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Visita della città di Carloforte e dell'isola di San Pietro
In questa tappa del nostro viaggio, da Calasetta sull'isola di Sant'Antioco ci recheremo in mezz'ora di traghetto sull'isola di San Pietro. Secondo la tradizione su quest'isola sarebbe sbarcato l'apostolo San Pietro, e da questa tradizione deriva il suo nome. Interessanti sono le coste, ma l'isola di San Pietro è nota soprattutto per le caratteristiche del suo capoluogo Carloforte.
Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina. Arrivo sull'isola di San PietroAll'Isola di San Pietro si arriva in poco più di mezz'ora di traghetto da Portoscuso, vicino a Carbonia, oppure, come abbiamo fatto noi, da Calasetta sull'isola di Sant'Antioco. L'isola di San Pietro, di origine vulcanica, ha una superficie di 51 metri quadrati ed é quasi interamente ricoperta da macchia mediterranea, mirto, corbezzolo, lentischio, lillatro ed erica. Nelle zone più aride e ventose si trovano cisto, rosmarino, euforbia, ginestre spinose e palme nane. Visita della città di Carloforte  Nell'isola è presente un unico centro abitato, la città di Carloforte. Tutta l'architettura di Carloforte (metri 10, abitanti 6.530) è di chiara impronta ligure, ed ancora oggi, tra la sorpresa dei turisti che non ne siano informati, gli abitanti parlano correntemente il loro vecchio dialetto della città di Pegli.
La storia di Carloforte inizia da quando, nel 1737, Carlo Emanuele III di Savoia organizzò il riscatto di un centinaio di pescatori discendenti da un gruppo di liguri di Pegli che erano stati rapiti dai pirati tunisini nel 1540 ed erano tenuti in schiavitù nell'isola di Tabarka, e li fece trasferire nell'isola di San Pietro, dove fondarono una città che chiamarono in suo onore Carloforte. Gli abitanti di Carloforte conservano ancora intatto il dialetto dei loro avi, che, per il passaggio nell'isola tunisina di Tabarka, è detto Tabarchino. Nel periodo iniziale, la vita di questi pescatori è stata molto travagliata per le difficoltà ambientali, alle quali va aggiunta l'invasione francese del 1793 e l'incursione di pirati tunisini nel 1798, durante la quale più di 800 abitanti dell'isola furono fatti schiavi, tenuti in schiavitù a Tunisi per cinque anni e solo successivamente furono riscattati. A testimonianza delle incursioni barbaresche restano ancora alcuni tratti di mura di cinta ed il forte. Il 10 novembre 2004 Carloforte è stato riconosciuto come comune Onorario dalla Provincia di Genova, in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure ed in particolare con Pegli. Nel 2006 questo riconoscimento è stato dato anche alla vicina Calasetta, fondata dai Tabarchini sul lato di fronte a Carloforte, nella vicina Isola di Sant'Antioco. A Carloforte si è sviluppata la pesca, l'attività delle tonnare e del porto, ed in questi ultimi anni il turismo che ne hanno fatto un centro importante. Il Porto di Carloforte, per molto tempo fondamentale per il trasporto dei prodotti dell'attività mineraria del Sulcis, ha perso di importanza dopo la costruzione di quello di Sant'Antioco ed oggi opera quasi esclusivamente nel trasporto del pescato e del tonno proveniente soprattutto dalla tonnara dell'isola Piana. Nell'isola di San Pietro è possibile attraccare sia nella banchina del centro urbano di Carloforte che nel piccolo porticciolo della vicinissima isola Piana, dove trovano riparo una ottantina di imbarcazioni. Nell'isola Piana manca però il carburante. 
Descriviamo le principali strade interne dell'isola che ci portano a visitare le sue coste, anche se le foto sono state scattate dal mare durante un viaggio in barca lungo le coste. Nel 2011 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 Vele alla costa di Carloforte, nella quale le spiagge consigliate sono la spiaggia di Guidi, la spiaggia dello Spalmatore ed infine la spiaggia di Cala Lunga.
La costa sud orientale da Carloforte fino al golfo della Mezzaluna Uscendo dalla città verso sud si prende la SP103 che percorre la costa in senso orario. Subito dopo l'uscita dalla città la strada passa accanto al Porto canale e alle saline di Carloforte, non più in funzione da anni, diventate habitat di numerose specie di uccelli acquatici, dove è possibile vedere i fenicotteri. Prendendo una stradina sterrata un pò più avanti della strada che introduce al parcheggio della spiaggia di Sa Salina, si arriva agli scogli piatti di Calasetta. Incontriamo quindi la spiaggia del Giunco.

Girin è una località balneare nel comune di Carloforte sull'isola di San Pietro. Poco più avanti troviamo la spiaggia di Girin, famosa per la presenza di sabbia bianca di granatura fine mista a ghiaia.

Proseguendo dopo Punta Martin, arriviamo alla spiaggia di Punta Nera. Lungo la costa, dal mare vediamo una bella grotta naturale, per poi raggiungere Punta Nera, così detta per il colore scuro delle sue scogliere.

Troviamo poi la spiaggia di Guidi. Lasciamo l'auto sulla strada o nel parcheggio del ristorante e proseguiamo a sinistra passando attraverso due cancelli, lungo un sentiero. Nella spiaggia di Guidi sono presenti un albergo con ristorante e parcheggio.

Arriviamo quindi alla spiaggia La Bobba, nella quale sono presenti un punto di ristoro e un parcheggio. Il nome deriva dalla forma dei piccoli ciottoli che si mescolano alla sabbia candida e fine. Si tratta di ciottoli sferici e levigati, quasi come un tipo di pasta chiamato appunto bobba, che è alla base di un piatto tradizionale di Carloforte.

Dalla spiaggia La Bobba, una passeggiata di dieci minuti a piedi permette di raggiungere Le Colonne, due bellissimi faraglioni in roccia trachitica rossa alti circa 20 metri, che sorgono dal mare a una ventina di metri dalla costa. Ricordano i faraglioni di Capri.

Non molto lontano raggiungiamo la piccola spiaggia Luchese, chiamata anche spiaggia delle Colonne, anch'essa di terra trachitica rossa. Davanti alla spiaggia si trova l'isolotto du Genia, che, al tramonto si tinge di rosa incantevole.

Riprendiamo la provinciale fino ad incontrare una asfaltata sulla sinistra, che porta al golfo della Mezzaluna, un'insenatura aperta verso sud con alte falesie di tracheite rossa e con sul lato orientale le grotte della Mezzaluna o grotte del Bue Marino. Nel ritorno sulla provinciale una stradina bianca sulla destra porta alla suggestiva insenatura rocciosa de La Conca.

Prendendo verso destra invece che a sinistra, arriviamo in località Bellavista. E proseguendo ulteriormente, raggiungiamo la zona della bonifica dei Pescetti. In località Bellavista Pescetti si trova un maneggio.
La costa sud occidentale dal golfo della Mezzaluna a Punta dei Laggioni La SP103 risale fiancheggiando la costa occidentale e prosegue verso la località Spalmatore. Prima del termine della strada, una deviazione sulla sinistra che presto diventa sterrata porta alla Punta Spalmatore, così chiamata perché in questa località venivano portate in secca le barche dei pescatori e veniva ripassato il rivestimento di pece all'esterno, ossia veniva spalmata la pece che le avrebbe rese impermeabili. Si incontra quindi la grotta dei Colombi. Nel nostro giro in barca intorno all'isola di San Pietro, dopo aver passato la grotta dei Colombi abbiamo raggiunto la Punta Spalmatore di Fuori.

La provinciale termina alla spiaggia della Cala dello Spalmatore o spiaggia de La Caletta, un lungo litorale sabbioso con dune ed una pineta alle spalle. È presente un punto di ristoro, un albergo con un campeggio nelle vicinanze, ed un parcheggio.

 Seguendo invece la costa via mare, arriviamo alla Punta dei Laggioni. Non è raggiungibile via terra ed alla sua base si trova la piccola spiaggia di Punta dei Laggioni.
La costa nord occidentale da Punta di Capo Rosso a Capo Sandalo e Cala VinagraUna seconda strada, la SP104, parte da Carloforte e si dirige verso ovest attraversando tutta l'isola. La SP104 la attraversa in orizzontale e ci porta fino a Capo Sandalo ed a Cala Vinagra. Tra boschi di pini d'Aleppo, si passa vicino al villaggio minerario di Macchione, ormai abbandonato. Prima del termine della Provincia le, una deviazione sulla sinistra porta, attraverso difficili viottoli, fino alla costa di Punta di Capo Rosso.

La SP104 termina al punto più occidentale dell'isola, capo Sandalo, con il suo faro. Nelle immediate vicinanze del faro di Capo Sandalo, sulla costa a strapiombo, si apre una spaccatura conosciuta anche col nome di Orrido di Capo Sandalo. Sembra che si tratti di un camino vulcanico. Di fronte a Capo Sandalo si vede l'isolotto del Corno.

Ritornando indietro da Capo Sandalo, sulla provinciale, un piazzale asfaltato dopo una discesa sulla sinistra permette di scendere per una sterrata a Cala del Fico, un fiordo marino tra pareti di tufi trachitici grigi.

 Tornando indietro sulla SP104, a metà della strada da Capo Sandalo a Carloforte un cartello per il villaggio di Cala Vinagra fa imboccare una strada bianca sulla sinistra. Lungo la strada verso Cala Vinagra si passa per la località Le Commende. Proseguendo e percorrendo l'ultimo tratto a piedi, arriviamo alla bellissima Cala Vinagra, una insenatura con di fronte l'isolotto di Vinagra, di tufo trachitico rosa alto una ventina di metri.
La costa nord orientale e le isole con le tonnare La costa di La Punta, o Punta Regolina, è nota per le sue tonnare, che si trovano a La Punta e sull'isola Piana. A Punta delle Oche si arriva direttamente da Calasetta percorrendo la strada provinciale SP101 che esce dal quartiere a nord della città detto Tacca Rossa e si dirige verso il nord.
Lungo questa strada, una deviazione sulla destra ci porta alla località Guardia dei mori. Alcune stradicciole sulla sinistra, lungo la strada da Carloforte a La Punta, permettono di scendere fino alla costa della Punta delle Oche. Qui si trova la grotta delle Oche, scavata dal mare nella roccia di trachite scura, la più grande graoota dell'isola di San Pietro.

 Non è invece possibile raggiungere via terra la Punta Regolina, che si trova più a est rispetto a Punta delle Oche. A Punta Regolina si arriva soltanto via mare.
La spiaggia di Calalunga si trova un poco più ad est rispetto a Punta Regolina. Si tratta di una suggestiva Cala dall'arenile sabbioso incastonata in una stretta e lunga insenatura delimitata da scogliere rocciose che si presentano a strapiombo sul mare. La Cala è caratterizzata da un'atmosfera selvaggia ed incontaminata. Il mare è limpido e cristallino, con fondali digradanti, per lo più sassosi.
Proseguendo lungo la SP101, arriviamo nella località La Punta, dove troviamo le due tonnare di La Punta, una abbandonata nel '70 e l'altra ancora in esercizio, visitabile con il permesso del proprietario.

Di fronte, dopo la piccola Isola dei Ratti, vediamo la bella Isola Piana, con una bella spiaggia e con la tonnara dell'isola Piana, che è stata la più importante della Sardegna. Da sempre proprietà di genovesi, è stata recuperata con un restauro conservativo che la ha trasformata in villaggio turistico.

La prossima tappa del nostro viaggio | Nella prossima tappa del nostro viaggio, da Sant'Antioco prenderemo la costa meridionale in direzione est verso Cagliari. Dopo essere passati per Tratalias ed aver visitato Villaperuccio con la necropoli di Montessu, Santadi con le grotte di Is Zuddas, scenderemo a Piscinas, Giba, Masainas, Sant'Anna Arresi con Porto Pino, di cui visitereamo pineta, spiagge e le dune. |  |
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