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La costiera di Buggerru con Portixeddu e Cala Domestica, quella di Iglesias con Masua e Porto Flavia, quella di Gonnesa con Fontanamare e Porto Paglia


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio da Fluminimaggiore ci recheremo sulla costiera di Buggerru a Portixeddu. Vedremo la Spiaggia di Buggerru e Cala Domestica. Vedremo poi la costiera di Iglesias con Masua e Porto Flavia. Infine ci recheremo sulla costiera di Gonnesa dove vedremo Fontanamare e Porto Paglia.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

La costiera a nord di Buggerru con la Spiaggia di Portixeddu Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Da Fluminimaggiore torniamo indietro sulla SS126 e dopo tre chilometri svoltiamo a sinistra sulla SP83 che ci porta alla costiera di Buggerru, considerata una delle meno conosciute ma più belle coste della Sardegna, con alte falesie che precipitano in un mare dai colori splendidi. Ci siamo arrivati in una giornata di scirocco, con il mare molto agitato, e questo forse ne ha ancora accresciuto il fascino.

La SP83 ci porta dopo 6,5 chilometri alla Spiaggia di Portixeddu, una lunghissima distesa di sabbia in una bella insenatura protetta da una folta vegetazione. Più a nord si vede il promontorio di Capo Pecora che chiude questo bellissimo tratto di costa.

Buggerru - L'insenatura di Portixeddu Buggerru - La Spiaggia di Portixeddu Buggerru - Capo Pecora

La città mineraria di Buggerru Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Dopo sei chilometri la SP83 ci porta a Buggerru (nome in lingua Bugerru, mt 51, ab 1.216), piccolo centro minerario fondato nel 1864 allo sbocco verso il mare di una valle detta Canale Malfidano nella quale si trovava la Miniera di Malfidano con l'omonima laveria. La Cala sperduta di Buggerru, con un solo abitante del 1864, diventa un popoloso centro minerario già nel 1870. Il nome indica un paese ricco di bovini. Nei dintorni, a sud del paese, una ripida strada sistemata nel 1988 conduce all'altipiano di Pranu Sartu da dove si può ammirare lo stupendo panorama del Golfo di Portixeddu.

Stemma del comune di Buggerru Buggerru - Veduta del paese

La chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista nasce verso il 1880, sull'evolversi e nell'affermarsi dell'economia mineraria. Si tratta di un tempio a navata unica, separata da una balaustra di legno, come pure in legno sono tutti gli arredi religiosi.

Tre VeleNel 2009 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 vele alla costiera di Buggerru, nella quale le spiagge consigliate sono principalmente la Spiaggia di Portixeddu, che si trova a nord di Buggerru e che abbiamo appena descritta, e Cala Domestica con la sua bella Spiaggia, che si trova a sud di Buggerru e che descriveremo tra poco.

 

I dintorni di Buggerru Informazioni turistiche

Buggerru - La Spiaggia di San NicolòSulla collina, a una distanza di 500 metri dalla costa, si trova la località S'Ortu de Mari, mentre subito sotto il paese troviamo la splendida Spiaggia di Buggerru, detta anche Spiaggia di San Nicolò perché contornata dalle retrostanti belle dune di San Nicolò. È presente un caratteristico porticciolo molto sicuro per ripari da forti venti nord-nord/ovest con 250 posti barca, ma non è disponibile la pompa carburante.

La grotta di Santa Barbara è situata all'interno della montagna di San Giovanni a Monteponi, in territorio di Gonnesa. Per raggiungerla è stato riattivato il trenino dei minatori, con il quale, partendo dall'ingresso situato nel territorio comunale di Iglesias nella ex miniera di Monteponi, si percorrono circa 500 metri, per poi proseguire con un ascensore e infine con una scala. Questa grotta si è formata circa 200 milioni di anni fa, e al suo interno, inseriti tra le pareti di calcite con la tipica forma a canne d'organo, si possono ammirare milioni di rari cristalli di barite rossa, stalattiti e stalagmiti di varie dimensioni, e una grande colonna alta 25 metri. Questo monumento naturale è, per la sua natura e per l'intatto stato di conservazione, unico in Europa.

La costiera a sud di Buggerru con Cala Domestica

Da Buggerru proseguiamo sulla SP83 verso sud e dopo circa 1,2 chilometri una deviazione sulla destra ci porta alla Spiaggia di Cala Domestica. è una Spiaggia di sabbia con piccole dune situata nel fondo di un fiordo aperto nella falesia calcarea, con tra le dune le rovine dei magazzini della Miniera di Acquaresi che fino al 1940 venivano imbarcate proprio a Cala Domestica. Da Cala Domestica una galleria scavata dai minatori nella roccia porta a una piccola e graziosa Baia chiamata La Caletta.

Buggerru - L'insenatura di Cala Domestica Buggerru - La Spiaggia di Cala Domestica Buggerru - La Spiaggia di Cala Domestica Buggerru - La Spiaggia di Cala Domestica Buggerru - Vegetazione spontanea sulla Spiaggia di Cala Domestica Buggerru - Galleria che porta alla Caletta Buggerru - La Spiaggia della Caletta Buggerru - La Spiaggia della Caletta

La costiera di Iglesias con la miniera di Masua Visualizza la mappa

Iglesias - Veduta delle montagne dalla strada che percorre l'internoLa SP83 adesso si porta all'interno e, superati i passi di Monte Gloria e Monte Palme, ci porta sulla costiera di Iglesias. La strada torna di nuovo verso la costa e ci fa arrivare, dopo 16 chilometri, al paese di Masua. Qui si trova la Spiaggia di Masua, con sulla sabbia i resti dei depositi minerari e del molo di imbarco. Proseguendo la strada diventa bianca ed offre un bellissimo panorama di tutta la costa dove si vedono chiaramente i resti della miniera di Masua.

Iglesias - La Spiaggia di Masua Iglesias - La costiera di Masua

L'imbarco minerario di Porto Flavia e lo scoglio detto Pan di Zucchero

Al termine si trovano le strutture dell'imbarco minerario di Porto Flavia. L'ingresso scavato nella falesia a picco sul mare era il punto di imbarco dei minerali che ne venivano estratti, e data la posizione è visibile solo dal mare. Per le diverse miniere della zona, Aquaresi, Montecani e Masua, il trasporto del minerale costituiva da sempre un grosso problema ed avveniva tramite i battellieri carlofortini detti «galanzè» che facevano la spola tra le spiagge di Masua e Fontanamare e l'isola di San Pietro dove attraccavano i grandi piroscafi. Nel 1924 venne realizzato l'imbarco minerario di Porto Flavia, un impianto allora unico al mondo, nel quale tramite un nastro trasportatore lungo ben 15 metri il minerale veniva prelevato da grandi silos realizzati sotto la roccia e scaricato direttamente dentro le stive delle navi. Ai silos il minerale arrivava dei luoghi di estrazione su un treno elettrico, lungo due gallerie, una superiore di carico ed una inferiore di scarico. Il direttore tecnico, ingegner Vecelli, dedicò il suo lavoro di realizzazione alla piccola figlia Flavia. La struttura, abbandonata nei primi anni Sessanta, è stata oggetto di un ottimo restauro, e la possiamo oggi visitare come significativo esempio di archeologia industriale.

Iglesias - La costa a sud di Porto Flavia Iglesias - L'imbarco minerario di Porto Flavia Iglesias - Accesso all'imbarco minerario di Porto Flavia Iglesias - Accesso all'imbarco minerario di Porto Flavia Iglesias - L'ingresso del deposito minerario di Porto Flavia Iglesias - L'imbarco minerario di Porto Flavia: carrello ferroviario Iglesias - L'imbarco minerario di Porto Flavia: spiagga e scogli

Di fronte all'imbarco di Porto Flavia si può ammirare, sporgente dal mare, il Pan di Zucchero, un faraglione alto 133 metri costituito da roccia bianchissima al colore della quale deve il suo nome.

Iglesias - Il faraglione chiamato Pan di Zucchero Iglesias - Il faraglione chiamato Pan di Zucchero

La miniera di Nebida Informazioni turistiche

Proseguendo sulla SP83, dopo 3,5 chilometri la strada costiera passa per Nebida, un ex piccolo villaggio minerario del Sulcis-Iglesiente oggi promettente località turistica, e prosegue affacciata sul mare. A Nebida si trovano i resti della miniera di Nebida con la interessante laveria Lamarmora.

Nebida - La laveria Lamarmora Nebida - La laveria Lamarmora

La costiera di Gonnesa con Fontanamare Visualizza la mappa

Proseguiamo lungo la SP83 che ci porta ci porta alla costiera di Gonnesa. Dopo quattro chilometri la strada costiera ci porta a Fontanamare e accanto alla strada vediamo la Spiaggia di Fontanamare, ampia e sabbiosa, lunga ben tre chilometri e molto frequentata. Guardando verso nord si vede tutta la costa e si vedono i grandi scogli S'Agusteri e Il Morto, con altri scogli più piccoli, mentre in lontananza vede il grande scoglio Pan di Zucchero.

Gonnesa - La Spiaggia di Gonnesa Gonnesa - La Spiaggia di Gonnesa Gonnesa - La costa da Gonnesa verso Masua con gli scogli S'Agusteri, il Morto e altri più piccoli

La città mineraria di Gonnesa Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di GonnesaLa SP83 si dirige verso l'interno e dopo cinque chilometri ci porta sulla circonvallazione della città mineraria di Gonnesa (mt 42, ab 5.229), una volta importante città mineraria. Il paese comprende la frazione di Nuraxi Figus e il villaggio minerario Normann. Il territorio di Gonnesa, antico e ricco di tradizioni, fu abitato fin dall'epoca nuragica.

La Parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo è stata edificata in stile romanico tra il XI e il XIII secolo. In seguito è stata ristrutturata più volte, conserva comunque alcuni caratteri Romanici anche nella facciata come gli archetti, l'arco del portale a tutto sesto e il doppio campanile a vela.

La costiera a sud di Gonnesa con Porto Paglia Informazioni turistiche

Da Gonnesa prendiamo la SS126 verso Carbonia. Subito dopo l'ultimo bivio per Gonnesa, prima di uscire dal paese, seguendo le indicazioni, una strada a destra verso il mare ci porta alla Spiaggia di Porto Paglia, con i resti della vecchia tonnara costruita nel '700 e chiusa nel 1974, che restaurata ospita un villaggio turistico.

Gonnesa - L'insenatura di Porto Paglia Gonnesa - La Spiaggia di Porto Paglia

Il complesso nuragico di Seruci

Sulla strada litoranea per Porto Paglia, dopo tre chilometri svoltiamo a sinistra in una strada che risale la collina, sino all'area archeologica del complesso nuragico di Seruci, distante circa 400 metri. Il complesso nuragico è uno dei più grandi della Sardegna, formato da un nuraghe con un mastio contornato da almeno cinque torri unite da un bastione, dal villaggio composto da oltre cento capanne e da almeno tre tombe dei giganti. Il nuraghe fu scoperto nel 1897 ed in seguito studiato e parzialmente scavato dal Taramelli nel 1913. È ancora in fase di scavo.

Il villaggio preistorico è formato da capanne circolari monocellulari, delle quali ne sono state interamente scavate cinque. È stato scavato anche un grande isolato formato da un cortile con intorno undici ambienti, probabilmente ad uso abitativo. Le capanne formano agglomerati divisi da strette stradine che portano tutte verso una piazza centrale. Al centro del villaggio si trova la Sala del Consiglio, i cui muri sono costruiti con grossi blocchi di trachite. All'interno, dei blocchi squadrati addossati alla parete formano un sedile.

Nei dintorni si trovano anche tre tombe dei giganti. Due delle tombe dei giganti si trovano nei pressi del nuraghe, mentre la terza è situata ad ovest del villaggio.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio tornati indietro riprenderemo la statale verso Carbonia da dove inizieremo a percorrere la costa sud dell'isola. Visiteremo Portoscuso e Carbonia con l'insediamento di Monte Sirai. Effettueremo una deviazione a Perdaxius, Narcao, Nuxis. Proseguiremo quindi il viaggio verso sud passando per San Giovanni Suergiu.

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Due foto di questa pagina ci sono state fornite dall'amica Stefania D. e due dall'amico Enrico Lasio.