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Da Iglesias ci rechiamo a Domusnovas, Musei e Villamassargia


In questa tappa del nostro viaggio, da Iglesias ci recheremo a Domusnovas, dove si trova la Grotta di San Giovanni, quindi a Musei ed infine a Villamassargia.

Domusnovas Informazioni turistiche

Domusnovas-Stemma del comuneDa Iglesias prendiamo la SS130 verso Cagliari, dopo circa 10 chilometri prendiamo l'uscita verso Domusnovas, Villamassargia e Carbonia che si porta sulla SP86, che dopo un chilometro ci porta a Domusnovas (nome in lingua sarda Domunoas, metri 152, abitanti 6.681), paese del Sulcis Iglesiente situato nella valle del Cixerri alle pendici del monte Marganai. Fondata dai pisani in epoca medioevale presumibilmente nel dodicesimo secolo, ha un nome che indica le case nuove. L'economia del paese, basata inizialmente sull'agricoltura, è stata influenzata dalla presenza di giacimenti minerari oggi abbandonati. Del comune di Domusnovas nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias.

Sagre e feste che si svolgono a Domusnovas

Domusnovas-Il costume tradizionaleA Domusnovas sono attivi, tra gli altri, il Gruppo Folk Sant'Ignazio ed il Gruppo Folk San Giovanni di Domusnovas, il Coro Polifonico San Giovanni Battista di Domusnovas, ed i loro componenti si esibiscono nelle feste e sagre che si svolgono nel comune ed anche in altre località. Tra le feste e sagre che si svolgono a Domusnovas vanno citati i riti della Settimana Santa; il giorno di astensione dal lavoro, l'11 maggio, in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant'Ignazio da Laconi; il 24 giugno si svolge la festa di San Giovanni Battista; il 15 agosto si festeggia la Patrona, Maria Santissima Assunta; il 29 agosto si svolge la sagra dei fichi d'india e la mostra mercato dell'artigianato, con spettacoli folcloristici.

Le celebrazioni della Settimana Santa a Domusnovas

A Domusnovas i riti della Settimana Santa sono organizzati dai membri della Confraternita della Madonna Addolorata. Le funzioni iniziano la sera del giovedì di Passione, che precede la domenica delle Palme, con la vestizione a lutto della Vergine Addolorata. Il venerdì di Passione si svolge la processione Sa mamma chi circara su fillu, nella quale la Vergine Addolorata, scortata dalla Confraternita e dai babballottis, percorre le strade alla ricerca del Figlio. In tutte le processioni della Settimana Santa compare la figura dell baballottis, che ricordano gli antichi penitenti che nel periodo medioevale andavano per le strade flagellandosi e battendosi il petto coperti dal cappuccio, ed infatti il loro abito è costituito da una tunica bianca legata in vita da un cingolo rosso, e da un ampio cappuccio. La domenica delle Palme si svolge la processione delle Palme. Il mercoledì Santo, da oltre trent'anni, è il momento della via Crucis dei giovani, che si svolge nella chiesa della Beata Vergine Assunta. Il giovedì Santo nella chiesa della Beata Vergine Assunta viene celebrata la messa in Coena Domini, durante la quale si svolge il rito della lavanda dei piedi a dodici chierichetti, in ricordo del gesto di umiltà fatto da Gesù nei confronti dei suoi apostoli.

Domusnovas-Settimana Santa: la processione del CrociferoIl venerdì Santo dalla chiesa della Beata Vergine Assunta il simulcro dell'Ecce Homo si avvia verso la chiesa di Santa Barbara, dalla quale parte la processione del Crocifero, il monumentale Cristo caricato della croce e seguito dall'Addolorata, portato in spalla da 16 uomini. La sera del venerdì Santo nella chiesa dell'Assunta si svolge il rito de Su Scravamentu, il dischiodamento di Gesù dalla croce. Nella chiesa fanno il loro ingresso i baballottis con le matraccas, tavolette di legno munite di maniglie di ferro, il tamburo e la loro croce, seguiti dalla Veronica, le Guardie romane, i Giudei, il San Giovanni e la Maddalena, i membri della Confraternita e infine la Vergine Addolorata. Dopo l'omelia i Giudei silenziosamente compiono il rito. Segue poi la processione del Cristo Morto per le vie del centro illuminate da piccole candele. La domenica di Pasqua in piazza Matteotti avviene S'Incontru, quando la Vergine incontra il proprio Figlio risorto. Le viene tolto il velo del lutto e fatto indossare il velo azzurro, mentre il suono delle campane a feste e i colpi dei fucili annunciano la Pasqua.

Visita del centro della cittadina

Arriviamo a Domusnovas con la SP86, da sud, che si immette sulla via Cagliari, che entra nell'abitato da sud ovest. Vediamo, ora, che cosa è possibile vedere all'interno dell'abitato di Domusnovas.

La chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta

Percorsi quattrocentocinquanta metri sulla via Cagliari, dopo aver passato la piazza Repubblica, arriviamo in piazza Giacomo Matteotti, al centro del paese. Alla destra della piazza si trova, tra l'edificio che ospitava il Monte Granatico, che si trova alla sua destra, e quello che ospitava il vecchio palazzo municipale, alla sua sinistra, la chiesa della Beata Vergine Assunta, detta anche Maria Santissima Assunta, come viene chiamata dalla maggior parte delle persone, che la parrocchiale e la principale chiesa di Domusnovas, dedicata alla patrona del paese. La chiesa settecentesca è stata edificata con pianta a croce latina. Inizialmente era ubicata quasi alla periferia sud dell'abitato, circondata dal camposanto, e si trovava in pessime condizioni, tanto che nel XIX secolo, si decide di riedificare la chiesa, ormai andata pericolante, in stile neoromanico. I lavori sono mirati alla modificazione della pianta che, da mononavata con direzione est ovest, viene tramutata a croce latina, dove la vecchia struttura rimane articolata fra le due cappelle laterali, tanto che ancora oggi si notano i segni di questa vecchia struttura. Anche l'ingresso viene spostato sul lato nord. Con l'estendersi delle abitazioni la chiesa viene a trovarsi al centro del villaggio, e con essa anche l'area cimiteriale.

Domusnovas-La piazza Giacomo Matteotti con la chiesa parrocchiale tra l'ex Monte Granatico e l'ex Municipio Domusnovas-La chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta

Ogni anno il 15 agosto, a Domusnovas si festeggia la Santa Patrona, nella festa di Maria Santissima Assunta, con riti e cerimonie religiose, e con manifestazioni civili.

La chiesa di Santa Barbara Vergine e Martire

Domusnovas-La chiesa di Santa Barbara Vergine e MartireDi fronte alla chiesa parrocchiale, prendiamo una strada pedonale, il corso Repubblica, che, in centotrenta metri, incrocia il vico Amsicora. Lo prendiamo verso sinistra ed, in una trentina di metri, arriva sulla via Santa Barbara, dove si affaccia la chiesa di Santa Barbara Vergine e Martire. Edificata alla fine del duecento in conci di trachite grigia e rosa, la chiesa ha subito sostanziali rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Dell'impianto originario rimangono solo la parte inferiore della facciata e un muro laterale con un bel portone. Tra il '600 ed il '700 l'edificio è stato ristrutturato secondo lo stile gotico catalano, è stato chiuso l'antico portale e si sono elevati gli archi a diaframma a sostegno della copertura lignea. L'altare maggiore viene costruito nel punto dove si trovava l'antico portale, ai lati del quale sono create due nicchie. La chiesa è stata riaperta al culto sul finire del secolo scorso, dopo aver subito importanti restauri che le hanno restituito l'aspetto originario. All'interno della chiesa si trova una preziosa acquasantiera in calcare, risalente alla fine del XVII secolo.

In piazza Caduti di Nassirya si trova il Municipio di Domusnovas

Domusnovas-Il Municipio di DomusnovasRitornati in piazza Giacomo Matteotti, riprendiamo la via Cagliari verso est e la seguiamo per quattrocentocinquanta metri, fino ad trovare, alla destra della strada, la piazza Caduti di Nassirya, nella quale, al civico numero 1, si trova il moderno edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Domusnovas. Intorno alla piazza e dietro ad essa, si trova il grande parco comunale Scarzella di Domusnovas, nel quale si trovano il campo sportivo, l'anfiteatro comunale, il cosiddetto labirinto, il koala park che è un parco acrobatico immerso nel verde attrezzato con cavi e piattaforme installate sulle piante, ed altro.

La seconda parrocchiale che è la chiesa di Sant'Ignazio da Laconi

Domusnovas-La chiesa parrocchiale di Sant'Ignazio da LaconiDalla piazza Giacomo Matteotti, proseguiamo pochi metri lungo la via Cagliari, e prendiamo a sinistra la via Fernando Meloni, la seguiamo per quattrocento metri, poi prendiamo a sinistra la via Nazario Sauro, che continua sulla via Eleonora d'Arborea, e, dopo centocinquanta metri, continua su via Roma. Seguiamo via Roma per trecento metri, poi prendiamo a destra la via Amendola, e poco più avanti di nuovo a destra la via Palmiro Togliatti. Ci troviamo nella periferia a nord ovest dell'abitato, dove si trova il quartiere denominato Cracchera, nel quale, al civico numero 1 della via Palmiro Togliatti, è stata edificata la chiesa di Sant'Ignazio da Laconi, che è la seconda parrocchiale di Domusnovas. La sua costruzione è terminata nel 1979, ed è quindi molto recente, e la cui realizzazione è stata dettata dall'aumento della popolazione, in una zona che stava avendo una decentrazione e risultava, quindi, isolata. L'11 maggio è il giorno di astensione dal lavoro, a Domusnovas, in occasione dei festeggiamenti, per la festa in onore di Sant'Ignazio da Laconi.

Nei dintorni di Domusnovas

Nei dintorni di Domusnovas si trova la Grotta di San Giovanni, una delle più lunghe gallerie naturali di tutta l'Europa, oltre al complesso nuragico Sa Domu 'e S'Orku, ed al parco demaniale del monte Ligas, Marganai-Oridda, Montimannu.

La Grotta di San Giovanni Informazioni turistiche

Dal centro prendiamo la via Roma per andare alla chiesa parrocchiale di Sant'Ignazio da Laconi, passiamo la via Amendola e proseguiamo dritti per duecento metri, fino ad arrivare a un cartello indicatore, che farebbe prendere a sinistra la strada per il complesso nuragico Sa Domu 'e S'Orku, mentre proseguendo dritti ci porta, dopo un chilometro e ottocento metri, al parcheggio che si trova all'ingresso sud della grotta di San Giovanni, un monumento naturale riconosciuto in quanto tale dalla Regione Sardegna, ma soprattutto un eccezionale fenomeno carsico, con i suoi 850 metri una delle più lunghe gallerie naturali d'Europa. Si ritiene si sia formata per lo scorrere di un fiume sotterraneo e per il cedimento della massa calcarea del monte Acqua, che si trova a 540 metri di altezza, in posizione innalzata rispetto la grotte di San Giovanni. Questa grotta è l'unico caso in Italia, il secondo in Europa e uno dei solo tre al mondo, di cavità naturale interamente percorsa da una strada carrozzabile che serviva per collegare Domusnovas alla miniera di Sa Duchessa. La lunga strada asfaltata, che porta alla zona montata retrostante, oggi non è più percorribile dagli automezzi per preservarne le condizioni ambientali, ma il percorso è interamente illuminato e unicamente pedonale. Il nome della grotta è derivato dalla presenza di una cappella interna che era dedicata a San Giovanni, visibile fino al 1830, probabilmente di origine bizantina, che si trovava all’ingresso nord della grotta, e della quale rimane a malapena il perimetro, dato che, per costruire e asfaltare la cui strada, è stata demolita. La stessa grotta era chiusa da imponenti mura preistoriche, demolite anch’esse per costruire la strada, delle quali non è rimasto quasi nulla. All'interno della grotta non ci sono stalattiti, solo alcune stalagmiti, molte concrezioni a vasca ed alcune colate di alabastro. Dalla galleria centrale partono numerose gallerie laterali per uno sviluppo totale visitabile di circa 2.000 metri.

Domusnovas: la Grotta di San Giovanni Domusnovas: la Grotta di San Giovanni Domusnovas: la Grotta di San Giovanni Domusnovas: la Grotta di San Giovanni Domusnovas: la Grotta di San Giovanni Domusnovas: la Grotta di San Giovanni

La chiesa campestre di San Giovanni Battista

Domusnovas-La chiesa campestre di San Giovanni BattistaAl termine della strada che ci ha portato a visitare la grotta, alla sinistra, una strada piastrellata conduce all'ingresso del bar ristorante Perd 'e Cerbu, alla destra del quale la strada prosegue e, in duecento metri, ci porta alla piccola chiesa campestre di San Giovanni Battista, costruita nell'ottocento, che si trova nella vallata a sinistra dell’ingresso sud delle celebri grotte di San Giovanni, molto suggestiva perché posta su un pianoro al centro di un secolare uliveto. Il 24 giugno a Domusnovas si celebra la sagra di San Giovanni, per la quale dalla parrocchiale parte una sfilata di traccas guidata dal cocchio con il simulacro del Santo. Il corteo si dirige verso le grotte di San Giovanni dove si trova il Santuario campestre e dove si svolge la sagra che dura due giorni.

Il complesso nuragico Sa Domu 'e S'Orku

Dal centro prendiamo la via Roma per andare alla chiesa parrocchiale di Sant'Ignazio da Laconi, passiamo la via Amendola e proseguiamo dritti per duecento metri, fino ad arrivare a un cartello indicatore, che ci fa prendere a sinistra la strada per il complesso nuragico Sa Domu 'e S'Orku. Percorsi cento metri, seguendo le indicazioni prendiamo a sinistra la via Nuraghe, che seguiamo per seicentocinquanta metri, poi prendiamo la deviszione a destra, e, dopo trecentecinquanta metri, vediano in alto, sulla destra, il complesso nuragico, che raggiungiamo dopo un centinaio di metri. Il nome Sa Domu 'e S'Orku, la casa dell'orco, gli è stato assegnato in epoca successiva al suo ritrovamento, per scoraggiarne la visita da parte dei curiosi.

Domusnovas-Il complesso nuragico Sa Domu 'e S'OrkuSi tratta di un nuraghe complesso, composto da un mastio centrale fasciato dalle mura che formano un piccolo cortile interno, e un antemurale addossato alle mura precedenti provvisto di cinque torri. L'ingresso conduce nel cortile dove si trovano alcuni vani utilizzati per la fusione dei metalli, come si deduce dagli scarti di fusione del bronzo rinvenuti. Il complesso è stato costruito in tre diverse fasi. Inizialmente è stata realizzata la torre centrale, a pianta ellitica con copertura a tholos, al cui interno, sulla destra, parte la scala che porta al piano superiore. In un secondo tempo la torre è stata fasciata dalle mura. All'ultima fase è ascrivibile la realizzazione dell'antemurale con le sue cinque torri.

Il parco demaniale del monte Ligas, Marganai-Oridda, Montimannu

Il parco demaniale del monte Ligas, Marganai-Oridda, Montimannu è situato nella zona sud-occidentale dell'isola ed abbraccia i comuni di Domusnovas per 5.569 ettari, di Iglesias per 2.029, di Fluminimaggiore per 2.175, di Gonnosfanadiga per 4.530 e di Villacidro per 8.394. Lo raggiungiamo con una strada che parte sulla sinistra da quella che attraversa la Grotta di San Giovanni, poco dopo 'uscita nord della grotta stessa. La foresta si trova nel complesso montuoso del Marganai, che culmina nei 939 metri di Punta Campu Spina, in cui si trovano le ex miniere di Barraxiutta, di Sa Duchessa e di Perda Niedda. Nell'altopiano di Oridda scorre il Rio Oridda che forma in inverno e in primavera le scenografiche cascate di Piscina Irgas. È nel suo insieme una delle zone naturalistiche più ricche e interessanti del sud Sardegna. Nel parco si trova una vegetazione composta da leccio, sughera, agrifoglio, terebinto, acero minore, corbezzolo, eriche, edera e rovo. La foresta è ricca di fauna che comprende il ricciò, la volpe, il cinghiale, il gatto selvatico, l'aquila reale, la poiana, la ghiandaia, il falco pellegrino, il corvo imperiale, il gheppio, lo sparviero.

Villamassargia Informazioni turistiche

Villamassargia-Stemma del comuneDa Domusnovas torniamo indietro sulla SP86 che dopo 5,5 chilometri ci porta a Villamassargia (nome in lingua sarda Biddamatzraxa, metri 121, abitanti 3.794), paese posizionato tra i rilievi del Sulcis Iglesiente e la pianura del Riu Cixerri. Raggiunse il massimo splendore in epoca medioevale, quando era capoluogo della Curatoria del Cixerri, ancora prima di Iglesias, sotto la protezione del Castello di Gioiosa Guardia.

Del comune di Villamassargia nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias.

Feste e sagre che si svolgono a Villamassargia

Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Villassargia vanno citati, il 16 e 17 gennaio, la festa di Sant’Antonio Abate, che si festeggia con il tradizionale falò; i riti spagnoli della Settimana Santa, che iniziano dal giovedì col rito della lavanda dei piedi, il venerdì l'adorazione della croce e la cerimonia di Su Scravamentu, ossia la deposizione del Cristo dalla croce, il sabato notte si svolge la veglia pasquale, la domenica la cerimonia di S'Incontru, ossia la processione in cui Cristo Risorto incontra la madre Maria; l'ultima settimana di maggio la Sagra de Sa Tundimenta, ossia la tosatura delle pecore; l'ultima domenica di giugno la festa di Sant'Isidoro nell'omonima chiesa campestre; il 7 agosto la festa della Madonna della Neve, ossia la festa della Santa patrona; il secondo sabato e domenica di ottobre si svolge la festa della Madonna del Pilar e San Ranieri.

Visita del centro della cittadina

Entriamo in Villamassargia da nord con la SP86 che, all'interno del centro abitato, assume il nome di via della Stazione, dato che uscendo dall'abitato verso nord porta alla stazione ferroviaria. Nell'abitato visitiamo in centro della cittadina.

La chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve

La via della Stazione, dopo il cartello segnaletico indicativo dell'abitato, percorsi poco più di duecentocinquanta metri, arriva ad incrociare la via Santa Maria. La prendiamo verso destra e, dopo pochi metri, prendiamo a sinistra il vico II Parrocchia, alla cui destra, dopo una cinquantina di metri, si trova la facciata della chiesa di Santa Maria della Neve, che è la chiesa parrocchiale di Villamassargia. Edificata nel 1100 dai frati Benedettini Vittorini, è stata successivamente ampliata e modificata. Nella chiesa sono riconoscibili le tre fasi costruttive. All'impianto originario sono riferibili l'aula a tre navate e i tozzi pilastri di derivazione cistercense; alla ristrutturazione in periodo pisano risale l'alzato della navata centrale con le mensole a sostegno della copertura lignea; ed alla terza fase costruttiva, nel sedicesimo decolo, viene ampliato lo spazio interno, in forme gotico catalane riconoscibili nella capilla mayor e nelle quattro cappelle laterali per lato, con volta a botte. Viene trasformata anche la facciata, che segue ancora la tradizione gotico catalana del prospetto con coronamento orizzontale ornato di merli seghettati. Il portale a tutto sesto, incorniciato da due semicolonne lisce, è sovrastato da un timpano curvilineo spezzato per l'inserimento di una finestra rettangolare che taglia a metà anche il soprastante rosone.

Villamassargia-La chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve Villamassargia-La chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve

Il 7 agosto a Villamassargia si svolge la festa della Madonna della Neve, che è la festa della Santa patrona, con una processione accompagnata dai gruppi folk in costume tradizionale e dalle traccas.

La chiesa della Madonna del Pilar

Villamassargia-La chiesa della Madonna del PilarProseguendo lungo la via della Stazione, dopo poco più di cento metri la strada termina in piazza Fratelli Cervi, dove prendiamo verso destra la via Roma che, in trecento metri, ci porta nella piazza del Pilar. Alla destra della piazza si trova la chiesa della Madonna del Pilar, inizialmente intestata a San Ranieri, fatta edificare nel 1318 dal conte Bonifacio, della famiglia pisana dei Donoratico della Gheradesca, in onore di San Ranieri patrono di Pisa. Nel 1324, con la conquista di Villamassargia da parte degli Aragonesi, la chiesa viene ridedicata alla Madonna del Pilar. Realizzata in stile romanico, ha la facciata decorata con archetti con foglie d'acanto e con un rosone centrale. Da un'epigrafe, posta in facciata in alto, a sinistra rispetto al rosone, si ricava la data di edificazione, ed il nome del costruttore, Arzocco de Garnas. Della chiesa romanica resta soltanto la facciata, in pietra sedimentaria. L'interno è un rifacimento effettuato nel periodo aragonese, ha pianta a navata unica con volta a botte, scandita da tre sottarchi, con il presbiterio, voltato a crociera, rialzato rispetto all'aula mediante due gradini. Lungo le pareti laterali delle campate, in semplici rientranze della muratura, sono ricavate delle cappelle, alcune delle quali munite di nicchie. All'interno è conservata un'acquasantiera cinque o seicentesca, interessante per la presenza di pesci a rilievo sul fondo. La facciata è divisa in tre specchi, con quello centrale che ospita il portale, con stipiti intessuti nella muratura e capitelli con decoro a foglia. Alla sommità della facciata è impostato un campanile a vela dotato di due luci ogivali, in asse con il portale e con il rosone, con doppia campana.

Il secondo sabato e domenica di ottobre si svolge la festa della Madonna del Pilar e San Ranieri, che prevede il sabato la processione solenne dedicata alla Madonna accompagnata da cavalieri, le tradizionali traccas, la sfilata in costume e la banda musicale; e la domenica si festeggia San Ranieri, con processione e lo stesso rituale dedicato alla Madonna

Il Municipio di Villamassargia

Nella bella e grande piazza del Pilar, alla destra della chiesa della Madonna del Pilar, al civico numero 28, si trova l'edificio che ospita le sede e gli uffici del Municipio di Villamassargia, con le diverse attività ad esso correlate.

Villamassargia-La piazza del Pilar Villamassargia-Il Municipio di Villamassargia Villamassargia-Il Municipio di Villamassargia

Nei dintorni di Villamassargia

Vediamo ora che cosa si trova nei dintorni dell'abitato di Villamassargia.

Il cimitero comunale di Villamassargia

Dal centro di Villamassargia, riprendiamo la via della Stazione che si dirige verso nord, in direzione della SP86 che porta a Domusnovas. Percorsi cinquecento metri dal cartello segnaletico che indica l'abitato di Villamassargia, troviamo alla destra della strada il cimitero comunale di Villamassargia.

La stazione ferroviaria di Villamassargia e Domusnovas

Passato il cimitero, percorriamo un chilometro e trecento metri in direzione di Domusnovas, superiamo con un sovrapasso la linea ferroviaria, prendiamo a sinistra la strada che ci porta sulla SP87 in direzione di Musei, e, in duecentocinquanta metri, troviamo, alla destra della strada, la stazione ferroviaria di Villamassargia e Domusnovas, una stazione di categoria silver sulla linea ferroviaria a scartamento ordinario del Sulcis Iglesiente, che collega Decimomannu con Iglesias, dopo la stazione di Siliqua e la stazione dismessa di Musei, e prima della stazione di Iglesias. Fino dall'inaugurazione della linea ferroviaria nel 1872, era stata realizzata una stazione della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, situata nelle campagne a sud ovest dell'abitato di Musei, ma in seguito, neglianni novanta dell'ottocento, viene progettata una nuova stazione a sud est di questo paese, a circa tre chilometri di distanza dalla originaria stazione di Musei. La nuova stazione prende il nome di stazione di Musei, mentre la stazione preesistente viene ribattezzata come stazione di Villamassargia e Domusnovas, dato che si trova a metà della strada che collega gli abitati di Villamasargia e di Domusnovas. Passata sotto la gestione delle Ferrovie dello Stato nel 1920, che a loro volta la cedono nel 2001 alla loro controllata RFI.

Villamassargia-La stazione ferroviaria di Villamassargia e Domusnovas Villamassargia-La stazione ferroviaria di Villamassargia e Domusnovas

Villamassargia-Il secondo fabbricato viaggiatori della stazione ferroviaria di Villamassargia e DomusnovasLa stazione è stata interessata da importanti lavori, daglianni quaranta del secolo scorso in poi, legati alla costruzione di una linea che, diramandosi da quellla che collega Decimomannu con Iglesias, si reca verso Carbonia. Tali lavori, conclusi nel 1956, portano al potenziamento degli impianti, con la realizzazione di un nuovo fabbricato viaggiatori, situato a circa cento metri a est dell'originario, e di un ulteriore fascio di binari per gestire la maggiore attività ferroviaria. Tali lavori riguardano anche la creazione di un nuovo scalo merci, ma l'impiego dello scalo merci va progressivamente calando per cessare su basi regolari nel 2008. Per questo l'area dello scalo merci a est del fabbricato viaggiatori viene chiusa, e parte della sua area impiegata per la costruzione di un sottopassaggio pedonale, inaugurato nel 2008. Sempre in quel decennio cessa il presenziamento dello scalo.

S'Ortu Mannu ossia l'orto grande

Entrati in paese sulla SP86, al semaforo svoltiamo a sinistra sulla SP2 Pedemontana, e, dopo tre chilometri e duecento metri, troviamo sulla destra le indicazioni per S'Ortu Mannu, ossia l'orto grande. È un bosco che si estende su di un'area di circa otto ettari nella quale trovano dimora ottocento piante di olivastri innestati ad olivo. L'innesto consiste nell'immettere nella pianta selvatica, l'olivastro, una seconda pianta che trovi nutrimento dalla prima, fornendo la produzione di olive utili all'alimentazione. L'oliveto risale al 1250, quando i conti Donoratico della Gherardesca, signori del Sulcis, incentivarono l'innesto di olivastri che sarebbero poi divenuti di proprietà del contadino in cambio della metà del prodotto di ogni pianta. Si trovano allineati lungo una piana rossastra di terreno brullo e ricco di argilla, ai piedi della collinetta su cui svettano i resti del Castello di Gioiosa Guardia, che vedremo più avanti. Più in basso, isolato in un campo, si trova l'ulivo detto «Sa Regina», ossia la regina, una sorta di monumento naturale caratterizzato da ben sedici metri di circonferenza alla base, e di fronte si può ammirare un esemplare meno conosciuto, che alcune persone hanno pensato di battezzare «Su Rei», ossia il re. La visita è libera come libero è l'utilizzo dei barbecue e dei tavoli disseminati in tutta l'area, nella quale è presente anche un ristorante. Lo stupore e l'interesse che suscita questo meraviglioso luogo e colpisce i pochi visitatori, non è purtroppo proporzionale alla scarsa informazione in merito. Nel 2008, con decreto regionale, l'area è diventata Monumento Naturale con la denominazione di Oliveto Storico S'Ortu Mannu, ed è in corso presso l'Unesco il procedimento per il suo riconoscimento come patrimonio dell'umanità.

Villamassargia-S'Ortu Mannu Villamassargia-S'Ortu Mannu Villamassargia-S'Ortu Mannu Villamassargia-S'Ortu Mannu: sa regina Villamassargia-S'Ortu Mannu: su rei

Il Castello di Gioiosa Guardia

Villamassargia-Il Castello di Gioiosa GuardiaAttraverso un ripido sentierino che si inerpica da S'Ortu Mannu verso ovest sulla montagna, arriviamo sulla cima del monte Gioiosa Guardia, dove si trovano i pochi resti del Castello di Gioiosa Guardia, costruito nella prima metà del '200 dalla famiglia pisana dei Donoratico della Gherardesca a protezione del centro di Villamassargia, il cui più noto proprietario è stato il conte Ugolino della Gherardesca. Il Castello controllava le vie d'accesso alle zone minerarie dell'Iglesiente insieme al Castello di Acquafredda a Siliqua, ed era collegato con il sistema difensivo di Villa di chiesa ossia di Iglesias. Si ritiene sia stato abbandonato nel 1432.

La chiesa campestre di Sant'Isidoro

Villamassargia-La chiesa campestre di Sant'IsidoroDa dove abbiamo trovato la traversa per S'Ortu Mannu, percorsi altri quattro chilometri sulla SP2 Pedemontana, troviamo sulla destra le indicazioni per il Parco Geominerario Orbai, le seguiamo e, dopo un'ottantina di metri, troviamo una traversa sulla destra che, in altri ottanta metri, ci porta alla chiesa campestre di Sant'Isidoro, che si trova alla sinistra della strada, nella regione del Monte Cadevano. L'ultima domenica di giugno, quando il grano incomincia a imbiondire, nella chiesa campestre si svolge la festa di Sant'Isidoro, protettore degli agricoltori. Il sabato si svolge la processione partendo dalla parrocchia al centro del paese fino alla chiesa dedicata a Sant'Isidoro, per poi celebrare la Santa Messa. Molti sono gli agricoltori devoti al Santo e che lo accompagnano per tutto il percorso.

La miniera di Orbai

Villamassargia-Resti restaurati del villaggio minerario di OrbaiProseguendo lungo la strada che ci ha portato alla chiesa di Sant'Isidoro, pecorsi circa sei chilometri, si trovano le strutture della miniera di Orbai, che ha iniziato a lavorare nel 1893 con la coltivazione di un giacimento piombo zincifero, chiusa intorno al 1950. Oggi si possono visitare i resti del villaggio minerario, ristrutturato a fini turistici neglianni passati e rimasto abbandonando dopo forse qualche tentativo di gestione, che testimoniano, però, con la loro architettura tutto il potenziale del futuro parco geominerario in via di realizzazione.

Musei Informazioni turistiche

Musei-Stemma del comuneDa Domusnovas prendiamo verso sud est la SP87 che, dopo meno di tre chilometri, ci porta a Musei (metri 119, abitanti 1.532), piccolo paese dell'Iglesiente disposto nella piana del Cixerri, collocato lungo la vecchia viabilità tra Iglesias, i centri del basso Campidano e Cagliari. Il suo territorio è ricco d'acqua per la presenza di alcuni fiumi alimentati dalle sorgenti del vicino monte di Domusnovas. Qualche storico attribuisce ai Gesuiti il cambio del nome del paese, da Villa di Prato, come si chiamava precedentemente, in Musei, lettura a rovescio della parola Iesum.

Del comune di Musei nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias.

Visita del centro della cittadina

Entriamo nell'abitato da nord ovest con la SP87 che, all'interno dell'abitato, assume il nome di via Domusnovas, e visitiamo il centro della cittadina.

Il Municipio di Musei

Musei-Il Municipio di MuseiDal cartello indicatore dell'abitato di Musei sulla SP87, percorsi seicentocinquanta metri sulla via Domusnovas, prendiamo sulla destra la via Enrico Fermi, dopo centotrenta metri troviamo, sulla destra, la strada piastrellata che è la via Grazia deledda, e che, in una cinquantina di metri, ci porta in piazza IV Novembre, dove, al civico numero 1, si trova l'edificio che ospita la sede e gli uffici del Municipio di Musei.

La chiesa parrocchiale di Sant'Ignazio di Loyola con l'annesso convento

Musei-La chiesa parrocchiale di Sant'Ignazio di LoyolaPercorsi altri centottanta metri sulla via Domusnovas, arriviamo a dove la strada termina, incrociando a destra la via Vittorio Emanuele III, ed a sinistra la piazza Guglielmo Marconi. Ci dirigiamo in quest'ultima e, dopo una trentina di metri, prendiamo a destra la via Cagliari, che, in una cinquantina di metri, ci porta nella piazza Italia, sulla quale si affaccia la chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, che è la chiesa parrocchiale di Musei, costruita dai Gesuiti con l'annesso convento, e dedicata a Sant'Ignazio di Loyola che è stato il fondatore della Compagnia di Gesù. Si presenta con forme di stile tardo-barocco, con una facciata un pò disarticolata tra corpo superiore e inferiore. Ha un portone in legno decorato nella parte superiore da un bassorilievo, nel quale, oltre al volto del Santo, è scolpito un tomo sacro, un teschio ed elementi botanici. Due massicce paraste, munite di capitelli, contengono una trabeazione coronata da un semplice timpano, soto il quale si apre un finestrone semi circolare. L'insieme esterno si conclude con un campanile a canna quadra, posizionato nel retro dell'edificio. L'interno ha pianta ad aula, e si presenta ricco e fastoso, come sono, in genere, le chiese gesuitiche. Il 31 luglio o la domenica più vicina presso la chiesa si celebra la sagra popolare di Sant'Ignazio di Loyola, una festa ricca di manifestazioni religiose, sportive e musicali, al quale partecipa una grande folla proveniente anche dai paesi vicini.

Nei dintorni di Musei

Vediamo che cosa si trova nei dintorni dell'abitato di Musei.

Il cimitero di Musei

dalla piazza Italia, prendiamo la prosecuzione della via Cagliari, che prosegue fuori dall'abitato con il nome di viale del Cimitero, e, in circa trecentocinquanta metri dalla piazza, ci porta all'ingresso del cimitero di Musei, che si sviluppa alla destra della strada.

La ex stazione ferroviaria di Musei

Musei-La ex stazione ferroviaria di MuseiProseguendo lungo il viale del Cimitero per un chilometro e trecento metri, incrociamo la linea ferroviaria, passata la quale, alla sinistra della strada, si trova l'edificio nel quale era ospitata la ex stazione ferroviaria di Musei, una stazione posta sulla linea ferroviaria a scartamento ordinario del Sulcis Iglesiente, che collega Decimomannu con Iglesias, dopo la stazione di Siliqua e prima della stazione di Villamassargia e Domusnovas. L'abitato di Musei, fino dall'inaugurazione della linea ferroviaria nel 1872, viene servito da una stazione ferroviaria della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, situata nelle campagne a sud ovest dell'abitato, ma in seguito, neglianni novanta dell'ottocento, viene progettata una nuova stazione a sud est del paese, a circa tre chilometri di distanza dalla originaria stazione di Musei. La nuova stazione prende il nome di stazione di Musei, mentre la stazione preesistente viene ribattezzata come stazione di Villamassargia e Domusnovas. Passata sotto la gestione delle Ferrovie dello Stato nel 1920, la fermata di Musei, nel secondo dopoguerra, vede diminuire il numero di treni in sosta nell'impianto, sino a cessare il servizio passeggeri all'inizio deglianni ottanta del secolo scorso.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, tornati indietro riprenderemo la statale verso Carbonia da dove inizieremo a percorrere la costa sud dell'isola. Visiteremo Portoscuso e Carbonia con l'insediamento di monte Sirai. Effettueremo una deviazione a Perdaxius, Narcao, Nuxis. Proseguiremo quindi il viaggio verso sud passando per San Giovanni Suergiu.


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