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| Nel Monreale a Sanluri, che è uno dei due capoluoghi della provincia, quindi tra il Monreale ed il Campidano di Cagliari a Serrenti, Samassi e Serramanna
In questa tappa del nostro viaggio, da San Gavino Monreale raggiungeremo Sanluri nel Monreale. Da qui la SS131 di Carlo Felice ci porterà a Serrenti. Effettueremo poi una deviazione a Samassi, per proseguire quindi per Serramanna. Serrenti, Samassi e Serramanna sono al confine tra Monreale e Campidano di Cagliari, per cui possono essere attribuiti indifferentemente all'una o all'altra regione. Il Campidano di Cagliari verrà meglio descritto quando parleremo della Provincia di Cagliari.
Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina. Sanluri, uno dei due capoluoghi della provincia  Usciamo da San Gavino Monreale sulla SS197, percorrendo circa 11 chilometri raggiungiamo Sanluri (nome in lingua Seddori, metri 135, abitanti 8.604), la più importante città del Monreale, che si trova a metà strada tra la città di Cagliari e quella di Oristano. In passato la sua economia si basava sull'agricoltura per la vicinanza dell'imponente stagno di Sanluri, di 2.200 Kmq e tre metri di profondità per un totale di sei milioni di metri cubi d'acqua, che, ora prosciugato, garantiva al paese un clima mite utile per le colture. Oggi sono in sviluppo la piccola industria e i servizi. Sanluri è sede della Giunta Provinciale della Provincia del Medio Campidano e della sua Presidenza.
Nel centro del paese troviamo la Parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie, ricostruita tra il 1781 e il 1786 su una preesistente Chiesa della quale resta il campanile gotico, modificato per adattarlo allo stile barocco del nuovo edificio. Vi è custodito il retablo di Sant'Anna, doppio trittico a olio su tavola attribuito alla bottega di Antioco Mainas e datato 1576. Apparteneva a questa Chiesa anche il prezioso retablo di Sant'Eligio, opera del Maestro di Sanluri ora conservato nella Pinacoteca di Cagliari. 
In via San Rocco si trova la antica Chiesa di San Rocco, edificata nel '500 in stile tardo gotico, con un portale a sesto acuto sormontato da un bel rosone ed un campanile a vela a doppia campana. Proseguendo la strada in salita, si arriva al convento dei Padri Cappuccini, che accoglie il Museo Storico Etnografico e la nuova Chiesa di San Rocco. 
È interessante anche la Chiesa di San Pietro, edificata fuori dal centro storico, che una iscrizione in sardo sulla facciata si dice voluta dal popolo nel 1337, costruita da maestranze locali in stile composito e sormontata da un campanile a vela con campane del 1577. 
In via San Sebastiano si trova la Chiesa di San Sebastiano, recentemente restaurata con il contributo del Rotary Club di Sanluri e del Medio Campidano. 
Il Castello di SanluriIl paese sorse, cinto da mura difensive, in periodo medievale intorno al Castello di Sanluri, che ancora oggi conserva la struttura originale. Venne costruito nel 1355, durante il regno di Pietro IV d'Aragona in epoca giudicale, dai giudici di Cagliari per difendere il borgo dagli assalti del Giudicato d'Arborea, quindi non è storicamente certo che sia appartenuto a Eleonora. Di piccole dimensioni, alto circa 10 metri a pianta quadrangolare, è l'unico degli 88 Castelli medievali sardi ancora oggi ben conservato. 
Nel 1408, il francese Guglielmo III, visconte di Narbona, salito sul trono d'Arborea sbarcò in Sardegna e riprese il conflitto contro gli Aragonesi che era stato condotto da Mariano IV ed Eleonora d'Arborea. I due eserciti si scontrarono vicino a una collina a oriente di Sanluri, ancora oggi chiamata «Su bruncu de sa battalla», nella cosiddetta battaglia di Sanluri. Gli Aragonesi divisero in due tronconi l'esercito sardo, uno dei quali venne annientato in un luogo ancora oggi chiamato «s'occidroxiu», ossia il macello. L'altro si divise in due parti. La più numerosa, con a Capo Guglielmo III, raggiunse il Castello di Monreale e si mise in salvo, mentre gli altri si rifugiarono nel borgo fortificato di Sanluri, che però venne espugnato e raso al suolo. Il Castello fu ampliato dagli Aragonesi nel 1436, quando ne entrarono in possesso, con l'aggiunta di quattro torri angolari merlate riunite da un camminamento di ronda. Oggi ospita al suo interno il Museo Duca d'Aosta. Per Sanluri passa la SS197, che verso ovest porta a San Gavino Monreale e Guspini, mentre verso est ci porterà nella regione della Marmilla, ma descriveremo questo itinerario più avanti. Ora proseguiamo lungo la SS131 fino a Serrenti, Samassi e Serramanna. Serrenti  Da Sanluri prendiamo la SS131 di Carlo Felice verso sud e dopo 10 chilometri troviamo l'uscita di Serrenti (metri 114, abitanti 5.214), centro ad economia prevalentemente agricola. Serrenti si trova ai confini del Monreale, o Campidano di Sanluri, e del Campidano di Cagliari. Importante in passato l'attività estrattiva, in particolare del caolino e della trachite grigia, detta anche «pedra de Serrenti», materiale col quale sono state costruite molte abitazioni ed importanti opere come il Palazzo di Giustizia di Cagliari. L'attività è stata recentemente rilanciata al punto che oggi Serrenti esporta trachite in tutta Italia. 
In centro si può visitare la chiesa Parrocchiale dedicata alla Santissima Beata Vergine Immacolata, situata nella piazza della Chiesa. In paese troviamo anche la Chiesa di Santa Vitàlia, nella quale si tiene il primo lunedì di ottobre la sagra di Santa Vitalia, che vede la presenza di migliaia di pellegrini provenienti da tutta la Sardegna. 
Una deviazione a Samassi  Da Serrenti una deviazione verso ovest sulla SP56 ci porta, dopo sei chilometri, a Samassi (metri 56, abitanti 5.499), un centro a spiccata propensione agricola per la presenza del Flumini Mannu o Rio Samassi. Samassi si trova, secondo la versione più accettata, nel Campidano di Cagliari. Il centro storico conserva ancora diverse «lolle», le case rurali campidanesi.
Samassi ha aderito all'associazione «Città della terra cruda» che si propone il recupero delle abitazioni costruite con «su ladiri», ovvero con i mattoni impastati con fango e paglia ed essiccati al sole. Questo genere di abitazioni è caratterizzato da ampi portali in legno sormontati da archi a tutto sesto, in genere di trachite, piccole finestre che danno sulla strada e sui grandi cortili interni. Le case finora recuperate sono tre: la Casa Porcedda, ora Biblioteca comunale; la Casa Piras, vecchia abitazione padronale al centro del paese; e la Casa Ghisu, piccola abitazione in zona «Su Cunventu». In centro si trova la bianca Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, la più grande e la più importante del paese. La Chiesa è stata costruita e aperta al culto alla fine del 1500. Poche sono le notizie legate alla data esatta di costruzione a causa di un violento incendio in cui, all'inizio del XV secolo, è stato distrutto l'archivio arcivescovile di Cagliari. La Chiesa è realizzata in blocchi di tufo in stile gotico-aragonese. È stata intitolata alla Beata Vergine del Monserrato in onore del celebre Santuario spagnolo, e ha svolto a lungo anche le funzioni di cimitero. La Chiesa di San Gemiliano a SamassiSull'altura chiamata «Su Conventu» troviamo la Chiesa romanica di San Geminiano, edificata in stile romanico in trachite chiara nel 1270 sui ruderi di un antico edificio la cui esistenza è dimostrata dall'area cimiteriale e dalla tomba a camera rinvenuti durante i lavori dell'ultimo restauro. Ha navata unica con copertura a capriate e la facciata con campanile a vela con doppia campana. All'interno è da vedere il mausoleo di don Emanuele di Castelvy, signore di Samassi e Serrenti, edificato nel 1586 da Scipione Aprile. Il sepolcro è in stile aragonese ed ospita un'ottava in endecasillabi, unica iscrizione in versi Spagnoli su marmo esistente i Sardegna. La presenza di una necropoli, rinvenuta recentemente nel colle sul quale è situata la Chiesa di San Geminiano, conferma la presenza intorno al 455 d.C. nella zona dei Vandali. Serramanna  Da Samassi la SS196d ci porta verso sud, dopo sette chilometri, a Serramanna (metri 30, abitanti 9.645), raggiungibile anche dall'uscita Nuraminis sulla SS131. Serramannai si trova ai confini del Monreale, o Campidano di Sanluri, e del Campidano di Cagliari. È un importante centro ad economia agricola, basato sulla coltivazione degli agrumi, dei cereali, dei carciofi, dei pomodori, della barbabietola da zucchero, e sull'allevamento. Anche a Serramanna la parte più antica dell'abitato è caratterizzata dalle tradizionali case campidanesi.
In centro troviamo la Parrocchiale di San Leonardo, edificata nel XV secolo in stile gotico catalano, modificata nel XVI secolo in stile aragonese e rinascimentale. Ha la facciata rettangolare di pietra a vista ed un campanile ottagonale. Il portale cuspidato in stile gotico è simile al portale sinistro del duomo di Cagliari. Conserva all'interno un grande retablo a scomparti. La prossima tappa del nostro viaggio | Nella prossima tappa del nostro viaggio da Sanluri prenderemo, verso nord-est, la SS197 che ci porterà nella Marmilla dove sono conservati alcuni dei principali siti archeologici della Sardegna e numerosi resti storici del Giudicato di Arborea. Ci recheremo a Furtei da dove proseguiremo per Segariu. Andremo poi a Villamar, per proseguire per Pauli Arbarei e Siddi. Andremo poi a Ussaramanna e Turri. |  |
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