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| La Sardegna, una delle più ambite mete del turismo internazionale
Con la sua superficie di 24.090 metri quadrati, la Sardegna è la seconda isola del Mediterraneo per superficie ed è la terza regione d'Italia come dimensioni dopo la Sicilia ed il Piemonte. Una delle più ambite mete del turismo internazionale La Sardegna si trova nel Mediterraneo occidentale, in una posizione intermedia tra Italia, Francia, Spagna e la costa africana. È distante appena 12 chilometri dalla Corsica, 120 chilometri dalla Toscana e 185 chilometri dalla costa africana. La Sardegna, situata nel centro del bacino occidentale del Mare Mediterraneo, tra 38° 51' 52" e 41° 15' 42" di latitudine nord e tra 8° 8' 10" e 9° 50 '8" di longitudine est da Greenwich, si affaccia sul mar Tirreno a est e a sud, sul mare di Sardegna a ovest, mentre a nord uno stretto braccio di mare, chiamato Bocche di Bonifacio, la separa dalla Corsica.
La posizione geografica ne fa una regione meridionale dal punto di vista climatico, presentando infatti una condizione meteorologica temperata calda, anche se dal punto di vista culturale è da considerarsi una regione del centro Italia, avendo avuto contatti più frequenti con Genova, Pisa e successivamente con il Piemonte, di quanti non ne abbia avuto con le regioni meridionali. La grande varietà del paesaggio ed il clima mite in quasi tutti i mesi dell'anno, fanno della Sardegna una delle più ambite mete del turismo internazionale. Affascinano, della Sardegna, non solo l'unicità del paesaggio e l'assoluta bellezza e varietà delle coste, ma anche i suoi tanti misteri. Non sappiamo molto di chi ha edificato gli oltre 7000 nuraghi che ancora oggi vediamo nell'isola. La prima sensazione che si prova quando si arriva, è di trovarsi in un altro mondo, nel quale ancora si conservano cultura, costumi e tradizioni tanto diversi da quelli cui siamo abituati. «Non v'è in Sardegna quel che v'è in Italia, né v'è in Italia quel che v'è in Sardegna», scriveva un secolo fa un padre gesuita arrivato dal Piemonte per insegnare all'università di Sassari. E lo scrittore David Herbert Lawrence, che nei primi del '900 girò tutta l'Italia spesso a piedi, arrivato in Sardegna ne rimase tanto entusiasta da dedicarle il suo libro «Sea and Sardinia», nel quale scrisse: «la Sardegna è fuori dal tempo e dalla storia». Anche a noi, oggi, dopo tanto tempo, viene spontaneo domandarci se siamo ancora in Italia, o se non ci si trovi in un altro mondo, forse addirittura in un altro continente. La specificità regionale della Sardegna viene in parte riconosciuta dalla Costituzione repubblicana del 1948, che la riconosce come regione autonoma a statuto speciale. Alle elezioni regionali del febbraio 2009 è risultato eletto Presidente della Regione al primo turno Ugo Cappellacci, del Popolo della Libertà, con l'appoggio dei partiti del centro-destra. L'origine geologica della Sardegna Pur essendo come tutta l'Italia relativamente giovane, la Sardegna conserva la storia di eventi geologici molto antichi. Le prime formazioni rocciose risalgono all'Alto Paleozoico, 600-400 milioni di anni fa, e si trovano nel Sulcis. Sono rocce arenarie e scisti argillosi, cui si aggiungono successivamente formazioni calcaree e dolomie, ossia rocce di dolomite, un particolare tipo di calcare dal colore grigio-rosato. Arriviamo quindi a 300-250 milioni di anni fa, nel Basso Paleozoico, quando gli sconvolgimenti vulcanici determinano la fuoriuscita di grandi masse di magma con intrusioni di graniti, che vengono a costituire la struttura rigida dell'isola in tutta la sua parte orientale e nell'estremo nord-occidentale, da Capo Caccia fino a Stintino e all'Asinara.
Nel Mesozoico, che inizia 250 milioni di anni fa e vede la comparsa dei mammiferi, affiorano calcari bianchi, argilliti, calcari marnosi e marne di colore rosso particolarmente nella parte centro-orientale dell'isola. Verso la fine dell'era Mesozoica, nel periodo Giurassico, cioè circa 150 milioni di anni fa, inizia un'era di vaste sedimentazioni che generano ampie zone pianeggianti o in leggero pendio, in particolare il Campidano che si sviluppa dal golfo di Cagliari a quello di Oristano, la Nurra tra il golfo dell'Asinara e Alghero, l'estremo occidentale del Sulcis fino all'isola di Sant'Antioco. Il Cenozoico o Terziario inizia 65 milioni di anni fa ed è caratterizzato da grandi sconvolgimenti vulcanici che portano alla crisi di gran parte delle forme viventi: è il periodo della scomparsa dei dinosauri. Sconvolgimenti che determinano anche l'originarsi del corrugamento alpino ed appenninico ed il distacco dell'isola dal continente. Ma solo con il Quaternario, iniziato due milioni di anni fa, ulteriori emersioni portano alla saldatura delle masse più antiche dando all'isola, anche in conseguenza del distacco della Corsica, la sua forma attuale. Il climaLa temperatura media annuale oscilla tra i 14°C e i 20°C. Durante l'inverno la temperatura difficilmente supera gli 8°C, anche se nelle zone montuose può scendere al di sotto dello zero. Il mese più freddo è gennaio. In primavera si registrano temperature medie attorno ai 13-14°C, in estate arrivano in media a circa 30° e negli altopiani all'interno si toccano punte di oltre 40°, con una forte umidità. Il mese più caldo all'interno è luglio, mentre sulla costa è agosto. La quantità media annua di pioggia che cade sulla Sardegna è assai scarsa, soprattutto se confrontata con quella delle altre regioni d'Italia. Le precipitazioni si concentrano principalmente nelle zone nord occidentali, sono sporadiche e spesso a carattere temporalesco. I periodi di maggiori precipitazioni sono fine autunno, novembre, dicembre e l'inizio della primavera. Non piove quasi mai a giugno e d'estate. I mesi più asciutti sono luglio e agosto. Piove poco d'inverno, quando le precipitazioni nelle località montuose assumono a volte carattere nevoso. Le nevi si sciolgono però durante la stagione estiva, impedendo il formarsi di ghiacci perenni. Una caratteristica peculiare della Sardegna è la presenza quasi costante di venti, tanto che lungo le strade capita spesso di vedere gli alberi piegati a volte quasi fino a terra. La ventosità fa delle coste della Sardegna una delle mete preferite da velisti e surfisti. Il vento che soffia con maggior frequenza è il Maestrale, corrente fredda che soffia con violenza da nord-ovest soprattutto durante il periodo invernale, quando sulla costa occidentale arrivano anche il Ponente e il Libeccio. Nel mese di giugno la Tramontata e il Grecale lasciano il cielo limpido e sereno per lunghi periodi. D'estate, oltre all'immancabile Maestrale, soffia spesso anche lo Scirocco, il vento caldo che arriva da sud-est, che proviene originariamente asciutto dai deserti africani e, attraversando il Mediterraneo, si carica di umidità, portando quindi aria calda umida. Meno frequente è il Levante, che arriva sulla costa orientale ancora fresco ed abbastanza umido, ma superati i rilievi scende caldo sul versante occidentale dove provoca spesso notevoli danni alle colture. Il forte vento che caratterizza l'isola, rende facile il propagarsi degli incendi boschivi. Come in tutta Italia, anche in Sardegna, soprattutto in questi ultimi anni, sono ripresi in numero sempre maggiore i roghi, giudicati per la massima parte dolosi. Per anni si era avuta una continua progressiva riduzione del numero di incendi, anche grazie alle norme che vietavano di concedere l'edificabilità sulle aree incendiate ed imponevano necessariamente il loro rimboschimento. La normativa è stata ulteriormente migliorata, tanto che il reimpianto doveva avvenire esclusivamente con vegetazione autoctona. Sono però, in questo ultimo anno, ripresi in gran misura gli incendi dolosi. Il Servizio Agrometrico Regionale per la Sardegna fornisce le previsioni meteorologiche ed il bollettino del mare costantemente aggiornati validi per le diverse zone e per tutta l'isola.
Qualche consiglio per l'accesso ai siti archeologici e alle spiaggeDiamo ora qualche consiglio per l’accesso ai siti archeologici ed alle spiagge. L'ingresso ai siti archeologici della Sardegna era fino agli anni scorsi libero; oggi quasi tutti sono recintati e solitamente una cooperativa ne gestisce l'accesso a pagamento. Per evitare viaggi a vuoto come è capitato a me, suggeriamo di informarvi preventivamente sugli orari di apertura. Spesso queste cooperative se la prendono molto comoda, rendendo non fruibili i siti da fine mattina a metà pomeriggio. Così è pressoché impossibile visitare gran parte delle bellezze archeologiche dell'isola. A volte l'accesso alle spiagge è limitato, ma rammentiamo a tutti che, con una sentenza del 6 febbraio 2001, la Corte di Cassazione ha dichiarato che nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una determinata Spiaggia. Fatevi rispettare, la legge è dalla vostra parte. La prossima pagina | Nella prossima pagina descriveremo le caratteristiche uniche del suo territorio ed i quasi 2000 chilometri di coste. Descriveremo, inoltre, le caratteristiche di una flora e di una fauna per alcuni aspetti assolutamente uniche, che vengono salvaguardate in aree protette. | |
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