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Arriviamo alla città di Cagliari dove visitiamo il centro storico con i quartieri Stampace, castello, Marina e Villanova


Il nostro itinerarioIl nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, inizieremo la visita della città di Cagliari ed il suo centro storico. Vedremo i quartieri Stampace, castello, Marina e Villanova. Nel quartiere Castello ci recheremo a visitare il Museo Archeologico Nazionale dove sono esposti i principali reperti dell'archeologia in Sardegna.

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La città di Cagliari Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di CagliariLa SS195 Sulcitana ci fa arrivare alle porte di Cagliari, la principale città della Sardegna. A due chilometri dal bivio di Capoterra, vediamo il lungo molo di attracco delle petroliere e l'oleodotto che porta il petrolio nei depositi sulla sinistra della strada, nella zona industriale di Macchiareddu. Dopo altri 13 chilometri arriviamo a Cagliari passando sul ponte che ci fa superare lo stagno di Santa Gilla, per estensione e per rilevanza dell biodiversità una delle più importanti aree umide d'Europa. La città di Cagliari (nome in lingua Casteddu, metri 6, abitanti 162.993), capoluogo della Provincia omonima e della Regione Sardegna, sorge al centro del grande golfo omonimo.

Cagliari-Vista dal mare della Basilica e del monastero di Nostra Signora di Bonaria Cagliari-Vista dal mare della zona di Via Roma con il lungoporto ed il molo Ichnusa, punto di attracco dei traghetti della Tirrenia

Per quanto riguarda la storia di Cagliari, nella zona, frequentata fino dall'Alto Neolitico, si sono trovati i resti della cultura del Monte Claro, che prende il nome da un colle alla periferia settentrionale della città. Questa cultura si è sviluppata, partendo da Cagliari, in tutta l'isola nell'Eneolitico Recente, tra il 2400 ed il 2100 a.C.

Vasi della cultura di Monte Claro Vaso della cultura di Monte Claro Statuetta della Dea Madre risalente alla cultura di Monte Claro

Tra l'VIII ed il VI secolo a.C., nella laguna di Santa Gilla, si sono insediati i Fenici che la hanno frequentata dall'VIII al VI secolo a.C. In seguito i Cartaginesi hanno edificato la città Karaliska, della quale resta in periferia la necropoli Punica di Tuvizeddu. Con il nome di Karalis, sotto il dominio di Roma dal 238 a.C., si estendeva lungo tutto l'arco del golfo ed era formata da vari agglomerati staccati tra loro, con le relative necropoli sul colle di Tuvixeddu, sul colle di Bonaria e nella zona dove ora sorge la Basilica di San Saturno. Per questa sua caratteristica, il poeta Claudiano la descrisse con le parole «tenditur in longum» (estesa in lunghezza). Nel periodo imperiale raggiunse i ventimila abitanti. Gli edifici e gli spazi pubblici erano situati dove ora sorge piazza del Carmine, mentre la zona popolare, ossia la suburra, si sviluppava nella zona del Porto nell'attuale quartiere Marina, e la zona residenziale era sulle pendici del colle dove sarebbe sorto il castello. Di questo periodo resta l'Anfiteatro romano del II secolo d.C., la casa del poeta Tigellio e la grotta della Vipera. Con la caduta dell'Impero Romano, Cagliari fu sottoposta per breve tempo al dominio dei vandali e in seguito dei bizantini. Ha subito successivamente, nel corso dei secoli, varie dominazioni delle quali restano tracce nei monumenti sopravvissuti, in particolare i bastioni e le mura Pisani a difesa del quartiere Castello, ed il castello di San Michele, cui arriviamo passando per il quartiere Is Mimonis, costruito dal Pisani nel 1200 e poi modificato, durante le dominazioni aragonese e successivamente piemontese. Dal 23 febbraio 1948 è capoluogo della Regione autonoma a statuto speciale delle Sardegna.

Cagliari dà i natali nel 1773 a Vincenzo Raimondo Porru, fortemente impegnato nella difesa e nella valorizzazione delle tradizioni e delle specificità culturali sarde. Insegnante, Porru è anche assistente nella Biblioteca Universitaria di Cagliari e prefetto del Collegio di Filosofia e Belle Arti dell'ateneo cagliaritano. Muore a Cagliari nel 1836. Porru aderisce alla grande battaglia degli intellettuali Sardi in difesa della verità sulla realtà sarda. Tra le sue opere più importanti citiamo il «Saggio di grammatica sul dialetto sardo meridionale», del 1810, ed il «Nou dizionariu sardu italianu», del 1832-34.

Il volume «Nou dizionariu sardu italianu (A-C)» di Vincenzo Raimondo Porru Il volume «Nou dizionariu sardu italianu (D-O)» di Vincenzo Raimondo Porru Il volume «Nou dizionariu sardu italianu (P-Z)» di Vincenzo Raimondo Porru

Gaetano CimaL'articolo «Gaetano Cima a 200 anni dalla nascita»A Cagliari nasce nel 1805 Gaetano Cima. È il primo architetto sardo a intraprendere studi regolari a Torino, poi completati all'Accademia di Belle Arti di Roma. Realizza o interviene su diverse chiese, come San Giacomo di Cagliari, la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta di Guasila, la chiesa di San Francesco a Oristano, la Cattedrale dell'Immacolata di Ozieri. Realizza palazzi e ville nobiliari dai canoni palladiani, come la villa Santa Maria a Pula e la villa Aymerich a Laconi. Le sue più importanti opere sono il Teatro Civico di Cagliari, distrutto nei bombardamenti del 1943, e l'Ospedale Civile di Cagliari, realizzata nel 1842 in stile rigorosamente neoclassico. Importante anche il suo lavoro in campo urbanistico, tra l'altro con il progetto di sistemazione urbanistica di Cagliari che vede come elementi architettonici fondamentali il Palazzo Comunale, in stile Liberty, e la neoclassica terrazza Umberto I, sorta sul luogo del bastione di Saint Remy. Muore a Cagliari nel 1878.

Filippo FigariBiografia di Filippo Figari opera di Gianni MurtasIl pittore Filippo Figari nasce a Cagliari nel 1885. Trasferitosi a Sassari, rientra nel 1904 a Cagliari. Dopo essersi diplomato espone in una mostra le sue. Pochi mesi dopo parte per Roma, dove viene introdotto nella redazione del quotidiano «La Patria», per il quale realizza numerose caricature. Nel 1916 viene chiamato alle armi e sarà insignito della medaglia di bronzo. Viene poi imprigionato degli austriaci. Rientrato dalla prigionia, dal 1929 fino alla caduta del fascismo è segretario del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti. Partecipa a varie altre mostre, nel 1931 espone alla I Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma, dove la sua opera «La Vendemmia» viene acquistata da Vittorio Emanuele III. Nel 1935 diventa direttore della Scuola d'Arte di Sassari. Con la caduta del regime è soggetto di vari attacchi per gli incarichi assunti nel periodo fascista. Muore a Roma nel 1973.

A Cagliari nel 1953 nasce il regista cinematografico Gianfranco Cabiddu, che a Bologna frequenta il DAMS e si laurea in etnomusicologia con una tesi sulla musica nei rituali di possessione. Ha firmato due opere ambientate nella Sardegna degli anni Trenta e Cinquanta. Nel 1988 «Disamistade» che riceve il premio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici e il premio della critica al Festival di Valencia. Nel 1997 «Il figlio di Bakunin» tratto da un libro di Sergio Atzeni e presentato tra l'altro all'ultimo Festival di Venezia dove vince il premio SIAE per la sceneggiatura, al Festival di San Vincent dove ottiene due Grolle d'oro. Nel 2004 presenta «Passaggi di tempo», viaggio di Sonos 'e Memoria con la partecipazione di Paolo Fresu.

Gianfranco Cabiddu Trailer del film «Disamistade» di Gianfranco Cabiddu Trailer del film «Il figlio di Bakunin» di Gianfranco Cabiddu Trailer del film «Passaggi di tempo» di Gianfranco Cabiddu

A Cagliari nel 1956 nasce il regista cinematografico Enrico Pau, che si laurea in Lettere con una tesi in Storia dell’Arte. Nel 1996 la sua prima regia cinematografica, il cortometraggio «La Volpe e l’Ape», primo premio al Festival Visioni Italiane di Bologna, premio per la miglior regia al Festival di Siena. Nel 1997 dirige l’operetta musicale «Il Brutto Anatroccolo» da Andersen, musicata da Giorgio Gaslini e interpretata da Maria Pia De Vito e Paolo Fresu. Nel 2001 dirige il primo lungometraggio «Pesi Leggeri». Nel 2006 pubblica «Jimmy dalla collina».

Enrico Pau Trailer del film «Pesi Leggeri» di Enrico Pau Trailer del film «Jimmy dalla collina» di Enrico Pau

Le zone umide di Cagliari

Accanto a un mare trasparente e cristallino, Cagliari offre una natura incontaminata fatta di zone umide che rendono estremamente caratteristica la città: verso ovest lo stagno di Santa Gilla, del quale abbiamo già parlato, e verso est gli stagni di Quartu, che descriveremo quando ci recheremo a visitare Quartu Sant'Elena. Una delle tipologie di habitat più importanti per la conservazione della biodiversità si trova nello stagno di Molentargius che è situato all'interno della città, recintato per evitare che il turismo disturbi una isola naturalistica unica, nella quale, a due passi dal centro di una grande città, sopravvivono una flora ed una fauna uniche, fenicotteri, germani reali, avocette, cavalieri d'Italia, ecc. È in questo stagno che, per la prima volta in Italia, un decennio fa i fenicotteri rosa, ormai stanziali, hanno figliato.

A quanto ha scritto La Nuova Sardegna, nel maggio 2011 c'è stata nello stagno di Molentargius una vera e propria invasione di fenicotteri per la nidificazione: sono arrivate dalla Francia, da Orbetello, dal delta del Po e dalla Spagna oltre quattromila coppie, e per Cagliari è stata una una festa di colori. All'arrivo nel capoluogo i fenicotteri si sono divisi in tre grandi colonie ed altri quattro nuclei minori. É stato uno spettacolo che ha attirato intorno all'area del parco centinaia di turisti, curiosi, appassionati, e naturalmente le scolaresche di tutto l'hinterland cagliaritano.

Cagliari-Fenicotteri rosa nello stagno di Molentargius nel maggio 2011 Cagliari-Fenicotteri rosa nello stagno di Molentargius nel maggio 2011

Iniziamo la visita della città di Cagliari

Entriamo a Cagliari dalla SS195 Sulcitana e la strada ci porta direttamente nel centro della città, della quale iniziamo la visita dalla zona della Stazione Ferroviaria, situata su piazza Matteotti, in prossimità del Porto. Nell'atrio della stazione è esposta la locomotiva a vapore D744.003, e nel complesso della stazione possiamo visitare il Museo delle Ferrovie, realizzato nel 1985 come testimonianza di archeologia industriale, con foto, carte, disegni d'epoca, modelli di ponti e locomotive, il modello funzionante del traghetto Gennargentu, casseforti a muro ad apertura segreta ed il salotto della carrozza Reale di Vittorio Emanuele III.

Cagliari-La Stazione Ferroviaria Cagliari-La locomotiva a vapore D 744.003 esposta all'interno della Stazione Ferroviaria

A fianco della Stazione passa via Roma, sulla quale si affaccia il Palazzo Civico, edificato nel 1907 in un misto di stili gotico ed aragonese, primo esempio di liberty in Sardegna.

Cagliari-Via Roma verso la periferia nord-ovest Cagliari-Il Palazzo Civico Cagliari-Piazza del Carmine

Da via Roma, passando per via Angioy alla sinistra del Palazzo Civico, arriviamo alla piazza del Carmine da dove parte il trenino turistico che porta attraverso il quartiere Stampace ad effettuare la visita al castello. Il centro storico è distinto in quattro quartieri: a sud verso il mare il quartiere Marina, verso ovest il quartiere Stampace, alla sua destra il quartiere Castello, ancora più a destra verso oriente il quartiere Villanova.

Il quartiere Stampace

Il quartiere Stampace è stata la zona residenziale per le famiglie benestanti della città dal periodo medievale. Il nome deriva dalla frase «sta in pace», dato che era percorso dalla strada che portava al colle di Buoncammino dove si effettuavano le esecuzioni capitali.

Il quartiere è noto anche per aver ospitato la cosiddetta Scuola di Stampace, che trae il nome dal quartiere di Cagliari dove la famiglia dei Cavaro tenne bottega per diverse generazioni. Alla scuola di Stampace si riallaccia, inizialmente, anche lo straordinario Maestro di Ozieri, pittore della metà o del tardo XVI secolo, considerato uno dei massimi del panorama isolano di tutti i tempi, ma della cui vita non permangono dati, al quale si devono il retablo del Duomo di Ozieri, quello della chiesa sassarese di Santa Croce e quello della parrocchiale di Benetutti. Precursore della scuola è stato Lorenzo Cavaro, di cui si conservano il polittico di San Paolo a Gonnostramatza, del 1501, conservato integro ed unica opera da lui firmata, due scomparti di un retablo, ed un singolo pannello raffigurante San Girolamo. Il figlio di Lorenzo, Pietro Cavaro, nato a Cagliari nella seconda metà del '400 e formatosi a Barcellona, è stato l'iniziatore della Scuola, che è stata attiva per un secolo e mezzo. Le opere più note di Pietro Cavaro sono il retablo di Villamar, i retabli della Vergine dei Sette Dolori, quello di Sant'Agostino e quello di San Francesco. Il figlio di Pietro, Michele Cavaro, ha dipinto il Trittico della Consolazione e il retablo di Bonaria. Tra gli allievi di Pietro Cavaro si è particolarmente distinto Antioco Mainas, nato nel 1537, eclettico pittore di grande successo cui si devono tra gli altri il polittico della Vergine conservato nella chiesa di San Francesco a Iglesias ed il retablo della Crocefissione nella chiesa di Santa Barbara a Villasalto. Alla sua scuola è attribuito il doppio trittico a olio su tavola di Sant'Anna conservato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Sanluri. Nel quartiere Stampace ebbe la sua bottega anche Giuseppe Antonio Lonis, nato a Senorbì nel 1720, il cui zio Salvatore Lonis il grande fu titolare a Senorbì di una bottega dove si praticava l'intaglio del legno e dove il nipote fece il suo apprendistato. 

Alla destra del Palazzo Civico prendiamo largo Carlo Felice, un bel viale alberato che ci porta in leggera salita fino alla piazza Yenne, dove troviamo la pietra miliare che segna il punto di inizio della principale arteria sarda, la SS131 di Carlo Felice, ed una statua di Carlo Felice, il re di Piemonte e Sardegna che la ha fatta realizzare.

Cagliari-Largo Carlo Felice Cagliari-Veduta della piazza Yenne Cagliari-In piazza Yenne si trova la pietra miliare che segna il punto di inizio della principale arteria sarda, la SS131 di Carlo Felice Cagliari-In piazza Yenne la statua di Carlo Felice il re di Piemonte e Sardegna che ha fatto realizzare la SS131

Cagliari-Facciata della chiesa di Sant'AnnaDa piazza Yenne prendiamo via Azuni e troviamo subito la chiesa Sant'Anna, edificata in stile tardo barocco piemontese da 1785 ed aperta al pubblico nel 1818. Internamente è maestosa, con una navata quasi ovale nel mezzo della quale si innalza una cupola ottagonale, che forma poi la crociera.

Cagliari-Facciata della chiesa di Santa RestitutaPrendendo la via Sant'Efisio, sul lato sinistro della chiesa Sant'Anna, passiamo accanto alla cripta di Santa Restituta. La cripta è una grotta utilizzata come luogo sacro già in epoca preistorica, con testimonianze tardo Puniche del III secolo a.C., romane, paleocristiane, bizantine, basso medioevali e barocche. Al di sopra della cripta è stata edificata la chiesa dedicata a Santa Restituta, madre del vescovo di Vercelli Sant'Eusebio, martirizzata sotto Diocleziano. Il culto sarebbe nato in Africa e le reliquie sarebbero state portate nell'isola nel V secolo e raccolte in un vaso di terracotta, per essere poi rinvenute nella cripta, dove ora sono conservate, solo nel 1614. Sempre nel '600 fu costruita l'edicola che ancora oggi ospita il simulacro di Santa Restituta, e la sottostante piccola cripta custodisce la colonna in pietra del martirio. In quest'epoca si diffuse anche la leggenda che fa di Santa Restituta una martire locale.

Proseguendo, si trovano i resti del vecchio carcere e la chiesa Sant'Efisio, realizzata in stile barocco piemontese nel XVIII secolo, probabilmente sopra una preesistente costruzione medievale. Ha una facciata modesta e si sviluppa con pianta rettangolare e con tre cappelle per lato. In essa sono conservati due simulacri del Santo protettore della città: uno è dello scultore Giuseppe Antonio Lonis, mentre l'altro viene chiamato «Sant'Efis Sbagliau» (Sant'Efisio sbagliato), in quanto porta la palma del martirio nella mano destra anziché nella sinistra. Sotto la chiesa si trova la cripta di Sant'Efisio, dove si ritiene sia stato imprigionato il Santo prima del martirio, subito a Nora. Nella sede dell'arciconfraternita di Sant'Efisio é conservato il tesoro del Santo, costituito dai numerosi ex-voto lasciati dai fedeli.

Cagliari-Il cortile con la chiesa di Sant'Efisio e la sede dell'arciconfraternita Cagliari-Chies a di Sant'Efisio: facciata

Ma è realmente esistito Sant'Efisio? Considerato il principale e più venerato martire ed il Santo protettore della Sardegna, la sua storicità non è comunque storicamente accertata. Di lui parla un codice vaticano latino del XII secolo, che ne racconta la nascita a Gerusalemme, chiamata allora Elia Capitolina. Morto il padre, viene condotto dalla madre da Diocleziano che, colpito dalle sue doti, gli concede onori e ricchezze ed affida il comando di una spedizione in Italia per reprimere le comunità cristiane. Ma, lungo il viaggio, ad Efisio appare tra le nubi una croce lucente ed una voce lo chiama ad accettare la verità cristiana. Sconfitti i Saraceni, sbarca in Sardegna presso Arborea, reprime la «barbarica quaedam gens» ed assoggetta l'isola. A Cagliari inizia un'opera di proselitismo e finisce per confessare l'avvenuta conversione alla madre ed a Diocleziano, che invia nell'isola il suo ufficiale Iulcio con l'incarico di assumere il governo dell'isola e di riportare Efisio alla fede dei padri. AI rifiuto di Efisio di abiurare la fede cristiana, Iulcio lo sottopone a tortura, scatenando le ire divine. Il tempio di Apollo, nel quale Efisio è imprigionato, crolla con tutti i suoi idoli, e Iulcio cade vittima di una febbre che lo costringe a lasciare l'isola. Il suo sostituto Flaviano, vista inutile il tentativo di farlo abiurare, lo fà decapitare «apud Caralitanorum civitatem in loco qui dicitur Nuras» (non lontano da Cagliari in un luogo chiamato Nora). Sul luogo dell'esecuzione viene edificata una cappella con una cripta dove Efizio viene sepolto, ed a Cagliari nel 430 viene edificata la chiesa sotto la quale si trova la cella dove è stato segregato. Il corpo di Sant'Efisio viene traslato a Pisa nel 1088, e nel 1886 alcune sue reliquie ossee sono state restituite a Cagliari.

Ritornati su via Azuni, la percorriamo fino in fondo e ci troviamo di fronte alla grande chiesa e sacrestia di San Michele, realizzata nella fine del '600 per volere di Giovanni sanna, vescovo di Ampurias, per ospitare il noviziato dei Gesuiti. Rappresenta il principale esempio di rococò in Sardegna. Ha un bel portico nella parte inferiore della facciata, ed è notevole all'interno il pergamo (pulpito) cinquecentesco, che era nella chiesa San Francesco in Stampace prima della sua demolizione.

Cagliari-Uno sguardo indietro da via Azuni fino a piazza Yenne Cagliari-Via Azuni verso la chiesa di San Michele Cagliari-Chies a di San Michele: facciata Cagliari-Chies a di San Michele: la cupola maiolicata

Dalla fine di via Azuni, svoltiamo a sinistra e prendiamo viale Fra Ignazio, che sale verso il colle del Buoncammino. Qui troviamo l'ingresso dell'Orto Botanico dell'Università, un grande giardino all'aperto nel quale sono raccolte oltre 3000 specie vegetali sia autoctone che importate dai paesi più diversi, alcune rare anche nelle località di origine. Sorto nel 1851 su iniziativa del professore di storia naturale Giovanni Meloni Baille ed inaugurato nel 1866, l'Orto Botanico si sviluppa in un'area di cinque ettari situata al centro dell'antica città romana, compresa fra l'anfiteatro romano e la villa di Tigellio, che visiteremo tra breve. Al suo interno sono presenti cisterne Puniche e resti Romani, tra i quali un pozzo che ha garantito fin da subito una facile irrigazione.

Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università Cagliari-L'Orto Botanico dell'Università

Quasi di fronte all'ingresso dell'Orto Botanico parte via Tigellio, che si sviluppa verso sud-est in direzione dell'antica necropoli Punica occidentale, e che ci porta alle rovine della Villa di Tigellio, un'area signorile romana di epoca imperiale. È un complesso di tre abitazioni che dovevano far parte di un unico quartiere. I resti più interessanti appartengono alla casa del Tablino, così chiamata per gli affreschi che ornavano le pareti del tablino (la sala adibita ai ricevimenti), ed alla casa degli Stucchi, che deve il suo nome alle decorazioni che la abbellivano. Si vedono anche pochi resti di una terza abitazione. La tradizione porta a ritenere che una delle ville sia appartenuta al musico, poeta e cantante sardo Tigellio, protetto da Cesare ma fortemente osteggiato, per la sua origine sarda, da Cicerone e da Orazio. È noto come Cicerone odiasse la Sardegna, che bollava come «Mala Insula», e nella difesa del governatore corrotto Scauro trasformò il processo in un'accusa ai Sardi chiamati «Latrones Mastuccatos», ladroni vestiti con la mastrucca, l'indumento di pelle che i pastori Sardi hanno usato fino a pochi anni fa. Tigellio però gli rispondeva con le sue liriche e non mancava di deriderlo ad ogni occasione, ottenendo in cambio pessime citazioni da Cicerone in alcune sue lettere. Ed anche il poeta Orazio lo descrisse come avvezzo ai lussi e alla vita sfarzosa e sfrenata, dando voce alle maldicenze del tempo secondo le quali la gente era disposta a spendere due sesterzi per sentirlo cantare e tre perché stesse zitto.

Cagliari-Villa di Tigellio Cagliari-Villa di Tigellio Cagliari-Villa di Tigellio

Cagliari-Anfiteatro romano: allestimento per uno spettacolo teatraleDopo aver visitato la Villa di Tigellio, torniamo su viale Fra Ignazio che riprendiamo a percorrere verso la collina. Passiamo accanto all''Anfiteatro romano del II secolo d.C. In grado di contenere più di diecimila spettatori, nel quale sono ancora oggi visibili la cavea, la fossa per le belve, i sottopassaggi sotterranei e le imponenti gradinate. Gli spettacoli che vi si svolgevano erano combattimenti gladiatorii, lotte tra belve o tra uomini e belve, esecuzioni di sentenze capitali. Lungo l'arena era scavato il corridoio dove trovavano posto le gabbie per gli animali, mentre al di sotto delle gradinate erano ricavati numerosi corridoi e ambienti di servizio. Tutto il monumento era rivestito di materiali pregiati, come mostra la grande quantità di sottili lastrine di marmo rinvenute negli scavi ottocenteschi ad opera di Giovanni Spano. Anche oggi, restaurato e riportato alla sua funzione originale, accoglie in un ambiente suggestivo numerosi spettacoli e manifestazioni.

Cagliari-Chies a di Fra Ignazio: facciataDi fronte all'Anfiteatro romano troviamo la chiesa di Fra Ignazio. È una chiesa dei Cappuccini dedicata a Sant'Ignazio da Laconi, più conosciuto in tutta l'isola come Frà Ignazio, assai venerato da un grande numero di fedeli, che ogni anno assistono ai riti religiosi che vengono celebrati in questa chiesa in sua commemorazione.

 

Saliamo al quartiere Castello

Proseguendo viale Fra Ignazio, arriviamo al viale del Buoncammino (che poi il cammino verso il patibolo fosse buono è tutto da dimostrare...) che ci porta sul colle del Buoncammino. Dal belvedere dei bastioni di Santa Croce si ha una vista panoramica dell'intera città verso occidente fino allo stagno di Santa Gilla, mentre, quando saremo entrati nel castello, dal bastioni di Porta San Pancrazio la vista panoramica arriverà verso oriente fino allo stagno Molentargius che separa Cagliari da Quartu Sant'Elena. Gli stagni sono una delle caratteristiche che rendono Cagliari una città davvero unica.

Cagliari-Veduta della zona occidentale con lo stagno di Santa Gilla Cagliari-Veduta della zona orientale con lo stagno Molentargius e verso est gli stagni di Quartu

Cagliari-Veduta panoramica del quartiere CastelloEntriamo finalmente nel caratteristico vecchio centro storico, ossia nel quartiere Castello, posto su un'altura ancora circondata dai notevoli bastioni Pisani con le bellissime porte del XIII secolo. Vi entriamo dalla porta Cristina e, passata la porta Arsenale, visitiamo piazza Arsenale, sulla quale si affaccia anche, tra gli alti bastioni Spagnoli, la porta S'Avanzada. In piazza Arsenale possiamo visitare la Cittadella dei Musei, con l'importante Museo Archeologico Nazionale, la Pinacoteca Nazionale, il Museo Civico Orientale Stefano Cardu, una volta nota come Collezione Siamese del comune e la Mostra di Cere Anatomiche di Clemente Susini.

Cagliari-Ingresso al castello dalla Porta Cristina Cagliari-Porta Arsenale Cagliari-I bastioni Pisani in difesa del castello Cagliari-Ingresso al castello dalla Porta S'Avanzada Cagliari-Piazza dell'Arsenale

Il volume «Guida archeologica di Cagliari»Non posso fare a meno di consigliare, a chi sia rimasto colpito dai nostri racconti e voglia quindi meglio conoscere la Sardegna e la sua storia, una visita al Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie in una bella struttura, organizzata in modo da rendere facile ed agevole la ricerca, tutti i più significativi reperti provenienti da ogni parte dell'isola. Attualmente il museo è disposto su tre piani, dei quali quello inferiore segue un criterio cronologico. Del periodo nuragico è presente materiale proveniente dai principali siti dell'isola. Sono presenti oggetti della cultura di Arzachena, di quella di Macomer con la bella Venere di Macomer, e di Ozieri e Porto Ferro con le statuette a traforo. All'età del bronzo risalgono oggetti della cultura del Monte Claro e di Bonnanaro. Interessanti i molti bronzetti nuragici e le statue dei giganti di Monte Prama. Le sezioni Fenicia e Punica comprendono reperti provenienti da Nora con la famosa stele di Nora, Tharros, Bithia, Sulci. Del periodo romano sono presenti molta statuaria e mosaici provenienti da Cornus, Bithia e Villasimius. Sono presenti anche sarcofaghi, oggettistica in oro, gemme, gioielli, anfore, vasi. Numerosi poi gli oggetti rinvenuti a Cagliari e nei suoi dintorni. Gli altri due piani del Museo seguono invece un criterio topografico, con vetrine dedicate a siti archeologici specifici. Tra essi, sono importanti quelli del complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini, del tempio di Antas, delle città Fenicie di Sulci e Monte Sirai, dove è stata rinvenuta la famosa statua della dea Astarte.

Cagliari-Museo Archeologico: la Venere di Macomer Cagliari-Museo Archeologico: statuine in marmo di divinità femminile del tipo a traforo che si fanno risalire alla cultura di Abealzu-Filigosa Villasor-Su Cungiau de Marcu: statuetta in alabastro della Dea Madre Cabras-Cuccuru is Arrius: statuetta in calcarenite con copricapo della Dea Madre Cabras-Conca Illonis: pisside su peducci decorata Cabras-Conca Illonis: pisside su peducci decorata Uta-Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un nodoso bastone Uta-Bronzetti: un guerriero con spada e arco Uta-Bronzetti: un guerriero con spada e scudo rotondo Uta-Bronzetti: persona con una corda in mano, forse un fromboliere Uta-Bronzetti: i lottatori Uta-Bronzetti: una spada con un cervo infilzato sulla sommità della lama
Serri-Bronzetti: il capotribù con l'ampio mantello e un bastone Serri-Bronzetti: un altro capotribù Serri-Bronzetti: personaggio seduto Serri-Bronzetti: animale con arco Bultei-La famosa navicella con protome cervina rinvenuta in località Is Argiolas Erula-La famosa navicella con protome cervina rinvenuta nel nuraghe Ispiene Cabras-I giganti di Mont 'e Prama: testa di arciere con elmo cornuto Cabras-I giganti di Mont 'e Prama: torso di arciere Cabras-I giganti di Mont 'e Prama: torso di pugilatore che si copre la testa con lo scudo Cabras-I giganti di Mont 'e Prama: testa di pugilatore che si copre la testa con lo scudo Scavi di Nora-La famosa stele di Noras con in caratteri Fenici le parole SHRDN (Shardana) e B TRSHSH (in Tartesso) Cagliari-Museo Archeologico: statua di Bacco giovane Cagliari-Museo Archeologico: statua romana Cagliari-Museo Archeologico: statua di magistrato acefala
Scavi di Nora-Statuette di devoti e inservienti del santuario Scavi di Nora-Statua di dormiente Scavi di Nora-Statua di dormiente con il serpente sacro avvolto attorno al corpo Cagliari-Museo Archeologico: mosaico romano Cagliari-Museo Archeologico: mosaico romano

Passiamo sotto la torre di San Pancrazio, del 1305 in periodo dell'occupazione pisana, dell'architetto Giovanni Capula, esempio di architettura militare medioevale. Passando sotto la torre arriviamo in piazza Indipendenza.

Cagliari-La Torre di San Pancrazio Cagliari-Piazza Indipendenza di fronte alla Torre di San Pancrazio

Le vie interne del quartiere ci portano in piazza Palazzo, dove si seguono, sul lato sinistro della piazza, il Palazzo Viceregio, il Palazzo Vescovile ed il Duomo. Sul lato di fronte a noi vediamo l'Antico Palazzo di Città.

Cagliari-Vicoli del castello Cagliari-Piazza Palazzo

Il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria, è stato edificato nel XIII secolo in stile romanico pisano, ed è stato riedificato tra la metà del '600 ed il '700. Dell'edificio originale rimane solo la torre campanaria. Notevole l'interno a tre navate, con il pulpito scolpito fra il 1159 e il 1162 per la Cattedrale di Pisa, poi donato da questa città a Cagliari. arreda l'altare della cappella di Santa Cecilia l'opera «il Matrimonio di Santa Cecilia e San Valeriano», firmata dal pittore romano Pietro Angeletti del quale restano opere nella chiesa di Santa Eulalia a Cagliari, nella Cattedrale di Ales e nella parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. La cripta seicentesca sotto l'altare, detta santuario dei Martiri, custodisce le ossa dei martiri riportate alla luce nell'area cimiteriale della Basilica di San Saturno.

Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria Cagliari-La Cattedrale di Santa Maria

Passando i vicoli del castello arriviamo alla torre dell'Elefante, edificata appena due anni dopo la porta San Pancrazio sempre da Giovanni Capula, ed usciamo dalla porta dell'Elefante. Prendiamo quindi via Università, che ci porta alla panoramica terrazza Umberto I, costruita sul bastione di Saint Remy, che si affaccia su piazza Costituzione con una monumentale scalinata ed un'ampia terrazza panoramica. Il nome dl bastione deriva dal primo viceré piemontese, il barone di Saint Remy. Costruito tra il 1899 e il 1902, costituisce una significativa testimonianza dell'età umbertina. Gran parte della facciata del Bastione di San Remy è stata danneggiata dai bombardamenti dell 1943, ma è stata successivamente ricostruita fedelmente.

Cagliari-Vicoli del castello Cagliari-Il bastione di Saint Remy

Il quartiere Marina

Dalla porta dell'Elefante torniamo in piazza Yenne, da dove scendiamo per largo Carlo Felice per tornare in via Roma, che raggiungiamo proprio all'altezza di piazza Matteotti, dove sulla destra si trova la parete laterale del Palazzo Civico. Siamo nel quartiere Marina, dove percorriamo la bella via Roma affacciata sulla stazione marittima, i vicoli del quartiere, e visitiamo le sue diverse chiese. Dentro il grande Porto commerciale di Cagliari si trova il porticciolo privato di Motomar Sarda, con 120 posti barca e con possibilità di rifornimento.

Cagliari-Su via Roma si affaccia la Stazione Marittima dove attraccano i traghetti provenienti dal continente Cagliari-Su via Roma si affaccia la Stazione Marittima dove attraccano i traghetti provenienti dal continente

In via Roma, nel lato opposto rispetto alla stazione marittima, restiamo affascinati dalla bellezza dei tanti palazzi liberty, che si susseguono con i loro lunghi porticati.

Cagliari-In via Roma lungomare verso il Porto il palazzo che ospita la Rinascente Cagliari-I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di Via Roma Cagliari-I bellissimi palazzi di Via Roma

Cagliari-La chiesa di San Francesco di Paola in Via RomaLa chiesa di San Francesco di Paola si trova proprio in via Roma ed appartiene all'ordine francescano dei Minimi, che arrivarono in Sardegna nel 1625. Nel 1932 venne realizzata la nuova facciata, in stile classicheggiante, per includere la chiesa nella linea continua delle facciate dei palazzi e dei porticati liberty che ormai caratterizzavano la via Roma.

L'altare maggiore è uno dei più belli di Cagliari, per i suoi marmi policromi e per lo slancio verticale caratteristico degli altari del tardo '700. La porta posteriore della chiesa dà su via Sardegna.

La parallela di via Roma verso l'interno è la stretta via Sardegna, un continuo susseguirsi di trattorie e piccoli ristoranti, in gran parte con cucina di mare ma non solo. Qui in via Sardegna cerchiamo un ristorante e ci fermiamo da Lillicu, una trattoria assolutamente unica con i suoi grandi tavoli di marmo, le tovaglie ed i tovaglioli di carta. Vi troviamo una simpatica gestione familiare in un locale sempre affollatissimo con una ottima cucina di pesce. Abbiamo mangiato all'ingresso, in un tavolo riservato solo agli amici, e vi abbiamo passato più di una serata indimenticabile.

Cagliari-Trattoria Lillicu: ingresso della Trattoria Tipica Lillicu Cagliari-Trattoria Lillicu: sala interna Cagliari-Trattoria Lillicu: proposta di pesce fresco Cagliari-Trattoria Lillicu: proposta di pesce fresco Cagliari-Trattoria Lillicu: proposta di aragoste Cagliari-Trattoria Lillicu: aragosta alla sarda Cagliari-Trattoria Lillicu: il tavolo degli amici Cagliari-Trattoria Lillicu: il tavolo degli amici

Risalendo, dall'inizio di via Sardegna lungo via Savoia, arriviamo in via Baylle, dove troviamo il piccolo ingresso della chiesa di Sant'Agostino, per la quale è stato recentemente realizzato un nuovo grande ingresso sul retro, in largo Carlo Felice. Risale al 1577, quando fu abbattuto l'antico convento degli Agostiniani che impediva la costruzione delle nuove fortificazioni nel quartiere di Marina, e rappresenta l'unico esempio in Sardegna di architettura rinascimentale. Recentemente sotto la chiesa sono state rinvenute antichi reperti di epoca romana.

Cagliari-La chiesa di Sant'Agostino: il piccolo ingresso in via Baylle Cagliari-La chiesa di Sant'Agostino: interno della chiesa di Sant'Agostino Cagliari-La chiesa di Sant'Agostino: il nuovo grande ingresso in largo Carlo Felice

Passata la chiesa, prendiamo sulla destra via Dettori, sulla quale si affaccia la piazza del Santo Sepolcro, dove troviamo la chiesa del Santo Sepolcro, appartenuta ai cavalieri Templari, con una struttura originaria gotico-catalana del XV secolo, poi modificata in stile barocco per essere adattata al nuovo corpo aggiunto, costituito dalla Cappella della Pietà. Venne modificata nuovamente quando, smantellato il Cimitero che si trovava nella piazza, fu ribassato di circa due metri il livello del terreno e fu costruita la nuova facciata. Sotto la chiesa è stata rinvenuta una grande cripta funeraria, costruita alla fine del XVII secolo riutilizzando e modificando una grotta naturale.

Proseguendo, via Dettori diviene vico del Collegio, dove troviamo la chiesa collegiata di Sant'Eulalia, la parrocchiale della Marina. Il tempio venne edificato dagli Aragonesi in stile gotico-catalano intorno al 1370, probabilmente sopra la chiesa duecentesca di Santa Maria del Porto, e intitolato alla martire Eulalia, patrona della città di Barcellona. L'altare settecentesco di Santa Eulalia è ornato, nella seconda cappella a destra, da una tela di Pietro Angeletti, pittore del '700 nato a Bologna ma con una lunga carriera a Roma, accademico dell'Accademia di San Luca ed assessore delle antichità romane, del quale restano opere nel duomo di Cagliari, nella Cattedrale di Ales e e nella parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo a Solarussa. Nel museo annesso alla chiesa, si possono ammirare statue lignee di artisti Sardi e napoletani dei secoli XVII e XVIII ed una collezione di argenti dei secoli XVI e XVII. Sotto la chiesa di Sant'Eulalia si sviluppa una interessante area archeologica. Gli scavi archeologici, ancora in corso, sono iniziati casualmente, in occasione dei lavori di riadattamento della sagrestia, nel 1990. È stato dapprima scoperto un pozzo profondo ben 16 metri. Gli scavi si estesero a coprire tutta l'area sottostante la chiesa, ed hanno portato alla luce i resti di un quartiere dell'antica Cagliari di grande importanza per la sua vicinanza con il porto. L'elemento più importante è una grande strada lastricata, datata IV secolo d.C., larga quattro metri e portata alla luce per una lunghezza di 13 metri. La strada è molto ripida e non presenta i segni delle ruote di carro, per questo si ipotizza una sua funzione cerimoniale. Poco più in alto si trovano i resti di un tempietto di età repubblicana. È stato portato alla luce anche un ambiente colonnato di età tardo repubblicana, riutilizzato in età successiva, quando è stato chiuso con dei blocchi posti tra una colonna e l'altra. L'area è stata abitata anche durante l'alto medioevo. Successivo è il basamento di una torretta di avvistamento costruita in difesa dagli attacchi dal mare da parte di vandali e pirati saraceni. Risalgono al '600 i resti della cripta sottostante la chiesa, di cui resta la scalinata d'accesso. Alcuni dei numerosi reperti rinvenuti sono sati sistemati in vetrinette, tra essi numerose lucerne d'età romana, ceramiche, medaglie di bronzo e monete. Importante è anche una statua mancante della testa che rappresenta un sacerdote del culto di Iside.

Cagliari-Chies a di Santa Rosalia: facciataRisalendo i vicoli del quartiere, in via Torino troviamo la chiesa di Santa Rosalia, edificata nella metà del XVIII secolo, è officiata dai Frati Minori Osservanti che risiedono nell'adiacente convento. La parte più rilevante della chiesa, dal punto di vista artistico, è la facciata, realizzata in stile barocchetto piemontese che nella parte superiore, in due nicchie poste ai lati di una grande finestra, accoglie le statue di Sant'Antonio da Padova e San Bonaventura. Nello stesso stile è realizzato l'adiacente portico che immette in via Principe Amedeo, che aveva in passato la funzione di collegare le due parti del convento. All'interno ha un'unica navata con cappelle laterali. Conserva all'interno la tomba con le spoglie di San Salvatore da Horta. Tra gli arredi sacri troviamo un simulacro di Santa Rosalia, una statua dell'Ecce Homo, due grandi dipinti che ricordano i miracoli di San Salvatore. 

Il quartiere Villanova

Dalla fine di via Roma saliamo, per viale Regina Margherita, verso il quartiere Villanova. Da piazza Regina Margherita raggiungiamo piazza Costituzione, dove si affaccia il già descritto bastione di Saint Remy.

Prendiamo la via Sulis che ci porta in piazza San Giacomo, con la chiesa di San Giacomo, del XIV secolo. È stata ampliata e dotata di campanile a torre quadrata fra il 1438 e il 1442. Ha una facciata del 1838 in stile neoclassico, dovuta a Gaetano Cima, e l'interno a navata unica con cappelle laterali. Attigui alla chiesa ci sono l'oratorio delle Anime e l'oratorio del Santissimo Crocefisso, detto anche del Santo Cristo, che ospita l'arciconfraternita del Santissimo Crocefisso o del Santo Cristo.

Presa via San Giovanni, arriviamo alla chiesa di San Giovanni, edificata nel 1752 su una precedente chiesa quattrocentesca distrutta in un incendio. Ha pianta rettangolare con un'unica navata con volta a botte, tre piccole cappelle per lato ed un presbiterio rialzato. Custodisce uno dei più antichi organi a canne, del 1752. È sede dell'arciconfraternita della Solitudine.

Percorrendo, fino quasi alla fine, la lunga via San Giovanni, raggiungiamo la chiesa di San Mauro. Edificata nel 1650 sulla preesistente piccola chiesa della Vergine della Salute, ospita il noviziato e lo studio di teologia. Ha una facciata color ocra chiaro ed un unico portale, dal quale si accede a un'unica navata, con volta a botte e tre cappelle per lato. È molto bello il chiostro del convento, con al centro una cisterna di raccolta dell'acqua.

A metà di via San Giovanni, girando nei vicoli sulla destra, raggiungiamo la piazza San Domenico, sulla quale si affaccia il complesso domenicano del XIII secolo costituito dalla cripta e dal chiostro di San Domenico. Distrutto dai bombardamenti del 1943, sui pochi resti è stata edificata nel 1954 una nuova chiesa.

La Settimana Santa a Cagliari

Imponenti sono a Cagliari i riti della Settimana Santa che fanno rivivere i momenti più significativi della Passione di Cristo, coinvolgendo fedeli e turisti. Le cerimonie della Pasqua costituiscono un evento religioso particolarmente sentito, che trae origine principalmente dai riti portati nell'isola dagli spagnoli nel '600. Le Confraternite coinvolte nei riti sono l'arciconfraternita della Solitudine, l'arciconfraternita del Santo Cristo o del Santissimo Crocifisso, l'arciconfraternita del Gonfalone sotto l'egida di Sant'Efisio Martire, e la Congregazione Mariana degli Artieri di San Michele. Ciascun rito è accompagnato da canti tramandati oralmente, basati su testi di diversi autori tra i quali Pietro Metastasio e sant'Alfonso Maria de Liguori, alcuni dei quali si trovano nel «Manuale di Filotea» di Giuseppe Riva. Il venerdì di Passione, che precede la domenica delle Palme, ha luogo, partendo dall'oratorio del Santo Cristo, la processione dei Misteri di Villanova, detta anche Is Misterius, organizzata dall'arciconfraternita del Santo Cristo i cui membri portano in processione i sette simulacri popolarmente chiamati Sacri Misteri, statue lignee del 1750 circa opere di Giuseppe Antonio Lonis che aveva la sua bottega nel quartiere di Stampace, e che rappresentano: Gesù in preghiera nell'orto dei Getsemani; Gesù preso in arresto; Gesù alla colonna della flagellazione; Gesù schernito; Gesù caricato della croce; Gesù sotto la croce; Gesù crocifisso e la Madonna addolorata. La processione esce dall'oratorio del Santo Cristo e si snoda per le strade del centro storico, facendo tappa nelle chiese di San Giovanni, Sant'Anna, Sant'Efisio, San Sepolcro, Sant'Antonio, San Domenico, San Giacomo. In ciascuna chiesa entra uno dei sei simulacri di Gesù, insieme all'Addolorata, e si svolge una breve predica sul momento della passione. La domenica delle Palme nella chiesa di San Giovanni si assiste alla rimozione dal suo altare laterale del grande Crocifisso ligneo seicentesco detto Su Monumentu per la sua imponenza, ed alla sua solenne esposizione. La statua di foggia spagnola ha le braccia snodabili per poter essere utilizzata nei riti de S'Incravamentu e di Su Scravamentu. Il martedì Santo, partendo dalla chiesa di San Michele, si svolge la processione dei Misteri di Stampace organizzata della Congregazione Mariana degli Artieri di San Michele. Altri sette simulacri, anch'essi opera del Lonis, vengono portati in spalla dai confratelli, e tocca le chiese di Sant'Anna, della Vergine della Pietà, nella Cattedrale, San Giacomo, Sant'Agostino, Sant'Efisio, e torna infine a San Michele. Questa processione dei Misteri è stata ripristinata nel 2005, dato che non si era svolta nei precedenti 42 anni. Il mercoledì Santo si svolge la vestizione a lutto della Madonna Addolorata e la deposizione del Cristo morto nella lettiga processionale. Il giovedì Santo L'arciconfraternita del Santissimo Crocefisso e quella della Solitudine eseguono nei rispettivi Oratori il rito de S'Incravamentu ossia inchiodano alla croce il simulacro del Cristo, Su Monumentu per la confraternita della Solitudine. In serata la confraternita del Gonfalone svolge la processione delle Sette Chiese dove Sant'Efisio listato a lutto, col pennacchio nero, viene portato in processione in sette chiese: dalla chiesa di Sant'Efisio nelle chiese di sant'Antonio, delle Monache Cappuccine, San Giovanni, oratorio dell'arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, Santa Rosalia, Sant'Anna, e fà ritorno a sant'Efisio. La celebrazione più suggestiva e commovente si svolge il venerdì Santo, con la rappresentazione del funerale di Cristo. In città si svolgono tre processioni. La prima, organizzata dall'arciconfraternita della Solitudine, dalla chiesa di San Giovanni percorre tutto il centro storico per arrivare alla Cattedrale portando in processione la statua di Gesù Crocifisso sovrastato da un baldacchino bianco, accompagnata dalla statua della Madonna Addolorata con il petto trafitto dalla spada dei sette dolori, con due bambini a simboleggiare San Giovanni e Maria Maddalena. La seconda, organizzata dall'arciconfraternita del Santo Cristo, dall'oratorio del Santo Cristo arriva fino alla chiesa di San Lucifero nella zona orientale della città. La terza, organizzata dall'arciconfraternita Gonfalone sotto l'egida di Sant'Efisio Martire, attraversa tutto il quartiere Stampace e nella chiesa di Sant'Efisio svolge il corteo funebre del Cristo morto. II sabato santo la mattina è caratterizzata dal rito de Su Scravamentu, ossia la deposizione dalla croce del Cristo morto, prima in San Lucifero e poi in Cattedrale. Nel pomeriggio partono dagli oratori del Santissimo Crocefisso e della Solitudine le due processioni con la statua dell'Addolorata che si recano a riprendere le statue di Cristo morto, deposto sulla lettiga, per ricondurli nei rispettivi Oratori. A mezzanotte c'è l'uscita del Cristo risorto e la prima Santa Messa pasquale. La domenica di Pasqua si svolge il rito de S'Incontru, ossia l'incontro tra Gesù risorto e Maria, nella parrocchia di Stampace, nella parrocchia di Villanova e nella parrocchia di Marina. Il Lunedì dell'Angelo nella chiesa di Sant'Efisio a Stampace e nella Cattedrale si svolge la processione per lo scioglimento del voto a Sant'Efisio a cura dell'arciconfraternita del Gonfalone. La domenica in Albis, nella parrocchiale di San Giacomo e nell'oratorio del Santo Cristo ed il lunedì successivo nella chiesa di San Giovanni Battista, si svolge la processione con il rito de Is Inserrus, ossia la ricollocazione nelle chiese dei simulacri.

La sagra di Sant'Efisio

La statua di Sant'Efisio ogni anno viene portata in processione nella più significativa manifestazione religiosa di tutta la Sardegna, la sagra di Sant'Efisio, istituita dopo un'epidemia di peste che aveva colpito la città tra il 1652 ed il 1655 ed in poco tempo aveva ucciso più di 10.000 persone, e che, secondo la tradizione, per intercessione del Santo cessò come per miracolo. Da allora, nel 1657, la città organizza la sagra del 1° maggio, in onore del suo Santo protettore. La festa è esclusivamente religiosa, con una messa solenne nella chiesa a lui dedicata. Segue una sfilata che inizia con il passaggio delle traccas, i carri trainati da buoi adornati e infiorati provenienti dai paesi del circondario, seguiti dalla grande sfilata in costume dei rappresentanti di moltissimi paesi della Sardegna. Circa 3000 persone provenienti da tutta l'isola sfilano in costume in un'alternanza di colore e fogge che incanta il pubblico. Subito dopo sfilano molti gruppi a cavallo seguiti dall'Alter Nos che rappresenta l'autorità civile, insieme al cappellano e ai membri della confraternita di Sant'Efisio. Arriva infine il cocchio dorato che porta la statua del Santo, che esce dalla chiesa di Sant'Efisio nel quartiere Stampace e si unisce al corteo. Percorse le strade dei quartieri storici della Marina e di Stampace, si avvia, seguito dai fedeli a piedi, facendo tappa in diverse località per arrivare fino alla chiesetta sorta sulla spiaggia di Nora, sul luogo del suo martirio. Il simulacro ritorna in città la notte del 4 maggio.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, completeremo la visita della città di Cagliari. Vedremo i resti del periodo Punico e romano nella zona sud occidentale della città, le chiese della zona orientale e il famoso santuario di Bonaria. Ci recheremo poi a visitare Capo Sant'Elia con la Sella del Diavolo e la spiaggia del Poetto, il castello di San Michele e la municipalità di Pirri.

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