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Nella Marmilla a Furtei e Segariu, da Villamar a Pauli Arbarei e Siddi, proseguiamo poi per Ussaramanna e Turri


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, da Sanluri prenderemo, verso nord-est, la SS197 che ci porterà nella Marmilla dove sono conservati alcuni dei principali siti archeologici della Sardegna e numerosi resti storici del Giudicato di Arborea. Ci recheremo a Furtei da dove proseguiremo per Segariu. Andremo poi a Villamar, per proseguire per Pauli Arbarei e Siddi. Andremo poi a visitare Ussaramanna e Turri.

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Furtei Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di FurteiRientriamo nella Marmilla, che abbiamo già descritto cone regione della Sardegna. Riprendiamo il nostro viaggio da Sanluri. Usciamo verso est sulla SP48 che seguiamo per 2.5 chilometri, poi giriamo a sinistra sulla SS197 e dopo meno di un chilometro svoltiamo a destra sulla SS547. A quasi sei chilometri da Sanluri raggiungiamo Furtei (metri 90, abitanti 1.701), paese di origine medioevale. Il toponimo è attestato a partire dal 1341, ma le interpretazioni sul suo significato sono alquanto incerte. 

In centro troviamo la chiesa parrocchiale di Santa Barbara, del XIV secolo, il cui interno è a forma Basilicale, diviso in tre navate da arcate a sesto acuto. Custodisce al suo interno un'importante tavola raffigurante la Crocifissione attribuita al pittore cagliaritano Antioco Mainas, attivo nella bottega di Stampace tra il 1537 e il 1571. La chiesa ha tre recenti portali in bronzo ispirati alla vita di Santa Barbara.

Nella parte alta del paese possiamo visitare la chiesetta Romanica di San Narciso, della seconda metà del XIII secolo, a due navate disuguali, separate da pilastri con archi a tutto sesto. Ha la facciata asimmetrica sormontata da un campanile a vela. Si accede al portale attraverso quattro alti gradini circolari.

Nei dintorni di Furtei

Nei dintorni del paese troviamo il santuario di San Biagio, del XIII secolo, ex parrocchiale del villaggio medioevale Nuraxi abbandonato nel '500 quando gli abitanti si trasferirono a Furtei. Recenti scavi nei pressi della chiesa hanno portato alla luce reperti Punici, Romani ed anche etruschi. La penultima domenica di agosto vi si tiene la festa di Santu Brai, San Biagio, che prevede il sabato una processione che porta con un cocchio la statua del Santo da Furtei alla sua chiesa, e la domenica sera, dopo la messa, il ritorno a Furtei accompagnato da tamburini, gruppi in costume e moltissimi di fedeli in processione.

Nei dintorni di Furtei si trova l'unica miniera d'oro della Sardegna, i cui primi lingotti sono stati fusi nel 1997. La miniera oggi non è più sfruttata e i 45 lavoratori che estraevano oro sono in cassa integrazione. Anni di lavorazioni e triturazioni dei materiali hanno generato un vero scempio ambientale, con le colline sventrate. Vicino ai mezzi senza più carburante e alle macchine per frammentare e trasportare le rocce, ci sono vasche colme di cianuro, mercurio, ferro, piombo, cadmio. L'idea oggi è quella di bonificare la zona, ma per renderla vivibile occorerebbero 37 milioni di euro, che dovrebbero essere finanziati dalla Regione Sardegna, presieduta da Ugo Cappellacci, che dal 2001 al 2003 è stato anche presidente della Sardinia Gold Mining che si è occupata dello sfruttamento della miniera…

Una deviazione a Segariu Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SegariuDa Furtei parte, verso est, la SS547 che porta a Guasila. Dopo solo tre chilometri arriviamo a Segariu (metri 117, abitanti 1.356), grosso borgo agricolo attraversato dal Rio Pardu e situato in un fondovalle aperto ad est verso il Flumini Mannu. Nel suo territorio sono presenti diversi nuraghi, tra cui quelli di Franghe Morus e quello di Sant'Antonio.

Nel paese, in via chiesa, troviamo la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire edificata verso il 1500. Il presbiterio ha la volta stellare tipica dello stile gotico-catalano, mentre l'architettura del resto dell'edificio è di tipo rinascimentale.

Nei dintorni di Segariu

Fuori paese troviamo la chiesetta campestre o santuario di Sant'Antonio, un edificio romanico del XII secolo che faceva parte di un monastero Benedettino, edificanto in prossimità del nuraghe di Sant'Antonio, e probabilmente sopra un tempio nuragico a pozzo. Ha l'interno a navata unica, mentre la tettoia anteriore ed i porticati sono stati aggiunti nel XIV secolo. Nel pavimento un'apertura porta a un ipogeo dove si trovava una fonte d'acqua terapeutica. Il 13 giugno si svolgono i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio, durante i quali il simulacro del santo viene condotto nella chiesetta campestre a lui dedicata, con una festosa processione di devoti e di carri trainati da buoi ornati con festoni di fiori. Durante i festeggiamenti vengono proposti per la degustazione prodotti e piatti tipici della tradizione locale.

Villamar Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di VillamarProseguendo verso nord da Furtei sulla SS197, dopo sette chilometri arriviamo a Villamar (nome in lingua Bidda Mara, metri 108, abitanti 2.982), che in periodo Giudicale è stata sede della Curatoria della Marmilla. L'economia del paese è prevalentemente di tipo agricolo e costituisce da sempre un punto di riferimento per i paesi del circondario. 

Nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata in stile romanico pisano nel XIII secolo, è presente il più importante lavoro del pittore cagliaritano Pietro Cavaro della scuola di Stampace. Si tratta del retablo della Madonna d'Itria, del 1518, uno dei quadri più famosi e importanti della Sardegna.

Poco lontano dalla parrocchiale, in centro, troviamo la molto interessante chiesa San Pietro realizzata in stile romanico pisano nel XIII secolo, con una sola navata alla quale ne è stata successivamente aggiunta un'altra più piccola, e con campanile a vela a doppia campana.

Sotto la chiesa di San Pietro e nelle aree limitrofe si trovano i resti della necropoli e dell'insediamento Punico di San Pietro, che non è però possibile visitare. Durante i lavori di scavo sono state rinvenute tre tombe ipogeiche a camera, contenenti alcuni scheletri, ceramiche e monete Puniche. Gli scavi successivi hanno portato alla luce un'ampia necropoli ed il centro abitato Punico edificato sopra un insediamento nuragico. Oggi si ritiene che la necropoli possa conservare non meno di ottanta scheletri. È prevista la realizzazione di un Museo Archeologico, che si troverà nei locali del Monte Granitico, ossia dell'antica banca del grano, nel quale saranno visibili i reperti rinvenuti nel corso delle campagne di scavo.

Una deviazione a Pauli Arbarei Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di Pauli ArbareiDa Villamar prendiamo la SP46 verso nord, verso Ussaramanna. Dopo sei chilometri incrociamo la SP49 che verso ovest porta a Lunamatrona, dove ci recheremo nella prossima tappa del nostro viaggio. Prendiamo invece la SP49 verso est e dopo tre chilometri arriviamo a Pauli Arbarei (metri 136, abitanti 739), piccolo centro agricolo situato in un'area pianeggiante al centro della Marmilla, adiacente ad una vasta palude prosciugata alla fine dell'800, dalla quale deriva il suo nome. Il paese è raccolto attorno alle due uniche chiese.

Nel centro del paese si trova la chiesa parrocchiale di San Vincenzo, che risale alla metà del XVII secolo. Edificata in stile rinascimentale, al suo interno sono custoditi un secentesco crocifisso in legno ed una preziosa croce astile in argento. È senz'altro una delle chiese più importanti della zona.

Sempre nel paese si tova la chiesa di Sant'Agostino, il cui primo impianto risale al 1421. Edificata originariamente ad una sola navata, è stata in seguito ampliata fino all'impianto attuale costituito da tre navate e tetto a capriate. La chiesa si anima in occasione della festa di Sant'Agostino, che si svolge ogni anno alla fine di agosto.

Nel centro storico si trova pure l'edificio che è stato sede del Monte Granatico, la banca del grano, oggi adibito a biblioteca comunale. A ricordare l'importanza della produzione cerealicola e del grano duro, in paese si conserva il vecchio mulino di Tziu Felis, che prende il nome dal proprietario che lo aveva importato dalla Francia. È ormai però in disuso.

Una nuova deviazione, questa volta verso Siddi Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SiddiTornati da Pauli Arbarei indietro sulla SP49, torniamo sulla SP46 da Villamar verso Ussaramanna. Dopo un paio di chilometri troviamo sulla sinistra la deviazione sulla SP50 per Siddi (metri 184, abitanti 814), un paese a economia prevalentemente agricola. Il paese sorge ai piedi della giara di Siddi, Pranu de Siddi, un altopiano basaltico formatosi da una colata lavica 2,5 milioni di anni fa. L'altopiano è coperto da folta macchia mediterranea e ha conservato diversi resti archeologici: ben sedici nuraghi circondano una delle più belle e meglio conservate tombe dei giganti dell'isola. La giara di Siddi è raggiungibile anche con l'unica seggiovia della Sardegna.

Al centro del paese, in una località che un tempo era denominata De Cresia, si trova la chiesa parrocchiale intitolata alla Santissima Vergine delle Grazie e dedicata alla Visitazione di Maria Vergine, detta anche Sa Gloriosa. È stata edificata in stile barocco sardo, nel filone detto popolare, a partire dal 1704, con i lavori che si sono prolungati per oltre un cinquantennio, sopra una chiesa più piccola, costruita forse prima del '600. Ha pianta longitudinale coperta con volta a botte. Al centro dell'altare maggiore si trova una grande statua lignea della Madonna col Bambino alta 1,76 metri, dorata e policromata in estofado de oro, che costituisce l'unico esempio isolano a foggia quadrata con spigoli smussati. Il campanile a canna quadrata e suddiviso in tre ordini sovrapposti è stato ultimato nel 1688. Il 2 luglio si svolge la sagra di Sa Gloriosa, la festa patronale del paese, che inizia la sera precedente con canti Sardi in piazza, cui seguono il giorno della festa la messa solenne e la processione con il carro dei buoi, le Launeddas e i gruppi folk.

Siddi-Parrocchiale della Santissima Vergine delle Grazie: facciata Siddi-Parrocchiale della Santissima Vergine delle Grazie: statua lignea della Madonna col Bambino Siddi-Parrocchiale della Santissima Vergine delle Grazie: sagra di Sa Gloriosa

Alla periferia del paese e poco distante dalla chiesa parrocchiale, in zona Santu Miali, su un piccolo rilievo troviamo la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, del XIII secolo. Non si hanno purtroppo informazioni sul momento della sua costruzione, anche se i tratti stilistici presenti riconducono il monumento alla seconda metà del secolo XIII. Stilisticamente la chiesetta s'ispira alla chiesa di San Pantaleo di Dolianova con la quale ha parecchie cose in comune, e mostra tratti comuni pure con la chiesa di San Pietro di Villamar. Ha pianta a due navate di diversa dimensione, con due portali. Sull'architrave del portale più piccolo è scolpito un altorilievo con cinque figure dalle larghe spalle e dagli arti esili, separate da bande verticali con motivo a rombi. La prima figura, capovolta, forse indica Lucifero, l'angelo caduto. La successiva potrebbe rappresentare l'arcangelo Michele, a cui la chiesa è dedicata, e la terza potrebbe rappresentare Dio padre. Le ultime due, che non sono separate ma anzi sono allacciate tra loro, potrebbero rappresentare Adamo ed Eva. Secondo un'altra interpretazione sarebbero due figure danzanti.

Siddi-Chiesa di San Michele Arcangelo: facciata Siddi-Chiesa di San Michele Arcangelo: altorilievo sul portale piccolo

Affacciato sulla piazza principale del paese, in una parte dell'edificio che ha ospitato l'ospedale Managu, raro esempio di struttura ospedaliera funzionante nella Sardegna rurale della seconda metà dell'800, si può visitare il Museo Ornitologico della Sardegna. Si tratta dell'unico museo ornitologico dell'isola, la cui esposizione si compone infatti di circa 300 esemplari, tutti appartenenti alla fauna stanziale e migratrice che popola i diversi habitat dell'isola.

Siddi-Museo Ornitologico Siddi-Museo Ornitologico: interno del Museo Siddi-Museo Ornitologico: nido di rondini

A Siddi la prima domenica di agosto ed il sabato precedente si svolge la manifestazione AppetitosaMente-Un posto al Sole o de le produzioni legate al sole e alle energie pulite. Si tratta di una due giorni di incontri, laboratori attivi, spettacoli, escursioni, proiezioni, percorsi dedicati e convivi sul tema del cibo e della cultura contadina. Significativi anche lo spettacolo con i gruppi folk locali e internazionali e gli incontri ed i convegni legati al tema della manifestazione.

La tomba dei giganti Sa Domu 'e S'Orcu e il nuraghe complesso Sa Conca 'e Sa Cresia

Prima di entrare in paese, seguendo un cartello per la giara di Siddi, prendiamo la circonvallazione. Dopo 3,6 chilometri svoltiamo a destra su una strada in cemento che dopo 2,7 chilometri ci porta, sul piccolo altipiano basaltico di Su Pranu, alla tomba dei giganti Sa Domu 'e S'Orcu, la casa dell'orco. Il nome le è stato assegnato per scoraggiarne la visita. È una delle più grandi e imponenti della Sardegna, realizzata senza la stele. Ha la facciata costituita da filari sovrapposti di grandi blocchi di basalto squadrati, tecnica costruttiva tipica delle più antiche tombe dei giganti del centro-sud della Sardegna. Anche l'esedra è diversa da quella solita, non essendo delimitata da betili infissi nel terreno, ma da una muraglia di pietre spessa anche due metri.L'ingresso al monumento, al centro dell'esedra, è sormontato da robusto architrave segnato però al centro da una profonda fenditura. La camera funeraria, a pianta rettangolare lunga 10 e larga 1,2 metri, è costituita da blocchi disposti a filari regolari, di dimensioni inferiori nei filari di base, e conserva ancora la copertura originaria. Non si conoscono i motivi di questa singolare scelta costruttiva, in contrasto col generale modo di edificare dei nuragici, che di solito sistemavano i blocchi più grandi nelle zone basse delle costruzioni e quelli più piccoli nelle parti alte. La camera termina con un abside la cui parete di testa è costituita da un'unica lastra infissa a coltello nel terreno. Si ipotizza che potesse contenere fino a trecento salme, accumulate progressivamente nei tempi successivi alla sua costruzione, ma purtroppo non è stato rinvenuto alcun frammento osseo. In discreto stato di conservazione fino agli anni '40, la tomba dei giganti è stata oggi parzialmente restaurata.

Siddi-La tomba dei giganti Sa Domu 'e S'Orcu: veduta dall'alto Siddi-La tomba dei giganti Sa Domu 'e S'Orcu: l'esedra

Siddi-La tomba dei giganti Sa Domu 'e S'Orcu: concerto davanti all'esedraNell'ambito della manifestazione AppetitosaMente, nella suggestiva area nuragica presso la tomba dei giganti Sa Domu 'e S'Orcu vengono reinterpretati in musica i silenzi della giara, delle grandi pietre e delle antiche divinità. Segue la Colazione da… l'Orco.

A qualche decina di metri di distanza dall'ingresso della tomba dei giganti sono posizionati alcuni menhir. Poco distante è presente il nuraghe complesso Sa Conca 'e Sa Cresia. In uno strato di questo nuraghe sono stati trovati piccoli semi di grano tenero, sui quali sono attualmente in corso analisi particolari, ed è prevista anche quella al Carbonio 14 per ottenerne una datazione attendibile.

Il parco naturalistico e archeologico Sa Fogaia sulla giara di Siddi

Il parco Sa Fogaia è un'area naturalistica archeologica situata in località Sa Fogaia, sul versante est dell'altopiano basaltico denominato Pranu de Siddi. Il parco ha zone nelle quali prevale il bosco a leccio, altre in cui predominano i popolamenti erbacei, ed altri rappresentati dalla macchia mediterranea. All'interno del parco si sviluppa un sentiero naturalistico chiamato su mori de is erbas, il sentiero delle erbe, ricavato reimpiegando in parte una vecchia mulattiera usata in passato per salire a piedi sulla giara.

Siddi-Parco Sa Fogaia: pic nic di gruppo Siddi-Parco Sa Fogaia: orchidea

All'interno del parco è possibile visitare il nuraghe Sa Fogaia, raggiungibile attraverso un sentiero. Costruito in posizione strategica su un bordo a strapiombo, è posto a una quota di 325 metri proprio nella zona panoramica del parco. Si tratta di un nuraghe a corridoio complesso ed irregolare, che si compone di tre grandi corpi megalitici affiancati e varie costruzioni secondarie. Ha un’altezza residua di oltre 6 metri ed è stato edificato sulla roccia affiorante con blocchi poliedrici di basalto sovrapposti a secco.

Siddi-Nuraghe Sa Fogaia: veduta dall'alto Siddi-Nuraghe Sa Fogaia: foto del nuraghe Siddi-Nuraghe Sa Fogaia: ingresso

Ussaramanna Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di UssaramannaRiprendiamo la SP46 dopo la deviazione che ci ha portato a Siddi. Percorriamo altri quattro chilometri ed arriviamo a Ussaramanna (nome in lingua Ùssara Manna, metri 158, abitanti 600), piccolo borgo agricolo in una valle compresa tra la giara di Gesturi e quella di Siddi. Il toponimo, con l'aggettivo Manna, le fu dato per distinguerla dalla vicina Ussaraminore o Ussaredda. Ad Ussaramanna viene inscatolato il pregiato tonno sardo pescato a Carloforte, Calasetta e Sant'Antioco.

A Ussaramanna, nel mese di maggio, si tiene un'interessante mostra che raccoglie esemplari della flora spontanea della Marmilla. Obiettivo della manifestazione è la conoscenza delle specie botaniche locali, molte delle quali hanno benefici effetti terapeutici ed un'alta concentrazione di principi attivi.

Nel centro del paese è possibile visitare la chiesa parrocchiale di San Pietro, ricostruita in stile gotico barocco ai primi del '600 su un edificio preesistente ed ampliata nei secoli successivi con gli interni neoclassici. Al suo interno si possono ammirare preziosi arredi marmorei del '700.

Sempre nel caratteristico centro storico del paese, troviamo la chiesa di Santa Maria del Carmine. Edificata alla fine del XVI secolo come piccolo santuario, è stata poi sconsacrata nel '700. È divenuta quindi sede del Monte Granatico e del Monte Frumentario, ossia dell'antica banca del grano. Viene attualmente utilizzata come sala congressi. 

Nei dintorni di Ussaramanna

A un paio di chilometri dal paese si trova la chiesa di San Lorenzo. Edificata nel XIV secolo, è l'unica struttura rimasta dell'antico villaggio di Ussaredda. Dalla chiesa di San lorenzo provengono le due tavole di un polittico dei Santi Rocco e Sebastiano, ora esposte alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari. Intorno alla chiesa sono presenti blocchi, laterizi, e ceramiche romane, a testimonianza di antichi insediamenti. Presso la chiesa si svolge ad agosto la festa popolare di San Lorenzo.

Nel suo territorio si trova il nuraghe San Pietro. Si tratta di un nuraghe tetralobato attualmente in fase di scavo. La sua torre centrale affiora per oltre sette metri, ma la maggior parte del nuraghe è ancora interrata. Si ritiene che le sue architetture ricalchino in scala minore quelle della vicina reggia nuragica di Su Nuraxi a Barumini.

Turri Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di TurriProseguendo da Ussaramanna sulla SP46, dopo meno di un chilometro svoltiamo a destra sulla SP44, che in un chilometro ci porta al borgo agricolo di Turri (metri 164, abitanti 551). Nella zona chiamata Molinu si trova la più grande concentrazione di ulivi secolari di tutta la Sardegna. La popolazione si dedica da sempre all'agricoltura ed alla pastorizia, con produzione di cereali, legumi, ortaggi, vino, olio, mandorle, formaggio e del rinomato zafferano.

In centro è presente la seicentesca chiesa parrocchiale di San Sebastiano. Di fronte alla chiesa si affaccia un signorile edificio della seconda metà dell'800, con decorazioni palladiane sopra l'architrave delle finestre, sede dell'ex Monte Granitico, ossia dell'antica banca del grano.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, proseguiremo la visita della Marmilla. Da Villamar effettueremo una deviazione verso Lunamatrona, da dove proseguiremo per Villanovaforru per visitare complesso nuragico Genna Maria. Da qui proseguiremo per Collinas. Ci recheremo quindi a Sardara, dove vedremo il tempio a pozzo di Santa Anastasia ed il castello di Monreale.

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