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Arrivo sull'isola di Sant'Antioco e visita della città di Sant'Antioco e di Calasetta


Il nostro itinerarioInizieremo ora la visita dell'isola di Sant'Antioco, che effettueremo in tre tappe. In questa prima tappa visiteremo la città di Sant'Antioco per poi recarci a Calasetta, la seconda città dell'isola. Nelle successive due tappe vedremo nell'ordine: i resti del periodo nuragico e soprattutto del periodo fenicio-punico; la visita delle coste dell'isola.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Da Carbonia la SS126 ci porta sull'isola di Sant'Antioco Visualizza la mappa

Arrivo a Sant'Antioco - L'ex centrale termoelettrica ed eolica di Santa CaterinaDa San Giovanni Suergiu proseguiamo verso sud lungo la SS126 fino a raggiungere, dopo 9,5 chilometri, l'isola di Sant'Antioco, dopo aver superato la grande Centrale Termoelettrica ed Eolica di Santa Caterina ormai dismessa. L'isola di Sant'Antioco si estende per 109 chilometri quadrati. È la quarta isola d'Italia come dimensione dopo Sicilia, Sardegna ed Elba. Ha due soli centri abitati, la città di Sant'Antioco e la cittadina di Calasetta, oltre al complesso turistico di Maladroxia.

Arriviamo sull'isola attraverso uno stretto istmo lungo cinque chilometri che collega Sant'Antioco all'isola madre. Sulla destra dell'istmo vediamo il mare aperto verso nord-ovest, mentre sulla sinistra vediamo il grande stagno di Santa Caterina ed un poco più avanti troviamo il mare.

Arrivo a Sant'Antioco - Benvenuti a Sulci Arrivo a Sant'Antioco - Sulla destra dell'istmo il mare e sullo sfondo la città di Sant'Antioco Arrivo a Sant'Antioco - Sulla sinistra dell'istmo lo stagno di Santa Caterina Arrivo a Sant'Antioco - Il nuovo ponte alla fine dell'istmo e sulla destra il vecchio ponte romano

Arrivo a Sant'Antioco - Il ponte romanoAl termine dell'istmo percorriamo il nuovo ponte in cemento, lasciando sulla destra il vecchio ponte romano che è stato utilizzato fino al 1984 come unica via di accesso all'isola.

Il ponte passa sul tratto di istmo che è stato aperto e che viene regolarmente dragato per consentire alle navi provenienti dal mare aperto sulla destra di accedere al porto industriale, che si vede sulla sinistra. Oltre il porto industriale, si apre il golfo di Palmas ed il mare aperto verso sud-est. Il porto è stato realizzato negli anni trenta come punto di imbarco per il prodotto dell'attività mineraria estrattiva dell'Iglesiente e del Sulcis.

Arrivo a Sant'Antioco - Il porto industriale Arrivo a Sant'Antioco - Il porto industriale Arrivo a Sant'Antioco - Il porto industriale Arrivo a Sant'Antioco - Veduta della città di Sant'Antioco

La città di Sant'Antioco Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di Sant'AntiocoLa città di Sant'Antioco (nome in lingua Santu Antiogu, metri 7, abitanti 11.762) sorge sulla costa orientale della Sardegna affacciata sul golfo di Palmas. Il porto si affaccia su una laguna solcata da appositi canali per consentire l'attracco delle navi, il che fa considerare Sant'Antioco l'unica città lagunare della Sardegna.

Il volume «Sant'Antioco»Storicamente, Sant'Antioco sorge sull'antico abitato di Sulci o Sulki, fondato dai Fenici nell'VIII secolo a.C. che, prima della conquista cartaginese avvenuta nel VI secolo a.C., era una delle maggiori città Fenicie del Mediterraneo. L'importanza storica di Sant'Antioco ha avuto inizio quando, nel periodo fenicio, è diventata uno dei principali centri di scambio commerciale, ed il suo massimo splendore durante la successiva occupazione cartaginese e più avanti durante l'occupazione romana, quando vi ebbero inizio le attività estrattive. Da allora il nome di Sulci è venuto ad identificare tutta la parte sud-occidentale della Sardegna. Il paese, che si estende attorno ai resti del forte sabaudo, ha l'aspetto tipico dei borghi dei pescatori, con case basse e colorate.

Sant'Antioco - Panoramica della città dal mare Sant'Antioco - Panoramica della città dalla collina

Visita della città di Sant'Antioco

Sant'Antioco - La Cantina Sardus PaterSant'Antioco - I vini della Cantina Sardus PaterAll'arrivo in città dal ponte sull'istmo, si trova un incrocio con a sinistra l'indicazione per le spiagge della costa, mentre girando a destra si percorre tutto il lungomare con il porto turistico e proseguendo si arriva all'altro estremo della città alla zona archeologica. Prendendo per le spiagge, verso l'uscita del paese si trova la Cantina Sardus Pater che produce diversi vini DOC del Sulcis (Carignano Rosso, Carignano Rosato, Carignano Riserva) e vini DOC di Sardegna (Monica, Vermentino, Vermentino Terre Fenicie).

Proseguendo invece dritti si entra in città per la via Nazionale che porta fino al centro, dove la sua prosecuzione è via Roma. Da qui, passata piazza Italia, prendiamo il corso Vittorio Emanuele, alberato, viale della passeggiata serale di centinaia di giovani nelle sere d'estate. Sul corso troviamo il palazzo del Municipio, nello slargo antistante luogo di incontro di ragazzi e giovani e la sera luogo di esibizione degli appassionati di hip-hop. Fuori dal palazzo del Municipio vediamo le bandiere europea ed italiana, mentre all'interno troviamo esposta la bandiera della pace (siamo nell'estate del 2003, il periodo della guerra americana in Iraq). Proseguendo lungo il Corso, entriamo per mangiare un gelato nel bar Centrale e qui troviamo alle pareti vecchie foto di una mattanza di delfini avvenuta a Sant'Antioco negli anni '30, quando erano arrivati in quantità tale da distruggere quasi completamente i pesci della laguna, obbligando i pescatori ad organizzare appunto la mattanza. Mentre bevevo al banco, è entrato e si è messo a svolazzare un uccello che ho fotografato appollaiato tra i bicchieri.

Sant'Antioco - Via Roma Sant'Antioco - Piazza Italia Sant'Antioco - Piazza Italia Sant'Antioco - Piazza Italia Sant'Antioco - Via Belvedere Sant'Antioco - Corso Vittorio Emanuele Sant'Antioco - Corso Vittorio Emanuele Sant'Antioco - Il palazzo del Municipio Sant'Antioco - La bandiera della pace nel palazzo del Municipio Sant'Antioco - Il bar Centrale Sant'Antioco - Il bar Centrale: foto di una mattanza di delfini Sant'Antioco - Il bar Centrale: un uccellino tra i bicchieri

Proseguiamo quindi per il corso fino alla grande piazza Umberto, dove si tengono i diversi spettacoli che allietano le serate estive e visitiamo diverse altre strade del centro.

Sant'Antioco - Piazza Umberto Sant'Antioco - Piazza Umberto Sant'Antioco - Strada del centro Sant'Antioco - Strada del centro Sant'Antioco - Strada del centro

Da piazza Umberto si dipartono le strade che portano verso il lungomare e ci fanno arrivare fino al porto turistico di Sant'Antioco, una nuova Marina per circa 200 imbarcazioni, con pompa carburante e tutti i servizi più importanti disponibili in banchina. È sede di Circolo Nautico con barche a vela latina per le quali si organizzano importanti regate.

Sant'Antioco - Il Lungomare Sant'Antioco - Il porto turistico Sant'Antioco - Il porto turistico Sant'Antioco - Il porto turistico Sant'Antioco - Il porto turistico

Sempre da piazza Umberto, via Regina Margherita ci porta in piazza De Gasperi, dove troviamo la Parrocchiale di Sant'Antioco Martire, eretta di monaci Vittorini di Marsiglia nel 1102 e dedicata al patrono della Sardegna. Nato nel 95 a.C. in Mauritania, faceva il medico e convertì molte persone al cristianesimo, cosa che fece poi anche in Cappadocia. Arrestato e torturato per ordine dell'imperatore Adriano, venne abbandonato su una barca perché morisse in mare. Approdato invece nell'isola, trovò riparo in una grotta e proseguì nell'evangelizzazione fino alla morte in preghiera, poco prima di essere nuovamente arrestato. La facciata della Chiesa è stata modificata nel tempo, e vedendola non ci si aspetterebbe di trovare il suo interno, del tutto intatto, nell'originale stile romanico con elementi bizantini.

Sant'Antioco - La Chiesa di Sant'Antioco Sant'Antioco - La Chiesa di Sant'Antioco Sant'Antioco - La Chiesa di Sant'Antioco Sant'Antioco - La Chiesa di Sant'Antioco Sant'Antioco - La Chiesa di Sant'Antioco

Sotto la Chiesa si trovano le catacombe paleocristiane ricavate da sepolture puniche, nelle quali nel 1615 furono rinvenute le spoglie del Santo. La statua del Santo, che si trova al suo interno, viene portata in processione in occasione della sagra patronale.

Sant'Antioco - Le catacombe paleocristiane Sant'Antioco - Le catacombe paleocristiane

La storicità di Sant'Antioco è accertata nonostante la scarsità dei documenti. In un'iscrizione del VII o VIII secolo, rinvenuta nella cripta della Chiesa a lui dedicata nell'isola di Sant'Antioco ed oggi murata nella Cattedrale di Iglesias, Antioco viene chiamato «beatus sanctus Antiochus e pontifex Christi». Sarebbe stato quindi un vescovo. In due codici vaticani dell'XI e del XVI secolo d.C. è narrata la sua storia, ma alcuni storici ritengono che, per sopperire alla mancanza di dati, sia stata ripresa la storia di un omonimo Santo orientale, Sant'Antioco di Sebaste, decapitato durante le persecuzioni di Adriano. Secondo la «Passio» a lui dedicata in un codice dell'archivio della Cattedrale di Iglesias, Antioco nasce il 13 novembre del 95 in Mauritania, dove svolge l'attività di medico spostandosi anche in Cappadocia, regione in cui converti molti al cristianesimo. Per ordine dell'imperatore Adriano viene arrestato, torturato ed esiliato a bordo di una barca affinchè la sua vita abbia fine in alto mare. Il vento di levante lo sospinge nell'isola di Sulcis, oggi Sant'Antioco, dove egli trova riparo in una grotta nella quale vive pregando e convertendo quanti vanno a trovarlo. La notizia giunge alle autorità di Carales che inviano a Sulci soldati per arrestarlo. Antioco li esorta ad attendere, e muore mentre è assorto in preghiera il 13 novembre. In una cripta di un cimitero catacombale del IV o V secolo d.C. nella città di Sulci, oggi Sant'Antioco nell'isola omonima, nel 1615 furono rinvenute le presunte spoglie del Santo e sul luogo è stato eretto il Santuario a lui dedicato.

La seconda domenica dopo Pasqua si può assistere alla festa di Sant'Antioco Martire, alla cui prima celebrazione quando furono rinvenute le spoglie del Santo secondo le cronache parteciparono 39.000 persone, 4.215 cavalli, 3.000 traccas (carri), 350 barche e 23.583 preti. Le reliquie vennero poi trasferite a Iglesias per preservarle dai rischi delle incursioni dei pirati arabi, e tornarono a Sant'Antioco nel 1815, quando la festa fu ripristinata e da allora prosegue nella forma attuale.

Festa di Sant'Antioco - Uscita della statua del Santo dalla Chiesa Festa di Sant'Antioco - Uscita della statua del Santo dalla Chiesa Festa di Sant'Antioco - La statua del Santo portata in processione Festa di Sant'Antioco - La statua del Santo portata in processione Festa di Sant'Antioco - Giovani a cavallo Festa di Sant'Antioco - La processione Festa di Sant'Antioco - La processione Festa di Sant'Antioco - La processione Festa di Sant'Antioco - La processione Festa di Sant'Antioco - Ragazzi in costume Festa di Sant'Antioco - Donna in costume Festa di Sant'Antioco - Donna in costume Festa di Sant'Antioco - Donna in costume Festa di Sant'Antioco - Personaggi in costume Festa di Sant'Antioco - I fuochi d'artificio in chiusura della festa

Da piazza De Gasperi seguendo via Castello, non lontano dalla Chiesa raggiungiamo su un piccolo colle il Fortino Sabaudo, chiamato anche Forte su Pisu, costruito nel '700 per difesa contro gli attacchi dei pirati arabi.

Sant'Antioco - Il Fortino Sabaudo Sant'Antioco - Il Fortino Sabaudo Sant'Antioco - Il Fortino Sabaudo Sant'Antioco - Il Fortino Sabaudo Sant'Antioco - Veduta dal Fortino Sabaudo Sant'Antioco - Veduta dal Fortino Sabaudo

Dal Fortino Sabaudo, si può andare a visitare la zona archeologica fenicio-punica, che descriveremo nella nostra prossima tappa insieme a tutti gli altri reperti archeologici e storici di cui l'isola è ricca.

Nel nostro soggiorno a Sant'Antioco abbiamo alloggiato in via Nazionale nel simpatico hotel Moderno, situato al centro del paese, caratterizzato dalla personalizzazione di ogni stanza con un affresco originale di Serena Pinna, che con il fratello Achille ne gestisce l'attività.

Sant'Antioco - Hotel Moderno Sant'Antioco - Hotel Moderno Sant'Antioco - Hotel Moderno Sant'Antioco - Hotel Moderno

Sant'Antioco - Ristorante da AchillePer i pasti abbiamo visitato diversi ristoranti. Un punto di riferimento è comunque stato il ristorante da Achille, nato come ristorante dell'hotel Moderno ma resosi ormai del tutto autonomo divenendo in assoluto il più apprezzato ristorante della città, con la cucina, principalmente a base di pesce, curata direttamente da Achille.

Calasetta la seconda città dell'isola Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Dalla città di Sant'Antioco prendiamo la SS126D che ci porta fino a Calasetta (nome in lingua Cala Seda, metri 9, abitanti 2.782), la seconda città dell'isola, il cui nome indica lo scalo della seta. Calasetta è nata come borgo di pescatori dall'aspetto quasi orientale e ne conserva tutte le caratteristiche, con il centro storico caratterizzato dalle vie regolari e da case basse tinteggiate di bianco.

Stemma del comune di Calasetta Calasetta - Via del centro Calasetta - Via del centro Calasetta - Via del centro Calasetta - Via del centro

Nel 1754 il Regno di Sardegna aveva progettato la sua realizzazione ma, a causa di controversie con l'arcivescovo di Cagliari che avanzava diritti di sfruttamento sull'isola, il progetto non ebbe luogo. Solo qualche anno più tardi, nel settembre del 1770, giunse una comunità di Tabarchini, che sin da due anni prima aveva presentato richiesta al governo sardo di potersi trasferire nell'isola sulcitana. Il progetto della nuova fondazione prevedeva un abitato che si sviluppasse secondo il tracciato che ancor oggi la caratterizza, con le strade che si intersecano orizzontali e verticali. La salvaguardia del territorio era assicurata dalla possente torre che ancora oggi domina il centro storico. Gli abitanti, discendenti in parte dalla colonia tabarchina hanno costumi e dialetto simili a quelli di Carloforte.

Di particolare interesse è la Chiesa di San Maurizio, eretta nel XIX secolo in stile barocco piemontese e dalle forme arabeggianti. Vicino alla Chiesa si trova la piazza del Municipio.

Calasetta - La piazza con la Chiesa di San Maurizio Calasetta - La Chiesa di San Maurizio Calasetta - Piazza del Municipio

In città troviamo la torre Sabauda, costruita dai Piemontesi nel 1756 in conci di pietre vulcaniche. Presenta forme massicce ed ha una base di oltre 16 metri di diametro, e sotto la torre è adagiato un antico cannone. La più bella Spiaggia è quella occidentale sotto la Torre, da dove si gode un bellissimo panorama, specialmente sull'isola di San Pietro, i suoi scogli e le sue colonne paragonate ai celebri faraglioni di Capri. La descriveremo in una prossima tappa.

Calasetta - Verso la Torre Sabauda Calasetta - La Torre Sabauda Calasetta - La Torre Sabauda

L'importanza di Calasetta deriva dal fatto che dal suo porto, ove giunge pure la ferrovia da Sant'Antioco, partono motonavi che percorrono le quattro miglia in 40 minuti e portano le auto alla città di Carloforte, nell'Isola di San Pietro. È un piccolo porto per barche da pesca e diporto, con pompa di carburante solo per le imbarcazioni da pesca autorizzate.

Calasetta - Verso il porto Calasetta - Il porto turistico Calasetta - Il porto turistico Calasetta - Imbarco dei traghetti per Carloforte

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio racconteremo la Sant'Antioco archeologica e storica. Inizieremo dai resti del periodo fenicio-punico e romano, i più importanti, e faremo anche un'intervista a Chiara Vigo, l'ultima tessitrice del bisso tanto importante per i Fenici ed i Caldei. Ci recheremo poi a visitare sparsi per tutta l'isola i resti del periodo preistorico e nuragico.

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