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Visita di Orosei, storico capoluogo della Baronia Meridionale


Il nostro itinerarioIn questa tappa del nostro viaggio raggiungeremo e visiteremo Orosei, storico capoluogo della Baronia Meridionale. Vedremo tutte le bellezze della città, le sue chiese ed i santuari presenti in città e nei dintorni, i palazzi signorili del vechhio centro storico, per poi recarci a visitare nella prossima tappa la sua costiera.

Per ingrandire le immagini e per scorrerle cliccare sulle immagini piccole presenti in questa pagina.

Orosei, capoluogo della Baronia Meridionale Visualizza la mappa Informazioni turistiche

Da Galtellì, la SS129 verso ovest attraversa in orizzontale tutto il territorio nuorese per arrivare a Nuoro, mentre verso est, dopo sette chilometri, ci porta a Orosei (metri 19, abitanti 5.849), che troviamo all'incrocio tra la SS129 e la SS125 Orientale Sarda. Avremmo potuto arrivare a Orosei anche seguendo la costa, prendendo da Dorgali verso nord la SS125, che ci avrebbe portato a Orosei in 20 chilometri. La strada tra Dorgali e Orosei è molto bella. Passa all'interno, accanto al Monte S'Ospile, con lo sguardo che in alcuni punti spazia fino al mare. Viene chiamata anche la strada delle cave, dato che vi si trovano diverse cave di marmo. Il marmo di Orosei è molto apprezzato ed utilizzato in tutto il mondo, all'interno delle abitazioni, nel rivestimento esterno degli edifici, in urbanistica. Tra l'altro, è utilizzato presso i negozi Gucci in tutto il mondo, nell'aeroporto di Santo Domingo, a Parigi nell'aeroporto Charles de Gaulle, nei magazzini Lafayette e nella nuova metropolitana. Orosei, capoluogo storico della Baronia Meridionale, è situata in posizione leggermente arretrata rispetto al mare, quasi in pianura tra bei frutteti ed oliveti, a lato della valle del fiume Cedrino.

Il Monte S'Ospile dalla strada tra Dorgali e Orosei Stemma del comune di Orosei Orosei - Veduta di Orosei e dell'ultimo tratto del fiume Cedrino Orosei - Il paese con veduta della Parrocchiale di San Giacomo Orosei - Il paese con veduta di un palazzetto signorile

Qualche cenno storico. Fondata durante l'alto medioevo, là dove sorgeva la romana Fanum Carisii, Orosei si sviluppa ed assume importanza strategica nel XIV secolo, quando viene edificato il Castello, a difesa dei confini meridionali del Giudicato di Gallura. Passata sotto il dominio pisano, nel 1449 viene acquistata con i territori circostanti dal barone don Salvatore Guiso, che dal Castello di Pontes, a Galtellì, si trasferisce a Orosei. Qui dà inizio alla costruzione dei famosi palazzi signorili, ancora oggi ben conservati nel centro storico, e la fa diventare un importante porto commerciale, con ancoraggi sul fiume Cedrino. Dopo il passaggio agli Aragonesi, inizia la sua decadenza a causa della malaria e delle scorrerie dei pirati arabi, ed inizia l'insabbiamento del fiume. Si libera dei vincoli feudali solo a fine '700 e si rilancia grazie a un'economia basata inizialmente solo sulle culture agricole, in seguito anche sul turismo.

Visita del centro storico di Orosei

Il paese è attraversato dalla SP129 che la unisce a Nuoro, Macomer e Bosa, e che nell'abitato prende il nome di via Nazionale. A metà della via, troviamo piazza del Popolo, una grande piazza alberata, sulla quale si affacciano tre chiese. Qui un cartello ci mostra l'itinerario che seguiremo per visitare il centro storico di Orosei.

Orosei - Piazza del Popolo Orosei - In piazza del popolo un cartello che indica il nostro itinerario turistico

In cima alla scalinata che parte dalla piazza del Popolo troviamo, sulla via San Giacomo, la Parrocchiale di San Giacomo Maggiore, Chiesa primaziale dedicata a San Giacomo Apostolo. È una delle chiese più belle della Sardegna, edificata dal '600 all'inizio del '700 in stile arabeggiante. All'interno, arredato con diversi stucchi dorati, sono presenti un battistero ligneo settecentesco e diverse altre statue lignee. La Chiesa è caratterizzata dalla insolita facciata settecentesca bianca, posta, invece che sul frontale, sul fianco destro dell'edificio. Ha più cupole rivestite in cotto. San Giacomo Apostolo, il patrono di Orosei, viene festeggiato il 25 luglio, con una processione religiosa accompagnata da spettacoli folcloristici, giochi e fuochi d'artificio.

Orosei - La Parrocchiale di San Giacomo: la facciata Orosei - La Parrocchiale di San Giacomo: profilo della facciata disposta sul fianco destro della Chiesa Orosei - La Parrocchiale di San Giacomo: interno

Nel paese sono tuttora attive tre Confraternite, denominate di Santa Croce, del Rosario e delle Anime. Sono associazioni di laici che, indossando un abito caratteristico, si dedicano a pratiche di culto nell'Oratorio della Confraternita durante tutto l'anno ed in particolare nella Settimana santa. I tre Oratori si trovano nelle immediate vicinanze della Parrocchiale.

Proprio addossata alla Parrocchiale, troviamo la Chiesa di Santa Croce, edificata verso la metà del XVII secolo, che costituisce l'Oratorio dell'omonima Confraternita.

Orosei - La Parrocchiale e la Chiesa di Santa Croce Orosei - La Chiesa di Santa Croce, Oratorio dell'omonima Confraternita

Scesa la scalinata che porta dalla Parrocchiale alla piazza del Popolo, sul lato opposto della piazza, con la facciata su via Lamarmora, troviamo la Chiesa del Rosario, edificata alla fine del XVII secolo con una bella facciata barocca, che costituisce l'Oratorio dell'omonima Confraternita.

Orosei - La Chiesa del Rosario, Oratorio dell'omonima Confraternita Orosei - La Chiesa del Rosario: facciata Orosei - La Chiesa del Rosario: veduta laterale

Dalla via del Rosario che fiancheggia l'omonima Chiesa, la stretta via Sas Animas ci porta in piazza Sas Animas, dove troviamo la Chiesa delle Anime, fondata nel 1718 dall'omonima Confraternita. Sul retro della Chiesa delle Anime troviamo l'ex Chiesa di Sant'Ignazio, del 1624.

Orosei - La Chiesa delle Anime: facciata Orosei - La Chiesa delle Anime: veduta laterale

Sulla piazzetta della Anime troviamo un edificio indicato come Sa Preione Vezza, ossia la Prigione Vecchia. Si ritiene che, in origine, fosse un Castello giudicale, edificato probabilmente in epoca pisana, posto lungo il confine fra il Giudicato di Gallura e quello di Cagliari. Che si trattasse di un Castello si deduce dalla presenza della torre merlata, che è tutto ciò che ne rimane. La torre è stata restaurata ed è visitabile.

Orosei - Sa Preione Vezza o Prigione Vecchia Orosei - Sa Preione Vezza o Prigione Vecchia Orosei - Sa Preione Vezza o Prigione Vecchia

Il paese è caratterizzato da un centro storico ben curato, con palazzetti in pietra e calce bianca su cortili lussureggianti, chiese, archi ed ampi piazzali. Attorno alla torre del Castello si sviluppa il quartiere di Palathos Vezzos, costituito dalle vecchie abitazioni e da una serie di palazzi nobiliari del XVI e del XVII secolo.

Orosei - Vicoli del centro storico Orosei - Archi nel centro storico Orosei - Un bel palazzetto padronale nel centro storico

Tra i più bei palazzi padronali citiamo la Casa Guiso, che si trova tra la via Lamarmora, via Ampsicora e la piccola via Josto dedicata all'eroico figlio di Amsicora morto per l'indipendenza sarda nel III secolo a.C.

Orosei - Un palazzo padronale: palazzo Guiso Orosei - Palazzo Guiso Orosei - Palazzo Guiso Orosei - La lapide che ricorda il sacrificio di Josto Orosei - Cortile interno di palazzo Guiso Orosei - Cortile interno di palazzo Guiso

Orosei - Ingresso del museo Don Giovanni GuisoNel rione di Palathos Vezzos, in via Musio, si trova un palazzo del '600 chiamato Palathu Vezzu, ossia Palazzo Vecchio. Ospitava la Caserma dei Reali Carabinieri ed è stato sottoposto ad un accurato restauro condotto sotto la supervisione di Vittorio Gregotti, e dal 2000 ospita il museo dedicato a don Giovanni Guiso.

 

Nanni Guiso, ultimo nobile delle Baronie morto nel 2006, ricordava sempre quel giorno che gli aveva cambiato la vita: «Avevo dieci anni quando, ospiti dei miei, arrivarono alcuni aristocratici austriaci per una battuta di caccia in Sardegna. Mi portarono in dono un prezioso teatrino bianco e oro, di stile neoclassico, con le marionette di porcellana. Erano tutti i personaggi de Il Trovatore, vestiti con abiti sontuosi e biancheria raffinata. Quel giorno, per me, cominciò tutto…». Ed oggi, nelle sale del museo, è possibile ammirare i beni da lui collezionati nell'arco della vita e donati al suo paese natale. Vi possiamo ammirare un'interessante collezione di teatrini d'epoca, dal 1700 ad oggi, una raccolta di abiti da scena indossati da personaggi celebri dal 1880, oltre a disegni della scuola romana e libri antichi e rari sulla Sardegna. Tra i pezzi più preziosi, vi è conservato un testo del 1587, «Contra sos chi esercitan s'Arte de s'Astrologia», che riporta la Costituzione di papa Sisto V, scritto in lingua sarda in un periodo in cui la legge imponeva agli ecclesiastici l'uso del latino.

Percorsa tutta via Lamamora, arriviamo in via Garibaldi. Nell'angolo tra Via Garibaldi e via San Sebastiano troviamo la Chiesa di Santu Sostianu o San Sebastiano, del XVI secolo. Siamo in uno dei quartieri più antichi del paese, detto appunto Vichinatu de Santu Sostianu. La Chiesa ha l'impianto interno a due navate ed un bel il portico esterno a cinque archi.

Orosei - La Chiesa di Santu Sostianu Orosei - La Chiesa di Santu Sostianu: portici esterni Orosei - La Chiesa di Santu Sostianu: la navata centrale Orosei - La Chiesa di Santu Sostianu: la navata laterale

Proseguendo lungo via Garibaldi, il nostro itinerario ci porta in via San Giorgio, dove troviamo la ex Chiesa di San Giorgio, edificata nel 1714.

Arriviamo quindi in via Madonna della Pietà, dove troviamo la piccola Chiesa di Nostra Signora della Pietà. È stata costruita nel 1640 ed è caratterizzata da una facciata molto semplice, sormontata da un campaniletto a vela. Si tratta di un edificio a pianta rettangolare, con copertura a capriata. Sull'altare si vedono le statue di legno dell'Addolorata, di Santa Solomea e della Purissima.

Orosei - La Chiesa della Pietà: esterno Orosei - La Chiesa della Pietà: interno

Proseguendo lungo via Madonna della Pietà, arriviamo in piazza Sant'Antonio, cui saremmo arrivati all'ingresso del paese provenendo dalla SS125. Qui possiamo visitare la Chiesa di Sant'Antonio Abate, presumibilmente edificata intorno al '200, in periodo pisano. Di questa prima struttura, rimane nel cortile della Chiesa la torre pisana, all'interno della quale è oggi allestita un'esposizione di artigianato locale. È stata poi quasi interamente ricostruita tra il '300 e il '400. Era un Santuario campestre, con pianta a navata unica ed all'esterno, lungo il lato sinistro, un portico a pilastri, con le «cumbessias» per accogliere i pellegrini. Con l'espandersi della città il Santuario campestre è stato inglobato nel tessuto urbano. All'interno della Chiesa troviamo antichi affreschi con scene della vita di Cristo, ora restaurati, ed una pregevole statua lignea del Santo. Sull'ampio piazzale della Chiesa, il 16 gennaio, in occasione della festa di Sant'Antonio, si da fuoco a un grande falò di frasche, mentre il comitato distribuisce vino, caffè e soprattutto i dolci tipici di questa festa: «su pistiddhu» e «su pane nieddhu». Mi raccontano che un tempo, per il falò, venivano usate esclusivamente frasche di rosmarino.

Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: l'ingresso Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: le cumbessias Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: la torre pisana Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: il pozzo Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: la Chiesa Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: porticato esterno della Chiesa Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: interno della Chiesa Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: affreschi Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: affreschi Orosei - Il Santuario di Sant'Antonio Abate: affreschi

Da piazza Sant'Antonio Abate, proseguendo l'itinerario suggerito per la visita del centro storico, raggiungiamo la Chiesa di San Salvatore, del XIV secolo.

Prima di tornare sulla via Nazionale, incontriamo quello che era stato il Convento delle Monache Cappuccine, della prima metà del XVIII secolo. Quando le Monache Cappuccine si trasferirono da Orosei a Ozieri, il loro ex convento è diventato la sede del Monte Granatico. Ricordiamo che i Monti Granatici, detti anche Monti Frumentari, erano vere e proprie banche del grano, ossia istituti di prestito del grano per la semina, con l'obbligo della restituzione dopo il raccolto.

La via Nazionale, nome cittadino della SS129, sbocca su via Sebastiano Chisu, che è il nome cittadino della SS125 in direzione di Olbia. Nei pressi troviamo la Chiesa delle Grazie, del 1641, dove è conservata la statua di San Isidoro agricoltore. Questa statua è al centro della processione che si tiene il 15 maggio, o la domenica più prossima. In processione sfilano carri addobbati con fiori e trainati da buoi inghirlandati, con al centro del giogo un mazzo di spighe conservate dall'anno precedente. Sui carri ci sono i giovani in costume tradizionale. La processione con il simulacro del Santo parte dalla Chiesa delle Grazie e precorre le vie principali del paese.

Orosei - La Chiesa di Santu BainzuDa via Sebastiano Chisu, prendiamo via San Gavino. Poi, sulla destra via Giuseppe Dessì ci porta in piazza San Gavino, dove troviamo la Chiesa di Santu Bainzu, o San Gavino Martire.

 

 

I santuari nei dintorni di Orosei

Sulla SS129 verso Galtellì, possiamo visitare il secentesco Santuario della Madonna del Rimedio, circondato da «cumbessias». Fino a qualche anno fa era isolato nella campagna, è poi entrato a far parte dell'estrema periferia cittadina. Qui la seconda domenica di settembre si svolge la festa del Rimedio, che si prolunga per due novene, ossia per ben 18 giorni. Di questa festa parla Grazia Deledda in «Canne al vento». Già dal venerdì della prima settimana di settembre, un centinaio di famiglie si trasferiscono nelle cumbeassias del Santuario, dove si fermeranno per tutto il periodo delle due novene. Il giorno della festa, dopo le manifestazioni religiose, si svolge il pranzo comune su un grande tavolato, disposto ad anello entro il recinto delle cumbessias. Non mancano tutte le manifestazioni folcloristiche tipiche delle feste del centro della Sardegna.

Orosei - Il Santuario della Madonna del Rimedio Orosei - Il Santuario della Madonna del Rimedio: l'ingresso Orosei - Il Santuario della Madonna del Rimedio: l'interno con le cumbessias Orosei - Il Santuario della Madonna del Rimedio: le cumbessias Orosei - Il Santuario della Madonna del Rimedio: la Chiesa della Madonna del Rimedio

Il Santuario di Santa Lucia si trova in campagna, non lontano dal paese, ed è una delle chiese campestri più cara agli abitanti di Orosei. Sul colle, che prende il nome dalla Chiesa, troviamo resti di capitelli e di colonne in pietra di basalto, che fanno supporre che la Chiesa sia stata edificata su un preesistente tempio romano. Qui si svolge, il 13 dicembre e la prima domenica dopo Pasqua, una festa campestre con canti e musica, durante la quale alla statua di Santa Lucia vengono offerti dolci tradizionali appositamente preparati. Le vengono offerti anche i cosiddetti «occhi di Santa Lucia», gioielli naturali prodotti da un mollusco che secerne, oltre alla conchiglia che usa come abitazione, questo opercolo calcareo, ricoperto di uno strato corneo che utilizza come fosse la porta di casa. Sono molto utilizzati, soprattutto nel Nuorese, come amuleti.

Orosei - Il Santuario di Santa Lucia Orosei - Il Santuario di Santa Lucia: la Chiesa di Santa Lucia Orosei - Il Santuario di Santa Lucia: la Chiesa di Santa Lucia Orosei - Il Santuario di Santa Lucia: le cumbessias Orosei - Il Santuario di Santa Lucia: aree attrezzate nel cortile interno

I riti della Settimana Santa a Orosei

I riti della Settimana santa, ai quali partecipano attivamente le tre Confraternite, culminano in tre processioni, il giovedi, il venerdi e la domenica si Pasqua. Sono le processioni di Sos Sepulcros, Su Brossolu e S'incontru.

Il giovedì si svolge la processione di «Sos Sepulcros», che visita le nove chiese nelle quali sono stati allestiti i Sepolcri, costituiti da composizioni floreali, e dai caratteristici «nenneres», ossia piatti composti da alti steli di legumi fatti germogliare al buio, al cui centro troviamo il Cristo morto. Nell'Oratorio di Santa Croce si svolge l'adorazione del simulacro. La processione del venerdì è chiamata «Su Brossolu», la culla, ossia la bara in cui viene adagiato il simulacro del Cristo morto portato dall'Oratorio di Santa Croce. Alla processione partecipano, oltre ai componenti i tre Oratori, anche i due gruppi della Maria Addolorata e della Croce. La mattina di Pasqua, nella processione «S'Incontru», si celebra l'incontro tra il Cristo risorto e la Madonna. Questo incontro è accompagnato dal canto melanconico dei «gotzos», inni sacri e laudi in lingua, eseguito dal coro dei confratelli. Al momento della commemorazione della resurrezione, al suono delle campane, si accompagnano nutrite salve di fucile. C'è chi inizia a sparare all'uscita del Cristo Risorto dall'Oratorio di Santa Croce, chi invece lo fa all'uscita della Madonna Addolorata dal Rosario e chi infine annuncia il momento cruciale dell'Incontro. Il risultato è che, per una decina di minuti, i balconi e i terrazzi di mezzo paese diventano postazioni di tiro.

La prossima tappa del nostro viaggio

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Nella prossima tappa del nostro viaggio, tornati a Orosei visiteremo la costa della Baronia Meridionale. Ci recheremo da Marina di Orosei a sud a Su Petrosu fino alla Spiaggia di Osala. Poi ci recheremo verso nord, a Sas Linnas Siccas e Fuili 'e Mare. Vedremo quindi Cala Liberotto, Cala Ginepro, e proseguiremo fino all'oasi naturale di Bidderosa.

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