavata nella roccia naturale, sul modello delle domus de janas, che è completata da muratura a secco sui fianchi e coperta con un unico lastrone. La sostituzione dei lastroni di fiancata con il muretto a secco indica che si tratta di una sepoltura realizzata in periodo successivo a quello nel quale sono stati realizzati i veri dolmen megalitici. Il monumento è stato attribuito alla cultura di San Michele di Ozieri che si è sviluppata tra il 4.000 ed il 3.400 a.C. Nelle vicinanze si trova una tomba dei giganti quasi totalmente distrutta, comunque si vede ancora una piccola parte dell'esedra ed il basamento del vano rettangolare.

Davanti al Cimitero di Benetutti, troviamo alcuni cartelli turistici che indicano le domus de janas. Seguendo le indicazioni, percorriamo circa un chilometro, sino a trovare sulla destra una villetta. All'interno del giardino troviamo la domu de janas di Montrigu Lolloe. Continuando sulla stessa strada fino alla fine del tratto asfaltato, sulla sinistra vediamo un terreno chiuso da una cancello verde, all'interno del quale troviamo una grande stalla bianca. All'interno di questo terreno privato si trovano le domus de janas di Molimentos.

Per raggiungere il nuraghe S'Aspru, da Benetutti si esce verso l'innesto della SS128/bis e dopo circa un chilometro e mezzo troviamo una deviazione a sinistra che attraversa gli oliveti e porta, dopo poco più di un chilometro, ad una casa colonica vicino alla riva sinistra del Tirso. Qui troviamo il nuraghe, uno dei più grandi del Goceano, che purtroppo oggi è in cattivo stato di conservazione. È un nuraghe complesso quadrilobato, con un mastio centrale al quale in seguito furono aggiunte altre tre torri circondate da un bastione. Nel mastio troviamo una camera con copertura a tholos e un corridoio che porta alla scala, con la quale si sale al piano superiore, dove troviamo una seconda camera anch'essa con copertura a tholos. Nelle vicinanze del nuraghe, su un'altra altura, si trovano, vicine tra loro, le due domus de janas di Sa Mandra 'e Giosso.

Nule Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di NuleProseguendo sulla SP7, dopo tre chilometri raggiungiamo Nule (metri 650, abitanti 1.597), piccolo paese famoso soprattutto per la produzione del tipico tappeto a fiamma, realizzato esclusivamente in modo artigianale secondo l'antica tecnica di tessitura annessa all'utilizzo del telaio verticale. Oltre che per la tessitura, Nule si distingue per l'ottima produzione di formaggio pecorino, le gustose provolette e i dolci tipici. Si ha ragione di supporre che la sua fondazione risalga al periodo dell'ultimo Impero di Roma, o per lo meno al primo medioevo.

Nel centro del paese si trova la chiesa parrrocchiale dedicata a Santa Maria Bambina, caratterizzata dai due campanili di cui uno, antico, unico nella zona perchè a sezione circolare.

Il nuraghe Voes in territorio di Nule con il bronzetto rappresentante un mostro antropomorfo

Nule-Nuraghe Voes: centauro androcefalo a corpo taurinoDa Nule prendiamo la SP7 per Bitti, percorriamo circa sei chilometri, poi svoltiamo a destra in una strada bianca delimitata da due muretti di pietre che porta davanti al nuraghe Voes. Il nuraghe è un grande nuraghe quadrilobato, composto da un mastio centrale e tre torri unite da un bastione, molto simile come tipologia al nuraghe di Santu Antine di Torralba. Ha pianta con la forma di triangolo convesso. I muri esterni sono costituiti da bastioni alti sino a nove metri, al cui interno si trovano le torri e un piccolo cortile. Il mastio centrale si sviluppa su tre piani, dei quali il piano terra è inaccessibile, mentre il primo piano possiamo visitare interamente percorrendo l'ampio corridoio, dal quale si accede alle quattro celle delle tre torri. La torre centrale conserva anche parte del secondo piano e la volta parzialmente crollata. Ciò che accumuna questo nuraghe al Sant'Antine, sono i grandi corridoi laterali sovrapposti, che collegano sui due piani le tre celle situate all'interno delle torri laterali. Nel territorio è stato ritrovato il più strano e misterioso bronzetto nuragico conosciuto, che rappresenta un mostro antropomorfo, metà toro e metà uomo, quasi un centauro in versione nuragica. O forse rappresenta il Boe Muliache, un uomo divenuto toro, mitico personaggio del folclore sardo.

Anela Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di AnelaTornati a Bultei, prendiamo la SS128/bis verso sud e dopo due chilometri entriamo in Anela (metri 446, abitanti 832), piccolo centro pastorale posizionato alle falde della Punta Masiennera. Si tratta del paese più antico del Goceano, essendo stato fondato probabilmente dai Romani che vi impiantarono una colonia di latini all'epoca di Silla quando fu sede di una «mansio» ossia di una fattoria. Deriva il nome dal sardo «anela» che sta ad indicare senza sole, poco soleggiata.

Prima di entrare in Anela, sulla SS128/bis venendo da Bultei troviamo la chiesa di Nostra Signora di Mesumundu, del 1162, che sorge poco fuori dell'abitato. All'interno conserva due interessanti statue lignee del XVII-XVIII secolo. Questa chiesa sta a dimostrare l'importanza di Anela nel medioevo, come capoluogo della Curatoria del Goceano. L'anno successivo alla consacrazione, la chiesa è stata donata ai monaci Camaldolesi insieme a quelle di San Saturnino e di San Giorgio di Aneletto.

Per Anela erano anni di grande prosperità è di benessere, ma poi, durante la dominazione aragonese, le malattie e la fame hanno decimato la popolazione che, verso la fine del 1600, si era ridotta a circa 200 persone. Il capoluogo della Curatoria si era ridotto a un paese con strade irregolari e mal tenute e con la chiesa parrocchiale, dedicata ai martiri Cosma e Damiano, priva di arredi sacri. Nel 1830 il paese contava appena 430 abitanti raggruppati nel rione della chiesa, che è stata demolita per far posto all'attuale chiesa parrocchiale dedicata anch'essa ai santi Cosma e Damiano.

Nei dintorni di Anela la sua foresta demaniale e la necropoli di Sos Furrighesos

La foresta demaniale di Anela è molto vasta e suggestiva e rappresenta la meta più significativa nei dintorni. Quest'area naturale si collega alla foresta di Bultei ed a quella di Bono. La possiamo raggiungere prendendo a sinistra dalla SS128/bis verso Bono una strada asfaltata che porta direttamene alla caserma forestale di Monte Masiennera, di metri 1157.

Al confine con il territorio di Nughedu San Nicolò, recenti scavi hanno messo in luce la necropoli di Sos Furrighesos, in parte ancora da scavare. La necropoli, molto difficile da raggiungere, è composta da 20 tombe, sette delle quali decorate con bassorilievi rituali raffiguranti protomi taurine e false porte. Altre sei presentano ancora tracce della pittura rossa che originariamente ricopriva le pareti. I particolari architettonici delle tombe, come i pilastri, gli architravi e le lesene, le rendevano simili alle case abitate in vita. Gli ingressi di quasi tutte le tombe sono rialzati rispetto al terreno, e ad alcune si accede mediante gradini scavati nella roccia. La necropoli è attribuita alla cultura di San Michele di Ozieri che si è sviluppata tra il 4.000 ed il 3.400 a.C. In seguito è stata riutilizzata dalle culture successive. Ad esempio, nella seconda tomba sono presenti incisioni dell'ultima fase delle domus de janas, quella della cultura di Filigosa che si è sviluppata tra il 2.900 ed il 2.500 a.C. La tomba del Re reca scolpita all'esterno una stele-porta, come quelle delle tombe dei giganti.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita del Goceano e ci recheremo a visitare Bono, città natale di Giovanni Maria Angioy. Passeremo poi per Bottidda e ci recheremo a Burgos, dove visiteremo il castello di Burgos, detto anche castello del Goceano, e la foresta di Burgos. Ci recheremo quindi a Esporlatu e ad Illorai.

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