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Concludiamo la visita della Trexenta a Ortacesus, Guasila, Guamaggiore, Selegas e Suelli, poi a Siurgus Donigala, Gesico e Mandas


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio proseguiremo la visita della Trexenta recandoci a Ortacesus, da dove proseguiremo per Guasila con la Parrocchiale della Vergine Assunta, quindi a Guamaggiore, Selegas ed a Suelli con la Cattedrale di San Pietro. Dopo una deviazione a Siurgus Donigala, ci recheremo a Gesico e Mandas.

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Ortacesus Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di OrtacesusTornati nuovamente a Senorbì, prendiamo verso ovest la SS547 e, dopo 4,5 chilometri, arriviamo a Ortacesus (metri 162, abitanti 1.001), paese sfiorato da tre torrenti artificiali, in particolare dal Rio Arai e situato su un bassopiano a nord del Flumini Mannu, nella parte centrale della Trexenta.

Al centro dell'abitato troviamo la Parrocchiale di San Pietro, molto suggestiva. È stata edificata tra la fine del '500 e la prima metà del '600 in stile gotico catalano. Presenta un'unica navata centrale, suddivisa da cinque archi che sorreggono la copertura in legno.

Presso la casa padronale dei primi del '900 appartenuta ad Adolfo Serra è stato allestito, nel 1988, il Museo del Grano. L'edificio, a due piani, è dotato di un cortile centrale, con pozzo ed annessi rustici tra cui la originaria «lolla de is bois», la mangiatoia dei buoi. Nella parte esterna della casa è stato ricostruito il loggiato riproponendo quella che era una caratteristica delle vecchie case campidanesi. Il museo documenta gli aspetti tradizionali della coltivazione, lavorazione e consumo del grano. Durante l'estate il paese ospita la Festa del Grano, che promuove e valorizza le antiche tradizioni legate al raccolto.

Guasila con la Parrocchiale della Beata Vergine Assunta Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di GuasilaProseguendo sulla SS547, dopo altri 4,5 chilometri raggiungiamo Guasila (metri 211, abitanti 2.983), paese costeggiato dal fiume Riu Arai e situato nella parte occidentale della Trexenta. L'economia è prevalentemente agropastorale, favorita dalla fertilità del terreno.

Guasila - Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine AssuntaIn centro troviamo l'imponente chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta, costruita tra il 1842 e il 1852 in stile palladiano su progetto di Gaetano Cima. È uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica in Sardegna. Il corpo centrale è costituito da una grande rotonda sovrastata da una cupola, sulla cui sommità c'è una lanterna che rende la Chiesa molto luminosa. È nota per la festa dell'Assunta, che si tiene il giorno prima di ferragosto, con la caccia alla giovenca alla quale partecipano gli scapoli del paese, che debbono catturare una giovenca liberata nelle campagne del paese la notte prima. Segue un'importante manifestazione equestre, il palio di Santa Maria.

Nei dintorni di Guasila

Nelle campagne vicino al paese troviamo la Chiesetta o Santuario della Madonna d'Itria, edificata nel '200 in stile romanico e modificata nel tempo. Nella parte alta della facciata è presente ciò che resta della costruzione originaria, una fila di archetti a tutto sesto ed il campanile a vela.

Guamaggiore Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di GuamaggioreDa Guasila prendiamo verso est la SP37 che dopo tre chilometri ci porta a Guamaggiore (nome in lingua Guamajori, metri 199, ab 1.077), paese che sorge in un conca naturale ai piedi della brulla collina di Cabiddiu, nel fondo del bacino della Trexenta, in luogo pantanoso e non ventilato. Il territorio è prevalentemente collinare, con colline che non superano i 500 metri. La denominazione del paese è molto antica e probabilmente trae origine dalla locuzione latina «Goy Major».

Dopo l'ultima pestilenza in Sardegna, a metà del 1600, i pochi superstiti, riconoscenti verso il martire San Sebastiano che avevano invocato nel corso della pestilenza, hanno edificato in suo onore nel 1648, come risulta da una lapide, la chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, intorno alla quale è sorto il paese. In centro si trova anche l'Oratorio del Santo Rosario.

Selegas Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SelegasProseguendo sulla SP37 dopo 2,5 chilometri arriviamo a Selegas (nome in lingua Sèlegas, mt 234, ab 1.541), situata alle falde del Monte Nuritzi, a metà strada fra Guamaggiore e Suelli. Selegas fece parte, sino al 1503, della Diocesi di Dolia, le cui origini risalgono all'anno 1000. Da un documento inedito risalente al 1777, conservato nell'Archivio Arcivescovile di Cagliari, risulta che nella villa di Selegas vi erano tre chiese, una delle quali fondata ed eretta dagli eredi Marroccu, verosimilmente nel 1700.

Si racconta che ad una donna, che si era recata in campagna a fare legna sia apparsa una signora, la quale le raccomandò di sollecitare il parroco locale affinché si erigesse una Chiesa in regione «Pranu su Prunu Sceddaxiu» in onore della santa. Venne quindi edificata la chiesa Parrocchiale dedicata a Sant'Anna. Edificata in stile tardo-gotico, ha pianta a forma rettangolare. All'interno vi sono otto cappelle: quattro da una parte e quattro dall'altra. Il campanile è dotato di quattro campane; la più antica, risalente al 1608, porta incisa la scritta «Seligas».

Delle altre due chiese di Selegas, una era dedicata a San Pietro e l'altra è la Chiesa rurale della Vergine d'Itria. Sui resti della Chiesa di San Pietro, venne riedificata nel 1810 l'attuale Chiesa dedicata a Sant'Elia.

Suelli con la Cattedrale di San Pietro Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di SuelliDa Selegas proseguiamo ancora sulla SP37 che, dopo 2,5 chilometri, ci porta a Suelli (nome in lingua Sueddi, metri 254, abitanti 1.169), il cui territorio si sviluppa ai piedi di un gruppo collinare, circondato dalle alture di Seuni, Sisini e San Basilio. L'economia si basa soprattutto su attività di tipo agropastorale. A Suelli saremmo potuti arrivare direttamente da Senorbì, seguendo la SS128 verso nord per tre chilometri.

In paese è possibile visitare la Cattedrale di San Pietro, costruita nel 1270 in stile romanico pisano con un'unica navata, e rifatta dagli Aragonesi che aprirono degli archi per aggiungere le capelle laterali. Gli Aragonesi aggiunsero anche una torre campanaria quadrangolare, con cornice merlata alla sommità, modificata nel 1637 con l'aggiunta della parte terminale per collocare una grande campana. È rimasta sede vescovile sino al 1418. All'interno è possibile ammirare l'importante retablo di San Pietro, eseguito nella bottega cagliaritana dei Cavaro, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel XVI secolo.

A fianco della Cattedrale c'è il Santuario di San Giorgio, una piccola Chiesa che si dice costruita sul luogo di sepoltura del Santo. È stata edificata tra l'XI e il XII secolo, con pianta a croce greca.

Nella piazza davanti alla Cattedrale troviamo la Chiesa del Carmine. Edificata in stile romanico, ha una facciata semplice, quadrangolare, e presenta un portale ad arco acuto con decorazioni. È sormontata da un campanile a vela a doppia campana.

Nel centro storico possiamo vedere la settecentesca Casa Ruda, esempio di abitazione nobile campidanese, trasformata in Casa-Museo, che conserva mobili ed oggetti della vita contadina.

Archeologia nei dintorni di Suelli

Da Suelli prendiamo la SS128 verso Senorbì e, dopo 500 metri, sulla destra della strada, vediamo il nuraghe Piscu. Si tratta di un nuraghe complesso, costituito da un mastio di forma troncoconica e quattro torri costruite in tempi successivi, due delle quali sono addossate l'una all'altra, unite da un bastione con un camminamento. All'interno c'è un piccolo cortile che consente l'accesso a tre delle quattro torri. In un vano all'interno delle mura è presente un pozzo. La torre principale misura cinque metri di diametro ed è costruita con grandi massi regolari.

Intorno al nuraghe si trovano i resti di un villaggio preistorico con capanne di pietra circolari e rettangolari.

Una deviazione a Siurgus Donigala Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di Siurgus DonigalaDa Suelli prendiamo la SP29 che, in nove chilometri, ci porta a Siurgus Donigala (nome in lingua Sriugus Donigalla, metri 452, abitanti 2.191), paese posto al confine tra la Provincia di Cagliari e quella di Nuoro, a ridosso del lago Mulargia. Il territorio prevalentemente montuoso è caratterizzato da fitta vegetazione mediterranea: lentischi, corbezzoli, roverelle, lecceti e quercie da sughero. L'economia si basa soprattutto sulla produzione di uva, cereali e sughero. Il paese era un tempo diviso in due centri distinti, e ha quindi due chiese parrocchiali.

La chiesa Parrocchiale di Siurgus è dedicata a San Teodoro. La tradizione popolare racconta che nel territorio ci fosse un insediamento di monaci, ai quali si deve il culto del Santo. La Chiesa è stata edificata tra il XVI ed il XVII secolo in stile gotico-catalano su un preesistente edificio bizantino. Ha una singola navata, con volta a sesto acuto e archi trasversali che danno accesso a sei cappelle laterali, tre per parte. La facciata dell'edificio è caratterizzata da un coronamento merlato, con un rosone centrale ed il portale incorniciato, ed un grande campanile. Nel sagrato è presente un monolite intarsiato risalente al periodo bizantino.

La chiesa Parrocchiale di Donigala è dedicata a Santa Maria. È stata edificata intorno al 1550 probabilmente su un preesistente edificio paleocristiano o bizantino, con le due cappelle laterali in stile gotico-aragonese. L'interno è a navata unica, con cappelle e volta a crociera, ed è decorata con numerosi pregevoli affreschi. La facciata, merlata, è dotata di un grosso campanile di poco successivo all'edificio principale. È dotata di un muraglione difensivo contro gli attacchi banditeschi. L'8 settembre vi si tiene la festività di Santa Maria, conosciuta per la processione con i ceri secolari, che richiama un gran numero di fedeli provenienti in pellegrinaggio soprattutto da Nurri e Dolianova.

Il lago Mulargia Visualizza la mappa

Non lontano da Siurgus Donigala possiamo andare a visitare il lago Mulargia, che si trova a 258 metri sul livello del mare, in un ambiente naturistico incontaminato.

Gesico Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di GesicoTornati a Suelli, prendiamo verso nord la SS128 che seguiamo per quattro chilometri, poi giriamo a sinistra sulla SP30 che, dopo altri quattro chilometri, ci porta a Gesico (nome in lingua Gèsigu, metri 300, abitanti 978), centro ad economia prevalentemente agropastorale situato alle pendici del Monte San Mauro. Di grande interesse le sue chiese ed i santuari che gli hanno meritato il nome di paese delle sette chiese.

In centro troviamo la Parrocchiale di Santa Giusta. Edificata probabilmente nel XIII secolo in stile romanico gotico-pisano, è stata rimaneggiata nella metà del XVI secolo in stile gotico-aragonese. All'interno, la Chiesa contiene altari barocchi in marmo policromo, ed un raro crocifisso ligneo del XVI secolo che rappresenta la statua del Cristo Nero. La facciata, merlata, è dotata di un alto campanile a base quadrata. A metà maggio si celebra la festa di Santa Giusta, la patrona del paese, che è subentrata a quella precedente che era Santa Maria d'Itria. Il paese festeggia questa ricorrenza come la più importante dell'anno sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista civile.

Sempre nel paese possiamo vedere la Chiesa di Santa Maria d'Itria. Edificata nel XIII secolo in stile romanico pisano ed in seguito rimaneggiata. Ha pianta a navata unica, absidata. Sui muri laterali esterni e nell'abside si possono vedere gli archetti pensili e tipiche decorazioni Romaniche. In origine aveva un campanile a vela con una campana di bronzo, che è stata successivamente collocata nella Parrocchiale.

Nei dintorni di Gesico

Nella campagna nei dintorni del paese troviamo la Chiesa di Sant'Amatore, edificata nel XII secolo in stile romanico. L'interno è a navata unica, delimitata da pilastri che sorreggono gli archi. Ospita un sarcofago marmoreo di età romana ed una teca in argento contenente le reliquie del Santo. La facciata presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze ed un campanile a vela. La terza domenica di Ottobre si celebra la festa di Sant'Amatore, che prevede i riti e le celebrazioni in onore del Santo vescovo martirizzato a Gesico agli inizi del sesto secolo.

In concomitanza con la festa di Sant'Amatore, al centro del paese, vicino alla Chiesa di Sant'Amatore, si svolge la Sagra della Lumaca. Quest'ultima è nata nel 1993 ed è la prima iniziativa del genere in Sardegna. Non a caso, Gesico è stata ammessa nel prestigioso club delle «dodici città delle lumache» italiane.

Mandas Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di MandasTornati indietro sulla SS128, la seguiamo verso nord per altri otto chilometri ed arriviamo a Mandas (metri 457, abitanti 2.477), importante centro agropastorale capolinea della prima e più bella tratta del trenino verde, che collega appunto Mandras con Arbatax attraversando alcuni dei più bei paesaggi interni dell'isola. Ci troviamo al confine tra la Trexenta e la Provincia di Nuoro. Mandas è anche meta di passaggio del Trenino Verde.

Nella periferia del paese possiamo visitare la Parrocchiale di San Giacomo Apostolo. Edificata nel XVI secolo dagli Spagnoli in stile gotico catalano, è circondata da un muraglione difensivo. Ha la pianta rettangolare con cappelle laterali e il tetto retto da travi di ginepro. L'altare e la fonte battesimale, in marmo policromo, sono del 1760.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio inizieremo la vista della regione del Sarcidano. Ci recheremo a Serri, dove vedremo il Santuario federale di Santa Vittoria. Andremo poi a visitare Escolca e Gergei. Concluderemo il nostro viaggio a Isili, dove andremo a vedere il nuraghe Is Paras, per recarci poi a visitare Nurallao e Nuragus.

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