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Torniamo nel Campidano, da Solarussa a Siamaggiore e Zerfaliu, poi a Simaxis, una deviazione ad Ollastra, e quindi a Siamanna, Siapiccia e Villaurbana


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio ritorneremo nel Campidano settentrionale, ossia nel Campidano di Oristano. Visiteremo Solarussa, da dove ci recheremo verso ovest a Siamaggiore e verso est a Zerfaliu. Andremo poi a Simaxis. Dopo una deviazione a Ollastra per vedere la diga di Santa Vittoria sul fiume Tirso, ci recheremo a Siamanna, a Siapiccia, ed infine a Villaurbana.

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Solarussa Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SolarussaUsciamo da Oristano verso est sulla SP55, dopo circa tre chilometri prendiamo a sinistra la SS388 Strada Statale del Tirso e del Mandrolisai in direzione di Simaxis e Ollastra. La seguiamo per tre chilometri, poi svoltiamo a sinistra sulla SP15 che prendiamo verso nord e che in 3,5 chilometri ci porta a Solarussa (mt. 12, ab. 2.528), centro agricolo situato nella valle del Tirso nel cuore del Campidano di Oristano. Il toponimo starebbe ad indicare la colorazione rossa del terreno, ipotesi suffragata dall'esistenza nel territorio di una località dall'identico significato (Terra Arrubia).

Solarussa - La Chiesa Parrocchiale di San PietroIn centro possiamo visitare la Parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo, del XVII secolo. Conserva all'interno due dipinti di Pietro Angeletti, pittore del '700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell'Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo e nella Chiesa di Sant'Eulalia a Cagliari, ed anche nella Cattedrale di Ales.

Nella periferia est del paese si può visitare la piccola Romanica Chiesa campestre di San Gregorio, costruita nel XIII secolo in trachite ed appartenuta ai monaci Camaldolesi. Ha pianta a navata unica absidata. La facciata presenta un campanile a doppia vela. La Chiesa era circondata da una muraglia difensiva, come si trova spesso nelle chiese fortificate di questo periodo. Il portale d'ingresso della muraglia è proprio davanti alla Chiesa.

Solarussa - La Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa - La Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa - La Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa - La Chiesa campestre di San Gregorio Solarussa - La Chiesa campestre di San Gregorio

Siamaggiore Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SiamaggioreDa Solarussa prendiamo la SP9 verso ovest e, dopo 3,5 chilometri, arriviamo a Siamaggiore (nome in lingua Siimajori, metri 8, abitanti 1.004), piccolo centro situato nell'area settentrionale del Campidano di Oristano caratterizzato da un territorio pianeggiante e altamente produttivo. Nel paese ogni anno il 18 febbraio si celebra la famosa sagra del Carciofo, che richiama numerosi visitatori.

Nel paese è di particolare rilievo la chiesa Parrocchiale di San Costantino Magno, discreto esempio di architettura tardo-barocca del '700. San Costantino è il patrono di Siamaggiore e si celebra il 23 aprile.

Siamaggiore - La Chiesa Parrocchiale di San Costantino Magno Siamaggiore - La Chiesa Parrocchiale di San Costantino Magno

Zerfaliu Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di ZerfaliuDa Siamaggiore torniamo verso est a Solarussa e prendiamo la prosecuzione della SP9, che prende il nome di SP55. Dopo tre chilometri raggiungiamo Zerfaliu (nome in lingua Tzorfuliu, metri. 15, ab. 1.183)), piccolo centro agricolo il cui territorio è attraversato dal fiume Tirso che lo rende particolarmente fertile. A febbraio vi si celebra la sagra degli Agrumi, che ogni anno riempie il paese di migliaia di visitatori.

In centro, a fianco un arco pisano a sesto acuto sormontato da un campanile a vela del XI-XII secolo, risalente alla dominazione pisana, sorge la Parrocchiale della Santissima Trasfigurazione. La Chiesa è stata costruita nel XV-XVI secolo, durante la dominazione spagnola. All'unica navata originaria sono state aggiunte successivamente le quattro cappelle laterali e i due vani adiacenti al transetto, adibiti rispettivamente a ripostiglio e sagrestia. Negli anni cinquanta il comune la deciso la costruzione di un nuovo campanile in sostituzione dell'antico campanile pisano, definito «una costruzione antiestetica su pilastri di pietra, quasi una costruzione fatta per adattamento e necessità». Il nuovo campanile è inaugurato nel 1964, poi nel 1995 i cittadini di Zerfaliu sono stati chiamati ad un referendum per il suo abbattimento, che si è però concluso con esito negativo.

Zerfaliu - La Parrocchiale della Santissima Trasfigurazione Zerfaliu - La Parrocchiale della Santissima Trasfigurazione Zerfaliu - La Parrocchiale della Santissima Trasfigurazione

Simaxis Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SimaxisDa Zerfaliu rientriamo a Solarussa, e da qui ripercorriamo verso sud la SP15, per 3,5 chilometri, per reimmetterci sulla SS388 Strada Statale del Tirso e del Mandrolisai in direzione di Simaxis e Ollastra. Dopo 1,5 chilometri raggiungiamo Simaxis (mt. 17, ab. 2.209), situato sulla riva sinistra del Rio Sant'Elena, in un territorio originariamente paludoso a causa dei ristagni d'acqua dovuti alle piene del fiume ma in seguito bonificato.

Al comune appartiene anche la frazione di San Vero Congius, che fino all'inizio del '900 era un comune autonomo, cancellato poi da un'alluvione e ricostruito in epoca fascista.

Papa SimmacoNel periodo dell'occupazione Vandala due sardi diventano pontefici, Ilario dal 461 al 468 e Simmaco dal 498 al 514, ed entrambi verranno poi santificati. L'unico documento storicamente attendibile che parli di Papa Simmaco, il «Liber Pontificalis», ci fa conoscere le date del pontificato, dal 498 al 514, ma non la sua origine. Comunque, in un'epistola, lo stesso Simmaco ribadisce la propria origine sarda, senza peraltro fornire indicazioni più precise. Simmaco è stato dunque, dopo Sant'Ilario, il secondo papa sardo.

Simaxis - La Parrocchiale di San Simmaco PapaAl centro del paese si trova la Parrocchiale di San Simmaco Papa, che, secondo la tradizione, sarebbe nato proprio a Simaxis. Consacrata nel 1833, è stata costruita nel luogo in cui sarebbe stata la casa paterna del Santo. Questa tradizione si fonda sull'assonanza del nome del Santo e di quello del paese. Si tratta di un edificio con una sola navata e con tre cappelle laterali per parte, realizzato in arenaria e mattoni rossi. La facciata neoclassica si chiude con un timpano, con al centro un lunotto chiuso da una vetrata a spicchi colorati. All'interno conserva la statua lignea del Santo, di epoca sconosciuta.

Ollastra Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di OllastraProseguendo sulla SS388 Strada Statale del Tirso e del Mandrolisai verso est, dopo due chilometri arriviamo a Ollastra (metri 23, abitanti 1.280), piccolo centro agricolo al confine tra la pianura del Campidano di Oristano e la montagna che conduce verso la Sardegna interna, il cui territorio è attraversato dal fiume Tirso. Il toponimo deriva da «ollastu», gli olivi selvatici di cui è coperto il territorio.

Nel paese si può visitare la chiesa Parrocchiale di San Sebastiano. Edificata nel XVII secolo, è a una navata con abside rettangolare e volta a crociera. All'interno è possibile ammirare un crocifisso ligneo, forse risalente alla costruzione della Chiesa. Il 20 gennaio si svolge la festa di San Sebastiano, durante la quale una moltitudine di persone si dedica a formare «su soziu», un grande falò davanti alla Parrocchiale. Un carro trainato da buoi, con frasche simili alla coda di un pavone, sfila per le strade del paese fino alla piazza, dove è acceso il fuoco. Il giorno seguente si svolgono le celebrazioni religiose, con la processione e la messa.

La diga di Santa Vittoria

La diga di Santa Vittoria sul Tirso è stata realizzata al tempo della bonifica di Arborea, nel 1924, e deviava le acque del Tirso, con un canale lungo circa 60 chilometri, per l'irrigazione della piana di Arborea appena bonificata. Ollastra sorge sulla riva sinistra del Tirso, a sudest di Zerfaliu. I due centri avrebbero potuto essere collegati direttamente dalla strada che congiunge i due abitati alla diga di Santa Vittoria, ma il collaudo ha escluso la transitabilità della diga, che era stata inizialmente prevista.

Siamanna Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SiamannaTorniamo a Simaxis, da dove prendiamo la SP35 verso est che dopo sei chilometri ci porta a Siamanna (metri 49, abitanti 881), attraversata dal fiume Mannu. Il paese è collocato alle pendici del Monte Grighine, che si eleva, con la vetta Cuccuru Mannu non superiore ai 700 metri, solo di poco rispetto ai campi e pascoli, ma ha una sua individualità dovuta a rocce affioranti, a sorgenti, al panorama che si gode dalla cima. Più a nord, spettacolare e suggestivo, è il filone bianco e lucente di quarzo, che parte dalla base della montagna fin quasi a raggiungere la vetta, visibile nelle buone giornate da tutto il Campidano di Oristano.

In centro troviamo la Parrocchiale di Santa Lucia, con accanto alla Chiesa, una bella torre campanaria del XVIII secolo. I solenni festeggiamenti di Santa Lucia si tengono il 13 dicembre. La notte precedente si fa ardere il falò in onore della patrona. Santa Lucia viene festeggiata anche il 22 agosto, quando arrivano numerosi turisti ed emigrati. La mattina si celebra la messa ed il simulacro della Santa viene portato in processione per le vie del paese accompagnato da una sfilata di cavalli ornati a festa. Il pomeriggio si svolge il palio di «Su Pannu», un drappo di prezioso damasco che si andava a prendere ad Oristano fin dagli inizi del XX secolo. Oggi il drappo di damasco è stato sostituito con premi in denaro, conservando però l'usanza dello stendardo da trasmettere, di anno in anno, al vincitore della gara.

Siamanna - La Parrocchiale di Santa Lucia Siamanna - La Parrocchiale di Santa Lucia

Una deviazione a Siapiccia Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SiapicciaDa Siamanna la via Gramsci ci porta in meno di un chilometro a Siapiccia (nome in lingua Siipicia, metri 64, abitanti 383), piccolo centro agropastorale. Il nome Siapiccia dariva da «ia» (strada) «picia» (piccola), una strada secondaria, che veniva adoperata come collegamento tra Forum Traiani, ossia con Fordongianus, e la Colonia Julia, l'attuale Usellus.

Al centro del paese, nel punto più in alto, si trova la Parrocchiale intitolata a San Nicola da Bari, consacrata nel 1605. All'interno conserva un bell'altare in marmo raffigurante il Santo patrono.

Siapiccia - La Parrocchiale di San Nicola da Bari Siapiccia - Due cittadini di Siapiccia che mi hanno dato le indicazioni

Non distante dalla Parrocchiale si trova la Chiesa campestre o Santuario dedicata alla Madonna del Rimedio, una Chiesa molto piccola ma graziosa. L'8 settembre di ogni anno viene fatta la processione con la Madonna del Rimedio per vie del paese, donne e uomini in costume, cavalli e cavalieri accompagnano il simulacro della santa. Finita la messa si svolge «Sa Cursa De Tres Pandelas», un'Ardia a cavallo in onore della santa. Di sera e durante le serate precedenti si svolgono i festeggiamenti civili.

Siapiccia - Il Santuario della Madonna del Rimedio Siapiccia - Il Santuario della Madonna del Rimedio Siapiccia - Il Santuario della Madonna del Rimedio

Nel territorio del paese si trovano numerose sorgenti di origine termale, tra le quali «Sa Mitza de s'Acqua Callenti», con l'acqua ad una temperatura costante di 27° C, e la fonte che si trova nella località denominata «S'Arrogana» per la sua acqua microbiologicamente pura.

Viallaurbana Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di VillaurbanaDa Siapiccia torniamo a Siamanna, da dove riprendiamo la SP35 verso sud-est, e dopo quattro chilometri arriviamo a Villaurbana (nome in lingua Biddaubrana, metri 84, abitanti 1.823), comune che sorge nella valle tra il massiccio vulcanico del Monte Arci e il Monte Grighine. Il nome del paese deriva da «Villa Urbis», cioè villa della città.

Una leggenda racconta che dei pastori di Usellus trovarono nei boschi la statua di Santa Margherita, e che in quello stesso punto venne costruita una Chiesa in suo onore nel VII o nell'VIII secolo. L'attuale Parrocchiale di Santa Margherita risale al 1712.

Villaurbana - La Parrocchiale di Santa Margherita Villaurbana - La Parrocchiale di Santa Margherita

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio entreremo nella regione della Marmilla ed andremo a visitare Mogorella, da dove faremo una deviazione a Ruinas. Ci recheremo poi a Villa Sant'Antonio, da dove proseguiremo per Asuni con il Castello della Medusa. Infine andremo a Samugheo, famosa per il settore tessile e molto nota per il suo carnevale.

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