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La costiera di Buggerru con Portixeddu e Cala Domestica, quella di Iglesias con Masua e Porto Flavia, quella di Gonnesa con Fontanamare e Porto Paglia


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio visiteremo la costiera di Fluminimaggiore, Buggerru, Iglesias e Gonnesa, è considerata una delle meno conosciute ma più belle coste della Sardegna, con alte falesie che precipitano in un mare dai colori splendidi. Ci siamo arrivati in una giornata di scirocco, nella quale si presentava un mare molto agitato, e questo forse ne ha ancora accresciuto il fascino.

La costiera di Fluminimaggiore Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Da Fluminimaggiore torniamo indietro sulla SS126 e dopo tre chilometri svoltiamo a sinistra sulla SP83 per Buggerru, Capo Pecora e la spiaggia di Portixeddu. Passata la deviazione sulla sinistra per la ex Miniera di Santa Lucia, la SP83 prosegue e ci porta sulla costa all'altezza di Portixeddu.

Prima di arrivare alla costa, sulla collina, alla destra della provinciale, a una distanza di cinquecento metri dalla costa, si trova la località S'Ortu de Mari, dove si trova il Campeggio S'Ortu de Mari.

A nord di Portixeddu la Cala di Perdiscedda Pitticca con la sua spiaggia

Con la SP83 arriviamo sulla costa, prendiamo al bivio la SP105 verso nord, dalla quale una traversa sulla sinistra ci porta a Portixeddu, dove raggiungiamo il piccolo agglomerato di case. Da qui, proseguiamo sino alla stradina sterrata che risale la costa, e conduce alle calette che si trovano a nord di Portixeddu. Qui incontriamo per prima la Cala di Perdiscedda Pitticca con la sua spiaggia.

Visualizza la mappa La Cala di Perdiscedda Pitticca è, una caletta rocciosa, vicino alla quale si trovano anche altre due calette più piccole. Si tratta di un'insenatura piuttosto riparata dal vento.

Nell'insenatura si trova la spiaggia di Perdiscedda Pitticca, è una piccolissima spiaggia con un arenile caratterizzato dalla presenza di ciottoli, che digradano verso un mare con bellissime trasparenze ed una colorazione tra il verde smeraldo e l'azzurro, e dal fondale roccioso. La spiaggia prende il nome dalle pietre, che caratterizzano il suo arenile. È molto interessanti per l'attività di snorkeling, ossia del nuoto in superficie utilizzando il boccaglio, grazie alla presenza di bellissimi anfratti, e di una una ricca flora marina. La spiaggia è assai poco frequentata, e non sono presenti servizi su di essa.

Ancora più a nord la spiaggia di Perdiscedda Manna

Risalendo con la stradina sterrata lungo la costa a nord di Portixeddu, un poco più avanti raggiungiamo la spiaggia di Perdiscedda Manna.

Visualizza la mappa La spiaggia di Perdiscedda Manna è una spiaggia con un arenile caratterizzato dalla presenza di ciottoli di un colore tra il grigio ed il bianco, con un mare trasparente dal colore tra il verde smeraldo e l'azzurro, e con il fondale roccioso. Anch'essa prende il nome dalle pietre, che caratterizzano il suo arenile. Interessante ammirare le meraviglie subacquee, attraverso la pratica dello snorkeling, ossia del nuoto in superficie utilizzando il boccaglio, come le grotte e la fauna e flora marina. È poco frequentata e ben riparata dal vento, e non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Proseguendo verso nord in direzione di Capo Pecora

Buggerru-Capo PecoraA Portixeddu la strada prosegue con un bivio, che porta a nord, con la SP105, in direzione di Capo Pecora, facendoci visitare un tratto particolarmente suggestivo e selvaggio della costa occidentale sarda. Passato il promontorio di Punta Guardia de Is Turcus, si incontrano altre spiagge meno famose, che appartengono però al territorio di Arbus. Si tratta della spiaggetta di Guarda de Is Turcus, della spiaggia di Masoni Brandi, e della spiaggia di Corrulongu. Superata qust'ultima, si arriva al promontorio di Capo Pecora, che chiude a nord questo bellissimo tratto di costa, ed a nord del quale si trova l'insenatura di Portu Tramatzu, chiamata anche Baia delle Uova, con la spiaggia di su Tramatzu.

Portixeddu con la sua ampia spiaggia che si sviluppa verso sud Informazioni turistiche

Con la SP83, arrivati sulla costa, prendiamo al bivio la SP105 verso nord, dalla quale una traversa sulla sinistra ci porta a Portixeddu, e ci fa raggiungere il piccolo agglomerato di case che costituiscono la frazione di Fluminimaggiore.

Si tratta di un minuscolo e suggestivo borgo turistico, in parte di origine mineraria, da cui si apre il panorama della bellissima costa, con la sottostante spiaggia di Portixeddu, che si trova a cavallo tra il territorio di Fluminimaggiore e quello di Buggerru. La spiaggia si sviluppa a sud dell'abitato, ed è accessibile con una rampa.

L'abitato di Portixeddu, é molto accogliente, e dispone di molteplici servizi fruibili dai bagnanti, in quanto si trova proprio a ridosso della spiaggia.

Visualizza la mappa La spiaggia di Portixeddu è costituita da una lunghissima distesa di sabbia, posizionata in una bella insenatura protetta da una folta vegetazione. La foce del Rio Mannu la separa dalla sottostante spiaggia di San Nicolò, di Buggerru, con la quale condivide la bellissima pineta sulle dune retrostanti. È formata da un arenile di grandi dimensioni, di sabbia dorata chiara, molto fine e morbidissima al tatto, che si affaccia su un mare dalle splendide trasparenze, con un colore tra il verde e l'azzurro cangiante, e con un fondale basso e sabbioso. Sulla spiaggia sono presenti delle dune, sormontate da gigli e da macchia mediterranea. Ben riparata dal maestrale, non è mai affollata, neanche in alta stagione, grazie alle sue notevoli dimensioni. Sulla spiaggia è presente un punto ristoro, e c'è la possibilità di noleggiare attrezzature da spiaggia presso lo stabilimento balneare Ondanomala. Nella zona sono, inoltre, presenti un ostello, un bar, pizzerie e ristoranti.

Buggerru: l'insenatura di Portixeddu Buggerru: la spiaggia di Portixeddu

Quattro VeleNel 2013 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele alla costiera di Fluminimaggiore, nella quale consiglia di visitare, tra le altre, anche la spiaggia di Portixeddu, anche se, erroneamente, la attribuisce alla costiera di Buggerru.

La città mineraria di Buggerru Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di BuggerruDa Portixeddu la SP83 prosegue verso sud, e, opo sei chilometri, ci porta a Buggerru (nome in lingua sarda Bugerru, metri 51, abitanti 1.216), piccolo centro minerario fondato nel 1864 allo sbocco verso il mare di una valle detta Canale Malfidano, nella quale si trovava la Miniera di Malfidano con l'omonima laveria.

Buggerru: veduta del paeseLa Cala Sperduta di Buggerru, con un solo abitante del 1864, è diventata un popoloso centro minerario già nel 1870. Il nome indica un paese ricco di bovini. Nei dintorni, a sud del paese, una ripida strada sistemata nel 1988 conduce all'altipiano di Pranu Sartu, da dove si può ammirare lo stupendo panorama del golfo di Portixeddu. Il comune di Buggerru nel 1960 viene separato dal comune di Fluminimaggiore. Del comune di Buggerru nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias.

Visita del centro della cittadina

Nel centro dell'abitato si trova la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, nata verso il 1880, sull'evolversi e nell'affermarsi dell'economia mineraria. Si tratta di un tempio a navata unica, separata da una balaustra di legno, come pure in legno sono tutti gli arredi religiosi.

Sul litorale è presente un caratteristico porticciolo turistico, molto sicuro per ripari da forti venti provenienti da nord e da nord ovest, con 250 posti barca, ma non è disponibile la pompa carburante.

Nei dintorni di Buggerru

La grotta di Santa Barbara è situata all'interno della montagna di San Giovanni, a Monteponi, nel territorio di Gonnesa. Per raggiungerla è stato riattivato il trenino dei minatori, con il quale, partendo dall'ingresso situato nel territorio comunale di Iglesias nella ex miniera di Monteponi, si percorrono circa cinquecento metri, per poi proseguire con un ascensore e infine con una scala.

Questa Grotta si è formata circa duecento milioni di anni fa, e al suo interno, inseriti tra le pareti di calcite con la tipica forma a canne d'organo, si possono ammirare milioni di rari cristalli di barite rossa, stalattiti e stalagmiti di varie dimensioni, e, soprattutto, una grande colonna alta 25 metri. Questo monumento naturale è, per la sua natura e per l'intatto stato di conservazione, unico in Europa.

La costiera di Buggerru Visualizza la mappa

Vediamo ora la bellissima costiera di Buggerru, percorrendola con la SP83 da nord a sud.

La costiera a nord di Buggerru con la spiaggia di San Nicolò

Nel territorio comunale di Buggerru, troviamo la spettacolare spiaggia di San Nicolò, che si trova a nord dell'abitato e della spiaggia di Buggerru. Ci si arriva seguendo la SP83, procedendo sino ad una zona di sosta, poco prima del chilometro 28. L'arenile è accessibile dai posteggi presso la strada, verso nord, o, verso sud, dal piccolo gruppo di case del retrospiaggia, con una scalinata.

Visualizza la mappa La spiaggia di San Nicolò, il cui nome deriva dal fatto che è contornata dalle retrostanti belle dune di San Nicolò, ha un arenile di grandi dimensioni, caratterizzato da una lunga distesa di sabbia dorata molto fine, affacciato su un mare cristallino, con un colore cangiante tra il verde e l'azzurro, e con un fondale sabbioso e basso. Sulla spiaggia sono presenti picccole dune ricoperte di una fitta boscaglia di ginepri, lentischi e macchia mediterranea, e vi è una bellissima pineta sulle dune retrostanti, ricoperte da un immenso rimboschimento di pini domestici, dei quali i più maestosi sono autoctoni. Grazie alle grandi dimensioni della spiaggia, non risulta mai troppo affollata, neanche in alta stagione. Sono presenti punti ristoro sulla spiaggia, un'edicola, bar, ristorante e pizzeria, e c'è la possibilità di noleggiare attrezzature da spiaggia. Nelle vicinanze é presente anche un campeggio, ed i parcheggi sono adatti anche per la sosta dei camper.

La spiaggia di Buggerru all'interno del centro abitato

La spiaggia di Buggerru è raggiungibile dal centro del paese, semplicemente dirigendosi verso il piccolo porticciolo. Alla sinistra della spiaggia é, infatti, presente il piccolo porticciolo turistico di Buggerru, mentre alle spalle, si innalza una scogliera, ricca di macchia mediterranea e che assume forme estremamente curiose.

Buggerru: la spiaggia di BuggerruVisualizza la mappa La spiaggia di Buggerru é caratterizzata da un arenile costituito da sabbia bianco dorata finissima, che costituisce una bella distesa morbida e calda, e si affaccia in un mare azzurro chiaro cangiante, dal fondale basso e sabbioso. Mediamente frequentata nei mesi estivi, è presente un punto ristoro sulla spiaggia. Data la vicinanza dell'abitato, sono disponibili nelle immediate vicinanze tutti i principali servizi

La costiera a sud di Buggerru con Cala Domestica

Da Buggerru proseguiamo sulla SP83 verso sud e, a circa quattro chilometri dall'abitato, troviamo una una deviazione sulla destra, che in poco più di un chilometro, ci porta alla bellissima Cala Domestica, con la sua spiaggia. Il significato di questo toponimo è forse riconducibile alla presenza nella zona di una fattoria medievale, chiamata appunto domestia.

La costa di Cala Domestica presenta alte falesie calcaree di grande interesse ambientale, e significative sono anche le dune che sorgono alle spalle della spiaggia.

Visualizza la mappa La spiaggia di Cala Domestica è una spiaggia di sabbia con piccole dune, situata nel fondo di un fiordo aperto nella falesia calcarea, che si protende per parecchi metri verso l'interno. È caratterizzata da un arenile di medie dimensioni, costituito da sabbia dai colori tra il bianco, l'ambrato e il dorato, molto soffice e compatta, con la presenza di qualche cespuglio, piccoli arbusti, e l'immancabile macchia mediterranea che contorna il perimetro di questa bellissima distesa di sabbia. Si affaccia su un mare dai colori tra il turchese e l'azzurro, con le acque piuttosto profonde, ma non in riva. Il fondale é sabbioso, con la presenza di qualche scoglio al largo e vicino alle falesie. La bellissima spiaggia è discretamente affollata in alta stagione, ed in essa è presente un punto ristoro, con un'area di sosta per i camper, ed una passerella per l'accesso alla spiaggia. Nella zona é presente anche un campeggio.

Tra le dune si possono ancora vedere le rovine dei magazzini della Miniera di Acquaresi, un giacimento di piombo e zinco scoperto nel 1870, i cui preodotti fino al 1940 venivano imbarcati proprio a Cala Domestica. Qui, nei primi decenni del ventesimo secolo, era sorto, infatti, un piccolo villaggio di minatori, del quale rimangono ancora i ruderi, in quanto dall'entroterra vi giungeva una linea ferroviaria, per il trasporto dei minerali ed il carico sui battelli.

Buggerru: l'insenatura di Cala Domestica Buggerru: la spiaggia di Cala Domestica Buggerru: la spiaggia di Cala Domestica Buggerru: la spiaggia di Cala Domestica Buggerru: vegetazione spontanea sulla spiaggia di Cala Domestica

Da Cala Domestica una galleria scavata dai minatori nella roccia porta a una piccola e graziosa baia chiamata La Caletta, piccola spiaggia riparata dai venti settentrionali, accessibile con una breve galleria mineraria, dove passava il trenino della linea ferroviaria. Le caratteristiche dell'arenile di questa piccola baia sono le stesse della spiaggia principale.

Buggerru: galleria che porta alla Caletta Buggerru: la spiaggia della Caletta Buggerru: la spiaggia della Caletta

Quattro VeleNel 2013 Legambiente, attore protagonista dell'ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele alla costiera di Buggerru, nella quale consiglia di visitare, tra le altre, anche la spiaggia di Buggerru.

La torre di Cala Domestica

Questa incantevole spiaggia, una delle più belle della Sardegna, è dominata, a 39 metri sul mare, dalla torre di Cala Domestica, eretta sulle rocce ad ovest dell'insenatura in periodo spagnolo, forse nel 1577, e sappiamo che nel 1843 era ancora presidiata, e che, nella seconda guerra mondiale, è stato un punto di osservazione. La torre sorvegliava l'ingresso alla spiaggia in cui era un porticciolo d'imbarco dei minerali provenienti dalle varie miniere della zona, ed ha una struttura, di forma cilindrica, di circa dodici metri di diametro ed undici di altezza. realizzata in pietrame di calcare, con elementi ornamentali in tufo, ha una volta a cupola, con un foro centrale per l'illuminazione, ed una scala interna alla muratura per l'accesso al terrazzo.

La costiera di Iglesias Visualizza la mappa

Cala Domestica si trova per la sua gran parte nel territorio di Buggerru, ma la sua costa settentrionale appartiene già a quello di Iglesias. Vediamo, ora, come si sviluppa la costiera di Iglesias.

La scogliera e l'insenatura di porto Sciusciau

A circa due terzi della strada che dalla SP83 ci ha portato a Cala Domestica, troviamo una strada sterrata che porta verso sud, sulla quale posiamo procedere dritti sino a trovare l'antico forno. Giriamo, quindi, a sinistra e poi a destra. Lasciamo il veicolo e possiamo avvicinarci alla scogliera di porto Sciusciau, ma con molta prudenza. É molto più facile raggiungerla via mare, con una barca o un gommone.

La scogliera di porto Sciusciau è alta un centinaio di metri, e cade a strapiombo su un mare cristallino dal colore verde smeraldo, e dal fondale roccioso. Si tratta di una delle scogliere più interessanti del Sulcis, grazie alla policromia invidiabile, ed alle particolarità del territorio circostante. Alle spalle della scogliera, dominano il paesaggio un bellissimo bosco di ginepri e l'abbondante macchia mediterranea.

Visualizza la mappa Da qui è possibile ammirare i bellissimi panorami a strapiombo sul mare ed eventualmente scendere fino alla caletta, che è più facilmente raggiungibile via mare. Arrivando dal mare é, infatti, possibile sostare nella piccola, affascinante, Caletta di porto Sciusciau, con un fondo costituita da ciottoli.

Nel lato più ad ovest della scogliera, sempre arrivando dal mare, si può visitare la bellissima Grotta su Forru, una grande caverna che si apre all'imboccatura dell'insenatura di Portu Sciusciau, e che, probabilmente, prende il nome dall'antico forno situato nei pressi della SP83, che passa nei pressi dalla scogliera.

La Cala di Canal Grande con la sua spiaggia

Torniamo sulla SP83 sempre in direzione sud e più avanti, a circa 1,7 chilometri dal bivio per Cala Domestica, circa all'altezza del chilometro 17, incontriamo sulla destra un piccolo ponte asfaltato senza segnalazioni, che conduce a un sentiero sterrato. Proseguendo verso il mare ed in una mezz'ora si raggiunge la Cala di Canal Grande, che un tempo veniva chiamata Is Begas De Is Ollastus, ovvero Le Valli Degli Ulivi.

Visualizza la mappa Si tratta di una piccola cala, a carattere prevalentemente roccioso, nella quale si trova la piccola spiaggia di Canal Grande, caratterizzata da un arenile sul quale sono presenti ciottoli levigati, massi e scogli, oltre a pochissima sabbia grossolana, che si affaccia su un mare con le acque assolutamente cristalline, di un colore tra l'azzurro cangiante e un verde smeraldo. e con un fondale roccioso e la presenza di scogli. La cala, ben riparata dai venti, è protetta ai margini dà alte scogliere che scendono vertiginosamente verso il mare, ed è scarsamente affollata nei mesi estivi. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Sul lato ovest della cala, troviamo quella che viene chiamata Grotta di Canal Grande, una sorta di galleria naturale lunga circa 150 metri, che attraversa il promontorio da parte a parte, a pelo sull'acqua, creando uno spettacolo dalla bellezza eccezionale. Sulla costa della zona sono presenti numerose altre grotte, come la Grotta delle Cicale e la Grotta delle Spigole, molto affascinanti e con un fondale azzurro.

Lungo la strada che dalla SP83 ci ha fatto raggiungere l'insenatiura di Canal Grande, attraversiamo i resti della Miniera di Canal Grande, scoperta nel 1866, con la strada che dalla baia di Cala Domestica conduceva ad Acquaresi a mala pena transitabile per gli automezzi, mentre le altre erano poco più che mulattiere, un fatto che ha contribuito in modo sfavorevole allo sviluppo della miniera.

Proseguendo sulla SP83 dopo la deviazione per la Miniera di Canal Grande, tre chilometri più avanti raggiungiamo i resti della Miniera di Aquaresi, con il suo ex cantiere minerario, che si riconosce per due profonde voragini dovute a cedimenti di vecchie aree di scavo minerario.

Arriviamo alla località mineraria di Masua con le spiagge di Masua e porto Cauli Visualizza la mappa

Iglesias: veduta delle montagne dalla strada che percorre l'internoLa SP83 adesso si porta all'interno e, superati i passi di monte Gloria e monte Palme, ci porta sulla costiera di Iglesias. La strada torna di nuovo verso la costa e ci fa arrivare, a circa dieci chilometri dalla deviazione per Cala Domestica, al paese di Masua, una frazione del comune di Iglesias che era una ex località mineraria, ed oggi è una promettente località turistica.

Arrivati a Masua, lasciamo a sinistra la prosecuzione della SP83 verso sud, e scendiamo a destra nell'ex paesino minerario, continuando in discesa verso la bellissima costa, passando accanto ai resti della miniera, fino ai posteggi posti alle spalle degli arenili principali, la spiaggia di Masua e la spiaggia di porto Cauli. Alle spalle delle due spiagge si sviluppa il grande complesso minerario della Miniera di Masua, ora in disuso.

Il tratto costiero è caratterizzata dalla presenza degli insediamenti portuali minerari dismessi di Porto Flavia, porto di Masua, porto Cauli, Porto Corallo, Porto Ferro, porto Nebida che, insieme allo scoglio di Pan di Zucchero, delineano un tratto costiero tra i più singolari della costa occidentale della Sardegna.

Dal parcheggio, scendendo sulla costa verso nord, arriviamo alla spiaggia di Masua. Il porto situato sulla spiaggia di Masua costituiva uno dei punti di imbarco dei minerali estratti nella Miniera di Masua.

Visualizza la mappa La spiaggia di Masua è caratterizzata da un arenile, di piccole dimensioni, con una forma a mezzaluna racchiusa dalle rocce alle due estremità. È caratterizzato da sabbia finissima, di un colore ambrato chiaro, misto al dorato, che si affaccia su un mare di un colore tra l'azzurro, il turchese ed il verde, a seconda dei riflessi, e con un fondale prevalentemente sabbioso, ma nel quale sono presenti scogli piatti e rocce. La spiaggia di Masua è molto affollata in alta stagione, ed è presente un punto ristoro in spiaggia.

Sono ancora visibili, sull'arenile, i resti dei depositi minerari, di un vecchio magazzino e del molo di imbarco utilizzato quando la miniera era ancora in attività, e la spiaggia viene anche, comunemente, chiamata Il Molo, per la presenza, a nord della spiaggia, del vecchio molo in cemento, che viene ora utilizzato come trampolino per i tuffi.

Iglesias: la spiaggia di Masua Iglesias-Il molo di Masua

Se dal parcheggio scendiamo sulla costa verso sud, arriviamo alla spiaggia di porto Cauli. Il porto Cauli costituiva uno dei punti di imbarco dei minerali estratti nella Miniera di Masua.

Visualizza la mappa La spiaggia di porto Cauli è caratterizzata da un arenile, anch'esso di piccole dimensioni, con la presenza di scogli nelle due estremità della spiaggia, caratterizzato da sabbia bianca e fine con la presenza di grandi rocce in alcune parti dell'arenile, che si affaccia in un bellissimo mare cristallino tra il verde e l'azzurro. La spiaggia è mediamente frequentata nei mesi estivi, ed abbastanza riparata dal vento, e su di essa è presente un punto ristoro, con la possibilità di noleggiare canoe ed altre attrezzature da spiaggia.

Verso nord troviamo la spiaggia di Bega Sa Canna

Arrivati ai parcheggi della spiaggia di Masua, prendiamo la strada sterrata che sale sulla collina, segnalata da vari cartelli con le indicazioni per la miniera e per Porto Flavia. Proseguiamo lungo la strada, fino a raggiungere il secondo incrocio, dove svoltiamo a sinistra ed arriviamo alla spiaggia di Bega Sa Canna.

Visualizza la mappa La spiaggia di Bega Sa Canna è una piccola spiaggia, caratterizzata da sabbia grossolana di un colore grigio chiaro, mista a conchigliame e ciottoli, affacciata su un mare cristallino che assume diverse colorazioni, tra il verde smeraldo e l'azzurro, a seconda dei raggi solari. Nella spiaggia sono presenti rocce e scogli che affiorano sia dalla sabbia che dal mare, e tutto attorno le colline sono ricoperte da macchia mediterranea. Abbastanza riparata dai venti, è piuttosto isolata ma abbastanza frequentata. Non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Ancora più a nord arriviamo all'imbarco minerario di Porto Flavia Visualizza la mappa

Iglesias: veduta della costa a sud di Porto Flavia con le strutture minerarieProseguendo verso nord, nella parete di fronte alla spiaggia di Masua è scavato il sistema di gallerie di Porto Flavia, antico sistema d'imbarco dei minerali. Per le diverse miniere della zona, Aquaresi, Montecani e Masua, il trasporto del minerale aveva costituito da sempre un grosso problema, dato che avveniva tramite i battellieri carlofortini detti galanzè, che facevano la spola tra le spiagge di Masua e Fontanamare e l'isola di San Pietro, dove attraccavano i grandi piroscafi.

Nel 1882 Gabriele d'Annunzio, allora giovanissimo, visitando questa zona per scrivere un articolo per la rivista Cronaca Bizantina, ha descritto la triste condizione dei minatori, denutriti e sottoposti a ritmi di lavoro massacranti, dato che il materiale veniva trasportato manualmente sulle imbarcazioni.

Nel 1924 è stato realizzato l'imbarco minerario di Porto Flavia, che il direttore tecnico, ingegner Cesare Vecelli, ha voluto dedicare alla piccola figlia Flavia. Si tratta di un impianto allora unico al mondo, nel quale, tramite un nastro trasportatore lungo ben quindici metri, il minerale veniva prelevato da grandi silos realizzati sotto la roccia, e scaricato direttamente dentro le stive delle navi. Ai silos il minerale arrivava dei luoghi di estrazione su un treno elettrico, lungo due gallerie, una superiore di carico ed una inferiore di scarico

La struttura, abbandonata nei primi anni '60 del '900, è stata oggetto di un ottimo restauro, e la possiamo oggi visitare come significativo esempio di archeologia industriale, aperto alle visite guidate, nell'ambito delle iniziative curate dal parco Geominerario della Sardegna, con accesso dalla continuazione della strada, dopo la spiaggia di Masua.

Iglesias: l'imbarco minerario di Porto Flavia Iglesias-Accesso all'imbarco minerario di Porto Flavia Iglesias-Accesso all'imbarco minerario di Porto Flavia Iglesias: l'ingresso del deposito minerario di Porto Flavia Iglesias: l'imbarco minerario di Porto Flavia: carrello ferroviario Iglesias: l'imbarco minerario di Porto Flavia: spiagga e scogli

L'ingresso del sistema di gallerie di Porto Flavia, scavato nella falesia a picco sul mare, che costituiva il punto di imbarco dei minerali estratti, data la posizione, è visibile solo dal mare.

Il faraglione detto Pan di Zucchero Visualizza la mappa

Di fronte all'imbarco di Porto Flavia si può ammirare uno degli spettacoli più affascinanti della costa occidentale, cioè la vista del Pan di Zucchero, un alto faraglione calcareo, che si leva solitario sul mare per ben 132 metri, con la sua possente e scenografica mole di bianco calcare metallifero.

Il nome del faraglione potrebbe derivare dalla sua forma massiccia e dal suo colore candido, anche se, per alcuni, potrebbe essere dovuto alla curiosa somiglianza con un colle nelle vicinanze di Rio de Janeiro, chiamato per l'appunto Pão de Açúcar.

Iglesias-Il faraglione chiamato Pan di Zucchero Iglesias-Il faraglione chiamato Pan di Zucchero

Le Cale di Porto Corallo, Porto Ferro o Portu Ferru, e Portu Banda

Raggiunta con la SP83 Masua, e svoltato verso gli impianti della miniera, in corrispondenza della miniera si trova sulla sinistra un piccolo spiazzo, costeggiato da una stradina sterrata verso sinistra, ossia che porta verso sud. Ci si può immette nella stradina, e procedere sino alla caletta di Porto Corallo, che dista circa un chilometro. Porto Corallo costituiva uno dei punti di imbarco dei minerali estratti nella Miniera di Masua.

Visualizza la mappa La Cala di Porto Corallo è una piccola cala, delimitata da una particolarissima scogliera dalle pareti rosse, che digradano verso il mare ed affacciata su un mare di un verde cangiante con sfumature d'azzurro. Sopra di essa, si trova una fitta macchia mediterranea. Il litorale della spiaggia di Porto Corallo é formato da ciottoli grigiastri misti a sabbia grossolana di colore più chiaro rispetto alla scogliera, affacciato su acque cristallinecon un fondale anch'esso roccioso, con la presenza di scogli. Poco frequentata nei mesi estivi, non sono presenti servizi su questa spiaggia.

Poco dopo l'inizio della stradina che porta a Porto Corallo, una deviazione sulla sinistra conduce, con un'altra stradina, alla piccola cala di Porto Ferro, o Portu Ferru.

Visualizza la mappa La Cala di Porto Ferro, o Portu Ferru, è un piccolo approdo naturale dove le barche vengono tirate in secca, che costituiva uno dei punti di imbarco dei minerali estratti nella Miniera di Masua. Anch'essa si affaccia su un mare di un verde cangiante con sfumature d'azzurro, e, sopra di essa, si sviluppa una fitta macchia mediterranea. Nel 2012 è stato dato inizio ai lavori di progettazione del recuperò dell'Approdo Minerario di Porto Ferro, al fine di conservare e riqualificare il sistema della portualità minore strettamente connessa all'attività estrattiva, da tutelare in virtù del suo grande interesse paesaggistico.

Proseguendo per circa un chilometro sulla SP83, prima di raggiungere l'ex villaggio minerario di Nebida, troviamo sulla destra della strada le indicazioni per la caletta di Portu Banda, che si raggiunge con una stradina sterrata e si trova già molto vicina alla località di Nebida.

Visualizza la mappa Nella Cala di Portu Branda, alle cui estremità sono presenti rocce e scogli, è protetta dà alte scogliere di un colore rosso scuro, con la presenza di un grande faraglione, chiamato scoglio S'Agusteri, e più a sud lo scoglio de Il Morto, con altri scogli più piccoli, a poche decine di metri dalla riva. L'arenile della spiaggia di Portu Branda è formata da sabbia scura a grani medi e ciottoli levigati, affacciata su un mare di un colore verde cangiante, con un fondale basso e misto sabbioso e ciottoloso. Mediamente frequentata nei mesi estivi, su questa spiaggia non sono presenti servizi.

La Miniera di Nebida Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Proseguendo sulla SP83, dopo 3,5 chilometri la strada costiera passa per Nebida, frazione del comune di Iglesias, un ex piccolo villaggio minerario del Sulcis Iglesiente, oggi promettente località turistica sulla costa sud occidentale della Sardegna, e prosegue affacciata sul mare.

A Nebida si trovano i resti della miniera di Nebida ed il suo villaggio minerario, al cui centro si trova la piazza, il circolo dei lavoratori, l'infermeria e gli edifici dove risiedevano i dirigenti. Si notano anche le abitazioni dei dipendenti ed una piccola chiesa, un poco in rilievo rispetto al resto dell'abitato. I cantieri della miniera si trovano sulla montagna, ad est rispetto al villaggio minerario.

Si può ammirare anche la interessante Laveria La Marmora, che si affaccia sul mare, con grandi archi in pietra, eretta enlla seconda metà dell'800.

Nebida: la laveria La Marmora Nebida: la laveria La Marmora

La città mineraria di Gonnesa Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di GonnesaLa SP83 si dirige verso l'interno e, a sette chilometri da Nebida, all'altezza della stazione di Monteponi, si immette sulla SS125 proveniente da Iglesias. Questa, percorsi due chilometri e mezzo verso sud, ci porta sulla circonvallazione della città mineraria di Gonnesa (mt 42, abitanti 5.229), una volta importante città mineraria. Il paese comprende la frazione di Nuraxi Figus e il villaggio minerario Normann. Il territorio di Gonnesa, antico e ricco di tradizioni, fu abitato fin dall'epoca nuragica.

Nel 1940 il comune di Gonnesa viene aggregato, in parte al comune di Carbonia, ed in parte a quello di Iglesias, dai quali viene nuovamente separato nel 1945. Del comune di Gonnesa nel 2001, con la riorganizzazione delle province della Sardegna, viene cambiata la provincia da quella di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella nuova di Carbonia e Iglesias.

Gruppi folk di Gonnesa

A Gonnesa sono attivi il Gruppo Folk Maria Carta, l'Associazione Culturale Folk Sant'Andrea di Gonnesa, e il Gruppo Folkloristico Nuraxi Figus che ha la sua sede nell'omonima frazione, i cui componenti si esibiscono nelle feste e sagre che si svolgono nel comune ed anche in altre località.

Visita del centro della cittadina

Nel centro dell'abitato si trova la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo, edificata in stile romanico tra il XI e il tredicesimo secolo. In seguito è stata ristrutturata più volte, conserva comunque alcuni caratteri Romanici anche nella facciata come gli archetti, l'arco del portale a tutto sesto e il doppio campanile a vela.

La costiera di Gonnesa Visualizza la mappa

Vediamo, ora, le diverse spiagge che si trovano lungo la costiera di Gonnesa.

La spiaggia di Fontanamare

La prima località della costiera di Gonnesa che incontriamo, è Fontanamare, piccola frazione del comune di Gonnesa. A Fontanamare possiamo arrivare direttamente da Nebida, prendendo verso sud la SP83 che diviene una strada costiera, e che, in circa tre chilometri e mezzo, ci porta all'area di sosta presente vicino alla costa.

Accanto alla strada vediamo la spiaggia di Fontanamare, che chiude a nord la costa di Gonnesa, davanti all'omonimo piccolo gruppo di case, di antica origine mineraria, e rappresenta la parte settentrionale di un'ampia spiaggia unica, lunga quattro chilometri, che comprende anche la spiaggia di Plagemesu, e, verso sud, la spiaggia di Porto Paglia.

Visualizza la mappa La bellissima spiaggia di Fontanamare è caratterizzata da un ampio arenile molto esteso, con sabbia chiara ambrata e bianca in grande quantità, molto compatta, affacciato su un mare dalla splendida policromia, che include le varie tonalità del verde smeraldo e dell'azzurro, e con un fondale sabbioso, medio basso, con la presenza in alcuni tratti di scogli e rocce. Come in tutta la zona, é ben battuta dal maestrale, ed é per questo meta degli amanti del windsurf e del kytesurf. La spiaggia è relativamente affollata in alta stagione, grazie alla vastità dell'arenile, ed in essa è presente un punto ristoro sulla spiaggia ed un ristorante vicino all'area di sosta.

Gonnesa: la spiaggia di Fontanamare Gonnesa: la spiaggia di Fontanamare

Gonnesa: la costa da Gonnesa verso Masua con gli scogli S'Agusteri, il Morto e altri più piccoliSulla spiaggia sono presenti i resti degli impianti legati all'attività mineraria della zona, soprattutto e quella della miniera di carbone di Fontanamare, oltre all'antico porto minerario.

Guardando verso nord si vede tutta la costa e si vedono i grandi scogli S'Agusteri e Il Morto, con altri scogli più piccoli, mentre in lontananza vede il grande scoglio Pan di Zucchero.

La spiaggia di Plag 'e Mesu o Palemesu

Da Fontanamare, la SP83 ci porta, in altri tre chilometri e mezzo, sulla SS126 proveniente da Iglesias, e che, percorsi due chilomeri e mezzo verso sud, ci conduce all'abitato di Gonnesa. Arrivando a Gonnesa con la SS126, procedere sempre dritti senza entrare nel paese, e seguiamo le indicazioni per il mare, seguendo, sulla destra, l'incrocio segnalato per Plagemesu. Procediamo dritti verso il mare fino a raggiungere l'area di sosta presente vicino alla costa.

Visualizza la mappa La spiaggia di Plag 'e Mesu, o Plagemesu, che indica la spiaggia di mezzo, situata tra la spiaggia di Fontanamare e la spiaggia di Porto Paglia, è caratterizzata da un ampio arenile di grandi dimensioni, costituito da sabbia chiara ambrata e bianca, molto compatta, affacciato su un mare dalle varie tonalità del verde smeraldo e dell'azzurro, e con un fondale sabbioso, medio basso, con la presenza in alcuni tratti di scogli e rocce. Come in tutta la zona, anche questa spiaggia é molto battuta dal maestrale, ed é per questo meta degli amanti del windsurf e del kytesurf. relativamente affollata in alta stagione, grazie alla vastità dell'arenile, in essa sono presenti punti di ristoro, con la possibilità di affittare attrezzature da spiaggia come ombrelloni, sdrai e lettini.

Nelle vicinanze della spiaggia é presente un bunker risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Inoltre sono presenti numerosi nuraghi, ed il complesso nuragico di Seruci, che descriveremo più avanti.

La spiaggia di Porto Paglia Informazioni turistiche

Superato il paese, prendiamo la SS126 verso sud, ossia verso Carbonia. Subito dopo l'ultimo bivio per Gonnesa, prima di uscire dal paese, seguendo le indicazioni, prendiamo una strada a destra, verso il mare, che ci porta alla spiaggia di Porto Paglia, forse una delle più popolari del comune di Gonnesa, cui si accede dall'area di sosta attraverso una scalinata finale.

Visualizza la mappa La spiaggia di Porto Paglia, che chiude a sud la costiera di Gonnesa, ha l'arenile costituito da una lunga distesa di sabbia di un bellissimo colore tra l'ambrato ed il dorato, molto chiara, fine e compatta, che si presenta con ciottoli e, sulla riva, con delle striature rosa dovute ai minerali presenti, e si affaccia in un mare dal bellissimo colore verde, policromatico e molto trasparente, con un fondale sabbioso non molto basso. Sono presenti scogli sulla riva, in corrispondenza del lato sud. La spiaggia è relativamente affollata in alta stagione, data la vastità dell'arenile, ed in essa è presente un punto ristoro.

Gonnesa: l'insenatura di Porto Paglia Gonnesa: la spiaggia di Porto Paglia

Alle sue spalle, un alto promontorio ricoperto da macchia mediterranea, protegge la spiaggia. Su di esso sono presenti i resti di un'antica tonnara, costruita nel '700 e chiusa nel 1974, che, ristrutturata e recuperata, ospita un villaggio turistico, con le antiche abitazioni dei tonnarotti e la darsena.

È caratterizzata anche dalla presenza della chiesetta della tonnara, la chiesetta di San Pietro, che si trova su uno scoglio circondato dal mare, a ridosso della scogliera che chiude a sinistra la spiaggia di Porto Paglia, a circa duecento metri dalla costa, verso sud.

La torre di Porto Paglia

La torre di Porto Paglia si trova anch'essa su uno scoglio circondata dal mare, un poco più a sud rispetto alla chiesetta di San Pietro. Ha una caratteristica pianta semicircolare, ed è stata edificata con pietre squadrate in tufi vulcanici e lave, e con blocchi subarrotondati. Si trova, però, oggi allo stato di rudere.

Il complesso nuragico di Seruci Visualizza la mappa

Sulla strada litoranea per Porto Paglia, dopo tre chilometri svoltiamo a sinistra in una strada che risale la collina, sino a raggiungere l'area archeologica del complesso nuragico di Seruci, distante circa quattrocento metri.

Il complesso nuragico è uno dei più grandi della Sardegna, formato da un nuraghe con un mastio contornato dà almeno cinque torri unite da un bastione, dal villaggio composto da oltre cento capanne e dà almeno tre tombe dei giganti. Il nuraghe fu scoperto nel 1897 ed in seguito studiato e parzialmente scavato dal Taramelli nel 1913. È ancora in fase di scavo.

Il villaggio preistorico è formato da capanne circolari monocellulari, delle quali ne sono state interamente scavate cinque. È stato scavato anche un grande isolato formato da un cortile con intorno undici ambienti, probabilmente ad uso abitativo. Le capanne formano agglomerati divisi dà strette stradine che portano tutte verso una piazza centrale. Al centro del villaggio si trova la Sala del Consiglio, i cui muri sono costruiti con grossi blocchi di trachite. All'interno, dei blocchi squadrati addossati alla parete formano un sedile.

Nei dintorni si trovano anche tre tombe dei giganti. Due delle tombe dei giganti si trovano nei pressi del nuraghe, mentre la terza è situata ad ovest del villaggio.

La piccola baia di Canal 'e Trinca con la sua spiaggia

Usciti da Gonnesa sulla SS126 verso sud, incrociamo sulla destra la SP108 che conduce a Portoscuso. Percorsi poco più di quattro chilometri, sulla destra si trova una stradina sterrata che conduce alla baia di Canal 'e Trinca, che è situata subito dopo la scogliera di Guroneddu, una località molto amata dai surfisti esperti.

Visualizza la mappa La spiaggia di Canal 'e Trinca è una piccola spiaggetta, piuttosto isolata, con l'arenile costituito da sabbia a grani medi di colore ambrato, affacciato su un mare di una bellissima policromia tra il verde e l'azzurro, con fantastiche trasparenze, e con la presenza di scogli sia sull'arenile sia in acqua. Il fondale é basso e sabbioso. Attorno alla spiaggia si sviluppa la bassa macchia mediterranea. Poco frequentata nei mesi estivi per le sue limitate dimensioni e per la difficoltà di accesso, non sono presenti servizi su questa spiaggia.

La prossima tappa del nostro viaggio

Nella prossima tappa del nostro viaggio, tornati indietro riprenderemo la statale verso Carbonia da dove inizieremo a percorrere la costa sud dell'isola. Visiteremo Portoscuso e Carbonia con l'insediamento di monte Sirai. Effettueremo una deviazione a Perdaxius, Narcao, Nuxis. Proseguiremo quindi il viaggio verso sud passando per San Giovanni Suergiu.


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