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Dalla Grotta di Ispinigoli fino a Cala Gonone, con un viaggio nella riserva per la protezione della Foca Monaca dalla grotta del Bue Marino a Cala Luna


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio, da Dorgali ci recheremo a visitare le grotte di Ispinigoli e di San Giovanni su Anzu, per recarci poi alle Cale Osala e Cartoe. Visiteremo poi la frazione marina Cala Gonone con le sue spiagge, dalla quale raggiungeremo le diverse cale lungo la costa della Riserva Naturale Marina per la protezione della Foca Monaca che abbiamo già visitato nell'ultima tappa del nostro viaggio in Ogliastra.

Per ingrandire le immagini o vedere i filmati e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Le grotte di Ispinigoli e San Giovanni su Anzu Informazioni turistiche

Prendendo la SS125 per Orosei, a 6,5 chilometri da Dorgali svoltiamo a destra all'indicazione per Ispinigoli, dove dopo 600 metri troviamo la deviazione sulla destra che ci fa raggiungere la grotta omonima scavata all'interno del Monte S'Ospile.

Dorgali - Grotta di Ispinigoli: l'alta colonna al centro della grotta La grotta di Ispinigoli, con i suoi 38 metri, è considerata la più alta d'Europa e la seconda del mondo tra quelle conosciute. Si tratta di un affascinante ambiente carsico, nella quale la temperatura è mite e costante sui 15 gradi. Una scala scende fino all'interno della grotta, al cui centro troviamo una imponente stalattite-stalagmite, una colonna alta appunto 38 metri. All'interno della grotta, nel lato nord-est, è presente una grande fenditura verticale molto stretta, profonda 60 metri, e comunicante con la grotta di San Giovanni Su Anzu. Si tratta di un profondo e stretto imbuto, che si sviluppa per circa 12 chilometri nelle viscere della terra, e mette in comunicazione la grotta con le sue diramazioni, percorse perennemente da fiumiciattoli e ruscelli sotterranei. A sinistra dell'entrata, troviamo un belvedere panoramico che veniva utilizzato fino a qualche decennio fa dai pastori come ricovero per le capre, dal quale possiamo ammirare la profondità della voragine. La visita della grotta parte dal belvedere, e continua percorrendo i 280 gradini, fino alla base della alta colonna al centro della grotta. Durante le prime esplorazioni, sono stati rinvenuti resti ossei attribuiti a giovani donne, e diversi monili in pasta vitrea di fattura Fenicia che erano rimasti incastrati tra le sporgenze delle rocce, ora esposti nel museo archeologico di Dorgali. Si ritiene che questi ritrovamenti siano all'origine della leggenda che vi venissero gettate giovani vittime sacrificali, dai Fenici e Punici, che probabilmente adoravano la grande stalattite considerata una divinità fallica. Una leggenda dalla quale è nata la denominazione di Abisso del Vergini, dato alla profonda fenditura verticale. Si ritiene comunque che la grotta fosse già frequentata in periodo nuragico. Purtroppo, su disposizione del Comune di Dorgali, non mi è stato consentito di fotografare la grotta con la stessa motivazione che veniva utilizzata un decennio fa, quando il flash emetteva vapori che si riteneva potessero danneggiare le rocce. Ho spiegato che oggi i flash sono elettronici e che avrei potuto fotografare anche senza uso del flash, mi si è risposto con la massima ingenuità: "se i turisti fanno le loro foto, chi compra poi le nostre cartoline?". Mi è, comunque, venuta incontro la cooperativa Ghivine che mi ha fornito una foto della grotta.

Proseguendo dopo la deviazione per Ispinigoli, circa un chilometro più avanti, svoltando a destra, arriviamo al Santuario di San Giovanni Su Anzu, vicino alla quale troviamo la grande grotta di San Giovanni Su Anzu comunicante con quella di Ispinigoli. La grotta è riempita d'acqua, che alimenta anche le terme omonime, che troveremo poco più avanti, ed è oggi chiusa dopo alcuni incidenti verificatisi a visitatori incauti.

Dorgali - San Giovanni su Anzu: la Chiesa campestre di San Giovanni su Anzu Dorgali - San Giovanni su Anzu: la grotta di San Giovanni su Anzu

Lo spiazzo antistante la grotta e la Chiesetta, viene spesso utilizzato dai dorgalesi per organizzare quelli che vengono qui chiamati gli spuntini barbaricini. Si tratta di suggestivi pranzi campestri, consumati da grandi comitive che cucinano sul posto il porcetto ed altri piatti tipici, e li consumano abbondantemente innaffiati dal Cannonau locale e da birra a fiumi.

Dorgali - Uno spuntino barbaricino: la tradizionale cottura del porcetto Dorgali - Uno spuntino barbaricino: il porcetto Dorgali - Uno spuntino barbaricino: taglio del porcetto Dorgali - Uno spuntino barbaricino: prima dello spuntino Dorgali - Uno spuntino barbaricino: tutti insieme a consumare lo spuntino Dorgali - Uno spuntino barbaricino: tutti insieme a consumare lo spuntino Dorgali - Uno spuntino barbaricino: tutti insieme a consumare lo spuntino

Ho partecipato anch'io, nell'estate del 2005, non a San Giovanni Su Anzu ma in un grosso capannone industriale, a uno spuntino che coinvolgeva oltre 60 persone. Le donne apparecchiavano le tre grandi tavolate, mentre gli uomini preparavano la pecora «a cappottu», con cipolle e patate, e gli arrosti. Un gruppo cucinava la pecora, in un pentolone da 120 litri, poi versava il brodo in un altro pentolone più piccolo, per lessare le grosse cipolle ed, a metà cottura, le patate, tutte intere. Un secondo gruppo aveva disposto grandi mattoni in cerchio, appoggiato il porcetto e le zampe della pecora, ed acceso al centro il grande fuoco. Il porcetto, aperto e fissato su due bastoni a croce di Sant'Andrea, con la schiena verso il fuoco che arrostiva la cotenna e scioglieva il grasso, e l'interno rivolto verso i mattoni, che lo cuocevano con il calore riflesso. Poi è iniziato lo spuntino: «sa cordula», interiora fritte; la pecora in cappotto; il porcetto; l'anguria; le «zurrette», ossia il sanguinaccio; i dolci; ecc. Vino, birra e liquori in abbondanza. Per concludere il tutto, giocando alla morra. Al rientro dallo spuntino durato sette o otto ore, ha fatto seguito, la mattina successiva, il risveglio con un mal di testa da non dire, per il troppo vino, birra, mirto e «fil 'e ferru» ...

Poco più avanti, troviamo sulla destra l'edificio, purtroppo non ben conservato, di quelle che erano le terme di San Giovanni Su Anzu. Qui ci fermiamo per incontrare Ziu Austinu, in confidenza Austineddu, un grande personaggio il cui ritratto ci appare dipinto sulla facciata esterna dell'edificio delle terme. È Agostino, il custode delle terme, che ci raggiunge poco dopo con il suo Ape, dal quale estrae e ci mostra un fascio di giornali che parlano di lui e dei tre film a cui ha partecipato, soprattutto di quando è stato immortalato in «Ballo a tre passi» del regista dorgalese Salvatore Mereu, un film premiato dalla critica alla mostra del cinema di Venezia nel 2003 e vincitore del David di Donatello 2004.

Dorgali - San Giovanni su Anzu: l'esterno delle terme con un ritratto di Agostino dipinto sulla parete Dorgali - San Giovanni su Anzu: le vasche termali all'interno Dorgali - San Giovanni su Anzu: foto di Agostino accanto al suo ritratto Ziu Austinu in alcune scene del film «Ballo a tre passi» di Salvatore Mereu

Da Ispinigoli al mare alla Cala di Osala e Cala Cartoe

Tre VeleLa strada che ci ha portato da Dorgali a Ispinigoli ed a San Giovanni Su Anzu, proseguendo, arriva fino alla costa. Nel 2009 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento di 3 vele ad un tratto della costa di Dorgali, nella quale la Spiaggia consigliata è quella di Cala Cartoe.

Visualizza la mappa Proseguiamo dritti da San Giovanni Su Anzu e più avanti, a un bivio, seguendo le indicazioni, prendiamo a sinistra, seguendo una valle percorsa dal Rio Osala. Alla foce troviamo la Cala di Osala, una bella insenatura circondata da pareti rocciose, con una piccola Spiaggia che confina a nord con la lunga Spiaggia di Osala, che raggiungeremo però da Orosei.

Dorgali - Cala di Osala: veduta della vallata e del Rio Osala Dorgali - Cala di Osala: veduta della Cala di Osala dalla strada di accesso Dorgali - Cala di Osala: veduta della Cala di Osala dalla strada di accesso Dorgali - Cala di Osala: la Cala di Osala e dopo il pontile la Spiaggia di Osala Dorgali - Cala di Osala: la Spiaggetta della Cala di Osala Dorgali - Cala di Osala: la Spiaggetta della Cala di Osala Dorgali - Cala di Osala: la Spiaggetta della Cala di Osala Dorgali - Cala di Osala: la lunghissima Spiaggia di Osala cui si accede da Orosei

Se al bivio prendiamo, invece, a destra, la strada si addentra tra montagne molto belle in direzione di Cala Cartoe. A cinque minuti dalla Grotta Ispinigoli, sulla strada verso Cala Cartoe, si trovano le indicazioni per il Parco Museo S'Abba Frisca, situato nella splendida vallata di Littu. L'itinerario all'interno del parco si compone di due aspetti: uno naturalistico e l'altro etnografico, che s'intrecciano in un unico percorso quasi a voler ricreare l'equilibrio tra il mondo naturale e l'uomo. Dall'uso di piante officinali, di frutti, cortecce e di quanto la saggezza popolare abbia ritenuto utili alle proprie attività e alla sopravvivenza, sono poi presenti gli ambienti tradizionali della civiltà barbaricina. Tra questi: la casa del pastore, «su cuìle», il magazzeno delle scorte, ecc. Fanno da cornice fontane, cascate, giochi d'acqua e camminamenti megalitici. Sapienti artigiani danno una dimostrazione di antichi mestieri: mungitura, produzione del formaggio, pane carasau, filatura e tessitura, maniscalco, ecc.

Dorgali - Parco Museo S'Abba Frisca: la cascata dell'ontano Dorgali - Parco Museo S'Abba Frisca: cascata con laghetto Dorgali - Parco Museo S'Abba Frisca: capretti Dorgali - Parco Museo S'Abba Frisca: cortile del contadino Dorgali - Parco Museo S'Abba Frisca: camera da letto

Visualizza la mappa Qualche chilometro più avanti, troviamo la bella e piccola Cala Cartoe, che si apre all'improvviso tra le montagne. Si presenta con una Spiaggetta di sabbia bianca finissima, tra una roccia di basalto scuro sulla sinistra e grossi scogli di calcare bianchissimo, che escono dal mare sulla destra.

Dorgali - Cala Cartoe: rocce lungo la strada per raggiungere Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: rocce lungo la strada per raggiungere Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: veduta di Cala Cartoe dalla strada di accesso Dorgali - Cala Cartoe: veduta di Cala Cartoe dalla strada di accesso Dorgali - Cala Cartoe: la Spiaggia di Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: la Spiaggia di Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: rocce e mare a Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: una bella veduta di Cala Cartoe dal mare

Sul posto, si ricorda ancora di quando la cantante Madonna ha deciso di venire in questa località, nel 2002, per girarvi alcune scene del remake del film «Travolti dal destino nell'azzurro mare d'agosto», con la regia Guy Ritchie ed interpreti Madonna e Adriano Giannini.

Un amico conosciuto in vacanza, Andrea, era in Spiaggia a Cartoe quando nel 2004 si è verificato un grande incendio sulla montagna retrostante ed ha avuto modo di fotografare l'incendio ed un canadair in fase di spegnimento. Dei tanti incendi in Sardegna nel 2004 e delle cause che ne hanno determinato il forte aumento abbiamo già parlato descrivendo quello che abbiamo visto a Coaquaddus, sulla costa dell'isola di Sant'Antioco.

Dorgali - Cala Cartoe: il fumo dell'incendio sulla montagna dietro Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: veduta dell'incendio sulla montagna dietro Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: veduta dell'incendio sulla montagna dietro Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: veduta dell'incendio sulla montagna dietro Cala Cartoe Dorgali - Cala Cartoe: un canadair scarica il pieno di acqua per spegnere l'incendio Dorgali - Cala Cartoe: un canadair scarica il pieno di acqua per spegnere l'incendio Dorgali - Cala Cartoe: un canadair scarica il pieno di acqua per spegnere l'incendio

La stessa strada, superata la deviazione per Cala Cartoe, sale sulla montagna fino al passo Littu, per poi scendere verso il mare, tra curve e tornanti, offrendoci un panorama ancora più bello. Soprattutto quando vediamo, dall'alto, aprirsi sotto di noi la spettacolare Baia di Cala Gonone. La strada si affaccia sulla costa delle Grottacce della quale parleremo più avanti.

Dorgali - Strada del Passo Littu: il passo Littu sulla strada verso Cala Gonone Dorgali - Strada del Passo Littu: superato il passo Littu si scende verso Cala Gonone Dorgali - Strada del Passo Littu: veduta dell'insenatura di Cala Gonone dalla montagna Dorgali - Strada del Passo Littu: veduta della cittadina di Cala Gonone dalla montagna Dorgali - Strada del Passo Littu: la costa di Cala Gonone

L'insediamento turistico di Cala Gonone Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Come abbiamo già scritto, Dorgali è considerato il capoluogo del turismo estivo in Barbagia grazie alla fama della sua frazione marina Cala Gonone, dalla quale si possono raggiungere le diverse cale lungo la costa della Riserva Naturale Marina per la protezione della Foca Monaca.

Un tempo, per raggiungere Cala Gonone si utilizzava la strada del passo Littu. Oggi si utilizza, invece, la SP26, la strada che prendiamo, usciti da Dorgali lungo la SS125 Orientale Sarda verso Baunei, dopo due chilometri sulla sinistra. Si imbocca la lunga galleria, scavata attraverso la sella che separa il Monte Bardia dal Monte Tului, ed all'uscita dalla galleria inizia una bella strada di circa nove chilometri, con curve e tornanti, all'interno di un bosco di lecci, con una bella veduta panoramica sulla Baia di Cala Gonone.

Dorgali - Veduta di Cala GononeCala Gonone non era che un porticciolo turistico per il piccolo cabotaggio, sviluppatosi dalla seconda metà dell'ottocento per l'abitudine dei nuoresi di trascorrervi le vacanze. Poi, dopo la seconda guerra mondiale, vi si sono insediate alcune famiglie di pescatori ponzesi, che hanno dato inizio allo sviluppo della pesca. La cittadina si presenta oggi come un affermato centro turistico di grande richiamo, che con le numerose strutture ricettive costituisce il centro balneare più importante della zona. A Cala Gonone, insieme a Muravera in Provincia di Cagliari, si registra la temperatura media annua più alta di tutta la Sardegna.

Dorgali - Cala Gonone: per le vie di Cala Gonone Dorgali - Cala Gonone: per le vie di Cala Gonone Dorgali - Cala Gonone: per le vie di Cala Gonone Dorgali - Cala Gonone: il cosiddetto Castello di Macallé Dorgali - Cala Gonone: per le vie di Cala Gonone Dorgali - Cala Gonone: per le vie di Cala Gonone Dorgali - Cala Gonone: la cosiddetta Casa Demurtas Dorgali - Cala Gonone: ristorante Il Pescatore

Durante la stagione estiva vengono organizzate diverse manifestazioni, tra le quali ormai da anni si è affermato il festival «Calagonone Jazz». Il festival, si cui si è tenuta la XXII edizione da fine luglio ad inizio agosto 2009, costituisce una riflessione sulla musica jazz, che esplora le proposte musicali di confine tra il jazz ed altre suggestioni musicali, come quelle del rock, della musica etnica, della canzone. Un viaggio intorno al jazz, che ha sempre dedicato molta attenzione alle produzioni originali, soprattutto sul rapporto tra la musica tradizionale sarda e il linguaggio del jazz.

Il porto e le spiagge di Cala Gonone

Sulla sinistra del porto, verso nord, troviamo la Spiaggia di S'Abba Durche, verso sud invece, troviamo la Spiaggia Centrale, il Bagnetto, la Spiaggia Palmasera. Qui inizia la costiera della riserva marina per la protezione della Foca Monaca, entriamo quindi nel territorio di Baunei, in Ogliastra, la cui costiera abbiamo già visto in una precedente tappa.

Al termine del paese, sulla sinistra, prendiamo via Acqua Dolce. Subito dopo il ristorante Il Pescatore, la strada termina e procediamo tra gli scogli, verso la Spiaggia di Abba Durche, lunga circa 80 metri e larga una decina, che prende il nome da una piccola sorgente di acqua dolce. È costituita da scurissime rocce di basalto, prodotte dell'eruzione di un antico vulcano, con alle spalle una parete rocciosa alta fino a 100 metri, ed ha un aspetto quasi lunare per l'effetto delle acque sui residui di lava.

Dorgali - Cala Gonone: via Acqua Dolce verso la scogliera di S'Abba Durche Dorgali - Cala Gonone: rocce basaltiche sul mare di S'Abba Durche Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia di S'Abba Durche Dorgali - Cala Gonone: il sentiero dopo la Spiaggia di S'Abba Durche

È molto più agevole, però, raggiungerla via mare, lungo la costa delle Grottacce. Sono così dette, perché costituite da un'apertura molto ampia, dietro la quale si apre una piccola grotta. Passato il grottone di Biddiriscottai, arriviamo al più grande grottone dei Colombi, utilizzato anche a volte per esibizioni di Bungee Jumping. Si scende dall'alto, con funi, fino ad una piattaforma, dalla quale ci si lancia legati con l'elastico, per arrivare a una seconda piattaforma sottostante.

Dorgali - Cala Gonone: veduta della costa Dorgali - Cala Gonone: il grottone di Biddiriscottai Dorgali - Cala Gonone: il grottone dei Colombi nel quale si vede il lungo elastico per effettuare esibizioni di Bungee Jumping Dorgali - Cala Gonone: vasche di allevamento del pesce nel mare verso Cala Cartoe

Proprio davanti al paese, troviamo il porto di Cala Gonone. Si tratta di un piccolo porto, molto frequentato da barconi per gite turistiche ed imbarcazioni da pesca, con rifornimento di carburante, nel quale è difficile trovare posto in alta stagione. Dal porto partono i battelli che, nella stagione estiva, trasportano ogni giorno migliaia di turisti alle diverse cale delle costa a sud di Cala Gonone. Per le Grotte del Bue Marino e per Cala Luna c'è un servizio continuo, un battello ogni ora, da utilizzare quasi come autobus. Per le cale successive, invece, esistono corse che, partendo la mattina, rientrano la sera. È anche presente un organizzato servizio di affitto di imbarcazioni e gommoni.

Dorgali - Cala Gonone: il porto di Cala Gonone con la veduta dell'abitato Dorgali - Cala Gonone: il porto di Cala Gonone

Subito a ridosso del porto, verso sud, troviamo la Spiaggia Centrale, di ciottoli e sabbia, seguita da una seconda Spiaggia chiamata il Bagnetto, caratterizzata dalla presenza di grandi lastroni calcarei. Sono entrambe raggiungibili direttamente dal porto.

Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia centrale che inizia proprio dal porto Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia centrale Dorgali - Cala Gonone: il Bagnetto Dorgali - Cala Gonone: il Bagnetto

Proseguendo a piedi lungo la costa, dal parcheggio al termine del bel lungomare Palmasera, arriviamo alla Spiaggia Palmasera, una grande Spiaggia libera. Ci possiamo arrivare anche scendendo lungo i sentieri che partono da una strada che segue la costa, alcuni metri più in alto, che si imbocca arrivando da Dorgali e prendendo a destra, subito dopo il campeggio.

Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia Palmasera Dorgali - Cala Gonone: veduta della Spiaggia Palmasera dal mare Dorgali - Cala Gonone: l'ultimo tratto della Spiaggia Palmasera verso Sos Dorroles

Un bel viaggio lungo la costa della riserva per la protezione della Foca Monaca Visualizza la mappa

La costa del golfo di Orosei, al cui centro si trova Cala Gonone, è la riserva naturale marina per la protezione della Foca Monaca e rappresenta il confine sul mare del Supramonte. Ciò che più richiama i turisti sono le spiagge, tutte raggiungibili via mare, mentre solo alle più vicine possiamo arrivare via terra, sempre però dopo non troppo lunghe camminate. Troviamo quindi bellissime cale formate da ciottoli in qualche Spiaggia candidi e in altre color crema, che interrompono la ripida linea costiera calcarea caratterizzata da splendide falesie verticali e da boscose scarpate, con faraglioni e strapiombi, grotte, archi di roccia e sorgenti di acqua dolce che si gettano in mare. L'assenza di centri abitati conserva un mare assolutamente limpido e cristallino.

Sono molte le possibilità di escursione lungo la costa. Noi abbiamo scelto la motonave Folgore comandata dal simpatico Agostino, forse per la sua bella struttura in legno diversa dalle tante imbarcazioni moderne di cui è pieno il porto. Usciti dal porto si ha la visuale di Cala Gonone distesa sulla collina e protetta dalla montagna del Supramonte che le fa da cornice. Appena partiti passiamo davanti alle spiagge di Cala Gonone che abbiamo già descritto.

Dorgali - Viaggio in motobarca: la motonave «Folgore» e il marinaio Giuseppe Dorgali - Viaggio in motobarca: il comandante Agostino Dorgali - Viaggio in motobarca: sulla «Folgore» pronti alla partenza Dorgali - Viaggio in motobarca: il porto di Cala Gonone visto dal mare Dorgali - Viaggio in motobarca: il porto e la città di Cala Gonone

Dalla Spiaggia Palmasera, proseguiamo per 300 metri e troviamo la Spiaggia di Sos Dorroles, che è ben protetta dal maestrale da una ripida parete detritica dal colore rosso dorato. Più avanti c'è la Spiaggia di S'Abba Meica. Da qui proseguendo, dopo tre chilometri, incontriamo la Spiaggia di Ziu Martine, di scogli e ciottoli bianchi.

Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia di Sos Dorroles Dorgali - Cala Gonone: da Sos Dorroles veduta della costa verso Cala Gonone Dorgali - Cala Gonone: veduta della costa da Sos Dorroles a Cala Gonone e oltre Dorgali - Cala Gonone: veduta della Spiaggia di Sos Dorroles dal mare Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia e il mare di Sos Dorroles Dorgali - Cala Gonone: scogli a Sos Dorroles Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia di S'Abba Meica Dorgali - Cala Gonone: la Spiaggia di Ziu Martine

Ancora 500 metri e raggiungiamo la piccola Cala Fuili, al termine della codula Fuili. Chiusa da alte pareti di roccia e con una fitta vegetazione di ginepri e macchia mediterranea, la Spiaggia di Cala Fuili è l'ultima alla quale è possibile arrivare, con una breve camminata, dal parcheggio al termine del lungomare di Cala Gonone.

Dorgali - Cala Fuili: Cala Fuili vista dall'alto Dorgali - Cala Fuili: veduta di Cala Fuili dal mare Dorgali - Cala Fuili: la Spiaggia di Cala Fuili Dorgali - Cala Fuili: Spiaggia e mare a Cala Fuili

La grotta del Bue Marino

Il viaggio in motobarca, passando accanto ad una selvaggia costa rocciosa, ci porta fino all'ingresso della grotta del Bue Marino, nota per la sua ampiezza e bellezza. La grotta è raggiungibile esclusivamente via mare. Deve il suo nome al fatto che qui furono avvistati gli ultimi esemplari di Foca Monaca, alla quale, per l'insolito verso emesso che somigliava a un muggito, la popolazione del posto dava appunto il nome di bue marino. Il ramo nord della grotta, che si visitava fino ad alcuni anni or sono, non è al momento più accessibile, in modo da consentire all'ambiente naturale di riequilibrarsi. Oggi si visita il ramo sud della grotta, che si apre con un immenso antro nel quale entriamo da un'insenatura, alla base di una parete alta oltre 30 metri. La visita guidata parte dai graffiti preistorici presenti all'ingresso. Proseguiamo tra moltissime stalattiti e stalagmiti, passando accanto al grande lago salato sotterraneo dalle acque cristalline, uno dei più grandi al mondo. Arriviamo poi alla sala della Spiaggia delle foche, dove si ritiene la Foca Monaca si ritirasse per allattare i cuccioli. È un immenso salone, con al centro una grande colonna, nel quale l'acqua salata del mare si mescola con le acque dolci provenienti da un lago sotterraneo che forma una piccola cascata. Non si visita, se non organizzandolo su richiesta e fuori dal periodo turistico, il tratto nord della grotta, con il cosiddetto lago Smeraldo ed una particolare concrezione detta la Torta. Avrei voluto mostrare il fascino di questa grotta, ma come già è avvenuto a Ispinigoli non mi è stato consentito fotografare, con la stessa motivazione. Mi è, comunque, venuta incontro la cooperativa Ghivine che mi ha fornito alcune foto della grotta.

Dorgali - Grotta del Bue Marino: la costa verso la grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: la costa verso la grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: il vecchio pontile di accesso al tratto nord della grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: l'ingresso della grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: sbarco per l'ingresso alla grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: graffiti all'interno della grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: graffiti all'interno della grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: l'interno della grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: l'interno della grotta Dorgali - Grotta del Bue Marino: l'interno della grotta

Cala Luna

Cinque VeleNel 2009 Legambiente con la sua Goletta Verde ha assegnato il riconoscimento massimo di 5 vele ad un tratto della costa di Dorgali nella riserva naturale marina per la protezione della Foca Monaca, nella quale la Spiaggia consigliata è quella di Cala Luna.

Informazioni turistiche Dalla grotta del Bue Marino, raggiungiamo la famosa Spiaggia di Cala Luna, definita la più bella del Mediterraneo per il gran bosco di oleandri rosa che vegeta presso il piccolo stagno retrodunale e per la presenza di sei grottoni che si aprono nella parete calcarea proprio sull'arenile offrendo un buon riparo dal sole nelle ore calde. Dietro il bosco di oleandri è presente un punto di ristoro con ristorante tipico. Abbiamo rivisto lo stagno, che gli ultimi anni era in secca, quasi resuscitato nell'estate del 2004. La Spiaggia, ben attrezzata, è raggiungibile da Cala Gonone, dalla quale dista circa sette chilometri, con un servizio di motobarche con partenza e arrivo quasi ogni ora. È una specie di servizio di bus: si fa il biglietto di andata e ritorno, e si va e si torna con la barca che parte quando ci è più comodo.

Dorgali - Cala Luna: veduta panoramica della Spiaggia di Cala Luna Dorgali - Cala Luna: veduta di Cala Luna con il bosco di oleandri rosa Dorgali - Cala Luna: la Spiaggia di Cala Luna Dorgali - Cala Luna: la Spiaggia di Cala Luna Dorgali - Cala Luna: veduta della Spiaggia di Cala Luna con il ponticello sullo stagno retrodunale ed il bosco di oleandri rosa Dorgali - Cala Luna: il ponticello sullo stagno retrodunale Dorgali - Cala Luna: gli oleandri rosa Dorgali - Cala Luna: veduta dei grottoni di Cala Luna Dorgali - Cala Luna: i grottoni di Cala Luna Dorgali - Cala Luna: i grottoni di Cala Luna Dorgali - Cala Luna: i grottoni sono ottimi per ripararsi dal sole Dorgali - Cala Luna: veduta di Cala Luna al tramonto

La Spiaggia di Cala Luna è stata scelta come set per l'isola caraibica in cui naufragano Mariangela Melato e Giancarlo Giannini nel film «Travolti dal destino nell'azzurro mare d'agosto» di Lina Wertmüller del 1974. Cala Luna, con la sua Spiaggia, si trova al termine della codula di Luna, la strettissima e lunghissima gola con sul fondo il torrente sassoso secco d'estate, dominata da alte e imponenti pareti calcaree, che parte da Teletotes, al chilometro 172 della SS125. È anche raggiungibile da Dorgali passando per Cala Fuili, con un percorso molto impegnativo di oltre due ore, su terreno molto accidentato da percorrere accompagnati da una guida o in ogni caso con una cartina date le difficoltà di orientamento in un territorio difficile come quello del Supramonte. Gli ultimi chilometri prima di arrivare al mare sono caratterizzati da un ambiente che ci dicono molto suggestivo.

L'appartenenza della Spiaggia di Cala Luna è oggetto di una forte contesa tra i comuni di Dorgali e di Baunei, anche se in base alle dichiarazioni di Nanni Fancello, primo cittadino di Dorgali dal 1979 al 1983, esisterebbe un documento controfirmato dalle due amministrazioni alla presenza dei tecnici, che comproverebbe la titolarità dell'intera Spiaggia di Cala Luna da parte dl comune di Dorgali. Versione che è stata accettata dal tribunale. Per questo motivo la descriviamo in questa pagina.

La prosecuzione del viaggio lungo la costa della riserva per la protezione della Foca Monaca

La costa entra ora nel comune di Baunei. È più difficilmente raggiungibile da sud, mentre la raggiungiamo facilmente da Cala Gonone, seguendo il viaggio che stiamo descrivendo. Il che ha determinato la perenne contesa tra Baunei e Dorgali per lo sfruttamento turistico di questa costa, che abbiamo descritto nell'ultima tappa del nostro viaggio in Ogliastra. Dalla Spiaggia di Cala Luna, aggirato il promontorio su Masongiu, arriviamo alla grotta dei Cormorani. Dopo le alte pareti calcaree di punta Onamarra, lungo la quale si aprono diverse grotte e grottoni, troviamo Cala Sisine, che si apre tra due costoni rocciosi scoscesi, ricoperti di macchia mediterranea di colore scuro. Passate le spettacolari falesie della Serra Ovara, raggiungiamo la bella Cala Biriola. Arriviamo quindi alla favolosa Piscina di Venere, con la limpidissima acqua dagli splendidi colori, dove ci fermiamo per un indimenticabile bagno, per raggiungere poi il Calettone, la Grotta Bianca e quindi la Cala dei Gabbiani. Passata la grotta del Fico, arriviamo a Cala Mariolu, come la hanno battezzata i pescatori di Gonone quando hanno iniziato a trovare le reti rotte e svuotate del pescato, attribuendone la responsabilità a ladri o mariuoli. Si venne successivamente a scoprire che a rubare il pescato non erano ladri, bensì gli ultimi esemplari della Foca Monaca. Il viaggio termina con un altro splendido bagno a Cala Goloritzè, dichiarata nel 1995 Monumento Nazionale Italiano, con il suo famoso pinnacolo naturale detto l'Aguglia, alto dalla base più di 100 metri.

Possiamo iniziare, quindi, il viaggio di ritorno verso Cala Gonone, a conclusione di questo indimenticabile viaggio lungo la costa della riserva naturale marina per la protezione della Foca Monaca. Abbiamo girato anche un breve filmato del rientro, in una giornata con il mare grosso, e fa piacere rivedere lo sbarco dei passeggeri dalla motobarca aiutati da Giuseppe che accompagnava i passeggeri fino all'anno scorso, allora poco più che un ragazzino ed oggi un amico. Dopo che Giuseppe è diventato grande e si è allontanato da Gonone, altri giovani marinai hanno accompagnato con il comandante Agostino sulla Folgore i turisti in questo indimenticabile viaggio lungo la costa della riserva naturale marina per la protezione della Foca Monaca.

Dorgali - Viaggio in motobarca: la motonave «Folgore» Dorgali - Viaggio in motobarca: marinai (2001) Dorgali - Viaggio in motobarca: il rientro della motonave «Folgore» e lo sbarco dei passeggeri (2001) Dorgali - Viaggio in motobarca: marinai (2003) Dorgali - Viaggio in motobarca: marinai (2003) Dorgali - Viaggio in motobarca: marinai (2003) Dorgali - Viaggio in motobarca: marinai (2003)

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nel territorio dorgalese troviamo una forte concentrazione di siti archeologici: 40 nuraghi, più di 60 villaggi e più di 30 tombe megalitiche. Nella prossima tappa del nostro viaggio visiteremo i principali siti archeologici presenti sulla costiera dorgalese e, passato in località Iriai il ponte sul lago artificiale sul fiume Cedrino, i principali siti archeologici dell'entroterra di Dorgali.

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