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Proseguiamo la visita del Barigadu da Ulà Tirso a Busachi, quindi a Fordongianus con le sue Terme Romane, poi ad Allai e a Villanova Truschedu


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita della regione della Sardegna chiamata Barigadu. Visiteremo Ulà Tirso e quindi Busachi. Ci recheremo quindi a Fordongianus, dove vedremo i resti delle Terme Romane e la chiesa romanica di San Lussorio. Dopo una deviazione ad Allai, andremo a visitare Villanova Truschedu.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Ulà Tirso Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di Ulà TirsoUsciamo da Neoneli e prendiamo la SP15 che seguiamo per circa un chilometro, poi svoltiamo a destra sulla SS388, dopo 2,5 chilometri di nuovo a destra sulla SP75, che dopo 2,5 chilometri ci porta a Ulà Tirso (nome in lingua Ula, metri 348, abitanti 652), paese che si sviluppa lungo la riva sinistra del fiume Tirso all'interno di un anfiteatro naturale in trachite.

In centro possiamo visitare la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, molto bella dal punto di vista strutturale, la cui costruzione raggruppa elementi architettonici differenti.

Busachi Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di BusachiProseguendo sulla SS388, invece di svoltare a destra sulla SP75, proseguiamo dritti e dopo cinque chilometri arriviamo a Busachi (nome in lingua Busache, metri 379, abitanti 1.664), antico centro agropastorale che sorge in un piccolo anfiteatro naturale, posto quasi alla sommità del versante che costituisce la sponda sinistra del Tirso, in corrispondenza della diga omonima. Il nome sta ad indicare il bifolco, il custode dei buoi. Bello il centro storico con le abitazioni in pietra a vista, e visitandolo si compie un tuffo nel passato, data la possibilità di ammirare in gran numero le donne che indossano ancora il costume locale.

La parrocchiale di Sant'Antonio da Padova è ubicata nel vecchio centro storico del paese. Edificata nel 1759 in stile gotico-aragonese, e realizzata a tre navate. La facciata in trachite a vista è affiancata da un campanile di forma quadrata alto 40 metri.

Sempre in centro troviamo l'ex convento di Nostra Signora delle Grazie, del 1577. Ora sconsacrato, è denominato «Su Conventu». Oggi, restaurato, ospita il Museo del Costume e della Tradizione del Lino. Il tema principale dell'esposizione è rappresentato dai costumi tradizionali e dagli attrezzi per la lavorazione del lino.

I dintorni di Busachi

Nei dintorni del paese possiamo compiere una bella escursione per visitare la chiesetta campestre o santuario di Santa Susanna. Edificata nel 1349, conserva all'interno un interessante ciclo di affreschi dei primi dell'ottocento con scene della vita di Santa Susanna. Sono purtroppo in cattivo stato di conservazione.

Si esce da Busachi sulla SP32 per Paulilatino. Poco dopo arriviamo al fiume, passiamo sul ponte e costeggiamo il fiume sino ad arrivare alle indicazioni per il sito archeologico della domu de janas di Grugos. Alla destra del portello d'accesso della tomba di Grugos si trova un'artistica protome taurina in rilievo, scolpita a martellina nella roccia, che presenta le corna più lunghe del consueto, ma una grande precisione nella forma stilistica. La domus de janas è stata edificata dalle popolazioni della cultura di San Michele di Ozieri che si è sviluppata tra il 4.000 ed il 3.400 a.C.

Fordongianus Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di FordongianusUsciti da Busachi, ci rechiamo a prendere la SS388. Dopo 13 chilometri entriamo in Fordongianus (metri 35, abitanti 1.072), situato sulla sponda sinistra della valle del Tirso. È stato un importante baluardo fortificato durante l'occupazione romana a difesa della parte dell'isola conquistata per difenderla dalle incursioni della popolazione locale che si era ritirata sulle montagne della Barbagia.

Nel centro del paese possiamo vedere la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, costruita nel '500 in stile gotico-aragonese in trachite rossa. È stata modificata con vari rifacimenti successivi.

In via Traiano, possiamo vedere un'abitazione signorile edificata alla fine del '500 tutta in trachite rossa, la pietra locale. Viene chiamata la Casa Aragonese, per le decorazioni scolpite in stile gotico-aragonese che si possono ammirare nel portale e nelle cornici delle finestre. La casa è stata restaurata di recente.

I resti delle Terme Romane di Fordongianus

Seguendo le indicazioni, dal centro del paese prendiamo la via delle Terme, che porta direttamente all'area archeologica che conserva le Terme Romane. In epoca di occupazione romana, la città viene menzionata per la prima volta dal geografo Tolomeo nel I secolo a.C. Il suo nome più antico, «Aquae Ypsitanae», faceva riferimento alle sorgenti naturali di acqua calda. Grazie a questa particolarità la città è sin dalle origini un importante centro termale, ma essendo situata al confine con i territori non Romanizzati è anche un importante baluardo fortificato durante l'occupazione romana a difesa della parte centrale dell'isola per difenderla dalle incursioni della popolazione locale che si era ritirata sulle montagne della Barbagia. Con l'imperatore Traiano, tra il 98 ed il 117 d.C., prende il nome di «Forum Traiani» e diventa un grande centro commerciale. Ciò viene favorito dalla sua posizione, essendo situata quasi al centro del grande asse viario dell'epoca che collegava Karalis a Turris Lybissonis, ed essendo relativamente vicina a Tharros.

Il complesso delle terme attualmente visitabile, interamente costruito in trachite, pietra molto abbondante nella zona, si compone di due diverse parti appartenenti a periodi diversi. L'acqua, dotata di grandi proprietà terapeutiche, sgorga ancora oggi alla temperatura di 54°. Lo stabilimento termale più antico, del I secolo d.C. ed utilizzato anche in seguito, è caratterizzato dalla «natatio», la grande piscina che veniva utilizzata per bagni terapeutici. La vasca è di forma rettangolare, in origine coperta da una volta a botte, con intorno vasche secondarie. L'acqua proviene da una canaletta che termina con una protome a forma di testa di pantera, dalla cui bocca esce tuttora l'acqua per riempire la vasca. Sul lato est si trova il «ninfeo», scoperto recentemente. Si tratta di un'ampia vasca di forma quadrata dedicata al culto delle ninfe, divinità delle acque, come attesta anche il ritrovamento di un'iscrizione a loro dedicata. Alle spalle dello stabilimento più antico trov, quello più recente, con il quale comunica attraverso una piccola scalinata. Datato III secolo d.C., è di tipo classico, utilizzato per l'igiene e il benessere personale. Esso si compone di «frigidarium», «tepidarium» e «calidarium», ambienti differenziati nei quali si potevano fare bagni freddi, tiepidi e caldi. Le terme si affacciano su una grande piazza lastricata circondata da numerosi ambienti di piccole dimensioni, forse locali per il ristoro e lo svago. Tra questi possiamo ammirare un locale con resti di intonaco affrescato con pitture risalenti al IV secolo d.C., che rappresentano due cavalli in corsa. Al di sopra del piazzale si trovano i resti di un sofisticato sistema di pozzi e cisterne per l'immagazzinamento delle acque, ed in tutta l'area si nota una vasta rete di canalette che distribuivano l'acqua alle varie strutture.

Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Le Terme Romane Fordongianus-Il fiume Tirso accanto alle Terme Romane Fordongianus-Il fiume Tirso accanto alle Terme Romane Fordongianus-Il fiume Tirso accanto alle Terme Romane

Nei dintorni di Fordongianus

Lungo la SS388, a circa due chilometri dal paese, troviamo la chiesa romanica di San Lussorio. Secondo la leggenda la prima chiesa fu costruita dove venne martirizzato e poi sepolto il Santo, nel 304 d.C. Nel 484 d.C. La chiesa divenne sede vescovile. La forma attuale è dovuta alla sua ricostruzione fatta dai monaci Vittorini in stile romanico tra il 1000 e il 1100. L'interno è a navata unica, il tetto con capriate a doppia falda. La costruzione è realizzata in trachite rosa, la facciata è semplice, rifatta nel XV secolo in stile gotico-aragonese. Il muro destro è sormontato da un campanile a vela. Da notare molte decorazioni a bassorilievo sia all'interno che all'esterno. Un secondo luogo di sepoltura del Santo è Selargius, dove sorge un altro santuario a lui dedicato, e quando lo descriveremo racconteremo anche la sua vita.

Una deviazione ad Allai Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di AllaiDa Fordongianus prendiamo la SP33, che dopo nove chilometri ci porta ad Allai (metri 52, abitanti 423), immersa nello spettacolare panorama del Monte Grighine e del Rio Massari. Il toponimo Allai deriverebbe dal semitico «el-alah», ossia luogo divino, casa di Dio. Allai conserva ancora alcuni esemplari di statue-menhir, torri nuragiche, tombe dei giganti, domus de janas, un ponte romano. È stato ritrovato il graffito di un omino orante.

Nel centro del paese troviamo la chiesa parrocchiale dello Spirito Santo, edificata tra il '500 e il '600 in stile tardo gotico. Modificata successivamente, ha pianta a navata unica. Dell'impianto originario rimangono il portale, il rosone, e la parte alta dell'interno.

Villanova Truschedu Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di Villanova TruscheduDa Fordongianus proseguiamo sulla SS388, che dopo sei chilometri ci porta a Villanova Truschedu (nome in lingua Biddanoa Truschedu, metri 56, abitanti 340), caratteristico paese dell'entroterra oristanese situato sulle rive del fiume Tirso. Il nome Truschedu deriva da «truiscu», il pepe montano, una pianta che cresceva rigogliosa nella zona.

Alla periferia del paese, in piazza Duomo, troviamo la chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Andrea Apostolo, che si affaccia su una piccola piazza dalla quale domina la vallata sottostante. La facciata è abbellita da un portale architravato, da 3 finestrelle incorniciate da trachite rosa decorata a motivi geometrici e dal campanile a vela.

Nei dintorni di Villanova Truschedu

A circa due chilometri dal paese, dopo il ponte sul Tirso, troviamo il santuario San Gemiliano, vescovo di Cagliari giustiziato nell'anno 125 d.C. al tempo dell'imperatore Adriano nelle campagne di Sestu. È stato realizzato tra il '500 ed il '600 in stile gotico catalano. La chiesa è a navata unica,ma divisa in due parti distinte, ed anche la copertura dell'edificio è stata effettuata in due diversi periodi, parte voltata a botte, parte in stile gotico, che sostendono un tetto di legno. La facciata merlata presenta un portale centrale, sopra il quale si trova un rosone gotico. Sopra, a destra, è posto un campanile a vela. Il santuario è caratterizzato dai tipici «muristenes».

Dal Campo Sportivo si seguono i cartelli che permettono di raggiunge facilmente il nuraghe Santa Barbara. È un nuraghe di tipo bilobato, costituito da due torri legate da un cortile centrale. I materiali adoperati per la costruzione sono trachite e basalto. Il cortile ha la pianta quadrata. Entrati nel cortile, vediamo a destra l'ingresso alla torre piccola, la quale è dotata di feritoie. Si pensa che questa torre potesse servire come fucina per la fusione del bronzo. La torre principale è molto ben conservata. Una scala, alla destra del corridoio d'ingresso, porta al secondo piano, anche questo quasi intatto. Da questo partono due scale, una porta al piano più alto, l'altra invece ad una nicchia nascosta. In questo nuraghe si possono ammirare le splendide coperture a tholos. Intorno al nuraghe ci sono i resti di un vasto insediamento abitativo con capanne a pianta circolare e oblunga.

Con la visita di Villanova Truschedu concludiamo il nostro viaggio nella regione del Barigadu. Da Villanova Truschedu la SS388 ci porta, in 15 chilometri, sulla SP55, che dopo circa tre chilometri ci riporta ad Oristano, da dove riprenderemo il nostro viaggio.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, ritorneremo nel Campidano settentrionale, ossia nel Campidano di Oristano. Visiteremo Solarussa, da dove ci recheremo verso ovest a Siamaggiore e verso est a Zerfaliu. Andremo poi a Simaxis. Dopo una deviazione a Ollastra per vedere la diga di Santa Vittoria sul fiume Tirso, ci recheremo a Siamanna, a Siapiccia, ed infine a Villaurbana.

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