ITALIANO | ENGLISH 

titolo

bandiera

pulsante_1 pulsante_3 pulsante_4 pulsante_5 pulsante_6 pulsante_7 pulsante_2

GalluraSassareseOristaneseMedio CampidanoSulcisCagliaritanoOgliastraNuoreseSardegnaStoriaSardegna Holiday

Provincie

Vota il nostro sito:

I nostri
suggerimenti:

traghetti sardegna


 

Bari Sardo con il Lido di Cea, e l'entroterra di Loceri, Lanusei uno dei due capoluoghi della provincia, Ilbono, Elini e Arzana


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, proseguiamo da Cardedu lungo la costa verso nord fino ad arrivare a Bari Sardo, dove visiteremo la Spiaggia di Marina di Barì ed il Lido di Cea. Dopo una deviazione all'interno che ci porterà a visitare Loceri, Lanusei ed Elini, quindi Ilbono ed Arzana, torneremo a Bari Sardo. Riprenderemo quindi la SS125 per risalire lungo la costa fino a Tortolì.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Bari Sardo Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di Bari SardoDa Cardedu, la SS125 Orientale Sarda ci porta, dopo cinque chilometri, a Bari Sardo (nome in lingua Barì, metri 50, abitanti 3.998), importante centro situato sulla costa, di tradizione agricola ed artigianale che ha recentemente scoperto la sua vocazione turistica. Il paese è circondato dalle colline di Su Pranu e Pizz'e Monti e dagli altipiani vulcanici di Teccu e Su Crastu.

A Bari Sardo troviamo una delle più belle chiese dell'Ogliastra, la settecentesca chiesa Parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato. Si trova la centro del paese. Ha una facciata semplice, con il campanile di 42 metri aggiunto nel 1813 in stile rococò piemontese.

Sempre in paese possiamo vedere la quattrocentesca Chiesa di San Leonardo, della quale è in corso il restauro conservativo.

Le spiagge di Bari Sardo

Tre VeleNel 2009 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 vele alla costa di Bari Sardo, nella quale le spiagge consigliate sono quella di torre di Barì e la Spiaggia di Cea.

La strada che dal paese si dirige verso la costa, ci porta, dopo 4,5 chilometri, a Marina di Barì. Qui troviamo una costa sabbiosa lunga circa otto chilometri e larga 100 metri, di sabbia grossa e di colore leggermente ocra, divisa in due parti dal promontorio roccioso sul quale si trova la torre di Barì.

Sulla sinistra c'è la Spiaggia Sa Marina. Alla sua destra spicca la bella torre di Barì, realizzata tra il '500 ed il '600 interamente in porfido, costruita su un piccolo istmo sabbioso sul quale si sviluppa la Spiaggia di Barì. Questa prosegue sulla destra nella lunga Spiaggia di Tramalitza, bella e solitaria, per arrivare fino alla Marina di Cardedu di cui abbiamo parlato nella precedente tappa del nostro viaggio.

Bari Sardo - Marina di Barì: la Spiaggia di Sa Marina Bari Sardo - Marina di Barì: la Spiaggia di Sa Marina con la torre sullo sfondo Bari Sardo - Marina di Barì: la torre di Barì Bari Sardo - Marina di Barì: la Spiaggia di Tramalitza Bari Sardo - Marina di Barì: la Spiaggia di Tramalitza

Bari Sardo - Lido di Cea: veduta panoramica della Spiaggia di CeaLungo la strada che collega Bari Sardo a Marina di Barì, una deviazione su una strada bianca sulla sinistra ci porta all'insediamento turistico del Lido di Cea, cui possiamo arrivare anche da altre deviazioni della SS125 verso il mare, più avanti di Bari Sardo in direzione di Tortolì. Da qui, proseguiamo per la bella Spiaggia di Cea, detta anche Spiaggia de Is Scoglius Arrubius (gli scogli rossi), nell'omonima insenatura. è una Spiaggia molto lunga, di sabbia sottile e bianca, con acqua limpida e molto bassa. Sul lato nord della Spiaggia si vedono uscire dall'acqua i due grandi faraglioni rossi. Inizia qui, infatti, e si sviluppa verso nord il lungo tratto di costiera di porfido rosso, che troverà nelle rocce rosse di Arbatax il suo punto di massima bellezza. La Spiaggia di Cea è chiusa a sud da una lingua di scogli detta Punta Niedda, e proseguendo oltre la Spiaggia arriviamo all'altipiano vulcanico di Teccu.

Bari Sardo - Lido di Cea: i custodi del parcheggio che ci fanno da guida alla Spiaggia di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: ci sono anche giovani sardi con gli occhi azzurri Bari Sardo - Lido di Cea: la Spiaggia di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: la Spiaggia di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: la Spiaggia di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: la Spiaggia di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: il mare e i faraglioni rossi di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: i faraglioni rossi di Cea Bari Sardo - Lido di Cea: gli scogli di Punta Niedda

Spostandoci all'interno arriviamo a Loceri Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di LoceriDa Bari Sardo parte la SS390 che ci porta, dopo circa sei chilometri, a Loceri (nome in lingua Lotzeri, metri 190, abitanti 1.335), un borgo adagiato sulle colline e circondato da uliveti e vigneti. Loceri dista 20 chilometri dal parco del Gennargentu e dal lago Alto del Flumendosa e solo 10 chilometri dal mare.

In paese si trova la chiesa Parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo. È stata edificata nel seicento, il tabernacolo di marmo è stato costruito nel 1778, l'altare maggiore nel 1780.

Caratteristico è, non lontano dal campo sportivo, la Chiesetta campestre o Santuario di San Bachisio, edificata nel XVII secolo in stile barocco popolaresco. In contrasto con la data della morte il 6 ottobre, a Loceri i festeggiamenti in onore di San Bachisio si svolgono il 10 e l'11 maggio, dato che San Bachisio è considerato il protettore dalla pioggia. Per questo, durante la processione, i fedeli attraversano il fiume trasportando il simulacro del Santo, e ne immergono i piedi nell'acqua.

Nei dintroni di Loceri

Lungo la strada verso Lanusei troviamo anche la Chiesetta campestre o Santuario del Sacro Cuore. presso questo Santuario la prima domenica di settembre si tiene la festa del Sacro Cuore.

Sulla collina che domina Loceri possiamo visitare il nuraghe Serra Uleri, edificato in posizione dominante rispetto a tutta la valle circostante. Dalla sua sommità si gode uno splendido panorama del paese.

Interessante anche la visita alla necropoli di Serra Paulis, costituita da domus de janas in località, appunto, Serra Paulis. Per arrivarci percorriamo un sentiero immerso nella tipica e rigogliosa vegetazione mediterranea.

Lanusei, uno dei due capoluoghi dell'Ogliastra Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di LanuseiUsciamo da Loceri, sempre sulla la SS390, dopo otto chilometri arriviamo a Lanusei (nome in lingua Lanusè, metri. 595, ab. 6.060), grosso centro agricolo dell'Ogliastra di cui è capoluogo con Tortolì. È sede vescovile e località di villeggiatura estiva in un'ottima posizione panoramica ricca di boschi, di cacciagione e di pesca, su un costone roccioso affacciato sul mare. Lanusei è anche meta di passaggio del Trenino Verde.

Lanusei è sede vescovile dal 1927. La sua Chiesa principale è la Cattedrale dedicata a Santa Maria Maddalena. La festa di Santa Maria Maddalena si celebra, con grandi festeggiamenti, l'ultima domenica di luglio.

Dalla fine dell'800, a Lanusei i Salesiani hanno svolto un ruolo significativo nel campo della cultura aprendo scuole e ginnasi, divenuti un importante centro di aggregazione per tutti i paesi limitrofi. In centro è da visitare la Chiesa di San Giovanni Bosco, annessa al collegio dei Salesiani, con la biblioteca e l'archivio storico. I festeggiamenti in onore di Don Bosco si svolgono per tre giorni e si concludono la prima domenica di giugno, con musica tradizionale e moderna, gara poetica, giochi e gare sportive, fuochi d'artificio.

Nei dintorni di Lanusei

A sei chilometri dal paese, ad oltre 1000 metri di altezza, troviamo il Santuario dedicata ai santi Cosma e Damiano. La seconda domenica di agosto il simulacro di San Cosimo viene portata in processione, su un carro a buoi addobbato, dal paese al Santuario dedicato ai due santi, dove resterà per circa un mese per benedire il raccolto delle patate. Dopo la funzione religiosa vi è un pranzo collettivo, si svolge il palio, e la sera balli e canti tradizionali. A metà settembre la statua del Santo viene riportato, sempre in processione, in paese, ed anche in questa occasione la festa si conclude con balli in piazza e spettacoli.

Da Lanusei prendiamo la SS389 verso Nuoro, deviamo a destra sulla ripida strada verso il bosco di Seleni, e dopo tre chilometri raggiungiamo l'area archeologica di Seleni, a circa 1000 metri di altezza, in un fitto bosco. Del nuraghe di Seleni rimane solo il basamento, oltre a pochi resti di un villaggio preistorico di capanne. A circa 500 metri dal nuraghe troviamo due tombe dei giganti. La prima, realizzata in granito, ha un'esedra semicircolare formata da pietre infisse nel terreno e camera sepolcrale a galleria, costruita con filari di pietre. Aveva anche una stele. A circa 80 metri troviamo la seconda tomba, più grande. Ha la facciata e l'esedra realizzate con filari di pietre squadrate, ingresso architravato e camera con il pavimento lastricato in granito. Non lontano si trova una pietra con tre fori, che doveva essere posizionata sopra l'ingresso della tomba.

Ilbono Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di IlbonoDa Lanusei, la via Ilbono ci fa imboccare la SS198 proveniente da Gairo, che, dopo circa tre chilometri, ci porta a Ilbono (nome in lingua Irboni, metri 400, abitanti 2.306), centro agropastorale dell'Ogliastra. La SS198 prosegue oltre Ilbono, verso est, e porta fino alla costa a Tortolì.

Domina il paese la chiesa Parrocchiale di San Cristoforo, del XVII secolo. La prima domenica di settembre la piazza antistante la Chiesa si anima per la festa campestre in onore del Santo.

Il Monte Tarè con i suoi siti archeologici

La zona più importante, sotto l'aspetto naturalistico, nei dintorni di Ilbono è quella del Monte Tarè. È alto 550 metri e caratteristico per il colore rossiccio del porfido di cui è costituito. Lo troviamo lungo la strada che arriva a Parendaddai, la zona dove si concentrano i siti archeologi più importanti del comune di Ilbono. L'area, vasta 77 ettari, è interessante per la fauna e la vegetazione, in prevalenza lecci, con all'interno due belle sorgenti.

Elini, il più piccolo comune dell'Ogliastra Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di EliniDa Ilbono, la via Elini ci fa imboccare la SP23 che, dopo un paio di chilometri, ci fa raggiungere il borgo Elini (metri 472, abitanti 552), il più piccolo comune dell'Ogliastra.  Elini è anche meta di passaggio del Trenino Verde.

Al centro del paese è da vedere la Chiesa Parrocchiale di San Gavino. La seconda domenica di ottobre presso questa Chiesa si tiene la festa di San Gavino e della Castagna.

Nei dintorni di Elini

A due chilometri dal paese, verso nord in direzione di Arzana, troviamo il Santuario dedicata alla Madonna del Carmelo o Madonna del Carmine, all'interno del parco del Carmine. Si tratta di un parco ricco di sorgenti, ricoperto da una fitta vegetazione di lecci secolari. Il 16 luglio si tiene la festa della Madonna del Carmine. I festeggiamenti iniziano all'alba nella Chiesa Parrocchiale, dove si radunano i fedeli provenienti da tutta l'Ogliastra. Quando il sole nasce i fedeli si avviano verso il Santuario, al quale salgono al suono delle launeddas recando a spalle il simulacro della Madonna. La sera della domenica la Santa viene riportata in paese, dove proseguono i festeggiamenti sino al lunedì.

Arzana Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Stemma del comune di ArzanaProseguendo sulla SP23 dopo aver visitato Elini, percorsi circa tre chilometri, arriviamo ad Arzana (nome in lingua àrtzana, metri 672, abitanti 2.725), un caratteristico paese di pastori posto sul costone del bel Monte Idolo ed affacciato sul mare dell'Ogliastra.

Da vedere in paese la chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista. Si ignora l'anno di costruzione, ma si sa che la Chiesa ha subito rifacimenti nella prima metà del '600. Ha una pianta a croce latina a navata unica, su cui si affacciano delle piccole cappelle. La facciata è in stile neoclassico, ed ha un frontone che termina con un timpano sorretto da lesene. Il campanile, situato nella parte posteriore destra dell'edificio, è a pianta quadrata.

Nei dintorni di Arzana

Passata Arzana, la SP23 sbocca sulla SS389 che porta verso Nuoro. Dopo cinque chilometri troviamo un ponte di granito, e proseguiamo costeggiando sul lato sinistro il lago Alto del Flumendosa, che descriveremo bene nella prossima tappa del nostro viaggio. Proseguiamo fino alla deviazione sulla sinistra per Seui, da dove vediamo a sinistra il monumento naturale Perd'e Liana, il tacco calcareo che domina queste montagne e che abbiamo già descritto arrivandoci da sud da Gairo. Non prendiamo la deviazione ma proseguiamo, in ripida discesa, verso il Flumendosa, a sinistra del bellissimo canale di Pirincanes. Più avanti, al bivio Pirincanes, la strada si biforca. Proseguendo a sinistra raggiungiamo l'imponente villaggio preistorico Ruinas, a 1300 metri, il più alto della Sardegna, in cui si trovano i resti di oltre 300 capanne.

Al bivio di Pirincanes, prendiamo invece a destra la strada bianca verso il Gennargentu, passiamo accanto al villaggio preistorico di Bidda 'e Silisè, dopo il quale raggiungiamo il nuraghe Unturgiadore o S'Uturgiadore (da unturgiu, nome dell'avvoltoio nome in lingua), vicino al quale si trovano i resti delle capanne dell'omonimo villaggio preistorico.

Prendendo, dal nuraghe, la strada sulla sinistra, ci avviamo verso la valle di Gidinis, il bosco di tassi di Tadderi o Taddei ed infine l'altopiano di Cixini Crobeni, dove la strada termina. Proseguendo a piedi si può arrivare sul Gennargentu alle pendici di punta La Marmora, con i suoi 1834 metri la cima più alta della Sardegna.

Torniamo sulla costa e ci spostiamo da Bari Sardo verso Tortolì

Per riprendere il nostro viaggio lungo la costa, torniamo a Bari Sardo e da qui usciamo verso nord sulla SS125 in direzione di Tortolì.

Da Bari Sardo, lungo la SS125 verso Tortolì, all'altezza del chilometri 135, troviamo sulla destra della strada l'area sacra di Sa Perdalonga, con tre grandi menhir conficcati perfettamente allineati nel suolo, il più alto dei quali con una insolita forma larga e piatta. Vicino a questo, c'è un altro menhir ora abbattuto, triangolare con la base molto larga, che era alto oltre quattro metri e largo più di un metro e mezzo. Non lontano si trovano i resti di una tomba megalitica a galleria, con camera rettangolare, lunga oltre otto metri e con abside, circondata da un recinto di pietre che servivano a sostenere il tumulo di terra che la ricopriva. Sono presenti anche alcune pietre con incise coppelle, che potevano forse essere altari, con le coppelle utilizzate per raccogliere le offerte. A circa 150 metri di distanza, su un lieve rialzo, troviamo il più famoso e grande menhir della Sardegna, chiamato Perda 'e Nurtai o Limba 'e Boi. Numerosi menhir sono presenti anche sul vicino Monte Terlu.

Bari Sardo - Allineamento di tre menhir conficcati nel terreno Bari Sardo - Il più alto dei tre menhir conficcato nel terreno Bari Sardo - Il secondo dei tre menhir conficcato nel terreno Bari Sardo - Il terzo dei tre menhir conficcato nel terreno Bari Sardo - Uno dei menhir del Monte Terlu

La prossima tappa del nostro viaggio

pagina precedente

Nella prossima tappa del nostro viaggio proseguiremo da Bari Sardo lungo la SS125 fino ad arrivare a Tortolì per visitare la cittadina, che è l'altro capoluogo della Provincia dell'Ogliastra. Poi effettueremo una bella deviazione all'interno per andare a visitare Villagrande Strisaili, e da qui raggiungeremo il lago alto del fiume Flumendosa.

pagina successiva

 

Tutte le foto e riprese sono state effettuate da privati a scopo amatoriale per uso personale e per motivi di studio, senza fini di lucro. È consentito scaricare testi, foto e riprese dell'autore per uso privato senza eliminare i riferimenti. È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del materiale pubblicato in assenza di apposita autorizzazione. Non è consentita la riproduzione delle foto e riprese di terzi, dei libri e di altro materiale.

Valid HTML 4.01 Transitional


                       © Claudio de Tisi 2002-2010

Alcune foto in questa pagina sono state fornite dall'amico Carlo Siddi