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Nel Monreale a Sanluri, che è uno dei due capoluoghi della provincia, quindi tra il Monreale ed il Campidano di Cagliari a Serrenti, Samassi e Serramanna


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, da San Gavino Monreale raggiungeremo Sanluri, nel Monreale. Da qui la SS131 di Carlo Felice ci porterà a Serrenti. Effettueremo poi una deviazione a Samassi, per proseguire quindi per Serramanna. Serrenti, Samassi e Serramanna sono al confine tra il Monreale ed il Campidano di Cagliari, per cui possono essere attribuiti indifferentemente all'una o all'altra regione. La regione storica del Campidano di Cagliari verrà meglio descritta quando parleremo della provincia di Cagliari.

Sanluri, uno dei due capoluoghi della provincia Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SanluriUsciamo da San Gavino Monreale sulla SS197, percorrendo circa 11 chilometri raggiungiamo Sanluri (nome in lingua sarda Seddori, metri 135, abitanti 8.604), la più importante città del Monreale, che si trova a metà strada tra la città di Cagliari e quella di Oristano.

In passato la sua economia si basava sull'agricoltura per la vicinanza dell'imponente stagno di Sanluri, di 2.200 Kmq e tre metri di profondità per un totale di sei milioni di metri cubi d'acqua, che, ora prosciugato, garantiva al paese un clima mite utile per le colture. Oggi sono in sviluppo la piccola industria e i servizi. Sanluri è sede della Giunta provinciale della provincia del Medio Campidano e della sua Presidenza. Del comune di Sanluri nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova del Medio Campidano.

Cenni storici sulla battaglia di Sanluri

Il paese sorse, cinto da mura difensive, in periodo medievale intorno al Castello di Sanluri, costruito nel 1355, durante il Regno di Pietro IV d'Aragona in epoca giudicale, dai Giudici di Cagliari per difendere il borgo dagli assalti del Giudicato d'Arborea,

Nel 1408, il francese Guglielmo III, visconte di Narbona, salito sul trono d'Arborea sbarcò in Sardegna e riprese il conflitto contro gli Aragonesi che era stato condotto da Mariano IV ed Eleonora d'Arborea. I due eserciti si scontrarono vicino a una collina a oriente di Sanluri, ancora oggi chiamata «su bruncu de Sa battalla», nella cosiddetta battaglia di Sanluri. Gli aragonesi divisero in due tronconi l'esercito sardo, uno dei quali venne annientato in un luogo ancora oggi chiamato «s'occidroxiu», ossia il macello. L'altro si divise in due parti. La più numerosa, con a capo Guglielmo III, raggiunse il Castello di Monreale e si mise in salvo, mentre gli altri si rifugiarono nel borgo fortificato di Sanluri, che però venne espugnato e raso al suolo.

Visita del centro storico

Nel centro del paese troviamo la chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie, ricostruita tra il 1781 e il 1786 su una preesistente chiesa della quale resta il campanile gotico, modificato per adattarlo allo stile barocco del nuovo edificio. Vi è custodito il retablo di Sant'Anna, doppio trittico a olio su tavola attribuito alla bottega di Antioco Mainas e datato 1576. Apparteneva a questa chiesa anche il prezioso retablo di Sant'Eligio, opera del Maestro di Sanluri ora conservato nella Pinacoteca di Cagliari.

Sanluri: la chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie Sanluri: la chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie: la cupola Sanluri: la chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie: interno Sanluri: la chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie: interno

In via San Rocco si trova la antica chiesa di San Rocco, edificata nel '500 in stile tardo gotico, con un portale a sesto acuto sormontato da un bel rosone ed un campanile a vela a doppia campana. Proseguendo la strada in salita, si arriva al Convento dei Padri Cappuccini, che accoglie il Museo Storico Etnografico e la nuova chiesa di San Rocco.

Sanluri: l'antica chiesa di San Rocco Sanluri-Insegna del Museo Storico Etnografico Sanluri: la nuova chiesa di San Rocco

È interessante anche la chiesa di San Pietro, edificata fuori dal centro storico, che una iscrizione in sardo sulla facciata si dice voluta dal popolo nel 1337, costruita da maestranze locali in stile composito e sormontata da un campanile a vela con campane del 1577.

Sanluri: la chiesa di San Pietro Sanluri: la chiesa di San Pietro: facciata

In via San Sebastiano si trova la chiesa di San Sebastiano, recentemente restaurata con il contributo del Rotary Club di Sanluri e del Medio Campidano.

Sanluri: la chiesa di San Sebastiano Sanluri: la chiesa di San Sebastiano: facciata Sanluri: la chiesa di San Sebastiano: interno Sanluri: la chiesa di San Sebastiano: lapide che ricorda il restauro

Il Castello di Sanluri

Il Castello di Sanluri, che ancora oggi conserva la struttura originale, venne costruito nel 1355, durante il Regno di Pietro IV d'Aragona in epoca giudicale, dai Giudici di Cagliari per difendere il borgo dagli assalti del Giudicato d'Arborea, quindi non è storicamente certo che sia appartenuto a Eleonora. Di piccole dimensioni, alto circa 10 metri a pianta quadrangolare, è l'unico degli 88 castelli medievali Sardi ancora oggi ben conservato. Il Castello fu ampliato dagli Aragonesi nel 1436, quando ne entrarono in possesso, con l'aggiunta di quattro torri angolari merlate riunite da un camminamento di ronda. Oggi ospita al suo interno il Museo Duca d'Aosta.

Sanluri-Il Castello Sanluri-Il Castello Sanluri-Il Castello Sanluri-Il Castello Sanluri-Il Castello

Nei dintorni di Sanluri

Vediamo cosa si trova nei dintorni di Sanluri.

Gli insediamenti dell'Eneolitico recente

Nell'Eneolitico recente, tra il 2700 ed il 2400 a.C., a Sanluri è documentata la fase della Cultura di Monte Claro. resti di questa cultura sono stati rinvenuti nelle località di Corti Beccia e Corti de Crà, dove sono stati trovati i resti di due villaggi, nel primo dei quali si contano ben 40 capanne, alcuni silos ed una stalla. Sono state individuate, inoltre, due aree funerarie che non devono essere lontane dai rispettivi agglomerati urbani.

Nei dintorni di Sanluri rinvenuti i resti della Cultura del Vaso Campaniforme

A Padru Jossu esiste una tomba ipogeica scavata durante la fase culturale denominata Monte Claro, tra il 2700 ed il 2400 a.C.. La tomba è stata successivamente riutilizzata dalla Cultura del Vaso Campaniforme, che ha lasciato numerose tracce tra quelle scientificamente più rilevanti. All'Eneolitico Finale, periodo del Campaniforme A, sono attribuiti resti di vasi decorati, mentre all'età del Bronzo Antico, durante il quale si sviluppa la fase Campaniforme B, si riferiscono il brassard, salvapolso per arciere, e le collane in vaghi e pendenti di conchiglie.

Nel sito di Bidd'e Cresia, qualche decina di metri a nord di dove si trova la necropoli punica e romana, sono stati rinvenuti i resti di una sepoltura collettiva, che consistevano in ossa appartenenti a diversi individui. É stata rinvenuta pure una placchetta frammentaria in basalto, di forma rettangolare a lati lunghi concavi, provvista di due fori vicini al lato corto. La placchetta si ritiene costituisse un brassard, ed è riferibile anch'esso al Campaniforme B.

Serrenti Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SerrentiPer Sanluri passa la SS197, che verso ovest porta a San Gavino Monreale e Guspini, mentre verso est ci porterà nella regione della Marmilla, ma descriveremo questo itinerario più avanti. Ora proseguiamo lungo la SS131 fino a Serrenti, Samassi e Serramanna. Da Sanluri prendiamo la SS131 di Carlo Felice verso sud e dopo 10 chilometri troviamo l'uscita di Serrenti (metri 114, abitanti 5.214), centro ad economia prevalentemente agricola. Serrenti si trova ai confini del Monreale, o Campidano di Sanluri, e del Campidano di Cagliari.

Importante in passato l'attività estrattiva, in particolare del caolino e della trachite grigia, detta anche «pedra de Serrenti», materiale col quale sono state costruite molte abitazioni ed importanti opere come il palazzo di Giustizia di Cagliari. L'attività è stata recentemente rilanciata al punto che oggi Serrenti esporta trachite in tutta Italia. Del comune di Serrenti nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova del Medio Campidano.

Brevi cenni storici

Il territorio di Serrenti è stato abitato fin dal periodo preistorico. Il villaggio di Serrenti risulta ininterrottamente abitato sin dal 1300 e il suo vecchio nucleo originario oggi prende il nome di quartiere San Giacomo, presso l'omonima chiesetta. Gli abitanti di Serrenti si dice provenissero da due villaggi abbandonati a circa due chilometri dall'attuale centro abitato, il villaggio di (Monti Mannu e quello di Santus Angius.

Si può dedurre che Serrenti, come altri comuni delle Curatoria di Nuraminis, condivise le sue sorti con quelle del Giudicato di Calari, che nel 1257 cadde sotto il controllo dei pisani.

Dopo la conquista aragonese della Sardegna, anche Serrenti, insieme con Samassi e Baralla, venne nel 1300 dato in feudo al cavaliere Bernardo di Covilles.

Visita del centro della cittadina

Attraversiamo, ora, il centro della cittadina, della quale vediamo diversi belli scorci.

Serrenti: un murale sulle case del paese Serrenti-Antiche abitazioni del centro storico Serrenti-Antiche abitazioni del centro storico Serrenti-Antiche abitazioni del centro storico

In centro si può visitare la chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Beata Vergine Immacolata, situata nella piazza della chiesa. In paese troviamo anche la chiesa di Santa Vitàlia, nella quale si tiene il primo lunedì di ottobre la Sagra di Santa Vitalia, che vede la presenza di migliaia di pellegrini provenienti da tutta la Sardegna.

Serrenti: la chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Beata Vergine Immacolata Serrenti: la chiesa di Santa Vitalia

Nei dintorni di Serrenti

Vediamo cosa si trova nei dintorni di Serrenti.

Il protonuraghe Monti Mannu ed i reperti della Cultura di Bonnanaro

Da Serrenti prendiamo la Ss131 in direzione nord occidentale in direzione di Villasanta, arrivati alla frazione Case Genna prendiamo verso destra e, a circa due chilometri dall'abitato di Serrenti, arriviamo in località Monti Mannu. Qui si trova il protonuraghe Monti Mannu, all'interno del quale sono state rinvenute ceramiche quelle carenate e decorate con motivi a zig-zag, anche in rilievo, datate all'inizio dell'età del Bronzo Medio, tra il 1900 ed il 1600 a.C., ed attribuite alla fase finale della Cultura di Bonnanaro.

Una deviazione a Samassi con la chiesa di San Gemiliano Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SamassiDa Serrenti una deviazione verso ovest sulla SP56 ci porta, dopo sei chilometri, a Samassi (metri 6, abitanti 5.499), un centro a spiccata propensione agricola per la presenza del Flumini Mannu o Rio Samassi. Samassi si trova, secondo la versione più accettata, nel Campidano di Cagliari.

Il centro storico conserva ancora diverse «lolle», le case rurali campidanesi. Del comune di Samassi nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova del Medio Campidano.

Visita del centro della cittadina

Samassi ha aderito all'associazione Città della terra cruda che si propone il recupero delle abitazioni costruite con «su ladiri», ovvero con i mattoni impastati con fango e paglia ed essiccati al sole. Questo genere di abitazioni è caratterizzato da ampi portali in legno sormontati dà archi a tutto sesto, in genere di trachite, piccole finestre che danno sulla strada e sui grandi cortili interni. Le case finora recuperate sono tre: la Casa Porcedda, ora Biblioteca comunale; la Casa Piras, vecchia abitazione padronale al centro del paese; e la Casa Ghisu, piccola abitazione in zona «su Cunventu».

In centro si trova la bianca chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, la più grande e la più importante del paese. La chiesa è stata costruita e aperta al culto alla fine del 1500. Poche sono le notizie legate alla data esatta di costruzione a causa di un violento incendio in cui, all'inizio del quindicesimo secolo, è stato distrutto l'archivio arcivescovile di Cagliari. La chiesa è realizzata in blocchi di tufo in stile gotico-aragonese. È stata intitolata alla Beata Vergine del Monserrato in onore del celebre santuario spagnolo, e ha svolto a lungo anche le funzioni di cimitero.

Samassi: la chiesa di San GemilianoSull'altura chiamata Su Conventu troviamo la chiesa romanica di San Gemiliano, edificata in stile romanico in trachite chiara nel 1270 sui ruderi di un antico edificio la cui esistenza è dimostrata dall'area cimiteriale e dalla tomba a camera rinvenuti durante i lavori dell'ultimo restauro. Ha navata unica con copertura a capriate e la facciata con campanile a vela con doppia campana. All'interno è da vedere il mausoleo di don Emanuele di castelvy, signore di Samassi e Serrenti, edificato nel 1586 da Scipione Aprile. Il sepolcro è in stile aragonese ed ospita un'ottava in endecasillabi, unica iscrizione in versi spagnoli su marmo esistente i Sardegna. La presenza di una necropoli, rinvenuta recentemente nel colle sul quale è situata la chiesa di San Geminiano, conferma la presenza intorno al 455 d.C. nella zona dei Vandali.

Serramanna Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SerramannaDa Samassi la SS196d ci porta verso sud, dopo sette chilometri, a Serramanna (metri 30, abitanti 9.645), raggiungibile anche dall'uscita Nuraminis sulla SS131. Serramannai si trova ai confini del Monreale, o Campidano di Sanluri, e del Campidano di Cagliari.

È un importante centro ad economia agricola, basato sulla coltivazione degli agrumi, dei cereali, dei carciofi, dei pomodori, della barbabietola da zucchero, e sull'allevamento. Anche a Serramanna la parte più antica dell'abitato è caratterizzata dalle tradizionali case campidanesi. Del comune di Serramanna nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova del Medio Campidano.

Visita del centro della cittadina

In centro troviamo la chiesa parrocchiale di San Leonardo, edificata nel quindicesimo secolo in stile gotico catalano, modificata nel sedicesimo secolo in stile aragonese e rinascimentale. Ha la facciata rettangolare di pietra a vista ed un campanile ottagonale. Il portale cuspidato in stile gotico è simile al portale sinistro del duomo di Cagliari. Conserva all'interno un grande retablo a scomparti.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Sanluri prenderemo, verso nord est, la SS197 che ci porterà nella Marmilla dove sono conservati alcuni dei principali siti archeologici della Sardegna e numerosi resti storici del Giudicato d'Arborea. Ci recheremo a Furtei da dove proseguiremo per Segariu. Andremo poi a Villamar, per proseguire per Pauli Arbarei e Siddi. Andremo poi a Ussaramanna e Turri.


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