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La Costa Verde con la costiera di Arbus, da Pistis a Torre dei Corsari, da Funtanazza a Piscinas, Bau e Scivu


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, visiteremo le località costiere del Medio Campidano. Il nostro viaggio si svolgerà tra Capo Frasca e Capo Pecora, comprendendo la cosiddetta Costa Verde con la costiera di Pistis, Torre dei Corsari, Porto Palma e Marina di Arbus, per arrivare fino alle dune di Piscinas ed alle isolate spiagge di Bau e Scivu.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Da Capo Frasca a Porto Palmas passando per Pistis e Torre dei Corsari Visualizza la mappa

Quattro VelePassato lo stagno di Marceddi ci immettiamo verso destra sulla SP4.20, che ci porta da Sant'Antonio di Santadi verso sud, passando per Pistis, Torre dei Corsari e Porto Palmas, fino alla colonia marina di Funtanazza. Nel 2011 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 4 Vele alla costiera di Arbus, nella quale le spiagge consigliate sono la spiaggia di Torre dei Corsari e della Costa Verde, la spiaggia di Piscinas, le dune di Scivu.

La SP4.20 ci porta a Sant'Antonio di Santadi, una frazione di Arbus da cui dista ben 37 chilometri (da non confondere con il comune di Santadi che si trova invece nel Sulcis).

Informazioni turistiche Dal centro di Sant'Antonio di Santadi, seguendo le indicazioni prendiamo a destra verso il mare, percorriamo tre chilometri di cui l'ultimo tratto di strada bianca, ed arriviamo all'agglomerato turistico di Porto Pistis, decisamente realizzato in modo confuso e non bello. A poca distanza, in una bella insenatura, troviamo la spiaggia di Pistis, di sabbia candida e molto lunga.

Sant'Antonio di Santadi-La Baia di Pistis Sant'Antonio di Santadi-La spiaggia di Pistis Sant'Antonio di Santadi-Scogli sulla spiaggia di Pistis Sant'Antonio di Santadi-Scogli sulla spiaggia di Pistis Sant'Antonio di Santadi-Scogli ai lati della spiaggia di Pistis

Lungo la strada costiera della Costa VerdeTornati a Sant'Antonio di Santadi riprendiamo la strada provinciale, che prosegue assumendo da qui il nome di SP4.19 e viene chiamata anche strada costiera della Costa Verde. È una strada molto bella che ci porta nelle diverse località turistiche di quella che, a metà degli anni '60, era stata denominata Costa Verde, in auspicio di uno sfruttamento turistico che prevedeva la cementificazione della costa e che non si è mai realizzato, sia per i riCorsi e le proteste delle associazioni ambientaliste, che per la difficoltà a raggiungere queste coste, molto lontane dalla SS126 Occidentale Sarda, in una zona della Sardegna distante dai principali porti ed aeroporti dell'isola. Procediamo in direzione sud verso Torre dei Corsari e, più o meno a metà percorso, troviamo una strada bianca sulla destra, senza indicazioni, che dopo 2,5 chilometri ci porta alle dune di Pistis, il cui nome originale sarebbe dune di «Is Arenas 'e S'Acqua 'e S'Ollastu», ossia dune della sabbia alla sorgente dell'olivastro. Le dune si affacciano su una spiaggia molto lunga, di sabbia chiarissima, con alle estremità alte scogliere di basalto. Presso le dune alcuni complessi turistici, peraltro non belli, rendono non sempre facile l'accesso.

Sant'Antonio di Santadi-Le dune di Pistis Sant'Antonio di Santadi-Le dune di Pistis Sant'Antonio di Santadi-Le dune di Pistis Sant'Antonio di Santadi-Le dune di Pistis

Sulla costa tra il golfo di Pistis e Torre dei Corsari, facendosi accompagnare da qualche persona del posto, è possibile visitare la Casa del Poeta. È una abitazione realizzata su un ginepro secolare che domina dall'alto un paesaggio spettacolare, fatto di dune di sabbia e mare cristallino. I grossi e lunghi rami compongono naturalmente alcuni piccoli ambienti, che il Poeta ha rivestito con fiori secchi ed erbe aromatiche il cui profumo ancora oggi ti avvolge appena entri. L'enorme ginepro è stato per anni la casa di Efisio, di Guspini, che ad un certo punto della vita decise di allontanarsi da tutti e vivere solo, in piena libertà, per poter meditare e soprattutto scrivere poesie. Scrive Michele Scioscia: «La fortuna di conoscere tutto ciò ci è arrivata da mio figlio Davide che, nel fare volontariato nella casa di riposo per anziani di Guspini, aveva conosciuto personalmente il Poeta e gli aveva promesso di fargli rivedere la sua casa nell'albero. Purtroppo il Poeta ci ha lasciati a luglio del 2004, senza riuscire a vedere per l'ultima volta il suo albero, che dopo una lunga ricerca eravamo riusciti a trovare e fotografare. A tutti noi è rimasto il ricordo e l'impegno di tornare a cercare, tra Guspini e Arbus, qualcuno che possa ancora parlarne, forse che ne conservi qualche poesia, per riportarlo alla memoria di chi lo ha conosciuto, ed anche per farlo conoscere a chi nulla ha mai sentito di un personaggio tanto affascinante».

Sant'Antonio di Santadi-La casa del poeta: su un ginepro secolare è edificata la casa del poeta Sant'Antonio di Santadi-La casa del poeta: veduta panoramica da una finestra della casa del poeta Sant'Antonio di Santadi-La casa del poeta: Michele ritratto affacciato a un balcone della casa del poeta Sant'Antonio di Santadi-La casa del poeta: Michele con la moglie Marzia nella casa del poeta

Informazioni turistiche Tornati indietro dalla deviazione verso le dune, riprendiamo la SP4.19. A sei chilometri da Sant'Antonio di Santadi svoltiamo a destra seguendo le indicazioni e, dopo un chilometro e mezzo, raggiungiamo l'insediamento turistico di Torre dei Corsari che si sviluppa su un crinale del Monte Linas. Si tratta, finalmente, di un complesso di abitazioni più ordinato e piacevole di quelli che avevamo incontrato precedentemente. Di fronte al centro abitato c'è la bella spiaggia di Torre dei Corsari, una lingua di sabbia circondata da dune, con alle estremità scogliere di basalto. Sul lato del promontorio verso nord si vede la torre di Flumentorgiu, realizzata dagli Spagnoli nel XVII secolo.

Torre dei Corsari-L'insediamento turistico di Torre dei Corsari Torre dei Corsari-La spiaggia di Torre dei Corsari Torre dei Corsari-La spiaggia e la Baia di Torre dei Corsari Torre dei Corsari-La torre di Flumentorgiu nella Baia di Torre dei Corsari

Circa un chilometro più avanti lungo la provinciale, una deviazione sulla destra ci fa raggiungere il villaggio turistico di Porto Palmas, realizzato presso l'omonima tonnara ormai in disuso. Porto Palmas è stato edificato in una buona posizione in una bella insenatura, al centro della quale troviamo la spiaggia di Porto Palmas.

Porto Palmas-La spiaggia di Porto Palmas Porto Palmas-La spiaggia di Porto Palmas

La costiera di Arbus da Funtanazza fino a Portu Maga Visualizza la mappa

Proseguiamo lungo la costiera di Arbus, da Funtanazza a Marina di Arbus, con la spiaggia di Gutturu 'e Flumini, quindi da Portu Maga fino alle famose dune di Piscinas.

La strada prosegue all'interno e, circa 11 chilometri più avanti, una deviazione sulla destra ci porta, dopo due chilometri, a Funtanazza, con quello che resta della Colonia Marina della grande miniera di Montevecchio, distante circa 15 chilometri. Di fronte si sviluppa la spiaggia di Funtanazza, di sabbia scura ricca di ferro, in una Baia riparata dal vento circondata da una bella pineta. Vediamo a sinistra una grande scogliera vulcanica e a destra rocce di basalto con piccole grotte ed anfratti.

Funtanazza-Resti della colonia marina di Funtanazza Funtanazza-La spiaggia di Funtanazza Funtanazza-La Baia di Funtanazza

Informazioni turistiche Da Funtanazza ritorniamo sulla strada provinciale SP4.19. Il primo insediamento turistico è quello di Marina di Arbus, nato come luogo di villeggiatura per gli abitanti di Arbus, cittadina che sorge all'interno a 25 chilometri di distanza e che visiteremo nella prossima tappa del nostro viaggio. Qui troviamo la piccola spiaggia di Gutturu 'e Flumini, che raggiungiamo scendendo una scaletta. È di sabbia in alcuni tratti molto scura, ricca di ferro, su un mare trasparentissimo, dalla quale si ammira sulla destra la grande scogliera calcarea di Calata Bianca.

Marina di Arbus-Nei pressi di Marina di Arbus Marina di Arbus-L'insediamento turistico di Marina di Arbus Marina di Arbus-La spiaggia di Gutturu 'e Flumini Marina di Arbus-La scogliera di Calata Bianca a Gutturu 'e Flumini Costa Verde-Scogliere lungo la costa Costa Verde-spiaggette lungo la costa Costa Verde-spiaggette lungo la costa

Informazioni turistiche Proseguiamo ancora lungo la strada che si snoda tra una bellissima costa con selvagge scogliere e piccole spiaggette seminascoste ed una zona retrodunale anch'essa di gran bellezza, e dopo circa quattro chilometri arriviamo alla spiaggia di Portu Maga. È costituita da tre chilometri di calette e spiagge di sabbia dorata abbastanza grossa, con molte rocce e scogli.

Portu Maga-La spiaggia di Portu Maga Portu Maga-L'insediamento turistico di Portu Maga Costa Verde-spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde-spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde-spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde-spiaggette e scogli lungo la costa Costa Verde-spiagge lungo la costa Costa Verde-Attraversamento capre

Le spettacolari altissime dune di Piscinas Informazioni turistiche

Piscinas-Panoramica delle dune di PiscinasLa strada segue ancora la costa. Poi diventa bianca, non molto bella con un fondo assai sconnesso, e, prima di riprendere la strada asfaltata, si devono anche superare due guadi. A due chilometri dall'uscita dalla Costa Verde, ci immettiamo sulla strada che collega la miniera di Ingortosu con la spiaggia di Piscinas. Noi ci siamo arrivati seguendo la costa, ma il modo più semplice di raggiungere Piscinas è proprio questa strada proveniente da Ingurtosu, che dopo quattro chilometri porta al parcheggio della spiaggia di Piscinas, distante poche centinaia di metri dal mare.

Prendiamo comunque sulla destra e dopo 700 metri iniziamo a costeggiare un vero deserto costituito da tre chilometri quadri di altissime dune, sulle quali spiccano a tratti macchie di ginepro e vecchi olivastri. Le dune di Piscinas sono le più famose di tutta l'isola e le più alte dune naturali di tutta Europa, alte fino a 60 metri, quasi un vero deserto africano. Al termine della strada raggiungiamo la splendida spiaggia di Piscinas, un litorale lungo oltre sei chilometri, in certi tratti poco frequentato anche in agosto. Qui nel mese di giugno vengono a deporre le uova le tartarughe marine. Sulla spiaggia si trova solo un hotel, realizzato all'interno di un basso edificio industriale ben restaurato. Ci arriviamo in un giorno di tempesta, con il mare impetuoso su un paesaggio reso ancora più affascinante dalle nuvole scure nel cielo.

Piscinas-Le dune di Piscinas Piscinas-Le dune di Piscinas Piscinas-Le dune di Piscinas Piscinas-Le dune di Piscinas Piscinas-Le dune di Piscinas Piscinas-Le dune di Piscinas Piscinas-Mare agitato a Piscinas Piscinas-Mare agitato a Piscinas Piscinas-Mare agitato a Piscinas

Deviamo nella zona mineraria di Ingurtosu

Ripercorrendo all'indietro i 700 metri di strada che ci hanno portato a Piscinas, proseguiamo verso l'interno in direzione di Ingurtosu per poi scendere verso Capo Pecora con le deviazioni verso le spiagge di Bau e Scivu.

L'area di Ingurtosu rappresentava, con Montevecchio a Monteponi, una delle tre principali zone minerarie dell'isola. Operativa fino al 1964, impegnava oltre un migliaio di operai. Passiamo accanto ai resti della miniera di Naracauli, nelle vicinanze quelli della Laveria Brassey, della Laveria Pireddu e del villaggio che ospitava gli operai della miniera. Raggiungiamo quindi, a circa sette chilometri dal mare, il grande villaggio minerario di Ingurtosu, che costituiva il centro direzionale della miniera di Naracauli e della vicina miniera di Gennamari, ed ospitava i dirigenti ed il personale amministrativo. Abbandonato quando sono state chiuse le miniere e ridotto a pochi resti diroccati, è ora in corso di recupero per una rivalutazione turistica come esempio di archeologia industriale. Nel villaggio è degno di attenzione il palazzo neoclassico della direzione, detto anche il castello, realizzato verso il 1870, quando la proprietà della miniera era francese, da maestranze tedesche sull'esempio di un analogo edificio esistente in Germania. Nel villaggio era presente anche un ospedale per i dipendenti del complesso minerario e, su una collinetta, la chiesetta di Santa Barbara. Per il villaggio passa la SP66, che verso nord prosegue all'interno passando accanto ai resti della Laveria Casargia e della Laveria Lamarmora, per portare dopo 10 chilometri alla miniera di Montevecchio che descriveremo nella prossima tappa.

Le spiagge di Bau e Scivu fino ad arrivare a Capo Pecora Visualizza la mappa

Da Ingurtosu ci dirigiamo sulla SP66 verso sud in direzione di Naracauli e, prima di raggiungerla, troviamo sulla destra una deviazione verso la Colonia Penale all'aperto di Is Arenas di Arbus. Seguendo le indicazioni, dopo 10 chilometri di curve e tornanti raggiungiamo Bau, da dove cominciamo a vedere all'orizzonte la costa. Qui si trova la miniera di Gennamari, di cui abbiamo già parlato. Da Bau, seguendo le indicazioni, ci dirigiamo verso la costa, verso la spiaggia di Bau. La strada ci porta in un territorio isolato, sale, poi inizia la discesa con veduta su tutta la costa, e ci porta, dopo 10 chilometri, tutti curve e tornanti, alla spiaggia di Bau, nota anche comespiaggia di Is Arenas. È una spiaggia di sabbia dorata abbastanza grossa con piccole cale separate da grandi scogli di arenaria e di basalto, chiusa da alte dune di sabbia coperte qua e là da arbusti di macchia mediterranea. Le recinzioni a lato della spiaggia la separano dalla Colonia Penale. Qui la strada termina e si deve ripercorrere all'indietro per tornare sulla provinciale.

Dirigendoci da Bau verso la spiaggia di Bau, troviamo a un certo punto l'indicazione per Scivu. La seguiamo e ci rechiamo verso la costa, anche in questo caso il viaggio non è semplice. Dopo 13 chilometri di curve e tornanti arriviamo appunto a Scivu e, a qualche centinaio di metri dal parcheggio, troviamo la spiaggia di Scivu. È una lingua di sabbia dorata circondata da alte rocce di arenaria, dalle quali la macchia mediterranea si spinge fino al mare con scogli e rocce un pò dappertutto. Una scogliera divide in due il litorale. Anche in questo caso la strada termina e si deve ripercorrere all'indietro, mentre a sud la costa prosegue verso Capo Pecora.

Scivu-Verso la spiaggia di Scivu Scivu-Accesso alla spiaggia di Scivu Scivu-La spiaggia di Scivu Scivu-La spiaggia di Scivu Scivu-La spiaggia di Scivu Scivu-spiaggia e rocce a Scivu

Le spiagge di questo tratto di costa sono uniche. Si raggiungono con un lungo viaggio lungo una strada stretta, tutta curve e tornanti, salite e discese, e dopo il lungo viaggio, quando si arriva sulla costa, ci si sente sbalzati in un paesaggio incontaminato, al di fuori dal tempo, insieme ai pochi altri turisti che hanno avuto il coraggio e la costanza di affrontare questo lungo viaggio. È questo il loro fascino, speriamo che venga conservato intatto, nonostante i molti tentativi di deturpare uno degli ultimi angoli di paradiso. Il pericolo della cementificazione della costa rimane sempre in agguato. Attenta, invece, alla difesa delle produzioni locali ed alla salvaguardia delle tradizioni è una parte della nuova imprenditoria sarda, rappresentata tra gli altri da Renato Soru cui si deve la creazione di Tiscali, il grande provider Internet. È del 29 settembre 2003 l'annuncio dell'acquisto da parte di Soru della costa di Funatanazza e Scivu, un'area classificata come sito d'importanza comunitaria sulla base della Direttiva Habitat (43/92) della CEE, per difenderla da un progetto di sfruttamento turistico che ne avrebbe distrutto le peculiarità paesaggistiche. Una iniziativa, la sua, approvata dal WWF che la ha definita coraggiosa e di esempio per le amministrazioni pubbliche deputate alla conservazione e alla gestione delle risorse naturali dell'isola.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, per visitare del principali località dell'interno del Medio Campidano, da Terralba prendiamo in direzione sud. Dopo una deviazione a Pabillonis, ci rechiamo a Guspini e ad Arbus. Da Guspini proseguiamo per Gonnosfanadiga e Villacidro dove vediamo le splendide cascate, e ci rechiamo infine a San Gavino Monreale.

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