Dal VI al III secolo si sviluppa la colonizzazione cartaginese
I Cartaginesi verranno chiamati in latino Poeni e da questo termine deriva la loro denominazione di Punici. In Sardegna la presenza e la colonizzazione cartaginese copre un periodo che va dal VI al III secolo a.C. Chi sono i Cartaginesi Cartagine è una città-stato fondata attorno al 814 a.C. da coloni Fenici provenienti dalla città di Tiro sulle coste dell'africa settentrionale, dove oggi è la Tunisia. La sua economia è basata su attività agricole, pastorizia, produzione del garum, una salsa liquida piccante di interiora di pesce e pesce salato che viene anche esportata, ed artigianato.
Data l'origine Fenicia della città, l'economia si volge presto in direzione delle attività commerciali e marinare. Durante il sesto secolo a.C., le navi puniche si sostituiscono a quelle Fenicie, e Cartagine acquisisce il dominio del Mediterraneo Occidentale. Mercanti ed esploratori costruiscono una vasta rete di commerci che portarono una grande prosperità ed un grande potere alla città-stato. A Cartagine e in tutte le colonie Fenicie è in vigore un ordinamento di tipo repubblicano. La più alta magistratura dei Cartaginesi sono i Sufeti, o giudici, in numero di due che rimangono in carica un anno. Sono affiancati da due assemblee: quella degli anziani e quella del popolo. La prima è una sorta di senato, di trecento membri appartenenti all'aristocrazia, che esprime un consiglio ristretto di cento membri. L'assemblea popolare è invece composta da tutti gli altri cittadini. Alla base della piramide sociale stanno gli schiavi senza diritti politici e civili. L'arrivo dei Cartaginesi in Sardegna Nel giro di pochi decenni ai Fenici, ospitati amichevolmente, si sostituiscono i Cartaginesi che trasformano la loro presenza in una vera occupazione militare. L'espansione nel Mediterraneo è dovuta alla necessità di garantire a Cartagine la sicurezza dei propri traffici commerciali, minacciata dall'insediamento dei Greci Massalioti ad Alalia sulle coste orientali della Corsica, da dove potrebbero insediarsi in Sardegna.
Il condottiero Malco guida nel 560 a.C. la prima spedizione dei Cartaginesi per invadere l'isola, ma si scontra contro la resistenza della popolazione locale che, con la sua tattica di guerriglia, distrugge la fortezza di Monte Sirai dove i Cartaginesi si erano insediati e respinge gli invasori. Nel 535 a.C. i Cartaginesi, alleati con gli Etruschi, sconfiggono i Greci in una battaglia navale di fronte ad Alalia, ed iniziano l'invasione della Sardegna. Le truppe sono guidate da Asdrubale e Amilcare figli di Magone. Asdrubale muore in battaglia nel 510 ma la guerra viene portata a termine vittoriosamente da Amilcare, il quale prevale sui sardi che riparano nelle zone montagnose dell'interno. I Cartaginesi si spingono nell'interno fino a distruggere la reggia nuragica di Barumini, ricostruiscono la fortezza di Monte Sirai e ne costruiscono altre in posizioni strategiche, per contenere eventuali incursioni della popolazione locale. I resti degli insediamenti fortificati dimostrano la presenza diffusa di truppe, probabilmente mercenarie. Quella cartaginese è un'occupazione militare molto più estesa della penetrazione commerciale Fenicia, arriverà nelle pianure e nelle zone collinari dove saranno fondati diversi centri abitati che serviranno da un lato a proteggere i loro commerci e dall'altro a sfruttare le ricchezze agricole e minerarie dell'interno. Nel 509 Cartagine stipula un trattato con Roma in base al quale ai Romani venne vietato il commercio con la Sardegna. Dopo un primo periodo di forte scontro, il contatto con la popolazione locale in queste località migliorerà al punto da far nascere la cultura punico-sarda. L'occupazione punica trasforma anche l'organizzazione della società sarda. Le città diventano il centro del potere politico, economico, religioso, militare. Quando, nel 368 a.C., scoppia la guerra tra Dionigi I di Siracusa ed i Cartaginesi, i sardi si ribellano nuovamente, forse sobillati da emissari greci. La sollevazione però si conclude prima del 348 a.C. Nello stesso anno Cartagine stipula un nuovo trattato con Roma, che evita ulteriori scontri fino alla prima guerra Punica. L'influenza della presenza punica in Sardegna L'occupazione cartaginese ha avuto molta influenza in Sardegna, soprattutto nelle zone costiere dove, sulle precedenti città Fenicie, hanno edificato i loro porti e le loro città. Le città puniche sono il centro della vita politica e sociale. Sono città ricche di edifici pubblici e privati, hanno strade, acquedotti e fognature. Resti delle città puniche si trovano in diverse località tra le quali la città fortificata di Monte Sirai. A Olbia sono visibili resti della cinta muraria difensiva della quale la città fu dotata nel periodo cartaginese.
I terreni fertili nelle mani di latifondisti vengono coltivati dagli schiavi ed il raccolto viene inviato a Cartagine per soddisfare le necessità della capitale e degli eserciti dislocati nelle varie regioni del Mediterraneo. Si ritiene che i Cartaginesi abbiano insediato nel Campidano comunità di schiavi Libici addetti all'agricoltura. L'introduzione della moneta rappresenta un elemento ulteriore di sviluppo economico in età punica, sostituendo il baratto che costituiva per le popolazioni locali il normale mezzo di scambio commerciale. La religione La religione cartaginese venera molte divinità. La suprema coppia divina è formata da Baal Hammon e Tanit. Baal Hammon deriva dal fenicio El, mentre la dea Tanit deriva dalla Fenicia Astarte o Ashtart. Accanto a Bal Hammon ed a Tanit, compariranno anche numerose altre divinità mutuate dalla religione greca, egizia, etrusca e da altre religioni.
Ne ignoriamo la ragione, ma sappiamo che, a differenza del resto della popolazione, i sacerdoti si radono il viso. Nei primi secoli i rituali della città includono danze ritmiche tratte dalla tradizione Fenicia e sembra che la dea Tanit sia molto popolare. I Cartaginesi introducono in Sardegna il culto delle loro divinità, il dio Baal Hammon e la dea Tanit per la quale viene edificato un Santuario a Nora. Massima espressione della fusione della religiosità sarda con quella punica si ha nel Santuario del dio Sid, nella valle di Antas presso Fluminimaggiore, chiamato comunemente tempio di Antas. Il dio Sid è ritenuto dai Cartaginesi figlio di Baal Hammon e protettore della caccia, alcuni ritengono fosse già venerato dai Fenici e forse fino dal tempo dei Shardana. Babai è il dio eponimo dei Sardi. Nel Santuario viene venerato il dio Sid Babai (Signore Padre), una fusione tra le due divinità che viene a costituire una sorta di divinità nazionale sarda. I Romani lo ribattezzeranno Sardus Pater. La costruzione del tempio di Antas risale al 500 a.C. con successive modifiche nel 300 a.C. Le necropoli Ogni città punica ha una necropoli. La sepoltura è per inumazione, solo in una fase molto successiva si afferma l'incinerazione, rito mutuato dalla cultura greca. Nelle necropoli puniche le tombe sono solitamente scavate nella roccia, sono tombe a camera a cui si accede tramite un pozzo con una scaletta scavata nella roccia che porta a una piccola stanza al cui interno si trova il sarcofago, che viene ricoperto di terra dopo la deposizione, e in altri casi attraverso un corridoio d'accesso chiamato dromos.
Molte di queste tombe sono decorate da pitture o rilievi e spesso sulle pareti interne è raffigurato il caratteristico segno della dea Tanit. Nelle tombe a camera, gli oggetti personali del defunto, come ad esempio gli anelli, i gioielli, vengono sepolti nel sarcofago insieme ad esso, mentre il corredo funerario, costituito da piatti, brocche, lucerne, coppe, vasetti per gli oli profumati, ampolle, viene collocato all'interno della camera vicino al sarcofago. Dove un tempo sorgevano Sulci, Bithia, Monte Sirai e Tharros sono ancora oggi visibili i resti delle necropoli puniche. I defunti venivano inumati in tombe a camera scavate nella roccia secondo l'usanza punica. Cosa resta della cultura punico-sarda Sulle rovine delle città Fenicie vengono edificate le città puniche, delle quali restano soprattutto le necropoli dato che sul centro abitato verranno successivamente edificate le città romane, e viene realizzata una prima rete stradale.
Sono stati rinvenuto numerosi prodotti dell'artigianato punico: scarabei, pietre vitree multicolori per amuleti e collane, oggetti di oreficeria, idoli in bronzo, statuette e bruciatori di profumi in terracotta. La terracotta viene utilizzata anche per realizzare maschere orride, con il volto deforme e la bocca ghignante per tenere lontani gli spiriti maligni.
La prossima pagina | Nella prossima pagina vedremo come nel 232 avanti Cristo arrivano in Sardegna i Romani. Inizia una occupazione che durerà oltre sette secoli producendo la Romanizzazione della Sardegna. | |
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