ITALIANO | ENGLISH 

titolo

bandiera

pulsante_1 pulsante_3 pulsante_4 pulsante_5 pulsante_6 pulsante_7 pulsante_2

GalluraSassareseOristaneseMedio CampidanoSulcisCagliaritanoOgliastraNuoreseSardegnaStoriaSardegna Holiday

Provincie

Vota il nostro sito:

I nostri
suggerimenti:

traghetti sardegna


 

Arriviamo alla città di Cagliari dove visitiamo il centro storico con i quartieri Stampace, Castello, Marina e Villanova


Il nostro itinerarioIl nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio inizieremo la visita della città di Cagliari ed il suo centro storico. Vedremo i quartieri Stampace, Castello, Marina e Villanova. Nel quartiere Castello ci recheremo a visitare il Museo Archeologico Nazionale dove sono esposti i principali reperti dell'archeologia in Sardegna.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

La città di Cagliari Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di CagliariLa SS195 Sulcitana ci fa arrivare alle porte di Cagliari, la principale città della Sardegna. A due chilometri dal bivio di Capoterra, vediamo il lungo molo di attracco delle petroliere e l'oleodotto che porta il petrolio nei depositi sulla sinistra della strada, nella zona industriale di Macchiareddu. Dopo altri 13 chilometri arriviamo a Cagliari. La città di Cagliari (nome in lingua Casteddu, metri 6, abitanti 162.993), capoluogo della Provincia omonima e della Regione Sardegna, sorge al centro del grande golfo omonimo. Accanto a un mare trasparente e cristallino, Cagliari offre una natura incontaminata fatta di zone umide che rendono estremamente caratteristica la città: verso ovest lo stagno di Santa Gilla, all'interno della città lo stagno Molentargius, e verso est gli stagni di Quartu.

Cagliari - Vista dal mare della Basilica e del monastero di Nostra Signora di Bonaria Cagliari - Vista dal mare della zona di Via Roma con il lungoporto ed il molo Ichnusa, punto di attracco dei traghetti della Tirrenia

Per quanto riguarda la storia di Cagliari, nella zona, frequentata fino dall'Alto Neolitico, si sono trovati i resti della cultura del Monte Claro, che prende il nome da un colle alla periferia settentrionale della città. Tra l'VIII ed il VI secolo a.C., nella laguna di Santa Gilla, si sono insediati i Fenici che la hanno frequentata dall'VIII al VI secolo a.C. In seguito i Cartaginesi hanno edificato la città Karaliska, della quale resta in periferia la necropoli punica di Tuvizeddu. Con il nome di Karalis, sotto il dominio di Roma dal 238 a.C., si estendeva lungo tutto l'arco del golfo ed era formata da vari agglomerati staccati tra loro, con le relative necropoli sul colle di Tuvixeddu, sul colle di Bonaria e nella zona dove ora sorge la Basilica di San Saturno. Per questa sua caratteristica, il poeta Claudiano la descrisse con le parole «tenditur in longum» (estesa in lunghezza). Nel periodo imperiale raggiunse i ventimila abitanti. Gli edifici e gli spazi pubblici erano situati dove ora sorge piazza del Carmine, mentre la zona popolare, ossia la suburra, si sviluppava nella zona del porto nell'attuale quartiere Marina, e la zona residenziale era sulle pendici del colle dove sarebbe sorto il Castello. Di questo periodo resta l'Anfiteatro romano del II secolo d.C., la casa del poeta Tigellio e la grotta della Vipera. Con la caduta dell'Impero Romano, Cagliari fu sottoposta per breve tempo al dominio dei vandali e in seguito dei bizantini. Ha subito successivamente, nel corso dei secoli, varie dominazioni delle quali restano tracce nei monumenti sopravvissuti, in particolare i bastioni e le mura pisani a difesa del quartiere Castello, ed il Castello di San Michele, cui arriviamo passando per il quartiere Is Mimonis, costruito dal pisani nel 1200 e poi modificato, durante le dominazioni aragonese e successivamente piemontese. Dal 23 febbraio 1948 è capoluogo della Regione autonoma a statuto speciale delle Sardegna.

Cagliari ha dato i natali nel 1773 a Vincenzo Raimondo Porru, fortemente impegnato nella difesa e nella valorizzazione delle tradizioni e delle specificità culturali sarde. Insegnante, Porru è stato anche assistente nella Biblioteca Universitaria di Cagliari e prefetto del Collegio di Filosofia e Belle Arti dell'ateneo cagliaritano. Muore a Cagliari nel 1836. Porru ha aderito alla grande battaglia degli intellettuali sardi in difesa della verità sulla realtà sarda. Tra le sue opere più importanti citiamo il «Saggio di grammatica sul dialetto sardo meridionale», del 1810, ed il «Nou dizionariu sardu italianu», del 1832-34.

Il volume «Nou dizionariu sardu italianu (A-C)» di Vincenzo Raimondo Porru Il volume «Nou dizionariu sardu italianu (D-O)» di Vincenzo Raimondo Porru Il volume «Nou dizionariu sardu italianu (P-Z)» di Vincenzo Raimondo Porru

Gaetano CimaA Cagliari è nato nel 1805 Gaetano Cima, uno tra i più importanti architetti del XIX secolo, morto nel 1878. È stato il primo architetto sardo ad intraprendere studi regolari a Torino, poi ampliati e completati all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha realizzato o è intervenuto su diverse chiese, come San Giacomo di Cagliari, la Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta di Guasila, la Chiesa di San Francesco a Oristano, la Cattedrale dell'Immacolata di Ozieri. L'articolo «Gaetano Cima a 200 anni dalla nascita»Ha realizzato palazzi e ville nobiliari dai canoni palladiani, come la villa Santa Maria a Pula, di proprietà della famiglia Cugia, e la villa Aymerich a Laconi. Le sue più importanti opere sono state il Teatro Civico di Cagliari, distrutto però nei bombardamenti del 1943, e l'Ospedale Civile di Cagliari, realizzata nel 1842 in stile rigorosamente neoclassico. Importante anche il suo lavoro in campo urbanistico, tra l'altro con il progetto di sistemazione urbanistica di Cagliari che vedeva come elementi architettonici fondamentali il Palazzo Comunale, in stile Liberty, e la neoclassica terrazza Umberto I, sorta sul luogo del bastione di Saint Remy.

Filippo FigariIl pittore Filippo Figari nasce a Cagliari nel 1885 e muore a Roma nel 1973. Trasferitosi a Sassari, conosce Giuseppe Biasi con il quale compie le prime esperienze grafiche. Rientrato nel 1904 a Cagliari, dopo essersi diplomato espone le sue caricature in una mostra con Felice Melis Marini. Pochi mesi dopo parte per Roma, dove il poeta Salvator Ruju lo introduce nella redazione del quotidiano «La Patria», per il quale realizza numerose caricature. Biografia di Filippo Figari opera di Gianni MurtasNel 1916 viene chiamato alle armi e sarà insignito della medaglia di bronzo. Diviene poi prigioniero degli austriaci. Rientrato dalla prigionia, dal 1929 fino alla caduta del fascismo è segretario del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti. Partecipa a varie altre mostre, nel 1931 espone alla I Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, dove la sua opera «La Vendemmia» viene acquistata da Vittorio Emanuele III. Nel 1935 diventa direttore della Scuola d’Arte di Sassari. Con la caduta del regime è soggetto di vari attacchi per gli incarichi nel periodo fascista.

Iniziamo la visita della città di Cagliari

Entriamo a Cagliari dalla SS195 Sulcitana, passando sul ponte della Scala. La strada ci porta direttamente nel centro della città, della quale iniziamo la visita dalla zona della Stazione Ferroviaria, situata su piazza Matteotti, in prossimità del Porto. Nell'atrio della stazione è esposta la locomotiva a vapore D744.003, e nel complesso della stazione possiamo visitare il Museo delle Ferrovie, realizzato nel 1985 come testimonianza di archeologia industriale, con foto, carte, disegni d'epoca, modelli di ponti e locomotive, il modello funzionante del traghetto Gennargentu, casseforti a muro ad apertura segreta ed il salotto della carrozza Reale di Vittorio Emanuele III.

Cagliari - La Stazione Ferroviaria Cagliari - La locomotiva a vapore D 744.003 esposta all'interno della Stazione Ferroviaria

A fianco della Stazione passa via Roma, sulla quale si affaccia il Palazzo Civico, edificato nel 1907 in un misto di stili gotico ed aragonese, primo esempio di liberty in Sardegna.

Cagliari - Via Roma verso la periferia nord-ovest Cagliari - Il Palazzo Civico Cagliari - Piazza del Carmine

Da via Roma, passando per via Angioy alla sinistra del Palazzo Civico, arriviamo alla piazza del Carmine da dove parte il trenino turistico che porta attraverso il quartiere Stampace ad effettuare la visita al Castello. Il centro storico è distinto in quattro quartieri: a sud verso il mare il quartiere Marina, verso ovest il quartiere Stampace, alla sua destra il Castello, ancora più a destra verso oriente il quartiere Villanova.

Il quartiere Stampace

Il quartiere Stampace è stata la zona residenziale per le famiglie benestanti della città dal periodo medievale. Il nome deriva dalla frase «sta in pace», dato che era percorso dalla strada che portava al colle di Buoncammino dove si effettuavano le esecuzioni capitali.

Il quartiere è noto anche per aver ospitato la cosiddetta Scuola di Stampace, che trae il nome dal quartiere di Cagliari dove la famiglia dei Cavaro tenne bottega per diverse generazioni. Suo precursore è stato Lorenzo Cavaro, di cui si conservano il polittico di San Paolo a Gonnostramatza, conservato integro, due scomparti di un retablo, ed un singolo pannello raffigurante San Girolamo. Il figlio di Lorenzo, Pietro Cavaro, formatosi a Barcellona, è stato l'iniziatore della Scuola, che è stata attiva per un secolo e mezzo. Le opere più note di Pietro Cavaro sono il retablo di Villamar, i retabli della Vergine dei Sette Dolori, quello di Sant'Agostino e quello di San Francesco. Il figlio di Pietro, Michele Cavaro, ha dipinto il Trittico della Consolazione e il retablo di Bonaria. Tra gli allievi di Pietro Cavaro si è particolarmente distinto Antioco Mainas, eclettico pittore di grande successo cui si devono tra gli altri il polittico della Vergine conservato nella Chiesa di San Francesco a Iglesias ed il retablo della Crocefissione nella Chiesa di Santa Barbara a Villasalto. Alla sua scuola è attribuito il doppio trittico a olio su tavola di Sant'Anna conservato nella Chiesa di Santa maria delle Grazie a Sanluri. Alla scuola di Stampace si riallaccia, inizialmente, anche lo straordinario Maestro di Ozieri, al quale si devono il retablo del Duomo di Ozieri, quello della Chiesa sassarese di Santa Croce e quello della Parrocchiale di Benetutti.

Alla destra del Palazzo Civico prendiamo largo Carlo Felice, un bel viale alberato che ci porta in leggera salita fino alla piazza Yenne, dove troviamo la pietra miliare che segna il punto di inizio della principale arteria sarda, la SS131 di Carlo Felice, ed una statua di Carlo Felice, il re di Piemonte e Sardegna che la ha fatta realizzare.

Cagliari - Largo Carlo Felice Cagliari - Veduta della piazza Yenne Cagliari - In piazza Yenne si trova la pietra miliare che segna il punto di inizio della principale arteria sarda, la SS131 di Carlo Felice Cagliari - In piazza Yenne la statua di Carlo Felice il re di Piemonte e Sardegna che ha fatto realizzare la SS131

Cagliari - Facciata della Chiesa di Sant'AnnaDa piazza Yenne prendiamo via Azuni e troviamo subito la Chiesa Sant'Anna, edificata in stile tardo barocco piemontese da 1785 ed aperta al pubblico nel 1818. Internamente è maestosa, con una navata quasi ovale nel mezzo della quale si innalza una cupola ottagonale, che forma poi la crociera.

Cagliari - Facciata della Chiesa di Santa RestitutaPrendendo la via Sant'Efisio, sul lato sinistro della Chiesa Sant'Anna, passiamo accanto alla cripta di Santa Restituta. La cripta è una grotta utilizzata come luogo sacro già in epoca preistorica, con testimonianze tardo puniche del III secolo a.C., romane, paleocristiane, bizantine, basso medioevali e barocche. Al di sopra della cripta è stata edificata la Chiesa dedicata a Santa Restituta, madre del vescovo di Vercelli Sant'Eusebio, martirizzata sotto Diocleziano. Il culto sarebbe nato in Africa e le reliquie sarebbero state portate nell'isola nel V secolo e raccolte in un vaso di terracotta, per essere poi rinvenute nella cripta, dove ora sono conservate, solo nel 1614. Sempre nel '600 fu costruita l'edicola che ancora oggi ospita il simulacro di Santa Restituta, e la sottostante piccola cripta custodisce la colonna in pietra del martirio. In quest'epoca si diffuse anche la leggenda che fa di Santa Restituta una martire locale.

Proseguendo, si trovano i resti del vecchio carcere e la Chiesa Sant'Efisio, realizzata in stile barocco piemontese nel XVIII secolo, probabilmente sopra una preesistente costruzione medievale. Ha una facciata modesta e si sviluppa con pianta rettangolare e con tre cappelle per lato. In essa sono conservati due simulacri del Santo protettore della città: uno è dello scultore Giuseppe Antonio Lonis, mentre l'altro viene chiamato «Sant'Efis Sbagliau» (Sant'Efisio sbagliato), in quanto porta la palma del martirio nella mano destra anziché nella sinistra. Sotto la Chiesa si trova la cripta di Sant'Efisio, dove si ritiene sia stato imprigionato il Santo prima del martirio, subito a Nora. Nella sede dell'Arciconfraternita di Sant'Efisio é conservato il tesoro del Santo, costituito dai numerosi ex-voto lasciati dai fedeli.

Cagliari - Il cortile con la Chiesa di Sant'Efisio e la sede dell'Arciconfraternita Cagliari - Chiesa di Sant'Efisio: facciata

È realmente esistito Sant'Efisio? Considerato il principale e più venerato martire ed il Santo protettore della Sardegna, la sua storicità non è comunque storicamente accertata. Di lui parla un codice vaticano latino del XII secolo, che ne racconta la nascita a Gerusalemme, chiamata allora Elia Capitolina. Morto il padre, sarebbe stato condotto dalla madre a Nicomedia da Diocleziano che, colpito dalle sue straordinarie doti, gli avrebbe concesso onori e ricchezze ed affidato il comando di una spedizione in Italia per reprimere le comunità cristiane. Ma, lungo il viaggio, ad Efisio sarebbe apparsa tra le nubi una croce lucente ed una voce lo avrebbe chiamato ad accettare la verità cristiana. Sconfitti i Saraceni, sarebbe sbarcato in Sardegna presso Arborea, avrebbe represso la «barbarica quaedam gens» ed assoggettata l'isola. A Cagliari iniziò un'opera di proselitismo e finì per confessare l'avvenuta conversione alla madre ed a Diocleziano, che inviò nell'isola il suo ufficiale Iulcio con l'incarico di assumere il governo dell'isola e di riportare Efisio alla fede dei padri. AI rifiuto di Efisio di abiurare la fede cristiana, Iulcio lo sottopose a tortura, scatenando le ire divine. Il tempio di Apollo, nel quale Efisio era imprigionato, crollò con tutti i suoi idoli, e Iulcio cadde vittima di una febbre che lo costrinse a lasciare l'isola. Il suo sostituto Flaviano, vista inutile il tentativo di farlo abiurare, lo fece decapitare «apud Caralitanorum civitatem in loco qui dicitur Nuras» (non lontano da Cagliari in un luogo chiamato Nora). Chiese in suo onore sono state edificate a Cagliari, sul luogo della tortura, ed a Nora, su quello della decapitazione.

Ritornati su via Azuni, la percorriamo fino in fondo e ci troviamo di fronte alla grande Chiesa e sacrestia di San Michele, realizzata nella fine del '600 per volere di Giovanni sanna, vescovo di Ampurias, per ospitare il noviziato dei Gesuiti. Rappresenta il principale esempio di rococò in Sardegna. Ha un bel portico nella parte inferiore della facciata, ed è notevole all'interno il pergamo (pulpito) cinquecentesco, che era nella Chiesa San Francesco in Stampace prima della sua demolizione.

Cagliari - Uno sguardo indietro da via Azuni fino a piazza Yenne Cagliari - Via Azuni verso la Chiesa di San Michele Cagliari - Chiesa di San Michele: facciata Cagliari - Chiesa di San Michele: la cupola maiolicata

Dalla fine di via Azuni, svoltiamo a sinistra e prendiamo viale Fra Ignazio, che sale verso il colle del Buoncammino. Qui troviamo l'ingresso dell'Orto Botanico dell'Università, un grande giardino all'aperto nel quale sono raccolte oltre 3000 specie vegetali sia autoctone che importate dai paesi più diversi, alcune rare anche nelle località di origine. Sorto nel 1851 su iniziativa del professore di storia naturale Giovanni Meloni Baille ed inaugurato nel 1866, l'Orto Botanico si sviluppa in un'area di cinque ettari situata al centro dell'antica città romana, compresa fra l'anfiteatro romano e la villa di Tigellio, che visiteremo tra breve. Al suo interno sono presenti cisterne puniche e resti Romani, tra i quali un pozzo che ha garantito fin da subito una facile irrigazione.

Cagliari - L'Orto Botanico dell'Università Cagliari - L'Orto Botanico dell'Università Cagliari - L'Orto Botanico dell'Università

Quasi di fronte all'ingresso dell'Orto Botanico parte via Tigellio, che si sviluppa verso sud-est in direzione dell'antica necropoli punica occidentale, e che ci porta alle rovine della Villa di Tigellio, un'area signorile romana di epoca imperiale. È un complesso di tre abitazioni che dovevano far parte di un unico quartiere. I resti più interessanti appartengono alla casa del Tablino, così chiamata per gli affreschi che ornavano le pareti del tablino (la sala adibita ai ricevimenti), ed alla casa degli Stucchi, che deve il suo nome alle decorazioni che la abbellivano. Si vedono anche pochi resti di una terza abitazione. La tradizione porta a ritenere che una delle ville sia appartenuta al musico, poeta e cantante sardo Tigellio, protetto da Cesare ma fortemente osteggiato, per la sua origine sarda, da Cicerone e da Orazio. È noto come Cicerone odiasse la Sardegna, che bollava come «Mala Insula», e nella difesa del governatore corrotto Scauro trasformò il processo in un'accusa ai sardi chiamati «Latrones Mastuccatos», ladroni vestiti con la mastrucca, l'indumento di pelle che i pastori sardi hanno usato fino a pochi anni fa. Tigellio però gli rispondeva con le sue liriche e non mancava di deriderlo ad ogni occasione, ottenendo in cambio pessime citazioni da Cicerone in alcune sue lettere. Ed anche il poeta Orazio lo descrisse come avvezzo ai lussi e alla vita sfarzosa e sfrenata, dando voce alle maldicenze del tempo secondo le quali la gente era disposta a spendere due sesterzi per sentirlo cantare e tre perché stesse zitto.

Cagliari - Villa di Tigellio Cagliari - Villa di Tigellio Cagliari - Villa di Tigellio

Cagliari - Anfiteatro romano: allestimento per uno spettacolo teatraleDopo aver visitato la Villa di Tigellio, torniamo su viale Fra Ignazio che riprendiamo a percorrere verso la collina. Passiamo accanto all''Anfiteatro romano del II secolo d.C. In grado di contenere più di diecimila spettatori, nel quale sono ancora oggi visibili la cavea, la fossa per le belve, i sottopassaggi sotterranei e le imponenti gradinate. Gli spettacoli che vi si svolgevano erano combattimenti gladiatorii, lotte tra belve o tra uomini e belve, esecuzioni di sentenze capitali. Lungo l'arena era scavato il corridoio dove trovavano posto le gabbie per gli animali, mentre al di sotto delle gradinate erano ricavati numerosi corridoi e ambienti di servizio. Tutto il monumento era rivestito di materiali pregiati, come mostra la grande quantità di sottili lastrine di marmo rinvenute negli scavi ottocenteschi ad opera di Giovanni Spano. Anche oggi, restaurato e riportato alla sua funzione originale, accoglie in un ambiente suggestivo numerosi spettacoli e manifestazioni.

Cagliari - Chiesa di Fra Ignazio: facciataDi fronte all'Anfiteatro romano troviamo la Chiesa Fra Ignazio. È una Chiesa dei Cappuccini dedicata a Sant'Ignazio da Laconi, più conosciuto in tutta l'isola come Frà Ignazio, assai venerato da un grande numero di fedeli, che ogni anno assistono ai riti religiosi che vengono celebrati in questa Chiesa in sua commemorazione.

 

La sagra di Sant'Efisio

Efisio, nato a Gerusalemme da padre cristiano e madre pagana, divenne legionario romano. Intorno al 300 d.C., sotto Diocleziano, fu mandato in Italia, dove nei pressi di Brindisi ebbe la visione della Croce che lo spinse a convertirsi. Venne quindi inviato in Sardegna per combattere contro le genti barbare che ostacolavano il dominio dei Romani sull'isola. Sbarcò a Tharros e si recò a Karalis, dove si trovava il comando militare della Sardegna e dove i suoi superiori si accorsero che era cristiano. In principio cercarono di farlo abiurare, ma, visto il suo rifiuto, l'imperatore Diocleziano ordinò che venisse imprigionato e torturato, al fine di persuaderlo a rivedere la sua decisione. Ma Efisio fu irremovibile e la sua prigionia durò fino alla sua condanna a morte. Venne decapitato nel 340 a Nora e qui fu sepolto. Nacque così il mito del martire, di colui che mai rinnegò la fede, e divenne oggetto di venerazione da parte dei sardi. Sul luogo dell'esecuzione fu edificata una cappella con una cripta dove fu sepolto il Santo, ed a Cagliari nel 430 fu edificata la Chiesa sotto la quale si trova la cella dove fu segregato, tuttora visibile. Il corpo di Sant'Efisio fu traslato a Pisa nel 1088, e nel 1886 alcune sue reliquie ossee furono restituite a Cagliari.

La statua di Sant'Efisio ogni anno viene portata in processione nella più significativa manifestazione religiosa di tutta la Sardegna. La sagra di Sant'Efisio è stata istituita dopo che era scoppiata un epidemia di peste, che aveva colpito la città tra il 1652 ed il 1655 ed in poco tempo aveva ucciso 10.000 persone. Secondo la tradizione, per intervento del Santo l'epidemia cessò come per miracolo e da allora, nel 1657, la città organizza la sagra del 1° maggio, in onore del suo Santo protettore. La Sardegna intera rende omaggio a Sant'Efisio per il secolare tributo di fede e gratitudine al santo e guerriero che la liberò dalla peste. La festa, che ricorda il martirio del Santo, è esclusivamente religiosa, con una messa solenne nella Chiesa a lui dedicata. Segue una sfilata che inizia con il passaggio delle «traccas», carri a buoi adornati e infiorati provenienti dai paesi del circondario, seguiti dalla grande sfilata in costume dei rappresentanti di moltissimi paesi della Sardegna. Circa 3000 persone da tutta l'isola sfilano in costume in un'alternanza di colore e fogge che incanta il pubblico. Subito dopo sfilano molti gruppi a cavallo e infine l'Alter Nos che rappresenta l'autorità civile, insieme al cappellano e ai membri della Confraternita di Sant'Efisio. Infine arriva il cocchio dorato che porta la statua del Santo, che esce dalla Chiesa di Stampace e si unisce al corteo. Percorse le strade dei quartieri storici della Marina e di Stampace, si avvia, seguito dai fedeli a piedi, facendo tappa in diverse località per arrivare fino alla Chiesetta sorta sulla Spiaggia di Nora, sul luogo del suo martirio. Il simulacro ritorna in città la notte del 4 maggio.

Saliamo al quartiere Castello

Proseguendo viale Fra Ignazio, arriviamo al viale del Buoncammino (che poi il cammino verso il patibolo fosse buono è tutto da dimostrare...) che ci porta sul colle del Buoncammino. Dal belvedere dei bastioni di Santa Croce si ha una vista panoramica dell'intera città verso occidente fino allo stagno di Santa Gilla, mentre, quando saremo entrati nel Castello, dal bastioni di Porta San Pancrazio la vista panoramica arriverà verso oriente fino allo stagno Molentargius che separa Cagliari da Quartu Sant'Elena. Gli stagni sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una città davvero unica.

Cagliari - Veduta della zona occidentale con lo stagno di Santa Gilla Cagliari - Veduta della zona orientale con lo stagno Molentargius e verso est gli stagni di Quartu

Cagliari - Veduta panoramica del quartiere CastelloEntriamo finalmente nel caratteristico vecchio centro storico, ossia nel quartiere del Castello, posto su un'altura ancora circondata dai notevoli bastioni pisani con le bellissime porte del XIII secolo. Vi entriamo dalla porta Cristina e, passata la porta Arsenale, visitiamo piazza Arsenale, sulla quale si affaccia anche, tra gli alti bastioni Spagnoli, la porta S'Avanzada. In piazza Arsenale possiamo visitare la Cittadella dei Musei, con l'importante Museo Archeologico Nazionale, la Pinacoteca Nazionale, il Museo Civico Orientale Stefano Cardu, una volta nota come Collezione Siamese del Comune e la Mostra di Cere Anatomiche di Clemente Susini.

Cagliari - Ingresso al Castello dalla Porta Cristina Cagliari - Porta Arsenale Cagliari - I bastioni pisani in difesa del Castello Cagliari - Ingresso al Castello dalla Porta S'Avanzada Cagliari - Piazza dell'Arsenale

Visita al Museo Archeologico Nazionale

Il volume «Guida archeologica di Cagliari»Non posso fare a meno di consigliare, a chi sia rimasto colpito dai nostri racconti e voglia quindi meglio conoscere la Sardegna e la sua storia, una visita al Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie in una bella struttura, organizzata in modo da rendere facile ed agevole la ricerca, tutti i più significativi reperti provenienti da ogni parte dell'isola. Attualmente il museo è disposto su tre piani, dei quali quello inferiore segue un criterio cronologico. Del periodo nuragico è presente materiale proveniente dai principali siti dell'isola. Sono presenti oggetti della cultura di Arzachena, di quella di Macomer con la bella Venere di Macomer, e di Ozieri e Porto Ferro con le statuette a traforo. All'età del bronzo risalgono oggetti della cultura del Monte Claro e di Bonnanaro. Interessanti i molti bronzetti nuragici e le statue dei giganti di Monte Prama. Le sezioni Fenicia e punica comprendono reperti provenienti da Nora con la famosa stele di Nora, Tharros, Bithia, Sulci. Del periodo romano sono presenti molta statuaria e mosaici provenienti da Cornus, Bithia e Villasimius. Sono presenti anche sarcofaghi, oggettistica in oro, gemme, gioielli, anfore, vasi. Numerosi poi gli oggetti rinvenuti a Cagliari e nei suoi dintorni. Gli altri due piani del Museo seguono invece un criterio topografico, con vetrine dedicate a siti archeologici specifici. Tra essi, sono importanti quelli del complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini, del tempio di Antas, delle città Fenicie di Sulci e Monte Sirai, dove è stata rinvenuta la famosa statua della dea Astarte.

Cagliari - Museo Archeologico: la Venere di Macomer Cagliari - Museo Archeologico: statuine in marmo di divinità femminile del tipo a traforo che si fanno risalire alla cultura di Abealzu-Filigosa Villasor - Su Cungiau de Marcu: statuetta in alabastro della Dea Madre Cabras - Cuccuru is Arrius: statuetta in calcarenite con copriCapo della Dea Madre Cabras - Conca Illonis: pisside su peducci decorata Cabras - Conca Illonis: pisside su peducci decorata Uta - Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un nodoso bastone Uta - Bronzetti: un guerriero con spada e arco Uta - Bronzetti: un guerriero con spada e scudo rotondo Uta - Bronzetti: persona con una corda in mano, forse un fromboliere Uta - Bronzetti: i lottatori Uta - Bronzetti: una spada con un cervo infilzato sulla sommità della lama Serri - Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un bastone Serri - Bronzetti: un altro capotribù Serri - Bronzetti: personaggio seduto Serri - Bronzetti: animale con arco Bultei - La famosa navicella con protome cervina rinvenuta in località Is Argiolas Erula - La famosa navicella con protome cervina rinvenuta nel nuraghe Ispiene Cabras - I giganti di Mont 'e Prama: testa di arciere con elmo cornuto Cabras - I giganti di Mont 'e Prama: torso di arciere Cabras - I giganti di Mont 'e Prama: torso di pugilatore che si copre la testa con lo scudo Cabras - I giganti di Mont 'e Prama: testa di pugilatore che si copre la testa con lo scudo Scavi di Nora - La famosa stele di Noras con in caratteri Fenici le parole SHRDN (Shardana) e B TRSHSH (in Tartesso) Cagliari - Museo Archeologico: statua di Bacco giovane Cagliari - Museo Archeologico: statua romana Cagliari - Museo Archeologico: statua di magistrato acefala Scavi di Nora - Statuette di devoti e inservienti del Santuario Scavi di Nora - Statua di dormiente Scavi di Nora - Statua di dormiente con il serpente sacro avvolto attorno al corpo Cagliari - Museo Archeologico: mosaico romano Cagliari - Museo Archeologico: mosaico romano

La visita del quartiere Castello

Passiamo sotto la torre di San Pancrazio, del 1305 in periodo dell'occupazione pisana, dell'architetto Giovanni Capula, esempio di architettura militare medioevale. Passando sotto la torre arriviamo in piazza Indipendenza.

Cagliari - La Torre di San Pancrazio Cagliari - Piazza Indipendenza di fronte alla Torre di San Pancrazio

Le vie interne del quartiere ci portano in piazza Palazzo, dove si seguono, sul lato sinistro della piazza, il Palazzo Viceregio, il Palazzo Vescovile ed il Duomo. Sul lato di fronte a noi vediamo l'Antico Palazzo di Città.

Cagliari - Vicoli del Castello Cagliari - Piazza Palazzo

Il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria, è stato edificato nel XIII secolo in stile romanico pisano, ed è stato riedificato tra la metà del '600 ed il '700. Dell'edificio originale rimane solo la torre campanaria. Notevole l'interno a tre navate, con il pulpito scolpito fra il 1159 e il 1162 per la Cattedrale di Pisa, poi donato da questa città a Cagliari. arreda l'altare della cappella di Santa Cecilia l'opera «il Matrimonio di Santa Cecilia e San Valeriano», firmata dal pittore romano Pietro Angeletti del quale restano opere nella Chiesa di Santa Eulalia a Cagliari, nella Cattedrale di Ales e nella Parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. La cripta seicentesca sotto l'altare, detta Santuario dei Martiri, custodisce le ossa dei martiri riportate alla luce nell'area cimiteriale della Basilica di San Saturno.

Cagliari - La Cattedrale di Santa Maria Cagliari - La Cattedrale di Santa Maria

Passando i vicoli del Castello arriviamo alla torre dell'Elefante, edificata appena due anni dopo la porta San Pancrazio sempre da Giovanni Capula, ed usciamo dalla porta dell'Elefante. Prendiamo quindi via Università, che ci porta alla panoramica terrazza Umberto I, costruita sul bastione di Saint Remy, che si affaccia su piazza Costituzione con una monumentale scalinata ed un'ampia terrazza panoramica.  Il nome dl bastione deriva dal primo viceré piemontese, il barone di Saint Remy. Costruito tra il 1899 e il 1902, costituisce una significativa testimonianza dell'età umbertina. Gran parte della facciata del Bastione di San Remy è stata danneggiata dai bombardamenti del 1943, ma è stata successivamente ricostruita fedelmente.

Cagliari - Vicoli del Castello Cagliari - Il bastione di Saint Remy

Il quartiere Marina

Dalla porta dell'Elefante torniamo in piazza Yenne, da dove scendiamo per largo Carlo Felice per tornare in via Roma, che raggiungiamo proprio all'altezza di piazza Matteotti, dove sulla destra si trova la parete laterale del Palazzo Civico. Siamo nel quartiere Marina, dove percorriamo la bella via Roma affacciata sulla stazione marittima, i vicoli del quartiere, e visitiamo le sue diverse chiese. Dentro il grande porto commerciale di Cagliari si trova il porticciolo privato di Motomar Sarda, con 120 posti barca e con possibilità di rifornimento.

Cagliari - Su via Roma si affaccia la Stazione Marittima dove attraccano i traghetti provenienti dal continente Cagliari - Su via Roma si affaccia la Stazione Marittima dove attraccano i traghetti provenienti dal continente

In via Roma, nel lato opposto rispetto alla stazione marittima, restiamo affascinati dalla bellezza dei tanti palazzi liberty, che si susseguono con i loro lunghi porticati.

Cagliari - In via Roma lungomare verso il Porto il palazzo che ospita la Rinascente Cagliari - I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari - I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari - I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari - I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari - I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari - I bellissimi palazzi di Via Roma

Cagliari - La Chiesa di San Francesco di Paola in Via RomaLa Chiesa di San Francesco di Paola si trova proprio in via Roma ed appartiene all'ordine francescano dei Minimi, che arrivarono in Sardegna nel 1625. Nel 1932 venne realizzata la nuova facciata, in stile classicheggiante, per includere la Chiesa nella linea continua delle facciate dei palazzi e dei porticati liberty che ormai caratterizzavano la via Roma.

L'altare maggiore è uno dei più belli di Cagliari, per i suoi marmi policromi e per lo slancio verticale caratteristico degli altari del tardo '700. La porta posteriore della Chiesa dà su via Sardegna.

La parallela di via Roma verso l'interno è la stretta via Sardegna, un continuo susseguirsi di trattorie e piccoli ristoranti, in gran parte con cucina di mare ma non solo. Qui in via Sardegna cerchiamo un ristorante e ci fermiamo da Lillicu, una trattoria assolutamente unica con i suoi grandi tavoli di marmo, le tovaglie ed i tovaglioli di carta. Vi troviamo una simpatica gestione familiare in un locale sempre affollatissimo con una ottima cucina di pesce. Abbiamo mangiato all'ingresso, in un tavolo riservato solo agli amici, e vi abbiamo passato più di una serata indimenticabile.

Cagliari - Trattoria Lillicu: ingresso della Trattoria Tipica Lillicu Cagliari - Trattoria Lillicu: sala interna Cagliari - Trattoria Lillicu: proposta di pesce fresco Cagliari - Trattoria Lillicu: proposta di pesce fresco Cagliari - Trattoria Lillicu: proposta di aragoste Cagliari - Trattoria Lillicu: aragosta alla sarda Cagliari - Trattoria Lillicu: il tavolo degli amici Cagliari - Trattoria Lillicu: il tavolo degli amici

Risalendo, dall'inizio di via Sardegna lungo via Savoia, arriviamo in via Baylle, dove troviamo il piccolo ingresso della Chiesa Sant'Agostino, per la quale è stato recentemente realizzato un nuovo grande ingresso sul retro, in largo Carlo Felice. Risale al 1577, quando fu abbattuto l'antico convento degli Agostiniani che impediva la costruzione delle nuove fortificazioni nel quartiere di Marina, e rappresenta l'unico esempio in Sardegna di architettura rinascimentale. Recentemente sotto la Chiesa sono state rinvenute antichi reperti di epoca romana.

Cagliari - La Chiesa di Sant'Agostino: il piccolo ingresso in via Baylle Cagliari - La Chiesa di Sant'Agostino: interno della Chiesa di Sant'Agostino Cagliari - La Chiesa di Sant'Agostino: il nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice

Passata la Chiesa, prendiamo sulla destra via Dettori, sulla quale si affaccia la piazza del Santo Sepolcro, dove troviamo la Chiesa del Santo Sepolcro, appartenuta ai cavalieri Templari, con una struttura originaria gotico-catalana del XV secolo, poi modificata in stile barocco per essere adattata al nuovo corpo aggiunto, costituito dalla Cappella della Pietà. Venne modificata nuovamente quando, smantellato il cimitero che si trovava nella piazza, fu ribassato di circa due metri il livello del terreno e fu costruita la nuova facciata. Sotto la Chiesa è stata rinvenuta una grande cripta funeraria, costruita alla fine del XVII secolo riutilizzando e modificando una grotta naturale.

Proseguendo, via Dettori diviene vico del Collegio, dove troviamo la Chiesa collegiata di Sant'Eulalia, la Parrocchiale della Marina. Il tempio venne edificato dagli Aragonesi in stile gotico-catalano intorno al 1370, probabilmente sopra la Chiesa duecentesca di Santa Maria del Porto, e intitolato alla martire Eulalia, patrona della città di Barcellona. L'altare settecentesco di Santa Eulalia è ornato, nella seconda cappella a destra, da una tela di Pietro Angeletti, pittore del '700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell'Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo di Cagliari, nella Cattedrale di Ales e e nella Parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. Nel museo annesso alla Chiesa, si possono ammirare statue lignee di artisti sardi e napoletani dei secoli XVII e XVIII ed una collezione di argenti dei secoli XVI e XVII.

Sotto la Chiesa di Sant'Eulalia si sviluppa una interessante area archeologica. Gli scavi archeologici, ancora in corso, sono iniziati casualmente, in occasione dei lavori di riadattamento della sagrestia, nel 1990. È stato dapprima scoperto un pozzo profondo ben 16 metri. Gli scavi si estesero a coprire tutta l'area sottostante la Chiesa, ed hanno portato alla luce i resti di un quartiere dell'antica Cagliari di grande importanza per la sua vicinanza con il porto. L'elemento più importante è una grande strada lastricata, datata IV secolo d.C., larga quattro metri e portata alla luce per una lunghezza di 13 metri. La strada è molto ripida e non presenta i segni delle ruote di carro, per questo si ipotizza una sua funzione cerimoniale. Poco più in alto si trovano i resti di un tempietto di età repubblicana. È stato portato alla luce anche un ambiente colonnato di età tardo repubblicana, riutilizzato in età successiva, quando è stato chiuso con dei blocchi posti tra una colonna e l'altra. L'area è stata abitata anche durante l'alto medioevo. Successivo è il basamento di una torretta di avvistamento costruita in difesa dagli attacchi dal mare da parte di vandali e pirati saraceni. Risalgono al '600 i resti della cripta sottostante la Chiesa, di cui resta la scalinata d'accesso. Alcuni dei numerosi reperti rinvenuti sono sati sistemati in vetrinette, tra essi numerose lucerne d'età romana, ceramiche, medaglie di bronzo e monete. Importante è anche una statua mancante della testa che rappresenta un sacerdote del culto di Iside.

Cagliari - Chiesa di Santa Rosalia: facciataRisalendo i vicoli del quartiere, in via Torino troviamo la Chiesa di Santa Rosalia, edificata nella metà del XVIII secolo, è officiata dai Frati Minori Osservanti che risiedono nell'adiacente convento. La parte più rilevante della Chiesa, dal punto di vista artistico, è la facciata, realizzata in stile barocco piemontese. Nello stesso stile è realizzato l'adiacente portico che immette in via Principe Amedeo, che aveva in passato la funzione di collegare le due parti del convento. All'interno ha un'unica navata con cappelle laterali. Conserva all'interno la tomba con le spoglie di San Salvatore da Horta.

Il quartiere Villanova

Dalla fine di via Roma saliamo, per viale Regina Margherita, verso il quartiere Villanova. Da piazza Regina Margherita raggiungiamo piazza Costituzione, dove si affaccia il già descritto bastione di Saint Remy.

Prendiamo la via Sulis che ci porta in piazza San Giacomo, con la Chiesa di San Giacomo, del XIV secolo. È stata ampliata e dotata di campanile a torre quadrata fra il 1438 e il 1442. Ha una facciata del 1838 in stile neoclassico, dovuta a Gaetano Cima, e l'interno a navata unica con cappelle laterali. Attigui alla Chiesa ci sono l'Oratorio delle Anime e quello del Santissimo Crocefisso.

Presa via San Giovanni, arriviamo alla Chiesa di San Giovanni, edificata nel 1752 su una precedente Chiesa quattrocentesca distrutta in un incendio. Ha pianta rettangolare con un'unica navata con volta a botte, tre piccole cappelle per lato ed un presbiterio rialzato. Custodisce uno dei più antichi organi a canne, del 1752. È sede dell'arciconfraternita della Solitudine.

Percorrendo, fino quasi alla fine, la lunga via San Giovanni, raggiungiamo la Chiesa di San Mauro. Edificata nel 1650 sulla preesistente piccola Chiesa della Vergine della Salute, ospita il noviziato e lo studio di teologia. Ha una facciata color ocra chiaro ed un unico portale, dal quale si accede a un'unica navata, con volta a botte e tre cappelle per lato. È molto bello il chiostro del convento, con al centro una cisterna di raccolta dell'acqua.

A metà di via San Giovanni, girando nei vicoli sulla destra, raggiungiamo la piazza San Domenico, sulla quale si affaccia il complesso domenicano del XIII secolo costituito dalla cripta e dal chiostro di San Domenico. Distrutto dai bombardamenti del 1943, sui pochi resti è stata edificata nel 1954 una nuova Chiesa.

La prossima tappa del nostro viaggio

pagina precedente

Nella prossima tappa del nostro viaggio completeremo la visita della città di Cagliari. Vedremo i resti del periodo punico e romano nella zona sud occidentale della città, le chiese della zona orientale e il famoso Santuario di Bonaria. Ci recheremo poi a visitare Capo Sant'Elia con la Sella del Diavolo e la Spiaggia del Poetto, il Castello di San Michele e la municipalità di Pirri.

pagina successiva

 

Tutte le foto e riprese sono state effettuate da privati a scopo amatoriale per uso personale e per motivi di studio, senza fini di lucro. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell'autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale pubblicato in assenza di apposita autorizzazione. Non è consentita la riproduzione delle foto e riprese di terzi, dei libri e di altro materiale.

Valid HTML 4.01 Transitional


                       © Claudio de Tisi 2002-2010

Due foto di questa pagina sono state fornite dall'amico Claudio Fadda.