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Da Villanovafranca a Las Plassas con il castello di Eleonora d'Arborea ed a Barumini con la reggia nuragica Su Nuraxi


Il nostro itinerarioIn questa tappa proseguiamo la visita dell'interno della Marmilla. Ci recheremo a Villanovafranca, poi al castello di Las Plassas, ed infine vedremo il più importante monumento nuragico della Sardegna, il complesso Su Nuraxi di Barumini.

 

Da Villamar a Villanovafranca Visualizza la mappa

VillanovafrancaInformazioni turistiche Da Villamar abbiamo effettuato una lunga deviazione verso ovest, che ci ha portato a visitare Lunamatrona, Villanovaforru, Collinas, Siddi, Ussaramanna, Turri e Pauli Arbarei. Rientrati a Villamar, riprendiamo la SS197 per proseguire il nostro viaggio verso nord. Dopo tre chilometri deviamo verso destra sulla SP36 che, percorsi altri 3,5 chilometri, ci fa raggiungere il centro agricolo Villanovafranca (nome in lingua Biddanoa Franca, metri 300, abitanti 1.510), piccolo paese adagiato sulle colline dell'alta Marmilla.

Nel centro del paese vediamo l'interessante parrocchiale di San Lorenzo Martire, realizzata in stile pisano con pianta a croce latina. Ha una interessante cupola ed un solido e massiccio campanile. Da vedere anche, in centro, la cinquecentesca chiesa San Sebastiano, chiamata la «cresiedda», con la facciata in pietra lavorata con motivi di finto marmo.

In piazza Risorgimento, ospitato nell'edificio dell'ex Monte Granatico, struttura risalente all'800 oggi recuperata, si può visitare il Civico Museo Archeologico Su Mulinu, che espone circa mille reperti provenienti dal territorio comunale, diviso in due sezioni. Nella prima si trovano manufatti ceramici, metallici, vitrei e litici provenienti dal territorio comunale. Nella seconda sezione vengono presentati esclusivamente reperti provenienti dal nuraghe Su Mulinu, ed è possibile visitare lo spazio predisposto per l'ambientazione del suo monumentale altare nuragico, ritenuto unico in Sardegna.

Al centro del paese troviamo il cartello con l'indicazione per il nuraghe su Mulinu, che subì diverse evoluzioni fino a quando venne abbandonato nel IV sec. a.C. Il nuraghe è interessante per le diverse tipologie costruttive: sia a corridoio che a falsa cupola. In questo nuraghe si può notare, infatti, ogni tipo di architettura nuragica dei vari periodi. All'interno di una torre è stato trovato l'unico esempio di altare preistorico in pietra scolpito a motivi verticali e con un'effige della dea Luna, datato prima età del Ferro. A poca distanza dall'altare è stato rinvenuto uno scolatoio. Si ritiene che l'altare fosse una vasca che raccoglieva il sangue dei sacrifici di animali, che venivano posti sopra una colonna, a sinistra dell'altare, dalla quale il sangue scolava nella vasca. L'insediamento nuragico si sviluppa attorno ad una vera e propria fortezza, costruita con grandi blocchi di arenaria.

Las Plassas Visualizza la mappa

Las PlassasInformazioni turistiche Proseguendo sulla SS197 verso nord, a sette chilometri da Villamar raggiungiamo il piccolo borgo di Las Plassas (nome in lingua Is Pratzas, metri 148, abitanti 281), paese situato nel fondovalle del Flumini Mannu.

Visualizza la mappa Il paese è noto per i pochi resti del castello di Eleonora di Arborea, detto anche castello di Las Plassas o castello di Marmilla, citato in un documento del giudice Barisone d'Arborea datato 1164. Sorge sulla sommità di una collina dalla forma perfettamente conica, ben visibile dalla strada, dalla quale si poteva controllare verso sud la Marmilla, mentre verso nord lo sguardo spazia fino a Barumini ed alla giara di Gesturi. Venne edificato nel XII secolo sui resti di un nuraghe, per difendere i confini meridionali del Giudicato di Arborea del quale costituiva, con il castello di monte Arcuentu, uno degli ultimi baluardi. Il colle di Las Plassas, famoso per la sua forma mammellare, a quanto pare avrebbe dato il nome al territorio circostante, la Marmilla, ed aveva in antichità al suo apice un capezzolo gigante attraverso il quale Madre Natura dava nutrimento a tutti i sardi.

immagine immagine immagine immagine immagine

immagineAi piedi della collina troviamo la seicentesca chiesa di Santa Maria Maddalena. Edificata inizialmente con pianta a croce greca, è stata successivamente modificata in croce latina.

 

Barumini Visualizza la mappa

BaruminiInformazioni turistiche Altri tre chilometri ed arriviamo a Barumini (nome in lingua Barùmini, metri 202, abitanti 1.418), paese situato nel cuore della Marmilla, ai piedi della scarpata sud-ovest della giara di Gesturi. Barumini è divenuta famosa per la presenza, lungo la SP44 che la collega a Tuili, del complesso nuragico Su Nuraxi.

Nella piazza principale del paese troviamo la parrocchiale dell'Immacolata, edificata nel 1590 in stile tardo gotico. Conserva un retablo con episodi della vita di Gesù del XVI secolo e un bell'altare marmoreo. Nel XVI secolo venne istituita a Barumini la baronia Zapata, venne quindi edificato accanto alla parrocchiale, in stile spagnolesco, il palazzo Zapata, correntemente chiamato «Su Palazzu 'e Su Marchesu».

Nella stessa piazza troviamo la chiesa di San Giovanni Battista, consacrata nel 1316 come attesta una pergamena rinvenuta sotto l'altare durante i restauri del 1905. Edificata con pietra locale, trachite e basalto, in stile Romanico semplice ed essenziale, ha pianta a navata unica con abside modificata nel '600. Durante la dominazione aragonese divenne la sede della Confraternita della Buona Morte, ed all'interno conserva il pilastro dove veniva legato il condannato a morte prima dell'esecuzione, quando la Confraternita si riuniva a pregare per lui. Nel 1831 l'edificio, ormai fatiscente, venne interdetto al culto.

Giovanni LilliuA Barumini è nato nel 1914 Giovanni Lilliu. Da bambino si recava da Barumini con gli amici, su una collina alla sommità della quale era presente un foro nel terreno, all'interno del quale si calavano per gioco i bambini. Da allora gli era nato il desiderio di cercare all'interno di quel foro, di scavare per scoprire che cosa nascondesse quella collina. Laureatosi in lettere classiche, si è specializzato alla Scuola Archeologica di Roma, e dal 1943 al 1955 ha operato nella Soprintendenza alle Antichità della Sardegna. Su sua iniziativa, che era divenuto nel frattempo un valente archeologo ed ha impegnato tutta la sua vita allo studio dell'archeologia del periodo nuragico e preistorico in Sardegna, negli anni '50 è stato scavato quel foro ed è stato portato alla luce il grande complesso nuragico Su Nuraxi, il più importante di tutta l'isola. Ha fondato e diretto la Scuola di Specializzazione di Studi sardi dell'Università di Cagliari. Presso la stessa Università ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Antichità Sarde ed è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. Oltre a scavare la reggia nuragica di Barumini, ha contribuito con i suoi studi e la sua attività di divulgazione a far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale paleosardo nel mondo. È membro di numerosi Istituti Scientifici italiani stranieri, e dal 1990 è stato chiamato, unico sardo, a far parte dell'Accademia dei Lincei. Tra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo «La civiltà dei sardi dal Neolitico all'età dei nuraghi» del 1963, «Sculture della Sardegna nuragica» del 1966, «La civiltà nuragica» del 1982, «Cultura e culture» del 1995, «Arte e religione della Sardegna prenuragica» del 1999. Negli ultimi decenni si è attivato sul fronte della difesa dell'identità della Sardegna e, in particolare, della lingua sarda. In un famoso saggio degli anni Settanta ha coniato e definito il concetto de «La costante resistenziale sarda». Nel volume «Sentidu de libertade» del 2004 ha raccolto i suoi articoli e saggi «in limba».

Di Giovanni Lilliu archeologo è possibile leggere «Arte e religione della Sardegna prenuragica» e «La civiltà nuragica», mentre per il suo impegno civile si può leggere «La costante resistenziale sarda».

  

Su iniziativa di Giovanni Lilliu negli anni '50 è stato portato alla luce il grande complesso nuragico Su Nuraxi, dichiarato nel 1997 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. L'ampiezza e la composizione del complesso nuragico lo fanno chiamare anche la reggia nuragica Su Nuraxi. è uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna, insieme al complesso nuragico Santu Antine di Torralba, al nuraghe Losa di Abbasanta e all'Arrubiu di Orroli. Per raggiungerlo, da Barumini prendiamo la strada per Tuili che percorriamo per un chilometro, il complesso nuragico si trova a sinistra della strada. Il complesso nuragico è il risultato di diverse fasi costruttive. La parte più antica è rappresentata da un nuraghe quadrilobato, con la torre centrale alta circa 20 metri ed un bastione esterno in grossi blocchi di basalto scuro, con quattro torri difensive. All'interno è presente un cortile a forma di mezzaluna con un pozzo profondo 20 metri, con sorgente tuttore attiva. Il mastio conserva interamente entrambi i piani, mentre le torri laterali presentano ancora oggi intatto il soffitto del primo piano, mentre del secondo non restano che pochi filari di pietre. La parte più alta delle torri, dove erano i terrazzi, era costruita con blocchi di dimensioni inferiori a quelli utilizzati più in basso, sovrapposti in più filari che terminavano con mensoloni sporgenti. Questi blocchi sono stati rinvenuti in gran quantità durante gli scavi e sono attualmente esposti lungo la recinzione dell'area archeologica. Attorno al nuraghe era presente un primitivo antemurale con tre torri, che circondava parzialmente la struttura. Verso il 1200 a.C. in seguito a gravi danno strutturali si procedette a una ristrutturazione del complesso che ne trasformò l'aspetto. L'intero complesso fu rifasciato da una massiccia muratura che in pratica raddoppiò lo spessore totale del muro, l'ingresso fu spostato dal lato sud al lato ovest e anziché trovarsi al livello del terreno fu collocato a diversi metri di altezza, rendendo possibile l'accesso solo servendosi di una scala di legno. L'antico antemurale fu integrato e con l'aggiunta di quattro nuove torri, che raggiunsero il numero di sette. Fu allora che il nuraghe assunse l'aspetto imponente che tutt'ora conserva. L'area fu abbandonata per un certo lasso di tempo, poi, attorno al X secolo, il sito venne rioccupato ed iniziò la costruzione delle prime capanne, che andarono ad occupare non solo l'area circostante ma anche quella compresa all'interno dell'antico antemurale. In prossimità dell'antemurale è presente la capanna consiliare, detta anche capanna del parlamento, con un atrio fortificato. Nel villaggio preistorico le case più interessanti sono quelle databili all'inizio dell'età del Ferro. Ci sono anche abitazioni complesse, con diversi vani, ed edifici commerciali con banconi, vasche e forni. Più all'esterno sono presenti altre abitazioni realizzate successivamente in epoca punica e romana. La maggior parte dei reperti in esso trovati è visibile nel Museo Archeologico di Cagliari, una visita obbligata per chi voglia conoscere a fondo la Sardegna.

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Sulla strada che conduce al complesso nuragico Su Nuraxi, troviamo la chiesetta di Santa Tecla, costruita in stile aragonese con elementi tardo gotici. La facciata quadrata è decorata superiormente da merli e mensole mensole modanate e da un campanile a vela situato al centro.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio ci recheremo a visitare la Giara di Gesturi dove vedremo Tuili, Setzu, Genuri ed infine Gesturi.

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                          © Claudio de Tisi 2002-2009


Alcune foto di questa pagina sono state fornite dall'amico Maurizio Grugni.
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